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Paesi | Europa | Europa orientale | Romania

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Bucarest
Superficie (km²): 238390
Densità (ab/km²): 91
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.gov.ro/
Data dell'indipendenza: 9 maggio 1877
Indipendenza da: Impero Ottomano
Moneta: Leu
Membership:

Australia Group, BIS, BSEC, CE, CEI, EAPC, EBRD, EIB, ESA (stato cooperante), EU, FAO, G-9, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICCt, ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, IHO, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC, LAIA (osservatore), MIGA, MONUC, NAM (ospite), NATO, NSG, OAS (osservatore), OIF, OPCW, OSCE, PCA, SECI, UN, UNCTAD, UNESCO, UNHCR, UNIDO, Union Latina, UNMIL, UNMIS, UNOCI, UNOMIG, UNWTO, UPU, WCL, WCO, WEU (partner associato), WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO, ZC

Spazio fisico

Testo completo:

Di forma pressoché circolare, in gran parte delimitata a sud dal Danubio e a est da un suo importante tributario, il Prut, la Romania occupa la sezione orientale della regione carpato-danubiana. Le grandi aree naturali romene sono armonicamente distribuite in un anfiteatro concentrico; al centro si trova l'altopiano della Transilvania attorniato dalla catena dei Carpazi, mentre all'esterno la zona delle colline e dei pianori trapassa in una fascia di basse pianure che si estendono sino alle frontiere del Paese: la Valacchia a sud, verso il Danubio, la Moldavia a est, verso il Prut. È infine compresa nella Romania quasi tutta la Dobrugia, area di modesta elevazione tra il corso terminale del Danubio e il Mar Nero.

 

Geologia. Il territorio romeno si delineò nel Cenozoico, quando si sollevò la catena dei Carpazi, che oggi sovrasta distese sedimentarie per lo più appartenenti all'ultimo periodo dell'era cenozoica (Pliocene) e al Neozoico; non mancano affioramenti di terreni più antichi, paleozoici e mesozoici, ben rappresentati in Dobrugia: anzi proprio tale imbasamento roccioso costringe il Danubio a piegare a nord, prima di sfociare nel Mar Nero.

 

Carpazi. L'elemento morfologico essenziale è costituito dai Carpazi; sollevatisi nel corso della poderosa orogenesi alpino-himalayana, si possono considerare come una continuazione delle stesse Alpi mentre alle cosiddette "Porte di Ferro", al confine romeno-iugoslavo, si raccordano con i Balcani. La loro struttura è però molto meno compatta di quella alpina, essendosi la catena formata in più fasi orogenetiche alternate a periodi di peneplanazione, cui si deve quell'arrotondamento delle cime che rappresenta, insieme alla minore elevazione, uno dei principali elementi di differenziazione con i rilievi alpini. Benché i Carpazi interessino buona parte dell'Europa centro-orientale (Slovacchia, Polonia, Ucraina), è la Romania il Paese carpatico per eccellenza, includendo, delle tre sezioni in cui la catena è comunemente ripartita, l'intero tratto meridionale (o Alpi Transilvaniche) e quasi tutto quello orientale. È consuetudine considerare la valle del Prahova come elemento divisorio tra i Carpazi Orientali e i Meridionali. I Carpazi Orientali sono costituiti da tre catene grosso modo parallele, orientate in prevalenza da nord a sud. A esse si appoggia sul lato occidentale una catena vulcanica, la maggiore d'Europa, formatasi nel corso del sollevamento dell'arco carpatico (Monti Calimani, Harghita ecc.), con una fitta concentrazione di edifici vulcanici, alcuni dei quali ben conservati. L'altitudine media è di 1.200-1.350 m, con massima vetta nel Monte Pietrosu (2.305 m) nel gruppo dei Rodna all'estremità settentrionale della catena; assai evidente è ovunque il frazionamento dovuto ad attività sia tettonica sia erosiva, che ha creato molteplici depressioni e un paesaggio assai vario. Le regioni più pittoresche sono però quelle dei calcari, dove si hanno frequenti fenomeni carsici e manifestazioni erosive.

 

Altri rilievi. Le Alpi Transilvaniche, il cui andamento, da est a ovest, è perpendicolare a quello dei Carpazi Orientali, bene giustificano, con la vigorosa morfologia, il nome attribuito loro. Costituite infatti essenzialmente da rocce cristalline, hanno un aspetto più massiccio, rivelano un più intenso modellamento glaciale e presentano vette più elevate, superando in più punti i 2.500 m; il Monte Moldoveanu, nell'impervio Massiccio dei Fagaras (Fagarasului), tocca i 2.543 m. Molti sono i valichi, data la forte azione erosiva dei fiumi che scendono da entrambi i versanti della catena: l'Olt (Oltul), un affluente del Danubio, si è aperto un solco attraverso le Alpi Transilvaniche congiungendo così le opposte pianure pedemontane. La sezione romena del sistema carpatico comprende un altro insieme montuoso, gli Apuseni, o Monti Occidentali (per questo a volte tali monti sono anche chiamati Carpazi Occidentali, il che può generare confusione con i veri e propri Carpazi Occidentali, orlatura confinaria tra Slovacchia e Polonia). Antico blocco che il fiume Mures (Muresul), a sud, ben divide dalle Alpi Transilvaniche, fratturato e profondamente inciso dai corsi d'acqua, il massiccio degli Apuseni è oggi considerato un frammento isolato del sistema carpatico; è costituito da rocce cristalline cui si affiancano però recenti rilievi vulcanici, in corrispondenza dei quali si hanno numerosi giacimenti minerari, sfruttati già nell'antichità.

 

Transilvania. Carpazi Orientali, Alpi Transilvaniche e Apuseni circoscrivono quasi perfettamente la Transilvania, che, come dice il nome, forma una sorta di spazio aperto "al di là delle foreste", le quali, soprattutto un tempo, ricoprivano fittamente i monti circostanti. Zona di sprofondamento tettonico in cui si sono accumulati depositi marini e fluviali, in prevalenza cenozoici, la Transilvania è un altopiano, o più esattamente un insieme di colline alternate ad ampie vallate, elevato in media sui 500 m e dolcemente inclinato verso la pianura ungherese cui tende abbassandosi sino a 200 m, ma dalla quale è in gran parte separato dagli Apuseni.

 

Pianure. Delle pianure, che concorrono appena per 1/3 alla formazione del territorio romeno, la più estesa e importante è quella della Valacchia, che dal versante meridionale delle Alpi Transilvaniche giunge sino al Danubio e che il grande fiume ha costruito con i suoi recenti apporti alluvionali. Altra regione esterna all'arco carpatico, però ai Carpazi Orientali, è la Moldavia, che il corso del Prut separa dall'omonima repubblica; in parte pianeggiante, in parte anch'essa collinare, la Moldavia è costituita da sabbie e argille cenozoiche alternate a più recenti strati alluvionali del Neozoico. Infine alle opposte estremità del Paese si trovano a ovest il Banato (Banat , che prosegue anche in Iugoslavia), monotona pianura che si diparte dagli ultimi contrafforti nord-occidentali delle Alpi Transilvaniche e morfologicamente si inserisce nel grande bassopiano pannonico, a est la Dobrugia (di cui è bulgaro il tratto meridionale), territorio in gran parte basso e piatto, ma mosso da rialzi collinari nella sezione centro-settentrionale. È con il litorale della Dobrugia che la Romania si affaccia, per 244 km, al Mar Nero: la costa è caratterizzata a nord dall'intrico deltizi o del Danubio, al centro da lagune (limani) formatesi allo sbocco dei fiumi per sprofondamento dei suoli avvenuto in epoche geologiche recenti, mentre a sud la presenza di una scarpata rocciosa strapiombante nel mare dà origine a un litorale alto e rettilineo.

