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Paesi | Asia | Asia occidentale | Libano

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Beirut
Superficie (km²): 10400
Densità (ab/km²): 392
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.presidency.gov.lb/
Data dell'indipendenza: 22 novembre 1943
Indipendenza da: Francia
Moneta: Lira libanese
Membership:

ABEDA, ACCT, AFESD, AMF, FAO, G-24, G-77, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICRM, IDA, IDB, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IPU, ISO, ITSO, ITU, LAS, MIGA, NAM, OAS (osservatore), OIC, OIF, PCA, UN, UNCTAD, UNESCO, UNHCR, UNIDO, UNRWA, UNWTO, UPU, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO (osservatore)

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Esteso dalle pendici occidentali della catena dell'Antilibano (o Gebel esh Sharqi ) al Mar Mediterraneo, il territorio del Libano poggia su un antichissimo zoccolo cristallino, sul quale si andarono depositando sedimenti mesozoici (in particolare arenarie e calcari del Cretaceo); in seguito ai sommovimenti del Cenozoico, che determinarono la poderosa frattura siro-africana, si originarono nel Libano due pronunciate anticlinali, la catena del Libano a ovest, quella dell'Antilibano a est, tra cui s'interpose una ben marcata fossa. Alluvioni del Neozoico hanno colmato la depressione centrale dando origine a un'ampia valle, la Békaa, che percorre trasversalmente tutto il Paese in direzione nord-est/sud-ovest. La catena del Libano domina da vicino la costa, lasciando perciò esiguo margine alla pianura litoranea; articolata e protetta da una serie di promontori, la costa ha visto sin dall'antichità lo sviluppo di numerosi centri portuali. La catena del Libano fo rma un rilievo imponente specie a nord, dove nel Qornet es-Saouda tocca i 3.083 m; essa scende al Mediterraneo con un pedemonte collinare, inciso da valli in genere ampie, mentre più brusco è il versante interno. Larga 10 km e più, la Békaa corrisponde a una fascia pianeggiante, elevata in media 900 m, fitta di colture e ben irrigata, che si sviluppa per circa 120 km nel cuore del Paese. La catena dell'Antilibano, infine, ha una morfologia in genere dolce, tabulare, e un andamento piuttosto discontinuo; si deprime nel tratto centrale, toccando le massime cime nella sezione settentrionale (Gebel Ouâdi Hajar, 2.629 m) e soprattutto in quella meridionale con il Monte Hermon (o Gebelech Cheikh, 2.814 m), l'imponente massiccio che sovrasta i tavolati siriani da un lato e le colline della Galilea dall'altro.

 

Clima e flora. Il Libano gode di un clima essenzialmente mediterraneo, contraddistinto da inverni miti e piovosi e da estati assai calde e asciutte; tale fondamentale carattere climatico è però alterato dalla marittimità, dall'altitudine, dai diversi influssi delle masse d'aria. In particolare il rilievo, parallelo alla costa, impedisce il passaggio delle masse d'aria umide del Mediterraneo, e l'aridità della Békaa già preannuncia il deserto siriano. Le piogge si aggirano nella pianura costiera sui 700-800 mm annui, ma si riducono a 400-500 mm nella Békaa e sui fianchi dell'Antilibano, mentre sulle più esposte pendici occidentali della catena del Libano possono anche toccare i 2.000 mm annui; alle alte quote non mancano, d'inverno, copiose precipitazioni nevose. L'escursione termica, non molto accentuata sulla costa (a Beirut la media passa dai 12-14 °C del mese di gennaio ai 22-25 °C di luglio), si accresce nell'interno dove però, oltre alla continentalità, esercita un importante ruolo anche l'altitudine; così a Rayak, a 908 m d'altezza, si hanno 4 °C in gennaio e 20 °C in luglio, e nella celebre stazione climatica e sciistica di Les Cèdres, a 1.855 m, la media invernale si aggira sugli 0°, quella estiva sui 15 °C. In rapporto alle condizioni climatiche sulla fascia costiera è diffusa la macchia mediterranea, mentre sui rilievi, sino ai 2.000 m, si hanno formazioni boschive, con faggi, querce, abeti, pini, che a più alte quote cedono a magri pascoli. Le steppe infine occupano le aree più aride, particolarmente la Békaa.

