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Paesi | Europa | Europa orientale | Bulgaria

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Sofia
Superficie (km²): 111000
Densità (ab/km²): 70
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.government.bg/
Data dell'indipendenza: 3 marzo 1878 (come Principato autonomo)
Indipendenza da: Impero Ottomano (completa indipendenza raggiunta il 22 settembre 1908)
Moneta: Lev
Membership:

ACCT, Australia Group, BIS, BSEC, CE, CEI, CERN, EAPC, EBRD, EIB, EU (nuovo membro), FAO, G- 9, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICCt, ICRM, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC, MIGA, NAM (ospite), NATO, NSG, OAS (osservatore), OIF, OPCW, OSCE, PCA, SECI, UN, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, UNMIL, UNMIS, UNWTO, UPU, WCL, WCO, WEU (affiliato associato), WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO, ZC

Spazio fisico

Testo completo:

 

Morfologia. Privo di vera unità geografica, il territorio bulgaro ha il suo principale elemento strutturale nella catena dei Balcani (in bulgaro Stara Planina, Vecchia Montagna) che, distesa da ovest a est sino al Mar Nero, divide interamente il Paese. Il suo superamento non è però molto difficile: le cime più elevate si aggirano sui 2.000 m (massima vetta il Botev, con 2.376 m) mentre i principali valichi si attestano sui 1.000 m. Il versante settentrionale declina direttamente al Danubio con una serie di altopiani e di ondulazioni collinari; verso sud invece i Balcani scendono bruscamente e sono preceduti da una catena parallela, la Sredna Gora (o Antibalcani), alta poco più di 1.000 m. Tra le due catene si apre una depressione tettonica, in parte percorsa dal fiume Tundza; gli Antibalcani dominano a sud un'altra depressione, quella del fiume Marica, che è a sua volta delimitata a sud dai massicci dei Rodopi, del Pirin e del Rila. Geologicamente si tratta di rilievi d'origine cenozoica, emersi però sostanzialmente non in seguito a corrugamenti, ma per effetto di dislocazioni verticali subite da preesistenti rilievi paleozoici. Tale ringiovanimento, attuatosi in concomitanza con i grandi assestamenti suscitati dall'orogenesi alpino-dinarica, produsse fratture e sprofondamenti di intere zolle, tra cui la formazione della depressione della Marica e quella compresa tra la Stara Planina e la Sredna Gora. Ne deriva la morfologia non aspra delle montagne bulgare, che hanno profili arrotondati e quote non eccessivamente elevate: le cime più alte sono il Musala, con 2.925 m, nel massiccio del Rila, e il Vihren, con 2.914 m, nel Pirin. In rapporto alla loro origine predominano perciò le formazioni paleozoiche (scisti, graniti) nelle sezioni più elevate dei rilievi, sottoposte nei versanti a lembi mesozoici; in particolare, un'unica copertura mesozoica si stende nel versante che digrada verso il Danubio: prevalgono i terreni del Cretaceo, che nella parte più depressa lungo il fiume sono sovrastati da coltri di argille pleistoceniche di sedimentazione eolica. Anche la Valle della Marica è coperta da formazioni mesozoiche e cenozoiche, ma esse sono obliterate sotto terreni alluvionali recenti

 