 

Clima e flora. Il clima è sostanzialmente condizionato dalle masse d'aria continentali; l'arco carpatico chiude infatti il Paese per tre lati e l'apertura sul Mar Nero esercita modestissimi influssi climatici. Si ha perciò un aspro regime termico, con inverni freddi (che sui Carpazi l'altitudine rende particolarmente rigidi) ed estati calde; assai brevi sono le stagioni intermedie. Sovente persino a Costanza, sul Mar Nero, il termometro scende sotto zero e la media di gennaio a Bucarest può essere inferiore ai -5 °C. Le precipitazioni sono irregolari, pur con massimi, come si è detto, nel periodo maggio-giugno e in autunno, e nel complesso scarse; cadono in media 600 mm annui di precipitazioni spesso sotto forma nevosa con massimi di 1.400-1.500 mm sui rilievi e minimi nei bassopiani: la Dobrugia, particolarmente emarginata, riceve in media solo 300 mm di piogge all'anno. Ampie distese steppiche occupano perciò le aree pianeggianti, benché oggi in larga misura sostitui te dalle colture e comunque interrotte dalla vegetazione riparia addensata lungo i corsi d'acqua; dei boschi di conifere, con predominanza dell'abete rosso, di faggi e, a quote più base, di querce ricoprono ancora i versanti montani: non per nulla la sezione settentrionale dei Carpazi Orientali è chiamata Carpazi Selvosi.

Idrografia. Asse dell'idrografia romena è naturalmente il Danubio, che per 3/4 del suo corso in territorio romeno (complessivamente di ben 1.075 km) segna il confine della Romania con la Bulgaria e la Iugoslavia: è lungo quest'ultima linea confinaria che il fiume percorre la spettacolare Gola delle Porte di Ferro, dove le estreme propaggini occidentali delle Alpi Transilvaniche si congiungono con quelle settentriona li del Balcani. Dopo le Porte di Ferro il Danubio è nuovamente un fiume maestoso (la sua portata media è di 6.000 m3/s) e scorre talora in aree inondabili. Tra i numerosi corsi d'acqua che gli tributano, e il cui regime rispecchia l'andamento stagionale delle precipitazioni, con massimi tra maggio e giugno, sono il Cris (Crisul) e il Mures tramite il Tibisco, l'Olt e l'Arges (Argesul) direttamente, attingendo quest'ultimo le acque dal versante carpatico esterno. Dopo l'ansa della Dobrugia, il Danubio riceve il Siret (Siretul) e il Prut, le cui sorgenti sono però in territorio ucraino, e si getta nel Mar Nero con un vastissimo delta in continuo accrescimento data l'immensa mole di detriti convogliata dal fiume e che costituisce una delle più straordinarie regioni naturali d'Europa, in specie per la ricchissima avifauna

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento. La Romania fu abitata sin dal Paleolitico superiore, ma soprattutto numerose sono le testimonianze di fiorenti culture di derivazione neolitica; dalla fusione di queste popolazioni autoctone con genti indeuropee provenienti dai vasti spazi nord-orientali si sarebbero originati i Daci, ritenuti i progenitori degli attuali Romeni. Essi unificarono la Moldavia, la Valacchia e la Transilvania, cioè le tradizionali regioni romene; e quando i Romani si accinsero alla duramente contrastata conquista del Paese, questo poteva vantare un alto grado di sviluppo economico, culturale e artistico. Alla conquista seguì un'opera di colonizzazione e di popolamento del territorio forse senza precedenti nella storia dell'Impero romano; divenuta una delle più fiorenti province dell'Impero, la Dacia fu dotata di città, strade, monumenti, di un'ottima amministrazione interna, di una solida cultura e soprattutto di una lingua, il latino, che, non più dimenticata dalla popolazione, con successive evoluzioni si sarebbe trasformata nel romeno moderno e sarebbe assurta a elemento essenziale nella genesi del sentimento nazionale del Paese. Scarsi influssi lasciarono invece le molteplici invasioni cosiddette barbariche (Goti, Unni, Avari ecc.); alle popolazioni slave, giunte successivamente, sarebbe però spettato di trasmettere l'eredità religiosa, cioè il cristianesimo ortodosso. Il territorio romeno vide anche l'afflusso di gruppi ungheresi (tuttora numerosi nella Transilvania centrale dove formano la maggioranza della popolazione nella Regione autonoma magiara, appositamente istituita) e tedeschi stanziati sia nel Banato, ai confini occidentali, sia anch'essi nella Transilvania: in particolare la città di Sibiu conserva straordinarie testimonianze artistiche lasciate da genti sassoni ivi insediatesi. Altre minoranze (Ucraini, Russi ecc.) sono in via di diminuzione.

 

Sviluppo demografico. Le molteplici variazioni territoriali subite dal Paese rendono pressoché impossibile una stima sulla consistenza della popolazione romena in epoche lontane. Nel 1914, prima dell'acquisizione di Transilvania, Bessarabia, Bucovina e parte del Banato , la Romania si estendeva per poco più di 131.000 km 2 e, secondo una stima, la sua popolazione non raggiungeva gli 8 milioni di abitanti; nel 1920 la România Mare (Grande Romania) contava oltre 295.000 km 2 di superficie e 17 milioni di abitanti; il censimento del 1948, attestante le cospicue perdite territoriali subite dal Paese (la Bessarabia e la Bucovina in mano sovietica, la Dobrugia meridionale alla Bulgaria), dette un totale di 15.872.624 abitanti per uno Stato ridotto agli attuali 237.500 km 2 . Si ebbe in seguito un aumento sensibile degli abitanti, che al censimento del 1956 sfioravano i 17,5 milioni; nel censimento del 1965 la popolazione è passata a 19 milioni.

 

Distribuzione e composizione etnica. La distribuzione della popolazione è piuttosto omogenea; le sole ovvie eccezioni riguardano alcuni distretti che ospitano città la cui espansione economica rappresenta un forte elemento di attrazione umana, come quello di Prahova con l'importante centro minerario e industriale di Ploiesti, e naturalmente quello di Bucarest. Inoltre considerevole, se si tiene conto delle complesse vicende storiche subite dal Paese, è l'omogeneità nella struttura etnica: la proporzione di popolazione di nazionalità romena era del 77,9% nel 1930 e dell'89,5% nel 1992; le minoranze più rappresentative sono date da Magiari, Tedeschi, Ucraini, Russi, Turchi. La popolazione urbana è in rapido aumento; tuttavia l'aspetto tipico del popolamento romeno è quello rurale. I villaggi sono prevalentemente allineati lungo le strade; le case spesso mostrano eleganti decorazioni lignee, perpetuando un artigianato di antiche tradizioni. Nelle zone transilvaniche abitate in prevalenza da Magiari e Sassoni, dove spesso il villaggio si concentra attorno alla chiesa fortificata, si nota sovente una fedeltà ai modelli dei paesi d'origine, mentre in certe aree più depresse, marginali, della pianura valacca si possono ancora trovare modeste abitazioni di terra e argilla, ma sempre più diffuse sono le moderne costruzioni delle fattorie statali.

