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Paesi | Asia | Asia occidentale | Iraq

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Baghdad
Superficie (km²): 438320
Densità (ab/km²): 64
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 3 ottobre 1932
Indipendenza da: Regno Unito
Moneta: Dinaro iracheno
Membership:

ABEDA, AFESD (sospeso), AMF, CAEU, FAO, G-77, IAEA, IBRD, ICAO, ICRM, IDA, IDB, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, ISO, ITSO, ITU, LAS, MIGA, NAM, OAPEC, OIC, OPEC, PCA, UN, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, UNWTO, UPU, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO (osservatore)

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il territorio iracheno comprende, oltre alla Mesopotamia, con cui si tende a identificarlo, un vasto lembo orientale del Deserto Siriaco e gli ultimi tavolati del Nafud (Arabia Saudita) a ovest, i primi rilievi della catena dello Zagros a est, un'estrema sezione della stessa catena a nord che corrisponde al Kurdistan meridionale. Circa il 60% del territorio è parte della pianura mesopotamica, vasta area depressionaria orientale (Iraq significa appunto bassura) del tavolato siro-arabico, colmata verso il Golfo Persico dalle alluvioni recenti del Tigri e dell'Eufrate : è perciò una zona di passaggio tra la Siria (e quindi il mondo mediterraneo) e il Golfo Persico, naturale corridoio verso il mondo indiano. La sua struttura geologica è relativamente semplice: è costituita essenzialmente da un imbasamento paleozoico che, ricoperto da potenti stratificazioni sedimentarie marine, si contrappose ai movimenti orogenetici cenozoici (a cui si ricollegano i vasti espandimenti di rocce effusive presenti a nord) che hanno formato gli archi montuosi del Tauro e dello Zagros. La grande zolla, rimasta essenzialmente rigida, subì un'inclinazione verso sud e, a partire dalla fine del Cenozoico, fu ricoperta nella sezione più meridionale dalle alluvioni depositate dal Tigri e dall'Eufrate, secondo un processo tuttora in corso, come testimoniano le continue variazioni morfologiche egli spostamenti della linea di costa. L'orlo montuoso dell'Iraq, che nella parte orientale supera in più punti i 3.500 m (Keli Haji Ibrahim, 3.600 m), forma un gigantesco arco di catene diretto prima da ovest a est e poi da nord-ovest a sud-est fin quasi a lambire il Golfo Persico. I monti scendono ripidi sul bassopiano o vi si smorzano con una serie di lunghe e spettacolari pieghe anticlinali: fratture tettoniche hanno favorito l'infiltrarsi di colate basaltiche e questi monti, per lo più formati da rocce calcaree, incisi da gole, si presentano aridi e nudi anche per la diffusione che vi hanno i fenomeni carsici. Nei settori occidentale e sud-occidentale del Paese si estendono invece monotone piattaforme, debolmente inclinate verso l'Eufrate e preludio ai deserti di Arabia e di Siria; i solchi degli uidian e le alture basaltiche ne sono la più marcata componente morfologica.

 

