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Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Sarajevo
Superficie (km²): 51210
Densità (ab/km²): 74
Forma di governo: Repubblica federale
Sito ufficiale del Governo: http://www.fbihvlada.gov.ba/
Data dell'indipendenza: 1 marzo 1992
Indipendenza da: Yugoslavia
Moneta: Marco convertibile
Membership:

BIS, CE, CEI, EAPC, EBRD, FAO, G-77, IAEA, IBRD, ICAO, ICCt, ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC, MIGA, MONUC, NAM (osservatore), OAS (osservatore), OIC (osservatore), OPCW, OSCE, PFP, SECI, UN, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, UNWTO, UPU, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO (osservatore)

Spazio fisico

Testo completo:

Delimitato dai confini naturali costituiti dai fiumi Sava e Una a nord, dal corso della Drina a est, dall'Altopiano carsico del Montenegro a sud e dalla catena delle Alpi Dinariche a ovest, il territorio è in gran parte montuoso. La parte centrale è occupata da massicci e catene del sistema dinarico, le cui cime superano sovente i 2.000 m (Ploca 2.238 m, Vranica 2.107 m). Nella regione meridionale (Erzegovina) il rilievo è costituito da altopiani carsici, solcati da numerose e vaste polje orientate da sud-ovest a nord-est; a nord degrada nella Valle della Sava. I principali corsi d'acqua (Una, Vrbas , Bosna, Drina) formano valli prevalentemente orientate da sud a nord e sono tutti tributari di destra della Sava, a eccezione della Narenta, che nasce dal monte Maglic nel Sud (m 2.386, massima elevazione del Paese) e sfocia nell'Adriatico. Il clima, di tipo continentale con influssi mediterranei, è caratterizzato da elevate escursioni annue della temperatura e da abbondanti precipitazioni, che variano, a seconda delle zone, dai 1.000 ai 2.500 mm annui.

Ambiente umano

Testo completo:

In base al censimento effettuato prima dello scoppio della feroce guerra civile, la popolazione risultava composta di Musulmani per quasi la metà, di Serbi per un terzo, di Croati per meno di un quinto, con piccole minoranze di Montenegrini e di altri gruppi. Con l'indipendenza si è scatenata, come già detto, una sanguinosa guerra civile in cui la comunità musulmana si è trovata contrapposta ai Croati e ai Serbi. Per effetto della 'pulizia etnica', si sono avuti più di 300.000 morti e 1.900.000 profughi. Oltre alla capitale, centri principali sono Banja Luka, Mostar, Tuzla e Zenica.

Aspetti economici

Testo completo:

L'economia è condizionata dagli sconvolgimenti provocati dalla guerra e in questa situazione sono fondamentali gli aiuti delle organizzazioni internazionali. L'attività agricola è quantitativamente modesta (principali colture: mais, frumento, patate, tabacco e frutta, in particolare prugne). Più importanti l'allevamento (ovini, suini, bovini e volatili) e lo sfruttamento delle vaste foreste di querce e abeti, che occupano quasi la metà del territorio. Buone le risorse minerarie, che comprendono carbone (a Zenica, Kakanj e Banovici), lignite, bauxite (a Mostar, Jajce e Bosanska Krupa), oro, amianto, salgemma, minerali di ferro (a Ljubjia e Vares), rame (a Gornji Vakuf), piombo e zinco. In alcuni casi questi giacimenti rappresentavano una buona percentuale delle disponibilità dell'intera Federazione iugoslava prima dello smembramento, come nel caso del ferro e del salgemma. Le centrali idroelettriche alimentano industrie attive nei settori siderurgico (a Zenica e Vares), metallurgico (a Travnik ), automobilistico, elettronico e di trasformazione (a Sarajevo), del legno e della cellulosa (a Sarajevo, Banja Luka e Vares), tessile, chimico, cementifero e alimentare. Prima che i conflitti interni e con le Repubbliche confinanti paralizzassero quasi totalmente ogni attività economica, la Bosnia-Erzegovina disponeva di una sostanziosa offerta turistica, che rappresentava una primaria fonte di reddito e si concentrava soprattutto nei parchi naturali di Kozara e di Sutjeska, a Sarajevo, a Mostar, nelle stazioni montane della Jahorina e della Bjelasnic a e nelle stazioni termali di Banja Vrucica, Ilidza, Guber, Fojnica, Kiseljak, Laktasi.

Storia

Testo completo:

Lo Stato è costituito da due regioni storiche, la Bosnia e l'Erzegovina, legate da un comune filo conduttore. Entrambe – prima di assumere tali denominazioni che risalgono al Medioevo – appartennero alla provincia romana di Dalmazia, furono comprese nell'Impero d'Occidente e poi, dopo l'occupazione dei Goti (476) e la riconquista, passarono a far parte dell'Impero d'Oriente(530).