Urbanesimo e città. L'urbanesimo si identifica in pratica con Bucarest, che con l'agglomerato ospita quasi il 20% dell'intera popolazione urbana; venticinque città superano i 100.000 abitanti e solamente dodici i 200.000. Si tratta in genere di centri con funzioni commerciali, cui si sono sovrapposte in un secondo tempo attività industriali o di sfruttamento minerario; le più antiche città sono di origine dacia, romana o greca (come Costanza e Alba Iulia ), altre risalgono al Medioevo e sono di fondazione tedesca (Sibiu, Brasov ), altre infine sono di data recente come Onesti (già Gheorghe Gheorghiu-Dej), fondata nel 1953. Vasti spazi lasciati a parco, larghi viali, una struttura di ampio respiro anche se contraddistinta da una certa uniformità sono le caratteristiche precipue dell'urbanesimo romeno, che ha naturalmente il suo modello più significativo nella capitale, città d'aspetto assai moderno situata nel cuore della pianura valacca, una cinquantina di chilometri a nord del Danubio, massimo centro industriale e commerciale del Paese, principale nodo delle comunicazioni e dei trasporti, fulcro della vita politica e culturale della Romania. Le altre principali città della Valacchia sono Ploiesti, antico centro di commerci allo sbocco in pianura della valle del Prahova, la cui fortuna è legata alla scoperta dei vicini giacimenti petroliferi e alla nascita delle relative industrie, e Braila, affacciata alla sponda sinistra del Danubio, da più secoli attivo porto fluviale, specie per i prodotti cerealicoli. Massimo centro della Moldavia e sua antica capitale è Iasi , situata in prossimità del confine con la Repubblica di Moldavia (Moldova) sulle rive del Bahlui (Bahluiul), un tributario del Prut; è tra le città romene più ricche di insigni monumenti storici ed è comunemente ritenuta il centro artistico più brillante del Paese. Presso la confluenza del Siret nel Danubio è invece posta Galati, secondo principale centro moldavo; tradizionale sbocco di un vastissimo retroterra agricolo che andava dalla Bessarabia ai Carpazi, basa le sue fortune sull'attività portuale (cereali e legnami), cui si è aggiunta una vivace industria legata soprattutto alla siderurgia e alla cantieristica. Massima città romena dopo la capitale è Cluj-Napoca, situata nel cuore della Transilvania, centro di fiorenti traffici sin dal Medioevo grazie alla posizione geografica, trovandosi alla convergenza di importanti vie di comunicazione con la Valacchia, la Moldavia e l'Ungheria. Deve il suo sviluppo ai commerci anche Brasov, fondata nel XIII secolo dai Cavalieri Teutonici, ma oggi divenuta uno dei maggiori centri industriali romeni (complessi metalmeccanici, della gomma, del cemento ecc.); altra rilevante città della Transilvania è Sibiu , cui una ricca borghesia mercantile formata soprattutto da immigrati tedeschi diede lontana prosperità e un'impronta architettonica tipicamente germanica, caratteristica e suggestiva. Le altre maggiori città, tutte per così dire "periferiche", sono: sul Mar Nero Costanza, il capoluogo della Dobrugia, ricca di insigni vestigia romane (fu la colonia greca, poi romana, di Tomis nota per l'esilio del poeta Ovidio) e oggi maggior porto romeno, sia petrolifero sia cerealicolo; nel bassopiano pannonico al confine con l'Ungheria e la Iugoslavia, i centri di Oradea, Arad e Timisoara , importanti nodi di comunicazione e commerci

Aspetti economici

Testo completo:

In netto contrasto con la politica estera di decisa autonomia dall'URSS, la Romania era forse lo Stato dell'Est europeo nel quale si era conservato più integro il sistema economico di tipo sovietico (almeno sino agli inizi degli anni Ottanta).

 

Modello sovietico. Imboccata sin dal lontano 1945 la strada in un'accelerata industrializzazione del Paese e in modo specifico dello sviluppo prioritario dell'industria di base, la Romania aveva fatto proprie, senza mai metterle in discussione, le istituzioni centralizzate di modello sovietico, in quanto erano ritenute le più idonee a consentire il rapido successo di una radicale riconversione produttiva: non si dimentichi infatti che sino al secondo dopoguerra il Paese, tipicamente balcanico, era rimasto molto arretrato e con un'economia in assoluta prevalenza agricola, dominata da un latifondo ampiamente parassitario. L'industria, pur non del tutto assente, era in pratica rappresentata dall'attività estrattiva grazie alle buone risorse minerarie, petrolifere soprattutto, di cui il Paese è dotato; ma lo sfruttamento di tali ricchezze era esercitato da società straniere che, con un regime pressoché coloniale, si limitavano in genere a esportare i minerali grezzi. Con la fondazione della Repubblica popolare veniva varata la riforma fondiaria; negli anni Cinquanta, pur non abolendo completamente la proprietà privata, l'assoluta maggioranza delle aziende agricole era organizzata in cooperative, in aggiunta alle quali erano fondate grandi imprese agricole statali (nel 1984 assommavano rispettivamente a circa 4.350 e a circa 420), queste ultime destinate in prevalenza alle colture industriali e con una dotazione elevata di macchine agricole.

 

Economia pianificata. Ma è soprattutto alla creazione di una base industriale che venivano dedicati i maggiori sforzi governativi (le industrie, così come le miniere, i trasporti, le comunicazioni, il commercio estero, le telecomunicazioni, le banche erano naturalmente nazionalizzati); la politica economica veniva impostata su una serie di piani di sviluppo, dapprima annuali e a partire dal 1951 quinquennali, essi pure di chiara ispirazione sovietica. Favorito dalle risorse naturali, specie da quelle energetiche (sino alla scoperta dei colossali giacimenti del Mare del Nord, ripartiti fra Gran Bretagna e Norvegia, la Romania rimase a lungo l'unico rilevante produttore europeo di petrolio, URSS ovviamente esclusa), il Paese poté dotarsi di un considerevole apparato industriale con netta prevalenza, come si è detto, dell'industria pesante, ritenuta punto di partenza per ulteriori sviluppi produttivi. Furono inizialmente potenziati quei settori che potevano avvalersi delle risorse nazionali (chimico e petrolchimico, energetico, delle costruzioni, alimentare ecc.), nonché quelli, come il metallurgico e il metalmeccanico, basati su materie prime d'importazione, ma parimenti fondamentali per il progresso economico del Paese. Invero tale scelta diede ottimi risultati: il "miracolo" economico romeno consentì negli anni Sessanta un incremento annuo del reddito nazionale di oltre il 9%, con un tasso di aumento per l'industria di oltre il 14%, tra i più alti del mondo.

