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Paesi | Europa | Europa occidentale | Svizzera

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Berna
Superficie (km²): 41280
Densità (ab/km²): 180
Forma di governo: Repubblica federale
Sito ufficiale del Governo: http://www.admin.ch/
Data dell'indipendenza: 1 agosto 1291 (fondazione Confederazione svizzera)
Moneta: Franco svizzero
Membership:

ADB (membro non regionale), AfDB (membro non regionale), Australia Group, BIS, CE, CERN, EAPC, EBRD, EFTA, ESA, FAO, G-10, IADB, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICCt, ICRM, IDA, IEA, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC, LAIA (osservatore), MIGA, MONUC, NAM (ospite), NEA, NSG, OAS (osservatore), OECD, OIF, OPCW, OSCE, Paris Club, PCA, PFP, UN, UNCTAD, UNESCO, UNHCR, UNIDO, UNITAR, UNOMIG, UNRWA, UNTSO, UNWTO, UPU, WCL, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO, ZC

Spazio fisico

Testo completo:

La Svizzera comprende tre regioni strutturalmente e morfologicamente ben differenziate: a sud un'ampia zona alpina (ben il 60% della superficie territoriale), al centro una fascia prealpina e pedemontana, il cosiddetto Mittelland, o Paese Medio (27% dell'area totale), a nord-ovest infine una serie di catene costituenti il Giura.

 

Zona alpina. Delle Alpi la Svizzera occupa tutto il versante esterno della sezione centro-occidentale (Alpi Pennine, Lepontine e Retiche), inglobando anche un tratto del versante interno, in corrispondenza del bacino superiore del fiume Ticino (Canton Ticino). Si tratta perciò di un territorio di origine recente, essendosi in massima parte formato nel Cenozoico, con il grande corrugamento alpino, responsabile dell'orogenesi alpina vera e propria, nonché dello slittamento delle falde sedimentarie che costituiscono il Mittelland e il Giura. Si è soliti distinguere le Alpi Svizzere in meridionali e settentrionali, divise dal solco del Rodano (Vallese) che ha la sua continuazione tettonica a est, nella valle del Reno. Le Alpi meridionali si sviluppano dal Mont Dolent (3.819 m) nel Gruppo del Monte Bianco, a ovest, sino al massiccio del Silvretta; includono le Alpi del Vallese (Pennine), con le superbe vette del Grand Combin (4.314 m), del Cervino (4.478 m), del Weisshorn (4.505 m), del Monte Rosa (Punta Dufour, 4.637 m), le Alpi Ticinesi (Lepontine), con il Monte Basodino (3.273 m) e il Rheinwaldhorn (3.402 m) nel Gruppo dell'Adula, e più a est le Alpi Grigionesi (Retiche), culminanti nel Bernina (4.050 m). Le Alpi settentrionali comprendono le Alpi Bernesi, dominate dal gruppo del Finsteraarhorn (4.274 m) attorno al quale si elevano le imponenti moli granitiche della Jungfrau (4.158 m) e dell'Aletschhorn (4.195 m), con il grande ghiacciaio dell'Aletsch (101,7 km 2 ), il maggiore delle Alpi e dell'Europa continentale; seguono le Alpi di Uri e quelle di Glarona , meno elevate delle precedenti, con cime al di sotto dei 4.000 m (Dammastock, 3.630 m; Monte Tödi, 3.620 m). Grandi solchi vallivi frammentano la regione alpina, che numerosi valichi mettono in comunicazione. Nodo centrale delle Alpi Svizzere è il San Gottardo, straordinario punto d'incontro delle valli del Reno, dell'Aare, della Reuss, del Rodano e del Ticino, all'incrocio cioè di due grandi sistemi di valli, uno longitudinale e l'altro trasversale. Altro fondamentale solco longitudinale è l'Engadina, la valle dell'Inn, che attraversa i Grigioni, mentre tra i principali valichi, oltre al San Gottardo, sono il Gran San Bernardo e il Sempione (Alpi Vallesi), il San Bernardino (Alpi Ticinesi), lo Spluga, il Maloja (Maloggia) e il Bernina (Alpi Grigionesi), il Grimsel (tra le Alpi Bernesi e quelle di Uri). Le Prealpi, eccetto il limitato lembo a sud del versante meridionale, nel Canton Ticino, si stendono a nord delle Alpi settentrionali, dalla valle del Rodano sino al Massiccio del Säntis (2.502 m), presso il confine con il Liechtenstein; tra le loro vette sono il Pilatus (2.129 m) e il Rigi (1.797 m), nella zona del Lago dei Quattro Cantoni.