 

Idrografia. L'esiguità del territorio e la prossimità dei rilievi al mare impediscono la formazione di una rilevante rete idrografica. Inoltre i fiumi libanesi hanno in genere un regime torrentizio, traendo in gran parte alimento dalle piogge invernali. Dalla catena costiera scendono al Mediterraneo vari corsi d'acqua, brevi e precipiti, tra cui il fiume Kebir (che segna il confine con la Siria), l'Ibrâhim e il Beirut; bacini molto più estesi, nonché una meno accentuata incostanza di regime, hanno i fiumi della Békaa, cioè il Litâni (Leonte), il principale fiume interamente libanese, che scorre verso sud sfociando presso Tiro, e l'Aâssi (o Asi), l'antico Oronte, che volge a nord, entrando presto in territorio siriano.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento ed etnie. Abitato da popolazioni autoctone sin dal Paleolitico, il Libano vide già nel III millennio a.C. l'invasione e lo stanziamento di popoli semitici tra cui i Fenici, con i quali il Paese è entrato nella storia come grande nazione marinara. Le favorevoli condizioni ambientali influirono sul popolamento, che ebbe e ha tuttora densità assai superiori a quelle dei Paesi vicini; il Paese fu inoltre demograficamente influenzato dall'aver costituito, nei periodi di più acceso proselitismo islamico, un sicuro asilo ai fedeli delle più svariate chiese, cattoliche e ortodosse, nonché alle stesse minoranze arabe eterodosse, quali i Drusi. Ciò spiega come, oltre alla fascia costiera, siano ben popolate le plaghe montane, che rappresentano naturalmente le zone di maggior protezione, mentre più rado è l'insediamento nella Békaa.

 

Sviluppo demografico e città. Il forte incremento della popolazione si ebbe solo al termine della dominazione ottomana, prendendo soprattutto avvio negli anni che precedettero l'acquisizione dell'indipendenza. Così i 785.000 abitanti del 1932 erano già quasi raddoppiati (1.450.000) nel 1956. Solo una piccola parte della popolazione libanese vive tuttora nei villaggi agricoli, ubicati specialmente nell'interno, mentre le città si scaglionano lungo la costa. La capitale accoglie ormai 1,9 milioni di abitanti (con l'agglomerato urbano), ed è centro commerciale e finanziario, e sede altresì delle principali industrie del Paese; segue per importanza Tripoli (con il centro satellite di El Mina), cui fa capo l'oleodotto proveniente dall'Iraq (attualmente non utilizzato), mentre ruoli molto minori svolgono oggi Saida (Sidone) e Tiro, le due prestigiose città fenicie. Nell'interno sono Zahlé e Baalbek , antico centro commerciale della Békaa, che vanta uno dei più imponenti complessi archeologici del Medio Oriente.

Aspetti economici

Testo completo:

Grazie alla favorevole posizione geografica, alla tradizionale abilità e intraprendenza commerciale dei suoi abitanti, a una politica economica che mirava a privilegiare la libera iniziativa, a una legislazione assai compiacente nei confronti dei capitali esteri, il Libano si era imposto, fino allo scoppio della guerra civile, come la principale piazza f inanziaria del Vicino Oriente, il tramite ideale tra i Paesi industrializzati e gli Stati arabi. Questo significò una estrema dilatazione del settore terziario (costituito principalmente da un centinaio di grandi banche e compagnie di assicurazione, natu ralmente sostenute dall'afflusso di denaro straniero), mentre le strutture economiche nel complesso apparivano fragili: era scarsamente valorizzata l'agricoltura, così come non era sufficientemente incentivato lo sviluppo dell'industria. Per quanto riguarda la distribuzione dei redditi, una profonda spaccatura separava la ristretta cerchia di ricchissime famiglie da una massa contadina e da un proletariato, anzi un sottoproletariato, urbano rimasti in condizioni estremamente arretrate.