Clima e flora. Grande influenza sul clima dell'Iraq hanno soprattutto le alture del tavolato arabo-siriano, che impediscono ai venti mediterranei di far sentire il loro benefico influsso. D'altra parte le catene che chiudono il Paese a nord precludono l'accesso ai venti freschi settentrionali. Nel complesso il clima dell'Iraq è di tipo nettamente continentale, caldo e asciutto. Soprattutto elevatissimi sono i valori termici estivi, con medie nel mese più caldo (luglio) di 35 °C a Baghdad e di oltre 33 °C a Mosul, e massimi anche di 50-51 °C. Miti sono gli inverni: Baghdad ha, nel mese più freddo (gennaio), una temperatura di 10 °C, mentre a Mosul si toccano i 7 °C. Le precipitazioni (nei mesi invernali) sono limitate, ma aumentano verso l'interno del Paese. Eccezion fatta per le zone desertiche, i valori minimi (anche meno di 100 mm annui) si riscontrano tra Baghdad e Bassora; tale valore aumenta progressivamente verso nord, fino ai 500 mm nelle fasce pedemontane e sino a 800 mm annui sui rilievi più esposti. Grazie alle acque fluviali, la Mesopotamia si presenta come un'unica grande oasi che fiancheggia il Tigri e l'Eufrate, ampliandosi nelle zone irrigate da canali. Il verde è dato dai campi e dalla vegetazione arborea, rappresentata soprattutto da palme da dattero, che si spingono verso nord fin quasi all'altezza di Samarra; nella fascia pedemontana settentrionale il manto vegetale è dato dalle steppe (graminacee, artemisie), mentre sui rilievi compare a tratti l'ammanto arboreo costituito essenzialmente da querce. Macchie di vegetazione riparia (pioppi, salici) punteggiano i fondi valle.

 

Idrografia. L'idrografia della Mesopotamia, totalmente identificabile con quella dell'intero Iraq, è dominata dal Tigri e dall'Eufrate, fiumi che nascono dall'altopiano armeno, in una zona ricca di acque, dove le precipitazioni invernali cadono sotto forma di neve, costituendo una preziosa riserva: le portate sono perciò massime nel momento dello scioglimento delle nevi (marzo-maggio). Dopo aver attraversato il Paese da nord a sud, i due fiumi confluiscono a Qurna formando lo Shatt-al-Arab, che sfocia nel Golfo Persico. Dei due fiumi l'Eufrate è il più povero di acque, nonostante il suo bacino (765.000 km 2 ) sia più ampio di quello del Tigri, dato che nasce nella parte meno piovosa dell'Anatolia. La sua portata nei periodi di piena è di 1. 750 m3 al secondo, nei periodi di magra 250 m3 (a Ramadi); le portate massime e minime del Tigri (a Baghdad) sono rispettivamente di 3.000 m3 e 800 m3 al secondo. Entrambi i fiumi sono soggetti a piene eccezionali ma specialmente il Tigri, dato il rilevante apporto dei suoi grossi affluenti (Piccolo e Grande Zab , Diala) che scendono dallo Zagros. Lungo le rive del Tigri e dell'Eufrate, dalla latitudine di Baghdad fino al mare, si trovano delle vaste regioni paludose, dette hor o bahr, più o meno estese secondo le piogge e le inondazioni dei fiumi; sin dall'antichità l'uomo ha sfruttato le depressioni anfibie per far dirottare una parte delle acque durante le piene e questa forma di controllo dei fiumi è stata usata anche in epoca moderna, insieme con la costruzione di grosse dighe sul Piccolo e sul Grande Zab, consentendo al tempo stesso l'irrigazione di grandi comprensori agricoli.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento. L'Iraq è terra di antichissimo popolamento; in particolare la Mesopotamia cominciò ad attrarre l'uomo in modo decisivo allorquando il clima terrestre conobbe, dopo le fasi umide postglaciali, i primi periodi di aridità. Lungo il Tigri e l'Eufrate si estendevano probabilmente fasce boscose dove le acque fluviali consentivano, sui suoli umidificati, la coltivazione dei cereali. Sorsero i primi insediamenti stabili e le testimonianze archeologiche hanno rivelato che accanto all'agricoltura era praticato anche l'allevamento degli ovini, dei caprini, dei bovini. Con l'ulteriore inaridirsi del clima si ebbe un ancor più accentuato addensamento umano lungo i fiumi. I Sumeri e gli Accadi furono i primi popoli che riuscirono a creare una vasta e complessa organizzazione sedentaria, all'incirca nel IV-II millennio a.C., fondendo piccoli regni che si estesero per aggregazione. Ur, una delle prime e grandi città-Stato dei Sumeri, sorgeva allora sulla riva del mare, progressivamente spostatasi verso sud a causa degli apporti detritici dei fiumi. Ai Sumeri si devono, con la fondazione delle prime città (Ur, Uruk ecc.), le prime opere idrauliche d'irrigazione e di controllo dei fiumi, che restarono come fattori determinanti delle successive civiltà . Più tardi si ebbe uno spostamento verso nord dell'occupazione umana; nel II millennio a.C. Babilonia divenne la città più importante della Mesopotamia, cui succedette Ninive, la capitale degli Assiri. Solo con la comparsa degli Arabi la terra mesopotamica conobbe un nuovo periodo di splendore. Nell'VIII secolo d.C. Baghdad, sorta circa 100 km a nord di Babilonia , divenne la splendente capitale degli Abbasidi, centro di vita islamica. La sua decadenza assunse il carattere di un vero tracollo con la ful minea e distruttiva apparizione dei Mongoli di Gengis Khan, che ruppe il mirabile e millenario equilibrio idraulico e iniziò processi di rigetto della popolazione sedentaria verso il nomadismo, la pastorizia errante, esaltata dall'ulteriore desertificazi one della pianura. Il consolidarsi del dominio ottomano cristallizzò questa condizione e il Paese è così entrato nell'epoca moderna in condizioni di generale arretratezza. Sotto gli Inglesi si ebbero, insieme con lo sfruttamento petrolifero, i primi gran di lavori di sistemazione idraulica che hanno ridato un nuovo equilibrio all'economia irachena, sebbene la popolazione sia nel frattempo considerevolmente aumentata.