Slavizzate tra i sec. VII e VIII, la Bosnia e l'Erzegovina entrarono nell'orbita di dinastie slave. La prima già nel 1102 era banato indipendente, legato da vassallaggio (dal 1120) al re d'Ungheria cui appartenne direttamente a partire dal 1250. Dopo un periodo di lotte tra i conti cui il suo territorio era stato affidato, alla fine del sec. XIV la Bosnia ed Erzegovina fu annessa a un regno indipendente che, sotto Tvrtko I, comprendeva un vasto territorio includente i domini del regno serbo in dissoluzione e quindi anche l'Erzegovina.

Nella seconda metà del sec. XV la Bosnia (1463) e l'Erzegovina (1482) furono conquistate dai Turchi ai quali rimasero fino al 1878 quando, nel Congresso di Berlino, si stabilì che fossero date in amministrazione all'Austria-Ungheria, rimanendo però salvo il diritto di sovranità turca sul territorio. Nel 1908 l'Austria procedette unilateralmente all'annessione. Ciò procurò una situazione densa di tensioni da cui scaturì l'assassinio dell'erede al trono dell'impero asburgico, l'arciduca Francesco Ferdinando, da parte di un giovane serbo-bosniaco membro di un'associazione nazionalista, avvenuto a Sarajevo il 28 giugno 1914. Nel 1918, la Bosnia e l'Erzegovina furono integrate nel Regno dei Serbi, Croati e Sloveni, che nel 1929 cambierà nome in Regno di Iugoslavia; durante la seconda guerra mondiale vennero invase da truppe italo-tedesche, anche se formalmente furono annesse alla Croazia, Stato fantoccio a regime ustascia creato dai nazi-fascisti.

Principale teatro operativo della resistenza partigiana, dal 1945 è diventata una delle sei Repubbliche costitutive della Iugoslavia Federale socialista fondata da Tito, leader comunista durante la lotta contro le forze di occupazione italo-tedesche e contro i nazionalisti anticomunisti interni.

Nell'ottobre 1991, sull'onda delle rivendicazioni nazionalistiche che, a partire dalla secessione di Croazia e Slovenia, avevano sconvolto la Iugoslavia, il Parlamento della Bosnia ed Erzegovina votò unilateralmente l'indipendenza. Ma tale decisione, raggiunta con l'accordo di musulmani e croati e sancita dal referendum popolare del 29 febbraio 1992, fu violentemente contestata dai serbi – terza grande etnia presente nella regione – che il 7 aprile 1992 (contemporaneamente al riconoscimento internazionale del nuovo Stato) proclamavano l'indipendenza della Repubblica serba di Bosnia, uscendo dalla presidenza federale di Sarajevo e dando avvio a una lunga e sanguinosa guerra civile. Si ripeteva lo scenario del conflitto etnico che già aveva opposto croati e serbi in Croazia, questa volta complicato e amplificato dalla presenza della componente musulmana. La capitale Sarajevo e i più importanti centri, abitati prevalentemente da popolazione musulmana, venivano stretti in una morsa dai combattenti serbo-bosniaci. Il blocco dei rifornimenti e i bombardamenti lasciarono Sarajevo isolata dal resto del mondo per ca. tre anni, fino alla conclusione della guerra. Sul resto del territorio prima i serbi e successivamente anche le altre componenti nazionali attuarono la pratica della cosiddetta “pulizia etnica”, consistente nell'eliminazione fisica o nell'espulsione di tutti gli appartenenti a etnie differenti dalla propria, allo scopo di raggiungere l'omogeneità abitativa. Né l'invio in Bosnia dei caschi blu dell'ONU, né l'embargo contro la Iugoslavia sostenitrice della componente serba e neppure i piani di pace presentati a più riprese dalle organizzazioni internazionali si rivelarono sufficienti a far cessare il conflitto. Al contrario, i progetti di pacificazione che comportavano una divisione etnica del territorio innescarono un'ulteriore recrudescenza del conflitto, scatenatosi anche tra le due entità bosniaco-musulmana e croata, che almeno formalmente fino ai primi mesi del 1993 erano alleate. Anche all'interno del fronte musulmano si verificarono divisioni, concretizzatesi in una momentanea secessione della regione di Bihac in Bosnia nordoccidentale dal governo di Sarajevo, che portò a una nuova guerra interna tra musulmani, mentre tutte le proposte di soluzione prospettate in sede internazionale caddero una dopo l'altra.

Nei primi due mesi del 1994 ulteriori atrocità si verificarono a Sarajevo dove le bombe degli assedianti colpivano bambini, persone in fila davanti ai negozi, gente all'interno di un mercato. L'ondata di proteste internazionali portò la NATO a intimare un ultimatum per il ritiro delle postazioni serbo-bosniache intorno a Sarajevo. La morsa intorno alla capitale bosniaca si allentò anche per una tregua concordata tra i combattenti delle due parti, ma il conflitto, nonostante alcuni raid NATO, continuò furioso.