Paese Medio. L'ampio avampaese alpino, il Mittelland, è spesso chiamato Altopiano Svizzero, benché sia in effetti un continuo succedersi di colline, valli profonde, piccole pianure. Esso declina dolcemente dalla fascia subalpina, a circa 600 m di quota, verso il tratto inferiore del fiume Aare, fondamentale linea strutturale di divisione del territorio svizzero, in quanto questa ampia depressione longitudinale separa il Mittelland (e in senso più ampio la Svizzera alpina) dal Giura, i cui rilievi si stendono a nord-ovest, lungo il confine francese, proseguendo poi in Germania.

Regione del Giura. Il sistema del Giura, dalla morfologia generalmente arrotondata, è costituito da strati mesozoici, quasi completamente calcarei, interessati da vistosi fenomeni carsici. La sezione sud-occidentale forma il cosiddetto Giura a pieghe, in quanto gli strati sono ripiegati in anticlinali e sinclinali che si succedono piuttosto regolarmente. Tra i fasci di catene s'interpongono valli longitudinali (non si hanno invece quelle trasversali, così frequenti nelle Alpi), ricoperte da terreni più recenti. A nord-est invece, verso e oltre il Reno, mancano le pieghe (Giura tabulare) e negli strati appena obliqui le acque correnti hanno inciso valli di erosione, che separano appunto rilievi tabulari. Le quote sono ovunque relativamente modeste; solo nel Giura a pieghe si superano i 1.600 m (Mont Tendre, 1.679 m, a nord-ovest di Losanna; La Dôle, 1.667 m, a nord di Ginevra). In genere l'altitudine decresce man mano con regolarità nel versante esterno, settentrionale, del Giura, mentre questo forma in genere un'imponente muraglia sul Mittelland.

Clima. Soggetta agli influssi atlantici, la Svizzera gode di un clima relativamente temperato; tuttavia, pur in un territorio assai limitato, considerevoli sono le variazioni, tra regione e regione, per l'esposizione al sole e la presenza di cospicue masse lacustri, che esercitano una rilevante azione mitigatrice. La distribuzione delle precipitazioni è piuttosto ineguale secondo i venti dominanti e il rilievo: così i venti umidi atlantici trovano un ostacolo nel Giura, per cui si scaricano in gran parte prima di raggiungere il Mittelland. Le precipitazioni aumentano avvicinandosi alle Prealpi e alle Alpi, dove raggiungono il loro massimo (2.000-3.000 mm annui) intorno ai 2.000 m specie nelle Alpi Bernesi. Su 3/4 del territorio la piovosità è sui 1.000 mm annui, a eccezione della media valle del Rodano, che è la zona più asciutta (600-700 mm), della piana del Reno e del Mittelland, ai piedi del Giura. La durata dell'innevamento varia per le regioni meno elevate da pochi giorni nel Ticino e nel Lemano a due mesi nel Cantone di San Gallo; tra le località che ricevono maggiori quantità annue di neve è il San Gottardo. La temperatura media annua della Svizzera si aggira, a un'altitudine compresa tra i 400 e i 500 m, sugli 8 °C, con valori più elevati nel Canton Ticino (Lugano, 12 °C ) e naturalmente più bassi sulle Alpi (Gran San Bernardo, -2 °C). Le masse d'aria cicloniche atlantiche, apportatrici di perturbazioni, si alternano nel corso dell'anno con quelle anticicloniche dell'Europa centro-orientale; si ha così un campo di venti variabili, con venti umidi e moderatori di sud-ovest, secchi e continentali di nord-est, quali la bise. Particolare importanza riveste il föhn, tipico vento alpino caldo e secco, in grado di innalzare la temperatura di parecchi gradi; la sua violenza, la sua secchezza e l'alta temperatura trasformano improvvisamente l'aspetto del paesaggio: in primavera esso favorisce lo scioglimento delle nevi, il risveglio della vegetazione e lo sfruttamento precoce dei pascoli, in autunno facilita la maturazione dell'uva e del mais.

Flora. La vegetazione rispecchia le condizioni del clima: la Svizzera appartiene in gran parte alla regione fitogeografica delle selve medioeuropee, tuttavia non mancano territori di transizione con le aree vicine; così a distanze relativamente brevi si hanno specie mediterranee e specie della flora alpina e subalpina. Il limite superiore della vite e degli alberi da frutto è circa 600 m (700-800 nel Canton Ticino e nelle aree meglio esposte del Vallese). Al di sopra di questo limite si succedono i boschi di conifere fino a 1.600-1.700 m nelle Alpi e nelle Prealpi calcaree, fin oltre i 2.000 m nell'Engadina; più in alto è la zona dei pascoli alpini.

