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Paesi | Europa | Europa settentrionale | Lituania

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Vilnius
Superficie (km²): 65300
Densità (ab/km²): 52
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.lrv.lt/
Data dell'indipendenza: 11 marzo 1990 (dichiarazione dell'indipendenza); 6 settembre 1991 (riconoscimento dell'indipendenza)
Indipendenza da: Unione Sovietica
Moneta: Litas
Membership:

Australia Group, BA, BIS, CBSS, CE, EAPC, EBRD, EIB, EU, FAO, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICCt, ICRM, IDA, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITU, ITUC, MIGA, NATO, NIB, NSG, OIF (osservatore), OPCW, OSCE, PCA, Schengen Convention, UN, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, UNOMIG, UNWTO, UPU, WCL, WCO, WEU (partner associato), WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il territorio, in gran parte pianeggiante, è occupato da ripiani e ondulazioni di natura morenica, risultato del modellamento glaciale pleistocenico, a cui sono da addebitare anche le alture più orientali, che non raggiungono tuttavia i 300 m di altitudine. L'idrografia è rappresentata dal basso corso del Nemunas e dei suoi principali affluenti di destra (Neris, Sventoji). Il Nemunas, che segna parte del confine con la provincia russa di Kaliningrad, sfocia nella ampia laguna di Kurski , in comunicazione col mare aperto in corrispondenza del porto di Klaipeda. Nelle regioni collinari sono numerosi i bacini lacustri intermorenici. Lo stesso Nemuna s è stato sbarrato all'altezza di Kaunas per creare un vasto bacino artificiale.

Clima e flora. Il clima ha carattere continentale, lievemente temperato dalla vicinanza del mare, che tuttavia gela in inverno lungo le fasce litoranee e nelle lagune costiere. Le temperature medie mensili oscillano, infatti, da -3, -5 °C in gennaio ai 16-17 °C in luglio. Le precipitazioni, più frequenti nei mesi estivi, raramente superano gli 800 mm annui. Il manto forestale, esteso per poco più del 30% della superficie territoriale, è formato in prevalenza da boschi di aghifoglie e da boschi misti di latifoglie e conifere.

Ambiente umano

Testo completo:

La popolazione è etnicamente piuttosto omogenea, essendo costituita per l'81% da Lituani e solo per il 15% circa da Russi e Polacchi. Circa il 40% della popolazione è concentrata nelle 5 maggiori città del Paese, la capitale Vilnius, Kaunas, Klaipeda, Siauliai e Panevezys .

Aspetti economici

Testo completo:

Già Paese prevalentemente agricolo, la Lituania si è notevolmente industrializzata dopo la seconda guerra mondiale.

Agricoltura. Poco meno della metà del territorio nazionale è coltivato e solo il 7% è occupato da praterie da pascolo. Notevoli sono stati gli interventi di bonifica che hanno consentito di prosciugare estese aree palustri. Le strutture produttive del settore agricolo erano rappresentate, nel 1987, da oltre un migliaio di fattorie statali e collettive, convenientemente meccanizzate. La produzione agricola fornisce cereali, patate, barbabietole da zucchero, ortaggi. Il patrimonio zootecnico assicura discrete quantità di carne, latte e uova.

Industria. Le principali attività industriali sono concentrate nei centri di Vilnius, Kaunas e Klaipeda, con prodotti dell'industria pesante, cantieri navali e materiali da costruzione. Altri settori sono rappresentati dalla robotica, dalla chimica, elettronica, meccanica, alimentare, dall'industria cartaria, del legno, calzaturiera e dell'abbigliamento. La produzione di energia elettrica è favorita dalla centrale nucleare di Ignalina.

Comunicazioni. La lunghezza della rete ferroviaria è di circa 2.000 km e quella stradale di circa 61.000. Vilnius, la capitale, è anche un importante nodo ferroviario e sede di un grande aeroporto internazionale; altri aeroporti internazionali sono quelli di Kaunas, Palanga e Siauliai. Klaipeda, oltre che base peschereccia con notevoli impianti di refrigerazione del pescato, è uno dei più attivi porti del Baltico.

