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Paesi | Europa | Europa settentrionale | Danimarca

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Copenaghen
Superficie (km²): 43090
Densità (ab/km²): 126
Forma di governo: Monarchia costituzionale
Sito ufficiale del Governo: http://www.stm.dk/
Data dell'indipendenza: X sec. unificazione; 1849 nascita monarchia costituzionale
Moneta: Corona danese
Membership:

ADB (membro non regionale), AfDB (memebro non regionale), Arctic Council, Australia Group, BIS, CBSS, CE, CERN, EAPC, EBRD, EIB, ESA, EU, FAO, G-9, IADB, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICCt, ICRM, IDA, IEA, IFAD, IFC, IFRCS, IHO, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC, MIGA, MONUC, NATO, NC, NEA, NIB, NSG, OAS (osservatore), OECD, OPCW, OSCE, Paris Club, PCA, Schengen Convention, UN, UNCTAD, UNESCO, UNHCR, UNIDO, UNMIL, UNMIS, UNMOGIP, UNOMIG, UNRWA, UNTSO, UPU, WCO, WEU (osservatore), WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO, ZC

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il territorio danese è formato da una sezione peninsulare, lo Jylland, e da circa 400 isole (le più estese sono Sjælland, Fyn o Fionia, Lolland) che per la maggior parte sorgono nei bracci di mare antistanti la costa svedese sud-occidentale; piuttosto emarginata rispetto alle altre è solo l'isola di Bornholm , nel Mar Baltico. Strutturalmente non c'è discontinuità di substrato tra la Svezia meridionale e la Danimarca: si tratta di una zolla rigida, marginale allo scudo baltico e ai massicci paleozoici centreuropei, che ha subito nel corso delle ere geologiche moti di subsidenza alternati, con conseguenti ingressioni o regressioni del mare. Da ciò la costituzione geologica della terra danese, che vede la successiva sovrapposizione di strati sedimentari a partire dagli inizi del Mesozoico, e la cui potenza, nel complesso, sembra raggiungere i 1.000 m. La maggior parte delle sedimentazioni risalgono al Cretaceo e sono rappresentate da calcari diversi, in rapporto ai cicli di sedimentazione in mari più o meno profondi; peculiare è il Limsten, un calcare duro che affiora in alcune zone dello Jylland. Alle formazioni mesozoiche succedono strati di marne, argille e sabbie del Cenozoico, corrispondenti a fasi diverse di sommersione ed emersione del territorio che, durante i periodi di emersione, fu più o meno intensamente sottoposto alla denudazione subaerea. Nel Quaternario le glaciazioni investirono direttamente il Paese con le grandi espansioni provenienti dai massicci scandinavi. I depositi glaciali rappresentano le formazioni più superficiali del territorio danese; l'ultima glaciazione, quella di Würm, ha lasciato i suoi depositi lungo una linea che taglia da nord-ovest a sud-est la penisola dello Jylland. La morfologia della Danimarca è il risultato di queste vicende geologiche; il Paese è prevalentemente pianeggiante, ma, data la presenza dei depositi morenici, si hanno ondulazioni, lievi avvallamenti, alture isolate (Bakkøer) che si elevano 100-150 m sopra le pianure sabbiose: la massima cima, l'Ejer Bavnehøj, tocca i 171 m. L'attuale contorno costiero, il cui elevatissimo sviluppo è di ben 7.314 km, deriva da un regresso del mare che è continuato sino a oggi e che dall'Età del Bronzo, cioè in circa 4.000 anni, ha registrato un abbassamento del livello di 25 m, con conseguente accrescimento del territorio. Paese insulare e frammentato, la Danimarca è con ciò tutta aperta al mare, ma al tempo stesso ne è largamente difesa, specie sul lato orientale, dove sono ubicati infatti, nei bracci di mare tra isola e isola, i porti maggiori. Sul lato occidentale dello Jylland la costa presenta invece cordonature sabbiose, allineamenti dunosi, lagune e terre anfibie, secondo una morfologia che ricorda il litorale fiammingo.

Clima. Il clima è essenzialmente oceanico, soggetto cioè agli influssi delle masse d'aria occidentali d'origine atlantica; essi si alternano però agli influssi delle masse continentali polari, provenienti da nord-est, il che ha effetti sensibili sulla varietà delle condizioni climatiche da zona a zona. La sezione occidentale dello Jylland, direttamente investita dai venti atlantici, è relativamente piovosa (800 mm annui), mentre il resto del Paese, specie le isole orientali, ha precipitazioni scarse, che in media non superano i 600 mm annui, scendendo a 450-500 mm nell'Isola di Sjælland. Le piogge si verificano principalmente nella tarda estate, mentre la primavera, molto ventosa, è di solito secca. L'inverno è umido e brumoso. Le temperature, data la limitata azione mitigante dei mari nordici, poco profondi, hanno sensibili variazioni stagionali: in generale si passa da 1-2 °C in gennaio a 13-14 °C in luglio, mentre la media annua del Paese è di 7 °C.

Flora. La vegetazione naturale è essenzialmente quella dell'area atlantica, però con specie prevalenti d'ambiente freddo: estesi sono le faggete e i boschi di conifere (pino silvestre, abeti), questi per lo più d'impianto, dato che il manto boschivo originario è stato a lungo e profondamente alterato. Aspetti selvaggi si ritrovano invece nelle brughiere dei terreni costieri e sabbiosi dello Jylland occidentale, dove la pianta tipica è l'erica (Calluna vulgaris).

