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Paesi | Europa | Europa orientale | Moldavia

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Chisinau (Kishinev)
Superficie (km²): 33840
Densità (ab/km²): 111
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.moldova.md/
Data dell'indipendenza: 27 agosto 1991
Indipendenza da: Unione Sovietica
Moneta: Leu moldavo
Membership:

BSEC, CE, CEI, CIS, EAEC (osservatore), EAPC, EBRD, FAO, GCTU, GUAM, IAEA, IBRD, ICAO, ICCt (firmatario), IDA, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO (corrispondente), ITU, MIGA, OIF, OPCW, OSCE, PFP, SECI, UN, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, Union Latina, UNMIL, UNMIS, UNOCI, UNOMIG, UNWTO, UPU, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

 

Il tavolato del settore sud-occidentale del Bassopiano Sarmatico occupa la gran parte del territorio tra il corso del fiume Prut a ovest e quello del fiume Dnestr a nord-est, fino alle prime ondulazioni della parte meridionale del Rialto Podolico. Numerosi corsi d'acqua affluiscono nei due fiumi maggiori o direttamente nel Mar Nero attraversando il territorio ucraino (Reut, Byk, Botna, Kogilnik, Jalpug). Il clima è continentale, con precipitazioni relativamente abbondanti

Ambiente umano

Testo completo:

Rivalità etniche accese caratterizzano la convivenza sul territorio di nazionalità diverse. Creata nel 1940, quella che fu fino al 1990 la Repubblica Socialista Sovietica Moldava riuniva alla preesistente Repubblica autonoma sulla sinistra del Dnestr i territori della Bessarabia ceduti nello stesso anno dalla Romania all'URSS. Attualmente la Moldova ospita il 64,5% di Moldavi (Romeni), il 13,8% di Ucraini, il 13% di Russi, il 3,5% di Gagauzi (cristiani di lingua turca) e percentuali minori di Ebrei e Bulgari ecc.

Amministrativamente il territorio è diviso in 50 distretti, di cui 10 urbani. I Russi, prevalentemente stanziati nella stretta fascia a est del fiume Dnestr, hanno creato la Repubblica di Transdnestria (superficie 6.700 km 2, capitale Tiraspol) che il governo moldavo non riconosce. A loro volta i Gagauzi reclamano l'indipendenza di un territorio di 1.800 km 2 (200.000 abitanti ca., capitale Komrat) nel settore meridionale del Paese, anch'essi scontrandosi con il governo centrale. Esiste infine un forte movimento che propugna la riunificazione della Moldova con la Romania che però è stata rifiutata da un apposito referendum (1994). Città importanti, oltre alle già nominate, sono Balti e Tighina

Aspetti economici

Testo completo:

L'agricoltura, favorita dalla fertilità del suolo, è il settore dominante dell'economia e produce soprattutto mais, frumento, patate, uva, barbabietole da zucchero, semi oleosi e tabacco. L'allevamento di bovini, ovini e volatili è diffuso, così come la pesca e lo sfruttamento dei boschi. Le industrie (alimentari, tessili, dell'abbigliamento, conciarie, meccaniche, del legno) sono concentrate nella capitale e nelle città di Tiraspol, Balti e Tighina. Come le altre repubbliche dell'ex URSS anche la Moldova sta attraversando un periodo di rapida evoluzione verso diverse strutture sociali e di mercato.

 

Comunicazioni e commercio. La rete stradale misura una lunghezza di 13.600 km, quella ferroviaria di 1330 km. Le comunicazioni aeree fanno capo all'aeroporto internazionale della capitale: compagnia aerea del Paese è la Air Moldova. Il commercio con l'estero si svolge soprattutto con la Russia, l'Ucraina, la Romania e la Bielorussia; principali merci esportate sono i prodotti agro-alimentari, quelli tessili e quelli dell'industria meccanica, mentre le importazioni riguardano soprattutto minerali, combustibili, macchinari, veicoli e prodotti chimici.

Storia

Testo completo:

 