 

Crisi degli anni Ottanta. Autosufficiente sotto il profilo energetico (e tale fu sicuramente sino al 1976), la Romania rimase praticamente indenne nella tempesta economica mondiale del 1973-74, che pure determinò crisi gravissime per le strutture economiche di tanti altri Stati altamente industrializzati; furono pressoché interamente conseguiti gli obiettivi del piano di sviluppo 1976-1980, che programmava un tasso d'incremento della produzione industriale di circa il 10% all'anno. Fu tuttavia un risultato conseguito a caro prezzo: il prezzo di ormai massicce importazioni di combustibili e di crescenti indebitamenti con l'estero. Gli anni Ottanta sono stati anni di crisi anche per la Romania. Le risorse energetiche interne non sono infatti più sufficienti per sostenere il ritmo dello sviluppo industriale del Paese, i suoi prodotti peraltro risultano di sempre più difficile collocazione sui mercati esteri; l'indebitamento del Paese, in particolare con gli Stati occidentali, risulta elevato. Da parte sua l'agricoltura, da tempo trascurata, non era più in grado di assicurare un'a deguata autosufficienza alimentare, anche per la crescente richiesta di un Paese i cui consumi sono, nell'arco di un ventennio, enormemente aumentati. Il nuovo governo decide la liberalizzazione dei prezzi nel 1990 e nel 1991 una legge introduce la privatizzazione della terra, ma la situazione economica non accenna a migliorare.

 

Strutture agricole. Il settore agricolo, che interessa ancora una percentuale elevata della popolazione attiva, conserva la sua tradizionale importanza. Nel suo complesso l'agricoltura romena può contare su terreni fertili e ampi spazi (oltre il 41% della superficie territoriale, mentre le aree incolte e improduttive raggiungono quasi il 10% del totale), nonché su una consistente dotazione di macchinario agricolo, annoverando oltre 165.000 trattori, forniti dalle circa 570 "stazioni per la meccanizzazione dell'agricoltura". Molto estese sono in ogni parte del territorio le aree adatte ai cereali, coltivati soprattutto nelle grandi zone pianeggianti (Valacchia, Banato), ma anche nell'altopiano della Transilvania e sulle colline subcarpatiche. Oltre alle colture cerealicole, che sono alla base del fabbisogno alimentare della popolazione, vaste aree sono destinate alle foraggere, necessarie a un allevamento in continua espansione.

 

Prodotti agricoli. Tra i cereali primeggia il mais; seguono il frumento, che ha le sue terre migliori nella Valacchia e nel Banato, l'orzo e, a notevole distanza, il riso, la segale e l'avena. Accanto ai cereali sono importanti colture alimentari: patate, proprie delle regioni meno calde e più umide, legumi e vari prodotti ortofrutticoli, come i pomodori, i cavoli, le cipolle, le mele, le pere, le pesche e soprattutto le prugne, prodotto diffuso sulle colline subcarpatiche; dalle prugne per distillazione si ricava il liquore nazionale, la zuica. Le coltivazioni si sono particolarmente sviluppate attorno a Bucarest, in quanto forniscono il mercato della capitale, e nelle aree che circondano le altre principali città, come Timisoara e Arad. La Romania è inoltre un Paese che vanta antiche tradizioni nel campo della viticoltura: alcune qualità di vini godono ormai di una larga fama e sono oggetto di esportazione. La vite, ha ampia diffusione, ma i vigneti più ricchi sono situati nella fascia collinare esterna dei Carpazi. Importanza sempre maggiore vanno assumendo le colture industriali. Lo sviluppo più rilevante è stato quello registrato dalla barbabietola da zucchero, molto diffusa in Moldavia e Transilvania. Meno importante la produzione del tabacco, che è essenzialmente coltivato nella Valacchia, e ancor meno quelle del lino, presente nelle vallate dei Carpazi Orientali, e della canapa, che ha le sue aree migliori nella pianura del Banato. Oleaginose di vasta diffusione sono infine il girasole, la soia e il ricino. Un tempo buona parte del territorio era ricoperta da un fitto manto forestale che lo sviluppo delle colture e dei pascoli ha notevolmente ridotto; tuttavia boschi e foreste occupano ancora circa il 28% della superficie nazionale. Il legname è costituito soprattutto da faggi: tradizionale è l'impiego del legno nell'edilizia e nell'artigianato artistico, mentre più recente è il suo utilizzo nell'industria cartaria e della cellulosa.

 

Allevamento. Notevole è l'allevamento del bestiame, attività che viene sempre più svolta in grandi aziende modernamente attrezzate; tuttavia sui versanti carpatici e sull'altopiano della Transilvania si perpetua ancora la transumanza. Conserva il suo importante ruolo l'allevamento ovino; di recente sono state introdotte nel Paese razze pregiate per la lana (di cui la Romania è tra i principali produttori d'Europa), come le pecore merinos. La maggior parte del latte e un'alta percentuale della carne consumati nel Paese sono assicurate dai bovini; bovini e suini sono presenti soprattutto in Transilvania e nelle colline subcarpatiche. Apicoltura e bachicoltura continuano anch'esse a venire praticate diffusamente; discreto è anche il numero di volatili da cortile.

 

Pesca. Attiva è la pesca; il maggior quantitativo di pescato proviene dal Danubio e dalle numerose lagune che orlano le coste della Dobrugia. A Tulcea, Galati e Costanza sono installati complessi conservieri.

 

Risorse minerarie. Numerose sono le ricchezze del sottosuolo romeno, ma la più importante è indubbiamente il petrolio. Oggi però il petrolio, estratto soprattutto nella zona di Ploiesti e Pitesti, lungo cioè i Carpazi Meridionali, poi nell'Oltenia (Ticleni ecc.) e nella Moldavia (Moinesti), è del tutto insufficiente ai crescenti bisogni dell'industria romena e le importazioni petrolifere sono ormai pressoché pari al quantitativo di greggio di produzione nazionale. Col petrolio si estrae anche gas naturale, di cui ricchi giacimenti si trovano in Transilvania e che ha largo impiego nella produzione d'energia elettrica a uso sia domestico sia industriale. Abbastanza cospicui sono al tresì i giacimenti di lignite, situati nelle Alpi Transilvaniche meridionali e presso il confine con l'Ungheria; più scarsi sono invece i minerali metalliferi, che includono minerali di ferro, provenienti soprattutto dal massiccio di Poiana Ruscai, dove la vicinanza con grandi bacini carboniferi ha determinato il sorgere degli importanti complessi siderurgici di Hunedoara, e inoltre bauxite, argento, manganese, oro, piombo e rame; ingenti sono infine i depositi di salgemma. Ha ormai raggiunto un buon livello il settore dell'energia elettrica; tra le maggiori centrali si annovera quella idrica delle Porte di Ferro, sul Danubio, realizzata insieme alla Iugoslavia.