Idrografia. Legata al glacialismo è l'idrografia, che si svolge in corrispondenza dei corsi fluviali che uscivano un tempo dai ghiacciai o che scorrevano sotto i ghiacciai stessi (fiumi a galleria). Dato il carattere pianeggiante della Danimarca il drenaggio delle acque è ovviamente difficile, e ciò ha creato laghi e aree paludose, sebbene oggi i terreni siano interamente bonificati. Inoltre, per la limitata estensione e la frammentarietà del Paese, i fiumi hanno uno sviluppo molto modesto; il più lungo, il Gudenå , che scorre nello Jylland e sfocia nel Randers Fjord, non raggiunge i 158 km.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento. La Danimarca è un Paese di antico insediamento umano. Tra le più caratteristiche e cospicue tracce della presenza dell'uomo in età preistorica sono i cosiddetti kjøkkenmøddinger (rifiuti di cucina), cumuli di avanzi di pasti che risalgono al primo Neolitico e che si riferiscono a popolazioni di pescatori. Nel Neolitico, con l'affermazione dell'agricoltura, si ebbe il primo sfruttamento di un territorio relativamente favorevole alle colture, specie cerealicole. All'epoca romana la Danimarca presentava una popolazione agricola ben organizzata in villaggi rimasti, anche successivamente, come perni della geografia umana del Paese. Con l'espansione vichinga furono invece valorizzate le coste e, nel Medioevo, Copenaghen, Århus, Ålborg erano già attivi centri commerciali. Fino a tutto il XVIII secolo, tuttavia, la popolazione non fu mai molto elevata e l'organizzazione territoriale era fissata su pochi centri sulla base di un regime politico e sociale rimasto di tipo feudale, in mano cioè a un'aristocrazia terriera sempre più in contrasto con la borghesia mercantile delle città portuali. Nel 1781 venne promulgata una legge con la quale si ebbe il primo affrancamento delle terre agricole: ne conseguirono la rottura della tradizionale organizzazione fondata sui villaggi compatti e la nascita di tante fattorie sparse nella campagna. Ancor oggi l'insediamento si caratterizza, in Danimarca, per la grande diffusione delle fattorie isolate, fattorie che sono piuttosto fitte data l'alta percentuale delle piccole e medie proprietà.

Sviluppo demografico. La prospera economia e l'elevato livello di vita sono stati alla base dei notevoli incrementi demografici registrati dal Paese a partire dagli inizi del secolo scorso, quando esso aveva poco più di 900.000 abitanti. Agli inizi di questo secolo i Danesi erano già 2,5 milioni, nel 1925 poco più di 3,4 milioni, nel 1951 circa 4,3 milioni. Oltre i quattro quinti della popolazione vivono nelle città e il processo di accrescimento urbano tende via via ad aumentare; tale altissima percentuale è però soprattutto legata alla presenza di una grande metropoli come Copenaghen, mentre gli altri centri di consistenti dimensioni sono pochi; prevalgono le cittadine con funzioni locali.

Città. La capitale assorbe con i sobborghi oltre un quarto dell'intera popolazione e la metà di quella urbana, distribuita per il resto nelle città di Århus, Odense, Ålborg e in una cinquantina di centri con un numero di abitanti compreso tra i 10.000 e gli 80.000. La preminenza di Copenaghen si deve al fatto che la città, situata sulla costa nord-orientale dell'isola di Sjælland e affacciata all'Øresund, si trovava in una posizione ideale nei confronti sia della Danimarca sia della Svezia meridionale (su cui si estese a lungo il dominio danese), posizione rimasta valida anche oggi, dati i traffici intensi che si svolgono tra le due parti. La capitale accoglie tutte le principali attività economiche (è sede delle maggiori industrie e attivissimo centro di scambi, dotato del maggior scalo marittimo e aereo del Paese), oltre a essere una delle più interessanti e visitate metropoli d'Europa per i suoi molti richiami culturali e artistici. Seconda città della Danimarca, la più importante dello Jylland, è Århus, situata sulla costa orientale della penisola al fondo dell'omonimo golfo e anch'essa dotata di un porto di rilevante traffico e di varie industrie. Sempre nello Jylland sono Ålborg, città assai antica, posta sulla sponda meridionale del Limfjord e oggi soprattutto grande centro commerciale e industriale (cantieri navali, ferriere, distillerie, complessi alimentari ecc.), benché vanti anche insigni monumenti, ed Esbjerg, importante base di pesca e il maggior porto della Danimarca occidentale. Terza città del Paese è Odense, nell'isola di Fionia , sbocco dei prodotti della fertile isola e attivo nodo delle vie di comunicazione, posta sull'asse ferroviario che unisce Copenaghen al continente; merita infine un cenno la città storica di Roskilde, 25 km a ovest della capitale, nella cui cattedrale sono sepolti quasi tutti i sovrani danesi.

Aspetti economici

Testo completo:

Nel 1997-98 il governo socialdemocratico ha conseguito importanti risultati in campo economico (riduzione del debito pubblico e riduzione della pressione fiscale, diminuzione della disoccupazione), attraverso una politica del lavoro mirata ad aumentare la flessibilità e a incentivare la qualificazione e la riqualificazione della manodopera. La Danimarca si è confermata così uno dei Paesi più competitivi del mondo.

Dall'economia agricola a quella industriale. Popolo intraprendente, di spiccate tradizioni mercantili, i Danesi si sono foggiati a contatto con l'Europa nord-occidentale, imprenditoriale e capitalistica, mettendo a frutto le possibilità del loro Paese in senso agricolo e in senso commerciale, ma rimanendo sino a epoca recente relativamente estranei al fenomeno industriale vero e proprio. L'agricoltura è stata infatti alla base dei loro successi economici e ancor oggi essa, sebbene non abbia più la funzione importante di un tempo, rimane un fattore essenziale del benessere danese e dal punto di vista organizzativo è tra le più avanzate del mondo. Basata all'origine soprattutto sulla coltivazione dei cereali, ha subìto già nel secolo scorso una decisiva riconversione ponendosi al servizio dell'allevamento, che è andato via via razionalizzandosi in modi difficilmente eguagliabili. L'attività ha assunto sin dall'inizio un'organizzazione marcatamente cooperativistica (cooperative di medi e piccoli coltivatori), a orientamento commerciale, e ha conferito alle campagne danesi quel volto ordinato e caratteristico che ben giustifica l'appellativo dato alla Danimarca di "fattoria d' Europa". Ma non è più sull'agricoltura e sulla zootecnia (nonostante i forti aiuti che lo Stato riceve in tali ambiti dall'UE) che il Paese può contare per mantenere il proprio altissimo livello economico, bensì sull'industria. In ciò abbastanza simile alla Svizzera o al lontano Giappone, anche la Danimarca è praticamente priva di risorse energetiche ed è costretta a importare la maggior parte delle materie prime per le proprie industrie; ma sono queste ultime a contribuire essenzialmente al benessere del Paese.

Welfare State. Il modello di sviluppo è tradizionalmente privatistico e liberistico e sono state in più occasioni respinte le proposte socialdemocratiche di socializzare ulteriormente l'economia, passando cioè dalla "democrazia sociale" al "socialismo democratico" basato sulla proprietà comune, tra lavoratori e imprenditori, dei mezzi di produzione. Tuttavia, anche se le attività economiche direttamente gestite dallo Stato sono ben poche, gli interventi governativi assumono un ruolo determinante grazie alla loro funzione di controllo e sostegno dei vari settori produttivi, soprattutto mediante le manovre fiscali e creditizie. Inoltre, secondo il modello scandinavo del Welfare State, lo Stato opera interventi sociali assai estesi, sia nel campo dell'istruzione sia in quello previdenziale; la popolazione gode di condizioni di vita decisamente elevate nelle città come nelle campagne.