Clima e flora. Dato il loro andamento i Balcani esercitano una notevole funzione nella determinazione del clima: a sud e a nord della catena si hanno condizioni sensibilmente diverse, poiché a nord predominano gli influssi delle masse d'aria continentali e a sud di quelle mediterranee. Le temperature testimoniano questo contrasto climatico. Nella regione danubiana si hanno forti escursioni termiche annuali con temperature invernali sino a -25 °C ed estive sino a 40 °C (a Ruse la media di gennaio è inferiore a -1 °C, quella di luglio raggiunge i 25 °C), mentre nella Bulgaria meridionale, pur perdurando le alte temperature estive, si hanno più moderati valori invernali (0,3 °C di media in gennaio a Plovdiv). Lievemente mitigatele medie termiche sul Mar Nero (a Varna il gennaio e il luglio registrano 1,2 °C e 22 °C), che per altro esercita un limitato influsso. Condizioni particolari si hanno sui rilievi; già all'altitudine di Sofia (555 m) gli inverni sono rigidi, con medie di gennaio di -3 °C. Il diverso condizionamento del clima alle masse d'aria continentali e mediterranee fa sì che gli inverni nel Nord siano tendenzialmente stabili, in quanto soggetti all'anticiclone siberiano, mentre la sezione meridionale del Paese partecipa delle condizioni invernali di maltempo mediterraneo. La stagione più piovosa è quella primaverile, da maggio a giugno; ma le precipitazioni sono nel complesso scarse, con medie pluviometriche di 500-600 mm annui. I massimi si registrano sui rilievi, soprattutto dei Rodopi e del Pirin, interessati dalle piogge "orogeniche" estive promosse dalle correnti umide del Mar Egeo, e sui quali si hanno abbondanti precipitazioni nevose. La parte più arida del Paese è quella sud-orientale e in genere tutta la valle della Marica (valori mai superiori ai 500 mm); piogge scarse si hanno anche sulla costa pontica. Gli effetti delle diverse condizioni climatiche si osservano nel manto vegetale, che nei suoi aspetti naturali è stato però profondamente alterato; si riconoscono tuttavia un areale mediterraneo nel sud e uno steppico-balcanico nella valle danubiana. Sui rilievi il bosco è ancora abbastanza ricco, annoverando dapprima latifoglie (querce e, al di sopra dei 1.800 m, faggi); seguono le conifere, tra cui prevale la Picea excelsa.

 

Idrografia. La catena dei Balcani svolge un'azione determinante anche nei confronti dell'idrografia, dividendo il bacino del Danubio da quello della Marica e degli altri tributari del Mar Egeo. Il Danubio, che segna per circa 400 km il confine settentrionale del Paese, riceve dai Balcani numerosi affluenti, tra cui il Vit e il Jantra, che scorrono in valli profonde; il più importante però, l'Iskar, si origina dal massiccio del Rila e taglia poi interamente la catena balcanica. Il bacino della Marica si estende su un quinto dell'intero territorio bulgaro, che attraversa per oltre 300 km; il fiume nasce nel Musala ed è poi alimentato da numerosi affluenti che scendono dai Rodopi e dai Balcani, il maggiore dei quali è il Tundza. Come tutti i fiumi bulgari, anche la Marica ha un regime stagionale irregolare, ma è un fiume prezioso perché consente l'irrigazione della pianura che attraversa; solcata la Tracia, giunge al Mar Egeo al confine tra Grecia e Turchia. Gli altri maggiori corsi d'acqua sono quelli che drenano i versanti meridionali dei Rodopi e del Pirin; tra essi vi sono lo Struma e il Mesta, entrambi tributari del Mar Egeo

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento. L'occupazione umana del territorio bulgaro data da epoche antichissime e recenti reperti paletnologici hanno individuato un Neolitico molto evoluto, che sembra anteriore a quello del Vicino Oriente. Il Paese fu a lungo terra di transiti e solo con lo stanziamento dei Bulgari si ebbe un'organizzazione politica che fissò definitivamente le linee fondamentali dell'occupazione territoriale. La dominazione ottomana non solo diffuse religione e costumi islamici ma apportò anche cospicui contingenti turchi; molto compatta è ugualmente la co mpagine etnica anche perché, a seguito di accordi con la Turchia, nel 1951 sono ritornate nel Paese d'origine alcune centinaia di migliaia di persone che vivevano in prevalenza nella Bulgaria orientale. Esistono tuttavia ancora delle minoranze: soprattutto è rilevante la presenza di zingari. La distribuzione della popolazione è abbastanza irregolare, e ciò in larga misura a causa delle differenze morfologiche del Paese: i valori massimi si registrano nella valle della Marica e nella fascia pedemontana che digrada al Danubio. Un'area di eccezionale popolamento è rappresentata, nell'ambito delle zone montuose, dal Bacino di Sofia; densità relativamente elevate si hanno anche sulla costa. Tuttavia, rispetto ai valori europei, la Bulgaria risulta nel complesso poco popolata. Nei primi decenni di questo secolo vi erano meno di 4 milioni di persone; i successivi sviluppi demografici hanno conosciuto l'andamento proprio dei Paesi europei, con tendenza a un assestamento su valori via via più bassi. Parimenti diminuisce la percentuale di popolazione rurali

