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Paesi | Europa | Europa settentrionale | Regno Unito

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Londra
Superficie (km²): 243610
Densità (ab/km²): 248
Forma di governo: Monarchia costituzionale
Sito ufficiale del Governo: https://www.gov.uk/
Moneta: Sterlina inglese
Membership:

ADB (membro non regionale), AfDB (membro non regionale), Arctic Council (osservatore), Australia Group, BIS, C, CBSS (osservatore), CDB, CE, CERN, EAPC, EBRD, EIB, ESA, EU, FAO, G-20, G-5, G-7, G-8, G-10, IADB, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICCt, ICRM, IDA, IEA, IFAD, IFC, IFRCS, IHO, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC, MIGA, NATO, NEA, NSG, OAS (osservatore), OECD, OPCW, OSCE, Paris Club, PCA, PIF (partner), SECI (osservatore), UN, UN Security Council, UNAMID, UNCTAD, UNESCO, UNFICYP, UNHCR, UNIDO, UNMIL, UNMIS, UNOMIG, UNRWA, UNWTO, UPU, WCO, WEU, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO, ZC

Spazio fisico

Testo completo:

Geomorfologia. Il Regno Unito è caratterizzato da un profilo costiero molto articolato, con penisole e lobi separati da profonde insenature che si corrispondono dai due lati, in modo da creare degli istmi, che diminuiscono d'ampiezza verso nord. Tali insenature ora hanno carattere di estuario (Tamigi, Humber), ora sono costituite da insenature imbutiformi, strette e allungate, dette firths, come il Firth of Forth e il Firth of Clyde, che formano la maggiore strozza tura dell'isola. Più a sud il Solway Firth separa la Scozia dall'Inghilterra. In questa la Cornovaglia e il Galles, separati dal Canale di Bristol, formano due ampie penisole. Nel rilievo, vivace è il contrasto tra le parti settentrionali e occidentali, prevalentemente accidentate e montuose, e la parte sud-orientale, in prevalenza piana. La morfologia risulta complessa perché il rilievo consta di gruppi e massicci separati (da nord a sud: North West Highlands, Grampiani, Cheviot o Southern Uplands, Monti del Cumberland, Monti Pennini ), residui di catene molto antiche, un tempo assai elevate, oggi ridotte a modesta altezza. Questa diminuisce da nord a sud (Ben Nevis nella Scozia, 1.343 m; Monti del Cumberland, 978 m; Monti Pennini, 973 m).

 

Clima. Pressoché tutto il territorio è soggetto a un clima essenzialmente oceanico, uniformemente mite e piovoso; ciò è il risultato della vasta apertura marittima del Paese, privo inoltre di barriere montagnose interne e in posizione marginale ri spetto al blocco delle terre continentali, e della sua forma, che si espande proprio nella più temperata sezione meridionale; fondamentale è l'influsso della calda corrente del Golfo, grazie alla quale, a parità di latitudine, le temperature invernali sono assai più alte che nell'Europa centro-orientale. Inverni tiepidi, estati fresche, umidità costante sono fattori di grande rilievo anche ai fini del popolamento delle isole. Variazioni tuttavia non mancano da parte a parte; più sensibili sono infatti gli influssi delle masse d'aria marittime sul versante occidentale, mentre a est, specie d'inverno, si fanno più marcati quelli anticiclonici continentali. Le temperature così variano alquanto da ovest a est, specie per quanto concerne i valori termici in vernali: nel mese più freddo, gennaio, si passa dai 3,5 °C della zona di Londra ai 6,5 °C della Cornovaglia, la regione più calda del Regno Unito (tanto da consentire la presenza persino delle palme e di altre essenze subtropicali). Abbastanza regolare è invece l'innalzarsi, da nord a sud, dei valori termici estivi: in luglio l'Inghilterra meridionale è attraversata dall'isoterma dei 16,5 °C, la Scozia settentrionale da quella dei 13 °C. Le piogge cadono frequentemente in ogni stagione; tuttavia molto meno umido è il lato orientale, più "continentale", del Paese (Londra e in genere l'Inghilterra ricevono meno di 700 mm annui di piogge), mentre sui versanti degli Highlands più esposti alle masse d'aria marittime si raggiungono persino i 5.000 mm annui. Frequenti sono le nebbie, per l'incontro dell'aria calda e umida portata dalla corrente del Golfo con quella fredda dell'interno.

 

Flora. Uno splendido tappeto prativo, interrotto da ammanti di maestose latifoglie come la quercia, è il risultato delle condizioni climatiche, specie per l'Inghilterra; nel nord e sui rilievi le coperture vegetali si impoveriscono, passando ai boschi di conifere ma soprattutto alle brughiere e ai magri pascoli, sino alle tundre dell'estremo nord (Isole Shetland e Orcadi), prime avvisaglie dell'ambiente subartico.

 

Idrografia. In un territorio così geograficamente assestato i fiumi hanno corsi maturi, antichissimi, e portate abbondanti e regolari, in quanto sono ben alimentati dalle precipitazioni; il loro sviluppo è però breve, data la conformazione dell'isola, complessivamente stretta, allungata e interrotta da groppe montuose. In genere, inoltre, i fiumi sfociano con ampi e profondi estuari, nei quali si sono potuti sviluppare ben protetti e importanti centri portuali: in primo luogo Londra alla foce del Tamigi, Glasgow a quella del Clyde (principale fiume della Scozia), Liverpool del Mersey, Bristol del Severn, Kingston-upon-Hull sull'Humber (l'estuario dei fiumi Trent e Ouse). In particolare ampi e in buona misura navigabili sono i fiumi inglesi, mentre hanno corso piuttosto veloce e impetuoso nella Scozia e nel Galles, dove sono utilizzati per la produzione di energia elettrica. Tipici della regione scozzese sono i lochs, laghi stretti, allungati, talora profondamente incassati; il più esteso bacino lacustre del Paese è però l'irlandese Lough Neagh (396 km 2 ), dalle sponde basse ma frastagliatissime.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento. Il popolamento del Regno Unito è avvenuto per successive immigrazioni, tutte peraltro dall'Europa. Le tracce più antiche (III millennio a.C.) di una stabile occupazione risalgono alle popolazioni neolitiche giunte da sud-ovest (costruttori delle architetture megalitiche), mentre da sud-est provengono quelle genti agricole - i cosiddetti Beakers - che introdussero forme ben organizzate di sfruttamento del suolo. Più estese e consistenti le testimonianze dei Celti, che hanno dato un sostrato incancellabile all'umanizzazione del territorio britannico, oltre che alla cultura inglese. Le manifestazioni delle civiltà celtiche tuttavia si trovano soprattutto nel Galles e in altre parti della sezione occidentale dell'isola, la più montagnosa, la più difesa, vera e propria "frangia celtica" per la ricca presenza di elementi dell'antica cultura venuta dal continente. Lo spostamento dei Celti verso tale aspra regione fu dovuto all'immigrazione degli Angli e dei Sassoni, avvenuta dopo la romanizzazione tra il V secolo e il VI. Queste genti, che hanno dato l'impronta definitiva alla popolazione britannica, occuparono inizialmente le pianure meridionali e il fronte orientale dell'isola, ricacciando via via verso ovest l'elemento celtico. Ma è in questa stessa pianura meridionale che fin da allora andò concentrandosi la popolazione, e ciò per ovvie ragioni, date le condizioni ambientali più favorevoli allo sfruttamento agricolo. Dopo la penetrazione dei Vichinghi tuttavia, che giunti dalla Scandinavia colonizzarono la costa, ci fu la formazione di nuove aree di popolamento periferiche, presso le migliori foci fluviali, cioè là dove poi sorsero o si svilupparono quelle grandi città portuali che nella geografia umana dell'isola fungono da congegni di primo piano e che diedero un orientamento nuovo all'economia britannica.

