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Spazio fisico

Testo completo:

Pur dichiarando unilateralmente la propria indipendenza (2008), la regione, ancora appartenente alla Serbia, viene amministrata di fatto dall'ONU in attuazione della risoluzione n. 1244 del 19 giugno 1999. Nel 2010 erano 72 i Paesi che riconoscevano l'indipendenza. Il territorio, limitato dai monti Žljeb e Kopaonik a N, Goljak a E, Crna Gora e Šar-planina a S e dalle Alpi Albanesi a W, comprende nel settore orientale l'altopiano di Cossovo, percorso dal fiume Sitnica, e in quello occidentale la regione della Metohija, corrispondente al bacino superiore del Drin Bianco. La popolazione kosovara, a partire dagli anni Novanta del Novecento, si è caratterizzata per la forte mobilità causata dagli eventi bellici e dalle precarie condizioni economiche della regione, che hanno determinato una vera e propria diaspora degli abitanti. Si calcola, infatti, che nonostante il gran numero di profughi di origine albanese fuggiti nel 1999 in occasione della guerra della NATO contro Serbia e Montenegro (dei quali non tutti sono rientrati successivamente), gli albanesi costituiscano oltre il 90% della popolazione. La componente serba, al contrario, in seguito agli eventi di quell'anno e a sollevazioni antiserbe da parte della maggioranza albanese (tra cui spiccano gli incidenti del 17 marzo 2004), si è ridotta a poche decine di migliaia di persone; i serbi sono confinati per la maggior parte a N del fiume Ibar, che separa l'area serba di Mitrovica da quella albanese, e nei campi profughi vigilati dalle forze internazionali. La guerra e la successiva amministrazione dell'UNMIK (United Nations Interim Administration Mission in Kosovo) affiancatasi a quella locale albanese, hanno alterato le precedenti strutture produttive della regione, creando un assetto economico e occupazionale affatto nuovo. Infatti, l'UNMIK e le altre organizzazioni internazionali presenti in Kosovo, costituiscono i principali datori di lavoro, offrendo alla popolazione albanese la possibilità di svolgere attività di interpreti, assistenti, segretarie, autisti, mediatori con i gruppi di potere locale; queste occupazioni sono assai meglio retribuite rispetto agli impieghi pubblici nell'amministrazione kosovara e a quelli privati offerti dall'agricoltura, dall'industria e dal settore edilizio. Gli aiuti umanitari internazionali (2,29 miliardi di euro nel 2002) e le rimesse degli emigrati (quasi il 40% del PNL secondo il FMI) integrano, comunque, il sostentamento di buona parte della popolazione. Il settore pubblico nel secondario (kombinat di Trepca) e nei servizi (azienda elettrica, poste e telecomunicazioni, aeroporto di Priština, ferrovie e altre) resta ugualmente ancora attivo nonostante i programmi in atto di privatizzazione delle aziende. Quello privato si sta espandendo nel terziario (imprese di pulizie, commerciali, di trasporto, nei rami assicurativo e immobiliare), mentre l'agricoltura e l'industria ristagnano per carenza di investitori esteri, di capitali interni e soprattutto per la scarsa motivazione a intraprendere queste attività da parte della popolazione. Anche il lavoro dipendente, spesso, per la sua bassa redditività viene rifiutato in favore di un terziario minuto, sovente svolto in settori e con modalità ai limiti della legalità. Risultano ancora più scarse le possibilità occupazionali per le minoranze che non sono di nazione albanese, le quali vengono penalizzate dalla loro limitata mobilità territoriale, specialmente nel caso di chi deve vivere nei campi profughi. In Kosovo, tra una popolazione attiva stimata tra il 55 e il 65% degli abitanti complessivi, nel 2003 si sono registrati 270.000 disoccupati; questi dati, tuttavia, celano una vasta rete di attività “in nero” e illegali gestite da una potente criminalità organizzata, che si avvantaggia del vuoto di potere prodotto dall'inesistenza di autorità pienamente legittimate al controllo del territorio.Dopo la guerra si è avviato un rapido processo di inurbamento per via delle migliori possibilità occupazionali e di sostentamento che le città paiono offrire. Nella sola Priština, la capitale, il numero di abitanti si è incrementato fino ad avvicinarsi a mezzo milione. Altri centri di rilievo sono Prizren, Kosovska Mitrovica (ca. 70.000 ab.), Peć e Đakovica (quasi 70.000 ab.).

