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Paesi | Oceania | Micronesia | Nauru

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Nessuna - Yaren (sede del governo)
Superficie (km²): 21
Densità (ab/km²): 481
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.naurugov.nr/
Data dell'indipendenza: 31 gennaio 1968
Indipendenza da: Regno Unito-Nuova Zelanda-Australia
Moneta: Dollaro australiano
Membership:

ACP, ADB, C, FAO, ICAO, ICCt, Interpol, IOC, ITU, OPCW, PIF, Sparteca, SPC, UN, UNCTAD, UNESCO, UPU, WHO

Spazio fisico

Testo completo:

Nauru è un atollo che sorge su un rilievo marginale della dorsale Salomone-Caroline, ed è di costituzione essenzialmente madreporica. Di forma ovale, con una superficie di appena 21 kmq, è interamente circondata da una scogliera corallina che emerge dalle acque dell'oceano in occasione della bassa marea. All'interno della scogliera si trovano prima una stretta spiaggia sabbiosa, poi una striscia di terreno fertile, larga da 200 a 300 m, che orla il nucleo più interno dell'isola, costituito da un vasto ripiano corallino alto da 12 a 40 m e interamente ricoperto da un grande giacimento di fosfati. In una depressione della sezione sud-occidentale si trova la piccola laguna Buada, le cui acque sono salmastre.
Il clima è nettamente equatoriale: la temperatura raggiunge valori elevati, oscillando tra i 25 ed i 34 °C, mentre le precipitazioni si aggirano intorno ai 2000 mm annui. L'umidità relativa varia tra il 70 e l'80%. La vegetazione comprende banani, palme da cocco, manghi, pandani e papaie, diffusi in particolar modo lungo la fertile striscia costiera e le rive della laguna Buada.

Ambiente umano

Testo completo:

Al censimento del 1992 gli abitanti di questo piccolo atollo ammontavano a 9919 unità, salite a 12 600, secondo una stima successiva, per una densità media (594 ab./kmq) che è la più elevata dell'intera Oceania. Il 69% della popolazione è formato da indigeni autoctoni (Nauruani, d'origine malese-polinesiana), il 2,5% da filippini, il 2,3% da Cinesi, e la restante parte da indigeni provenienti da altre isole (per lo più dalle Gilbert) e da Europei.
I Nauruani presentano in prevalenza i caratteri della razza polinesiana, ma non si conosce con esattezza la loro provenienza, né si sa quando presero stabilmente possesso dell'isola. All'inizio del secolo scorso erano circa un migliaio e poco prima della seconda guerra mondiale il loro numero era salito a 1800; nel 1942 l'isola fu occupata dai Giapponesi, che ne deportarono più di un migliaio sull'isola di Chuuk (nelle Caroline orientali), dove circa la metà si stabilì in maniera definitiva.
In seguito, la popolazione di Nauru si è accresciuta molto rapidamente ed oggi il tasso medio di incremento demografico resta alquanto sostenuto, prodotto da un tasso di natalità del 19,5‰ (2002), cui fa riscontro un tasso di mortalità del 7,1‰. I Nauruani si concentrano prevalentemente a Yaren, la capitale, e in piccoli centri disseminati lungo la piana costiera.

Aspetti economici

Testo completo:

La maggiore risorsa economica del Paese è rappresentata dall'estrazione dei fosfati, che garantisce un elevato tenore di vita agli isolani. Tuttavia, poiché le riserve sono prossime all'esaurimento, il governo ha cercato, nell'ultimo decennio del Novecento, di proteggere il Paese dalle conseguenze tipiche delle economie rigidamente ancorate all'utilizzazione di una sola e soprattutto estinguibile risorsa naturale. Gli introiti minerari, generalmente in grado di ripianare la bilancia commerciale, sono stati in parte reinvestiti in attività fuori del Paese, in parte versati in un fondo comune a lungo termine (il Nauru Phosphate Royalties Trust) e in parte, ancora, utilizzati per rafforzare altri settori produttivi. Tra il 1990 e il 1997 le esportazioni dei fosfati sono scese a 510 000 t annue (contro 1 580 000 t annue degli anni Ottanta); in seguito ha inciso negativamente anche la crisi economico-finanziaria attraversata da numerosi Paesi asiatici, per cui esse hanno registrato un ulteriore declino del 18%. Poiché le attività estrattive hanno prodotto nel tempo consistenti danni ambientali, rendendo inabitabile e sottraendo alla possibilità di sfruttamento agricolo ben l'80% della superficie territoriale, negli anni 1993-1994 Nauru è stata risarcita dalle compagnie straniere che sfruttano i giacimenti dell'isola di circa 100 milioni di dollari australiani, importo versato per circa i tre quarti dall'Australia, mentre il quarto rimanente è stato coperto dalla Nuova Zelanda e dal Regno Unito. Inoltre il governo ha varato un piano di risanamento della vegetazione e di ripopolamento della fauna, un tempo assai ricche.
Per quanto riguarda gli altri settori produttivi, l'agricoltura produce su piccola scala parte di quanto è necessario all'alimentazione locale (frutta tropicale, ortaggi), supportata da un discreto allevamento di maiali e pollame: tutto il resto, compresa l'acqua da bere, è importato. Discreta è la pesca, praticata soprattutto da battelli stranieri su licenza. Nel 1998 il Giappone ha finanziato la costruzione di un nuovo porto, in grado di accogliere imbarcazioni di stazza media, e all'inizio del 1999 il governo delle isole Marshall ha dato la propria disponibilità alla sorveglianza della "zona economica esclusiva" di Nauru.
Sempre in funzione del futuro economico dell'isola, sono stati potenziati i servizi aerei e navali e sono stati indirizzati consistenti investimenti al potenziamento del settore terziario: in particolare finanziario. E proprio le attività finanziarie nel 2000 sono state censurate dall'OCSE, che ha inserito Nauru tra i "paradisi fiscali": lo Stato tuttavia non ha modificato le sue norme e continua a essere uno dei centri mondiali del riciclaggio.