Idrografia. La rete idrografica è notevolmente articolata e comprende tre principali bacini fluviali: quello del Reno, volto al Mare del Nord, che interessa il 70% del territorio; quello del Rodano (16%), che scende al Mediterraneo; quello del Po (10%), diretto all'Adriatico; minore importanza hanno i bacini del Danubio (Mar Nero), cui tributa l'Inn, e dell'Adige cui affluisce il Ram, che solca la Val Monastero. Il nodo idrografico del Paese, uno dei più complessi dell'intero sistema alpino, è il San Gottardo, dal quale nascono il Reno, l'Aare, suo maggiore tributario e fiume svizzero per eccellenza (in quanto è l'unico che scorre interamente in territorio elvetico e che con i suoi affluenti raccoglie le acque dell'intero Mittelland e quelle di molti dei maggiori laghi), il Rodano, il Ticino, tributario del Po, e nelle vicinanze anche l'Inn. I corsi dei fiumi svizzeri, che hanno un regime nivale, con piene primaverili ed estive, sono interrotti da invasi d'origine glaciale oggi occupati da laghi, i quali costituiscono un caratteristico motivo della geografia svizzera. Grandi bacini lacustri occupano conche scavate e modellate dai ghiacciai ai piedi delle Alpi o del Giura; i maggiori sono quelli di Ginevra (o Lemano; 581 km 2 , di cui 347 km 2 in Svizzera, e i rimanenti in Francia), sul Rodano, e quello di Costanza (o Bodensee; 539 km 2 , di cui solo 171 km 2 svizzeri, gli altri ripartiti tra Germania e Austria), sul Reno; altri sono nel Mittelland (laghi di Zurigo, dei Quattro Cantoni ecc.) e sul versante interno delle Alpi, nel Canton Ticino (Lago di Lugano, che tramite il fiume Tresa immette nel Lago Maggiore). Altro importante lago è infine quello di Neuchâtel , nella depressione dell'Aare.

Ambiente umano

Testo completo:

Sviluppo demografico. Mancano notizie precise sull'entità numerica della popolazione elvetica fino al XVI secolo, nel quale, secondo valutazioni dell'epoca, gli abitanti raggiungevano il milione. I primi dati precisi ci provengono dal primo censimento federale del 1850: allora la Svizzera si estendeva su un territorio pari a quello attuale e contava 2,3 milioni di abitanti. L'aumento della popolazione si è poi effettuato con un ritmo piuttosto intenso (nel 1930 si superavano i 4 milioni), grazie alla prosperità economica derivata dalla politica di neutralità e al successivo processo d'industrializzazione del Paese; all'incremento ha contribuito sensibilmente la grande immigrazione di manodopera richiesta da un'economia che, ricca di capitali, mancava soprattutto di forze di lavoro. Oggi si tende non solo a ridurre l'immigrazione ma anche il numero degli stranieri che vivono in Svizzera, pari al 19% della complessiva popolazione, tra cui predominano nettamente gli Italiani.

Distribuzione. La densità della popolazione è elevatissima per un territorio così montagnoso. La distribuzione è molto ineguale, soprattutto in rapporto ai diversi sviluppi dell'urbanesimo e dell'industrializzazione, nonché naturalmente alle condizioni ambientali. Queste determinano le basse densità delle zone alpine, poco abitate anche in passato, cui fa riscontro la continua espansione demografica del Mittelland, ma ovunque è preponderante l'influenza dei centri urbani e delle zone più dinamiche industrialmente: Basilea-Città e Campagna, Ginevra, Zurigo. Nella gerarchia urbana al di sotto di queste città vi sono i centri a livello di cantone che non superano i 100.000 abitanti e quelli cui fa capo l'organizzazione rurale, centrata sui piccoli nuclei cantonali.

