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Paesi | Europa | Europa orientale | Slovacchia

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Bratislava
Superficie (km²): 49030
Densità (ab/km²): 110
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.government.gov.sk/
Data dell'indipendenza: 1 gennaio 1993
Indipendenza da: separazione della Cecoslovacchia
Moneta: corona slovacca
Membership:

Australia Group, BIS, BSEC (osservatore), CBSS (osservatore), CE, CEI, CERN, EAPC, EBRD, EIB, EU, FAO, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICCt, ICRM, IDA, IEA, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITU, ITUC, MIGA, NAM (guest), NATO, NEA, NSG, OAS (osservatore), OECD, OIF (osservatore), OPCW, OSCE, PCA, Schengen Convention, SECI (osservatore), UN, UNCTAD, UNESCO, UNFICYP, UNIDO, UNTSO, UNWTO, UPU, WCL, WCO, WEU ( partner associato), WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO, ZC

Spazio fisico

Testo completo:

 

Morfologia. Il territorio slovacco appare accidentato e risulta essenzialmente costituito dalle catene cenozoiche dei Carpazi Occidentali, con forme spesso assimilabili a quelle alpine. I Carpazi formano qui due serie di pieghe: un arco esterno, comprendente i Piccoli Carpazi, i Carpazi Bianchi e i Beskidi , e costituito fondamentalmente da arenarie e flysch; e un arco in terno, formato da una serie di massicci cristallini frammisti a recenti rocce effusive, che il solco percorso dal Váh e dal tratto superiore del Hornád divide in Alti Tatra e Bassi Tatra. Gli Alti Tatra, erta muraglia scolpita dall'erosione glaciale, raggiungono nel Gerlachovsky stít (2.655 m) la massima elevazione slovacca; più a sud si innalzano i Bassi Tatra (2.043 m), cui si ricollegano alcune catene minori, quali i Monti Metalliferi Slovacchi. Due pingui pianure fiancheggiano i contrafforti meridionali dei Carpazi: a sud-est, verso il Tibisco, la Piana di Michalovce; a sud-ovest, sino al Danubio, quella di Bratislava, la più vasta e ricca pianura slovacca, prosecuzione strutturale del bassopiano moravo, con le sue colline e le terrazze neogeniche ricoperte di fertile löss.

 

Clima. La Slovacchia presenta un clima continentale con differenze sensibili da zona a zona per la presenza dominante dei rilievi. A partire dalla primavera sino all'autunno si hanno manifestazioni cicloniche, provenienti da ovest e da sud, e di conseguenza condizioni di clima mite ma relativamente piovoso. Particolarmente rudi sono gli inverni, con frequenti manifestazioni nevose. La continentalità è espressa dalle rilevanti escursioni termiche annue, che tendono ad aumentare verso est. Sui monti investiti dai venti atlantici, le precipitazioni sono copiose, superando ovunque i 1.000 mm annui; sui Tatra si registra il massimo di piovosità (oltre 1.500 mm), mentre verso il Danubio si hanno condizioni di accentuata aridità, che preannunciano la pianura pannonica.

 

Flora. Il manto forestale è ben mantenuto, esso ricopre i fianchi dei monti con boschi di faggi e querce sino ai 1.200 m, di conifere, specialmente abeti, a quote più elevate e sino ai 1.500-1.600 m, superati i quali cede a una fascia di arbusti nani e infine alle praterie d'alta montagna. Scarsa è invece la vegetazione nei bassopiani, assumendo caratteri decisamente steppici nelle aree più interne.

 

Idrografia. I principali fiumi slovacchi confluiscono nel Danubio, che traccia un tratto del confine con l'Ungheria. Tra essi, il Váh, l'Hron e l'Hornád (quest'ultimo tramite il Tibisco), raccolgono le acque della regione carpatica; il Poprad invece tributa alla Vistola . Caratterizzati da un regime pluvio-nivale, sono ben alimentati e in parte navigabili. Nonostante la posizione marginale la più importante via d'acqua è il Danubio, idrovia commerciale interna largamente utilizzata e, soprattutto mediante il porto di Bratislava, favorisce gli scambi con gli altri Paesi dell'Europa centrale.