 

Industria. Chiave di volta dell'economia romena è l'industria; in particolare il siderurgico, il metalmeccanico e il chimico sono i settori che hanno registrato i maggiori progressi. La siderurgia, basata inizialmente sulle risorse nazionali, si avvale sempre più del minerale di ferro d'importazione e annovera stabilimenti a Galati, Hunedoara, Resita ecc.; a Hunedoara si produce anche coke metallurgico; prodotti dell'industria metallurgi ca sono piombo, zinco, rame e ancor più alluminio. L'industria meccanica è in grado di ricoprire la maggior parte del fabbisogno interno di macchine e attrezzature; caratterizzata da una sempre più marcata tendenza alla concentrazione d ell'attività in grandi complessi, fornisce una vasta gamma di prodotti: trattori e altre macchine agricole (Brasov, Craiova), locomotive e carri ferroviari (Craiova, Bucarest), attrezzature petrolifere (Ploiesti, Târgoviste), apparecchiature elettriche (Bucarest, Timisoara), autoveicoli e veicoli industriali (Brasov, Pitesti), motori Diesel (Resita), naviglio (Galati, Costanza). Di un certo rilievo è l'industria chimica e petrolchimica, che lavora anche per l'estero con grossi impianti ubicati a Pitesti, Onesti, Ploiesti ecc.; si producono elevati quantitativi di fertilizzanti fosfatici e azotati, acido solforico e cloridrico, soda caustica, materie plastiche, fibre sintetiche, prodotti farmaceutici, coloranti ecc. L'industria tessile è ubicata nelle maggiori città come Bucarest, Arad, Timisoara, Brasov; i principali prodotti sono i filati e i tessuti di cotone e di lana. Sempre importante è l'industria alimentare; vi occupa il primo posto il settore molitorio, localizzato nei principali centri del commercio cerealicolo come Braila, Galati, Arad; numerosi sono anche gli zuccherifici, i birrifici, gli oleifici, i conservifici, gli stabilimenti lattiero-caseari ecc. La lavorazione del legno vanta antiche tradizioni. Fabbriche di mobili sono presenti ovunque, mentre la carta e la cellulosa vengono prodotte soprattutto a Bacau e Suceava. Assai efficiente è anche il cementificio (Târgu Jiu, Turda, Medgidia ecc.), così come il tabacchificio; sono da ricordare ancora varie ed eccellenti lavorazioni nazionali, come quelle del cuoio e delle pelli, oltre che quella delle porcellane (Cluj-Napoca).

 

Comunicazioni. Necessitano di potenziamento le vie di comunicazione; importanza fondamentale rivestono le ferrovie (11.400 km) il cui sviluppo è piuttosto ineguale. In pratica esistono due reti, una interna e l'altra esterna ai Carpazi, collegate fra loro da varie linee transcarpatiche; nonostante la posizione piuttosto eccentrica, la capitale è il perno delle vie di comunicazione, sia ferroviarie sia stradali, anche queste non ancora pienamente adeguate alle esigenze del Paese, che dispone solo di 72.800 km di strade. Ampiamente sfruttato è il Danubio (le arterie navigabili si sviluppano complessivamente per 1.613 km). Principali porti danubiani sono Braila e Galati, ma assai maggior importanza presenta il porto di Costanza sul Mar Nero. In continua espansione sono le comunicazioni aeree gestite dalla TAROM (Transporturile Aeriene Române ), che è la compagnia di bandiera e che assicura i collegamenti con numerosi Stati d'Europa, Asia, Africa, con gli Stati Uniti, nonché con i principali centri romeni; il Paese dispone dei quattro aeroporti internazionali di Bucarest/Otopeni, il più importante, di Costanza, Timisoara e Arad.

Commercio. Dal 1981 la bilancia commerciale è stata tendenzialmente in attivo per alcuni anni, per poi diventare passiva a partire dal 1990. Le principali esportazioni sono costituite da macchinari (in particolare, macchine agricole e apparecchiature elettriche), da altri prodotti industriali (chimici e petrolchimici, tessuti, mobili ecc.), da minerali e da vari prodotti agricoli, soprattutto ortofrutticoli; le importazioni sono rappresentate in sempre crescente misura dalle materie prime, essenzialmente combustibili e minerali di ferro, da mezzi di trasporto, da apparecchiature di vario genere necessarie all'ulteriore industrializzazione del Paese. L'interscambio si svolge soprattutto con la Germania, l'Italia, la Francia, la Russia. Un ruolo assai importante nell'economia romena svolge infine il turismo, diretto prevalentemente alle molte stazioni balneari sul Mar Nero

Storia

Testo completo:

Scarse e tuttora incerte, quanto a giacitura, datazione e interpretazione, sono le più antiche testimonianze di presenza umana nel territorio della Romania, come per esempio i materiali fluitati su ciottolo e qualche bifacciale, provenienti dalle alluvioni del torrente Dirjov, o manufatti simili rinvenuti nella valle Valea Muierii e a Fàrcasele, a W del fiume Olt, o, infine, le segnalazioni a Graunceanu (villaggio Bugiulesti) di faune villafranchiane, che secondo alcuni autori presenterebbero tracce di fratture intenzionali e di rare pietre di origine estranea al deposito. Al Musteriano tipico di età würmiana sono riferiti alcuni contesti di tecnica Levallois con presenza di punte foliate, come Ripiceni-Izvor e Baia de Fier.

Per quanto riguarda il Paleolitico superiore, complessi aurignaziani sono rappresentati dal gruppo di Ceahlau-Dirtu, nella valle della Bistrita, con datazione 14C a 23.500±2850 a. C., nella regione di Oas e Banato, quest'ultimo con aspetti tardi rappresentati da frequenza di lamelle a ritocco marginale e predominanza di grattatoi. A una fase più recente del Paleolitico superiore appartengono alcuni siti, come per esempio Buda-Dealul Vici e Buda Lespezi (14C=16.070-15.670 a. C.), con industria su lama, bulini e grattatoi e fauna rappresentata soprattutto da renna e cavallo, che rientrano nel cosiddetto Molodoviano, facies compresa tra ca. 23.000 e 10.000 anni da oggi. In talune stazioni è stata accertata la frequentazione di genti preistoriche succedutesi dal Paleolitico all'Età dei Metalli, come a Cluj, Iasi e Pestera Hotilor.

Ancora più copiose sono le testimonianze dei tempi neolitici date da resti ceramici e fondi di capanne e necropoli, messe in luce tra l'altro a Boian e Cucuteni da cui prendono nome importanti culture diffusesi nell'ambiente danubiano; notevoli i ritrovamenti anche di Gulmenita e di Habasesti che presentano, fra l'altro, statuette fittili antropomorfe. L'Età dei Metalli ha visto fiorire vari aspetti culturali in molte località tra le quali Cîlnic, Costisa, Cotofeni, Otomano per l'Età del Bronzo e Ferigile, Lapus, Bîrsesti e Băiceni per l'Età del Ferro durante la quale la presenza scitica e scito-tracica è attestata da statue di pietra della Dobrugia (sec. VI-V a. C.) e da tesori d'oro (elmo d'oro da Poiana Prahova al Museo Nazionale di Bucarest) e d'argento del sec. IV a. C. con grifi e altri animali fantastici; segue, dal sec. III a. C., il momento celtico caratterizzato da elmi e statuette bronzee.