Agricoltura, allevamento e pesca. L'agricoltura, altamente specializzata e meccanizzata, ha ormai un limitato numero di addetti e, come si è detto, è svolta per lo più da coltivatori diretti su piccole e medie proprietà. La maggior parte dell'arativo è occupata dai cereali: orzo, frumento, segale e avena. Estese sono poi le coltivazioni di patate e di barbabietole da zucchero, i cui sottoprodotti vengono utilizzati per l'allevamento. Anche i cereali sono in larga misura al servizio dell'allevamento, che dispone di un notevole patrimonio zootecnico (bovini, suini e volatili da cortile). I bovini sono allevati per la produzione lattiera, impiegata in grandi e moderni impianti caseari per la fabbricazione del burro, tradizionalmente esportato in Gran Bretagna, formaggi e latte conservato; la carne suina è invece utilizzata soprattutto per la produzione di insaccati, avviati in buona misura nella Germania. Attiva è la pesca, esercitata nel Mare del Nord. Il pescato viene in parte impiegato per la produzione di farina e olio di pesce. Numerosi, nello Jylland, sono i centri che vivono sulla pesca: Esbjerg, Skagen , Hirtshals, Thyborøn sono i maggiori.

Risorse minerarie. La Danimarca scarseggia di risorse energetiche (si estraggono solo modesti quantitativi di lignite e, dal Mare del Nord, di petrolio) e minerarie in genere (zolfo, minerali di ferro, sale ecc.).

Industria. I settori industriali tradizionali sono quello alimentare legato all'agricoltura e alla zootecnia, il tessile, sia della lana sia del cotone, e il cantieristico. Tuttavia, malgrado la pressoché assoluta mancanza di materie prime, la Danimarca si è anche dotata di una buona industria di base, in specie di una siderurgia che fornisce discreti quantitativi di acciaio e ghisa e di una metallurgia che raffina alluminio, piombo e zinco. Come si è detto, l'industria metalmeccanica è essenzialmente al servizio del settore navale, con principali cantieri a Copenaghen, quindi a Helsingør, Svendborg, Ålborg, ma produce altresì macchinari e mezzi di trasporto di vario genere (tipiche sono per esempio le biciclette). Ben rappresentata, nonché una delle poche industrie che trovano nel Paese la materia prima occorrente, è anche l'industria del cemento. L'industria alimentare comprende, oltre ai numerosi caseifici e ai complessi conservieri, zuccherifici e birrifici: internazionale è la fama della birra danese (Carlsberg e Tuborg), largamente esportata. In funzione dell'agricoltura si è particolarmente sviluppata, tra le industrie chimiche, quella dei fertilizzanti, ma il Paese produce anche acido solforico, soda caustica, materie plastiche, resine ecc. Completano il panorama del settore manifatturiero, ovunque contrassegnato da prodotti di eccellente qualità, le manifatture di tabacco e le celebri porcellane.

Comunicazioni e commercio. Le comunicazioni interne (2.760 km ca. di ferrovie, oltre 71.500 km di strade) sono molto sviluppate. Dal 1997 un ponte lungo 6,6 km collega le isole Sjælland e Fionia: Il ponte è abbinato a un tunnel sottomarino. Un altro ponte stradale e ferroviario è in costruzione tra la Danimarca e la Svezia. I traghetti congiungono rapidamente isola a isola e operano soprattutto lungo le principali linee che collegano la Penisola Scandinava all'Europa centrale. La funzione dei porti è fondamentale in un Paese come la Danimarca, sia per i traffici interni sia per quelli con l'estero; la Danimarca dispone di una buona marina mercantile. Copenaghen è di gran lunga il più attivo scalo marittimo, oltre a essere sede del maggior aeroporto; i servizi aerei sono assicurati dalla SAS (Scandinavian Airlines System). Il commercio estero è naturalmente assai vivace, secondo una tradizione che fa parte della vita stessa della Danimarca (l'interscambio si svolge essenzialmente con la Germania, la Gran Bretagna e la Svezia); alle tradizionali esportazioni di carni, prodotti caseari e zootecnici in genere, pesce ecc., oggi si sono aggiunti, in misura sempre crescente, macchinari e svariati prodotti industriali (chimici, petrolchimici ecc.), oltre alle costruzioni navali. La bilancia commerciale continua a essere attiva. Il turismo è diretto soprattutto a Copenaghen e proviene principalmente dalla Germania e dalla Scandinavia.

Storia

Testo completo:

Dalle origini al Trattato di Vienna del 1864.

La Danimarca è un Paese di antichissimo insediamento umano, tra le più caratteristiche e cospicue tracce della presenza dell'uomo in età preistorica sono i cosiddetti kjøkkenmøddinger (rifiuti di cucina), cumuli di avanzi di pasti che risalgono al primo Neolitico e che si riferiscono a popolazioni di pescatori.

Nel Neolitico, con l'affermazione dell'agricoltura, si ebbe il primo sfruttamento di un territorio relativamente favorevole alle colture, specie cerealicole. All'epoca romana la Danimarca presentava una popolazione agricola ben organizzata in villaggi. Per quanto riguarda la popolazione tribale dei Dani, il primo re di cui si hanno notizie storicamente accertate è Goffredo, che riuscì a fermare la pressione espansionistica di Carlo Magno. Goffredo fu però ucciso da una congiura di soldati e il suo successore venne a patti con l'imperatore dei Franchi e stabilì il confine meridionale del Paese al corso del fiume Eider, rafforzato con la costruzione del Danevirk (o Vallo dei Dani). Aroldo Klatz, divenuto re, ma spodestato dai figli di Goffredo, ottenne da Ludovico il Pio l'aiuto a ritornare sul trono; egli dovette però farsi battezzare (826) e permettere che il monaco benedettino Anscario organizzasse delle missioni per convertire il popolo danese. Ad Aroldo I succedette Gorm il Vecchio e a questi il figlio Aroldo II, che proibì i riti pagani a tutto vantaggio della religione cattolica. Abile guerriero, conquistò la Norvegia e l'Holstein e alla sua morte (ca. 985) il figlio Svend, detto “Barba Forcuta”, occupò l'Inghilterra (1013) e il suo successore, Canuto il Grande, riunì le corone di Danimarca, Inghilterra e poi Norvegia: l'unione delle ultime due fu di breve durata poiché si dissolse nel 1042.