Ambiente umano

Testo completo:

 

Il territorio, abitato originariamente da Celti, poi da Germani, Quadi e Marcomanni, fu invaso nei secoli III e IV da Gepidi, Goti, Unni e infine dalla tribù degli Slovacchi. Passata sotto la dominazione ungherese, soltanto nel XIX secolo la Slovacchia riuscì ad affermare una propria identità nazionale. Alla fine della prima guerra mondiale si formò uno Stato comune ceco e slovacco, finché nel 1939 venne proclamato uno Stato slovacco, che rientrò nella Repubblica cecoslovacca nel 1945. La Slovacchia date anche le sue scarse risorse naturali, rappresentò sempre un'area di meno fitto insediamento, anzi una forte e costante emigrazione, specie verso gli USA, fu necessaria per compensare l'elevato tasso d'incremento naturale, comune a tutto il Paese, che nel corso del secolo XIX raddoppiò la sua popolazione. L'attuale densità è inferiore ai valori medi dell'Europa centro-orientale. Se Boemia e Moravia possono vantare un tessuto urbano assai antico, in Slovacchia invece la nascita e lo sviluppo delle città sono stati ostacolati da un'economia rimasta prevalentemente rurale. Fanno eccezione Bratislava, dove la grande espansione urbana cominciò solo dopo l'installazione delle industrie chimiche e petrolchimiche, e Kosice , situata lungo la via di comunicazione tra la valle ungherese del Tibisco e la pianura russo-polacca.

Aspetti economici

Testo completo:

 

Dopo una prima fase negativa, segnata dalla flessione del prodotto interno lordo e dalla crescita della disoccupazione e dell'inflazione, seguita all'indipendenza (1991), dal 1994 la Slovacchia ha registrato segnali positivi di sviluppo, grazie ad accordi con la nuova Russia e a capitali occidentali che hanno facilitato il passaggio a un'economia di mercato.

 

L'agricoltura viene praticata soprattutto nella parte occidentale del Paese, lambita dal Danubio: i principali prodotti agricoli sono il frumento, l'orzo, il mais, le patate, le barbabietole da zucchero; di un certo rilievo sono anche le colture della vite e dei semi oleosi (colza, girasole).

 

Importante è l'allevamento, specie di suini e bovini.

 

Il Paese possiede discreti giacimenti minerari: rame, ferro, piombo, antimonio, magnesite, oro; le fonti energetiche (petrolio, gas naturale, lignite) sono però scarse. Notevole la produzione di energia nucleare (centrale di Jaslovské-Bohunice). L'industria siderurgica conta impianti a Podbrezová, Martin , Kosice, Krompachy; quella metallurgica produce alluminio e rame. Altre industrie sono quelle meccaniche ed elettroniche, alimentari, tessili, della gomma, delle materie plastiche, della carta, del tabacco e del cemento.

Storia

Testo completo:

Il territorio, abitato originariamente da Celti, poi da Germani, Quadi e Marcomanni, fu invaso (sec. III-IV) da Gepidi, Goti, Unni e infine dalla tribù degli Slovacchi.

Nell'833, dopo aver conquistato il principato di Nitra, il principe moravo Mojmìr creò l'impero della Grande Moravia che, oltre ad annettere la Slovacchia, includeva anche la Boemia, la Slesia e la parte meridionale della Polonia. Dopo la cristianizzazione operata dai patriarchi bizantini Cirillo e Metodio, i Magiari invasero il territorio della Gran Moravia e sottomisero la popolazione (907). A seguito dell'invasione da parte delle armate turche (1526), il regno d'Ungheria, il cui trono fu assegnato a Ferdinando I d'Asburgo, si trovò ridotto quasi esclusivamente ai territori della Slovacchia: Bratislava divenne la capitale e da Buda vi furono trasferite sia la sede arcivescovile sia la Dieta ungherese. Alla fine del sec. XVII si ricostituì territorialmente il regno d'Ungheria nel quale la Slovacchia fu integrata come provincia secondaria.