 

Sviluppo demografico. Quanto ai dati circa la consistenza demografica dell'isola, nel XVI secolo la popolazione del Galles e dell'Inghilterra era di appena 2,5 milioni di abitanti; nel XVIII secolo però essi erano già raddoppiati. Poco dopo ebbe inizio la Rivoluzione Industriale, che si accompagnò notoriamente a profonde trasformazioni nella geografia umana del Paese, sia per quanto rigua rda la distribuzione della popolazione, sia per quanto riguarda gli sviluppi demografici. Già nel 1801, anno del primo censimento, vi erano nel Regno Unito 10,5 milioni di abitanti (8,9 milioni di abitanti nell'Inghilterra e nel Galles, 1,6 in Scozia), che da allora aumentarono con ritmo elevatissimo (fino al 1880 il tasso di natalità si mantenne sul 35%), nonostante l'emigrazione e l'alta mortalità causata dalle pessime condizioni in cui viveva nei suburbi (slums ) il sottoproletariato urbano. Agli inizi del XX secolo la popolazione del Regno Unito era di oltre 38 milioni di abitanti, divenuti 44 nel 1921, 49 nel 1941, 52,7 nel 1961 e 56,6 nel 1985.

 

Emigrazione. L'emigrazione ha notevolmente pesato sugli sviluppi demografici di questo secolo. Il fenomeno divenne massiccio ai primi dell'Ottocento. Le cause furono le stesse che motivarono la grande corsa alle città e ci oè la degradazione dell'economia tradizionale dopo la rivoluzione indotta dagli Enclosures Acts, con la recinzione delle proprietà dovuta alla formazione dei latifondi e il conseguente abbandono delle colture seminative a favore del pascolo, fatto che gettò nella povertà migliaia di contadini. Ciò si verificò anche in Irlanda dove i vecchi possidenti inglesi, i Landlords , avevano intrapreso una colonizzazione che radicò sempre di più l'elemento e la cultura inglesi nell'isola vicina. A questi fatti interni si aggiunse l'espansione economica e commerciale nelle terre d'oltreoceano, donde i coloni cominciarono ben presto a esportare i loro prodotti nell'ex madrepatria (grani statunitensi, carni congelate australiane e neozelandesi ecc.), con ingentissimi danni per l'agricoltura britannica. All'abbandono delle campagne fece riscontro l'addensamento nelle città industriali o nelle aree meglio favorite dal punto di vista industriale (zone minerarie, città portuali ecc.). Ma ovviamente vi era sempre un surplus demografico che veniva in parte assorbito dall'emigrazione. L'America Settentrionale accolse subito il maggior numero di emigranti, che in misura minore e in un secondo tempo si diressero anche verso l'Africa del Sud, l'Australia e la Nuova Zelanda. Il grande movimento verso gli Stati Uniti cominciò a diminuire attorno al 1914; si calcola che nei precedenti cento anni, tra il 1813 e il 1915, complessivamente le Isole Britanniche abbiano perduto 16-20 milioni di abitanti a causa dell' emigrazione. Questa riprese dopo il 1920 con una media di 200.000 partenti all'anno.

 

Immigrazione. Vi è stata però fin dai primi decenni del secolo una rilevante corrente di ritorno, che toccò negli anni Venti quote elevate per riprendere consistenza soprattutto dopo l'ultima guerra mondiale, che ha visto il ritorno di numerosi Inglesi dagli USA, dal Canada ecc. Essa si è accompagnata all'immigrazione di Indiani, Africani e gente di colore provenienti dai Paesi del Commonwealth, spinti sia da ragioni politiche sia dalle richieste di manodopera non qualificata. Oggi questi immigrati popolano soprattutto la fascia periferica di Londra e delle altre grandi città e la loro integrazione rappresenta uno spinoso problema. Ora migrazione ed emigrazione sono calate entrambe; il numero degli immigrati supera quello dei partenti. L'incremento naturale dopo l'ultima guerra si è attestato su valori quasi nulli.

 

Distribuzione. Vi sono differenze sensibili da parte a parte, e ciò a causa anche dello spopolamento che interessa soprattutto certe regioni povere della Scozia settentrionale a vantaggio delle aree più attive e urbanizzate dell'Inghilterra (il cosiddetto scivolamento verso sud, Drift to the South). È in corso, in sostanza, un fenomeno di concentrazione in poche zone che continua quello avviato con la Rivoluzione Industriale. Le aree privilegiate da questa sono state la zona intorno all'estuario del Tamigi, dove sorge Londra, quelle minerarie e carbonifere dei Midlands e i Lowlands scozzesi (con Glasgow ed Edimburgo). È qui che sono ubicate le altre metropoli, che con i loro popolosi dintorni fanno registrare densità superiori ai 500 abitanti/km 2 . Al di fuori di queste aree si distinguono territori regionali gravitanti sulle grandi città che contano sui 200 abitanti/km 2 e le aree più povere, marginali, con meno di 50 abitanti/km 2 . La regione più den samente popolata è l'Inghilterra con 379 abitanti/km 2 , il Galles ha 141 abitanti/km 2 , la Scozia 66 abitanti/km 2 .

 

Concentrazione urbana. L'urbanesimo, assai sviluppato, ha origini antiche nel Regno Unito: esso conobbe i suoi primi sviluppi già in età romana e molte città inglesi, come Londra, si sono sviluppate proprio sui primitivi nuclei romani. È tuttavia nel Medioevo che la città inglese viene configurandosi così come appare ancor oggi nel nucleo di molti centri cosiddetti storici, dominati dalla cattedrale e con quartieri di strette viuzze: Canterbury, uno dei meglio conservati centri medievali, così come Oxford e Cambridge , i quali però ebbero sempre una loro funzione specifica, in quanto sedi universitarie e di cultura. La struttura urbanistica della città ottocentesca comprendeva intorno al nucleo originario una zona di industrie e centri residenziali (inner zone) che nel corso di questo secolo perse le sue funzioni originarie e divenne la City, sede degli affari, delle banche, delle società industriali, mentre la popolazione scelse, come aree residenziali, le zone più periferiche, secondo un movimento verso l'esterno (overspill ) che ha finito col dare agli sviluppi urbani un ampliamento a macchia d'olio. Il fenomeno è continuato fino a tutta la prima metà di questo secolo, provocando fenomeni di congestione, cui si pose rimedio con interventi diretti, dopo l'ultima guerra, da un organismo di pianificazione urbana; a esso si deve la creazione di città-giardino e di città nuove, le famose new towns , che furono sperimentate intorno a Londra, per attenuare l'assedio del centro da parte dei quartieri periferici. Oggi l'urbanistica ha rimediato a molte delle brutture indotte dalla rivoluzione industriale e dalle successive espansioni incontrollate.

Aspetti economici

Testo completo:

Pur potendo ancora contare su basi produttive di tutto rispetto, grazie alle quali continua a essere uno dei principali operatori economici su scala mondiale, il Regno Unito vede decisamente accentuarsi quel processo di declino del proprio apparato economico, declino che aveva preso il via con gli anni Cinquanta, in concomitanza con lo smantellamento dell'impero coloniale. Dagli inizi degli anni Ottanta è cominciata però una sensibile inversione di tendenza. La pesante crisi economica sembra rallentare. La politica economica neoliberista, basata sulla riprivatizzazione delle grandi aziende e sugli incentivi alla produzione, ha fatto registrare una ritrovata competitività in campo internazionale, specie in alcuni settori tecnologicamente avanzati: aeronautica, elettronica, meccanica di precisione, cantieristica.