 

 

 

Popolazione

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Popolazione totale: 21486371
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Popolazione urbana (%): 52,80
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Gruppi etnici:

Rumeni 89,5%, Ungheresi 6,6%, Rom 2,5%, Ucraini 0,3%, Tedeschi 0,3%, Russi 0,2%, Turchi 0,2%, altri 0,4%

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Lingue:

Rumeno 91%, Ungherese 6,7%, Gispi 1,1%, altri 1,2%

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Religioni:

Ortodossi orientali 86,8%, Protestanti 7,5%, Cattolici 4,7%, altri (in particolare Musulmani e non specificate 0,9%), nessuna 0,1%

Demografia

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Tasso di crescita: -0,26
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Tasso di natalità: 10,16
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Tasso di mortalità: 11,88

Media dell'area geografica: 12.884000110626 (su un totale di 10 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 13,20
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Tasso di mortalità infantile maschile: 16,50
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Tasso di fecondità totale: 1,33
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Rapporto tra i sessi: 94,31
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,06
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Età mediana: 38,45
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Aspettativa di vita maschile: 69,57
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Aspettativa di vita femminile: 76,83

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 56

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 189,78
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 267,15
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Tasso di crescita annua: 2,50
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 8.874,62
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 12.492,80
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 7
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 41
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 52
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -8344
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Spesa statale per sanità (%): 12
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Spesa statale per istruzione (%): 6
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Spesa statale per difesa (%): 5
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Tasso di corruzione: 44
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Debito pubblico (%/PIL): 0,00
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Tasso di inflazione : 3,14
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Tasso di disoccupazione: 7,40
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Debito estero (milioni di $): 129.822,00
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Saldo migratorio: -100000
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 8140
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 15780
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 1

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 100
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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,10
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Diffusione contraccettivi (%): 70
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Diffusione assistenza prenatale (%): 94
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Assistenza specializzata al parto (%): 99
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Tasso di mortalità materna: 27
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 88
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 54
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 72

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 98
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 97
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 95
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 96
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 96
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 82
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 80

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 23,05
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 21,83
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 109,16
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Numero reti televisive: 623
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 44,02

Trasporti

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Aeroporti:

53

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Densità stradale (km/100 km²):

34,30

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

5,0

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Porti:

4

Popoli

Per la sua posizione geografica e per la sua storia la popolazione romena è rimasta un'isola di origine latina in mezzo a popolazioni slave. Per molti secoli, inoltre è stata zona di incontro degli imperi europei. Nonostante tutto ciò la popolazione è sempre stata piuttosto uniforme.

Come vive un bambino Rom? 

La mamma si chiama Dé, il fratello Phral, la festa più importante si chiama Gurgevdan ed è la festa di San Giorgio. Scopri il mondo dei bambini Rom e se ne conosci qualcuno chiedi a loro di raccontarti qualcosa.

Oggi la Romania è abitata principalmente da Romeni (poco meno del 90%) con alcune minoranze tra cui spicca quella ungherese presente specialmente in Transilvania. Gli zingari costituiscono il 2,46 % della popolazione. Vi sono inoltre tedeschi, ucraini, ebrei

I Rudari sono una piccola minoranza che si trova in alcuni villaggi del versante sud dei Carpazi meridionali.

I percorsi della migrazione tra Italia e Romania hanno radici lontane.Ci sono stati tempi in cui gli italiani andavano a fare i tagliapietra in Romania, per essere poi rimpatriati negli anni 50. E ci sono le più recenti migrazioni dalla Romania verso l'Italia, ma anche dall'Italia verso la Romania.

 

I costumi tradizionali della Romania sono rimasti uguali attraverso il tempo e pur se differenziati di regione in regione la loro sostanziale unità di stile ci parla di una popolazione dalle origini omogenee. Essi accompagnano le feste e i momenti più importanti della tradizione.

Vallachia: costumi tradizionali

Maramures: costumi tradizionali

Transilvania: costumi tradizionali

 

Territori urbani

Bucarest da scoprire 

Bucarest è una città piena di boschi, parchi e laghi: ogni quartiere ha un'oasi verde per riposarsi e ricrearsi!

la gigantesca "Casa del Popolo" oggi chiamata "Palazzo del Parlamento" con i suoi 12 piani

 

Il piano di urbanizzazione 

Poco prima che cadesse il regime di Ceausescu nel 1989, la Lega Romena per i Diritti dell'Uomo aveva fatto conoscere i piani da lui previsti per l'urbanizzazione della Romania

 

 

 

 

 

 

La città più grande e più popolosa della Romania è Bucarest che ne è anche la capitale e il principale centroeconomico e culturale. La posizione in cui sorge Bucarest, tra la zona meridionale dei Carpazi e il fiume Danubio, è così favorevole all'insediamento che sono stati trovati resti risalenti all'epoca preistorica.

vuoi sapere cos'è la delocalizzazione? 

fai il test e guarda il risultato della domanda nr 3

 

 

Timisoara è una città che si trova nella regione occidentale della Romania. Si tratta di una città di 750.000 abitanti in cui vivono ben 10.000 italiani, stabilitisi là quando molte industrie italiane del nord est hanno aperto in questa zona le succursali delle loro aziende, secondo un fenomeno chiamato delocalizzazione.

Territori rurali

Già nel 1800 la Romania era considerata il granaio d'Europa. Oggi la produzione agricola resta fondamentale per l'economia di questo paese. Pensate che il 60% del territorio rumeno è destinato all'agricoltura, specialmente ai cereali come il granoturco e il frumento.

Agricoltura biologica 

Nel 2008 la Romania ha esportato 129.000 tonnellate di prodotti biologici

Nel 1991 la terra agricola rumena è stata tolta alle Cooperative agricole di Produzione e ridistribuita in parte ai proprietari che la possedevano prima del regime comunista. Questo ha fatto sì che ora in Romania il 66,5 % del terreno arabile sia in mano a 3,9 milioni di piccole proprietà.

La mappa delle zone del vino in Romania

 

La Romania è anche terra di antiche produzioni vitivinicole: vi si trovano vini provenienti da viticci internazionali patrimonio da secoli di questo paese.

 

 

 

 

 

 

 

 

La presenza di molti boschi di querce e faggi in Romania favorisce la possibilità di raccolta di frutti e semi di bosco.

Flora, fauna e attività umane

La presenza di ampli territori protetti ha favorito in Romania la conservazione di ben 783 tipi di habitat con la presenza di una fauna ed una flora molto variegate.

In Romania vive la metà degli orsi d'Europa, ma la caccia organizzata e la vita in prigionia fanno parlare di una vera e propria strage di questo mammifero.

Anche la lince è molto diffusa in Romania: si calcola che qui vivano circa il 40% di tutte le linci europee.

 

 

vuoi capire meglio cosa sono i "corridoi" ecologici? 

Immagina di essere un uccello migratore che dovrà riconoscere la sua rotta: cosa può ostacolarlo? cosa lo agevola?