Aspetti economici

Testo completo:

Principali risorse economiche della popolazione (per il 77% costituita da Albanesi di religione musulmana) sono l'agricoltura (cereali, tabacco, barbabietole da zucchero, ortaggi e frutta), l'allevamento (ovini, bovini) e lo sfruttamento del sottosuolo (pirite, oro, lignite, cromite, piombo e zinco). Le industrie, attive nei settori alimentare, metallurgico, tessile, chimico, del legno e del cemento, sono ubicate nella capitale e nelle città di Titova Mitrovica, Prizren, Ðakovica e Peć

Storia

Testo completo:

Nell'ambito del generale processo di ridefinizione della struttura politico-istituzionale della ex Federazione Iugoslava, sviluppatosi agli inizi degli anni Novanta, assumevano una specifica rilevanza le vicende che interessavano il Kosovo, dopo l'abolizione da parte della dirigenza serba di quella autonomia approvata nel 1974 dalla Costituzione iugoslava in ragione della particolare composizione etnica della sua popolazione, costituita essenzialmente da Albanesi. Nel luglio 1990, ai sensi di un emendamento alla Costituzione serba, veniva abolito lo status di provincia autonoma del Kosovo e venivano disciolti gli organi istituzionali provinciali (assemblea legislativa, governo).

Di tutta risposta, in esilio, alcuni intellettuali kosovari costituivano un'Assemblea kosovara, composta dai deputati di etnia albanese, e un governo ad interim, stanziato a Zagabria (1990), proclamando allo stesso tempo l'indipendenza del Kosovo. Tenutosi poi, nel settembre 1991, tra i Kosovari di etnia albanese un referendum, che portava alla proclamazione unilaterale della Repubblica del Kosovo, riconosciuta immediatamente dall'Albania, il governo centrale di Belgrado sconfessava i risultati del voto e delle successive elezioni presidenziali del maggio 1992, allo scopo di ribadire l'appartenenza della provincia alla Serbia, e ripristinava la vecchia denominazione ufficiale di Kosovo i Methoija (abbreviato in Kosmet), che in albanese era Kosovë. In seconda istanza il Parlamento serbo allontanava i dirigenti albanesi dai vertici dei più importanti complessi industriali kosovari, sostituendoli con Serbi o Montenegrini e, nel tentativo di ridurre la schiacciante maggioranza albanese, approvava un programma di colonizzazione di massa della provincia kosovara da parte di elementi serbi e montenegrini, con significative discriminazioni nei confronti degli Albanesi.

Provvedimenti restrittivi, inoltre, venivano adottati anche nel campo dell'istruzione pubblica, come l'abolizione dell'insegnamento in lingua albanese, e soltanto nel settembre 1996 veniva stipulato un accordo per il ripristino del sistema scolastico albanese, che per la sua mancata attuazione faceva riesplodere in Kosovo, a partire dal 1997, le tensioni tra Serbi e Albanesi.

Nei primi mesi del 1998, i contrasti tra le due etnie si acutizzavano con il pretestuoso intervento militare serbo contro le truppe irregolari dell'esercito di liberazione kosovaro (UCK): l'esercito serbo conduceva così i primi attacchi contro i villaggi di etnia albanese, massacrando donne, vecchi e bambini. Aggravatasi nel corso dell'anno la situazione, si rendeva inevitabile un intervento internazionale per la cessazione degli scontri e delle conseguenti violenze: il Gruppo di Contatto, formato dai rappresentanti di Stati Uniti, Russia, Regno Unito, Francia, Germania e Italia, dava quindi avvio a negoziati di pace tra Serbi e Albanesi kosovari.