Sovrano di Danimarca e Norvegia divenne poi Magnus il Buono, norvegese e figlio di Olaf il Santo. Nel 1047 la Danimarca riebbe un proprio re: Svend Estridsön, nipote di Canuto il Grande, alla cui morte succedette un periodo di guerre civili sotto Aroldo Hén, Canuto il Santo, Olaf Hunger, Erik Ejegod, Niels, Magnus ed Erik Emune, conclusosi con l'ascesa al trono di Valdemaro I (1157-82). Questi, iniziatore in tutti i campi di un'era di progresso, sotto la guida del suo consigliere Absalon di Roskilde, arcivescovo di Lund, conquistò ai Vendi (antica popolazione slava) l'isola di Rügen e parte della Pomerania e del Meclemburgo. Valdemaro II, detto il Vittorioso (1202-1241), conquistò l'Estonia (1219) e il territorio tra l'Eider e l'Elba: fatto prigioniero (1223) da un suo vassallo, il conte Enrico di Schwerin, e poi sconfitto da Federico II a Bornhöeved (1227), dovette però cedere buona parte delle sue conquiste. All'interno Valdemaro riorganizzò l'esercito e l'amministrazione su basi centralizzate dando un nuovo impulso economico al Paese. Intanto anche la Chiesa mirava a raggiungere sempre maggiore indipendenza e il successore Erik IV (1232-50) giunse a imprigionare l'arcivescovo Jakob Erlands, principale esponente delle istanze del clero.

Nel 1282 Erik V fu costretto dai nobili e dalla Chiesa a sottoscrivere una Magna Charta, con cui rendeva annuali le diete e divideva con il Parlamento i poteri legislativi. I suoi successori si impegnarono in guerre contro la Svezia, la Norvegia e la Lega Anseatica per l'egemonia nel Baltico, guerre che cessarono con Valdemaro IV Atterdag (1340-75), che firmò nel 1370 l'onerosa Pace di Stralsund. Alla morte di questi la figlia Margherita, che era stata reggente in Danimarca durante la minorità del figlio Olaf e reggente in Norvegia dopo la morte (1380) del marito, re Haakon VI di Norvegia, divenne, alla scomparsa del figlio Olaf (1387), regina di Danimarca e Norvegia. Sconfitto il re di Svezia nella battaglia di Falen (1389), nel 1397 Margherita costituì l'Unione di Kalmar con i tre regni di Danimarca, Norvegia e Svezia.

Scontenti della politica che il nuovo sovrano Erik VII conduceva contro la Lega Anseatica, gli Svedesi si staccarono dall'Unione già nel 1434 e ribadirono successivamente la loro indipendenza sotto i sovrani Cristiano I di Oldemburgo (1448-81), capostipite dell'attuale dinastia, e Hans d'Oldemburgo (1481-1513). Con Cristiano II (1513-23) l'Unione di Kalmar, già provata dalle rivendicazioni svedesi, fu gravemente compromessa. Nel 1520 il bagno di sangue che lo stesso re danese ordinò a Stoccolma, trucidando i seguaci di Sten Sture, non poté arrestare la decadenza del dominio danese poiché la Svezia elesse re Gustavo Vasa ottenendo l'indipendenza. Il nuovo sovrano Federico I (1523-33), salito al trono in un momento di contrasti religiosi e sociali, permise la penetrazione nel Paese della Riforma luterana, che divenne religione di Stato nel 1536 con Cristiano III (1534-59). Nel frattempo prendeva sempre più forza la nobiltà, la stessa che aveva voluto al trono Cristiano III e che aveva spinto poi Federico II e Cristiano IV a tentare inutili e controproducenti guerre contro la Svezia. La partecipazione alla guerra dei Trent'anni si risolse in un disastro per la Danimarca. Il Trattato di Brömsebro del 1645 dettò condizioni del tutto sfavorevoli per le quali la Danimarca venne a perdere l'egemonia nel nord.

Le disastrose conseguenze della guerra e lo strapotere dell'aristocrazia agraria imponevano il riassestamento delle finanze e dell'amministrazione pubblica voluto anche dal clero e dalla borghesia. La prima mossa contro la nobiltà venne da Federico III (1648-70) che il 13 ottobre 1660 proclamava l'ereditarietà della corona e nel 1665 la legge (Regia) che sanzionava l'instaurazione della monarchia assoluta di diritto divino con conseguente accentramento dei supremi poteri nelle mani del sovrano. Dopo di lui Cristiano V e Federico IV si impegnarono in nuove guerre contro la Svezia (1675-79) e poi nella guerra nordica (1700-20), che terminò con l'incorporazione dello Schleswig nel regno danese.

La seconda metà del Settecento fu caratterizzata dall'influenza esercitata dai consiglieri tedeschi tra i quali primeggiava la figura di J. F. Struensee. Politico illuminato, Struensee si impegnò in un programma di ardite riforme ma cadde vittima della reazione xenofoba provocata dalla nascente coscienza nazionale danese. La sua morte favorì la reazione liberale, che riuscì a realizzare in un clima tipicamente illuminista una serie di misure per le quali fu liquidato il protezionismo, vennero aboliti i vecchi privilegi nell'agricoltura, dati nuovi impulsi all'economia, fu abolito il commercio degli schiavi nelle colonie, si ebbe l'emancipazione degli ebrei.

Coinvolta nelle guerre napoleoniche, la Danimarca si alleò alla Francia ma andò incontro a una grave sconfitta sanzionata dalla Pace di Kiel (1814), per la quale dovette cedere la Norvegia alla Svezia ottenendo dalla Germania la Pomerania che fu scambiata l'anno successivo con il Lauenburg. Le idee liberali diffuse in Europa penetrarono nel sec. XIX anche in Danimarca, provocando aspri contrasti con i rappresentanti della monarchia assoluta. Fu Federico VII il primo sovrano danese ad accogliere con tolleranza le proposte liberali promulgando una Costituzione il 5 giugno 1849 con la quale furono istituite due camere elette a suffragio universale. Oltre a ciò Federico operò affinché Danimarca e Schleswig avessero insieme un solo governo. Il suo successore Cristiano IX, salito al trono nel 1863, cercò di concludere tale progetto, ma si vide contrastato da Prussia e Austria. La guerra, inevitabile, si risolse negativamente per la Danimarca che a Vienna (1864) sottoscrisse un trattato che costò la perdita di Schleswig, Holstein, Lauenburg e l'isola di Alsen.