Insediamenti rurali. L'insediamento sparso, quantunque meno diffuso che in altri Paesi, si riscontra specialmente nella regione alpina, dove masi e piccoli nuclei dispersi sono sorti in relazione alle esigenze dell'allevamento del bestiame che sottrae sempre maggior spazio all'agricoltura, limitata per lo più ai fondivalle, mentre gli alti pascoli sono legati all'alpeggio estivo e alla fienagione. L'organizzazione rurale ha conservato molto bene le sue tradizionali caratteristiche: fattorie generalmente costituite da un edificio di grandi dimensioni che di solito congloba gli ambienti a uso abitazione e quelli accessori, fra i quali ha sempre posizione preminente il fienile, spesso su palafitte. Insuperabili per eleganza sono le case rurali del Bernese, interamente costruite in legno, con le pareti esterne decorate con sculture lignee. Ma la Svizzera è altresì un Paese di antiche strutture urbane, la maggior parte originatesi nel Medioevo attorno a monasteri e castelli; centri di mercato si andarono articolando sulle più agevoli vie di comunicazioni, fluviali o lacuali, del Mittelland: così Basilea sul Reno, Zurigo, Ginevra, Lucerna sui laghi omonimi ecc.

Centri urbani. Il forte addensamento urbano è un prodotto dell'industrializzazione e come tale un fenomeno del nostro secolo, tanto che prima del 1900 nessuna città toccava i 100.000 abitanti; oggi se ne annoverano, considerato l'agglomerato urbano, nove (Zurigo, Basilea, Ginevra, Berna, Losanna, Lucerna, Lugano, San Gallo e Winterthur ), che raccolgono quasi i 2/5 dell'intera popolazione elvetica. Tutte hanno un centro storico ben differenziato dai quartieri moderni, ma ciascuna ha del resto una fisionomia propria.

Città della Svizzera tedesca. La città più popolata è Zurigo, una antica città-mercato, oggi la "capitale" economica dello Stato, situata sull'estremità settentrionale del lago omonimo; essa si è prodigiosamente sviluppata in virtù della sua posizione centrale alla convergenza di facili itinerari dall'Italia, dalla Francia e dalla Germania (è il principale nodo ferroviario del Paese) e soprattutto del vigoroso impulso delle industrie, delle attività bancarie, finanziarie e commerciali, che ne hanno fatto un centro degli affari di portata mondiale. Poco a nord di Zurigo è Winterthur, città eminentemente industriale pur conservando un interessante nucleo storico. Seconda città svizzera, a brevissima distanza tanto dal confine francese quanto da quello tedesco, è Basilea, con poderose industrie soprattutto chimiche; è anch'essa primario nodo ferroviario e stradale, nonché importante porto fluviale sulla destra del Reno. Basilea vanta altresì un'intensa vita culturale (celebri sono i suoi musei), turistica e artistica. Analogo connubio presenta Lucerna, che è sede di parecchi complessi industriali (metalmeccanici, grafici, tessili), ma che per la sua splendida posizione all'angolo nord-occidentale del Lago dei Quattro Cantoni, per la bellezza dei suoi antichi edifici e l'amenità dei suoi dintorni è diventata uno dei più frequentati ed eleganti centri turistici del Paese. In prossimità ormai della Svizzera francese è la mistilingue Berna; nata come piazzaforte medievale su una penisoletta circondata per tre lati da un meandro dell'Aare, divenne capitale della Confederazione nel 1848, svolgendo soprattutto vita politica e amministrativa, ma anche industriale e naturalmente turistica.

Centri della Svizzera francese. Massimi centri della Svizzera francese sono, entrambe sul Lemano, Ginevra e Losanna. Ginevra, attraversata dal Rodano, che qui esce dal lago, è la città cosmopolita per eccellenza, secondo una tradizione risalente all'epoca delle più accese lotte di religione tra cattolici e protestanti, quando, costituitasi in città libera, divenne rifugio dei perseguitati di tutt'Europa. È attivo centro commerciale e industriale (oreficeria), nonché località turistica e di soggiorno di gran lusso. Città viva ed elegante è del pari Losanna, sede altresì di molteplici industrie (orologeria, strumenti ottici, meccanica di precisione ecc.). Centri di rilievo, tutti nell'area del Giura, dove è particolarmente diffusa l'industria dell'orologeria, sono La Chaux-de-Fonds, Neuchâtel, Biel, mentre principale città della Svizzera orientale, situata nei pressi del Lago di Costanza, è San Gallo, sviluppatasi intorno a una famosa abbazia benedettina, tuttora centro culturale con una reputata università ma attivata anche da una sviluppata industria tessile e dell'abbigliamento (da cui proviene il ben noto pizzo San Gallo). Innumerevoli sono le cittadine svizzere ricche di storia, di insigni monumenti, spesso anche di un urbanesimo di tradizioni antiche, come Friburgo, Coira, Bellinzona, Locarno, Sion ecc., così come non meno numerose sono le località di villeggiatura, turismo, alpinismo, sport della neve: tra le più universalmente celebri si ricordano St. Moritz, nell'Engadina, Interlaken ai piedi della Jungfrau, nelle Alpi Bernesi, e Zermatt , nel Vallese.

