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Paesi | Asia | Asia occidentale | Siria

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Damasco
Superficie (km²): 185180
Densità (ab/km²): 103
Forma di governo: Repubblica (regime autoritario civile-militare)
Data dell'indipendenza: 17 aprile 1946
Indipendenza da: Francia
Moneta: Lira sterlina siriana

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il territorio siriano corrisponde solo in parte alla Siria antica, storica, che all'incirca comprendeva la fascia costiera occupata dai rilievi del Libano e dell'Antilibano: verso est, infatti si spinge, con un caratteristico "becco d'anatra", fino all'alta Mesopotamia, toccando il Tigri e includendo una buona parte del corso medio dell'Eufrate, mentre verso ovest la sua apertura al Mediterraneo è limitata dalla presenza del Libano e dall'appendice turca corrispondente al vecchio Sangiaccato di Alessandretta (passato alla Turchia nel 1939), sicché si affaccia al mare per appena 183 km. Strutturalmente il territorio è formato da distese tabulari che rappresentano la sezione settentrionale del grande Altopiano Siro-Arabico. Su queste superfici cristalline, paleozoiche, che affiorano in diversi punti del Paese, si sono sovrapposte coltri sedimentarie del Mesozoico, con prevalenza di arenarie e calcari del Cretaceo, che hanno oggi una notevole estensione, benché in parte incise e smantellate dall'erosione. Nella sezione occidentale, però, i tavolati sono stati interessati nel Miocene dalle fratture e dai perturbamenti tettonici che rappresentano la continu azione dei movimenti cratogeni che hanno separato l'Africa dall'Asia formando la gigantesca fossa siro-africana: a essi si deve la formazione del Gebel Aansarîyé (o Catena Alauita), che domina la costa siriana, e del Ghâb, la depressione percorsa dal fiume El Aâssi (Oronte). Più a sud gli stessi perturbamenti hanno originato la Catena del Libano (compresa nello Stato omonimo) e dell'Antilibano, di cui appartiene alla Siria il solo versante orientale. A queste dislocazioni tettoniche si devono le manifestazioni vulcaniche che hanno formato vaste e impressionanti superfici basaltiche o rilievi di una certa imponenza, come l'isolato Gebel el-Drouz, o Gebel Druso (1.800 m). Infine la regione posta alla sinistra dell'Eufrate, l'Al Jazira (l'isola), costituisce una sezione del grande bacino sedimentario dell'Iraq; è una vasta pianura formata da potenti strati sedimentari, che quasi insensibilmente declina verso il pedemontane del Tauro, le cui acque ne hanno reso fertile la parte settentrionale. Nonostante quindi non manchino, nella Siria occidentale, le zone accidentate, montagnose, il territorio ha sostanzialmente distese monotone, orizzontali.

 

Clima. Il Paese è in gran parte arido. Solo la fascia prossima al mare gode di un clima mediterraneo, con precipitazioni invernali consistenti (860 mm annui a Latakia) e temperature miti (nella stessa località si registrano 11 °C in gennaio, 26 °C in luglio). Procedendo verso l'interno questi valori mutano gradatamente, il clima si fa più continentale, più arido e ingrato. A Damasco, posta ai piedi dell'Antilibano, in una località quindi già piuttosto esclusa dagli influssi mediterranei, cadono non più di 200 mm annui di pioggia e le temperature di gennaio e di luglio passano dai 6,7 °C ai 27. Procedendo verso est si entra in un ambiente desertico, con precipitazioni scarsissime (meno di 100 mm annui) e forti escursioni termiche che, nonostante l'elevata temperatura estiva, mantengono la media annua intorno ai 18-20 °C.