La regione corrispondente all'attuale Stato moldavo fu raggiunta da popolazioni slave intorno al VI secolo d.C., quindi fu attraversata da altre popolazioni provenienti da est, fino all'invasione mongola del XIII secolo. Fra il XIV e il XV secolo il territorio, che aveva assunto la denominazione di Bessarabia, venne incluso nel principato di Moldavia e nel secolo successivo cadde sotto la dominazione ottomana, che durò fino al XIX secolo. Invasa più volte dai Russi fra il 1711 e il 1812, in quest'ultimo anno la Bessarabia passò sotto il controllo di Mosca, che le garantì una certa autonomia fino alla fine del secolo, quando fu sottoposta a una politica di russificazione.
La rivoluzione russa del 1905 alimentò, anche in Bessarabia, lo sviluppo di un movimento nazionale e dopo la Rivoluzione d'ottobre un Consiglio nazionale, dominato dai nazionalisti, proclamò l'indipendenza dalla Russia e l'unificazione della regione con la Romania. Tale passo non fu riconosciuto dall'Unione Sovietica, che continuò a reclamare la propria sovranità sulla regione.
Nel 1940 l'Unione Sovietica impose alla Romania la cessione della Bessarabia e della parte settentrionale della Bucovina; su questi territori, con l'aggiunta di una fascia di territorio ucraino sul lato orientale del Dnestr, nell'agosto 1940 fu istituita la Repubblica Socialista Sovietica di Moldavia. Una fascia di territorio nella parte meridionale della Bessarabia, fra il Danubio e il Dnestr, fu invece inclusa nell'Ucraina. La Moldavia fu occupata dalla Romania durante la seconda guerra mondiale, per tornare all'Unione Sovietica nel 1944. Nel periodo successivo il Paese fu sottoposto di nuovo a un intenso processo di russificazione; solo nella seconda metà degli anni Ottanta la Moldavia fu interessata da profondi mutamenti politici, determinati dall'emergere di forze di opposizione al regime sovietico e di un riorganizzato nazionalismo moldavo.
Fin dal 1990, sotto la presidenza di Mircea Snegur, un esponente comunista vicino alle posizioni del nazionalista Fronte popolare, la Moldavia seguì una politica di fatto secessionista e nell'agosto del 1991 proclamò la propria indipendenza dall'URSS. In seguito il Paese si trovò di fronte a una situazione economica e sociale difficile, aggravata dalla dissoluzione dell'URSS e dalla disgregazione dei precedenti rapporti commerciali. Inoltre si pose con urgenza la necessità di definire la propria collocazione in campo internazionale: in una prima fase si registrò un avvicinamento alla Romania, alla quale era legata da stretti legami linguistici e storici, e tale passo fu interpretato da alcuni settori del mondo politico del Paese come un processo verso l'unificazione dei due Paesi. Tuttavia a partire dal 1994 si verificò un indebolimento di questa tendenza e il ripristino di strette relazioni con la Russia. Oltre alle motivazioni di carattere economico e commerciale (la Moldavia era infatti fortemente dipendente soprattutto in campo energetico dalla Russia, che fra l'altro rappresentava il principale mercato per la produzione del Paese), a frenare la tendenza verso l'unificazione con la Romania furono anche le gravi ripercussioni interne che questa aveva provocato: essa era stata infatti drasticamente contestata dalle minoranze slava e gagauza presenti nel Paese, che fin dal 1990 avevano avviato, a loro volta, un processo separatista, proclamando repubbliche indipendenti. Fra il 1991 e il 1992 si era quindi registrata una fase di aperto conflitto, che aveva visto contrapposte soprattutto le forze governative moldave e quelle della Repubblica di Transnistria (la zona fra il fiume Dnestr e l'Ucraina, dove era insediata la minoranza slava). L'affermazione delle forze filorusse e non nazionaliste nelle elezioni politiche del 1994 aveva favorito un calo della tensione e consentito l'avvio di un processo negoziale fra le due Repubbliche separatiste e il governo moldavo. Nel 1995 la Gagauzia assunse uno status di ampia autonomia, mentre i colloqui fra i rappresentanti slavi della Transnistria e il governo centrale si arenarono di fronte al problema del ritiro delle truppe ex sovietiche presenti nella regione, che, passate sotto il controllo russo dopo il 1991, avevano sostenuto la popolazione slava nel conflitto contro il governo moldavo. Dei progressi verso una normalizzazione delle relazioni furono compiuti nel 1997-1998, anche se lo status definitivo della regione rimase ancora a lungo oggetto di discussione.
La sconfitta di Snegur nelle elezioni presidenziali del 1996 confermò l'esaurimento della spinta filoromena e l'indebolimento delle forze nazionaliste che avevano condotto il Paese all'indipendenza e avevano prevalso nei primi anni Novanta. Alla presidenza della Repubblica fu eletto Petru Lucinskij, un ex dirigente del Partito comunista, sostenuto dalle forze di sinistra favorevoli a un rafforzamento dei rapporti con la Russia e con gli altri Paesi ex sovietici. Tale tendenza fu confermata dall'affermazione dei comunisti nelle elezioni politiche del 1998; messo al bando nel 1991 e nuovamente legalizzato nel 1994, il Partito comunista si era reso interprete del gravissimo disagio sociale diffusosi nel corso degli anni Novanta in seguito al grave peggioramento della situazione economica del Paese e delle condizioni di vita della popolazione. Dopo una breve fase di governo di centro-destra, nel 1999 fu quindi costituito un gabinetto di indipendenti sostenuto in Parlamento dal Partito comunista e dal Fronte popolare cristiano-democratico. Nel luglio 2000 venne apportata una modifica alla Costituzione con cui si decretava che il presidente della Repubblica doveva essere eletto dal Parlamento e non più a suffragio diretto. Le difficoltà incontrate, successivamente, dal Parlamento nel dicembre dello stesso anno, per raggiungere il quorum necessario per la nomina del nuovo capo dello Stato, inducevano il presidente uscente Lucinskij a fissare per il febbraio 2001 le elezioni legislative anticipate, in cui il Partito comunista conquistava la maggioranza dei seggi in Parlamento, registrando un'incontrastata adesione del Paese a una linea filorussa e il successo dei gruppi che chiedevano un riavvicinamento a Mosca. Garantito quindi da una maggioranza assoluta, il nuovo Parlamento, nell'aprile dello stesso anno, finalmente riusciva a eleggere il presidente della Repubblica, il comunista Vladimir Voronin, e subito dopo nominava come primo ministro un altro deputato del Partito comunista, Vasile Tarlev. Nel 1999 è stato firmato un accordo di cooperazione con l'Unione Europea, nel 2001 la Moldova è entrata nel WTO. Nel 2003 la Russia ha ritirato le sue truppe dalla Transnistria. Nelle elezioni legislative del marzo 2005 si affermavano nuovamente, pur in presenza di un vistoso calo, i comunisti di Voronin con il 40%, mentre i centristi si attestavano al 29% e i democristiani al 14%. In aprile il Parlamento eleggeva nuovamente Voronin alla presidenza

