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Paesi | Europa | Europa meridionale | Serbia

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Belgrado
Superficie (km²): 88361
Densità (ab/km²): 112
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.srbija.gov.rs/
Data dell'indipendenza: 5 giugno 2006
Indipendenza da: Serbia e Montenegro
Moneta: Dinaro serbo
Membership:

BSEC, CE, CEI, EAPC, EBRD, FAO, G-9, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICCt, ICRM, IDA, IFAD (sospeso), IFC, IFRCS, IHO, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC, MIGA, MONUC, NAM (osservatore), OAS (osservatore), OIF (osservatore), OPCW, OSCE, PCA, PFP, SECI, UN, UNCTAD, UNESCO, UNHCR, UNIDO, UNMIL, UNOCI, UNWTO, UPU, WCL, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO (osservatore)

Spazio fisico

Testo completo:

Il territorio, pianeggiante nella sezione settentrionale, è montuoso in quella meridionale; è attraversato da W a E dal Danubio in cui sfociano i fiumi Tibisco, Drina, Kolubara, Sava, Morava, Mlava e Timok; l'estremo settore sudoccidentale tributa al mar Adriatico tramite il Drin Bianco. Il rilievo è costituito da numerosi gruppi montuosi isolati (Kopaonik, Golija, Povlen) appartenenti alle Dinaridi, tranne a SE, dove si innalzano le propaggini occidentali dei Balcani, e a SW, dove si allungano le Alpi Albanesi (Ðaravica, 2656 m); tra la Sava e il Danubio sorge isolato il gruppo della Fruska Gora (539 m). Il clima è di tipo semicontinentale, con inverni freddi (temperatura media di gennaio inferiore a 0 ºC) ed estati calde (media di luglio superiore ai 20 ºC); le precipitazioni, molto copiose (anche 2000 mm annui) sui rilievi, diminuiscono nelle zone pianeggianti (nella Vojvodina, 500-750 mm annui).

Ambiente umano

Testo completo:

Il paese è abitato prevalentemente da popolazioni serbe, con piccole minoranze albanesi, ungheresi, croate ecc. Il Kosovo da secoli ha attirato correnti migratorie dalle montagne albanesi, tanto che, alla fine dell'Ottocento, nella sua composizione etnica gli albanesi risultavano essere il 77% della popolazione: questo spiega gli aspri contrasti tra albanesi kosovari e governo serbo negli anni Ottanta e Novanta del Novecento e la richiesta albanese, dopo la guerra NATO contro la Jugoslavia nel 1999 che ha prodotto un'ulteriore riduzione della componente serba in Kosovo, di fare della regione uno stato indipendente monoetnico. La Vojvodina, invece, è abitata da popolazioni slave originariamente immigrate a partire dal tardo sec. XVII, e non slave, tra le quali spicca la componente magiara (i coloni tedeschi sono stati espulsi alla fine della seconda guerra mondiale). Anche tra questa regione e il governo centrale si sono aperti accesi conflitti, tra la fine degli anni Ottanta e i primi anni Novanta del secolo scorso, che hanno determinato la migrazione di decine di migliaia di magiari verso la vicina Ungheria. La densità di popolazione è di 112 ab. per km².

Aspetti economici

Testo completo:

Durante gli anni Novanta del Novecento la difficile transizione dall'economia pianificata al libero mercato e l'embargo commerciale imposto dall'Occidente, hanno causato una lunga crisi concretizzatasi in un crollo della produttività e del commercio estero, inflazione altissima e ampia disoccupazione, inesistente ai tempi del comunismo. Questa crisi si è accentuata con la guerra del 1999 per il Kosovo, in cui la Serbia ha costituito l'obiettivo principale degli attacchi NATO che hanno prodotto pesanti danni alle strutture produttive e alle infrastrutture di comunicazione, azzerando il commercio estero della repubblica che non ha potuto più avvalersi dei ponti sul Danubio, distrutti dai bombardamenti. Dopo la caduta del regime di Milošević, la repubblica ha iniziato una ripresa economico-finanziaria, che ha dato come primo risultato la fine dell'inflazione grazie allo stretto collegamento instaurato tra il dinaro iugoslavo e il marco tedesco. Negli anni successivi, nonostante i progressi realizzati, il quadro economico si è presentato ancora piuttosto problematico. Infatti, la produzione agricola e manifatturiera della Serbia, posta di fronte alla libera concorrenza internazionale, data la fragilità dei suoi settori economici, sarebbe risultata soccombente all'impatto con i mercati esteri qualora non sostenuta dallo stato con tariffe protettive. Questa politica doganale si è scontra fino al 2006 con gli interessi del Montenegro, che intendeva acquistare al libero mercato internazionale i prodotti agricoli e industriali di cui necessitava, senza dovere accettare le tariffe richieste dalla Serbia per le proprie merci. Il contenzioso economico tra le due repubbliche estese anche al settore energetico: infatti, mentre il Montenegro importava i prodotti petroliferi già pronti per il consumo, la Serbia si limitava ad acquistare dall'estero solo il greggio, che veniva raffinato internamente. Dopo la separazione dal Montenegro, la Serbia si presenta come un paese produttore, sebbene abbia ancora un'economia protetta. § Nella Serbia post-bellica è avvenuto un processo di migrazione interna verso le campagne, si sono riscontrate infatti difficoltà occupazionali nelle città, dovute al taglio dei posti di lavoro nella pubblica amministrazione, alla ristrutturazione delle imprese per adeguarle agli standard internazionali e alle privatizzazioni delle aziende pubbliche. Questo fenomeno è particolamente accentuato nella Vojvodina, che per il suo fertile territorio pianeggiante ha visto aumentare la popolazione dedita al primario dal 4% nel 1992 a quasi il 10% nel 1999. È in controtendenza, invece, il Kosovo, che dopo l'ingresso delle forze internazionali nella regione ha avuto una forte urbanizzazione alimentata dalle nuove opportunità di lavoro offerte dalle organizzazioni internazionali e dalle ONG occidentali che operano sul territorio; nella regione, infatti, i redditi agricoli per gli abitanti sono inferiori a quelli che si possono ottenere dalle rimesse degli albanesi all'estero, dagli aiuti umanitari forniti dall'Occidente e dagli impieghi presso le basi militari e i datori di lavoro privati di provenienza straniera. § La Serbia basa la sua economia soprattutto sull'agricoltura (cereali, barbabietole da zucchero, girasole, lino, canapa, patate, luppolo, tabacco, frutta); altre risorse sono l'allevamento del bestiame (bovini, ovini, suini), lo sfruttamento del bosco e del sottosuolo (lignite, rame, piombo, cromo, zinco, argento, oro, minerali di ferro, antimonio) e l'industria (metallurgica, meccanica, tessile e chimica). Le città principali, oltre alla capitale, sono Niš, Kragujevac, Leskovac, Pancevo, nella Serbia propriamente detta, Novi Sad, Subotica, Sombor, e Zrenjanin in Vojvodina, Priština e Péc in Kosovo.

Storia

Testo completo:

Dall'epoca romana al secolo XVII.

 

Il territorio dell'attuale Serbia, abitato nell'antichità da Illiri e da Traci, fu occupato da Roma nel 29 a. C. ed entrò a far parte della provincia della Mesia (Mesia Superiore con Diocleziano). Nel sec. VII fu invaso dai serbi, un popolo slavo dedito alla pastorizia, senza precise strutture politiche. Istituto fondamentale era la tribù retta da un zupan. Queste carenze e il bassissimo livello culturale (i serbi non conoscevano la scrittura) spiegano come questi popoli subirono senza reazioni il dominio bizantino. Nel sec. IX il cristianesimo fu introdotto dai discepoli di Cirillo e Metodio che riuscirono a convertire lo zupan Mutimir. Nel 925 si costituì un vescovado nazionale con sede in Ras (successivamente Novi Pazar) legato alla Bulgaria, per cui ne nacque una guerra tra Bulgari e Bizantini. Dopo un'effimera supremazia bulgara, sembrò per un momento (931) che i serbi riuscissero a costituire un governo autonomo ma l'intervento dell'imperatore Basilio II restituì la Serbia a Costantinopoli, anche se, di fatto, una certa indipendenza continuò a sussistere in Bosnia durante i sec. X e XI. Ed è proprio dal territorio “libero” di Raska che nel 1167 lo zupan Stefano Nemanja diede inizio alla lotta contro il dominio bizantino. Lotta vittoriosa, conclusa dal figlio Stefano II Nemanjic (1196-1224) che, con l'aiuto del fratello vescovo, San Sava, poté infine farsi incoronare re con il riconoscimento di papa Onorio III. Ma soltanto con Stefano VI (1282-1321) la Serbia assurse anche formalmente a stato indipendente, quando l'imperatore Andronico II ne legittimò l'esistenza dando in sposa al re la propria figlia (1299). La decadenza bizantina favorì l'espansione dei serbi che sotto la guida di Stefano IX (1331-55) conquistarono Macedonia, Albania, Epiro, Etolia e Tracia cosicché Dušan, al culmine del suo potere personale nella regione, giunse a intitolarsi “imperatore dei serbi e dei greci”. Ma un ben più temibile nemico era alle porte: l'impero ottomano che nel 1389 con la battaglia di Cossovo stroncava in un sol colpo l'indipendenza del giovane stato. Inizialmente tuttavia (come del resto accadde in altri Paesi dell'area balcanica) il dominio turco non fu affatto rigido e si limitò in pratica all'esazione di tributi e al formale riconoscimento dei re da parte della Porta. Ma dopo la conquista di Costantinopoli (1453) e la morte di re Lazzaro III (1458) i Turchi assunsero il dominio diretto anche della Serbia con conseguenze sociali profonde perché essendo, per il diritto turco, tutte le terre proprietà del sultano, i serbi ne furono completamente espropriati in favore di ufficiali e di funzionari turchi cui venivano “affidate” in cambio del loro servizio. Ci fu quindi un generale livellamento delle classi sociali e un notevole abbassamento del livello economico. Tutto ciò non favorì lo spirito nazionalistico e per secoli la vita della Serbia si svolse all'ombra del potere politico degli ottomani.