Popolazione

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Popolazione totale: 5550142
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Popolazione urbana (%): 86,93
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Gruppi etnici:

Scandinavi, Inuit, Faroesi, Tedeschi, Turchi, Iraniani, Somali

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Lingue:

Danese, faroese, groenlandese (lingua degli Inuit), tedesco, inglese (seconda lingua maggiormente parlata)

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Religioni:

Evangelici luterani 95%, altri cristiani (inclusi protestanti e cattolici) 3%, musulmani 2%

Demografia

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Tasso di crescita: 0,48
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Tasso di natalità: 11,76
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Tasso di mortalità: 10,28

Media dell'area geografica: 10.097000169754 (su un totale di 10 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 4,30
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Tasso di mortalità infantile maschile: 4,40
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Tasso di fecondità totale: 1,85
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Rapporto tra i sessi: 98,32
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,06
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Età mediana: 40,55
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Aspettativa di vita maschile: 75,99
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Aspettativa di vita femminile: 80,50

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 15

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 332,02
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 206,01
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Tasso di crescita annua: 1,10
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 59.709,00
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 37.047,90
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 1
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 22
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 77
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): 22178
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Spesa statale per sanità (%): 0
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Spesa statale per istruzione (%): 10
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Spesa statale per difesa (%): 3
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Tasso di corruzione: 90
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Debito pubblico (%/PIL): 0,23
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Tasso di inflazione : 2,50
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Tasso di disoccupazione: 6,13
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Debito estero (milioni di $): 0,00
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Saldo migratorio: 90316
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 60160
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 41920

Indicatori socio-sanitari

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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,20
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Tasso di mortalità materna: 5
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 100
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 100
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 100

Istruzione

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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 99
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 97
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 94
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 92
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 89

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 7,08
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 45,13
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 128,47
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Numero reti televisive: 172
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 90,00

Trasporti

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Aeroporti:

89

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Densità stradale (km/100 km²):

171,86

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

6,2

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Porti:

12

Popoli

La popolazione vichinga viene identificata negli abitanti della Danimarca, della Norvegia, della Svezia settentrionale, dei cosiddetti Uomini del Nord, ossia i Normanni. Si trattava, in realtà, di tre popolazioni distinte, identificate in una, dalle influenze germaniche e celtiche. La storia dei Vichinghi inizia in Danimarca, dove sono ancora rinvenibili le tracce della loro presenza

I vari popoli chiamavano i vichinghi in vario modo: per i franchi, erano i normanni; per gli irlandesi erano i lochlannach; per i germani erano gli ascomanni; per gli slavi erano i ruotsi; gli arabi gli avevano dato l’appellativo di madjus

Testimonianze degli antichi abitanti della Danimarca sono giunte fino a noi grazie alla conservazione di alcuni corpi (si dice più di 200) all'interno delle torbiere, le quali hanno "restituito" le antichissime mummie di palude

Pizzi e merletti  

La Danimarca ed, in particolare, la città di Tonder, sono celebri nel mondo per l'abilità nel confezionare pizzi e merletti da utilizzare nelle rifiniture dei costumi tradizionali

Bambini indossano gli abiti tradizionali danesi

Secondo le leggi di autogoverno faroesi, le Isole Fær Øer costituiscono una comunità di popoli all'interno del regno di Danimarca. Al contrario la legge di autogoverno groenlandese non contiene una simile definizione, ma descrive piuttosto il popolo groenlandese con la definizione che ne è data nella legge internazionale, con il diritto di auto-determinazione

Territori urbani

La capitale della Danimarca è Copenaghen, dal 1996, anche Capitale Europea della Cultura. Il suo nome significa "mercanti del porto", è detentrice del record di premi Nobel per le scienze e fu musa ispiratrice dello scrittore Andersen che, proprio a Copenhagen, scrisse quasi tutte le sue fiabe compresa la famosissima "La Sirenetta"

Vista di Copenhagen

Tra le peculiarità che caratterizzano la città troviamo il Palazzo di Amalienborg, sede dei reali danesi, i tipici canali su cui si rispecchiano edifici colorati, la celeberrima statua della sirenetta (simbolo dello stato) e la torre

Statua di Hans Christian Andersen a Odense

Città Natale di Hans Christian Andersen è Odense, il cui deriva dal Dio nordico Odino che in questa città pare avesse un santuario. Odense è la città più grande dell’arcipelago di Fyn ed è la terza città della Danimarca, si sviluppò come luogo di pellegrinaggio e attualmente è un grosso centro universitario. Ciò che attrae di più i turisti è proprio la casa-museo di Andersen con souvenir, foto e oggetti che appartennero alla sua famiglia, disegni, schizzi di viaggio, libri di scuola,e i primi racconti dell’autore.

A Odense ci sono poi alcuni musei da visitare: il Museo d’arte di Fyn con tutte le tendenze della pittura danese, tra cui la scuola di Fyn;
Il Museo nazionale delle ferrovie danesi, un’incredibile collezione di vecchie locomotive dei primi del Novecento, e la cattedrale di San Canuto, una delle più importanti chiese gotiche del paese che ospita le spoglie di san Knud, ucciso durante una rivolta contadina.

Due città della Danimarca particolarmente celebri sono Ribe, che con i suoi 1300 anni di storia è la città più antica del Paese e Billud, conosciuta per i Lego

Territori rurali

Gran parte della Danimarca è costituita da fertili bassopiani agricoli, da ondulate colline, da boschi di faggi e da brughiere ricoperte di eriche.

Himmelbjerget (la montagna del cielo), con i suoi 147 metri, è il rilievo più alto della Danimarca, celebre per la vista mozzafiato che fu di ispirazione al poeta danese Steen Steensen Blicher

Nel corso dei secoli l'ambiente danese è stato profondamente modificato dallo sfruttamento intenso per il pascolo e dalle deviazioni dei corsi d'acqua ( la percentuale di fiumi in stato naturale è tra lo 0-20%) per rendere i terreni arabili e coltivabili. Circa il 20% delle fattorie si trova sul livello del mare, in gran parte su terreni molto bagnati e instabili, resi arabili con il drenaggio dell'acqua tramite l'uso di pompe.

Ecco come appare oggi il sito di Nydam Mose, un'antca palude, celebre per i numerosi ritrovamenti archeologici, e oggi quasi completamente bonificata

Una parte del territorio danese, soprattutto nello Jylland occidentale, presenta paludi e dune che, fin dall'antichità, erano considerate in molti casi sacre. Vi venivano gettate offerte di varia natura, tra le quali anche esseri umani, immolati come vittime al dio della guerra, in caso di vittoria. Molte di queste paludi hanno restituito cadaveri umani perfettamente conservati. Il gettare uomini nelle torbiere era un fenomeno molto diffuso in altre regioni dell'europa del nord.