 

Flora. Il paesaggio della Siria interna settentrionale, in corrispondenza dell'ampio pedemontane del Tauro, al confine con la Turchia, è steppico, con villaggi d'oasi orlati da pioppi lungo i corsi d'acqua temporanei; a sud, al di là dell'Eufrate, si hanno distese desertiche, con hamada di rocce gessose e arenacee, oppure con superfici di ciottoli lavici. Sui versanti dell'Antilibano i suoli rossi, d'origine calcarea, ospitano una vegetazione arborea mediterranea (querce e piante di coltivazione come mandorli, carrubi ecc.), che si fa ricca nel Gebel Aansarîyé. In tutta la sezione occidentale del Paese macchie di vegetazione riparia, di pioppi, olmi, alberi da frutto si raccolgono lungo i corsi d'acqua e i canali d'irrigazione, mentre per il resto si hanno estese colture legnose mediterranee, tra cui spiccano gli olivi.

 

Idrografia. L'idrografia è povera. Il fiume più importante nella sezione mediterranea è l'Oronte che, nato dalla catena del Libano, entrato in Siria raccoglie le acque del Ghâb, trasformando la depressione in una fertile oasi; sfocia a valle di Antakya (Antiochia), ormai in Turchia. L'Eufrate (Al Furat), che dalla lontana Armenia, in Turchia, solcata la Catena del Tauro, attraversa per oltre 650 km la sezione più interna del territorio siriano (dove però è arricchito dall'apporto del Khâboûr), ha quindi una posizione marginale; esso tuttavia vivacizza una sottile ma lunga fascia di terre oasiche che rappresentano una componente importante della geografia umana della Siria. Verso l'Eufrate sono diretti i numerosi uidian che scendono dall'Antilibano, e in particolare l'Uadi el Heil, costellato di pozzi e antica direttrice carovaniera. I larghi letti degli uidian portano acqua solamente dopo i brevi acquazzoni, mettendo capo a specchi lacustri incrostati di depositi salini (Sabkhel Moûh, Sabkhel ej Jabboul ecc). L'Eufrate, soggetto a un regime di tipo pluvio-nivale, ha piene considerevoli nel periodo delle piogge (dicembre-febbraio) e dello scioglimento delle nevi (aprile-maggio), giungendo sino a una portata di 8.500 m3/s, contro i 150 m3/s dei periodi di magra.

Ambiente umano

Testo completo:

Il primo popolamento del territorio siriano rimanda a epoche preistoriche. Nel III millennio a.C. il Paese entrò nella sfera della civiltà sumerica e, in quanto parte del grande arco di terre conosciuto come il Crescente, o Mezzaluna, Fertile, fu sempre successivamente interessato agli sviluppi culturali del mondo mesopotamico. Geograficamente la Siria ebbe il ruolo, sia all'epoca dei Babilonesi sia in quelle successive degli Assiri, dei Greci, dei Romani e poi degli Arabi, di punto d'arrivo dei traffici carovanieri che dall'interno dell'Asia si spingevano verso il Mediterraneo.

 

Antico urbanesimo. A questa funzione si collega l'antico e sviluppato urbanesimo del Paese, esemplificato da una città come Palmira , poi irrimediabilmente decaduta, e più ancora da Damasco, floridissima sotto gli Omayyadi e che ha mantenuto intatta nel tempo la sua importanza. Sempre alla sua posizione tra Mediterraneo e Asia più interna, arabo-mesopotamica, si deve se la Siria fu in ogni epoca coinvolta nelle vicende storiche di tale vasta area, le quali, anziché omogeneizzare il Paese, determinarono delle stratificazioni etniche e culturali, favorite anche dalla presenza di aree montagnose conservative: basti pensare al Gebel Druso e alla Catena Alauita, che tuttora ospitano i seguaci delle rispettive sette religiose. La decadenza della Siria sotto il dominio ottomano e la concomitante, progressiva desertificazione del territorio portarono a una cristallizzazione della popolazione e dei loro patrimoni culturali. Tra questi spiccano quelli religiosi.