Storia

Testo completo:

I primi insediamenti nella regione sono attribuiti a popolazioni baltiche che la raggiunsero da sudest verso il 2500 a. C. La polazione lituana, stanziatasi nel bacino del fiume Nemunas intorno al X secolo, si organizzò in una serie di principati fino a quando il territorio fu assalito prima dai Cavalieri Portaspada, poi da Cavalieri Teutonici, che si erano assunti il compito di sottomettere ed evangelizzare quel popolo pagano. I lituani riuscirono a difendersi col loro principe Mindaugas, vincitore dei Cavalieri (1236) e poi convertito al cristianesimo e fatto re di Lituania da papa Innocenzo IV (1253). Morto Mindaugas e attenuatasi la spinta verso il cristianesimo, continuarono sanguinose le lotte coi Cavalieri teutonici. Al granduca Gedimino (1316-41) va il merito d'aver riordinato l'esercito e lo Stato, d'aver fondato Vilnius e stretto con la Polonia una strategica alleanza. I suoi figli, Algirdas e Keistut, combatterono con successo i nemici della Lituania: il primo batté tartari e moscoviti e giunse due volte (1368, 1372) in vista di Mosca, il secondo respinse i continui attacchi dei Cavalieri. Jogaila (Iagellone), figlio di Algirdas, accettò la proposta polacca di sposare l'erede al trono, Edvige (Jadwiga) d'Angiò; in tale occasione (1386) si fece battezzare con molti nobili lituani e divenne re (Ladislao II) di Polonia.

Intanto (1385) si era conclusa a Krewo l'unione personale polacco-lituana che fece delle due nazioni la più grande potenza cristiana dell'Europa orientale. I Lituani ebbero qualche timore per la loro indipendenza e il granduca Vytautas (Vitoldo), cugino di Jogaila, pretese inutilmente anche per sé il titolo regio. La fratellanza tra la nobiltà polacca e la lituana, sancita a Horodło (1413), resse a ogni scossa: quella fratellanza che aveva permesso la decisiva vittoria dei lituano-polacchi sui Cavalieri teutonici (Grünwald, 1410). Morto il grande Vytautas (1430), la Lituania conobbe un periodo di decadenza, pur conservando la sua fisionomia di Stato indipendente. Solo molto più tardi (1569) un re polacco, Sigismondo Augusto, volle unire più strettamente la Lituania alla Polonia in uno Stato detto “Respublica”, ma finì col ridurre l'influenza politica della Lituania, costretta anche a cedere alla corona polacca vasti territori (Podlacchia, Volinia e Podolia con Kijev).

Nel XVII secolo la Lituania, assalita sia dagli svedesi sia dai russi, si trovò spesso a mal partito. La Russia aumentò la sua pressione e nelle tre spartizioni (1772, 1793, 1795) riuscì ad annettersi tutta la Lituania: la religione cattolica e la lingua lituana furono minacciate. Tutte le sollevazioni polacche del XIX secolo ebbero la loro ripercussione in Lituania: si aggravarono quindi le persecuzioni poliziesche e le deportazioni dei patrioti. Ma lo spirito nazionale lituano ebbe la sua rivincita nel febbraio 1918, quando la Lituania si costituì in Stato indipendente sotto la protezione interessata dei tedeschi e, dopo la sconfitta finale di questi, in Repubblica indipendente. La sua vita politica fu turbata per anni dalla questione di Vilna (Vilnius), che le potenze vincitrici intendevano lasciare alla Lituania e che la Polonia di Piłsudski voleva far sua, e inoltre dalla non meno difficile questione di Memel. Nel 1923 i Polacchi ottennero Vilnius, ma la situazione restò tesa.