Aspetti economici

Testo completo:

Benché priva di risorse minerarie e non certo favorita dalle condizioni ambientali, la Svizzera è uno dei più ricchi ed economicamente avanzati Paesi del mondo: nel 1989, malgrado le inevitabili ripercussioni della crisi economica mondiale, il suo prodotto lordo pro capite era superiore a quello di qualsiasi altro Paese.

Profilo generale. La straordinaria prosperità svizzera è di recente origine: ancora alla fine del XVIII secolo la Svizzera era un Paese povero, abitato per lo più da montanari dediti a modeste attività rurali. Aveva però talune "opportunità", che attendevano solamente di essere adeguatamente sfruttate: la posizione geografica nel cuore d'Europa, un rilevantissimo potenziale idroelettrico, le bellezze naturali, una popolazione laboriosa, una politica di neutralità, ufficialmente riconosciuta sin dal Congresso di Vienna. Nel secolo scorso prese finalmente avvio il processo di valorizzazione di quanto dunque il Paese poteva offrire. Fu realizzata un'eccellente rete stradale e ferroviaria, così da potenziare i traffici interni e internazionali e da facilitare gli scambi; nello stesso tempo furono create numerose centrali idroelettriche: grazie all'ampia disponibilità energetica furono quindi installate su vasta scala le industrie, che si specializzarono in lavorazioni di altissima qualità e a elevato valore aggiunto (basti pensare alla celeberrima e tipicamente svizzera industria degli orologi) e che divennero in breve una formidabile struttura economica. Le bellezze naturali, sapientemente reclamizzate e valorizzate, favorirono l'affermarsi di correnti turistiche tuttora fra le più consistenti del mondo; infine la stabilità sociale e governativa all'interno del Paese e la politica estera di neutralità e di non allineamento furono determinanti nel trasformare la Svizzera in una sorta di unica, colossale banca delegata a ospitare il denaro del capitalismo mondiale.

Agricoltura e foreste. Le condizioni ambientali non sono certo favorevoli all'agricoltura a causa della prevalenza di terreni montuosi e poco fertili (l'arativo copre appena il 10,5% della superficie territoriale) e di un clima spesso rigido, che riduce il numero delle piante coltivabili e impone dei limiti altimetrici molto bassi. I redditi agricoli sono tuttavia piuttosto elevati grazie al largo e razionale impiego di macchine, concimi, sementi selezionate, nonché all'ottima preparazione tecnica degli agricoltori. Le cooperative e le associazioni di produttori sono molto diffuse; le zone montane e quelle marginali, dove si è ritenuto opportuno mantenere, anche per esigenze di conservazione del suolo, un minimo di popolazione rurale, godono di ampie sovvenzioni. Nonostante le attente cure e i cospicui interventi governativi, i raccolti non bastano al fabbisogno interno, sicché la Svizzera per molti prodotti è quasi interamente tributaria dall'estero. La cerealicoltura, che interessa circa la metà dell'arativo, ha le sue aree più importanti nel nord, nel Mittelland e nelle valli del Giura orientale, dove è praticata in rotazione con le foraggere; il principale prodotto agricolo è il frumento; rilevante è anche l'apporto di orzo, diffuso nelle regioni montane e largamente usato nell'industria della birra, mentre l'avena, che si adatta ai terreni più umidi, è in ribasso a vantaggio del mais, che richiede il clima più caldo del Canton Ticino, del basso Vallese e di alcuni tratti della valle del Reno. Nelle zone montane si coltiva la segale. Nel suo insieme tuttavia la produzione svizzera di cereali rappresenta solo 1/3 del consumo interno; buono è invece il raccolto di patate, che provengono dal Mittelland occidentale e dalle regioni montuose. Tra le colture legnose la principale è la frutticoltura, sviluppata nelle regioni centrali e orientali del Mittelland (pere e mele), nelle Prealpi e nel Giura tabulare (ciliege, albicocche, prugne). La vite, coltivata intensamente in alcune zone del Canton Ticino e del Vallese, nonché sulle soleggiate sponde collinari dei maggiori laghi, dà quantitativi modesti, ma soprattutto i vini sono di alta qualità. Minor rilievo hanno i prodotti orticoli, presenti nel Ticinese e lungo le sponde dei laghi in genere. Tra le colture industriali un buon ruolo svolge la barbabietola da zucchero, cui fanno seguito la colza e il tabacco. Foreste e boschi (larga misura costituita da resinose) occupano complessivamente il 30% della superficie territoriale. Anche per attuare un'attenta salvaguardia del patrimonio nazionale, l'industria del legno, localizzata nella regione alpina e nel Giura, sfrutta solo in parte legname locale, basandosi soprattutto su materie prime d'importazione.

