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Paesi | Oceania | Polinesia | Tuvalu

Spazio fisico

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Tuvalu comprende cinque atolli e altre quattro isole coralline ubicate nell'Oceano Pacifico centro-occidentale, poco a sud dell'equatore, circa 4000 km a nord-est delle coste australiane. Assai modesta è la superficie emersa complessiva del Paese, le cui isole sono disposte in un settore oceanico allungato per quasi 700 km in direzione NW-SE. L'isola maggiore dell'arcipelago, Vaitupu, occupa un'area di soli 5 kmq.
Il rilievo di tutte le isole è caratterizzato da quote molto basse, che si mantengono sempre al di sotto di 6 m s.l.m., ed è rappresentato da costruzioni coralline. I coralli hanno impiantato le loro colonie sugli orli di crateri vulcanici ormai estinti e posti a debole profondità; prosperano, infatti, a profondità comprese tra 0 e 50÷60 metri e hanno eretto, con il passare del tempo, potenti strutture organogene, che laddove emergano e presentino in pianta una forma circolare costituiscono i pittoreschi atolli.
Il clima è costantemente caldo e umido durante tutto l'arco dell'anno; le temperature medie diurne variano tra 27 e 29 ºC, ma spesso la calura è mitigata dalla presenza di venti sud-orientali. Le precipitazioni medie annue sono quasi ovunque maggiori di 2500 mm annui, in parte apportate dai temibili uragani che periodicamente investono l'arcipelago.
La vegetazione è limitata ad alcune specie di alberi (palme da cocco, alberi del pane, pandani) e di erbe. Anche la fauna terrestre è piuttosto scarsa, mentre quella marina è varia e abbondante negli ambienti di scogliera corallina e di laguna interna.
A causa dell'assenza di rilievi montuosi e dell'elevatissima porosità delle rocce carbonatiche, in grado di assorbire rapidamente le pur abbondanti acque piovane, gli abitanti sono costretti a ricavare l'acqua potabile mediante l'immagazzinamento di acqua piovana. Molto utilizzata per dissetarsi è la noce di cocco.

Ambiente umano

Testo completo:

Al censimento del 2002 la popolazione, costituita da Polinesiani, era risultata di 9561 ab., saliti a 10 000, secondo una stima successiva. L'incremento demografico naturale è ancora molto sostenuto (13,9‰ nel 2002), soprattutto se rapportato alle scarse risorse del Paese, e di conseguenza una gran parte della popolazione in età lavorativa è costretta a cercare lavoro altrove: consistenti sono i flussi migratori che si dirigono verso le miniere di fosfati di Nauru (peraltro in via di esaurimento) e la vicina Kiribati. Unico centro di rilievo è la capitale Vaiaku, sull'atollo di Funafuti, dotata di un buon porto e di un aeroporto. Per il resto la forma di insediamento prevalente è il villaggio, con abitazioni tradizionali, costituite da capanne o case in legno. La dispersione stessa degli atolli su un'ampia superficie oceanica non favorisce la coesione interna del piccolo Stato e le relazioni tra i diversi gruppi umani e sociali.

Aspetti economici

Testo completo:

Con un PNL totale di 14,7 miliardi di dollari (1998) reddito medio pro capite di appena 1400 dollari annui, Tuvalu è uno dei Paesi meno sviluppati dell'Oceania e per sopravvivere dipende in larga misura dagli aiuti internazionali (in particolare del Regno Unito) e dalle rimesse degli emigrati. Inoltre ogni tentativo di uscire da questa perenne situazione di crisi è frustrato dal fatto che l'arcipelago si trova in un'area spesso interessata da gravi sconvolgimenti meteoclimatici (ultimo in ordine di tempo, il ciclone Kelo, che alla metà del 1997 ha devastato le isole Niulakita e Nukulaelae) e dal fatto che le infrastrutture di trasporto e di comunicazione sono assolutamente inadeguate.
Le sole fonti di reddito locali sono la pesca, l'agricoltura, le emissioni filateliche per collezionisti, attività, quest'ultima, che tuttavia negli ultimi anni si è molto ridimensionata. Di notevole interesse sono le risorse del mare: infatti, oltre a quelle ittiche, destinate ad integrare la dieta alimentare degli abitanti delle isole, si raccoglie corallo rosa, mentre, ad est dell'atollo di Niulakita, sono stati scoperti nel 1991 giacimenti di minerali pregiati, il cui sfruttamento è già stato avviato. Sempre nell'ambito delle risorse marine, notevole importanza ha la vendita di licenze di pesca a flotte straniere.
Il principale prodotto agricolo è la palma da cocco, da cui si ricava la copra, largamente esportata; tuttavia questa vera e propria monocoltura rende il Paese vulnerabile, in quanto soggetto alle fluttuazioni dei prezzi sui mercati internazionali. Le altre colture agricole sono di sussistenza: si producono taro, papaya, pandano, banane e pochi ortaggi e i prodotti alimentari sono la prima voce delle importazioni.
Del tutto marginale è l'industria, fatta eccezione per piccole aziende tessili e alimentari. La scarsa accessibilità delle isole e la carenza delle infrastrutture ostacolano lo sviluppo del turismo, che al momento resta molto modesto (898 arrivi nel 1996). Nel 1994, grazie all'intervento di capitali thailandesi, ha avuto inizio la costruzione di alcuni impianti ricettivi ed è in programma la creazione di alcuni collegamenti aerei regionali con Kiribati, Nauru e le isole Marshall.
Alla fine del 1998 il governo, sempre alla ricerca di nuove fonti di reddito che facciano uscire il Paese dal suo stato di perenne dipendenza economica, ha annunciato la firma di un contratto con una compagnia di informazione canadese per la commercializzazione della sigla del suo nome, ".tv", in ambito Internet; tuttavia, a metà del 1999, gli introiti erano ancora molto inferiori al pattuito e, nel febbraio del 2000, risolto il contratto precedente, il suffisso ".tv" è stato venduto a una compagnia statunitense, con un sostanziale incremento del prodotto interno lordo delle isole Tuvalu. Nel 2000 il Paese è stato censurato dall'OCSE (Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico) come "paradiso fiscale" e ha emanato norme antiriciclaggio.