Nel settembre 1939 la Lituania entrò nella zona d'influenza sovietica; nel 1940 fu annessa come Repubblica all'URSS. Nel 1941 fu occupata dai tedeschi che ne disposero fino al 1944 sterminandovi la minoranza ebrea. A guerra finita, la Lituania tornò definitivamente a essere una Repubblica socialista dell'URSS, acquisendo parte della regione di Vilnius, già contesa alla Polonia. L'annessione provocò la fuga all'estero di numerosi Lituani (verso l'America Settentrionale e la Svezia) e la costituzione del movimento clandestino di resistenza dei Fratelli della Foresta (diffuso in tutti i Paesi baltici), attivo in misura sempre più ridotta e dimostrativa fino agli anni Sessanta. Obiettivo iniziale di tale formazione fu la lotta contro la collettivizzazione dell'economia, quindi l'espressione della protesta contro le deportazioni. Iniziate sistematicamente nel 1945, queste crebbero d'intensità tra il 1948 e il 1951, privando il Paese di alcune centinaia di migliaia di persone. Contemporaneamente avvenne l'immigrazione di popolazione russa, impiegata negli uffici pubblici e nelle fabbriche impiantate proprio in virtù delle caratteristiche del sistema socio-economico locale, relativamente avanzato ed efficiente. Non si ebbe però un afflusso pari a quello sperimentato dalle altre Repubbliche baltiche e il processo di russificazione fu perciò più limitato anche durante i decenni successivi, allorché il sistema produttivo consolidò ulteriormente il proprio vantaggio sul resto dell'Unione Sovietica. Successivamente, il processo di democratizzazione, avviato dalla glasnost nella seconda metà degli anni Ottanta, favoriva l'espressione di quel sentimento nazionale, represso fin dal momento dell'annessione ma ancora vivace, che ben presto si trasformava nel principale fattore di rinnovamento della vita politica: dapprima attraverso rivendicazioni autonomistiche, fatte proprie dal Partito comunista lituano, poi per mezzo del Fronte nazionale Sajudis (istituito il 3 giugno 1988).

Dalla prima grande manifestazione pubblica (agosto 1987) di condanna del patto Molotov-Ribbentrop, la valenza politica del movimento democratico, costantemente accresciuta, si trasformava, prima che negli altri Paesi baltici, da sostenitrice dell'azione riformatrice di Gorbačëv in sua oppositrice per favorire una radicale secessione. L'abbandono del principio del ruolo-guida del Partito comunista (dicembre 1989), preceduto di un paio di mesi dalla scissione del Partito comunista lituano dal PCUS, segnava, infatti, una prima introduzione in assoluto del pluralismo politico in URSS dal dopoguerra. Si scontrava, in particolare, con la proclamazione d'indipendenza (marzo 1990) del Soviet Supremo locale e con gli orientamenti delle autorità centrali sovietiche, che promuovevano per reazione un'occupazione militare "strisciante" e un embargo con sanzioni economiche che portava alla sospensione temporanea della dichiarazione di sovranità.

Nel frattempo, nella prima metà del 1991, si moltiplicavano gli interventi militari delle truppe speciali distaccate a Vilnius e a marzo la Repubblica rifiutava di partecipare al referendum sul Trattato dell'Unione. Nell'agosto dello stesso anno, poi, il tentato colpo di stato moscovita faceva accelerare indirettamente il processo di acquisizione dell'indipendenza. Il vuoto di potere sovietico e il favore della diplomazia internazionale permettevano alle istituzioni lituane di proclamare il definitivo sganciamento dalle precedenti forme statali come gesto di netta opposizione al progetto di restaurazione incombente. Il sostegno fornito in tal modo alla causa del legittimo presidente sovietico permetteva così alla Lituania, a golpe sventato, di ottenere dal neoistituito Consiglio di stato federale il riconoscimento della piena sovranità (6 settembre 1991). Venivano, dunque, rapidamente riallacciate formali relazioni diplomatiche con molti Paesi e si faceva richiesta di ammissione alle maggiori organizzazioni internazionali (il 17 settembre 1991 la Lituania entrava a far parte dell'ONU), mentre fu nuovamente istituito il Consiglio baltico, l'organismo consultivo nato nel 1934.