Redatto, nel marzo 1999 a Rambouillet, un accordo di pace, che prevedeva una forte autonomia del Kosovo all'interno della Repubblica iugoslava e la demilitarizzazione del suo territorio, con maggiori garanzie per gli Albanesi, questo veniva però sottoscritto solo dai rappresentanti della delegazione dei Kosovari albanesi. Falliti, dunque, i contatti diplomatici con il presidente della Repubblica iugoslava Milošević per la mancata ratifica dell'accordo (24 marzo 1999), la N.A.T.O. dichiarava guerra alla Iugoslavia, bombardandola con massicci raids aerei. In risposta agli attacchi aerei, Milošević intensificava la sua azione di pulizia etnica contro gli albanesi del Kosovo, costringendoli a fuggire in massa in Albania, Macedonia e Montenegro e provocando una gravissima catastrofe umanitaria.

L'intervento armato delle forze alleate si concludeva, comunque nel giugno successivo, con l'approvazione da parte della Iugoslavia di un piano di pace per il Kosovo, che prevedeva la fine delle violenze, il ritiro delle forze serbe, il disarmo dell'UCK, la presenza di una forza internazionale coordinata dalla N.A.T.O., il ritorno dei profughi e una sostanziale autonomia per la provincia (sotto l'amministrazione O.N.U.). Il territorio kosovaro veniva così diviso in 5 zone poste sotto il controllo di forze militari francesi, britanniche, statunitensi, tedesche, italiane e di un contingente russo. Infine, per la gestione concreta della provincia, nel dicembre 1999, veniva creato un nuovo Consiglio amministrativo provvisorio, formato da tre albanesi, un serbo e quattro membri dell'O.N.U.

Di fatto ma non formalmente indipendente dalla Federazione iugoslava (serbo-montenegrina), il Kosovo assisteva nel dopoguerra al perpetuarsi di violenti scontri tra minoranza serba e albanese, fronteggiati con difficoltà dalle milizie internazionali, e a una lotta per il potere tra la Lega democratica (LDK) e l'UCK. Dominato da quest'ultimo, il governo provvisorio non veniva infatti riconosciuto dalla LDK, che si riteneva unica legittima detentrice di un mandato democratico in conseguenza delle elezioni clandestine svoltesi e vinte plebiscitariamente nel marzo del 1998. Né a risolvere queste tensioni erano sufficienti gli accordi con l'O.N.U. e la N.A.T.O., che scioglievano l'esercito di liberazione kosovaro e lo trasformavano in un corpo civile per la ricostruzione del Paese (cui si contrapponeva immediatamente un analogo corpo serbo), e quelli per la formazione dal febbraio 2000 di una struttura amministrativa congiunta tra Nazioni Unite e principali partiti albanesi. La provincia kosovara pertanto non raggiungeva una sua stabilità, sia per l'incertezza sul futuro statuto e sul destino delle minoranze serbe (che boicottavano le elezioni amministrative dell'autunno 2000), sia per l'aggressiva politica nazionalista dell'UCK, che provocava nuovi incidenti in alcune città del sud della Serbia, abitate da minoranze non albanesi, ed estesa, mediante l'azione militare, in Macedonia, per rivendicare anche qui l'indipendenza dell'etnia albanese.

Nel novembre 2001 si tenevano le prime elezioni politiche del dopoguerra, per dare al Kosovo un presidente e un governo, nel quadro di un'autonomia sostanziale prevista dalle Nazioni Unite. Le consultazioni assegnavano la maggioranza dei seggi in Parlamento alla Lega democratica, capeggiata dal moderato Ibrahim Rugova, contrapposta al Partito democratico dell'ex leader dell'UCK, Hashim Thaci, e al partito serbo Coalizione per il ritorno, che non riusciva ad avere una buona affermazione per la ridotta partecipazione al voto dei Serbi. Nel marzo 2002 Rugova veniva eletto presidente, mentre Bajram Rexhepi, esponente del Partito democratico, assumeva la carica di capo del governo.

Tuttavia i negoziati per dare un nuovo statuto alla provincia proseguivano fra molte incertezze e nel marzo 2004 la violenza interetnica tra serbi e albanesi riesplodeva, costringendo la NATO a rafforzare la sua presenza. Le elezioni legislative dell'ottobre 2004 venivano vinte dalla Lega democratica, ma venivano boicottate dalla minoranza serba. In dicembre il Parlamento confermava Rugova alla presidenza e nominava premier Ramush Haradinaj, ex comandante dell'UCK.