Popolazione

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Popolazione totale: 3572885
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Popolazione urbana (%): 47,67
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Gruppi etnici:

Moldavi/ Rumeni 78,2%, Ucraini 8,4%, Russi 5,8%, Gagauz 4,4%, Bulgari 1,9%, altri 1,3%

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Lingue:

Molda, Russo, Gagauz (lingua di origine turca)

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Religioni:

Ortodossi orientali 98%, Ebrei 1,5%, Battisti e altri 0,5%

Demografia

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Tasso di crescita: -1,06
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Tasso di natalità: 12,28
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Tasso di mortalità: 13,50

Media dell'area geografica: 12.884000110626 (su un totale di 10 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 13,90
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Tasso di mortalità infantile maschile: 17,60
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Tasso di fecondità totale: 1,50
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Rapporto tra i sessi: 90,29
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,06
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Età mediana: 35,17
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Aspettativa di vita maschile: 64,42
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Aspettativa di vita femminile: 72,06

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 113

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 7,00
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 12,00
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Tasso di crescita annua: 6,40
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 1.968,95
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 3.373,24
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 15
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 14
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 71
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -807
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Spesa statale per sanità (%): 15
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Spesa statale per istruzione (%): 7
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Spesa statale per difesa (%): 1
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Tasso di corruzione: 36
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Debito pubblico (%/PIL): 23,18
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Tasso di inflazione : 7,78
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Tasso di disoccupazione: 6,70
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Debito estero (milioni di $): 5.452,00
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Saldo migratorio: -171748
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 1980
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 3640
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 2

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 58
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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,40
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Diffusione contraccettivi (%): 68
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Diffusione assistenza prenatale (%): 98
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Assistenza specializzata al parto (%): 100
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Tasso di mortalità materna: 32
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 96
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 85
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 90
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 85
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 74
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 79

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 100
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 99
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 95
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 90
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 91
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 85
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 84
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 80
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 79
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 85
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 82

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 26,01
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 33,29
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 104,80
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Numero reti televisive: 40
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 0,00

Trasporti

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Aeroporti:

10

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Densità stradale (km/100 km²):

37,92

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

3,5

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Porti:

0

Territori urbani

Territori rurali

Flora, fauna e attività umane

Feste

In Marzo in Moldavia si usa agghindarsi con due piccoli nastri, uno rosso e uno bianco: leggi da quale leggenda ha avuto inizio questa tradizione.

Monete e banconote

Arte tradizionale e moderna

Musiche e danze

Fiabe e racconti

Laggi la storia del Bucaneve e dei due fratelli che si chiamavano Inverno e Primavera.

Cibo, alimentazione e ricette

Un piatto di Kletitie

Le Kletitie sono uno dei cibi caratteristici della cucina della Moldavia. Sono ssostanzialmente delle crepes ma un po più elaborate e possono essere servite sia dolci che salate.