Le prime elezioni politiche dall'indipendenza, tenutesi alla fine del 1992, facevano registrare la vittoria degli ex comunisti raggruppati nel Partito democratico del lavoro (PdL), il cui leader, Algirdas Brazauskas, veniva poi eletto, nel febbraio 1993, presidente della Repubblica subentrando a Vytautas Landsbergis, nominato nel marzo 1990, dopo aver guidato col suo movimento, Sajudis, il Paese verso la rottura con l'URSS. Contemporaneamente, nel febbraio 1993, veniva nominato capo del governo un altro ex comunista, Adolfas Slezevicius. Cercando intanto di conservare buoni rapporti con la Russia, nonostante l'avversione del governo di Mosca alla sua richiesta di adesione alla NATO, la Lituania continuava nel suo processo di integrazione con l'Occidente, firmando, nel giugno 1995, il trattato di associazione all'Unione Europea insieme a Estonia e Lettonia. Comunque, i risultati ottenuti in campo internazionale non bastavano a favorire il governo degli ex comunisti nelle elezioni politiche del 1996, che invece vedevano la vittoria del partito nazionalista e una cospicua perdita di voti da parte del PdL. Tale voto veniva poi confermato, nel gennaio 1998, con l'elezione del presidente della Repubblica: il conservatore Valdas Adamkus.

Alla fine del 2000, la forte crisi economica influiva notevolmente sulle elezioni politiche che portavano nuovamente al governo gli ex comunisti dell'ex presidente Algirdas Brazauskas. Al vertice di Copenaghen, nel dicembre 2002, la Lituania concludeva il negoziato per l'adesione alla UE. Alle presidenziali del 2003 vinceva a sorpresa il populista di destra, Rolandas Paksas, che batteva il presidente uscente Valdas Adamkus. Nel referendum svoltosi nel corso dello stesso anno, la popolazione approvava l'adesione alla UE. Nel febbraio 2004 il Parlamento lituano decideva di procedere contro Paksas, che veniva accusato di aver violato la Costituzione e di legami con la mafia russa, e in aprile lo destituiva, affidando l'incarico di presidente ad interim al presidente del Parlamento, Arturas Paulauskas. In marzo il Paese aderiva alla NATO e in maggio entrava nell'Unione Europea, mentre in giugno veniva eletto presidente l'indipendente Valdas Adamkus. Nelle elezioni politiche di ottobre si affermava il Partito laburista e in novembre il Parlamento ratificava la Costituzione europea. Nell'ottobre 2006 si svolgevano le elezioni politiche vinte dai populisti con il 19.5% dei voti.

Con il Paese colpito da una forte inflazione e dal problema energetico, nelle elezioni del 2008 i lituani votavano il partito d'opposizione Unione della Patria, formazione guidata da Andrius Kubilius, la nuova forza politica Partito Nazionale della Resurrezione e il partito dell'ex presidente Paksas, Ordine e Legge. Nel luglio 2009 si insediava la nuova presidente della repubblica Dalia Grybauskaitė eletta in maggio con oltre il 68% delle preferenze. A fine anno, per una direttiva dell'UE, chiudeva la vecchia centrale nucleare di Ignalina, l'unica del Paese.

Popolazione

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Popolazione totale: 3323611
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Popolazione urbana (%): 67,09
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Gruppi etnici:

Lituani 83,4%, polacchi 6,7%, russi 6,9%, altri o non specificati 3,6%

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Lingue:

Lituano 82%, russo 8%, polacco 5,6%, altre e non specificate 4,4%

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Religioni:

Cattolici 79%, russi ortodossi 4,1%, protestanti (inclusi luterani e battisti evangelici) 1,9%, altre o non specificate 5,5%, nessuna 9,5%

Demografia

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Tasso di crescita: -0,55
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Tasso di natalità: 10,07
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Tasso di mortalità: 13,43

Media dell'area geografica: 10.097000169754 (su un totale di 10 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 6,90
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Tasso di mortalità infantile maschile: 10,80
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Tasso di fecondità totale: 1,41
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Rapporto tra i sessi: 86,78
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,04
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Età mediana: 39,29
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Aspettativa di vita maschile: 65,46
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Aspettativa di vita femminile: 77,24

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 41

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 42,72
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 61,60
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Tasso di crescita annua: 5,90
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 13.262,20
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 19.125,30
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 4
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 28
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 68
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -645
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Spesa statale per sanità (%): 11
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Spesa statale per istruzione (%): 6
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Spesa statale per difesa (%): 3
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Tasso di corruzione: 54
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Debito pubblico (%/PIL): 34,04
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Tasso di inflazione : 3,47
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Tasso di disoccupazione: 15,36
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Debito estero (milioni di $): 29.988,10
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Saldo migratorio: -35495
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 12980
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 20760
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 0