Centri urbani. Il recente sviluppo urbano è stato determinato dal generale miglioramento economico del Paese e dalla stessa razionale organizzazione dell'agricoltura. L'avvento delle industrie non ha suscitato la nascita di veri e propri centri urbani, sebbene una città come Gabrovo si sia formata proprio a seguito della prima promozione industriale del Paese. Sofia , l'unica metropoli della Bulgaria, le cui fortune poggiano sulla posizione chiave rispetto alle comunicazioni balcaniche, nonostante l'origine assai remota, è "nata" come città a partire dalla fine del secolo scorso in quanto capitale della Bulgaria indipendente e con l'ambizione di emulare un po' Parigi e le città mitteleuropee. La seconda città bulgara, Plovdiv, la "capitale" della valle della Marica, è un centro industriale e commerciale su un'importante arteria stradale e ferroviaria; nella stessa valle è Dimitrovgrad, in via di notevole espansione, come Stara Zagora. Sul Mar Nero le città hanno funzioni portuali: le principali sono Varna, sulla direttrice settentrionale del Paese, e Burgas, su quella meridionale; attivo porto sul Danubio è Ruse, che è uno dei maggiori centri, con Pleven, dell'area danubiana

Aspetti economici

Testo completo:

 

Stato di forti tradizioni agricole, la Bulgaria è entrata, nel 1970, nell'area dei Paesi industrializzati. Nel successivo decennio sono state via via raggiunte tappe rilevanti: per esempio, attualmente quasi i tre quarti delle esportazioni è costituito da prodotti industriali. Dopo l'instaurazione del regime comunista si ebbe un radicale rinnovamento delle strutture economiche: l'agricoltura fu organizzata su basi cooperativistiche o statali (pur mantenendo in minor misura la piccola proprietà privata; la nascente industria fu nazionalizzata e avviata, a partire dal 1947, nel quadro dei piani quinquennali. L'URSS fornì aiuti decisivi alla Bulgaria e sostenne tecnicamente e finanziariamente la prima fase dell'industrializzazione, che venne inizialmente orientata, secondo il tipico schema sovietico, verso la creazione di un'industria di base. Successivamente iniziò lo sviluppo dell'industria leggera e di trasformazione e, più di recente, si sono affiancati con successo settori tecnologicamente avanzati. Il 1° luglio 1997 è entrato in funzione il 'direttorio finanziario' imposto dal FMI per risanare l'economia. La valuta nazionale è stata ancorata al marco tedesco; è stato adottato un massiccio piano di privatizzazioni e di finanziamenti provenienti dall'estero

 

Agricoltura. L'URSS garantiva l'acquisto dei prodotti agricoli bulgari: nell'area del COMECON alla Bulgaria era stata riservata infatti la funzione particolare di produttore agricolo. Con gli anni Settanta si è registrata una nuova sostanziale trasformazione dell'apparato produttivo, con la singolare esperienza, rimasta unica nei Paesi socialisti, dei complessi "agro-industriali": circa 170 aziende di grandi dimensioni, costituite su base territoriale mediante l'aggregazione di cooperative e aziende agricole di Stato, per incrementare la produttività agricola e promuovere le relative attività industriali, così da ottenere un ciclo produttivo completo. Mentre un tempo la Bulgaria era in pratica solo un Paese produttore di grano, oggi si stanno potenziando le più redditizie colture industriali. Tra queste, la coltura del tabacco, di qualità assai pregiata, coltivato nella Valle della Marica, nella regione dei Rodopi e in Macedonia, e quella delle rose, da cui si ricava l'essenza destinata alla profumeria e che ha il suo centro nella cosiddetta Valle delle Rose, tra la Sredna Gora e la Stara Planina, dove, accanto alle piantagioni, funzionano numerose distillerie. Prodotti tipici sono le fragole (specie nella zona di Plovdiv) e le primizie orticole, coltivate con criteri moderni in grandi serre ed esportate anche in molti Paesi dell'Europa occidentale. Altre colture redditizie sono quelle degli alberi da frutto e la viticoltura, che alimenta una buona produzione di vini rinomati anche all'estero, della barbabietola da zucchero, della soia, del girasole, dell'arachide, della colza; ampia diffusione ha nella Bulgaria orientale il cotone