Dopo alcuni mesi di relativa calma, nell'estate del 1995 le ostilità si riaccesero con un attacco dei serbi alle città enclaves musulmane rimaste nella Bosnia orientale, nonostante fossero state dichiarate zone protette dall'ONU e poste sotto la sua tutela. Il massacro più grave avvenne l'11 luglio in quella di Srebrenica, presidiata dai caschi blu olandesi che nulla fecero per fermare l'uccisione di ca. 8000 civili in fuga verso le zone sotto il controllo musulmano. Tuttavia, questo eccidio, autorizzato dal generale Mladić comandante dell'esercito serbo-bosniaco, determinò il punto di svolta decisivo alla risoluzione della guerra.

Il governo statunitense, sollecitato dall'opinione pubblica interna che chiedeva misure per far cessare carneficine come quella giudicate prive di senso, si impose sui belligeranti costringendoli a una pace sottoscritta a Dayton (in Ohio, USA), il 21 novembre dello stesso anno. Gli accordi, che ridisegnavano la geografia istituzionale della repubblica, vennero ratificati a Parigi il mese successivo per dare l'impressione che anche i Paesi europei avessero svolto un ruolo nella pacificazione. In ottemperanza alle clausole di pace, il 14 settembre 1996 si tennero le prime elezioni, sotto la supervisione internazionale. I tre maggiori partiti etnici, l'SDA musulmano, l'HDE croato e l'SDS serbo ottennero la maggioranza dei consensi e i loro rispettivi leader, il musulmano Izetbegović, il croato Zubak e il serbo Krajisnik vennero eletti alla presidenza collegiale. Malgrado i dubbi avanzati da più parti sulla correttezza dei risultati, la carica di presidente della Repubblica di Bosnia ed Erzegovina fu assunta dal musulmano Izetbegović. Nel gennaio del 1997 la Camera dei deputati aprì i suoi lavori eleggendo due co-primi ministri della Repubblica, Boro Bosić (SDS) e Haris Silajdžić del Partito per la Bosnia ed Erzegovina (SBiH). Nel 1996 l'IFOR venne sostituita dalla SFOR (Stabilization Force) che, pur sotto il patrocinio della NATO, vide diminuire il coinvolgimento degli Stati Uniti a favore di una maggiore presenza di truppe europee. Con l'intento di far rispettare più rigidamente gli accordi di Dayton e di favorire la crescita democratica della Bosnia ed Erzegovina, nel novembre 1997 si riunì a Sarajevo l'ottavo vertice dell'InCE (Iniziativa Centro-Europea), cui parteciparono 16 capi di governo e delegazioni della Comunità Europea, della NATO e dell'OSCE.

Agli inizi del 1998, la nuova Repubblica serba e quella Federale Iugoslava firmarono l'accordo dei “legami speciali”, che avrebbero garantito una solida cooperazione commerciale, rafforzata dalla clausola militare di non aggressione. Malgrado ciò, furono proprio le elezioni presidenziali e legislative (del 13 settembre 1998) a rappresentare la più importante novità della politica bosniaca, premiando i tre partiti nazionalisti: il Partito di azione democratica (SDA), l'Unione democratica croata (HDZ) e il Partito democratico serbo (SDS). Per l'elezione del capo di Stato il maggior numero di voti andò nuovamente al musulmano Alija Izetbegović del Partito di azione democratica, ma, in base a un accordo di rotazione, la carica venne attribuita al serbo Zivko Radišić, riconfermato nel 2000. Nel frattempo, nella Repubblica serba di Bosnia nascevano forti contrasti tra i moderati e i sostenitori del presidente ultranazionalista Nikolola Poplasen. Questi, eletto a sorpresa nel settembre 1998 e destituito nel 1999 dall'alto rappresentante dell'ONU, fu accusato di ostacolare il processo di pace, in quanto si era rifiutato di riconfermare il democratico Milorad Dodik, primo ministro uscente, il solo in grado di ottenere una maggioranza in Parlamento della Repubblica serba; ripercussioni sul complesso quadro politico interno ebbero anche la disfatta militare inflitta alla Serbia dalla NATO al momento della guerra scoppiata in Kosovo nel 1999, la morte del presidente croato Tudjman nello stesso anno, la fine, in Iugoslavia, del regime di Milošević nell'ottobre del 2000 e la vittoria elettorale della coalizione social-democratica-liberale alle elezioni legislative e presidenziali in Croazia del 2000. Frattanto, invece, un arbitrato internazionale stabiliva che la città di Brčko, posta dagli accordi di Dayton sotto l'amministrazione provvisoria serbo-bosniaca, venisse trasformata in un distretto autonomo e interetnico, governato da un'autorità multietnica sotto la sorveglianza della comunità internazionale.

