conosci

Paesi | Europa | Europa settentrionale | Islanda

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Reykjavik
Superficie (km²): 103000
Densità (ab/km²): 3
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.government.is/
Data dell'indipendenza: 17 giugno 1944
Indipendenza da: Danimarca
Moneta: Corona islandese
Membership:

Arctic Council, Australia Group, BIS, CBSS, CE, EAPC, EBRD, EFTA, FAO, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICCt, ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, IHO, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC, MIGA, NATO, NC, NEA, NIB, OAS (osservatore), OECD, OPCW, OSCE, PCA, Schengen Convention, UN, UNCTAD, UNESCO, UPU, WCO, WEU (associato), WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. L'Islanda è situata nell'Oceano Atlantico settentrionale tra il Mare di Norvegia, lo Stretto di Danimarca e l'oceano aperto, spingendosi dai 63o latitudine nord al Circolo Polare Artico; essa rappresenta la parte emergente di una vasta piattaforma sottomarina formatasi nella sezione settentrionale della grande dorsale medio-atlantica. Strutturalmente è costituita da potenti formazioni basaltiche stratificate, di origine cenozoica, elaborate dal glacialismo. Vulcanesimo e glacialismo abbinati e parimenti grandiosi sono dunque i due componenti della geomorfologia islandese, talché l'isola, il cui nome significa "terra dei ghiacci", è anche nota come "isola del fuoco". Il vulcanesimo, che si distingue per la varietà degli apparati (la maggior parte dei quali si eleva dalla distesa lavica dell'Ódádhahraun), ha dato luogo a manifestazioni anche recentissime: le più note riguardano le isole Vestmannaeyjar, al largo della costa sud-occidentale, dove nel 1963 un'eruzione vulcanica sottomarina ha dato origine all'isolotto di Surtsey e dove nel gennaio 1973 si è dovuto evacuare, per una violentissima eruzione, l'omonima cittadina di Vestmannaeyjar. Diffuse e assai importanti sono tuttora le forme di vulcanesimo secondario, tra cui i geyser, le sorgenti di acqua calda che rappre sentano una delle principali ricchezze del Paese. Il glacialismo pleistocenico, che interessò l'intera isola, agì profondamente sulla morfologia creata dagli espandimenti vulcanici: a esso si devono le forme tondeggianti dei rilievi, che in più punti si aggirano sui 1.700 m (Hofsjökull, 1.765 m; Vatnajökull, 1.725 m) e che raggiungono i 2.119 m nel Hvannadalshnúkur . Oggi i ghiacciai, dall'aspetto di enormi cupole ghiacciate, sono ancora molto estesi (anzi sono i più vasti d'Europa): occupano un'area di 13.000 km 2 , di cui ben 8.456 spettano al Vatnajökull, nel sud-est dell'isola. Essenzialmente montuosa, l'Islanda presenta una serie di pianure, sormontate da vulcani e da cupole ghiacciate, che in genere si spingono sino al mare; assai esigue sono le pianure litoranee, formate da depositi fluvioglaciali, eccetto nella parte meridionale del Paese, dove se ne trovano di relativamente ampie. Le coste, per lo più alte e rocciose, sono variamente articolate e spesso incise da profonde i nsenature, simili ai fiordi norvegesi.

Clima e flora. Sottoposta a influssi polari e atlantici, l'isola presenta un clima oceanico di tipo temperato freddo; le estati sono perciò assai fresche (registrando valori medi di 10-11 °C) ma gli inverni, data la latitudine, sono relativamente miti (medie attorno a 0 °C). Le influenze polari, preponderanti nel nord del Paese, determinano in tale area inverni più rigidi, estati quasi inesistenti e scarse piogge (400 mm annui); per contro, nelle regioni meridionali, i venti di sud e sud-ovest mitigano le temperature e apportano copiose precipitazioni, sino a 1.200 mm annui. Contribuisce ad accentuare il contrasto tra la sezione settentrionale e quella meridionale del Paese la corrente calda del Golfo, che con alcuni rami lambisce le coste occidentali e meridionali dove soprattutto innalza le temperature invernali, ma dove anche arreca nebbie fitte e persistenti. Muschi e licheni sono la prevalente copertura vegetale dell'Islanda settentrionale, praterie a graminacee con macchie boschive di betulle e salici sono presenti nelle fasce sud-occidentali.

