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Paesi | Asia | Asia occidentale | Oman

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Muscat
Superficie (km²): 309500
Densità (ab/km²): 8
Forma di governo: Monarchia
Sito ufficiale del Governo: http://www.oman.om/
Data dell'indipendenza: 1650
Indipendenza da: Espulsione dei portoghesi
Moneta: Riyal omani
Membership:

ABEDA, AFESD, AMF, FAO, G-77, GCC, IBRD, ICAO, ICCt (firmatario), IDA, IDB, IFAD, IFC, IHO, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IPU, ISO, ITSO, ITU, LAS, MIGA, NAM, OIC, OPCW, UN, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, UNWTO, UPU, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Paese vasto, ma in massima parte arido e povero, l'Oman forma una specie di grande arco all'estremità sud-orientale della Penisola Arabica, affacciandosi al golfo omonimo e al Mar Arabico tra il Capo Masandam, sullo Stretto di Hormuz, e il Capo Dharbat Ali, per circa 1.600 km. Esso include varie regioni stori co-geografiche, tra cui essenzialmente a nord il Mascate (stretta fascia per lo più montuosa fronteggiante il Golfo di Oman), e al centro l'assai più esteso Oman propriamente detto, territorio in prevalenza pianeggiante, chiuso a nord dai rilievi del Mascate e ampiamente affacciato a est al Mar Arabico, mentre a ovest, dove i confini sono imprecisi, si distende verso la depressione desertica del Rub' al Khali; all'estremità meridionale è infine il Zufar (o Dhofar), regione montuosa affacciata al Mar Arabico tra i capi Naws e Dharbat Ali, e confinante con lo Yemen. Dal punto di vista geografico l'elemento principale e più interessante del Paese è costituito dai rilievi del Mascate, tettonicamente estranei alla Penisola Arabica e che piuttosto si possono ascrivere al sistema montuoso iraniano, dal quale sono divisi mediante il Golfo di Oman. Si presentano con una serie di pieghe, disposte secondo l'andamento della costa, con potenti sedimentazioni, per lo più calcaree, sovrapposte a rocce archeozoiche; si sviluppano per circa 600 km, con forme però raramente erte o accidentate, assimilabili a quelle di un vasto altopiano. Il sistema, che in genere si mantiene su altitudini di 1.200-1.500 m, tocca i 3.017 m nel Gebel Sham. Il rilievo discende ripido alla costa, percorsa da un'esigua piana (Al Batinah), dove si succedono numerosi centri, anche portuali; esso digrada invece più dolcemente all'interno nella regione di Dhahirah, solcata dagli uidian che si disperdono nelle aree saline del Rub' al Khali: lungo questi corsi d'acqua temporanei sorgono parecchie oasi, sicché anche il Dhahirah è discretamente popolato. Dopo le monotone distese della regione omanica, il Paese torna a farsi accidentato nel Dhufar. Orlo rialzato dell'immenso tavolato ar abico, i Monti del Zufar (Gebel al Qamar, Gebel al Qara') segnano l'estremo tratto orientale del rilievo costiero dell'Arabia meridionale, che assai più vigorosamente è rappresentato, nella cuspide occidentale della penisola, dai Monti dello Yemen. La presenza dei rilievi, che toccano i 1.463 m nel Gebel Simhan, favorisce anche nel Zufar l'insediamento umano, per le migliori condizioni idro-climatiche: sulla costa infatti si trovano numerose oasi, alimentate dagli uidian che scendono dai monti.

Clima e flora. Attraversato dal Tropico del Cancro, l'Oman ha un clima tropicale caldo e asciutto; le scarsissime precipitazioni, in media 100 mm annui, sono apportate dai monsoni: solo sul Gebel al Akhdar si raggiungono i 300 mm annui di pioggia. L'altitudine, oltre a "catturare" l'umidità delle masse d'aria, interviene a mitigare le temperature, ma nella maggior parte del Paese si hanno valori assai elevati: a Mascate la media annua è di ben 28 °C, con inverni caldi (23 °C) ed estati torride (34 °C), rese più gravose dall'altissima percentuale di umidità dell'aria. D'estate inoltre l'interno dell'Oman può essere investito da venti caldi e asciutti, tra cui il simun, che proviene dal deserto. Se si eccettuano le oasi, cui un prezioso sistema di canali sotterranei fornisce acqua d'irrigazione, la vegetazione si riduce a un magro mantello di graminacee che cede alle distese desertiche del Rub' al Khali; sui fianchi dei monti più esposti alle masse d'aria umide si hanno verdi praterie e macchie boschive.