 

Demografia ed etnologia. All'epoca della prima guerra mondiale l'Iraq contava non più di 2,5 milioni di abitanti e le condizioni igienico-sanitarie erano disastrose, a causa delle malattie epidemiche. Nel 1938 la popolazione aveva raggiunto i 3,7 milioni; successivamente l'incremento naturale registrò notevoli progressi e nel 1950 si contavano c.a. 5 milioni di abitanti, cresciuti poi con un ritmo piuttosto elevato. Il 77% circa della popolazione è costituita da Arabi, mentre il resto è rappresentato da genti di origine non semitica, i più numerosi sono i Curdi (19 % circa), insediati soprattutto nelle zone montuose settentrionali; altre minoranze sono rappresentate da Azerbaigiani, Turchi, Iraniani, Assiri. Le maggiori concentrazioni della popolazione si hanno nella parte centrale del Paese, nella fertile pianura tra Baghdad, Kerbela e Diwaniya; medie fra 30 e 60 abitanti/km 2 si registrano nel nord, fra Kirkuk e Mosul, e nel sud-est, tra Nasiriya e Bassora. Al di fuori delle oasi si hanno aree pressoché spopolate, transitorio dominio dei nomadi, che complessivamente assommano a poco meno di mezzo milione.

 

Centri urbani. Gran parte della popolazione vive nei villaggi, raccolti in vicinanza dei fiumi e dei canali o attorno ai pozzi, all'ombra delle palme o, come i Maadan, nelle isole anfibie del sud. Le città invece sorgono non lontano dagli antichi centri, in rapporto alle mutazioni dei corsi fluviali. Prossima a Babilonia e a Ctesifonte, al centro della Mesopotamia, è Baghdad, importante centro economico, culturale, amministrativo e industriale. A breve distanza da Baghdad si sono sviluppati vari nuclei rurali, tra cui assai popolati quelli di Adhamiy a e di Kadhimain. Nella sezione centrale del Paese centri importanti sono Kerbela, città santa dei Musulmani Sciiti, e Najaf. Nel nord la città maggiore è Mosul , l'erede dell'antica Ninive, cui fanno capo le comunicazioni di tutta la regione, mentre Kirkuk si è sviluppata come centro della più ricca area petrolifera irachena. Sulaimaniya è importante centro della regione curda. La seconda città del Paese è però Bassora , principale porto del l'Iraq (di recente integrato dal porto di Umm Qasr) posto sullo Shatt-al-Arab.