Nel marzo 2005 Haradinaj si dimetteva in seguito all'accusa di crimini di guerra del Tribunale penale internazionale dell'Aja, così in aprile il Parlamento eleggeva primo ministro Bajram Kosumi, membro dell'Alleanza per il futuro del Kosovo.

Nel febbraio del 2006 Fatmir Sejdiu veniva eletto dal Parlamento presidente. Dimessosi Kosumi, per lotte di potere interne al suo partito, in marzo veniva nominato premier Agim Ceku, ex capo dell'UCK.

Nel novembre 2007 si svolgevano le elezioni legislative, vinte dal Pdk di Hashim Thaci con il 34% contro il 22% dell'Ldk.

Nel febbraio 2008 il Parlamento proclamava l'indipendenza dalla Serbia e nel 2009 presidente e premier firmavano a Washington un accordo per entrare nel FMI e nella Banca Mondiale. Le nuove elezioni legislative del 2010 confermavano la supremazia del PDK.

Popolazione

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Popolazione totale: 2180686
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Popolazione urbana (%): 40,00
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Gruppi etnici:

Albanesi 92%, serbi 5,3%, altri 2,7% (bosniaci, gorani, rom, turchi, ashkali, egizi)

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Lingue:

Albanese e serbo (ufficiali), bosniaco, turco, rom

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Religioni:

Musulmani, serbi ortodossi, cattolici

Demografia

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Strutture per età :

0-14 anni: 33 %; 15-64 anni 61 %; 65 e più: 6 %

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Tasso di crescita: 0,00
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Tasso di natalità: 16,00
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Tasso di mortalità: 3,20

Media dell'area geografica: 7.8386666138967 (su un totale di 15 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 0,00
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Tasso di mortalità infantile maschile: 0,00
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Tasso di fecondità totale: 0,00
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Rapporto tra i sessi: 110,7
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Età mediana: 25,90
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Aspettativa di vita maschile: 67,00
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Aspettativa di vita femminile: 71,00

Popoli

Il Kosovo è formato da una maggioranza di origine albanese e una minoranza di origine serba, ma il territorio è caratterizzato dalla presenza di una pluralità di popoli e di culture come i gorani, gli ashkali e i rom

 

Gorani, ashkali, egizi e rom sono delle minoranze radicate nei Balcani i cui diritti non sempre vengono rispettati (vai alla scheda Diritti e cittadinanza)

 

Donne gorani

I gorani sono un popolo slavo di religione musulmana, originario della regione montuosa di Gora (Sud-Est del Kosovo). Leggi il racconto di viaggio di un giornalista che si è recato nella regione di Gora per incontrare i gorani, le leggende e i riti, i cibi, le consuetudini, le attività che caratterizzano la loro storia e cultura

 

 

 

 

Famiglia ashkali

Gli ashkali costituiscono una popolazione impiantata da tempi immemorabili nel sud dei Balcani (guarda alcune immagini di vita quotidiana presso una famiglia ashkali che vive nelle vicinanze della stazione ferroviaria di Fusha Kosovo, a 8 km da Pristina)

 

 

 

 

 

I Rom sono un gruppo etnico che vive principalmente in Europa, distribuiti in tante minoranze presenti principalmente nei Balcani, in Europa centrale e soprattutto in Europa orientale, dove vive circa il 60-70% dei rom europei

Territori urbani

Immagini 

Scatti di una città (del fotografo Andrea Decovich)

Pristina (in albanese Prishtinë o Prishtina; in serbo Приштина, Priština) è la capitale e maggiore città dello Stato indipendentista (sotto amministrazione ONU) del Kosovo. È anche il suo centro amministrativo, politico, economico e culturale più importante.