Storia

Testo completo:

Non molto si conosce della storia dell'isola di Nauru nel periodo precedente alla scoperta degli Europei, avvenuta nel 1798. In quell'anno infatti essa venne visitata dal capitano britannico John Fearn, che aveva intrapreso una traversata dalla Nuova Zelanda alla Cina.
L'arrivo degli Europei alterò la coesistenza pacifica delle dodici tribù autoctone e negli ultimi decenni del XIX secolo l'isola venne interessata da incessanti scontri fra i diversi clan. Tale situazione fu presa a pretesto dai coloni di origine tedesca per chiedere protezione al loro governo, finché nel 1888 l'isola fu incorporata nel protettorato tedesco delle isole Marshall.
Dalla fine del XIX secolo, la storia dell'isola fu fortemente influenzata dalla scoperta di consistenti giacimenti di fosfati: nel 1906 una compagnia britannica cominciò lo sfruttamento delle miniere, dividendo inizialmente i profitti con una società tedesca.
Occupata dagli Australiani all'inizio della prima guerra mondiale (1914), nel 1919 fu assegnata dalla Lega delle Nazioni in mandato congiunto a Gran Bretagna, Nuova Zelanda e Australia. Particolarmente tragico fu il periodo della seconda guerra mondiale, quando Nauru fu invasa dai Giapponesi (1942-45) e subì la deportazione forzata di due terzi della popolazione.
Nel 1947 le Nazioni Unite l'affidarono nuovamente in amministrazione fiduciaria a Gran Bretagna, Nuova Zelanda e Australia, ma fu in particolare quest'ultima a curarne l'effettiva amministrazione. Ottenuto l'autogoverno nel 1966, Nauru ottenne la piena indipendenza nel 1968, diventando membro associato del Commonwealth l'anno successivo.
Fra il 1967 e il 1970, Nauru ottenne infine il controllo delle proprie miniere, grazie ad un accordo con Australia, Nuova Zelanda e Gran Bretagna. La storia di Nauru dopo l'indipendenza fu quindi caratterizzata dalla presenza di tale fonte di ricchezza che ne fece uno dei Paesi più ricchi dell'area; un accordo con l'Australia (1993) stabilì inoltre l'obbligo per questo Paese di risarcire finanziariamente Nauru per i danni subiti prima dell'indipendenza, a causa dell'attività mineraria che aveva reso circa l'80% del territorio di Nauru non abitabile. L'esaurimento delle risorse minerarie, previsto per l'inizio del nuovo millennio, rappresentava una grave fonte di incertezza per il futuro del piccolo Stato insulare: negli ultimi anni Novanta le autorità di Nauru si adoperarono per riconvertire l'economia del Paese, dando forte impluso al settore terziario-finanziario; ma tale spinta, soprattutto il forte aumento delle attività finanziarie, si ripercosse anche negativamente sulla situazione interna, alimentando fenomeni di corruzione e di instabilità politica. La preoccupazione per le conseguenze dell'esaurimento delle miniere e le ripercussioni di tale fenomeno sull'economia regionale spinse Kiribati, Nauru, le isole Marshall e Tuvalu a dar vita nella seconda metà degli anni Novanta ad un nuovo raggruppamento, con l'obiettivo di promuovere lo sviluppo dell'area attraverso un maggior coordinamento dell'azione dei singoli stati.
Fra i più accesi contestatori degli esperimenti nucleari francesi, effettuati nella Polinesia Francese fra il 1995 e il 1996, Nauru conobbe verso la fine del millennio un maggior risalto sul piano internazionale; nel 1999, divenuto membro a pieno titolo del Commonwealth, entrò a far parte anche delle Nazioni Unite. Nel 2000 l’economia nazionale dovette fronteggiare un’aperta ostilità da parte degli stati delle Nazioni Unite: il sistema bancario fu messo sotto pressione dalla comunità internazionale affinché partecipasse attivamente alla guerra contro il riciclaggio del denaro. Nel 2001 René Harris è stato eletto presidente della Repubblica.

Popolazione

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Popolazione totale: 10255
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Popolazione urbana (%): 100,00
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Gruppi etnici:

nauruani 58%, altri isolani del pacifico 26%, cinesi 8%, europei 8%

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Lingue:

nauruano (ufficiale), inglese (largamente parlato e usato in ambiente governativo e commerciale)

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Religioni:

congregazionalisti di Nauru 35,4%, cattolici 33,2%, Chiesa indipendente di Nauru 10,4%, altre 14,1%, nessuna 4,5%, non specificate 2,4%

Demografia

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Tasso di crescita: 0,28
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Tasso di natalità: 0,00
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Tasso di mortalità: 0,00

Media dell'area geografica: 1.2359999656677 (su un totale di 5 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 0,00
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Tasso di mortalità infantile maschile: 0,00
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Tasso di fecondità totale: 0,00
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Età mediana: 0,00
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Aspettativa di vita maschile: 0,00
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Aspettativa di vita femminile: 0,00

Indicatori socio-sanitari

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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,00
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Diffusione contraccettivi (%): 36
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Diffusione assistenza prenatale (%): 95
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Assistenza specializzata al parto (%): 97
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 90
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 90
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 50
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 50

Comunicazioni

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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 0,00
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 65,00
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Numero reti televisive: 1
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 0,00

Trasporti

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Aeroporti:

1