Ambiente umano

Testo completo:

La popolazione è formata per quasi 3/4 da Arabi, ma numerosi sono anche gli Iraniani, i Pakistani e gli Indiani, qui giunti per organizzare fiorenti commerci, e negri a fricani, fatti affluire come schiavi e di cui l'Oman fu a lungo importante mercato. Nell'interno del Paese si hanno gruppi piuttosto esigui di nomadi o seminomadi, dediti all'allevamento, che per lo più si spostano stagionalmente dal deserto ai centri pe demontani. La maggior parte degli Omaniti è però sedentaria e vive in oasi o in villaggi agricoli. Essa si addensa soprattutto nel Mascate, dove esistono centri relativamente popolosi con funzioni anche portuali come Matrah, Suhar e Mascate (Masqat). La capitale fu sede di un vero e proprio impero marittimo in gran parte basato sulla tratta degli schiavi dell'Africa orientale e ancor oggi è dominata da antiche torri e fortezze, sui picchi rocciosi che coronano il porto. Altri attivi centri sono Sur e, nel Zufar, Salalah ; tra le maggiori oasi dell'interno è quella di Nazwa, posta sulle pendici meridionali del Gebel al Akhdar e i cui abitanti si dedicano in prevalenza ad attività tessili e alla lavorazione dei metalli.

Aspetti economici

Testo completo:

Rimasto sino agli anni Settanta praticamente ai margini della moderna economia mondiale, l'Oman è uscito da una secolare situazione di grave arretratezza grazie al petrolio, da cui proviene quasi l'80% delle entrate statali.

 

Agricoltura, allevamento e pesca. L'agricoltura è praticata soprattutto nelle oasi, dove si coltivano palme da dattero, cereali (sorgo, miglio, orzo) e tabacco; la frutticoltura ha antiche tradizioni, specie la coltivazione degli agrumi. Particolarmente curato è l'allevamento di ovini e caprini, di bovini, presenti nel Zufar, e di cammelli. Maggior importanza ha però la pesca, soprattutto delle sardine, che costituiscono la principale risorsa economica per buona parte delle popolazioni costiere e che sono anche in buona parte esportate. Si raccolgono ancora per antichissima consuetudine le ostriche perlifere.

 

Industria. L'attività di tipo industriale è per lo più rivolta al settore delle costruzioni, pur prosperando un vivace artigianato. Ma la scoperta del petrolio (anche se allo stato attuale i giacimenti omaniti, che hanno pozzi a Fahud, Yibal, Natih, Al Huwaisa, Lekhawair, Ghaba, Habur e nel Zufar, sono molto meno ricchi di quelli dei vicini Stati del Golfo) ha indotto una serie di fondamentali trasformazioni nel tessuto socio-economico del Paese. Con i proventi delle royalties sul petrolio (estratto a partire dal 1967 per conto della Petroleum Development Oman Co. , per il 60% di proprietà governativa) sono stati soprattutto potenziati i servizi sociali, scuole e ospedali in primo luogo, nonché le infrastrutture viarie e delle comunicazioni in genere. Dal 1982 è in funzione la prima raffineria a Mina al Fahal, che con i suoi 60.000 barili quotidiani soddisfa l'esigenza nazionale. Importante anche l'estrazione di gas naturale, rame, cromite, oro e argento. Le industrie operano nei settori metallurgico (rame) e del cemento.

 

Comunicazioni e commercio. Il sistema stradale (26.000 km), notevolmente incrementato negli ultimi decenni, si avvale soprattutto della superst rada che collega Mascate con il vicino Stato di Dubai; le altre principali arterie raccordano Matrah con l'oasi di Nazwa e la città di Salalah con Raysut, nel Dhufar. L'Oman dispone degli aeroporti internazionali di Seeb presso Mascate e di Salalah (il Paese possiede insieme al Bahrein, al Qatar e agli Emirati Arabi Uniti la compagnia aerea Gulf Air), nonché del nuovo porto di Qabus, presso Matrah, cui si aggiunge il terminal petrolifero di Mina al Fahal, collegato per oleodotto ai principali giacimenti petroliferi. Il commercio internazionale, più che decuplicato in pochi anni, è basato sull'esportazione del petrolio; per il resto il Paese esporta rame, manufatti, datteri, agrumi, pesce, tabacco. Le importazioni sono eminentemente rappresentate da macchinari e mezzi da trasporto, prodotti industriali vari, generi alimentari. Grazie al petrolio, la bilancia commerciale è attiva; gli scambi più intensi si svolgono con gli Emirati Arabi Uniti, il Giappone, l'Iran e gli Stati Uniti.