 

Conseguenze della guerra civile. La guerra civile iniziata nel 1975 e il suo continuo riaccendersi, che ha causato al Paese danni ingentissimi e perdite umane non meno elevate (le distruzioni subite dall'assetto produttivo sono state valutate al 60% sia per gli impianti industriali sia per le principali colture), ha altresì lacerato, forse in modo non più ricostruibile, questo tessuto sociale, politico, economico già segnato da divisioni gravissime, cui la distinzione religiosa tra cristiani e musulmani aggiungeva un ulteriore e non meno determinante fattore di separazione. In effetti oggi si potrebbe parlare di due Stati e di due compagini socio-economiche: due ben precise zone d'influenza, passando attraverso Beirut, ripartiscono il territorio nazionale e contrappongono una zona settentrionale, controllata dai cristiano-maroniti, a una meridionale, egemonizzata dai musulmani.

 

Agricoltura. Il Libano è relativamente favorito quanto a possibilità idriche; la natura montuosa di gran parte del suolo (è incolto o improduttivo oltre il 62% del territorio) rende tuttavia difficoltosa l'irrigazione, che viene praticata sul 28% dell'arativo. Prevale la piccola conduzione diretta, poco redditizia. Tra le colture cerealicole, di scarso ril ievo, primeggia il frumento, seguito da orzo, mais, avena e sorgo, tutti destinati al consumo interno. I principali prodotti agricoli d'esportazione sono gli agrumi (con prevalenza delle arance), quind i le banane; tra le altre colture fruttifere primeggia la vite che, coltivata sino a 1.500 m, usata in parte per la vinificazione e in parte per produrre uva passa; buon rendimento danno anche le mele, le albicocche, le pesche, le pere. Tra le colture oleifere, oltre al prevalente olivo, si annoverano il girasole e le arachidi. Il tabacco infine è una discreta risorsa per i villaggi montani. I boschi, che coprono poco più del 7% della superficie territoriale , sono degradati; in particolare sono quasi scomparsi i famosi cedri del Libano.

 

Allevamento e pesca. Come si è verificato per l'agricoltura, anzi in termini ancor più drammatici, il settore zootecnico ha subito danni enormi dalla guerra civile, benché l'allevamento del bestiame continui a rappresentare per la popolazione rurale un'attività complementare al lavoro dei campi. Prevalgono i volatili da cortile, gli ovini e i caprini; modestissimo è il numero dei bovini, data l'estrema esiguità delle aree a prato e a pascolo permanente, e del pari quello dei suini, com'è tipico del mondo arabo. Non molto praticata è la pesca, che ha sempre svolto un ruolo non rilevante nell'economia nazionale a causa della scarsa pescosità del mare.

 

Risorse minerarie. Quanto al settore minerario, la cui posizione nel quadro economico è del tutto marginale, si hanno in pratica solo giacimenti di minerali ferrosi e rocce fosfatiche. La produzione di energia elettrica, essa pure non adeguata alle necessità del Paese, si basa per circa la metà su petrolio d'importazione.

 

Industrie. La quasi completa mancanza di materie prime e l'insufficienza di fonti energetiche hanno lungamente ostacolato il sorgere dell'industria, che in pratica si è sviluppata solo negli anni Cinquanta, per lo più a opera di iniziative private; non adeguatamente incisiva si è dimostrata la presenza statale, malgrado sia stato fondato nel 1976 un apposito Ente di Sviluppo e Ricostruzione, per accelerare l'opera di ripristino degli apparati industriali distrutti durante la guerra civile; l'industrializzazione è comunque rallentata dalla carenza di manodopera specializzata e da un fragile apparato infrastrutturale. È in special modo deficitaria l'industria di base: oltre all'impianto siderurgico di Jbeil, che lavora il minerale estratto localmente, si hanno soltanto alcuni cementifici mentre le due raffinerie di petrolio, una delle quali a Tripoli, già sbocco dell'oleodotto dall'Iraq, e l'altra a Saida, dove faceva capo l'oleodotto proveniente dall'Arabia Saudita, sono oggi inattive. Più ampio è il ventaglio delle industrie manifatturiere, costituite però essenzialmente da piccole o medie aziende; vanta buone tradizioni il settore tessile, che ha i suoi punti di forza nel cotonificio e nel setificio, mentre più modesta è l'attrezzatura laniera. Sono inoltre ben rappresentate le industrie di trasformazione dei prodotti agricoli (zuccherifici, oleifici, conservifici, manifatture di tabacchi, birrifici); si annoverano infine piccoli stabilimenti meccanici. Ma va anche ricordato che molte fabbriche sono state definitivamente chiuse e quelle ancora attive lavorano al 50% della capacità produttiva, se non meno. L'alto grado di rischio, soprattutto nel 1983, ha scoraggiato in modo quasi totale l'afflusso di capitali dall'estero. Gli aiuti dai Paesi dell'OCSE, dagli USA, dalla Francia non hanno tuttavia impedito che la linea di ricostruzione e di sviluppo rimanesse ferma sulla carta.