Sotto il regno di Francesco II (1792-1835) cominciò a manifestarsi il movimento di emancipazione magiaro, il quale pretendeva l'ungherese come lingua ufficiale del regno, Slovacchia inclusa; contemporaneamente si evidenziò un processo nazionalistico risorgimentale slovacco che ebbe come centro Bratislava. Scontratisi con l'intransigenza del governo, i maggiori esponenti della resistenza slovacca organizzarono una lotta clandestina contro l'oppressione e appoggiarono l'esercito austriaco impegnato a sopprimere i moti di rivolta scoppiati in Ungheria (1848-49).

Nel 1867, l'Ungheria, forte della nuova costituzione, riprese l'opera di repressione che costrinse molti slovacchi a emigrare in America. La fine della prima guerra mondiale, da cui l'impero era uscito sconfitto e smembrato, consentì lo svolgimento di un congresso nazionale slovacco (ottobre 1918) che portò alla formazione di uno Stato comune ceco e slovacco. Da allora la Slovacchia ha seguito per vent'anni il destino della Repubblica Cecoslovacca. Nel 1939, con l'occupazione tedesca di Praga, la Slovacchia divenne uno Stato satellite filonazista ma nel 1945, dopo la liberazione del Paese da parte dell'armata sovietica, il Paese tornò a far parte della compagine cecoslovacca.

La fine del regime comunista nella Cecoslovacchia favoriva l'emergere di tendenze autonomiste che pervadevano anche i nuovi partiti democratici. Una chiara tendenza, in tal senso, si esprimeva già nelle elezioni dei parlamenti nazionali, quando la vittoria del nazionalista Movimento per la Slovacchia democratica (giugno 1992) gettava una seria ipoteca sul futuro della federazione. Constatata l'impossibilità di una composizione politica, il leader del Partito civico-democratico maggioritario in Boemia-Moravia, V. Klaus, e quello nazionalista slovacco, V. Mečiar, decidevano per la formazione di due distinti governi e l'avvio di un negoziato per la separazione consensuale delle due entità. Tale processo portò, il 1° gennaio 1993, alla nascita di due distinte entità statali: la Slovacchia e la Repubblica Ceca. Ma, fin dai primi passi della sua esistenza, il nuovo Stato doveva fare i conti con la vivace minoranza ungherese, insoddisfatta della deriva nazionalista e, a sua volta, espressione di tendenze autonomistiche. In particolare, la comunità ungherese tentava di contrastare l'elezione del presidente M. Kovác (febbraio 1993), mentre l'esecutivo rimaneva saldamente nelle mani di Mečiar. Ma i problemi politici e sociali di una difficile transizione finivano per provocare un progressivo sfilacciamento del Movimento per la Slovacchia democratica, con numerosi deputati che abbandonavano il partito, mentre un analogo fenomeno investiva l'alleato di governo (Partito nazionale slovacco). Senza più maggioranza, incalzato dalla mobilitazione della minoranza ungherese, Mečiar era costretto alle dimissioni (marzo 1994) e si formava un nuovo governo retto dai transfughi nazionalisti, dai cristiano democratici e dagli ex comunisti della sinistra democratica. Le prime elezioni della nuova Repubblica, però, confermavano il peso elettorale dei nazionalisti (novembre 1994) e Mečiar tornava a capo del governo sostenuto anche da un gruppo che si era nel frattempo scisso dalla sinistra democratica. Si apriva, in tal modo, una nuova fase caratterizzata dall'aspro confronto che si accendeva tra il primo ministro e il presidente Kovác, a favore del quale Bratislava era percorsa da grandi manifestazioni (maggio 1995).

Anche il problema dei rapporti con la minoranza interna, che Mečiar pensava di aver risolto con la firma di un trattato di buon vicinato con l'Ungheria (marzo 1995), era destinato a peggiorare. Il prevalere di posizioni nazionaliste più radicali, come la promozione dello slovacco a unica lingua di stato o le limitazioni al trattato di buon vicinato operate dal Parlamento in sede di ratifica (marzo 1996), determinava nuove ondate di protesta della minoranza ungherese, cui si sommavano le critiche del Consiglio d'Europa e le dure prese di posizione del governo magiaro. L'insieme di questi elementi contribuiva all'instabilità del quadro politico e le elezioni politiche del settembre 1998 segnavano la sconfitta di Mečiar, attribuendo la vittoria al maggior partito di opposizione, la Coalizione democratica slovacca di M. Dzurinda, che assumeva la carica di primo ministro.