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 100
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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,10
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Diffusione assistenza prenatale (%): 100
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Assistenza specializzata al parto (%): 100
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Tasso di mortalità materna: 13

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 100
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 100
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 98
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 97
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 97
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 93
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 91

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 18,24
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 21,86
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 151,30
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Numero reti televisive: 44
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 65,05

Trasporti

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Aeroporti:

81

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Densità stradale (km/100 km²):

125,77

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

2,8

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Porti:

1

Territori urbani

La via dell’ambra si estende per 418 chilometri sulla costa del Baltico, e attraversa la Lituania, la Lettonia e la Russia.
Nei 99 chilometri lituani, la via dell’ambra si snoda attraverso percorsi storici e archeologici come il museo di Palanga o i laboratori dell’ambra. La Lituania è considerata il paese dell’ambra per eccellenza, dato che nel suo territorio ne sono state trovate tracce praticamente ovunque e anche Tacito ne parla nel I secolo dopo Cristo. In Lettonia la cittadina di Liepāja ospita dal 2003 una meridiana alta 4 metri fatta interamente di ambra. In Russia, invece, la regione di Kaliningrad è ricca di testimonianze storiche e artistiche sulla lavorazione e il commercio del prezioso materiale, tra cui la famosa piramide d’ambra di Jantarnyj.

Territori rurali

Flora, fauna e attività umane

Giochi

Topo topo, dove sta l'anello? è un gioco tipico della Lituania; tra gli altri giochi provenienti dal mondo, cerca le regole di questo gioco (pagina 3)

Il gioco delle sedie è un gioco praticato in molti paesi del mondo: scopri come lo svolgono i bambini lituani

Feste

Dea della terra lituana, venerata fino agli anni Venti del '900, è Zemyna

Reti stradali e ferroviarie

Monete e banconote

Nonostante la Lituania sia un Paese membro dell'Unione europea, essa non ha aderito all'adozione dell'Euro quale valuta nazionale

L'Euro 

Che cos'è l'Euro? Quando e come è stato introdotto? Quali paesi hanno adottato l'Euro come valuta nazionale? Unisciti all'equipaggio dell'Euro per saperne di più sulla valuta dell'Unione Europea e metti alla prova le tue conoscenze

Arte tradizionale e moderna

ambra

Musiche e danze

Danze

ANES POLKA - DRALINAS - GRANDSKYERAS PADISPANAS - KAZOKELIS - KISKELIS - LESTINGIS

 

MALUNELIS - POLKA KETURINE PLIAUKSTPOLKE - SOUKTINIS - ULANAS

Fiabe e racconti

Un amore breve: la favola della vedova disperata

Nel mondo c'è gente che sarebbe disposta a comprare di tutto. Ma c'è anche chi è in grado di vendere qualsiasi cosa. E questa è appunto la storia di Kose, un astuto mercante che...

Il detto lituano del passerotto e del gattino

Dvylius, il bue -capostazione

La storia di Egle e Zilvinas: Egle in lituano significa abete...scopri se c'è qualche legame con questo racconto

Il proprietario terriero, il pastorello e il re: la favola del significato della miseria

Nella mitologia lettone e in quella lituana, la dea del Fato si chiama Laima. Presiede alla fertilità, alla gravidanza e anche al parto, al matrimonio, alla casa in senso materiale. Laima ha due sorelle, Karta e Dekla: insieme compongono “il trio del Destino”. Nella mitologia lituana da Laima il trio prende il nome e sono infatti soprannominate per l appunto “Le Laime”.

Cibo, alimentazione e ricette

Testimonianze

Kryziu Kalnas, la "collina delle croci"

Kryziu Kalnas, la "collina delle croci", si trova a pochi chilometri da Šiauliai; la collina è conosciuta anche come "la Mecca della Lituania". Le croci sono oltre 100mila e sono state portate dai fedeli. La collina rappresenta il luogo che i cattolici lituani avevano via via adottato come simbolo e testimonianza della volontà di pace contro gli oppressori. Kryziu Kalnas è un'immagine eloquente di fede popolare e di resistenza all’ateismo di Stato imposto dal comunismo; è stata visitata nel1993 da Giovanni Paolo II, che vi lasciò un suo personale crocifisso di ricordo