 

Profilo generale. L'agricoltura continua a presentare aspetti di elevata redditività e il settore estrattivo, che denuncia gravi e crescenti difficoltà per il carbone, può contare sui ricchi giacimenti petroliferi del Mare del Nord. È l'industria ad avere denunciato la sua debolezza, in quanto per il globale invecchiamento delle proprie strutture, almeno in certi campi di più antico e tradizionale impianto, come il tessile, non è stata più in grado di competere adeguatamente sui mercati esteri. Eppure propri o nell'industria il Regno Unito aveva conosciuto le sue prime decisive affermazioni come potenza economica mondiale già alla fine del XVIII secolo (non per nulla qui è nata la cosiddetta "Rivoluzione Industriale") e alla metà del secolo successivo poteva considerarsi un po' l'officina del mondo. Né va dimenticato il ruolo importantissimo svolto dall'immenso impero coloniale, creato dal Regno Unito in tempi relativamente brevi grazie alla sua marina, ai suoi eserciti e alla sua moneta; esso costituì per l'economia britannica un enorme serbatoio dal quale attingere materie prime a costi bassissimi e nel quale riversare ogni sorta di prodotti industriali, in un regime quindi di pressoché assoluta mancanza di concorrenza. I grandi vantaggi offerti dalla politica imperiale (e anche una volta disciolto l'impero il Regno Unito si è sforzato di mantenere stretti legami commerciali con la maggior parte dei Paesi già sotto il suo dominio) avevano un po' messo in sordina il fatto che in realtà, con l'emergere degli Stati Uniti quale massima espressione dell'economia capitalista, sin dal primo dopoguerra il Regno Unito aveva perso molti dei propri primati. Il successivo declino del carbone come elemento trainante dei settori produttivi, verificatosi attorno agli anni Trenta, rappresentò in genere un fattore di grave crisi per le regioni di più antica industrializzazione, specie quelle centro-settentrionali, che avevano fondato la loro economia sulle industrie pesanti, come la cantieristica, e sull'attività estrattiva. A partire dal secondo dopoguerra, il Regno Unito si trovò poi ad affrontare il problema della radicale riconversione delle proprie strutture produttive. La nuova politica economica ha fatto abbassare il tasso di inflazione, con la contropartita però di una forte disoccupazione. L'adesione alla CEE, effettuata nel 1973 dopo molte titubanze, non sembra aver avuto risvolti di particolare rilievo per il Paese, che ancor oggi si interroga sui possibili vantaggi di un ipotetico ritorno all'antico "isolamento".

 

Agricoltura. La forte urbanizzazione, provocata sin dal secolo scorso dall'intenso sviluppo industriale, ha fatto sì che da gran tempo fosse piuttosto modesto il numero degli addetti alle attività agricole; oggi l'agricoltura assorbe una percentuale della popolazione attiva che è tra le più basse fra quelle di tutti i Paesi del mondo. Malgrado ciò il settore, che è largamente meccanizzato, tecnicamente molto progredito e assistito ampiamente dallo Stato, fornisce ben il 50% delle necessità alimentari del Paese pur contribuendo in minima parte alla formazione del reddito nazionale. Arativo e colture arborescenti coprono il 24,5% della superficie territoriale, ma in genere gli sforzi produttivi e gli investimenti vengono concentrati su quelle aree che, per caratteristiche climatiche e pedologiche, possono garantire i maggiori rendimenti. L'estensione delle proprietà terriere è molto varia: mentre in Scozia sono comuni i latifondi anche di diverse migliaia di ha, in Inghilterra e nel Galles per contro le aree hanno in genere media estensione, sui 20 ha; prevale ovunque l'azienda agricola mista, che associa le colture all'allevamento del bestiame. L'arativo è per gran parte occupato dai cereali, diffusi soprattutto nelle zone orientali più asciutte. Predomina il frumento, seguito dall'orzo, destinato all'alimentazione del bestiame e alla produzione di birra. È in regresso l'avena, ben rappresentata tuttavia ne ll'Irlanda del Nord, mentre ha grande rilievo la coltivazione delle patate. Tra le colture industriali prevale la barbabietola da zucchero, diffusa soprattutto nell'Inghilterra orientale (oltre a essere, insieme alla citata avena, il principale prodotto agricolo dell'Irlanda del Nord); i suoi sottoprodotti sono in parte utilizzati anche nell'allevamento. Importanti sono pure il luppolo, per la fabbricazione della birra, e, nell'Irlanda del Nord, il lino. Ma nel quadro dell'agricoltura britannica l'elemento di maggior novità è fornito dall'espansione dei prodotti ortofrutticoli (pomodori, cipolle, cavoli, mele, pere, prugne ecc.), in parte coltivati in serra, che tuttavia non bastano a coprire le richieste interne sempre crescenti e sono quindi ampiamente importati. Non ha grande importanza lo sfruttamento forestale, dato che poco più del 10% della superficie nazionale è occupato da boschi e foreste (la splendida copertura forestale, che un tempo ammantava il Paese, è stata distrutta nel corso dei secoli e quanto oggi esiste è opera precipua dell'Ente Statale per il Rimboschimento); attualmente il legname è in larga misura fornito dalla Scozia.

 

Allevamento. Risultati decisamente brillanti sono stati invece conseguiti nel settore zootecnico, che può contare su aree assai vaste a prato e pascolo permanente (pari al 45% del totale) ed è favorito da un clima che apporta sufficiente umidità ai terreni. L'allevamento consente di soddisfare i 2/3 delle richieste interne di carne, formaggio e uova, nonché il 100% di quelle di latte, grazie soprattutto a un'accurata selezione del bestiame, che si avvantaggia altresì di un'alimentazione altamente razionale. Prevalgono l'allevamento bovino (gravemente danneggiato però dall'epidemia scoppiata nel 1996), cui sono riservati molti dei più ricchi pascoli dell'Inghilterra meridionale e della Scozia centrale e sud-occidentale, e quello ovino, destinato essenzialmente alla produzione di lana e che si accontenta dei terreni più magri degli altopiani, particolarmente della Scozia settentrionale. Elevato è anche il numero dei volatili da cortile nonché dei suini. Le attività legate all'allevamento sono di notevole rilievo (l'industria casearia, produzione di carne e lana).

 

Pesca. Anche la pesca rappresenta una notevole componente nell'economia britannica, benché dia un contributo inferiore a quello che ci si potrebbe attendere da un Paese insulare e circondato da mari pescosi come il Regno Unito. Il settore è comunque ben attrezzato e si avvale di una buona flotta peschereccia con circa 18.500 addetti, che in parte si dedicano alla pesca costiera, ma in buon numero si spingono anche nelle acque della Groenlandia e del Mare di Barents; tra i principali porti pescherecci dotati di adeguate industrie conserviere sono quelli di Aberdeen, Kingston upon Hull e Grimsby sul Mare del Nord, Fleetwood sul Mare d'Irlanda; il pescato (aringhe, sgombri, merluzzi) è in gran parte avviato a Londra, che è il massimo mercato britannico del pesce.