Nell'ottobre 2000, a un mese dalle elezioni politiche, Izetbegović per motivi di salute si ritirò anticipatamente dalla presidenza collegiale, conservando comunque la leadership del partito fino alle nuove consultazioni elettorali che riconfermarono l'affermazione dei partiti nazionalisti a base etnica; la carica di presidente venne affidata al musulmano Zivko Radisiċ. Nessun cambiamento si registrò nella tornata elettorale dell'ottobre 2002, in cui i partiti nazionalisti ottennero ancora la maggioranza dei voti.Nel 2004 il primo ministro serbo bosniaco Dragan Mikerevic annunciò le sue dimissioni, in segno di protesta contro le sanzioni dell'autorità internazionale inflitte alla repubblica serba per la mancata collaborazione con il Tribunale penale internazionale al fine di catturare i criminali di guerra serbi ricercati. Nell'ottobre dello stesso anno il serbo Borislav Paravać venne eletto alla presidenza della repubblica; gli altri membri della presidenza a rotazione sono stati il croato Dragan Čović e il bosgnacco Sulejman Tihić.

Il 2 dicembre avveniva il passaggio di consegne tra NATO e UE alla guida della forza militare internazionale. Alla fine del 2006 si svolgevano le consultazioni per eleggere i tre membri della presidenza e il Parlamento. Il voto premiava i partiti moderati; risultavano eletti alla presidenza Haris Silajdzic per la comunità bosniaca, il socialdemocratico Nebojsa Radmanovic per quella serba e Zeljko Komsic per quella croata. Successivamente Nikola Spiric veniva eletto dal Parlamento primo ministro. Nel 2007 la missione EUFOR ha ridotto la sua presenza a 2500 effettivi.

Popolazione

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Popolazione totale: 3760149
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Popolazione urbana (%): 48,26
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Gruppi etnici:

Bosniaci 48%, serbi 37,1%, croati 14,3%, altri 0,6%

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Lingue:

Bosniaco, croato, serbo

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Religioni:

Musulmani 40%, ortodossi 31%, cattolici 15%, altre 14%

Demografia

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Tasso di crescita: -0,11
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Tasso di natalità: 8,90
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Tasso di mortalità: 9,48

Media dell'area geografica: 7.7599999734334 (su un totale di 14 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 10,30
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Tasso di mortalità infantile maschile: 15,10
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Tasso di fecondità totale: 1,18
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Rapporto tra i sessi: 92,56
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,07
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Età mediana: 39,39
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Aspettativa di vita maschile: 72,43
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Aspettativa di vita femminile: 77,70

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 81

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 18,11
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 31,57
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Tasso di crescita annua: 1,70
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 4.654,38
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 8.115,22
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 9
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 26
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 65
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -1589
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Tasso di corruzione: 42
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Debito pubblico (%/PIL): 34,20
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Tasso di inflazione : 2,73
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Tasso di disoccupazione: 27,60
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Debito estero (milioni di $): 10.729,10
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Saldo migratorio: -10000
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 4780
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 9190
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 0

Indicatori socio-sanitari

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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,00
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Diffusione contraccettivi (%): 36
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Diffusione assistenza prenatale (%): 99
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Assistenza specializzata al parto (%): 100
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Tasso di mortalità materna: 9
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 100
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 98
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 99
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 99
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 92
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 95

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 100
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 100
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 88
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 86
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 98
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 97
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 89
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 89

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 26,86
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 25,48
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 84,52
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Numero reti televisive: 33
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 60,00

Trasporti

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Aeroporti:

25

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Densità stradale (km/100 km²):

44,33

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

1,2

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Porti:

1

Popoli

 

convivenza 

la convivenza nella diversità può essere una grande ricchezza o creare grandi tensioni

 

 

 

 

 

 

 

La Bosnia ha da sempre avuto un carattere multiculturale molto forte che viene ben descritto nelle pagine di Ivo Andric: musulmani di origine turca, serbi ortodossi e croati cattolici qui hanno convissuto per secoli.

gli ebrei in Bosnia 

la loro presenza risale al 1492, quando vennero cacciati dalla Spagna

 

L'Uomo Multiculturale 

costruirà il mondo - è questo il titolo dell'opera dell'artista italiano Francesco Perilli installata a Sarajevo nell'ambito di un progetto che coinvolge i 5 continenti.

La situazione della Bosnia dal punto di vista della popolazione è molto cambiata dopo la guerra del 1992-1995. In questo conflitto, infatti, il 36 % della popolazione è morta o è emigrata in altri paesi.

 

 

 

 

 

 

 

 

A Srebrenica nel 1995 è avvenuto uno dei più grandi massacri europei dalla seconda guerra mondiale: un massacro compiuto in nome della diversa religione e cultura. A 15 anni di distanza il Parlamento Serbo ha chiesto scusa per il genocidio.

 

Le donne sono il motore trainante del processo di riconciliazione avviato in Bosnia Erzegovina dopo la guerra degli anni 90, passo fondamentale per la ricostruzione del tessuto sociale di questo paese.