Idrografia. L'andamento dei maggiori rilievi, orientati da ovest a est nel settore centro-meridionale dell'isola, fa sì che i corsi d'acqua nati dall'altopiano interno si dirigano in prevalenza verso nord o verso sud-ovest, come il Thjórsá, il più lungo dei fiumi islandesi. Il regime dei corsi d'acqua, alimentati dalle piogge e dalle nevi, è per lo più costante, con massimi in primavera; durante le eruzioni vulcaniche per la fusione dei ghiacci si possono però avere piene improvvise anche assai gravi. Caratteristiche dei fiumi islandesi sono le numerose cascate che essi formano nel superare i margini degli altopiani centrali; particolarmente spettacolare è la Gullfoss, la "cascata d'oro", sul fiume Hvítá.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento. Data la sua posizione così appartata dalle vie del traffico, l'isola rimase a lungo disabitata; solo nel IX secolo vi giunsero dei monaci irlandesi, poi gruppi di Norvegesi, ai quali si deve il primo stabile popolamento dell'isola. Grazie ai vivaci commerci con la Norvegia, l'Islanda godette di una certa prosperità, il che favorì l'accrescersi della popolazione; ma il successivo duro dominio danese causò un ristagno economico e demografico: alla fine del secolo scorso gli Islandesi erano appena 80.000. Le conquiste dell'autonomia prima, della piena indipendenza poi, segnano le tappe della rip resa del Paese, passato dai 120.000 abitanti del 1930 ai 271.000 del 1997.

Distribuzione. Circa il 40% degli abitanti vive a Reykjavík, capitale e unica vera città del Paese; situata sulla più climaticamente favorita costa sud-occidentale dell'isola, è il principale centro portuale, libero tutto l'anno dai ghiacci; del pari assai attivo è l'aeroporto di Keflavík, a circa 50 km dalla capitale, sulla rotta transpolare per Anchorage (Alaska). La maggior parte della popolazione si concentra nelle fasce pianeggianti costiere, che ospitano varie cittadine con funzioni prevalentemente commerciali o di porti pescherecci come Akureyri, sbocco dell'Islanda settentrionale; Kópavogur e Hafnarfjördur hanno invece tratto vantaggio dalla vicinanza con la capitale.

Aspetti economici

Testo completo:

Profilo generale. Non certo favorita dalla natura, se si eccettuano la pescosità dei mari e il cospicuo potenziale idroelettrico, l'Islanda ha sopperito alla povertà di risorse con un secolare straordinario adattamento dell'uomo all'ambiente e con una mirabile organizzazione economica e politica al servizio dell'intera collettività (notevole è l'intervento dello Stato nei settori chiave dell'economia, quali la pesca e l'attività mineraria); il livello di vita è ormai molto elevato, di tipo scandinavo. Tuttavia l'Islanda denuncia tutta la sua debolezza nella pressoché totale dipendenza dagli andamenti economici internazionali; in particolare il Paese risente in misura assai grave del fatto di poter contare su un'unica fonte di reddito, il pesce e i suoi derivati, alla mercé dell'andamento dei prezzi e delle richieste del mercato internazionale, mentre deve ricorrere alle importazioni per quasi tutti i beni di cui necessita. La gravissima crisi mondiale, iniziata intorno alla metà degli anni Settanta, si è tradotta per l'Islanda in drammatici rialzi dei costi, in un'inflazione altissima, con insostenibili disavanzi della bilancia dei pagamenti e conseguente ripe tuta svalutazione della moneta nazionale, cui ha fatto seguito una rigida politica d'austerità. Malgrado tutto ciò, la situazione presenta anche aspetti positivi: non vi è stata caduta negli investimenti, sicché le tensioni sociali sono state in pratica contenute dalla politica di pieno impiego (il tasso di disoccupazione è su livelli molto bassi), né è stato intaccato l'altissimo livello di vita della popolazione, che resta forse l'elemento più straordinario di questo piccolo Paese, come testimonia anche l'elevato reddito.
Agricoltura. La natura dei terreni consente aree estremamente esigue all'agricoltura (appena lo 0,1% della superficie territoriale, contro un incolto e improduttivo di quasi il 77%). Per i suoli poveri e il clima inadatto si è abbandonata da tempo la cerealicoltura; l'arativo viene riservato in pratica alle sole patate, che tuttavia crescono unicamente in poche zone più solatie, e alle foraggere; caratteristica del Paese è la coltivazione in serre (riscaldate, come le case, utilizzando l'acqua dei geyser) di ortaggi, soprattutto pomodori, frutta, fiori.