 

La Romania è attraversata da numerosi corridoi di migrazione, cioè dalle rotte che fanno gli uccelli tra l'autunno e l'inverno e tra la primavera e l'estate per spostarsi da una zona all'altra seguendo le stagioni. Questo fatto se da una parte favorisce la presenza di una grandissima varietà di uccelli migratori, dall'altra attira in queste zone moltissimi caccitori proveniente da tutta l'Europa

 

Tra le specie presenti nelle acque della Romania, una delle più pregiate è lo storione, da cui si ricava tra l'altro il caviale. Ma l'inquinamento e il bracconaggio ne stanno distruggendo l'habitat.

Giochi

Lo sport nazionale romeno è chiamato Oina e ci sono testimonianze della sua presenza in Valacchia fin dal 1364. Si tratta di un gioco per molti versi simile al baseball o più ancora allo tsan, giocato in Val d'Aosta.

 

giochi di bambini 

Molti sono i giochi dei bambini rumeni simili a quelli di altri bambini del mondo: baba oarba, ascunsalia, ursu duarme...trovali tra gli altri giochi del mondo e scopri se li conosci anche tu!

 

 

 

la divisa della nazionale di calcio romena

 

Altro sport molto praticato anche a livello internazionale è il calcio. La squadra romena è tra le 4 nazionali europee che hanno preso parte alla prima Coppa del Mondo nel 1930 in Uruguay.

 

E' in Romania che si sono svolte per la prima volta le Olimpiadi Internazionali di Matematica nel 1959

Feste

Il primo marzo in Romania iniziano i festeggiamenti della primavera. In questo giorno, il Martisor, ci si regalano dei fiocchi fatti di fili bianchi e rossi intrecciati, simbolo della primavera che avanza e dell'inverno che se ne va, che verranno poi portate sugli abiti nei primi giorni del mese.

vuoi conoscere le feste nazionali della Romania? 

In Romania come in molti altri paesi si festeggiano sia feste religiose che laiche: cerca tutte le date!

 

 

La festa nazionale romena è l'1 dicembre e ricorda l'unione di tutte le province abitate dai romeni in un unico stato, la Grande Romania nel 1918

Reti stradali e ferroviarie

Per la sua posizione di ponte tra l'Europa occidentale e quella orientale, la Romania sta potenziando sempre più le sue reti di trasporto interne, collocandole via via all'interno di reti europee, come è il caso del canale Reno-Meno-Danubio, o delle strade europee.

Lo stato delle strade della Romania prima dell'ingresso nell'Unione Europea era piuttosto arretrato.

La rete autostradale ha attualmente 3 tratte, la A1, la A2, la A3.

orient express 

Il 4 ottobre 1883 veniva inaugurato l'Orient Express, uno dei primi "treni europei" che collegava Parigi con Giurgiu e Bucarest, in Romania. Questo treno è diventato famoso tra l'altro perchè è stato l'ambientazione di molti romanzi gialli famosi!

 

Bucarest è il nodo centrale tanto della rete stradale quanto di quella ferroviaria. Attualmente le linee ferroviarie della Romania coprono circa 11.000 chilometri che collegano in modo capillare tutte le città e molti villaggi.

Monete e banconote

da dove viene il nome Leu? 

Il nome del Leu viene dal leone raffigurato su questa antica moneta, il tallero olandese, che veniva utilizzata nel 1600 in Romania.

 

Il Leu (Lei al plurale) è la valuta della Romania che, entrata nell'Unione Europea nel 2002 prevede di adottare l'euro nel 2014. Il centesimo del leu si chiama "ban", al plurale "bani".

 

 

 

scopri il cambio 

se vuoi vedere quanto vale un leu

in euro o in dollari, clicca qui!

 

Ion Luca Gargiale è "il volto" sulle banconote da 100 Lei. Si tratta di uno scrittore nato vissuto tra il 1952 e il 1912. Tra le sltre cose ha scritto anche alcuni racconti per ragazzi: se lo trovi tra i "favolisti" potrai leggere le sue storie

 

Un sottile filo unisce il mondo letterario romeno alla città di Venezia: qui ha studiato infatti Nicolae Iorga, il politico e accademico che da volto alle banconote da 1 leu e che a Venezia nel 1930 ha fondato l'Istituto Romeno di Cultura e Ricerca Umanistica.

Arte tradizionale e moderna

"Musa assopita" di Brancusi

Il più grande scultore romeno del XX secolo è Constantin Brancusi, iniziatore della moderna scultura astratta ma profondamente radicata nella tradizione. Per la sua opera "Uccello nello spazio" dovette sostenere un processo contro gli Stati Uniti

 

 

Pur se conosciuto come scrittore di lingua francese Eugene Ionesco è nato in Romania e ha vissuto la sua vita tra il suo paese d'origine e la Francia. A lui si deve l'invenzione del Teatro dell'assurdo.

Una scena dal film "Il Concerto" di Radu Mihaileanu

 

Nato nel 1850 Mihai Eminescu è tra i più grandi poeti della letteratura romena

 

Tra i registi Romeni ricordiamo Radu Mihaileanu con le sue pellicole intense e misurate, con la sua capacità di gestire perfettamente l'immagine con cui ci racconta storie di ebrei dell'Europa dell'est.

 

La pittura su vetro, tecnica millenaria, si è diffusa in Transilvania dopo l'annessione di questa all'Impero Ungherese trsformando Sibiel nella patria delle icone su vetro.

 

Le lavorazioni artigianali sono molto diffuse in Romania e utilizzano materiali di vario genere: dal legno alla ceramica, dalla lana ai merletti. Il momento delle feste è un'occasione in cui questi oggetti vengono valorizzati in modo particolare, è il caso degli abiti tradizionali finemente ricamati o delle uova dipinte a Pasqua.

la via delle uova dipinte 

In Bucovina esistono due percorsi per visitare i paesi in cui è ancora viva la tradizione di dipingere le uova.

Musiche e danze

"Basta una melodia, basta un ritmo caratteristico... e voliamo via lontano".

L'Europa secondo noi: viaggio musicale della seconda B - Video prodotto nell'ambito del progetto geografia-musica: "Da ovest a est: viaggio musicale tra i popoli europei" della Scuola secondaria di primo grado "Ugo Foscolo" di Sedico (Istituto comprensivo di Sedico e Sospirolo - BL) - classe 2^B a indirizzo musicale (a.s. 2014-15).

Docenti di strumento musicale: Cristina Costan Zovi, Giuseppina Sabatini, Alberto Opalio, Stefano Funes; docente di lettere: Annamaria Stragà.

Il viaggio include anche i seguenti paesi: Spagna, Francia, Germania, Norvegia, Svezia,  Finlandia, Russia, Ungheria, Albania, Grecia.

La musica presentata dalla classe è (dal minuto 13:23 al minuto 14:47): Opinca, di origine rumena, ma ballata in tutti i paesi dell'area balcanica.

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La posizione geografica della Romania la pone come anello di comunicazione tra il mondo latino e quello slavo, una posizione questa che si ripercuote in tutta la vita culturale di questa nazione, compresa la musica.