 

Allevamento. Il settore dell'allevamento è in calo; rimangono comunque al primo posto gli ovini, anche per il predominio di pascoli magri; in diminuzione è anche il numero dei bovini, dei suini e dei volatili da cortile; sono abbastanza diffuse l'apicoltura e la bachicoltura. Le foreste, che coprono oltre un terzo della superficie territoriale, sono particolarmente fitte sui rilievi dei Rodopi, del Rila, del Pirin e danno soprattutto legname da opera; è in atto un vasto programma di rimboschimento

 

Risorse minerarie. Le risorse minerarie non sono abbondanti, ma hanno ricevuto negli ultimi decenni un'adeguata valorizzazione in funzione dello sforzo di industrializzazione del Paese. In varie zone dei Balcani Occidentali e orientali vi sono alcuni giacimenti di carbone; più abbondante e diffusa è la lignite, largamente impiegata per la produzione d'energia elettrica. Nel 1974 è entrata in funzione l'importante centrale nucleare di Kozloduj, nel distretto di Vraca; altre sono in programma. Non manca il petrolio, estratto nella regione danubiana insieme al gas naturale e nell'area pontica. Tra i minerali metalliferi è presente il ferro. Altre importanti produzioni di minerali metalliferi, cui è legata un'ormai discreta industria metallurgica, sono quelle del piombo, dello zinco, del rame, del manganese e della bauxite

 

Industria. L'industria meccanica è in via d'espansione; i settori più sviluppati sono quelli connessi alla produzione delle macchine agricole, di autoveicoli (prevalentemente montaggio di modelli esteri) e di apparecchiature elettriche; Varna annovera cantieri navali. Tra le industrie manifatturiere la più importante è quella tessile (cotone, lana, fibre artificiali, seta) di antica tradizione e con centri principali a Sofia, Gabrovo e Pernik. Ben rappresentato è anche il settore chimico, che opera in funzione dell'agricoltura (fertilizzanti), ma fornisce anche prodotti farmaceutici, acido solforico e nitrico, materie plastiche ecc.; quello petrolchimico ha raffinerie a Kameno presso Burgas e a Pleven. Conserva un ruolo di primo piano l'industria di trasformazione dei prodotti agricoli: tabacchifici, conservifici, zuccherifici, birrifici, distillerie di rose ecc.

 

Comunicazioni. Le comunicazioni interne, che si svolgono in prevalenza con andamento est-ovest, sono adeguatamente assicurate da una rete ferroviaria (4.300 km) che collega il maggiore nodo del Paese, Sofia, con la valle danubiana, la Valle della Marica e la costa. La principale linea ferroviaria, che si snoda nella Valle della Marica, è affiancata da una superstrada molto battuta dal traffico automobilistico Europa-Asia; per il resto le strade, la cui lunghezza complessiva è di circa 37.000 km, hanno uno sviluppo adeguato alla ancora limitata motorizzazione. Nel Danubio il Paese ha un'importante via di comunicazione che lo unisce agli altri Stati d'Europa. In espansione sono infine i servizi aerei, assicurati dalla compagnia di bandiera Balkan, che effettua collegamenti diretti con le principali città d'Europa e del Medio Oriente

Storia

Testo completo:

Prima dei bulgari.