Immagine di una torbiera

 

Gli ambienti palustri sono purtroppo quasi scomparsi perché con l'impiego delle idrovore sono stati trasformati in terreni agricoli. Stessa cosa dicasi per il disboscamento, boschi che hanno lasciato il posto a pascoli e che si tenta di ricostituire.

Flora, fauna e attività umane

Il Trifoglio rosso è la pianta emblema della Danimarca

Il territorio danese ospita circa 30.000 tra piante e specie di animali.

Flora

Il 12% del territorio danese è ricoperto da boschi, prevalentemente decidui con una dominanza di alberi di faggio (albero emblema del Paese) e di quercia. Vi sono anche presenti olmi, noccioli, aceri, pini, pioppi, tigli e castagni; le foreste primarie sono tuttavia molto rare. La principale area boscosa della Danimarca è il Rold Skov, una foresta pubblica di 77 kmq che ospita l'unico parco nazionale danese, il Rebild Bakker, dove vivono cervi, caprioli, daini, lepri selvatiche, volpi, scoiattoli, istrici e tassi.

 

 

Rold Skov

Fauna

Il sole nero sulla paludi 

Scopri in che cosa consiste questo fenomeno: come accade che il sole diventa nero?

 

L’espansione degli insediamenti umani e dei terreni agricoli ha provocato la sparizione dei numerosi mammiferi che popolavano il Paese, e

in particolare lo Jutland, in epoche successive alla glaciazione, come l’alce, l’orso bruno e il bisonte europeo.

Oggi, la fauna danese presenta, in particolare, animali selvatici come il cervo rosso (nell'immagine a destra) e il capriolo, la volpe e lo scoiatolo. Di particolare bellezza sono gli uccelli: in tutto il territorio ne esistono più di 300 specie. La fauna danese è inoltre abbondantemente rappresentata dalla fauna marina che comprende meruzzi, aringhe e platesse.

Giochi

La casa bianca a Legoland

Lego 

Il gioco dei mattoncini ideato da Ole Kirk Christiansenprende il nome di LEGO, quale risultato della contrazione dell'espressione "LEg Godt", che in danese significa "giocare bene".

 

La Danimarca è il luogo di nascita di uno dei giocattoli più popolari del mondo: i Lego, inventati dal Ole Kirk Christiansen. Non c'è posto migliore al mondo in cui vedere l'impiego di questi mattoncini del parco a tema di Legoland, a Billund, una cittadina nella Costa Est del Jutland. Legoland è un mini-mondo che si compone di circa 42 milioni di mattoncini.

 

Particolare del giuramento del presidente degli Stati Uniti Barack Obama

 

Rod, Gul, Gron, Stop, Tag sat e tanti altri giochi svolti dai bambini danesi

Un gioco tipico della Danimarca è Hovdinge-Bold, che in italiano significa "la palla del capo tribù"

A Copenaghen è possibile visitare il più antico parco giochi giunto fino ai giorni nostri; aperto nel lontano 1843, i Giardini di Tivoli costituiscono uan grande oasi verde collocata al centro della capitale

Lo sport più popolare in Danimarca è il calcio; non mancano, tuttavia, le opportunità per praticare golf, pesca, windsurf, equitazione e soprattutto ciclismo, data sia la costruzione di numerose piste ciclabili che la forte diffusione della bici tra gli abitanti tanto da rendere Copenaghen "La città dei ciclisti"

Feste

Manifesto del carnevale di Aalborg (2008)

In Danimarca sono numerose le festività celebrate durante il corso dell'anno; oltre alle feste natalizie, particolarmente sentite, una delle tradizioni più amate è quella legata alla festa di Santa Lucia, celebrata il 13 dicembre

Una giornata molto sentita nel Paese è il 5 giugno, giorno nel quale si festeggia l'anniversario della costituzione danese

In Danimarca durante la Pasqua è tradizione addobbare la casa e la tavola con fiori e decorazioni di colore giallo. Per questo i danesi chiamano i narcisi "Fiori di Pasqua"

Nonostante le sue dimensioni piuttosto ridotte, la città di Aalborg è famosa per il celebre carnevale, uno dei più grandi dell'Europa del Nord, i cui festeggiamenti hanno luogo, solitamente, l'ultimo fine settimana di maggio

Il 23 giugno i danesi festeggiano il giorno più lungo dell'anno che coincide con l'arrivo dell'estate. E', probabilmente, la festa più amata dai danesi e prende il nome di Sankt Hans (San Giovanni)

Una delle tradizioni più sentite nei paesi scandinavi è quella dell'utilizzo di candele durante le celebrazioni delle festività, in ricordo di tradizioni religiose, folklore contadino, o per semplice decorazione

Reti stradali e ferroviarie

Dal luglio del 2000 è in funzione il ponte galleria stradale e ferroviario di Øresund (lungo 16 km), che attraversando lo stretto dell'Øresund collega Copenhagen alla città di Malmö, in Svezia.

Quale dei 4 ponti è raffigurato nell'immagine in alto?

Le isole della Danimarca e Danimarca e Svezia, sono collegate fra loro da lunghi ponti stradali e ferroviari; i ponti danesi sono in realtà 4 (oltre a quello di Øresund e quello che collega Fionia e Sealand, ci sono due ponti che collegano rispettivamente lo Jutland e la Fionia e Falster e Mon) e permettono di percorrere tutto il paese senza mai imbarcarsi su un traghetto

Monete e banconote

L'Euro 

Che cos'è l'Euro? Quando e come è stato introdotto? Quali paesi hanno adottato l'Euro come valuta nazionale? Unisciti all'equipaggio dell'Euro per saperne di più sulla valuta dell'Unione Europea e metti alla prova le tue conoscenze

Come la Gran Bretagna, la Danimarca non ha aderito alla moneta unica europea, l'Euro, ma ha deciso di mantenere per il momento la propria valuta nazionale

 

La valuta ufficiale in Danimarca è la corona danese, Kroner in lingua danese.

Essa viene utilizzata anche nelle Isole Fær Øer (la cui moneta ufficiale è la Corona delle isole Fær Øer) e in Groenlandia, poichè sono territori membri del Regno Unito della Danimarca.