 

Risorse minerarie. Il carbone, che è stato alla base della passata potenza del Paese e che ne ha notevolmente condizionato il modello di sviluppo economico, rimane tuttora una delle più cospicue risorse minerarie britanniche, fornendo una consistente percentuale dell'energia consumata localmente. La supremazia del carbone fu pressoché assoluta fino alla seconda guerra mondiale; nel 1947 l'industria carbonifera venne nazionalizzata (National Coal Board) e, in seguito, soltanto i pozzi più redditizi vennero modernizzati; il ridimensionamento del settore provocò problemi assai gravi, sottolineati anche dalle molteplici agitazioni dei minatori (il numero di questi lavoratori è oggi notevolmente inferiore alle 600.000 unità, della fine degli anni Cinquanta). In effetti la produzione carbonifera, che toccò i valori massimi nel 1913 con circa 290 milioni di t estratti, è andata progressivamente diminuendo. Il Regno Unito rimane però in tale campo al quarto posto in Europa dopo la Polonia, l'Ucraina e la Germania (Russia esclusa). Attualmente il bacino più esteso e produttivo è quello dello Yorkshire-Nottinghamshire-Derbyshire, in Inghilterra; altri sono nel Galles (inattivi dal 1994) e in Scozia. Nello Yorkshire si estraggono minerali di ferro, in misura ormai del tutto insufficiente a coprire le richieste dell'industria nazionale. Si estraggono inoltre stagno, salgemma, sali potassici, magnesite, caolino; ma l'altra grande risorsa mineraria è data dal petrolio, scoperto in vari giacimenti nella piattaforma continentale del Mare del Nord e sfruttato a partire dal 1975; in Scozia e nel Mare del Nord si estraggono altresì buoni quantitativi di gas naturale. Petrolio e carbone sono anche al servizio della produzione di energia elettrica, che è la terza d'Europa per quantità dopo quelle della Germania (sempre escludendo la Russia) e della Francia e che è in grandissima prevalenza di origine termica. Tuttavia, mentre l'apporto idroelettrico rimane estremamente modesto, in quanto i bacini idrici sono troppo esigui per fornire considerevoli quantità d'energia elettrica (le centrali maggiori sono comunque in Scozia), grandi passi ha compiuto il settore elettronucleare da quando nel 1956 divenne operativa a Calder Hall la prima centrale nucleare del mondo: sotto l'egida dell'United Kingdom Atomic Energy Authority (UKAEA), il Paese ha in atto un intenso programma elettronucleare e si avvale di una ventina di centrali nucleari (altre, tutte con una potenza di oltre 1 milione di kW, sono in avanzata fase di costruzione) che forniscono il 26% dell'elettricità prodotta nel Regno Unito.

 

Industria siderurgica e metallurgica. L'industria ha praticamente ancora i suoi punti di forza in quei settori che sin dall'origine videro il Regno Unito grandeggiare sulla scena economica mondiale, anche se da tempo tutti i passati primati appartengono ad altri Paesi. La presenza di ferro e carbone favorì naturalmente la nascita dell'industria siderurgica, i cui sviluppi imponenti hanno poi allargato le richieste al punto da rendere necessarie cospicue importazioni di minerali ferrosi; il settore è tuttavia in grave crisi e nell'ultimo decennio le produzioni sono molto diminuite; attualmente ghisa acciaio vengono prodotti in complessi ubicati nell'Inghilterra nord-orientale, nel Galles meridionale, nei Lowlands scozzesi e comunque per lo più lungo le coste, dove giunge il ferro importato, o in vicinanza dei bacini carboniferi. Gli impianti utilizzano coke nazionale. L'industria metallurgica, che si avvale di minerale d'importa zione, è pure ben sviluppata, specie per la metallurgia dell'alluminio, con vari impianti per lo più in Scozia e nel Galles; il Paese dispone altresì di raffinerie di stagno, zinco, magnesio, rame e soprattutto di piombo, di cui è tra i maggiori produttori d'Europa.

 

Industria petrolchimica. Tuttavia fra le industrie pesanti quella che ha ricevuto la maggiore espansione è la petrolchimica. Sorta da una quarantina d'anni, essa si basa su una possente serie di raffinerie di grandi dimensioni, dislocate lungo le coste. Quella di Fawley presso Southampton lavora annualmente oltre 15 milioni di t di grezzo e quella di Stanlow sul Manchester Ship Canal sfiora i 17 milioni, mentre a Milford Haven nel Galles meridionale un complesso di tre raffinerie ha una capacità totale di circa 24 milioni di t di petrolio. Numerosi oleodotti collegano le zone di raffinazione con i porti di arrivo del grezzo o le aree di consumo, come lo Stanlow-Manchester e il Fawley-Londra; sono inoltre in funzione vari oleodotti per il trasporto del grezzo dai giacimenti del Mare del Nord alle raffinerie della costa.

 

Industria chimica e atomica. La presenza di ricchi giacimenti di sale determinò la localizzazione del più antico distretto chimico britannico, quello del Cheshire e del Lancashire meridionale; praticamente tutte le produzioni sono ben rappresentate e il settore conta oltre 280.000 addetti. L'acido solforico e quello nitrico sono in particolare forniti da numerosi stabilimenti di Newcastle e centri satelliti; Glasgow e Birmingham, ma anche altre città, sono specializzate invece per la produzione di ammoniaca e Aberdeen per quella dei fertilizzanti azotati. In vari centri del Lancashire e dello Yorkshire è ben rappresentata l'industria dei coloranti, richiesti dalla locale industria tessile. Il settore delle materie plastiche e delle resine sintetiche si è espanso negli ultimi anni impiegando il materiale nella fabbricazione dei più svariati oggetti; l'industria dei pneumatici, al servizio di quella delle automobili, è piuttosto affermata; un buon ruolo ha anche il settore farmaceutico. In grande sviluppo è l'industria atomica, che annovera centri specializzati nella produzione di isotopi e materiali radioattivi, laboratori di ricerca, impianti nucleari, reattori sperimentali ecc.

 

Industrie meccaniche. Un settore che nel suo insieme regge bene alla concorrenza internazionale è anche quello della meccanica specializzata (con la rilevante eccezione però dell'industria automobilistica: con una produzione di autoveicoli che colloca il Regno Unito al quarto posto in Europa, mentre alla fine della seconda guerra mondiale deteneva il primato continentale), che ha pressoché rimpiazzato le vecchie fabbriche di materiale ferroviario, cantieristico, tessile, agricolo, di cui il Regno Unito fu un po' maestro a tutto il mondo. Oggi sono le costruzioni aeronautiche, l'elettromeccanica, la meccanica di alta precisione, l'elettronica ecc. a compensare la forte crisi della meccanica pesante: particolarmente grave è il declino del settore cantieristico già prestigioso, tanto da essere stato uno dei principali strumenti dell'espansione britannica nel mondo (molti cantieri sono stati smantellati dopo il boom degli anni Settanta). Occupa invece una posizione di tutto rispetto l'industria aeronautica, localizzata a Bristol e nei pressi di Londra e che è la terza del mondo, esportando aerei e pezzi di ricambio pressoché ovunque; le maggiori società produttrici sono raggruppate nella British Aircraft Corporation, che fornisce aerei civili, mentre la Hawker Siddeley è specializzata in quelli militari.

 

Industrie tessili e del pellame. Un'altra industria già importantissima e oggi molto decaduta è la tessile che, dopo essersi imposta per almeno un secolo sui mercati internazionali, risente in modo assai grave della proliferazione di industrie concorrenti in tutto il mondo, sia nelle ex colonie sia in molti altri Paesi, come Brasile, Cina, Taiwan, Corea del Sud ecc., avvantaggiati dalla manodopera a bassissimi costi. I più antichi centri di produzione tessile sono situati nello Yorkshire; Bradford fu la capitale del commercio laniero e Leeds la sede dell'industria dell'abbigliamento, ma anche Londra ebbe sempre grande importanza in questo campo. Successivo è lo sviluppo dell'industria del cotone, sorta nel Lancashire e che si valse fin dalle origini delle materie prime importate dalle piantagioni d'America, poi dell'Egitto e dell'India. Liverpool fu sempre il tradizionale porto di sbarco del cotone greggio e la vicina Manchester il grande centro della fabbricazione dei tessuti. La produzione cotoniera è oggi notevolmente inferiore a quella dell'inizio del secolo. Ha una certa diffusione l'industria serica, ma di più tradizionale impianto è il linificio, presente in Scozia e nell'Irlanda del Nord; rivestono infine notevole importanza le fibre artificiali e sintetiche. Antica origine ha anche la lavorazione della pelle e del cuoio; prevale il calzaturificio, con fabbriche a Leicester, Norwich, Valley, Rossendale ecc.