 

Composizione etnica. In Siria, Paese per gran parte popolato di popolazioni semitiche, oltre ai musulmani sunniti, che sono la maggioranza (74%), si trovano infatti rappresentanti delle fedi più disparate. Numerose sono sia le sette musulmane (ol tre a quelle ufficialmente riconosciute, come la sciita e l'ismailita, talune sono considerate eretiche, come l'alauita, la drusa, la yazida ecc.), sia le chiese cristiane: ortodosse (greco-ortodossi, armeno-ortodossi, siro-ortodossi), cattoliche (greco-cattolici, armeno-cattolici, siro-cattolici, romano-cattolici), maronita, nestoriana, protestante. Tra le popolazioni d'origine non semitica vi sono i Curdi (6%), che parlano ancora la loro lingua. Circa 140.000 sono ancora i cammellieri nomadi, i cui gruppi principali sono gli Anezeh e gli Shammar, che sfruttano le zone interne con migrazioni pendolari da sud a nord, dai deserti siro-arabici alle pianure steppiche; ai loro spostamenti si adeguano i Sulaib, nomadi artigiani e commercianti. L'antica, nobilissima "aristocrazia del deserto" è però avviata a una progressiva sedentarizzazione.

 

Distribuzione. La popolazione è insediata per il 70% nella Siria occidentale e si appoggia all'Antilibano, alla valle dell'Oronte e alla zona costiera. Popolosa è anche tutta la fascia settentrionale, mentre nella sezione orientale, semidesertica, gli abitanti si concentrano quasi unicamente lungo il corso dell'Eufrate. La Siria ospita oggi una popolazione che è più del doppio di quella che aveva al momento dell'indipendenza. Il ritmo di accrescimento demografico è stato elevatissimo negli ultimi anni: la mortalità molto bassa e la forte natalità spiegano tale indice, cui contribuisce anche una certa immig razione di ritorno di Siriani dall'estero. Gli abitanti risiedono per gran parte in villaggi la cui ubicazione è in genere dettata dalla presenza dell'acqua; sono costituiti da case di fango che nel nord assumono la tipica forma ad alveare (tetto a ogiva); villaggi compatti con abitazioni in pietra si trovano sui rilievi, rifugio di antiche comunità religiose.

 

Centri urbani. La popolazione urbana è tuttavia oggi relativamente elevata, approssimativamente quasi il doppio rispetto al 1950: ciò per effetto di un'immigrazione dalle campagne e come conseguenza di trasformazioni sostanziose, anche se non radicali. Le città siriane sono per lo più centrate su un tell, un'altura su cui si trovano le tracce di antichi insediamenti o i resti di vecchie fortezze islamiche o crociate; alla base è il suq, il bazar, secondo una tradizione che risale all'epoca dei traffici carovanieri, cui Greci, Romani e soprattutto gli Arabi diedero splendidi impulsi, e attorno i vari quartieri abitativi. Tutte le grandi città siriane sono nate come centri carovanieri; così la morta Palmira, così Damasco, Aleppo, Homs, Hama ecc. La capitale, Damasco, centro preistorico già menzionato in epoca sumerica, ha funzioni molteplici: finanziarie, culturali, commerciali ed è anche sede di attività industriali. Segue Aleppo, nella Siria settentrionale, sull'asse ferroviario proveniente dalla Turchia e che porta in Iraq; è anch'essa antica di origine e nobile di tradizioni culturali, oggi attivata da varie industrie. Altre città importanti sono Homs e Hamah, nella fertile e popolata valle dell'Oronte, e Latakia, massimo centro costiero.

Aspetti economici

Testo completo:

La Siria presenta un'economia strutturalmente fragile. Le possibilità agricole sono limitate dalle non favorevoli condizioni climatiche; inoltre, se si eccettuano giacimenti petroliferi non certo di particolare rilievo, il Paese ha ben modeste risorse minerarie. Non sono mancate varie iniziative del governo volte a modernizzare le tradizionali attività agricole e a dare avvio all'industrializzazione del Paese, ma tali iniziative hanno trovato sul loro cammino ostacoli assai ardui. La Siria infatti è forse lo Stato arabo che più drasticamente ha subito le ripercussioni della complessa crisi mediorientale e del lungo e travagliato conflitto con Israele (altissime sono tra l'altro le spese militari che il Paese sostiene). La posizione che ha assunto nella Guerra del Golfo ha migliorato i rapporti con gli Stati Uniti, con l'Europa e con gli Stati arabi moderati.