Secondo la Serbia, che non ne riconosce l'indipendenza, è semplicemente il capoluogo della provincia kosovara

 

Pristina di giorno

Pristina di notte

Dopo le violenze del marzo 2004, i soli Serbi rimasti a vivere a Pristina sono una comunità di poche decine di persone. Abitano quasi tutti nello "Ju program", un palazzo a pochi minuti dal centro città, conosciuto anche come "the cage", la gabbia

 

 

 

 

Ponte in pietra a Prizren

Kosovska Mitrovica

Le altre città del Kosovo sono:

  1. Prizren, è forse la più bella città del Kosovo. Nella sua piazza principale si può ammirare il minareto più alto di tutti i Balcani e, a pochi metri, la chiesa cattolica e quella ortodossa. La città è un triangolo culturale e religioso
  2. Uroševac
  3. Gnjilane
  4. Đakovica
  5. Kosovska Mitrovica
  6. Peć
  7. Podujevo

Territori rurali

Raccolta delle patate (villaggio di Pestovo, vicino a Pristina)

Il Kosovo ha una società essenzialmente rurale (più della metà del territorio è destinato ad uso agricolo): lo sviluppo del paese passa inevitabilmente per lo sviluppo del settore agricolo

 

 

 

 

 

Area coltivabile

La regione di Metochia (Metohjia) è la più agricola del paese. E' una grande piana, bacino idrografico, che coincide con la parte occidentale del Kosovo. La maggior parte della popolazione pratica un'agricoltura di sussistenza

 

 

Valle Rugova (regione montuosa, ovest del Kosovo): è un'area di particolare valore naturalistico che dalla città di Pec-Peja si snoda verso il confine con il Montenegro

Intervista a Kolë Prenaj, presidente di una cooperativa di agricoltori della zona di Peja/Pec, nella quale racconta le trasformazioni del sistema agricolo kosovaro dal sistema socialista jugoslavo ad oggi, i kombinat, il sistema parallelo, le cooperative, l’ecologia, l’Unmik

 

 

Vigneti nella Valle di Rahoveci (Kosovo centrale)

Il settore vinicolo ha sempre avuto una grande tradizione in Kosovo. La produzione di vini (cabernet franc, merlot, prokupac e gamaye) e brandy è una voce importante dell'esportazione kosovara (in particolare, il brandy viene esportato in Germania). Il terreno destinato a vigneto è passato dai circa 9.000 ha di prima della guerra del 1999 agli attuali 4.891 ha.

 

 

 

Flora, fauna e attività umane

Monti Sar

Tra i parchi nazionali dei Balcani, il Parco Nazionale Šar Planina e' situato al confine tra il Kosovo e la parte nordoccidentale della Republica Macedonia; compre un territorio di 380 km².

 

Pinus peuce

Nel parco sono presenti arbusti endemici come il pino macedone (Pinus peuce) e il pino dalla corteccia bianca, oltre alla rosa alpina. Nell'area di Gine Voda, è presente una ricca flora di arbusti come il pino dalla corteccia nera, il pino macedone, il pino silvestre, l'abete rosso e il sicomoro

 

Tra le specie faunistiche si possono ricordare le linci, gli orsi, i camosci, i caprioli e le volpi

Giochi

Nazionale di calcio

La pallacanestro è lo sport più popolare del Kosovo

 

Oltre al basket, lo sport più seguito è il calcio. La Federazione calcistica del Kosovo, nata nel 1946, è l'organo di governo, organizzazione e controllo del calcio in Kosovo; non è riconosciuta dall'UEFA, né dalla FIFA

Feste

Il governo kosovaro ha approvato 11 giorni festivi ufficiali durante l'arco dell'anno. Tra questi, il 17 febbraio celebra la data dell'indipendenza del Kosovo

 

La principale religione diffusa in Kosovo è quella islamica di rito sunnita, abbracciata dalla quasi totalità degli albanesi, da bosgnacchi, gorani, turchi e alcune comunità di Rom. La popolazione serba, stimata tra le 100 e le 120 mila persone, è per la quasi totalità serba-ortodossa. Esistono comunità cattoliche a Prizren, Klina, e Gjakova. I protestanti costituiscono meno dell'1% della popolazione ma sono presenti, in piccole comunità, principalmente a Pristina

 

Tra i kosovari albanesi (in maggioranza musulmani) sono molto sentite alcune festività: la festa di fine Ramadan chiamata Piccolo Bajram, la festa di Kuban Bajrami che cade a 60 giorni dal piccolo Bajram e in occasione della quale viene sacrificato un agnello o un manzo, e la festa di Capodanno (dal 27 dicembre ai primi di gennaio) durante la quale si scambiano doni

 