Allevamento e pesca. Grande importanza ha l'allevamento, massimamente quello ovino che si accontenta di pascoli magri; il passaggio dalla cerealicoltura alle colture foraggere ha consentito però una certa estensione all'allevamento bovino: il Paese è autosufficiente per quanto concerne carne e prodotti lattiero-caseari. Per il trasporto interno sono ancora largamente impiegati i cavalli ponies , di cui vi è un buon allevamento; praticato con successo è anche l'allevamento degli animali da pelliccia. L'economia però si regge effettivamente sulla pesca. Tale attività, organizzata modernamente con una flottiglia bene attrezzata, sfrutta i pescosi mari costieri: si pescano soprattutto merluzzi e aringhe, mentre la caccia alla balena, un tempo molto importante, è oggi cessata.

Risorse minerarie. Modeste sono le risorse minerarie; in particolare mancano del tutto i combustibili. Sopperiscono in parte alle necessità energetiche le acque dei geyser; rilevante è inoltre il potenziale idroelettrico, il cui accresciuto sfruttamento è stato un elemento fondamentale per il potenziamento dell'industria.

Industria. L'industria si basa eminentemente sulla lavorazione del pesce e dei suoi derivati (olio e farina); si hanno inoltre alcuni cementifici, aziende tessili (in espansione i lanifici), concerie, calzaturifici e soprattutto due importanti complessi metallurgici (uno per la produzione di alluminio, di proprietà svizzera, e uno per la produzione di ferro-silicio, a capitale misto islandese-norvegese), installati nell'isola grazie appunto ai bassi costi dell'energia idroelettrica.

Comunicazioni. Le comunicazioni terrestri interne sono molto ardue, in vari punti rese pressoché impossibili dalle grandi masse glaciali; mancano totalmente le ferrovie, ma esiste una rete stradale (di oltre 12.000 km), che effettua l'intero periplo dell'isola ed è percorsa da regolari servizi di autobus. I commerci interni, in particolare per le merci pesanti, sono principalmente svolti dalle navi, che esercitano il cabotaggio tra la capitale Reykjavík e i principali centri costieri. Sempre maggior sviluppo hanno avuto i servizi aerei (sia all'interno sia con l'estero), assicurati dalla Icelandair; principale aeroporto è quello internazionale di Keflavík, a circa 50 km dalla capitale.

Commercio. I 3/4 delle esportazioni consistono in pesce, congelato e salato, e nei suoi derivati; seguono l'alluminio, alcuni prodotti zootecnici (lana, pelli, carne) e dell'industria tessile; le importazioni sono essenzialmente rappresentate da combustibili, numerosi prodotti industriali (farmaceutici ecc.), macchinari e mezzi di trasporto, generi alimentari, talune materie prime (bauxite e altri minerali, legname ecc.). L'interscambio si svolge soprattutto con gli USA, la Gran Bretagna, la Germania, la Norvegia e la Danimarca.

Storia

Testo completo:

L'Islanda fu scoperta da navigatori vichinghi e dopo alcuni insignificanti insediamenti di monaci irlandesi, l'isola fu colonizzata da un gruppo di norvegesi, che, dall'870 in poi, vollero sottrarsi alla tirannide del re Aroldo. Nel sec. X si formò la libera Repubblica Islandese, divisa in quattro cantoni, e avente come organo supremo l'assemblea (Althing) di Thingvellir.

Nell'anno 1000 fu introdotto per legge il cristianesimo, ma nonostante nel 1056 fu costituita una prima diocesi a Skálholt e nel 1106 fu consacrata la diocesi di Hólarma, la nuova religione stentò ad affermarsi sul costume pagano.

Nel 1262 il re di Norvegia, Haakon IV, sottomise l'Islanda, favorito dalle discordie fra le più importanti e nobili famiglie dell'isola. Seguì un lungo periodo di decadenza, aggravato dalle eruzioni vulcaniche e da periodiche carestie. Dopo l'accordo di Kalmar (1397), la Danimarca si sostituì alla Norvegia nel dominio dell'isola, imponendo poi, sotto il regno di Cristiano III, con forza la fede luterana agli islandesi. L'ultimo vescovo cattolico, Jón Arason, fu giustiziato dai protestanti nel 1550. Primo vescovo protestante fu Gudhbrandur Thorláksson (1542-1627), che fece un'attiva propaganda religiosa e culturale. Il dominio danese divenne più oppressivo con il re Cristiano IV, che impose, nel 1602, il “monopolio commerciale”: solo i mercanti danesi potevano commerciare con l'Islanda. Tale regime restrittivo durò ca. due secoli e provocò decadenza e miseria per l'Islanda.