 

Comunicazioni. Millenario nodo di transiti e commerci tra Oriente e Occidente, il Libano ha provveduto da tempo a fornirsi di una buona rete di vie di comunicazione, particolarmente stradali (su di esse tuttavia si sono concentrate le azioni belliche); più carente è il sistema ferroviario. Le principali arterie si sviluppano lungo la fascia costiera, collegando i maggiori centri libanesi; un tronco ferroviario, cui si affianca una superstrada, si dirama da Beirut sino a Damasco. Vivace è il movimento del porto di Tripoli e ancor più, in condizioni normali, quello di Beirut, data la sua funzione di porto franco; l'attività portuale è stata però bloccata durante la guerra civile e anche successivamente in più occasioni. La capitale è inoltre servita dall'aeroporto internazionale di Khaldé; il Libano si avvale di due compagnie di bandiera, la MEA (Middle East Airlines) e la TMA (Trans-Mediterranean Airways).

 

Commercio. Le attività terziarie sono di gran lunga la struttura portante dell'economia libanese. Cronico e gravissimo è però il deficit della bilancia commerciale: le esportazioni coprono in media appena una piccola parte delle importazioni. Il passivo è tuttavia ampiamente alleggerito dai depositi bancari dei capitali europei e americani e dalle ingenti rimesse degli emigrati; il permanere dell'estrema instabilità politica ha invece drasticamente ridotto i proventi del turismo floridissimo prima del 1975 (contribuiva per un quinto alle entrate valutarie del Paese). Le importazioni, rappresentate in buona parte da macchinari e veicoli, prodotti industriali vari, combustibili e generi alimentari, provengono massimamente dalla Unione Europea e dagli USA; le esportazioni, tra cui un certo rilievo hanno i prodotti agricoli, sono rivolte tradizionalmente verso gli Emirati Arabi Uniti e l'Arabia Saudita; tuttavia la prima voce dell'interscambio è data dalle pietre e dai metalli preziosi, il che rende così peculiare la bilancia commerciale del Libano.

Storia

Testo completo:

Le industrie più antiche del Libano sono caratteristiche di varie fasi dell'Acheuleano e si ritrovano in diversi siti, come per esempio nei dintorni di Ras Beirut (Acheuleano datato a circa 600.000 anni e Acheuleano di tecnica Levallois), a Joubb Jannine nella valle del Litani (Acheuleano medio) e a Ras el Kelb, non lontano da Beirut. Il Paleolitico medio è ben rappresentato con livelli iniziali riferiti all'Amudiano e allo Yabrudiano (Adlun, vicino a Saîda), seguiti da complessi levalloiso-musteriani (Ras Beirut, Abu Halka vicino a Tripoli, Naamé vicino a Beirut, Ras el Kelb). La sequenza più completa è offerta dal grande riparo di Ksar Akil (Beirut), con depositi che iniziano con complessi levalloiso-musteriani, datati alla sommità a 44.600 anni da oggi, e con resti umani neandertaliani; seguono livelli di fasi antiche del Paleolitico superiore, da cui proviene una sepoltura, sormontati da diversi livelli dell'Aurignaziano del Levante, con datazioni comprese tra 32.000 e 26.000 anni da oggi; i livelli superiori contengono infine complessi epipaleolitici attribuiti al Kebariano. Questa facies, compresa tra 17.000 e 12.000 a. C., si ritrova in diversi altri siti, come per esempio nel riparo di Bergy vicino a Ksar Akil, dove è anche presente la fase successiva nota col nome di Kebariano geometrico (12.000-10.500 a. C.), e a Jiita (Beirut).