Le più antiche vestigia umane in Bulgaria risalgono al Paleolitico, di cui si sono avuti notevoli rinvenimenti a Devetaki con una lunga sequenza che inizia con livelli musteriani e nella grotta di Baco Kiro, con livelli molto antichi dell'inizio del Paleolitico superiore, datati a ca. 43.000 anni fa (interstadio Würm II-III). Densamente popolata risulta esser stata nei primi tempi del Neolitico, a cui risalgono i resti relativi alla cultura di Karanovo. A questo periodo e a quello della successiva Età del Bronzo appartengono imponenti insediamenti con tumuli, alcuni dei quali superano i 10 m di altezza. La ricca necropoli di Varna, la diffusione precoce di un tipo rudimentale di scrittura (tavoletta di Gradenitsa) e le dimensioni di questi abitati testimoniano l'elevato livello culturale e la complessità sociale delle popolazioni della regione nel V e IV millennio a. C. Il territorio dell'attuale Bulgaria era in parte compreso nel primo stato organizzato della regione, il regno dei Daci, e in parte in quello di Macedonia; dopo la conquista della Macedonia da parte dei Romani la Bulgaria, o Mesia inferiore, rimase terra di confine, soggetta a continue operazioni militari, fino alle guerre (101-106 d. C.) con cui l'imperatore Traiano conquistò la Dacia.

Un secolo e mezzo più tardi, dopo che le continue invasioni di popoli provenienti da N e da E ebbero costretto i Romani a ritirarsi dal nuovo possedimento, l'imperatore Aureliano nel 260 fissò il confine lungo il Danubio, formando sul territorio bulgaro una nuova provincia chiamata Dacia Aureliana, con capitale a Serdica (l'odierna Sofia), in cui nacquero imperatori importanti come Costantino il Grande e Galerio e che sarebbe rimasta ancora a lungo sotto la sovranità, almeno formale, dell'Impero romano d'Oriente.

 

Popolazione

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Popolazione totale: 7494332
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Popolazione urbana (%): 73,12
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Gruppi etnici:

Bulgari 83,9%, Turchi 9,4%, Rom 4,7%, altri (compresi Macedoni, Armeni, Tatari e Circassiani) 2%

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Lingue:

Bulgaro 84,5%, Turco 9,6%, Rom 4,1%, altre e non specificate 1,8%

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Religioni:

Ortodossi bulgari 82,6%, Musulmani 12,2%, altri Cristiani 1,2%, altri 4%

Demografia

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Tasso di crescita: -0,64
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Tasso di natalità: 9,95
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Tasso di mortalità: 15,06

Media dell'area geografica: 12.884000110626 (su un totale di 10 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 10,20
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Tasso di mortalità infantile maschile: 13,30
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Tasso di fecondità totale: 1,46
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Rapporto tra i sessi: 93,57
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,06
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Età mediana: 41,58
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Aspettativa di vita maschile: 69,21
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Aspettativa di vita femminile: 76,35

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 57

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 53,55
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 101,04
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Tasso di crescita annua: 1,70
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 7.307,67
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 13.789,00
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 6
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 31
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 63
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -503
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Spesa statale per sanità (%): 10
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Spesa statale per istruzione (%): 5
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Spesa statale per difesa (%): 5
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Tasso di corruzione: 41
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Debito pubblico (%/PIL): -11,31
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Tasso di inflazione : 2,05
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Tasso di disoccupazione: 11,31
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Debito estero (milioni di $): 39.930,00
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Saldo migratorio: -50000
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 6640
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 14400
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 1

Indicatori socio-sanitari

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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,10
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Assistenza specializzata al parto (%): 100
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Tasso di mortalità materna: 13
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 100
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 100
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 100
(?)
Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 100

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 97
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 98
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 94
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 99
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 98
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 81
(?)
Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 84

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 28,58
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 31,64
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 140,68
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Numero reti televisive: 39
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 51,00

Trasporti

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Aeroporti:

202

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Densità stradale (km/100 km²):

17,53

(?)
Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

4,0

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Porti:

2

Territori urbani

Territori rurali

Flora, fauna e attività umane

Feste

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