 

Ma la guerra è passata da poco e ogni decisione, come la scelta della bandiera o dell'inno nazionale, può diventare l'occasione per riaprire vecchie ferite.

Anche il dialogo tra le culture e le religioni fa fatica a ripartire.

Costumi tipici della tradizione musulmana della Bosnia Erzegovina

Territori urbani

l'assedio di Sarajevo 

Le immagini e la voce di Abdulah Sidran (con un commento in italiano) ci accompagnano per le vie di Sarajevo nei giorni del terribile assedio che ne ha distrutto gli edifici e le vite.

AA.VV., Sarajevo.‭ ‬Il libro dell'assedio, ADV Publishing, Lugano (CH), 2012.

Fondata da Isa-Beg Isakovic nel 1400 e modellata dalla sapiente mano di Gazi Husrev-beg nel 1500, Sarajevo ha sempre mantenuto un carattere in cui si sono rispecchiati i diversi stili e le diverse culture che qui hanno convissuto per secoli. E così, accanto a tratti mitteleuropei che risalgono al periodo della dominazione austroungarica, si trovano i minareti musulmani, i bagni turchi, le chiese ortodosse.

Nel territorio di Sarajevo si trova Ilidza, centro termale e balneare fin dai tempi degli antichi romani tutt'ora molto frequentato

Banja Luka è la seconda città della Bosnia Erzegovina ed è la capitale della Repubblica Serba di Bosnia Erzegovina

la ricostruzione del ponte di Mostar 

E' stato il presidente della Repubblica Italiana, impegnata nella ricostruzione del ponte distrutto nel '93, a dare l'avvio ai lavori definendo il ponte un simbolo dei valori che uniscono l'Europa.

 

Mostar è la città dell'unione tra oriente e occidente, il luogo in cui si sono intrecciate per secoli le vite e le storie di 4 etnie diverse, il contesto urbano in cui campanili e minareti hanno convissuto indisturbati. Il suo ponte secolare, distrutto nel 1993, è stato a lungo il simbolo di questa unione.

Il territorio urbano di Tuzla è fortemente segnato dall'intensa estrazione del sale che ha generato nel tempo delle profonde cavità nel sottosuolo a causa delle quali il terreno è franato come si può vedere anche da alcuni edifici della città stessa. La presenza del sale nel suo sottosuolo ha meritato a Tuzla il nome di "Città sul chicco di sale" e l'unico lago di acqua salata all'interno di una città europea

Pocitelji

Neum è l'unico sbocco sul mare della Bosnia Erzegovina, gode di un clima molto favorevole con ben 270 giorni di sole all'anno. Questa città è però causa di molti attriti con la Croazia poichè taglia in due parti il territorio di questo stato.

 

 

Antica moschea, bagno turco e case eleganti fanno di Pocitelji il cuore turco della Erzegovina.

Territori rurali

Stando ai dati del 2005, 2 abitanti della Bosnia Erzegovina su 5 abitano in campagna, ciò nonostante la Bosnia deve importare massicciamente prodotti alimentari dall'estero. Ben l'82% della popolazione che vive sotto la soglia di povertà appartiene alla popolazione rurale e questo a causa della arretratezza dei sistemi produttivi, poco competitivi rispetto a quelli dei mercati esteri.

 

 

 

Un altro grosso problema per la ripresa dell'economia rurale della Bosnia Erzegovina è la presenza massiccia di mine in molte parti del territorio agricolo.

Lamponi di pace 

E' questo il nome di un progetto nato grazie alla cooperazione tra la Bosnia e l'Italia per la produzione di lamponi a Bratunac, un progetto in cui donne di diverse culture lavorano fianco a fianco

 

 

 

Molti sono i progetti di Cooperazione internazionale che si sono sviluppati negli ultimi anni per la promozione sociale attraverso l'agricoltura proprio per risollevare la situazione sociale, rurale ed economica di questo paese a partire dalle colture tipiche.

 

L'Associazione "Assapora l'Erzegovina", riunisce una serie di produttori agricoli, ong, artigiani e piccoli imprenditori di questa regione con l'obiettivo di fare conoscere le caratteristiche agricole e rurali di questo territorio in modo unitario

Flora, fauna e attività umane

Perucica, una delle foreste vergini o primordiali

Circa la metà del territorio bosniaco è ammantata di foreste che si trovano soprattutto nella zona settentrionale. Nel parco Nazionale di Sutjeska è presente ciò che resta di una foresta primordiale risalente a 20.000 anni fa, composta prevalentemente di faggi e pini neri. In Bosnia si contano nel complesso tre foreste vergini.

 

 

 

La presenza di boschi e foreste favorisce una grande varietà di bacche, frutti di bosco e funghi, fondamentali per la catena alimentare di questo habitat.

Il Segugio della Bosnia 

E' originario della Bosnia ed è una razza molto tenace: scopri com'è!