Aspetti economici

Testo completo:

Profilo generale. Lo sviluppo economico dell'Iraq iniziò nel periodo in cui la Gran Bretagna esercitava il suo controllo sul Paese. Fu, tuttavia, una crescita contraddittoria perché gli Inglesi favorirono lo sviluppo delle principali strutture produttive del Paese (valorizzazione dei giacimenti petroliferi, regolazione dei corsi fluviali, costruzione di nuove strade e di ferrovie), ma non porsero le basi per un suo autentico rinnovamento economico e sociale; le poche terre produttive rimasero sempre in mano ai grandi proprietari terrieri e nulla fu fatto per promuovere lo sviluppo di un'industria moderna. Il nuovo regime repubblicano dovette, così, affrontare molti e gravi problemi, in particolare quelli relativi al conseguimento della piena appropriazione delle risorse nazionali e quelli della formazione di personale tecnico e di manodopera modernamente addestrata. Infatti la caduta della Monarchia, strettamente legata agli interessi della Gran Bretagna e da questa sostenuta, non significò il venir meno della presenza e dei condizionamenti esteri, rappresentati soprattutto dalle multinazionali del petrolio operanti nel Paese, tra cui la potentissima IPC (Iraq Petroleum Company, anglo-americana); solo nel 1973, dopo durissimi contrasti con le compagnie petrolifere, l'Iraq ha potuto disporre realmente delle proprie risorse di idrocarburi. Oggi la INOC (Iraq National Oil Company) e la sua affiliata NPO (Northern Petroleum Organization) hanno il pieno controllo del settore petrolifero. Già a partire dal 1969 i cospicui proventi del petrolio (si stima che nel 1980 siano stati superiori ai 26 miliardi di dollari) furono messi al servizio dei piani quinquennali di sviluppo, volti però soprattutto al potenziamento dell'industria, dell'edilizia, delle vie di comunicazione, settori in cui si sono avuti sensibili progressi. Questa politica portò il Paese a di venire una delle principali potenze del mondo arabo. In questi ultimi anni, tuttavia, l'economia dell'Iraq, ha risentito fortemente delle guerre sostenute dal Paese; il conflitto con l'Iran, infatti, ha portato l'indebitamento con l'estero a raggiungere nel 1988 i 42 miliardi di dollari, mentre quella con il Kuwait ha significato durissime sanzioni internazionali e l'embargo petrolifero, con conseguente calo del reddito e altissimo tasso di inflazione.

 

Agricoltura. Ben poco è stato fatto, invece, per il settore agricolo, non essendo stata attuata ancora una vera riforma agraria e mancando sia la meccanizzazione sia la modernizzazione delle colture. Benché non manchino aziende di Stato e cooperative agricole (per lo più su terreni di antichi latifondi espropriati e ridistribuiti ai contadini), prevalgono le piccole proprietà a conduzione, in genere, familiare, tuttavia scarsamente meccanizzate e condotte con metodi poco produttivi, spesso a livello di pura sussistenza. D'altronde l'arativo copre appena il 13% del territorio nazionale, mentre le aree incolte e improduttive sono circa i 3/4 del totale. Comunque il Governo ha realizzato grandi opere di canalizzazione; la metà della superficie agraria è occupata da terre irrigue, che forniscono la maggior varietà di prodotti, mentre le zone non irrigate sono destinate soprattutto ai cereali. Le colture più diffuse sono il frumento e l'orzo, presenti nell'Iraq settentrionale, seguite dal riso, che richiede i più umidi terreni meridionali, e dal mais; si consumano inoltre localmente vari prodotti orticoli, come pomodori, fagioli, fave, cipolle, e così via, e frutticoli (uva, mele, agrumi); particolarmente importanti sono i datteri, che crescono soprattutto nella cosiddetta "bassa Mesopotamia" e di cui l'Iraq è anche esportatore. Infine tra le colture industriali si annoverano alcune piante oleaginose (sesamo, lino), la canna e la barbabietola da zucchero, il tabacco e il cotone.