 

Popolazione

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Popolazione totale: 9856222
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Popolazione urbana (%): 56,37
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Gruppi etnici:

Serbi 82,9%, ungheresi 3,9%, rom 1,4, yugoslavi 1,1%, bosniaci 1,8%, montenegrini 0,9%, altri 8%

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Lingue:

Serbo 88,3% (ufficiale), ungherese 3,8%, bosniaco 1,8%, rom 1,1%, altre 4,1%, non specificate 0,9%

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Religioni:

Serbi ortodossi 85%, cattolici 5,5%, protestanti 1,1%, musulmani 3,2%, non specificate 2,6%, altre o non specificate o atei 2,6%

Demografia

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Tasso di crescita: 0,00
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Tasso di natalità: 11,61
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Tasso di mortalità: 11,61

Media dell'area geografica: 7.7599999734334 (su un totale di 14 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 10,80
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Tasso di mortalità infantile maschile: 12,60
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Tasso di fecondità totale: 1,62
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Rapporto tra i sessi: 97,97
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,08
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Età mediana: 37,58
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Aspettativa di vita maschile: 71,70
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Aspettativa di vita femminile: 76,34

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 64

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 43,32
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 78,75
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Tasso di crescita annua: 2,00
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 5.725,16
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 10.409,30
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 9
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 27
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 64
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -4114
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Spesa statale per sanità (%): 16
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Spesa statale per istruzione (%): 10
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Spesa statale per difesa (%): 6
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Tasso di corruzione: 39
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Debito pubblico (%/PIL): 42,34
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Tasso di inflazione : 7,00
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Tasso di disoccupazione: 24,40
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Debito estero (milioni di $): 31.568,90
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 5690
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 11550
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 0

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 99
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 99
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 98
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 96
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 96
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 98
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 99
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 91
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 89
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 87
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 81

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 26,59
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 37,32
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 125,39
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Numero reti televisive: 138
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 42,20

Trasporti

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Aeroporti:

30

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Densità stradale (km/100 km²):

50,08

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

4,3

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Porti:

-

Fiabe e racconti

"C'era una volta un povero contadino, che un giorno si disse:- Ne ho abbastanza della mia povertà. Devo andare per il mondo e forse farò fortuna. Detto questo partì. Camminò a lungo, e ad un tratto scorse per terra cinque monete d'oro (...)" Leggi la fiaba Come diventare ricchi - Progetto realizzato durante la fase sperimentale di Atlante on-line a cura degli alunni Lorenzo B. C. e Matteo L.; docenti: Zara M. Loretta ed Artese Rosa; classe IV A della Scuola Primaria “A Colombo”, Istituto Comprensivo “G. Sarto” di Castelfranco Veneto, TV; A.S. 2009-2010).

Testimonianze

Mirko Kovač è uno scrittore nato in Montenegro. Nel suo libro La città nello specchio ci racconta, attraverso le tre generazioni di una famiglia, le vicende che portano alla costituzione della repubblica jugoslava e ad una organizzazione socialista passando per Trebinje (Bosnia-Erzegoina), Dubrovnik (Croazia), Montenegro, Belgrado (Serbia) e Klek in Voivodina (provincia autonoma della Serbia).