 

 

Il Pastore bosniaco 

questo cane accompagna da sempre le pecore nei percorsi della transumanza

Il Crex crex, Re di quaglie, è una delle specie protette presenti in Bosnia: si chiama così per il verso che fa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La ricchezza e la varietà della fauna della Bosnia Erzegovina porta molti europei ad andare in questo paese per cacciare mettendo in pericolo molte specie protette. Molti uccelli appartenenti a specie protette arrivano ogni anno sulle tavole di ristoranti di lusso italiani.

Giochi

Lo sport più amato e diffuso della Bosnia Erzegovina è il Basket. Mirza Delisabic è il giocatore che nel 1979 ha portato la sua squadra, il KK Bosna di Sarajevo, a vincere l'Eurolega, il campionato europeo di basket.

 

 

La Bosnia Erzegovina ha un territorio per lo più scarsamente abitato in cui è possibile trovare spazio per varie attività: dalle palestre di roccia alla mountain bike, dal nuoto allo sci. Leggi questa storia che ci racconta come lo sport può diventare un momento di aggregazione importante specialmente in un paese che sta rinascendo dopo anni di guerra dolorosa.

Ma la natura di questo paese si presta anche a semplici escursioni nel verde di un paese per lo più agreste.

 

Sport, attività ricreativa e sostenibile e mezzo di trasporto alternativo: questo è la bicicletta per molti abitanti di Sarajevo che si stanno organizzando per riuscire ad ottenere delle piste ciclabili

Olimpiadi invernali 1984 

Si sono svolte a Sarajevo le olimpiadi invernali nel 1984.

 

 

 

 

Eberecke è un gioco a squadre: provate a giocarlo!

 

Nei parchi e nelle piazze di paesi e cittò si possono vedere le persone giocare a scacchi su scacchiere grandi e piccole: un tradizionale gioco sociale della Bosnia Erzegovina.

Feste

In Bosnia Erzegovima da sempre l'intrecciarsi di diverse culture e di diverse religioni, l'islam, il cristianesimo ortodosso, il cristianesimo cattolico e

Interno della Sinagoga di Sarajevo

l'ebraismo, passa anche attraverso il festeggiare insieme le feste tradizionali, siano esse religiose o no. Vengono festeggiate tra l'altro il Natale ortodosso e quello cattolico, le 2 Pasque e il Ramazanski Bajram che segna la fine del Ramadan islamico.

La Haggadah di Sarajevo è un libro sacro di cerimonie ebraiche arrivato in Bosnia nel 1500 e sopravvissuto a tutte le vicende del 1900.

Quali sono le caratteristiche del Natale nella Penisola Balcanica? Scopri il folklore ricco e vario di questa regione

Il paesino di Medjugorie è diventato luogo di culto per molti cattolici perchè si dice che qui sia apparsa la Madonna. Il Vaticano però non ha ancora riconosciuto queste apparizioni ufficialmente.

Due sono le feste della Repubblica festeggiate in Bosnia Erzegovina, quella della Federazione, il 25 novembre, e quella della Indipendenza l'1 marzo.

A Sarajevo alla fine di agosto ha luogo il Festival del Cinema

Reti stradali e ferroviarie

La rete stradale asfaltata della Bosnia Erzegovina è lunga poco meno di 12.000 km, ci sono poi più di 10.000 km di strade non asfaltate.

 

Uno dei problemi tutt'oggi presenti sulle strade della Bosnia Erzegovina è quello della presenza delle mine.

I ponti 

I due ponti più importanti della Bosnia sono stati inseriti dall'Unesco nel patrimonio dell'umanità.

 

 

 

L'autostrada che unirà Sarajevo a Zenica arriverà ad unire la Croazia con l'Ungheria

 

 

 

 

 

 

 

La rete ferroviaria non è molto capillare ma i treni sono confortevoli.

La tratta ferroviaria più utilizzata è quella che unisce Sarajevo a Mostar.

Monete e banconote

marchi bosniaci - monete

La moneta ufficiale della Federazione della Bosnia Erzegovina è il Marko Bosniaco o Marco Convertibile, ma altre monete sono ancora in circolazione.

euro e vecchi marchi 

pur non facendo parte dell'Europa dell'Euro, anche la Bosnia ha visto con un pò di preoccupazione l'entrata in vigore di questa moneta nel 2002.

 

 

 

 

 

 

Nel 1995 la Bosnia Erzegovina è diventata membro del Fondo Monetario Internazionale.

 

Arte tradizionale e moderna

una delle piramidi di Visoko

E' avvenuta nel 2006 la scoperta delle Piramidi di Visoko: risalirebbero a ben 12000 anni fa e sarebbero rimaste nascoste perchè confuse con delle colline: guarda le foto!

 

Nebojsa Seric-Soba è un artista contemporaneo che ha vissuto in prima persona la guerra in Bosnia. La sua arte ci parla dell'assurdità della

guerra mettendo a confronto situazioni di vita quotidiana tra chi vive in guerra e chi no. Suo è il monumento alla carne in scatola fatto a Sarajevo.