 

Struttura agricola. L'agricoltura costituisce la base dell'economia del Paese; tuttavia nel suo complesso non è un settore particolarmente fiorente, pur presentando aspetti in vario modo differenziati in relazione all'ambiente naturale e alle trasformazioni apportate dall'uomo. L'irrigazione soprattutto è valsa a rendere coltivabili superfici discretamente vaste, aumentando così, a volte in modo anche considerevole, talune produzioni; ma globalmente intesa, l'agricoltura appare poco modernizzata, attestata anzi su tecniche tradizionali scarsamente redditizie, anche perché il prevalente regime di conduzione agraria, la piccola proprietà, non facilita l'introduzione su vasta scala di nuovi metodi culturali. L'abolizione dell'antico latifondo, spesso parassitario, è stato pur sempre un sensibile progresso, ma la successiva frammentazione fondiaria non ha sostanzialmente modificato il diffuso immobilismo del settore; più economicamente e socialmente incisiva è stata la creazione di cooperative. Il problema certamente più grave da risolvere per l'agricoltura siriana è l'insufficienza della rete d'irrigazione, addirittura determinante per un Paese che solo lungo la costa e nella fascia settentrionale ha precipitazioni sufficientemente copiose (in tali aree anzi i rendimenti sono elevati e le colture si praticano a rotazione). L'irrigazione è del tutto insufficiente e l'autosufficienza alimentare è ancora lontana, almeno fino a che le campagne restano così esposte all'instabilità climatica. Il governo ha perciò da tempo in corso d'attuazione un vasto programma d'irrigazione e ha già riscattato una parte del territorio che altrimenti sarebbe rimasto inutilizzato. Ciò è stato reso possibile mediante la realizzazione di una serie di dighe, atte anche a fornire elettricità alle industrie; la più importante diga è quella di Tabka sull'Eufrate (costruita con l'aiuto sovietico), che ha dato origine al Lago Assad e permette l'irrigazione di circa 640.000 ha.

 

Prodotti dell'agricoltura. Poco meno di un terzo della superficie territoriale è coltivato; di essa la metà è occupata da frumento e da orzo, cereali entrambi che resistono bene alla siccità e che sono diffusi in tutta la fascia occidentale e settentrionale dai tipici suoli rosso-bruni. Si coltivano anche, tutti destinati al consumo interno, mais e miglio e in certe aree irrigue riso, quindi ortaggi, specie pomodori e cipolle, poi ceci, fagioli, fave, lenticchie, nonché patate. Massima coltura commerciale del Paese, destinata in larga misura all'esportazione, è quella del cotone, che è diffusa soprattutto nella valle dell'Oronte; discrete, specie nel distretto di Latakia, sono le coltivazioni del tabacco e della barbabietola da zucchero. Più rilevanti sono però le tipiche colture arboree mediterranee, come quelle della vite e dell'olivo; altre oleaginose presenti sono il sesamo, la soia, il girasole e le arachidi. Buoni raccolti danno infine i frutteti: fichi, che ben si adattano alla siccità, agrumi, albicocche, pere, prugne, pesche ecc. Le foreste, estese nell'antichità, sono ormai pressoché scomparse, ridotte a pochi lembi nei distretti di Latakia, Homs, Hama e Aleppo.

 

Allevamento. Prati e pascoli coprono quasi la metà della superficie territoriale; sono sfruttati sia dalla pastorizia stanzial e sia da quella nomade. Date le condizioni climatiche e pedologiche, prevalgono gli ovini e i caprini; oltre alla lana essi forniscono, come in tutti i Paesi arabi, l'alimento carneo fondamentale. Diffuso è però anche l'allevamento dei volatili da cortile.