Storia

Testo completo:

Testimonianze linguistiche e tradizioni culturali indicano la provenienza polinesiana, prevalentemente da Tonga e Samoa, della popolazione che all'inizio del XIV secolo si insediò nelle isole di Tuvalu. Solo parzialmente conosciute dagli Spagnoli nel XVI secolo, fu nel 1819 che in seguito all'approdo del capitano Arent De Peyster a Funafuti le isole vennero scoperte dagli Europei. Denominate isole Ellice (dal cognome del proprietario della Rebecca, la nave comandata da De Peyster), fra il 1820 e il 1870 furono raggiunte da numerosi coloni provenienti dall'Europa, mentre la prima missione cristiana vi si insediò nel 1865.
Protettorato britannico fin dalla fine del XIX secolo, nel 1916 ricevettero lo status di colonia insieme alle isole Gilbert (Gilbert and Ellice Islands Colony). Dopo l'invasione giapponese di queste ultime, nel corso della seconda guerra mondiale, le Isole Ellice furono occupate da forze statunitensi che vi insediarono proprie basi militari.
All'indomani della seconda guerra mondiale, l'emigrazione di popolazione in ricerca di occupazione dalle isole Ellice alle isole Gilbert alimentò il contrasto fra i due gruppi di popolazione insediati nel territorio, di origine polinesiana il primo, di origine micronesiana il secondo. Furono poste allora le basi della successiva separazione, posta in atto nel 1978, con l'indipendenza delle Ellice, che presero il nome di Tuvalu e si costituirono in Stato indipendente nell'ambito del Commonwealth, con la regina britannica come capo dello Stato.
Proprio il problema dei rapporti con la Gran Bretagna rappresentò uno dei nodi principali della vita politica del piccolo Stato: Londra venne ripetutamente accusata di scarsa disponibilità nel sostenere con aiuti economici lo sviluppo di Tuvalu e sia nel 1986 sia nel 1992 fu posta all'ordine del giorno nell'agenda parlamentare l'ipotesi di trasformare l'assetto istituzionale del Paese dando vita ad una repubblica. In ambedue le occasione la proposta venne bocciata, ma negli anni successivi aumentarono le spinte verso un consolidamento dell'autonomia del Paese dalla Gran Bretagna.
Tuttavia, sulle prospettive di sviluppo di Tuvalu, che si pone fra i Paesi più poveri del mondo, gravava anche il previsto rientro di un migliaio circa di persone occupate presso i giacimenti di Nauru, il cui prossimo e prevedibile esaurimento si poneva così come un problema di carattere regionale. La necessità di affrontare collettivamente i problemi regionali spinse Kiribati, Nauru, le isole Marshall e Tuvalu a dar vita nella seconda metà degli anni Novanta a un nuovo raggruppamento, con l'obiettivo di promuovere lo sviluppo dell'area. Al tempo stesso le autorità del piccolo Paese si adoperarono per rafforzare i legami con Stati come l'Australia o la Nuova Zelanda, con l'obiettivo di ampliare anche attraverso accordi bilaterali le prospettive di occupazione della popolazione di Tuvalu. Nel corso del 1997, il governo stanziò fondi per potenziare il sistema bancario e l’economia del paese, che subì una nuova battuta d’arresto l’anno successivo a causa delle polemiche che accompagnarono le elezioni parlamentari di marzo. Nell’aprile 1999 fu costretto alle dimissioni il primo ministro Paeniu e fu sostituito da Ionatana, che portò lo stato a diventare un membro del Commonwealth nell’agosto 2000. Il 2001 vide un avvicendarsi di personaggi alla guida dello stato, a testimonianza di un difficile equilibrio interno non ancora raggiunto: in febbraio Ionatana fu sostituito da Luka nella carica di primo ministro e quest’ultimo in dicembre dovette lasciare il posto a Koloa Talake.

Popolazione

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Popolazione totale: 9827
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Popolazione urbana (%): 50,56
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Gruppi etnici:

polinesiani 96%, micronesiani 4%

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Lingue:

tuvaluano, inglese, samoano, kiribati (sull' isola di Nui)

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Religioni:

Chiesa di Tuvalu (congregazionalisti) 97%, avventisti del VII settimo giorno 1,4%, baha' i 1%, altre 0,6%

Demografia

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Tasso di crescita: 0,27
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Tasso di natalità: 0,00
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Tasso di mortalità: 0,00

Media dell'area geografica: 3.8966666857402 (su un totale di 3 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 0,00
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Tasso di mortalità infantile maschile: 0,00
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Tasso di fecondità totale: 0,00
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Età mediana: 0,00
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Aspettativa di vita maschile: 0,00
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Aspettativa di vita femminile: 0,00

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 2
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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,00
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Diffusione contraccettivi (%): 31
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Diffusione assistenza prenatale (%): 97
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Assistenza specializzata al parto (%): 98
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 98
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 97
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 98
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 88
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 81
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 84

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 14,73
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 21,63
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Numero reti televisive: 0
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 30,00

Trasporti

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Aeroporti:

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