 

Particolare delle nuove banconote da 500 corone, tratte dalla nuova serie di banconote emesse dalla Banca Nazionale danese dal 2009

L'introduzione della corona come valuta legale in Danimarca, fu un risultato dell' Unione monetaria scandinava, che durò fino alla prima guerra mondiale. L'unione monetaria scandinava venne formata nel 1872 da Danimarca (che comprendeva anche l'Islanda), Norvegia e Svezia. I tre paesi si accordarono sull'uso di monete comuni, basate su di una corona in oro, liberamente in circolazione ed aventi valore legale nelle tre nazioni

I ritratti dei personaggi utilizzati sulle banconote sono stati selezionati in maniera tale da essere ben distinguibili l'una dall'altra. I personaggi ritratti sono: Karen Blixen (50 corone), Carl Nielsen (100), Johanne Luise Heiberg (200) e Niels Bohr (500), e un doppio ritratto di Anna e Michael Ancher

Per quanto riguarda le immagini ritratte sul retro delle banconote, esse ripropongono gli altorilievi romani di alcune chiese danesi

Arte tradizionale e moderna

Le prime testimonianze artistiche della Danimarca hanno origine con la cultura vichinga, della quale sono ancora rinvenibili reperti relativi alla loro presenza. Alcuni dei siti archeologici più noti sono diffusi presso Ribe, la città più antica della Danimarca

Immagine delle tombe di Lindholm Hoje

Lindholm Høje, soprannominata "la collina dei vichinghi", costituisce la maggiore necropoli vichinga danese. Lindholm Høje comprende oltre 700 tombe, circondate da formazioni in pietre triangolari e ovali. Molti dei reperti risalenti all'era vichinga sono stati ritrovati all'interno delle paludi, considerate sacre, nelle quali venivano gettate offerte di varia natura, anche esseri umani.

Le torbiere danesi sono divenute, in questo modo, luoghi di conservazione di importanti testimonianze del passato, tra le quali, le celebri mummie di palude

Le pietre runiche, così chiamate poichè incise con caratteri runici usate come monumento funebre o per commemorare eventi di particolare importanza, sono la testimonianza più suggestiva dell'epoca vichinga. Le più noti della danimarca sono quelle di Jelling, inserite tra i patrimoni mondiali dell'UNESCO

 

Essere o non essere...questo è il problema 

Inconfondibile sonetto (Atto III, scena I), tratto dall' opera shakespeariana dell'Amleto, la celeberrima tragedia di Amleto, principe di Danimarca, ambientata nel fiabesco castello di Kronborg

La letteratura danese ha prodotto e produce autori di fama mondiale, dai classici H.C. Andersen e Karen Brixen a Thorkild Hansen e Henrik Stangerup, originali scrittori danesi del Novecento

Gesta Danorum o Historia Danica è il più importante documento letterario del medioevo danese. Del suo autore, Saxo Grammaticus, scarsissime sono le notizie. L'opera, in latino, racconta in sedici libri la storia della Danimarca dai tempi leggendari al 1200. Il nucleo centrale è il racconto dei fatti dell'età di Assalonne, il personaggio in cui il potere regale e quello religioso si unirono nella stessa persona. La Storia dei Danesi è anche un importante repertorio mitologico.

Christofer Wilhelm Eckersberg, Vista del foro a Roma, 1814

Fondatore della Scuola danese, Christoffer Wilhelm Eckersberg viene considerato il padre della pittura nazionale danese, poichè iniziatore della cosiddetta "età dell'oro" (primo Ottocento) durante la quale, egli soggiornò a Roma e raggiunse la sua piena maturità artistica

 

 

La Danimarca è paese leader nel mondo nel settore del design: funzionalità ed innovatività vengono uniti alla bellezza. La Royal Copenaghen è la casa danese più antica e nota, soprattutto nel settore delle ceramiche, Bang & Olufsen e Rosendahl sono due tra i marchi di altissima qualità

Dal cinema muto ai maggiori cineasti danesi: un piccolo viaggio attraverso la cinematografia in Danimarca

 

 

 

 

 

 

 

 

Musiche e danze

Musiche

Carl Nielsen

Tra le testimonianze più significative dell'antica musica danese troviamo i canti popolari di origine medievale, tramandati oralmente (soprattutto ballate) che cantano eventi storici appartenenti alla cultura e alla tradizione del Paese. La musica strumentale e le canzoni tradizionali, suonate spesso durante le festività, sono anche state tradotte in cartaceo. Oggi la collezione è conservata negli Archivi del Folklore Danese.

L'elemento che va a caratterizzare la musica popolare danese, come di tutta la Scandinavia in genere, è il dominio del duo, formato solitamente da violino e fisarmonica. Ciò che, tuttavia, distingue la Danimarca dagli altri paesi scandinavi è che i violinisti quasi sempre suonano in gruppo e che spesso vi è l'introduzione di una chitarra

Le più antiche varietà musicali tradizionali danesi sono i pols e fanik dell'isola di Fanø e il sønderhoning di Sønderno; la musica tradizionale danese include, tuttavia, la propria versione di polka, waltz, e schottisch, esito delle moteplici influenze culturali giunte in Danimarca da Germania, Poonia, Austria, Boemia, Svezia, Regno Unito e Norvegia

Il più famoso compositore danese di musica classica è Carl Nielsen, celebre per le sue sei sinfonie

Danze

In Danimarca i balletti di corte furono introdotti nel sedicesimo e diciassettesimo secolo, mentre al Teatro Groennegard e al Teatro Reale, inaugurato nel 1748, si alternarono maestri di ballo francesi e italiani. Ma è stata la personalità e l'opera di August Bournonville tra il 1829 e il 1879 a segnare indelebilmente lo stile di danza danese

La danza tradizionale danese è molto antica: molte danze risalgono al 1780-1880. Sono danze per lo più a coppie o in cerchio, e ancora oggi è possibile trovare persone che portano avanti tale tradizione, anche se nel tempo questo numero si riduce sempre di più.

Danza folk danese

Fiabe e racconti

LIBRI 

Olav Hergel, L'immigrato, Iperborea, Milano, 2012

Lo scrittore e poeta danese Hans Christian Andersen può essere considerato, a tutti gli effetti, il padre della fiaba classica.

Tra le sue opere più note vi sono La principessa sul pisello (1835), Mignolina (1835),La sirenetta(1837),Il soldatino di stagno, (guarda la versione alternativa tratta da Fantasia 2000), Il brutto anatroccolo e la La piccola fiammiferaia (1845).