In Kosovo, si festeggia anche il Natale. Il Natale ortodosso si festeggia il 7 gennaio. Lo slittamento di data è dovuto al fatto che la chiesa ortodossa continua ad utilizzare il calendario giuliano e non quello gregoriano. Scopri le caratteristiche del Natale nella Penisola Balcanica

 

Reti stradali e ferroviarie

Rete ferroviaria

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Treno in Kosovo

 

Kosovo Railways J.S.C. è la compagnia ferroviaria del Kosovo. Il Kosovo attualmente ha 333 km di ferrovia dei quali 236 dedicati al trasporto passeggeri e 97 industriali; il fulcro delle ferrovie kosovare è la capitale Pristina

 

Rete stradale

Il Kosovo è attraversato da due importanti strade che fanno parte delle Strade Europee, la E65 che collega la Svezia alla Grecia, e la E851 che collega Petrovac, in Montenegro, a Priština, passando per Prizren

 

Monete e banconote

L'Euro 

Che cos'è l'Euro? Quando e come è stato introdotto? Quali paesi hanno adottato l'Euro come valuta nazionale? Unisciti all'equipaggio dell'Euro per saperne di più sulla valuta dell'Unione Europea e metti alla prova le tue conoscenze

L'euro è la moneta ufficiale del paese, utilizzata anche dalle forze di stato. Nel nord della della regione, a maggioranza serba, e negli altri centri serbi, tra cui Gracanica e Strpce, viene utilizzato ancora il dinaro serbo

 

Arte tradizionale e moderna

Dal Kosovo 

Appunti di un viaggio in Kosovo (leggi)

 

Monastero di Decani

Nell'Europa barbarica furono monaci e monasteri a salvare i tesori dell'arte e della cultura antica. Anche in Kosovo è stato così nella storia contemporanea. Tra i tesori meglio conservati:

- lo splendore rinascimentale di Gracanica;
- il patriarcato ortodosso di Pec, situato a poca distanza dall'abitato di Peje/Pec; fu sede del Patriarca della Chiesa ortodossa autocefala di Serbia (oggi a Belgrado), e riveste un altissimo valore simbolico nella cultura serba oltre a rappresentare uno dei monumenti più importanti del tardo periodo bizantino nell'intero panorama europeo;
- la cattedrale bizantina di Raska e Prizren,
- le suggestioni romaniche di Decani con il monastero della Chiesa Ortodossa Serba in Kosovo, diventato nel 2004 Patrimonio dell'umanità (UNESCO)

 

Moschea Bayrakli

La Moschea Bayrakli si trova al centro dell'antico bazar di Peje/Pec. Si tratta di un monumento che riveste grande importanza non solo per gli aspetti propriamente storici e artistici ma anche per le implicazioni sociali, religiose e politiche che rappresenta per la comunità islamica del Kosovo

Musiche e danze

strumento a percussione (def o daire)

La musica è sempre stata una parte importante nelle culture albanese e serba del Kosovo. In Kosovo, oltre alla musica moderna, la musica folk è la più popolare. Ci sono molti cantanti folk famosi. Esempio di musica multiculturale è la Shota (ascolta uan canzone serba del Kosovo e guarda una danza serba da matrimonio)

 

"Kreshniqje" (la danza della guerra), "kosovare" (la danza del Kosovo) e "Në garë" (una gara) sono alcune danze della tradizione kosovara

 

Shkurte Fejza

Shkurte Fejza (1961) è una cantante kosovara di musica folk albanese tradizionale, la più famosa del Kosovo albanese

 

Nora Istrefi (1981) è una giovane cantante kosovara (ascolta alcuni dei suoi brani)

Fiabe e racconti

Ninna nanna kosovara

Ninna nanna ti sto cullando,
al mio bambino viene sonno.
Ninna nanna, dormi bambino mio
tu diventerai il più bello della città .
Io ti renderò bello,
tu diventerai il più bello del mondo,
tu diventerai il più grande di tutti .
Ti farò diventare un militare.
Ninna nanna, dormi con le buone
i tuoi desideri diventeranno realtà.
Ninna nanna, ninna nanna, ninna nanna, buona notte …