Nato nel 1941 Gheorghe Zamfir suona il flauto di pan, uno strumento che ben si accompagna alla musica tradizionale rumena perchè capace di esprimere suoni allegri come anche quelli più melodici.

zimbalon

Lo Zimbalon è uno strumento tradizionale il cui suono nasce dalla percussione delle corde : ascolta! Ne esistono di diverse dimensioni: i più piccoli sono abitualmente utilizzati nei villaggi, i più grandi sono più frequenti nelle città.

Festival George Enescu 

Ha luogo tutti gli anni nel mese di settembre a Bucarest ed è una occasione importante di incontro di artisti internazionali. Il Festival inizia tutti gli anni con l'opera "Edipo" di Enescu.

Classica ma profondamente legata alla tradizione popolare, è l'opera di George Enescu, grande compositore romeno la cui vita e le cui opere sono testimoniate dai documenti esposti al Museo George Enescu di Bucarest, ospitato presso il Palazzo Cantacuzino

Danze popolari romene 

Nel 1917 il compositore ungherese Bèla Bartòk ha scritto "Sette danze popolari rumene" con cui ha cercato di riprodurre per orchestra i suoni e colori della tradizionale popolare rumena.

La passione per le antiche danze e per i canti popolari con la loro coralità è ancora viva in Romania.

La Ciuleandra (Danza delle erbe maligne) è una danza tipica della Oltenia, la regione al confine con la Serbia, ed è ballata anche in Grecia e Macedonia.

Anche il balletto classico ha una sua tradizione nella cultura romena: il Balletto Nazionale del Teatro dell’Opera di Bucarest è conosciuto ed apprezzato a livello internazionale.

Fiabe e racconti

"

C'erano una volta un vecchio e una vecchia. Il vecchio aveva un gallo e la vecchia aveva una gallina che faceva le uova tutti giorni. Un giorno il vecchio disse:- Ti prego, mi dai un uovo?
Lei rispose:- Picchia anche tu il tuo gallo e vedrai che ti farà le uova!
Il vecchio prese il gallo per picchiarlo, ma questo scappò e uscì nella strada. Lì trovò un portamonete con due soldi d'oro. Mentre ritornava indietro, incontrò un calesse (...)

"

Leggi la storia "Il portamonete con due soldi" - Progetto realizzato durante la fase sperimentale di Atlante on-line a cura delle alunne Alice F. e Mihaela M.; docenti: Zara M. Loretta ed Artese Rosa; classe IV A della Scuola Primaria “A Colombo”, Istituto Comprensivo “G. Sarto” di Castelfranco Veneto, TV; A.S. 2009-2010

Storia di un pesce e del diluvio universale: "Ci fu un tempo in cui tutti gli uomini vivevano in pace insieme e non conoscevano né il lavoro, né le durezze dell’inverno, né le malattie, né lfame e la sete....ma poi..."

 

La fiaba del principe che non invecchiava mai

 

I figli del mercante: l'importanza di mantenere la parola data

 

 

Cibo, alimentazione e ricette

Mamaliga è il nome romeno della polenta

Caviale 

Si chiamano caviale le uova dei pesci che vengono utilizzate specialmente in antipasti gustosi. Il caviale può riguardare uova di salmone, di carpa o storione

Come molti altri aspetti della cultura romena, anche la cucina risente della posizione di ponte tra i Paesi balcanici, l'Europa centrale e il Mar Nero che mette in comunicazione la Romania con paesi lontani. La cucina tipica romena è particolarmente rustica e gustosa, a base di carne, formaggi, verdura gustosissima, pesce e polenta, chiamata mamaliga. Anche il pane è un alimento molto consumato

Attraverso un progetto a cura delle alunne Alice F. e Mihaela M.; docenti: Zara M. Loretta ed Artese Rosa; classe IV A della Scuola Primaria “A Colombo”, Istituto Comprensivo “G. Sarto” di Castelfranco Veneto, TV; A.S. 2009-2010 sono state raccolte alcune ricette della cucina rumena:

Involtini di tacchino

Polpette di melanzane

Fagottini di tacchino (secondo piatto)

Agnolotti di Alexandria (secondo piatto)

Chiftele De Vinete Rumenesti/polpette di melanzane (dessert)

 

La Ciorba è una zuppa che può essere preparata in vari modi e che solitamente contiene della carne. Essa costituisce normalmente il primo piatto di un pasto

 

 

Eccesso di alimentazione 

Come in molti paesi europei il rischio della eccessiva alimentazione specie dei bambini, riguarda anche la Romania: nel 2008 il governo romeno ha varato un decreto in cui elenca i cibi non raccomandati ai bambini in età prescolare e scolare e dal 2010 entrerà in vigore una tassa sul cosidetto "cibo spazzatura"

 

 

 

 

Si chiama Alivenci Moldovenesti ed è un tipico piatto Romeno così amato dai bambini da essere entrato nella favola della Capra e i tre capretti

 

 

 

 

 

La tipica torta pasquale della Romania è fatta di pasta lievitata e ripieno di ricotta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Testimonianze

La Romania è un paese dalle mille sfumature molto legata alle tradizioni, al ritmo delle stagioni e della campagna, per il viaggiatore italiano è quasi un tuffo nel tempo passato.

 

 

pietre che risalgono all'epoca dei Daci

 

 

 

 

ingresso al monastero di Dragomirna

Ma la Romania è anche un paese ricco di una cultura antica, fatta delle tracce del popolo dei Daci e di silenziosi monasteri

 

Come per tutti i paesi dell'est europeo il 1989 ha segnato una svolta fondamentale. In Romania la rivolta che ha portato alla caduta del regime di Ceausescu è partita dalla città di Timisoara.

storie di migrazioni 

Nei secoli passati molti italiani sono emigrati in Romania: leggi questa storia!

 

Caduta la dittatura di Ceausescu nel 1989, la Romania si è trovata a far fronte alla situazione di moltissimi bambini abbandonati a loro stessi. La storia di Miloud Ouikili racconta la loro vita e la possibilità di trovare una strada diversa e più dignitosa per vivere, una strada basata sulla fiducia, sulla speranza e sul diritto dell'infanzia.

Personaggi

Nato nel 1928 in Transilvania, Elie Wiesel ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 1986. La sua testimonianza sui campi di concentramento durante la seconda guerra mondiale nasce dalla sua esperienza diretta. Wiesel si è impegnato a tenere viva la memoria dell'orrore dei campi di stermini e perchè l'indifferenza, che lui ritiene essere l'opposto dell'amore, della vita e della fede, possa essere sconfitta.

 

 

 

 

Nel 1976 a soli 15 anni Nadia Comaneci otteneva ben 7 volte 10 in ginnastica artistica alle Olimpiadi di Montreal, entrando così nella leggenda dello sport e della Romania.

 

 

Vlad Tepes è il principe nato in Transilvania nel 1400 e divenuto famoso per le sue orribili stragi in particolare nella lotta contro i turchi. Noto anche con il nome di Dracula ha ispirato i racconti divenuti poi romanzo nel 1800.

 

 

 

Il presidente della Repubblica Romena è Traian Basescu che è stato riconfermato al suo secondo mandato nel dicembre del 2009 e ha il difficile compito di risollevare l'economia romena avviando importanti riforme: guarda anche il filmato!