 

Altre attività industriali. L'industria alimentare, orientata soprattutto verso il mercato interno, presenta un ventaglio piuttosto ampio di prodotti e punta altresì su generi di alta qualità. Prevalgono i birrifici, dislocati soprattutto in Inghilterra, che ha nel Kent la maggiore area destinata al luppolo, le distillerie di whisky (in specie quello scozzese è esportato in tutto il mondo) e di gin, le industrie dolciarie, gli zuccherifici, i conservifici ecc. Rinomate sono anche le manifatture di tabacchi. Vanta antiche tradizioni l'industria della ceramica, che ha le sue aree di maggior diffusione nella zona di Stoke-on-Trent , il cosiddetto pottery district , dove si trovano ottime argille e che è al tempo stesso vicina a bacini carboniferi, in prossimità dei quali sono anche sorte le industrie del vetro e del cristallo. Lungo il Tamigi e altri fiumi, come lo Humber, sono ubicati invece i principali centri di produzione del cemento. Molto diffuse e largamente famose sono infine la stampa e l'editoria, con grandi complessi operanti soprattutto nelle città universitarie di Londra, Edimburgo e Oxford.

 

Comunicazioni interne. Il Paese è fornito di una fitta rete di vie di comunicazione, in funzione soprattutto delle necessità dell'industria. Londra è sempre stata il principale nodo delle comunicazioni, data la sua ininterrotta preminenza come massimo agglomerato urbano e manifatturiero; gli altri vertici della rete britannica sono sin dal passato i grandi sbocchi portuali, cui si aggiungono taluni fondamentali centri industriali dell'interno, come Birmingham. L'Inghilterra e la Scozia meridionale sono comunque le aree meglio servite dalle vie di comunicazione, mentre talune carenze sono avvertibili nelle zone scarsamente abitate o economicamente meno sviluppate. Il Paese si dotò ben presto di ferrovie; i primi tronchi entrati in funzione furono la Stockton-Darlington e la Liverpool-Manchester, tra il 1825 e il 1830, e nei successivi decenni tutte le principali linee ferroviarie erano completate. Agli inizi del XX secolo il Regno Unito possedeva ben 38.000 km di linee ferrate, divise però tra oltre un centinaio di compagnie private e che presentavano spesso macchinari e materiale rotabile molto scadenti. Dopo la seconda guerra mondiale il settore fu nazionalizzato e completamente ristrutturato, e nuovamente privatizzato a partire dal 1993; oggi il complessivo sviluppo ferroviario è meno della metà (circa 17.000 km) di quello di un tempo, ma con servizi in genere eccellenti. La rete stradale si sviluppa per 390.000 km, comprendenti più di 3.300 km di autostrade. Nel secolo scorso furono anche ampiamente valorizzate le vie d'acqua interne, che sfruttavano i quattro principali fiumi del Paese, il Tamigi, il Severn, il Mersey e il Trent, opportunamente collegati da canali: attualmente la rete navigabile interna utilizzata è di circa 2.350 km, benché le vie d'acqua raggiungano i 4.000 km. Strade, autostrade, ferrovie, canali navigabili si infittiscono naturalmente nell'Inghilterra sud-orientale, in funzione dell'area londinese, il cui porto sull'estuario del Tamigi è la principale via d'accesso all'isola.

 

Porti e aeroporti. Il Paese dispone di oltre 400 porti, piccoli e grandi, variamente specializzati. Tra i tanti hanno particolare rilievo: nel Mare d'Irlanda, Liverpool e, raggiungibile per canale, la vicina Manchester; sulla Manica, Southampton e Dover, il principale scalo passeggeri dal continente; all'estremità meridionale del Canale di San Giorgio, Milford Haven, che è più propriamente il terminal di un grande oleodotto; sul Mare del Nord, i vicini Stockton-on-Tess e Hartlepool, nonché più a sud Kingston-upon-Hull e Gri msby (sempre sul Mare del Nord, ma in Scozia, sono invece i cosiddetti "porti del Forth", sviluppatisi in funzione del petrolio, così come terminals petroliferi sono i nuovi "porti sul Tamigi", cioè Isle of Grain, Coryton e Thames Haven); sul Canale di Bristol, Newport e Bristol; infine sul Canale del Nord sono Glasgow, principale sbocco marittimo della Scozia, e Belfast, massimo centro portuale dell'Irlanda del Nord. L'esistenza di una così fitta rete portuale si collega ovviamente alla straordinaria espansione marittima britannica. Intensissimo è anche il traffico aereo che collega il Regno Unito con il resto del mondo; maggiore compagnia di bandiera è la British Airways, che ha servizi di linea con circa 80 Paesi. Londra è naturalmente uno dei più attivi scali aerei del mondo (aeroporti di Heathrow e Gatwick); gli altri maggiori scali britannici sono Glasgow (Abbotsinch), Manchester (Ringway), Luton, Edimburg o (Turnhouse), Birmingham e, nell'Irlanda del Nord, Belfast (Aldergrove).

 

Commercio. Il Paese esporta soprattutto macchinari di vario genere, mezzi di trasporto (aerei, veicoli ecc.), prodotti petroliferi e chimici, prodotti tessili, ferro, acciaio e metalli non ferrosi, bevande, tabacco ecc., mentre importa in prevalenza macchinari di alta tecnologia, mezzi di trasporto, manufatti vari, prodotti alimentari, carta, materie plastiche ecc.; la bilancia commerciale è in costante passivo, ma con un deficit in genere contenuto. Gli scambi più intensi si svolgono nell'ambito della UE; seguono quelli con gli Stati Uniti, il Giappone, la Svizzera e la Svezia. Assai importante è il turismo: molti stranieri soggiornano anche per lo studio della lingua.

Storia

Testo completo:

Le diverse fasi del Paleolitico della Gran Bretagna sono note per numerosi e importanti giacimenti. Resti umani (un occipitale e due parietali della stessa calotta cranica), riferiti a un preneandertaliano, sono stati rinvenuti, nel 1935, 1936 e 1955, a Swanscombe (Kent), ove è presente un livello con industria riferita al Clactoniano, sottostante a una sequenza di due livelli dell'Acheuleano. Dal giacimento eponimo di Clacton-on-Sea (Essex), prende nome la facies “clactoniana”, definita da H. Breuil nel 1932, la cui interpretazione come phylum a sé stante ha subito successivamente numerose critiche. Una fauna abbondante, più recente di Swanscombe, comprendente elefante antico, cervo elafo, bue primigenio, daino (Dama clactoniana) e rinoceronte, è associata in questo sito a industria su schegge caratterizzate da angolo di distacco molto aperto, talloni ampi e lisci, qualche strumento su ciottolo e assenza di bifacciali. Industrie acheuleane e del Musteriano sono note a High Lodge (Suffolk) e due livelli acheuleani sono stati riconosciuti a Hoxne (Suffolk). La grotta di Cotte di Saint-Brelade nell'isola di Jersey ha dato un'importante industria del Paleolitico medio e denti umani riferiti a un neandertaliano. Resti umani provengono anche dalla grotta di Pontnewydd (Galles), da livelli del Pleistocene medio-recente, con industria dell'Acheuleano superiore di tecnica Levallois e fauna a rinoceronte, renna e equidi. Un'importante e lunga sequenza che inizia con l'Acheuleano (ca. 300.000 anni fa), seguito da industria musteriana e da una sequenza completa del Paleolitico superiore, è nota a Kent's Cavern (Devon). Il Paleolitico superiore inizia con un aspetto transizionale (Lincombiano), le cui fasi più antiche sono datate a ca. 38.000 anni fa, seguito dall'Aurignaziano (27.000 anni), dal Maisieriano (26.000/22.000 anni), considerato una variante dello stadio antico del Perigordiano superiore, e dal Creswelliano, nelle sue diverse fasi, datate da 20.000 a 10.000 anni fa, corrispondenti alla parte medio finale del Paleolitico superiore del resto dell'Europa. Questa successione di industrie si ritrova in altri giacimenti come, per esempio Pin Hole e Robin Hood Cave (Derbyshire), siti la cui sequenza inizia con industrie musteriane. Un'importante sepoltura del Paleolitico superiore, datata a 18.460±340 anni da oggi, nota come la “Red Lady” (in realtà un giovane di sesso maschile, riferito al tipo di Cro-Magnon e ricoperto di ocra), fu rinvenuta nel 1823 nella grotta di Paviland (Galles), dove era conservato un deposito attribuito per lo più all'Aurignaziano e al Creswelliano. Numerosi oggetti di ornamento in avorio facevano parte del corredo funerario di questa tomba. All'VIII millennio (C14=7611±120 a. C. e 7540±350 a. C.) è datato il Mesolitico di Star Carr (Yorkshire), giacimento di grande importanza per la presenza di strutture di abitato e per i numerosi dati di tipo paleoeconomico che vi sono stati messi in rilievo. Con un certo ritardo rispetto alle corrispondenti culture continentali, si svilupparono quelle neolitiche che videro utilizzare vari giacimenti di selce come quello delle Grime's Graves. Tra le culture neolitiche delle isole britanniche meritano un particolare cenno quella irlandese di Bann e, soprattutto, quella di Windmill Hill, mentre a tempi più tardi appartiene la cultura della ceramica decorata a cordicella. Al Neolitico finale (IV millennio a. C.) si datano i primi monumenti megalitici, le cui dimensioni e la cui distribuzione hanno fatto pensare che si trattasse di veri e propri indicatori territoriali. Un altro elemento di particolare interesse, documentato a partire da questo periodo, è la presenza di tracce di aratura e di vere e proprie divisioni in appezzamenti coltivabili. Particolarmente diffusa, nel successivo periodo Eneolitico, è la facies culturale del vaso campaniforme; di questo periodo è la monumentalizzazione dell'imponente circolo megalitico di Stonehenge. Nel corso dell'Età del Bronzo, la ricca cultura di Wessex indica una maggiore articolazione sociale. A questo stesso periodo appartengono oggetti di ornamento e bronzi che denunciano una chiara influenza dell'area egea; va sottolineata, a questo proposito, l'importanza dei giacimenti di stagno. Verso la fine della prima metà del I millennio a. C. anche nelle isole britanniche si diffuse la metallurgia del ferro, con varie facies, come quella di All Canning delle culture di Hallstatt e, più tardi, di La Tène.

 

Popolazione

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Popolazione totale: 62035570
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Popolazione urbana (%): 79,62
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Gruppi etnici:

Bianchi (dei quali inglesi 83,6%, scozzesi 8,6%, gallesi 4,9%, irlandesi del nord 2,9%) 92,1%, neri 2%, indiani 1,8%, pakistani 1,3%, misti 1,2% altri 1,6%

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Lingue:

Inglese, gallese (circa 26% popolazione del Galles), scozzese (parlato da circa 60.000 persone in Scozia)

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Religioni:

Cristiani (anglicani, cattolici, presbiteriani, metodisti) 71,6%, musulmani 2,7%, indu 1%, altre 1,6%, non specificate o nessuna 23,1%

Demografia

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Tasso di crescita: 0,60
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Tasso di natalità: 12,17
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Tasso di mortalità: 9,51

Media dell'area geografica: 10.097000169754 (su un totale di 10 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 4,70
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Tasso di mortalità infantile maschile: 4,90
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Tasso di fecondità totale: 1,83
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Rapporto tra i sessi: 96,81
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Età mediana: 39,78
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Aspettativa di vita maschile: 77,38
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Aspettativa di vita femminile: 81,68

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 26

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 2.431,31
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 2.287,87
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Tasso di crescita annua: 0,80
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 38.811,40
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 36.521,60
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 1
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 22
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 78
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -46578
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Spesa statale per sanità (%): 15
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Spesa statale per istruzione (%): 4
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Spesa statale per difesa (%): 7
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Tasso di corruzione: 74
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Debito pubblico (%/PIL): 76,56
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Tasso di inflazione : 4,66
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Tasso di disoccupazione: 8,02
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Debito estero (milioni di $): 0,00
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Saldo migratorio: 1020211
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 37780
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 35950

Indicatori socio-sanitari

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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,20
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Diffusione contraccettivi (%): 84
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Tasso di mortalità materna: 12
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 100
(?)
Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 100
(?)
Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 100
(?)
Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 100
(?)
Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 100

Istruzione

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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 100
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 100
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 95
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 92

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 16,89
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 53,27
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 130,75
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Numero reti televisive: 940
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 82,00

Trasporti

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Aeroporti:

462

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Densità stradale (km/100 km²):

172,25

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

6,8

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Porti:

8

Popoli

Nei tempi antichi, la Gran Bretagna era conosciuta ai popoli che vivevano sulle coste del Mediterraneo per le perle e e l'oro. Circa nel 2000 a.C., popolazioni pre-celtiche (poi chiamati Iberi) abitavano la Gran Bretagna ed erano ad uno stadio abbastanza avanzato di civiltà. Verso il VII secolo a.C., una prima ondata di tribù celtiche, i Gaeli, provenienti dal Nord Europa, assoggettarono gli Iberi e si stabilirono nel Nord dell'isola. Una seconda ondata invase la Gran Bretagna nel IV secolo; si trattava dei Britanni, che si stabilirono nella parte occidentale e sud-occidentale dell'isola.

 

I Britanni erano una popolazione celtica stanziata nell'antichità nelle Isole britanniche (Gran Bretagna e Irlanda).

 

Reperti archeologici sulle isole Orcadi

Le isole Orcadi sono ricche di siti archeologici: tombe e villaggi preistorici di epoca neolitica che si pensa risalgano all'antica popolazione dei Pitti (Pits), uno dei due popoli che per primi si insediarono nell'attuale Scozia. Gli Scoti (Scots) ebbero la meglio sui Pitti e da ciò deriva la denominazione “Scotland” (Scozia), cioè "terra degli Scoti".

Territori urbani

La city di Londra

L'urbanizzazione è un fenomeno legato al processo di sviluppo industriale. Molte zone urbane hanno conosciuto nel corso dei decenni un processo di forte ampliamento a macchia d'olio provocando fenomeni di congestionamento.

 

City è un termine inglese, che significa città. In una metropoli anglosassone spesso indica il centro storico, amministrato da un'entità municipale. Lo status di city nel Regno Unito è concesso dal monarca ad un gruppo selezionato di comunità.

 

La City di Londra, nota anche con il nome di “square mile” (miglio quadrato), si estende sulla riva nord del Tamigi ed occupa il tracciato delle antiche mura di Londra; non è solo il cuore economico della capitale, ma è anche il primo nucleo sul quale è sorta la città (lo testimoniano i resti delle mura romane dell' antica Londinium).

Londra è una delle principali capitali europee; metropoli multietnica, è una città che ha enorme influenza in fatto di cultura, comunicazione, politica ed economi. Il Big Ben e il palazzo del Parlamento rappresentano il centro del potere e il simbolo della capitale.

 

Panorama sul Tamigi, fiume che attraversa Londra

Londra si estende a 51° e 30' di latutudine e si estende nei due emisferi del globo separati appunto dal meridiano di Greenwich, che passa per l'omonimo osservatorio di Greenwich. Il meridiano separa cioè la parte est dalla parte ovest del mondo esattamente come l'equatore separa il nord dal sud. La convenzione fu stabilita nel 1884 a Washington durante la convenzione internazioneale per i meridiani.