(Progetto realizzato durante la fase sperimentale di Atlante on-line a cura degli alunni Gentrit P. e Matteo R.; docenti: Zara M. Loretta ed Artese Rosa; classe IV A della Scuola Primaria “A Colombo”, Istituto Comprensivo “G. Sarto” di Castelfranco Veneto, TV; A.S. 2009-2010)

Il lupo e i sette capretti (dei fratelli Grimm) è tra le fiabe maggiormente raccontate in Kosovo

Cibo, alimentazione e ricette

Una delle città con più ricca tradizione gastronomica è Peć. Tra i cibi locali, si ricordano Leqeniku, Flija, Krylana, Maza bollito, formaggio, polenta, gulash e molti altri

Tave kosi

Attraverso un progetto a cura degli alunni Gentrit P. e Matteo R.; docenti: Zara M. Loretta ed Artese Rosa; classe IV A della Scuola Primaria “A Colombo”, Istituto Comprensivo “G. Sarto” di Castelfranco Veneto, TV; A.S. 2009-2010 sono state raccolte alcune ricette della cucina kosovara:

Tave kosi, agnello al forno con yogurt (secondo)

Pasta sfoglia di Reka (dessert)

Fli (dessert)

Bicchiere di boza

Burek

La cucina gorani è particolarmente originale. I piatti più famosi sono il burek (un pasticcio di formaggio) e i dolci tradizionali come la baklava

 

Il Boza è una tipica bevanda gorana che dà anche il nome a questo popolo, chiamato nei Balcani "Bozadzij", il popolo che prepara la boza (bibita dal sapore aspro, i cui principali ingredienti sono farina e zucchero)

Testimonianze

Intervista a Igballe Rogova, una figura di riferimento del movimento per i diritti delle donne del Kosovo, dalla quale emergono luci ed ombre della situazione delle donne a più di dieci anni dalla fine del conflitto. Nel 2000, Rogova ha fondato il Kosova Women’s Network (KWN), un’associazione ombrello a cui fanno capo 88 organizzazioni di donne di tutto il paese, appartenenti a diverse etnie che ancora dirige

 

Lo "Ju program", la gabbia

Intervista a Biserka I., donna serba originaria della Croazia. Vive a Pristina dal 1995, nello "Ju program", un palazzo a pochi minuti dal centro città, conosciuto anche come "the cage", la gabbia. I soli Serbi rimasti a vivere a Pristina sono una comunità di poche decine di persone ed abitano quasi tutti nello "Ju program"

 

Un casco bianco (volontario tra i 18 e i 28 anni che decide di dedicare un anno della sua vita alla difesa dei diritti umani e della pace) racconta di un incontro con un gruppo di donne della città di Mitrovica, metà albanesi e metà serbe, che nel 1999 hanno fondato il Centro delle donne

 

Alfabeto kosovaro. 25 storie dal paese più giovane d'Europa. Dalla A alla G e dalla H alla P

 

"Mi chiamo Belykize, nella mia lingua era il nome della regina di Saba. Ho 19 anni, sono zingara e ne sono fiera. E questa, l'Italia, è la mia terra". Leggi la sua testimonianza

Personaggi

Adem Jashari

Adem Jashari è considerato un eroe del Kosovo. E' stato il comandante dell’UCK che meglio ha rappresentato la resistenza/guerriglia albanese contro i serbi. Nel Marzo del 1998, alashnikov in pugno, Jashari fu massacrato dalla polizia serba insieme a 58 memebri della sua famiglia. Ogni kosovaro lo considera un martire. Insieme a Rugova, è il simboli della lotta per l’indipendenza del Kosovo

 

Ibrahim Rugova

Ibrahim Rugova (1944 – 2006) è stato un politico kosovaro. Fu presidente del Kosovo nonché fondatore e guida del partito Lega democratica del Kosovo (LDK, principale partito kosovaro)

 

Shkurte Fejza

Shkurte Fejza (1961) è una cantante kosovara di musica folk albanese tradizionale, la più famosa del Kosovo albanese

 

Arta Dobroshi (1979) è un'attrice kosovara. Ha raggiunto la notorietà interpretando il ruolo di Lorna ne Il matrimonio di Lorna presentato al Festival di Cannes nel 2008