Allevamento e pesca. L'economia agraria svizzera poggia però in misura determinante sull'allevamento, che può contare sull'ampia diffusione di colture foraggere e sulla grande abbondanza di prati e pascoli permanenti (28% del territorio); al primo posto vengono i bovini appartenenti a razze ben selezionate da carne e da latte (razza bruna alpina; Simmental, Friburgo). L'allevamento bovino, che si avvale spesso di tecniche altamente perfezionate, è soprattutto in funzione della produzione di latte e dell'industria casearia, che è ottimamente organizzata e produce formaggi (taluni dei quali prestigiosi, come l'emmental), non meno rinomati latti condensati e farine lattee (è svizzera la celeberrima Nestlé); il latte viene anche utilizzato nella fabbricazione del cioccolato. Buona diffusione hanno inoltre i suini allevati soprattutto nel Mittelland, gli ovini e i volatili da cortile. Un buon reddito ha infine l'apicoltura. La pesca è ben praticata: i laghi più pescosi sono quelli di Ginevra, Neuchâtel e dei Quattro Cantoni (lucci, coregoni); nel Reno si pesca salmone, nei fiumi e nei torrenti alpini la trota.

Risorse minerarie. Le risorse del sottosuolo sono molto modeste; il salgemma è l'unico minerale estratto in misura cospicua soprattutto dai giacimenti di Bex (Cantone di Vaud) e di Rheinfelden (Cantone di Argovia). Per i minerali, e in particolare per il petrolio, la Svizzera è quindi in pratica interamente tributaria dall'estero. Rilevantissimo è al contrario il potenziale idrico; lungo i gradini delle valli, presso le cascate e gli allargamenti vallivi sono sorte poderose centrali elettriche e numerosi laghi-serbatoio (La Gruyère, Grimsel) per l'alimentazione delle centrali durante l'inverno. Il potenziale idroelettrico comunque, per l'elevato sfruttamento, si avvia alla saturazione, mentre un ruolo sempre crescente sta assumendo il settore nucleare (operano nel Paese cinque reattori nucleari).

Industria. Nonostante gli svantaggi derivati dalla povertà di materie prime, la Svizzera è un Paese industriale di prim'ordine, perché poggia su basi economiche e finanziarie particolarmente solide e sulla qualità dei prodotti, garantiti tra l'altro da una manodopera altamente specializzata. Ciò vale specialmente per le industrie meccaniche, elettromeccaniche ed elettroniche; particolarmente rinomati sono gli strumenti di precisione, come apparecchi geodetici, macchine grafiche, strumenti ottici, ma soprattutto orologi, i quali costituiscono la più tipica e celebre produzione elvetica; benché il Giappone sia nettamente al primo posto quanto a numero di pezzi prodotti, la Svizzera rimane sempre imbattibile quanto a qualità, insufficiente però a evitare la caduta delle esportazioni. Data l'abbondanza di energia elettrica, un rilevante sviluppo ha conosciuto anche l'elettrometallurgia, in particolare quella dell'alluminio; questa attività fa capo all'Alusuisse, uno dei maggiori gruppi mondiali del settore. Più modesta è la siderurgia (soprattutto acciaio). Di antico impianto è l'industria tessile che, sebbene risenta di una forte e diretta concorrenza da parte di vari Paesi di recente industrializzati, mantiene un alto grado di produttività; il settore più importante è quello cotoniero, fiorente nei cantoni di Zurigo, Glarona e San Gallo; buona diffusione ha pure il lanificio; gode di un'antica fama il setificio, operante soprattutto nei cantoni di Zurigo e di Basilea; non meno celebri sono i ricami e i merletti (San Gallo, Lauterbrunnen e La Gruyère). È invece la più recente fra le grandi industrie elvetiche, ma si è ormai largamente affermata sui mercati mondiali, l'industria chimica, di cui il primo e tuttora massimo centro è Basilea; le principali produzioni riguardano i coloranti per l'industria tessile e i prodotti farmaceutici (campo quest'ultimo in cui operano colossali complessi, che si avvalgono di attrezzatissimi laboratori di ricerca), l'acido solforico, l'ammoniaca, i fertilizzanti azotati, le fibre artificiali e sintetiche, le materie plastiche. Alcuni trusts svizzeri (Ciba-Geigy, Roche) hanno dimensioni mondiali e traggono importantissime fonti di reddito dalla vendita di brevetti e dalla costituzione di filiali oltre confine. Lo sviluppo appare non meno evidente nel settore alimentare, che annovera prodotti notissimi all'estero. Grande importanza hanno pure le manifatture di tabacchi. Completano il quadro della ben diversificata industria elvetica i cementifici, le raffinerie di petrolio che si avvalgono di greggio d'importazione, le fabbriche di gomma e le cartiere, queste ultime concentrate nel Giura e nella zona alpina, particolarmente nell'Oberland.