 

Allevamento e pesca. Non molto redditizio è l'allevamento, un tempo praticato per lo più da pastori seminomadi; oggi vanno diffondendosi forme di allevamento stanziale, ma il numero dei capi di bestiame è sempre piuttosto modesto. Prevalgono gli ovini, i caprini e i bovini, mentre discreto è il numero dei volatili da cortile; si hanno inoltre asini, bufali, cammelli. Scarsa importanza ha del pari la pesca, che riveste tuttavia un certo ruolo per le popolazioni che vivono presso i laghi e lungo lo Shatt-al-Arab.

 

Risorse minerarie. La grande ricchezza dell'Iraq è, come si è visto, il petrolio, scoperto nel 1927 nella zona di Kirkuk, che costituisce tuttora il più importante dei giacimenti iracheni; altri sono situati ad Aiu-Zalah, nell'estremo nord del Paese, a Naft Khaneh, quasi al confine con l'Iran, nonché all'estremità meridionale della Mesopotamia (Zubair, Rumaila ecc.). Vari oleodotti sono stati realizzati sia per collegare i giacimenti con i centri principali del Paese e le raffinerie sia per convogliare la materia prima nei terminals del Mediterraneo (Banias e Tartous, in Siria, Tripoli e Saida, nel Libano oggi chiusi) e del Golfo Persico (Fao e Mina-al-Bakr). Il più recente oleodotto, che è anche l'unico rimasto in funzione, risale al 1977 e collega i giacimenti di Kirkuk con il porto turco di Dörtyol. Il greggio è in parte lavorato localmente nelle raffinerie di Kirkuk, Haditha, Baghdad, Bassora ecc. in parte danneggiate dai bombardamenti iraniani. Si estraggono altresì gas naturale, fosfati, gesso, zolfo e sale.

 

Industria. Nel settore industriale, in parte nazionalizzato, prevale l'efficiente industria petrolifera; un discreto livello raggiungono ormai l'industria tessile (che produce filati e tessuti di cotone, lana, fibre artificiali), quella chimica (fertilizzanti soprattutto ) e quella alimentare (zuccherifici, birrifici, complessi molitori, conservifici); si hanno poi manifatture di tabacchi, cementifici, concerie, calzaturifici. Da ricordare sono inoltre talune lavorazioni artistiche: dell'argento, del rame, del cuoio.

 

Comunicazioni e commercio. L'Iraq, che è dai tempi antichi un'area di grande passaggio, ha un sistema di vie di comunicazione abbastanza sviluppato. La ferrovia Bassora-Baghdad-Mosul attraversa interamente il Paese sino al confine siriano; dalla capitale si diparte verso nord anche un altro tronco, che tocca Kirkuk e Arbil. La maggior parte del traffico passa, tuttavia, lungo la rete stradale, che si sviluppa per oltre 47.000 km e raccorda il Paese con la Giordania, la Siria, l'Iran, l'Arabia Saudita e il Kuwait. Un certo ruolo ha anche la navigazione fluviale; sono infatti navigabili sia lo Shatt al Arab sia i bassi corsi del Tigri e dell'Eufrate. Il principale sbocco portuale del Paese è Bassora, che, insieme con la capitale (attivissimo nodo di comunicazioni aeree), è sede di un aeroporto internazionale; compagnia di bandiera è la Iraqi Airways , che effettua servizi di linea con numerosi Stati d'Europa, d'Asia e d'Africa. Negli scambi con l'estero prevalgono le esportazioni di petrolio, seguite a grande distanza da quelle di datteri, pelli e cuoi, lana, cemento; le importazioni riguardano essenzialmente macchinari e mezzi di trasporto, generi alimentari, prodotti chimici.