 

Risorse minerarie. La Siria non è particolarmente fornita di risorse minerarie; confrontate con l'enorme produzione di altri Paesi arabi,le tonnellate di petrolio annualmente estratte nella Siria nord-orientale non possono certo essere considerate elevate; tuttavia rappresentano la principale fonte di esportazione siriana. Per il resto, si hanno solo giacimenti di asfalto, fosfati, salgemma e gas naturale. È in funzione un oleodotto di 650 km, che porta il petrolio grezzo alla raffineria di Homs e da qui al porto di Tartous; il Paese è inoltre attraversato da due oleodotti: uno proviene da Kirkuk (Iraq) ed è diretto alla citata raffineria di Homs, dove si biforca nei tronchi Homs-Banias e Homs-Tripoli (Libano), l'altro, assai più breve, taglia l'estrema sezione sud-occidentale della Siria provenendo dall'Arabia Saudita e porta il greggio a Saida, nel Libano (entrambi questi oleodotti però sono stati saltuariamente interrotti a causa del conflitto libanese e delle tensioni con l'Iraq e, nel 1982, la chiusura è arrivata inevitabile). Modesta, anche se sensibilmente aumentata nell'ultimo decennio, è la produzione di energia elettrica; un tempo essenzialmente di origine termica, essa è oggi, grazie alla realizzazione di varie centrali idroelettriche, per quasi il 16% di origine idrica.

 

Industria. In stretta relazione con l'incremento della produzione d'energia è da porre lo sviluppo industriale. Benché le ingentissime spese militari pongano un forte freno agli investimenti produttivi, la Siria prosegue nel proprio intento di consolidare le strutture industriali. I principali settori riguardano naturalmente la lavorazione dei prodotti nazionali; presenta particolare rilievo l'industria tessile, specie la cotoniera, con grandi impianti a Damasco e ad Aleppo; si annoverano inoltre oleifici, complessi molitori, zuccherifici, birrifici, tabacchifici, cementifici, concerie, e la citata raffineria di Homs.

 

Comunicazioni. La Siria è sempre stata sin dall'antichità un Paese di transito e molte delle attuali strade si appoggiano sui tracciati delle vecchie carovaniere. Le vie di comunicazione non sono comunque molto sviluppate nonostante i già avviati programmi governativi, miranti al potenziamento sia della rete stradale sia di quella ferroviaria. Quest'ultima risulta particolarmente deficitaria, sviluppandosi per poco più di 2.200 km; il tronco principale collega Aleppo con Homs e Damasco e da esso si dipartono varie diramazioni che si raccordano con le linee dei Paesi vicini: Turchia, Iraq, Libano e Giordania. La rete stradale di 39.000 km (di cui 28.000 km asfaltati) consente di raggiungere abbastanza agevolmente tutti i maggiori centri del territorio. Modesti sono i servizi marittimi (un discreto traffico svolge il porto di Latakia, seguito da quello eminentemente petrolifero di Banias), mentre ben rappresentate sono le comunicazioni aeree, che fanno capo soprattutto agli aeroporti internazionali di Damasco e di Aleppo; compagnia di bandiera è la Syrian Arab Airlines.

 

Commercio. Abbastanza vivaci sono i commerci, specie quelli con l'estero; la Siria esporta prevalentemente petrolio e prodotti petroliferi; seguono, a grande distanza, cotone, prodotti ortofrutticoli, bestiame e asfalto, mentre le importazioni sono essenzialmente costituite da macchinari e prodotti industriali. L'interscambio si svolge soprattutto con vari Paesi europei, come la Francia, l'Italia, la Germania, ma le esportazioni coprono due terzi delle importazioni. I paesaggi naturali e il ricco patrimonio archeologico attraggono numerosi turisti.