Sead Kreševljaković è autore di "Ti ricordi Sarajevo" e il fondatore della Associazione cittadina per l'affermazione della cultura artistica e della comunicazione Videoarhiv che produce documentari presenti spesso in festival internazionali.

Emir Kusturica è uno dei registi Bosniaci contemporanei che meglio di chiunque altro ci racconta la vita vista da questo paese. In "Underground" e "La vita è un miracolo" ci parla in particolare della guerra degli anni 90.

arte terapia 

L'arte può essere una buona strada per cercare di curare le profonde ferite ancora presenti nella società Bosniaca a causa della guerra.

L'arte in Bosnia si collega spesso alle tradizioni. L'arte del ricamo e dell'intreccio artigianale è valorizzata nella progettazione e nella realizzazione di meravigliosi tappeti di seta e lana che nascono dall'abilità di un gruppo di donne riunitesi in un progetto per la rinascita di questa preziosissima arte.

A Mostar sono 30 le associazioni artigiane che riuniscono sarti, tessitori, pellettieri e molti altri. Alcune risalgono al 1700 ed hanno la sede nella città vecchia.

Musiche e danze

La sevdalinka è una musica dalle lontanissime origini ottomane in cui è scritta la storia del popolo della Bosnia Erzegovina con i suoi amori e le sue tragedie. Nonostante le sue origini, questa musica considerata "di città" appartiene a tutti i bosniaci: musulmani, croati, serbi ed ebrei perchè racconta sentimenti universali.

Il Damir Imamovic Trio è il più famoso trio della musica contemporanea bosniaca. La sua musica parte dalla tradizione della savdah per tentare poi nuove sperimentazioni

Sarajevo nelle canzoni 

Sarajevo città martoriata ma capace anche di rinascere è la protagonista della famosa canzone degli U2 "Miss Sarajevo"

La musica di Goran Bregovic pur essendo musica contemporanea mantiene e manifesta il suo essere

anche la danza può aiutare! 

Tanzelarija

è una ONG bosniaca che fa danza terapia, leggi e cerca di capire a chi si rivolge in particolare.

essenzialmente musica balcanica, musica che dai balcani nasce e di cui potenzia tutte le caratteristiche della tradizione.

 

 

 

 

 

 

La musica e la danza sono un patrimonio che in Bosnia riflette la grande diversità presente all'interno di questo paese: cerca le caratteristiche specifiche e confrontale con quelle degli altri popoli dei balcani.

 

La sargija è uno degli strumenti tradizionali che accompagna la danza in bosnia.

Molto simile alla cornamusa, il diple è uno strumento musicale caratteristico della regione balcanica e molto diffuso anche nella tradizione bosniaca.

Fiabe e racconti

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Tempo fa viveva un Re dei rom che era sapiente e possedeva tanti libri di letteratura rom. Questo re teneva in casa anche un asino, legato perché non potesse scappare. Infatti il Re voleva che l'asino imparasse tante cose quante ne aveva imparate lui (...)

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Leggi la fiaba "Il re dei rom e l'asino" - Progetto realizzato durante la fase sperimentale di Atlante on-line a cura delle alunne Alessia D. e Selma M. ; docenti: Zara M. Loretta ed Artese Rosa; classe IV A della Scuola Primaria “A Colombo”, Istituto Comprensivo “G. Sarto” di Castelfranco Veneto, TV; A.S. 2009-2010

La Bosnia è considerata un paese di narratori

 

Una fiaba ci racconta il mondo dei Rom della Bosnia Erzegovina

 

Leggi la storia vera di Asmir che abitava a Sarajevo

Cibo, alimentazione e ricette

Tufakije

Cevapcici (rotoli di carne macinata), bosanski lonak (pentola bosniaca), tufakije (dessert di mele con strato superiore di panna e noci) sono delle ricette raccolte nell'ambito del Progetto realizzato durante la fase sperimentale di Atlante on-line a cura delle alunne Alessia D. e Selma M.; docenti: Zara M. Loretta ed Artese Rosa; classe IV A della Scuola Primaria “A Colombo”, Istituto Comprensivo “G. Sarto” di Castelfranco Veneto, TV; A.S. 2009-2010

Baklava

Gustare i piatti di questo paese è già un viaggio nelle culture che lo compongono. La varietà di culture presenti in Bosnia Erzegovina si può riscontrare nelle differenti preparazioni dei cibi: vi troviamo tradizioni greche e austriache anche se in linea di massima l'origine di molti cibi è turca, come dimostrano gli stufati vegetali, le carni e i dolci tipici come la Baklava

il cibo durante la guerra 

Durante l'assedio di Sarajevo la popolazione ha dovuto adattarsi ad un cibo scadente e spesso scaduto

 

Bosanski Lonac (pentola bosniaca)

Bosanski Lonac è la Pentola bosniaca, un piatto che racchiude i profumi e le suggestioni di questa terra preparato in una pentola di terracotta.