La fiaba danese degli undici cigni

La celebre statua del personaggio più famoso dele fiabe di Andersen, la Sirenetta

Dopo aver lavorato per sette anni per le Nazioni Unite, Jane Teller, autrice danese, pubblica il suo primo romanzo "l'isola di Odino" , cui segue “Intet”, il libro per bambini tradotto in Italia con il titolo “L’innocenza di Sofie”, che si è aggiudicato il prestigioso Premio del Ministero della Cultura Danese

C'era una volta un re che aveva tre figlie. Un giorno era alla finestra con la figlia maggiore quando nel cortile del suo castello entrò un orso gigantesco... la fiaba del Principe Biancorso

Una fiaba sull'importanza dell'amicizia: La principessa cervo

Cibo, alimentazione e ricette

Il Smørrebrød

Il piatto nazionale danese è il Smørrebrød, termine che in italiano significa "pane aperto"; come il Smørgåsbord svedese, prevede come ingrediente principale il pesce...ma il risultato è completamente diverso e le ricette sono molteplici

Come il Smørrebrød, anche lo Jule risengrød, un budino di riso e mandorle, costituisce un antipasto diffuso in Danimarca e un piatto tipico durante il cenone natalizio poichè offerto al Nisse, il folletto di Natale che vive nella soffitta

Alcune curiosità e tipicità sulla gastronomia danese: ingredienti principali, piatti di carne e di pesce, senza dimenticare dolci e dessert tanto amati dai danesi

Molto comuni e sostanziose sono le minestre danesi: con i piselli gialli spezzati e il maiale (Gule Ærter med flaesk), a base di cavolo verde (gronkalsupper)

frikadeller

Il pesce rappresenta un'altra importante parte della cucina danese, l'aringa (sild) è il pesce danese per eccellenza, servito in vari modi, perfino con le mele o le bacche di ginepro accompagnati dal comunissimo pane di segale, il Pumpernickel, tipico delle cucine di orinige germanica

Numerosi sono i piatti a base di carne macinata come le frikadeller (polpette), servite in numerose varianti e solitamente accompagnate da patate bollite

Wienerbrød

Ma è sicuramente nei dolci che la Danimarca offre il meglio della cultura gastronomica: si pensi al rødgrod, a base di frutti di bosco rossi accompagnati da latte freddo, Bondepige Med Slør, un dolce di mele oppure il Wienerbrød, il pane di Vienna, le famose paste a sfoglia danesi ripiene di crema, marmellata, salsa di mele, profumate con la cannella, l'anice o il cardamomo.

Testimonianze

Viaggio in Danimarca alla scoperta della capitale Copenaghen: il palazzo reale, porti e canali, curiosità e divertimenti

Il racconto di Giuseppe sulla sua permanenza annuale a Østermarie, un paesino poco lontano da Copenaghen, un'esperienza maturata grazie alla partecipazione ad un programma di studio all'estero

Vista dall'esterno dell' Opera House

La sua realizzazione non ha avuto vita facile ma, visto il risultato, pare ne sia valsa la pena: stiamo parlando di uno dei teatri più celebri al mondo, con le sue vele (o conchiglie?) che attirano migliaia di turisti ogni giorno, l' Opera House di Sydney, in Australia, progettato dall'architetto danese Jørn Utzon

E' impossibile non riconoscere la confezione e sicuramente, almeno una volta, li avete assaggiati: sono i tipici biscottini di burro dal sapore inconfondibile...i Royal Dansk

La località danese di Roskilde è celebre nel mondo per il ritrovamento di un gruppo di cinque imbarcazioni vichinghe chiamate navi di Skuldelev . Le navi vichinghe sono suddivise in Drakkar (i draghi), imbarcazioni da incursione e i Knarr, utilizzate per scopi commerciali

Personaggi

Probabilmente uno dei personaggi danesi più celebri al mondo è Hans Christian Andersen, uno dei massimi autori europei di letteratura per l'infanzia. Alcuni fra i suoi titoli più noti sono: Il brutto anatroccolo, I vestiti nuovi dell'Imperatore, La regina delle nevi e La sirenetta: questi ultimi hanno ispirato innumerevoli artisti, in tante discipline, dai quadri, alle opere teatrali, ai balletti, ai film, alla musica e, soprattutto Carl Jacobsen che commissionò allo scultore Edvard Eriksen la celebre statua della sirenetta simbolo del Paese

Holger Danske, in italiano, Uggeri il Danese

Nell'immagine a sinistra, troviamo la statua del'eroe nazionale danese Holger Danske (Uggeri il Danese), custodita nel sontuoso Castello di Kronborg. La leggenda narra che, in caso di pericolo, la figura di pietra dell’eroe si trasformerà in carne ed ossa per soccorrere la patria

Pur essendo un paese relativamente piccolo, la Danimarca ha dato i natali a personaggi notevoli, a volte di caratura modiale;

Knud Rasmussen

numerosi furono gli scenziati che diedero un importante contributo ai progressi della scienza grazie alle loro scoperte: il botanico e genetista Wilhelm Johannsen che, nel 1909, coniò per la prima volta il termine gene, per definire l'unità responsabile dell'ereditarietà, Ole Rømer, che fu il primo scenziato a calcolare la velocità della luce e Niels Kaj Jerne, "il Copernico" dell'immunologia, premio Nobel per la medicina nel 1984; non dimentichiamo, poi, uno dei più importanti anatomisti della storia, Niels Stensen, medico e scienziato ma anche uomo di fede, beatificato nel 1988, e Hans Christian Ørsted, lo scienziato che scoprì l'elettromagnetismo

Karen Blixen

Importanti furono anche gli esploratori, in particolare Vitus Bering, il quale morì insieme al suo equipaggio nello stretto che da lui prese il nome, e il celebre Knud Rasmussen, grande studioso del popolo degli Inuit, cui è stata anche dedicata ad una porzione di territorio in Groenlandia

Nata e cresciuta in Danimarca, per poi trasferirsi per diciassette anni in Kenya, Karen Blixen sarà l'autrice del romanzo "La mia Africa", uno dei più grandi capolavori della narrativa

A tenere alto il nome della Danimarca nell'ambito della cinematografia troviamo il regista Lars von Trier, "discepolo" del celebre Carl Theodor Dreyer, uno dei maggiori cineasti al mondo

Il suo nome è perlopiù sconosciuto ma Janus Friis è uno degli imprenditori danesi più importanti al mondo soprattutto da quando, assieme al collega Niklas Zennström, ha fondato il maggior software di messaggistica istantanea e telefonia conosciuto con il nome di Skype