 

 

 

Un panorama di Sheffield

Il Regno Unito è una tra le nazioni più urbanizzate del mondo: nel 2005, l’89% della popolazione risiedeva nelle città, in corrispondenza dei maggiori distretti industriali. Circa il 40% è concentrato nei sette agglomerati urbani delle città di Londra, Manchester, Liverpool, Sheffield, Birmingham, Leeds e Newcastle-upon-Tyne. Tranne Londra, queste città – come anche Glasgow ed Edimburgo – si sono tutte sviluppate come centri manifatturieri, minerari e commerciali.

Territori rurali

Villaggio rurale nel Suffolk

La definizione di "area rurale" non è condivisa, anche se generalmente si utilizza un criterio demografico; sono considerate aree rurali quei territori che presentano una densità di popolazione inferiore a 150 ab/km².

 

A metà dell'Ottocento, la Gran Bretagna è stata tra i primi paesi europei ad avviare un processo di meccanizzazione dell'agricoltura, un primato legato allo rivoluzione industriale, che ha portato alla rivoluzione agricola

 

La produzione agro-alimentare e le tecnologie associate sono tra le più avanzate al mondo; l’agricoltura è altamente modernizzata e caratterizzata da innovativi sviluppi tecnico-scientifici, ma il settore riveste una modesta importanza in termini di occupazione e di partecipazione alla ricchezza del paese.

 

Paesaggio rurale

L'agricoltura, pur avendo avuto un nuovo sviluppo dopo la fase di crisi degli anni Ottanta, ha ormai un ruolo marginale, non soddisfacendo la richiesta di prodotti agroalimentari, come del resto si è quasi sempre verificato lungo la storia della Gran Bretagna. L'allevamento ha invece uno sviluppo tale da consentire l'esportazione e da sostenere un indotto industriale molto rilevante.

 

L'allevamento industriale necessita di ingenti quantità di mangime (coltivato in vaste aree agricole usando pesanti quantitativi di acqua, energia, fertilizzanti e pesticidi) produce una quantità enorme di rifiuti, causando un serio inquinamento e degrado ambientale.

 

 

Flora, fauna e attività umane

Sottobosco

In passato, il territorio della Gran Bretagna era ricoperto di foreste (querce, faggi, pini e betulle); oggi i boschi occupano solo il 7% dell'isola. L'espansione degli insediamenti umani e lo sviluppo dell'agricoltura (coltivazioni) sono tra le cause del diboscamento.

 

Fioritura del brugo

La brughiera è la formazione vegetale che più caratterizza il paesaggio inglese. In Gran Bretagna le lande poste su territori collinari si chiamano moorland: le specie più frequenti sono le eriche e il brugo. Questi ambienti, noti come luoghi misteriosi e selvaggi, si trovano al centro di diversi romanzi e leggende; per esempio Il mastino dei Baskerville, Cime tempestose, Orgoglio e pregiudizio, Il giardino segreto e Jane Eyre.

 

La brughiera cresce su suoli poco fertili dove i forti venti consentono solo la crescita di una vegetazione arbustiva.

 

L’opera di bonifica di ampie aree paludose, quali i "Fens" (aree umide, paludose, con suoli ricchi di minerali) nell’Anglia orientale e nel Somerset, ha trasformato queste terre in pascoli e arativi.

 

Pony selvatico di Exmoor

Molte specie animali e vegetali hanno subito le conseguenze dell’espansione dell’agricoltura e dell’urbanizzazione, e alcune si trovano ormai solo in aree protette.

L’alce, che vive nelle Highlands scozzesi e nell’Exmoor, e il cervo rosso, nei boschi scozzesi e nell’Inghilterra meridionale, sono i soli grandi mammiferi che rappresentano la fauna endemica, oltre ai pony selvatici dell’Exmoor e del New Forest.

Giochi

Musical statues

Alcuni giochi di gruppo dei bambini inglesi sono simili a quelli conosciuti dai bambini italiani, ad esempio:

  1. il nascondino (hide&seek),
  2. il gioco della sedia (musical chers) con la musica
  3. le statuine (musical statue),
  4. l'acchipparella (catch),

altri invece sono più specifici come Filling santa's pack o The mice and the mais

 

Giocatori di polo

Il cricket è uno sport di squadra giocato fra due gruppi di undici giocatori ciascuno, nato, almeno nella sua forma moderna, in Inghilterra

 

Il polo, pur avendo origini asiatiche, è uno degli sport più antichi praticati nel Regno Unito.

Feste

La libertà religiosa nel Regno Unito è garantita da una serie di leggi introdotte tra il XVII e l’inizio del XX secolo.

Due sono le religioni di stato: l’anglicana (in Inghilterra) e la presbiteriana (in Scozia). La prima, professata da circa il 47% degli abitanti del paese, fa capo alla Chiesa anglicana inglese, la Chiesa del Galles, la Chiesa Episcopale Scozzese e la Chiesa d’Irlanda. Il 9% della popolazione è di fede cattolica e l’1% metodista. Nel paese sono inoltre presenti minoranze musulmane, induiste, ebree e sikh.

In Irlanda del Nord la religione è divenuta il simbolo delle differenze politiche e culturali tra i discendenti della popolazione originaria irlandese e quelli dei coloni scozzesi e inglesi, una diversità che negli anni Settanta del XX secolo sfociò nella guerra civile e nel terrorismo.

 

Simboli della tavola natalizia in Gran Bretagna

Il Natale come festa religiosa è stato introdotto in Gran Bretagna nel 596 dai monaci agostiniani, ma analoghi festeggiamenti che acclamavano il ricambio stagionale al momento del solstizio d'inverno risalgono a molto prima.

 

Il “Bath Christmas Market” è il forse il mercatino di Natale più famoso del Regno Unito.

 

Il Carnevale di Notting Hill

Il Carnevale di Notting Hill, un quartiere di Londra, si svolge una volta all'anno dal 1964, l'ultimo fine settimana di agosto (detto “Bank Holiday”). E' il più grande carnevale caraibico al mondo dopo quello di Rio de Janeiro. I partecipanti sono per la maggior parte di origini caraibiche, giamaicane, domenicane e la sfilata è animata da gruppi di scuole di ballo, generalmente suddivisi per paese di provenienza. Si organizzano concerti dal vivo e si suona musica elettronica e hip hop. La musica della sfilata è un misto tra Reggae e bachata.

 

Reti stradali e ferroviarie

Treno della ferrovia Stockton and Darlington

Trasporti e vie di comunicazione sono molto sviluppati nel Regno Unito.

 

Nel Regno Unito fu inaugurata nel 1825 la prima ferrovia del mondo percorsa da treni a vapore, la Stockton and Darlington Railway.

 

Attualmente le ferrovie britanniche sono gestite dalla compagnia Railtrack e si estendono su 16.208 km.

 

Simbolo della metropolitana di Londra

La rete metropolitana londinese si estende su 400 km e si sta espandendo con la costruzione di nuove linee nella parte orientale e sudorientale della città.

 

Il progetto per la costruzione di un tunnel sotto la Manica risale all’inizio del XIX secolo. Il tunnel (chiamato Eurotunnel), lungo 50,4 km e situato a 40 m sotto il livello del mare, collega Folkestone, in Inghilterra, a Calais, in Francia. È stato ufficialmente inaugurato il 6 maggio 1994.

 

Per quanto riguarda i collegamenti aerei la British Airways è una delle principali compagnie aree del mondo. I due principali aeroporti londinesi, Heathrow e Gatwick, sono tra i maggiori centri del traffico aereo internazionale.