Comunicazioni. Il Paese ha un'ottima rete di vie di comunicazione, sebbene a causa della natura montuosa del territorio abbia richiesto per essere realizzata, oltre a ingentissimi stanziamenti di fondi, ardite opere d'ingegneria (nel 1882 fu inaugurato il traforo ferroviario del San Gottardo, di 15 km, e nel 1906 fu aperto al transito ferroviario il traforo del Sempione, che con i suoi quasi 20 km di lunghezza rimase la più lunga galleria ferroviaria del mondo sino al 1978, quando fu inaugurata la giapponese Dai-shimizu). Nonostante l'aspra morfologia del Paese e i conseguenti enormi ostacoli naturali, la rete ferroviaria svizzera è, in rapporto alla superficie territoriale, molto estesa (5.040 km) e ottimamente attrezzata; in particolare le ferrovie federali, di 2.970 km, sono fra le più efficienti del mondo (i rimanenti chilometri appartengono a oltre un centinaio di società private). La rete è allacciata a quelle centreuropea (da Basilea), francese (da Losanna e Ginevra) e italiana (attraverso i valichi del San Gottardo e del Sempione). Il suo andamento è caratterizzato da tre grandi sistemi: uno, che comprende le linee che raccordano il Lago di Ginevra con quello di Costanza attraverso il Mittelland; un secondo, formato da quelle che tagliano il Paese trasversalmente; e un terzo, le cui linee si stendono ad arco collegando i confini occidentali con quelli orientali. La maggior densità di comunicazioni ferroviarie si ha nel nord. Un rilevante sviluppo presenta anche la rete stradale, che del pari si avvale di trafori arditissimi: quello del San Gottardo, entrato in servizio nel 1980, è con i suoi circa 16,3 km il più lungo del mondo per uso autostradale. Non ha perso d'importanza il ricorso alle vie d'acqua interne: oltre all'animata navigazione sui maggiori laghi, la Svizzera può contare, benché per breve tratto, su quella formidabile arteria di comunicazione che è il Reno, grazie al quale Basilea è un grande porto. Le comunicazioni aeree all'interno del Paese non hanno particolare rilievo, ma attivissimi sono i collegamenti internazionali: per la sua posi zione centrale infatti la Svizzera è servita da tutte le principali linee internazionali, che fanno scalo soprattutto agli aeroporti di Kloten (Zurigo), Ginevra, Basilea, Lugano e Berna. Compagnia di bandiera, di rilievo mondiale, è la Swissair.

Commercio. Benché anche gli scambi all'interno del Paese siano intensi, sono però quelli con l'estero ad avere un'importanza determinante nell'economia nazionale. Gli scambi si svolgono prevalentemente con la Germania, la Francia, l'Italia, la Gran Bretagna e gli Stati Uniti. La bilancia commerciale è tendenzialmente in attivo, grazie anche alla valuta che in continuazione affluisce dall'estero nelle ottimamente protette banche svizzere (si calcola che metà del movimento bancario elvetico sia effettuato con capitali stranieri). Molto rilevanti sono anche le entrate che derivano dal movimento turistico, favorito dall'ottima organizzazione alberghiera e dalla varietà dell'offerta.