Storia

Testo completo:

Situato all'estremità sud-orientale della Penisola Arabica, l''Oman inizia la sua storia con la dominazione persiana del V-VI secolo d.C.; poi, secondo la tradizione, la tribù degli Azd, emigrata nell''Oman alla fine del VI secolo, cacciò i Persiani e instaurò una dinastia araba, che si convertì all'Islām. Geloso della propria indipendenza, l''Oman rifiutò sempre obbedienza al califfo. Gli Azd accolsero la dottrina ibādita, di cui applicarono le regole in fatto di imām: elezione da parte dei dotti, che scelsero l'imām sempre nella tribù Azd (c'erano state successive immigrazioni), ma mai accettando la formazione di dinastie. L'imāmato elettivo terminò nel 1624. Agli inizi del XVI secolo i Portoghesi avevano occupato alcuni porti omaniti, profittando della guerra civile che imperversava nel Paese. Ma nel 1648 furono cacciati dalla locale popolazione araba e da allora l''Oman può essere considerato indipendente. Banū Ya'rub fu travolta da una guerra civile, e l''Oman invaso dai Persiani. A cacciarla fu la famiglia degli Abū Sa'īd, che fondò una nuova dinastia (1741), che condusse una politica espansionistica, fregiandosi del titolo di sayyid (signore). Verso la fine dell'Ottocento apparvero sul territorio gli Inglesi, con cui fu stretta un'alleanza durata fino a tempi recenti.
Grande sovrano fu Sa'īd, che conquistò Zanzibar nel 1784. Tuttavia la potenza omanita era alla fine. Dovette pagare tributo ai Sauditi e affrontare numerose ribellioni. Strinse trattati con gli Stati Uniti (1833) e la Francia (1844). Alla sua morte (1856), il dominio fu diviso tra i due figli: uno ebbe l''Oman e l'altro Zanzibar con i possessi africani. Una convenzione anglo-francese del 1862 riconosceva l'integrità dei due territori. Tuttavia l'Inghilterra esercitò sul Paese un protettorato di fatto. Nel 1913 sorse nell'antica città di Nazwa un nuovo imāmato; si venne a un tacito accordo tra sultano e imām: il primo avrebbe governato la costa, il secondo l'interno. Ma nel 1955 l'imām Ġālib chiese l'ammissione alla Lega araba, rivendicando così un'indipendenza che il sultano non intendeva accettare: appoggiato dagli Inglesi, egli occupò definitivamente Nazwa nel 1959, costringendo l'imām a riparare in Arabia Saudita, il cui governo l'aveva sostenuto nella lotta contro il sultano. La politica interna, perennemente sconvolta da ribellioni di carattere tribale, fu guidata autocraticamente dal sultano Sa'īd dal 1933 al 1970; dopo alcuni tentativi di modernizzazione nel campo scolastico, con l'aiuto di insegnanti iracheni (1936), il Paese fu mantenuto nell'immobilismo.
L'ultimo segno di un glorioso passato, il porto di Gwadar, sulla costa pakistana, fu venduto al governo di quel Paese nel 1958. Negli anni Sessanta nasce il Fronte Popolare per la Liberazione dell''Oman e del Golfo Arabico (FPLOGA), movimento di guerriglia di ispirazione marxista-filocinese che si prefiggeva lo scopo di eliminare la presenza inglese e dei regimi conservatori nei territori indicati dal suo nome. Esso agiva soprattutto nel Dhufar, regione occidentale ai confini con l'allora Yemen del Sud, dal cui governo era appoggiato. Un'opposizione al sultano nacque anche nella famiglia: il 24 luglio 1970 egli fu deposto dal figlio Qābūs, che promise una Costituzione che non fu mai concessa. Avviò, tuttavia, la modernizzazione del Paese, nel 1975 debellò la ribellione nel Dhufar e soprattutto migliorò le relazioni con i vicini Arabi, ricevendone anche aiuti economici e finanziari. Nel 1982 fu stipulato un trattato per la normalizzazione delle relazioni con lo Yemen del Nord.
Nella seconda metà degli anni Ottanta e all'inizio del decennio successivo, il sultano Sayed Qābūs Ben Sa'id continuò a perseguire una politica di apertura sul piano internazionale, anche per sfruttare nel modo migliore la principale risorsa economica dell''Oman: la produzione del petrolio. Su questa base furono stabilite relazioni diplomatiche con diversi Paesi, tra i quali il Perù, la Turchia, il Venezuela e soprattutto l'Unione Sovietica, con la quale nel 1986 furono raggiunti accordi economici e commerciali. Furono poi intensificati i rapporti con gli Stati vicini.
Al miglioramento delle relazioni con lo Yemen del Sud fece seguito, dopo l'unificazione yemenita del 1990, un'intesa sulla demarcazione dei confini, completata nel 1995. Dopo la fine del conflitto che lo vedeva impegnato con l'Iraq, fu possibile anche un riavvicinamento con l'Iran: nel 1989 fu costituito un comitato congiunto di cooperazione economica, mentre tre anni dopo fu siglata un'intesa per l'incremento della cooperazione economica e degli scambi commerciali. Si trattava di una politica tesa a rafforzare, nel suo complesso, l'integrazione fra i Paesi del Consiglio di cooperazione del Golfo; un'integrazione che nelle intenzioni del sultano Qābūs avrebbe dovuto procedere anche sul piano militare, in particolare dopo la guerra del Golfo del 1991, nel corso della quale l''Oman si schierò a favore della coalizione che intervenne contro l'Iraq, concedendo l'uso delle proprie strutture logistiche e partecipando con un proprio reggimento alla liberazione del Kuwait.
Mentre il dinamismo sul piano internazionale conduceva anche al raggiungimento di un accordo sulla demarcazione dei confini con l'Arabia Saudita e all'avvio di un cauto processo di normalizzazione delle relazioni con Israele (negli anni successivi questo processo avrebbe conosciuto fasi alterne), sul piano interno il sultano continuava a esercitare un potere pressoché assoluto, senza che altri organismi potessero incidere concretamente nelle decisioni riguardanti il Paese. Il Consiglio dei ministri è sempre rimasto di nomina del sultano e perciò da questi revocabile, mentre una parziale innovazione è stata prodotta dalla sostituzione dell'Assemblea consultiva con un Consiglio consultivo, istituito nel 1992 e composto da 59 membri, uno per ogni distretto in cui è diviso l''Oman (tre anni dopo i membri sarebbero diventati 80, con la concessione di due rappresentanti ai distretti con più di 30 000 abitanti).
A partire dalla seconda metà degli anni Novanta il sultano ha cercato di avviare una nuova fase, caratterizzata dalla necessità di ridurre il pesante deficit del bilancio pubblico e dalla volontà di diversificare un'economia per troppi anni dipendente solo dal petrolio. Ai tagli alle spese, richiesti peraltro anche dalla Banca mondiale, si è così accompagnato il tentativo di potenziare il settore privato, di sfruttare le risorse naturali e in particolare la pesca, di puntare con decisione su un settore come il turismo, considerato ricco di potenzialità espansive. Il perseguimento di questi obiettivi e la necessità di incoraggiare gli investimenti stranieri nel Paese hanno condotto a un'ulteriore apertura sul piano internazionale e al miglioramento dei rapporti con diversi Paesi tra cui l'India, il Sud Africa, la Gran Bretagna e l'Italia, con la quale l''Oman ha stabilito, all'inizio del 2000, di rilanciare le relazioni bilaterali e di rafforzare i rapporti di carattere economico. Allo stesso tempo, rimanevano particolarmente strette le relazioni con l'Iran, sia dal punto di vista politico sia da quello economico e militare.