Storia

Testo completo:

Dalle origini all'indipendenza.

L'Iraq è uno dei più antichi centri della civiltà, nella sua area si incontrano le culture di Babilonia e della Mesopotamia. Dalla preistoria emersero intorno al 3000 a. C. i Sumeri, i quali furono qualche secolo più tardi soppiantati dagli Accadi. Ma gli imperi che si costituirono nella pianura attraversata dal Tigri e dall'Eufrate non furono mai in grado di eliminare una volta per tutte le minacce provenienti dalle tribù guerriere delle montagne e dai nomadi del deserto. Fallirono in questa impresa anche gli Assiri i quali, all'apice della loro potenza (sec. IX-VII a. C.) dominavano su un territorio che si estendeva dall'Egitto alla Persia.

Nel sec. VI l'Iraq fu il centro di un impero neoaccadico, che però non resse all'urto dei Persiani. In seguito l'Iraq decadde, se si esclude la parentesi seleucide, al ruolo di provincia di più vasti imperi: anzi, tra il sec. I a. C. e il sec. VII d. C. fu una zona di confine contesa dai Romani ai Parti e ai Sassanidi. Nel 634 gli Arabi intrapresero la conquista del Paese. Nel 749-750 una nuova dinastia di califfi, gli Abbasidi, ebbe il sopravvento e restituì all'Iraq il ruolo di centro di un vasto impero, la cui compattezza fu però ben presto incrinata da spinte centrifughe. Il califfato abbaside si trascinò nominalmente fino al 1258, quando Baghdād, la capitale, fu devastata dai Mongoli, ma la sua potenza e la prosperità dell'Iraq non sopravvissero al sec. IX.

Tra il Cinque e il Seicento l'Iraq fu conteso dagli Ottomani e dai Persiani: i primi finirono per avere la meglio, ma in realtà il potere locale passò nelle mani di pascià di fatto autonomi nei riguardi di İstanbul. Soltanto nel 1831 gli Ottomani recuperarono il diretto controllo della regione. A cavallo del 1900 Inglesi e Tedeschi lottarono per assicurarsi l'egemonia economica nell'area. La prima guerra mondiale consentì a Londra di occupare militarmente il Paese: nel 1920 la Conferenza di Sanremo lo assegnò in mandato alla Gran Bretagna. La politica inglese si propose due obiettivi primari: assicurarsi il controllo dei giacimenti petroliferi iracheni (nel 1926 la Turchia fu costretta ad abbandonare le sue pretese su Mosul) e ingraziarsi i nazionalisti più moderati attraverso la concessione di una dinastia araba. Nel 1921 fu proclamato re dell'Iraq l'hascemita Fayṣal I. Nel 1932 l'Iraq divenne uno Stato indipendente, anche se con uno status che lo poneva all'interno delle linee imperiali britanniche.

Popolazione

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Popolazione totale: 31671591
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Popolazione urbana (%): 66,47
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Gruppi etnici:

arabi 75-80%, curdi 15-20%, turcomanni, assiri e altri 5%

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Lingue:

arabo, curdo (ufficiale nelle regioni curde) turcomanno (lingua turca), assiro (neo-aramaico), armeno

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Religioni:

musulmani 97% (sciiti 60-65%, sunniti 32-37%), crisitani o altri 3%

Demografia

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Tasso di crescita: 2,93
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Tasso di natalità: 36,56
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Tasso di mortalità: 6,32

Media dell'area geografica: 5.1422222455343 (su un totale di 18 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 30,60
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Tasso di mortalità infantile maschile: 35,60
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Tasso di fecondità totale: 4,86
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Rapporto tra i sessi: 100,65
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,07
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Età mediana: 18,25
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Aspettativa di vita maschile: 63,37
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Aspettativa di vita femminile: 71,69