Storia

Testo completo:

Occupato per gran parte del Pleistocene dalle masse glaciali, il territorio elvetico non abbonda di testimonianze ascrivibili ai tempi più antichi. Al Musteriano risalgono le industrie rinvenute nella grotta di Cotencher nel Giura svizzero, dove è stato ritrovato anche un frammento di mascellare neandertaliano. Numerose grotte e siti all'aperto con livelli di frequentazione del Magdaleniano superiore e finale sono noti nel bacino del fiume Birse, a Champreveyres (Cantone di Neuchâthel), a Kesserloch vicino a Sciaffusa, dove si conoscono anche importanti manifestazioni di arte mobiliare, a Moosbuhl vicino a Berna (C14: 12.060-11.180 a. C. ca.), a Olten nella valle dell'Aar, a Rislisberghöhle vicino a Ensingen (C14: 11.860 a. C. ca.) ecc. Una lunga sequenza con livelli del Magdaleniano finale, dell'Aziliano, delle fasi finali del Mesolitico, del Neolitico e del Bronzo è stata messa in luce nel riparo di La Cure (Cantone di Vaud). Particolare importanza presentano anche i risultati delle ricerche nel Vallese, soprattutto nella zona di Sion, in località Planta. Esse hanno consentito di localizzare il più antico insediamento neolitico, con molti resti di caprini e ovini nella fauna domestica, che testimonierebbe una colonizzazione della Svizzera già nella prima metà del V millennio a. C. La necropoli di Petit-Chasseur è invece un sito fondamentale per comprendere il passaggio tra Neolitico e Bronzo Antico nel massiccio alpino e le modalità di introduzione della metallurgia nella Svizzera meridionale. Particolarmente importanti, nell'ambito della necropoli con sepolture megalitiche, le stele antropomorfe con ricche decorazioni, tra le quali si distingue un gruppo più antico che si ricollega alle coeve manifestazioni eneolitiche italiane e uno più recente, associato a materiali campaniformi. L'Età del Bronzo vide la presenza di due gruppi culturali ben distinti, quello degli altopiani e quello della regione alpina. Tali gruppi nel corso dei secoli successivi si sarebbero influenzati reciprocamente e avrebbero fornito un notevole apporto alle culture che si andavano sviluppando nell'Europa centrale, principalmente quelle dei tumuli e dei campi d'urne. Con l'Età del Ferro la Svizzera rientra nell'area di diffusione prima della civiltà di Hallstatt e quindi di quella di La Tène, che ci porta all'alba dei tempi storici.

 

Popolazione

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Popolazione totale: 7664318
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Popolazione urbana (%): 73,69
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Gruppi etnici:

Tedesci 65%, francesi 18%, italiani 10%, rumanci 1%, altri 6%

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Lingue:

Tedesco 63,7%, francese 20,4% e italiano 6,5% (ufficiali), serbo-croato 1,5%, albanese 1,3%, portoghese 1,2%, spagnolo 1,1%, inglese 1%, rhaeto-rumantsch/rumancio (ufficiale) 0,5%, altre 2,8%

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Religioni:

Cattolici 41,8%, protestanti 35,3%, musulmani 4,3% ortodossi 1,8%, altri cristiani 0,4%, altre 1%, non specificate 4,3%, nessuna 11,1%

Demografia

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Tasso di crescita: 0,66
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Tasso di natalità: 9,93
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Tasso di mortalità: 8,17

Media dell'area geografica: 6.9088888168335 (su un totale di 9 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 3,80
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Tasso di mortalità infantile maschile: 4,30
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Tasso di fecondità totale: 1,46
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Rapporto tra i sessi: 96,65
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Età mediana: 41,44
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Aspettativa di vita maschile: 79,31
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Aspettativa di vita femminile: 84,12

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 9

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 660,76
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 353,57
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Tasso di crescita annua: 1,90
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 83.072,90
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 44.451,60
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 26
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): 69538
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Spesa statale per sanità (%): 0
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Spesa statale per istruzione (%): 3
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Spesa statale per difesa (%): 5
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Tasso di corruzione: 86
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Debito pubblico (%/PIL): 25,91
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Tasso di inflazione : -0,72
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Tasso di disoccupazione: 2,84
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Debito estero (milioni di $): 0,00
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Saldo migratorio: 182803
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 76400
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 52570

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 0
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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,40
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Tasso di mortalità materna: 10
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 100
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 100
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 100

Istruzione

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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 100
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 99
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 82
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 86

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 9,94
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 59,89
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 131,43
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Numero reti televisive: 106
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 85,20

Trasporti

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Aeroporti:

64

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Densità stradale (km/100 km²):

173,10

(?)
Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

12,1

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Porti:

0

Territori urbani

Territori rurali

Flora, fauna e attività umane

Reti stradali e ferroviarie

Monete e banconote

Arte tradizionale e moderna

Musiche e danze

Fiabe e racconti

Cibo, alimentazione e ricette