Monete e banconote

L'Euro 

Che cos'è l'Euro? Quando e come è stato introdotto? Quali paesi hanno adottato l'Euro come valuta nazionale? Unisciti all'equipaggio dell'Euro per saperne di più sulla valuta dell'Unione Europea e metti alla prova le tue conoscenze

Come la Danimarca, il Regno Unito non ha aderito alla moneta unica europea, l'Euro, ma ha deciso di mantenere, per il momento, la propria valuta nazionale: la sterlina inglese

20 sterline inglesi

Arte tradizionale e moderna

Dal periodo romanico ad oggi, il Regno Unito ha dato un notevole contributo allo sviluppo delle arti figurative a livello internazionale

 

L'architettura di Londra presenta diversi stili: georgiano, vittoriano, eduardiano che prendono il nome dai sovrani Giorgio (1720-1840: da Giorgio I fino a Giorgio IV), Vittoria ( 1837-1901) ed Edoardo VII (1901-1914/18)

Musiche e danze

"Basta una melodia, basta un ritmo caratteristico... e voliamo via lontano".

L'Europa secondo noi: viaggio musicale della seconda B - Video prodotto nell'ambito del progetto geografia-musica: "Da ovest a est: viaggio musicale tra i popoli europei" della Scuola secondaria di primo grado "Ugo Foscolo" di Sedico (Istituto comprensivo di Sedico e Sospirolo - BL) - classe 2^B a indirizzo musicale (a.s. 2014-15).

Docenti di strumento musicale: Cristina Costan Zovi, Giuseppina Sabatini, Alberto Opalio, Stefano Funes; docente di lettere: Annamaria Stragà.

Il viaggio include anche i seguenti paesi: Spagna, Francia, Germania, Norvegia, Svezia,  Finlandia, Russia, Ungheria, Albania, Grecia, Romania.

Le musiche presentate dalla classe sono (dal minuto 8:09 al minuto 10:08): 

  • What Shall We Do with a/the Drunken Sailor (danza popolare)
  • Belfast (melodia popolare) 

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Le prime notizie relative all'attività musicale in Inghilterra risalgono al 6° sec., con l'introduzione del canto liturgico romano. Periodo particolarmente felice fu quello tra il 16° e il 17° sec. che vide la nascita del masque, intrattenimento di soggetto pastorale, allegorico o mitologico

Tra le danze popolari:

  1. contraddanza o country dance è un tipo di danza inglese contadina del XVII secolo svolta a schiere contrapposte.
  2. valzer inglese o valzer lento è il valzer viennese reimpostato dagli Inglesi all’inizio del 800.
  3. Scottish Country Dance o danza scozzese trae origine da danze che venivano definite “longways as many as will”, cioè lunghe file per quanti si vuole, in cui la disposizione prevedeva una lunga fila di coppie in cui tutti i cavalieri, allineati al primo della linea, fronteggiavano la rispettiva dama.

Le danze scozzesi e irlandesi discendono da antiche danze celtiche. I balli popolari sono: Ceili dancing, Set dancing, Step dancing, Scottish Country Dance.

Fiabe e racconti

 

Lewis Carroll 

Le avventure di Alice nel paese delle meraviglie è uno dei romanzi inglesi più conosciuti al mondo (leggi).

Alice nel paese delle meraviglie (1951, Walt Disney)

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L'Inghilterra è la più vasta e la più popolosa regione del Regno Unito: molte sono le favole e le fiabe di origine inglese come Il topo e la gatta, Codirosso e Caduto dall'asino.

 

Il viaggio in Europa attraverso racconti ispirati ai suoi luoghi e ai suoi personaggi prevede una visita alla Scozia attraverso le leggende della Caledonia.

 

Re Artù e mago Merlino (1963, Walt Disney)

Le fiabe della Scozia attingono dalla cultura celtica. I personaggi che le popolano sono fate, folletti buoni o malvagi, elfi d'acqua, streghe e giganti; anche la volpe è spesso protagonista delle fiabe celtiche.

 

La dama rapita è una leggenda scozzeze che racconta la storia di una dama che ritrova il figlio e il marito dopo tanto tempo.

 

La Cornovaglia è la regione dove è ambientata la leggenda di Re Artù e dei cavalieri della tavola rotonda.

Cibo, alimentazione e ricette

Fish and chips è un piatto tipico del Regno Unito

La cucina britannica non ha mai ottenuto grossi riconoscimenti a livello internazionale, anche se è ricca di prodotti tipici e piatti tradizionali.

 

La cucina del Regno Unito è particolarmente influenzata dalla sua storia prima intrecciata con quella di altre nazioni europee e poi con l'importazione di ingredienti e idee da luoghi come l'America settentrionale, la Cina e l'India durante il periodo dell'Impero Britannico e come risultato del movimento migratorio postbellico.

 

La cucina inglese non gode di buona reputazione, ma spesso i luoghi comuni non rispecchiano la realtà. La famigerata "carne con la marmellata", ad esempio, oggetto di innumerevoli barzellette, è in realtà il glazed ham, cioè il prosciutto sobbollito per ore in una salsa aromatica e glassato poi con senape e marmellata d’arance amare: piatto sublime, ma di non facile esecuzione. Il prosciutto glassato è tipico della tavola natalizia

 

Il te inglese del pomeriggio

Il consumo in Gran Bretagna è cresciuto moltissimo tanto che si può parlare del tè come bevanda nazionale inglese, consumata varie volte al giorno e in miscele di diverse qualità, più forte al mattino detta English Breakfast e più leggera al pomeriggio (Traditional Afternoon). Il rito del tè prevede oltre alla bevanda servita con limone e/o latte, il consumo di sandwich (panini salati), tranci di torta e tortine (le più classiche sono quelle con crema e mandarino), scoones con la marmellata e choux al cioccolato

Testimonianze

Uno dei momenti più drammatici nella vicenda nordirlandese fu la Bloody Sunday "domenica di sangue", il 30 gennaio 1972. Quel giorno a Londonderry, Irlanda del Nord, era stata indetta una marcia pacifista (cui parteciparono ca. 10.000 cattolici) contro la norma che consentiva la reclusione preventiva senza termini di tempo, attuata sistematicamente dal governo inglese. La manifestazione fu repressa nel sangue dall'intervento dei paracadutisti inglesi. Il gruppo musicale U2 ha dedicato al tragico evento una canzone intitolata Sunday Bloody Sunday (ascolta)

 

Il cambio della guardia a Londra

Il cambio della guardia a Buckingham Palace è una tradizione che risale al 1660. Durante la cerimonia la guardia montante arriva davanti al cortile del palazzo, muovendosi dalle Wellington Barracks, per dare il cambio alla guardia smontante.

Personaggi

La cultura inglese fornì apporti fondamentali a quella europea e mondiale. L'ascesa della Gran Bretagna a potenza di livello internazionale fu accompagnata dal grande sviluppo della scienza e della letteratura e da nuove forme di organizzazione sociale e politica

Tra i personaggi che hanno contribuito a questo sviluppo, si ricordano:

  1. Thomas Hardy fu un grande intellettuale britannico che visse tra il 1840 e il 1928.
  2. Geoffrey Chaucer è il più importante poeta inglese del medioevo, conosciuto per la sua opera "I racconti di Canterbury" e riconosciuto come il padre della letteratura inglese.
  3. Laurence Olivier fu uno dei più illustri attori cinematografici della Gran Bretagna.
  4. William Wordsworth è considerato uno degli esponenti di spicco del romanticismo e della corrente naturalistica nel Regno Unito.
  5. Walter Scott fu uno dei protagonisti di spicco della letteraura inglese.
  6. Robert Burns è considerato un poeta di spicco della Scozia.
  7. Le sorelle Bronte: tre importanti scrittrici inglesi vissute in età vittoriana.
  8. Jane Austen è una celebre scrittrice britannica vissuta tra il 1700 e il 1800.