A partire dal 1787, l'isola ebbe un sensibile miglioramento economico e politico, in seguito al ridimensionamento del "monopolio commerciale" danese. Nel corso dell'Ottocento si andò sviluppando un notevole nazionalismo islandese: già nel 1809 gli islandesi avevano tentato, inutilmente, di rendersi indipendenti. L'avventuriero danese Jørgen Jurgensen ristabilì per breve tempo l'autonomia dell'isola, ma la Pace di Kiel nel 1814 restituì l'Islanda alla Danimarca. Solo nel 1904 fu concessa all'Islanda un'autonomia amministrativa (con un suo Parlamento e governo).

La politica estera continuava però a essere gestita dalla Danimarca. Il processo verso la piena autonomia culminò, nel 1918, con un trattato federativo in base al quale l'Islanda diveniva uno Stato indipendente, pur restando vincolata alla Danimarca da una semplice unione personale al sovrano. Questo legame fu spezzato durante la seconda guerra mondiale, quando la Danimarca fu invasa dai tedeschi e l'Islanda fu occupata dalle truppe alleate. Il 17 giugno 1944, a seguito di un plebiscito, l'Islanda si proclamò finalmente repubblica indipendente e Sveinn Björnsson, che dal 1941 aveva esercitato la reggenza in nome del re di Danimarca, Cristiano X, fu eletto primo presidente della repubblica. Nel 1949 l'Islanda aderì al Patto Atlantico e concesse (1951) agli Stati Uniti la base aerea di Keflavík, nei pressi di Reykjavík, suscitando le più accese proteste di tutta la popolazione, gelosissima della propria indipendenza e già irritata per l'eccessiva presenza nelle acque dell'oceano Atlantico prospicenti l'isola di pescherecci stranieri, la cui attività minacciava una delle principali fonti di ricchezza del Paese.

La necessità di salvaguardare le riserve ittiche portò il governo islandese a estendere il limite delle acque territoriali prima da 3 a 12 miglia, quindi a 50 miglia nel 1972 e infine, nel 1975, a 200 miglia. Questa decisione suscitò la vivace reazione dei Paesi vicini, soprattutto della Gran Bretagna, e diede origine a un'aspra controversia che fu detta “guerra del merluzzo”. Nel 1976 la mediazione norvegese permise di giungere a un accordo favorevole all'Islanda. Per quanto riguarda la politica interna, dopo la seconda guerra mondiale, i governi furono in prevalenza di coalizione. Dapprima si ebbe un accordo tra socialdemocratici e indipendenti (fino al 1971), e poi iniziò un'alternanza al potere tra conservatori e progressisti.

Alle elezioni presidenziali del 1980, per la prima volta nell'isola e in Europa, fu eletta una donna capo dello Stato, la signora Vigdís Finnbogadóttir, riconfermata poi nella carica per ben tre volte (1984, 1988 e 1992). Le elezioni politiche del 1983 segnarono l'affermazione, anche in questo caso per la prima volta, di un partito composto esclusivamente da donne e il declino dei partiti tradizionali, che perdevano terreno soprattutto alla fine degli anni Ottanta (consultazioni del marzo 1987), quando si manifestava una certa instabilità politica (flessione dei partiti tradizionali a eccezione dei socialdemocratici) e frequenti avvicendamenti governativi; ne è infine risultata nel 1991 un'alleanza fra Partito socialdemocratico e Partito dell'Indipendenza, con a capo il premier David Oddsson, che ha lasciato all'opposizione il Partito progressista, per vent'anni perno delle varie coalizioni governative. Obiettivo programmatico di tale gabinetto era la riduzione dell'isolazionismo tradizionale del Paese e il consolidamento dei rapporti con l'Europa.