Popolazione

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Popolazione totale: 2782435
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Popolazione urbana (%): 73,44
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Gruppi etnici:

arabi, baluchi, indiani, pakistani, sri lankesi, bangladeshi, africani

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Lingue:

arabo (ufficiale), inglese, baluchi, urdu, lingue indiane

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Religioni:

musulmani ibadhi 75%, altri (inclusi musulmani sunniti, musulmani sciiti, hindu) 25%

Demografia

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Tasso di crescita: 2,71
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Tasso di natalità: 19,06
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Tasso di mortalità: 3,72

Media dell'area geografica: 5.1422222455343 (su un totale di 18 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 11,90
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Tasso di mortalità infantile maschile: 12,70
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Tasso di fecondità totale: 2,52
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Rapporto tra i sessi: 142,22
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Età mediana: 25,32
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Aspettativa di vita maschile: 70,88
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Aspettativa di vita femminile: 74,83

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 84

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 72,68
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 85,00
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Tasso di crescita annua: 5,50
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 23.572,40
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 27.567,00
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): 12152
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Spesa statale per sanità (%): 7
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Spesa statale per istruzione (%): 15
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Spesa statale per difesa (%): 33
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Tasso di corruzione: 47
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Debito pubblico (%/PIL): 0,00
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Tasso di inflazione : 3,29
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Tasso di disoccupazione: 0,00
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Debito estero (milioni di $): 0,00
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Saldo migratorio: 153003

Indicatori socio-sanitari

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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,10
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Diffusione contraccettivi (%): 24
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Diffusione assistenza prenatale (%): 99
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Assistenza specializzata al parto (%): 99
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Tasso di mortalità materna: 20
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 92
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 77
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 88
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 97

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 98
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 98
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 81
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 82
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 81
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 83

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 41,51
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 10,10
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 168,97
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Numero reti televisive: 13
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 68,00

Trasporti

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Aeroporti:

130

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Densità stradale (km/100 km²):

 

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

-

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Porti:

2