 

Popolazione

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Popolazione totale: 4227597
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Popolazione urbana (%): 87,25
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Gruppi etnici:

arabi 95%, armeni 4%, altri 1%

Numerosi cristiani libanesi non si identificano come arabi, ma semiti discendenti dei fenici

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Lingue:

arabo (ufficiale), francese, inglese, armeno

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Religioni:

musulmani 59,7% (sciiti, sunniti, druze, ismailiti, alawiti o nusayri), cristiani 39% (cattolici maroniti, greco-ortodossi, melchiti cattolici, ortodossi armeni, cattolici siriani, cattolici armeni, ortodossi siriani, cattolici, caldei, assiri, copti, protestanti), altre 1,3%

Demografia

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Tasso di crescita: 0,85
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Tasso di natalità: 15,94
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Tasso di mortalità: 6,88

Media dell'area geografica: 5.1422222455343 (su un totale di 18 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 17,60
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Tasso di mortalità infantile maschile: 26,20
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Tasso di fecondità totale: 1,86
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Rapporto tra i sessi: 95,41
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Età mediana: 29,11
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Aspettativa di vita maschile: 69,86
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Aspettativa di vita femminile: 74,18

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 72

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 39,04
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 61,44
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Tasso di crescita annua: 3,00
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 9.862,44
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 15.522,50
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 6
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 21
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 74
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -5462
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Spesa statale per sanità (%): 2
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Spesa statale per istruzione (%): 7
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Spesa statale per difesa (%): 11
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Tasso di corruzione: 30
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Debito pubblico (%/PIL): 131,68
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Tasso di inflazione : 3,07
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Tasso di disoccupazione: 0,00
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Debito estero (milioni di $): 24.767,20
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Saldo migratorio: -12500
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 9140
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 14470

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 100
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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,10
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Diffusione contraccettivi (%): 58
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Diffusione assistenza prenatale (%): 96
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Assistenza specializzata al parto (%): 98
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Tasso di mortalità materna: 26
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 100
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 100
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 100

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 99
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 98
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 92
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 90
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 92
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 97
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 97
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 79
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 71
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 68
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 61

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 30,15
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 21,13
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 78,65
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Numero reti televisive: 12
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 52,00

Trasporti

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Aeroporti:

7

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Densità stradale (km/100 km²):

 

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

3,9

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Porti:

4

Fiabe e racconti

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Un bel mattino d’estate, una formica interrogò una vespa che svolazzava spensierata. "Perché sei così felice?" chiese. La vespa rispose: "Sono libera di andare dove voglio, di posarmi dove preferisco e di mangiare quello che mi piace. Diversamente da te, non ho motivi per essere triste."

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Leggi la fiaba La formica e la vespa - (Progetto realizzato durante la fase sperimentale di Atlante on-line a cura delle alunne Anna ed Ilaria; docenti: Zara M. Loretta ed Artese Rosa; classe IV A della Scuola Primaria “A Colombo”, Istituto Comprensivo “G. Sarto” di Castelfranco Veneto, TV; A.S. 2009-2010)

 

Cibo, alimentazione e ricette

Riso e ananas

Musakhan

Riso e ananas è un primo piatto freddo, il musakhan è un secondo di pollo (adagiato su una base di pane) e la torta di patate alla frutta secca un dessert: gli ingredienti utilizzati e la presenza di frutta e verdura fresche rendono la cucina libanese tra le più raffinate e ricercate della regione medio-orientale

(Progetto realizzato durante la fase sperimentale di Atlante on-line a cura delle alunne Anna ed Ilaria; docenti: Zara M. Loretta ed Artese Rosa; classe IV A della Scuola Primaria “A Colombo”, Istituto Comprensivo “G. Sarto” di Castelfranco Veneto, TV; A.S. 2009-2010)