Nonostante l'Islanda, nel 1970, avesse aderito all'EFTA, decisione che si era rivelata molto utile ai fini dell'incremento del commercio, essa preferì non partecipare alla Comunità Europea e nel 1992 limitò la sua partecipazione allo Spazio Economico Europeo. In tal modo, i rapporti con l'UE sono regolati da accordi che obbligano il Paese ad accettare in parte la legislazione dell'Unione Europea, senza però che quest'ultima possa influire sui processi decisionali del governo islandese.La NATO, a partire dal 1994, riduceva la sua presenza in Islanda, dichiarata già nel 1985 dal Parlamento territorio denuclearizzato. Nell'aprile 1995, la coalizione capeggiata dal Partito dell'Indipendenza veniva riconfermata come maggioranza di governo, mentre un rappresentante del Partito Alleanza Popolare, Ólafur Grímsson, veniva eletto presidente della repubblica nel 1996, e nelle elezioni politiche del 1999 riportava lo stesso successo. Nelle elezioni legislative del 1999 è stato confermato David Oddsson, del Partito dell'Indipendenza, che costituì un governo di coalizione con i centristi del Partito progressista, riuscendo a garantire al Paese una buona ripresa economica. Nelle elezioni legislative del maggio 2003 è stato riconfermato come premier, per la quarta volta, Oddsson. Quest'ultimo ha lasciato tale carica nel 2004 a favore di Halldór Ásgrímsson, del Partito progressista; sempre nello stesso anno veniva riconfermato il presidente Grímsson. Nel giugno 2006 il primo ministro Halldór Ásgrímsson rassegna le dimissioni e viene sostituito da Geir H. Haarde, precedentemente ministro degli esteri. Nel maggio 2007 si svolgevano le elezioni legislative, vinte per un seggio dal centro-destra. Successivamente Geir H. Haarde veniva riconfermato primo ministro.

Durante la crisi dei mercati finanziari dell'ottobre 2008, il premier doveva varare un piano di salvataggio delle maggiori banche del Paese, colpite duramente dalla situazione economica mondiale, ma nel gennaio del 2009 rassegnava le dimissioni, dopo una serie di proteste nella capitale. Il governo veniva subito affidato a Johanna Sigurdardottir a capo di una coalizione di centro-sinistra, che vinceva, poi, le elezioni anticipate dell'aprile 2009. Nel febbraio del 2010 si aprivano i negoziati per l'adesione del Paese alla UE.

 

Popolazione

(?)
Popolazione totale: 320136
(?)
Popolazione urbana (%): 93,73
(?)
Gruppi etnici:

Norse e celti 94%, popolazioni straniere 6%

(?)
Lingue:

Islandese, inglese, lingue nordiche, tedesco

(?)
Religioni:

Luterani d'Islanda 82,1%, cattolici 2,4, Chiesa libera di Rejkjavik 2,3%, Chiesa libera di Hafnarfjorour 1,6, altri cristiani 2,8%, altre 0,9%, non affiliati 2,6%, altre o non specificate 5,5%

Demografia

(?)
Tasso di crescita: 1,52
(?)
Tasso di natalità: 14,81
(?)
Tasso di mortalità: 6,40

Media dell'area geografica: 10.097000169754 (su un totale di 10 stati)

(?)
Tasso di mortalità infantile femminile: 2,80
(?)
Tasso di mortalità infantile maschile: 3,10
(?)
Tasso di fecondità totale: 2,10
(?)
Rapporto tra i sessi: 101,46
(?)
Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
(?)
Età mediana: 34,83
(?)
Aspettativa di vita maschile: 79,49
(?)
Aspettativa di vita femminile: 83,05

Indice di sviluppo umano

(?)
Posizione / 179: 13

Indicatori economici

(?)
PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 14,05
(?)
PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 12,41
(?)
Tasso di crescita annua: 2,60
(?)
PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 43.088,20
(?)
PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 38.060,20
(?)
Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 7
(?)
Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 25
(?)
Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 68
(?)
Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -876
(?)
Spesa statale per sanità (%): 21
(?)
Spesa statale per istruzione (%): 9
(?)
Spesa statale per difesa (%): 0
(?)
Tasso di corruzione: 82
(?)
Debito pubblico (%/PIL): 65,88
(?)
Tasso di inflazione : 5,26
(?)
Tasso di disoccupazione: 7,43
(?)
Debito estero (milioni di $): 0,00
(?)
Saldo migratorio: 10417
(?)
Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 34820
(?)
Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 31020

Indicatori socio-sanitari

(?)
Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 100
(?)
Tasso diffusione HIV (stima) : 0,30
(?)
Tasso di mortalità materna: 5
(?)
Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 100
(?)
Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 100
(?)
Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 100
(?)
Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 100
(?)
Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 100
(?)
Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 100

Istruzione

(?)
Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 99
(?)
Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 98
(?)
Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 98
(?)
Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 89
(?)
Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 88

Comunicazioni

(?)
Tasso di libertà di stampa: 8,49
(?)
Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 58,92
(?)
Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 106,08
(?)
Numero reti televisive: 14
(?)
Utenti internet ogni 100 abitanti: 95,02

Trasporti

(?)
Aeroporti:

99

(?)
Densità stradale (km/100 km²):

12,49

(?)
Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

-

(?)
Porti:

5

Feste

Scopri come si festeggi l'epifania in Islanda

Fiabe e racconti

Un viaggio in Europa attraverso racconti ispirati ai suoi luoghi e ai suoi personaggi: visita l' Islanda