La riforma costituzionale del 1999 introduceva l'elezione diretta del presidente della Repubblica e le successive elezioni registravano la vittoria del candidato delle opposizioni, R. Schuster, sullo stesso Mečiar. Al vertice di Nizza del 2000 veniva confermata la presenza della Slovacchia nel secondo gruppo degli Stati che sarebbero entrati a far parte dell'Unione Europea. Proprio la politica filoeuropea adottata da Dzurinda gli garantiva la vittoria anche nelle elezioni legislative del settembre 2002, che vedevano comunque imporsi come primo partito il Movimento per la Slovacchia democratica di Mečiar.

Al vertice di Copenaghen, del dicembre 2002, la Slovacchia ha concluso il negoziato per l'adesione alla UE, che è stata approvata, nel 2003, con un referendum popolare. Nel marzo 2004 il Paese ha aderito alla NATO e il 1° maggio è entrato ufficialmente a far parte dell'Unione Europea. Poche settimane prima, alle elezioni presidenziali, in un ballottaggio tra due esponenti dello stesso partito, I. Gašparovic aveva prevalso su Mečiar. All'inizio del 2006 il governo di centro-destra di Dzurinda entrava in crisi per l'uscita del partito cristiano democratico e il Parlamento indiceva per giugno le elezioni legislative anticipate. In queste usciva vincitore il partito socialdemocratico SD-Smer e successivamente il leader, Robert Fico, veniva nominato premier. Questi raggiungeva un accordo di coalizione con l'Sns, partito di destra e l' Hzds, partito nazionalista.

Nel 2009 il presidente uscente Gašparovic veniva rieletto al secondo turno delle elezioni presidenziali, mentre nel 2010, dopo le elezioni politiche vinte dai socialdemocratici, la leader del centro-destra Iveta Radicova veniva incaricata di formare un nuovo governo.

 

 

Popolazione

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Popolazione totale: 5462119
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Popolazione urbana (%): 54,73
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Gruppi etnici:

Slovacchi 85,8%, Ungheresi 9,7%, Rom 1,7%, Ruteniani/ Ucraini 1%, altri e non specificati 1,8%

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Lingue:

Slovacco 83,9%, Ungherese 10,7%, Rom 1,8%, Ucraino 1%, altre non specificate 2,6%

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Religioni:

Cattolici 68,9%, Protestanti 10,8%, Greco-cattolici 4,1%, altre o non specificate 3,2%, nessuna 13%

Demografia

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Tasso di crescita: 0,17
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Tasso di natalità: 10,13
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Tasso di mortalità: 9,76

Media dell'area geografica: 12.884000110626 (su un totale di 10 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 6,50
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Tasso di mortalità infantile maschile: 7,40
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Tasso di fecondità totale: 1,27
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Rapporto tra i sessi: 94,64
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Età mediana: 36,94
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Aspettativa di vita maschile: 70,73
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Aspettativa di vita femminile: 78,65

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 35

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 96,09
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 126,91
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Tasso di crescita annua: 3,30
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 17.643,50
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 23.303,50
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 4
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 35
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 61
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -53
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Spesa statale per sanità (%): 20
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Spesa statale per istruzione (%): 4
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Spesa statale per difesa (%): 3
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Tasso di corruzione: 46
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Debito pubblico (%/PIL): 0,00
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Tasso di inflazione : 4,65
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Tasso di disoccupazione: 13,53
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Debito estero (milioni di $): 27.085,00
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Saldo migratorio: 36684
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 16190
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 22300
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 0

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 100
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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,10
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Diffusione assistenza prenatale (%): 97
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Assistenza specializzata al parto (%): 100
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Tasso di mortalità materna: 6
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 100
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 100
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 99
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 100

Istruzione

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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 98

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 13,25
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 19,30
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 109,35
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Numero reti televisive: 37
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 74,44

Trasporti

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Aeroporti:

37

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Densità stradale (km/100 km²):

89,55

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

7,6

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Porti:

0

Territori urbani

Territori rurali

Flora, fauna e attività umane

Monete e banconote

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Arte tradizionale e moderna

Musiche e danze

Fiabe e racconti

Cibo, alimentazione e ricette