Slow Food 

Sono due i presidi presenti in questo stato, quello del "Formaggio nel sacco" e quello di "Slatko di prugne pozegaca", una specie di conserva di frutta.

 

Cevapi

 

I Cevapi sono polpettine allungate fatte con carne e cipolla e cotte sulla piastra, ricordano molto i Cevapcici croati, anche se in Bosnia normalmente non contengono carne di maiale. I Cevapi sono spesso accompagnati alla Pita

 

Testimonianze

LIBRI 

Božidar Stanišić, Piccolo, rosso e altri racconti, Cosmo Iannone Editore, Isernia, 2012. Sono sei i racconti in cui l'Autore disegna l'esistenza con la profondità della poesia e il dettaglio del pittore, un'esistenza strappata dal "per sempre" della sua casa, della sua patria, della sua lingua, con‭ la sensazione di essere straniero che lo accompagna nella vita, "così come l'ombra segue tutti gli esseri viventi"‬.

 

La Bosnia Erzegovina è soprattutto bella da vedere a l'ospitalità della gente è al di sopra di ogni aspettativa, ma la Bosnia ha anche un storia di guerre e distruzioni recenti che si vedono ancora negli occhi delle persone e sui muri degli edifici.

 

Sarajevo e le tracce della sua storia travagliata

Nel 1914 a Sarajevo venne ucciso Francesco Ferdinando, erede al trono d'Austria. Fu questo l'atto che scatenò l'inizio della prima guerra mondiale.

 

Durante la seconda guerra mondiale, quando la Bosnia Erzegovina faceva parte della Jugoslavia, molti ebrei di questi territori sono stati internati in un campo di concentramento italiano posto sull'isola di Raab. Sentite la storia di Jakob Danon che a quel tempo era un bambino di Sarajevo.

 

La storia tormentata di Sarajevo non cancella il meraviglioso mosaico di mille sfumature che questa città costituisce da secoli nel suo essere ponte tra oriente e occidente

 

Srebrenica è una cittadina in cui nel 1995, durante la guerra, è avvenuta una delle stragi più efferate del conflitto dei balcani.

Diario di Zlata 

E' al suo diario che Zlata, bambina musulmana di 11 anni, racconta la guerra a Sarajevo, una testimonianza che è stata paragonata a quella di Anna Frank.

La guerra di Bosnia degli anni 90 non ha prodotto solo odio. Molte sono state le persone che si sono date da fare per aiutare i propri vicini anche se di cultura e religione diverse dalla propria. "I giusti al tempo del male" è un libro che vuole testimoniare la storia di un territorio da sempre capace di far convivere serenamente persone diverse.

 

Interessante è il racconto che ci fa il fumettista Joe Sacco nel suo libro a fumetti "Safe Area Goradze" a proposito della situazione dei Balcani al momento dello scoppio della guerra.

 

Un interessante viaggio in aereo per arrivare come messaggeri di pace a Tuzla: ecco il racconto di alcuni italiani che hanno visitato questa città nel 2004.

 

Mirko Kovač è uno scrittore nato in Montenegro. Nel suo libro La città nello specchio ci racconta, attraverso le tre generazioni di una famiglia, le vicende che portano alla costituzione della repubblica jugoslava e ad una organizzazione socialista passando per Trebinje (Bosnia-Erzegoina), Dubrovnik (Croazia), Montenegro, Belgrado (Serbia) e Klek in Voivodina (provincia autonoma della Serbia).

Personaggi

Le Donne di Bosnia 

Tra le persone da ricordare ci sono tutte le donne che nel periodo della guerra hanno sofferto e che oggi stanno ricostruendo la società con il loro impegno la loro mediazione, la loro tenacia e la loro creatività perchè quello che hanno vissuto "non accada mai più"

 

Ivo Andric ha ricevuto il premio Nobel per la Letteratura nel 1961 perchè capace di raccontare il mondo della sua terra, un vero e proprio "ponte" tra l'oriente e l'occidente, un luogo di incontro e talvolta di scontro di popoli e culture diverse

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Izet Sarajilic è un poeta scomparso nel 2002 che ha saputo dare voce alla sofferenza di Sarajevo, città in cui ha vissuto negli anni della guerra. Sua è la poesia "Ultimo tango a Sarajevo".

 

Abdulah Sidran

Abdulah Sidran è un poeta, drammaturgo, sceneggiatore ma è soprattutto un gran conoscitore della Bosnia e di Sarajevo, la città in cui vive e in cui ha vissuto gli anni della guerra. Ascolta la sua voce nella sezione sui territori urbani.

 

Kapidžić-Hadžić Nasiha è nata a Banja Luka ed è una scrittrice e poetessa che si è dedicata alla letteratura per l'infanzia: riconosci il suo volto tra i francobolli!