Storia

Testo completo:

Il territorio siriano fu sicuramente abitato fin dai più remoti tempi paleolitici: lo attestano soprattutto i resti dei livelli più bassi della stratigrafia messa in evidenza nella località di Jabrud. Numerose sono le testimonianze relative al Paleolitico inferiore, con diversi giacimenti in cui è stato possibile stabilire una sequenza dell'evoluzione dell'Acheuleano, in cui sono presenti complessi dell'Acheuleano antico, come a Sitt Markho nella bassa valle del Nahr el Kebir; dell'Acheuleano medio, come a Berzine e a Latamne a nord di Hama; dell'Acheuleano superiore e finale, come a Gharmachi e Douara, non lontano dall'oasi di Palmira, a Abou Jamaa sull'Eufrate e in alcuni dei ripari dell'Uadi Skifta, vicino a Jabrud. Seguono lo Jabrudiano, industria su scheggia e bifacciali con datazioni comprese intorno a 150.000 anni da oggi, noto in diverse località tra cui El Kowm, e lo Hummaliano, industria su grandi lame datata intorno a 100.000 anni. Livelli musteriani, talvolta di tecnica levallois, sono noti a Douara, El Kowm e nell'Uadi Skifta e in qualche altra località. Nei due ultimi siti citati, sono stati studiati complessi del Paleolitico superiore ed epipaleolitici (Kebariano geometrico), questi ultimi datati tra circa 12.000 e 10.500 anni da oggi.

Non meno copiose le testimonianze risalenti a tempi neolitici, per i quali può distinguersi, oltre a una ricca facies del Natufiano (IX-VIII millennio a. C.), individuata soprattutto negli importanti scavi di Mureybet, un periodo preceramico, risalente agli inizi del VII millennio a. C., messo in luce a Tel Ramad e a Ras Shamra, e un successivo neolitico evidenziato in queste e in altre località, specialmente della zona di Antiochia, in cui la varietà dei prodotti fittili consente la distinzione di aspetti culturali diversi. Per il successivo periodo eneolitico di particolare rilievo sono le scoperte fatte ad Halaf, un tell delle regioni settentrionali. Nel IV millennio si nota, in tutta la regione, l'influenza della cultura mesopotamica di Obeid.

Popolazione

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Popolazione totale: 20410606
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Popolazione urbana (%): 56,06
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Gruppi etnici:

arabi 90,3%, curdi, armeni e altri 9,7%

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Lingue:

arabo (ufficiale), curdo, armeno, aramaico e circassiano (largamente diffuse), francese e inglese (abbastanza diffuse)

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Religioni:

musulmani sunniti 74%, altri musulmani (inclusi alawiti e druze) 16%, cristiani, varie confessioni 10%, ebrei (piccole comunità presenti a Damasco, Al Qamishli e Aleppo)

Demografia

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Tasso di crescita: 1,98
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Tasso di natalità: 23,91
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Tasso di mortalità: 3,52

Media dell'area geografica: 5.1422222455343 (su un totale di 18 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 13,70
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Tasso di mortalità infantile maschile: 18,20
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Tasso di fecondità totale: 3,10
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Rapporto tra i sessi: 102,47
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Età mediana: 21,10
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Aspettativa di vita maschile: 73,91
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Aspettativa di vita femminile: 76,85

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 116

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 0,00
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 0,00
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Tasso di crescita annua: 0,00
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 0,00
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 0,00
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 23
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 31
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 46
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Spesa statale per sanità (%): 2
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Spesa statale per istruzione (%): 9
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Spesa statale per difesa (%): 24
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Tasso di corruzione: 26
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Debito pubblico (%/PIL): 0,00
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Tasso di inflazione : 0,00
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Tasso di disoccupazione: 0,00
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Debito estero (milioni di $): 4.967,79
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Saldo migratorio: -55877
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 2

Indicatori socio-sanitari

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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,00
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Diffusione contraccettivi (%): 54
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Diffusione assistenza prenatale (%): 88
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Assistenza specializzata al parto (%): 96
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Tasso di mortalità materna: 46
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 94
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 84
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 89
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 96
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 95
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 96

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 93
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 96
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 93
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 86
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 87
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 69
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 70
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 63
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 63

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 78,53
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 20,92
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 63,17
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Numero reti televisive: 44
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 22,50

Trasporti

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Aeroporti:

99

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Densità stradale (km/100 km²):

37,73

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

1,5

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Porti:

2