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 131

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 114,23
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 138,78
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Tasso di crescita annua: 9,90
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 3.477,57
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 4.225,13
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): 9535
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Tasso di corruzione: 18
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Debito pubblico (%/PIL): 0,00
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Tasso di inflazione : 6,02
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Tasso di disoccupazione: 0,00
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Debito estero (milioni di $): 0,00
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Saldo migratorio: -150021
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 2640
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 3750
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 4

Indicatori socio-sanitari

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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,00
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Diffusione contraccettivi (%): 50
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Diffusione assistenza prenatale (%): 84
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Assistenza specializzata al parto (%): 80
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Tasso di mortalità materna: 75
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 91
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 55
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 79
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 76
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 66
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 73

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 80
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 85
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 82
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 93
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 80
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 91
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 38
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 48
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 34
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 46

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 44,67
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 5,49
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 78,12
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Numero reti televisive: 28
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 5,00

Trasporti

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Aeroporti:

104

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Densità stradale (km/100 km²):

9,58

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,5

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Porti:

3

Popoli

Curdi d'Iraq

La composizione demografica dell'Iraq è molto complessa. Il nord del paese è abitato in maggioranza dai curdi. A sud la grande maggioranza della popolazione è araba e musulmana di confessione sciita. Al centro domina la minoranza sunnita. Sono presenti nel paese anche alcune minoranze, di cui turcomanni (o turkmeni) e assiri rappresentano le comunità più numerose. Sono presenti anche minoranze armene (leggi la scheda sulla Popolazione e le percentuali della composizione etnica)

 

Distribuzione del popolo curdo

I curdi sono un gruppo etnico e linguistico che vive prevalentemente sulle montagne del Tauro, nell’est dell’Anatolia, nelle regioni di Zagros e Khorasan (Iran) e nel nord dell’Iraq. Per secoli vissero da nomadi praticando l’allevamento di ovini. Benché occupino la stessa regione geografica (chiamata Kurdistan) da molto tempo, non hanno mai ottenuto lo statuto di stato nazionale. Il Kurdistan è diviso tra Turchia, Iraq, Siria ed Iran (ma la maggior parte è situata all'interno dei confini turchi per un'area che occupa circa il 30% del territorio turco). È un territorio ricco di petrolio e di risorse idriche. Il 75% del petrolio iracheno proviene dal Kurdistan, gli unici giacimenti della Turchia ed i più importanti della Siria si trovano in Kurdistan, anche nella zona di Kermanshah, territorio iraniano ma abitato da curdi, si produce petrolio. Alla fine della guerra Iraq-Iran (1988), i curdi sono stati perseguitati dall'esercito iracheno perchè accusati di aver sostenuto l'Iran e al termine della prima guerra del Golfo Persico (1991) intervenne l'ONU per proteggere la popolazione costretta a rifugiarsi sulle montagne. Guarda alcune immagini del Kurdistan

Territori urbani

Baghdad e il ponte sul Tigri

Oltre ad essere note per i reportage di guerra e di devastazione, le città irachene, gravemente danneggiate da bombardamenti e attentati e segnate dalla violenza, custodiscono un notevole patrimonio storico-culturale ed architettonico

Periferie di Baghdad

Baghdad è la capitale del paese

 

Bassora, edificio storico

Bassora è la seconda città più popolosa dell'Iraq dopo la capitale

 

 

 

 

 

Mossul (l'antica Ninive, capitale assira durente il regno di re Sennacherib) è la terza città più popolosa del paese, si trova sul fiume Tigri (la diga di Mossul, la principale del paese si trova a pochi chilometri dalla città)

 

Veduta di Samarra

Il sito archeologico della città di Samarra è antichissimo. Nell'antichità è stata una delle città più fastose del mondo conosciuto e ospitò la più vasta moschea che il mondo islamico abbia mai conosciuto, chiamata la Grande Moschea del Venerdì. La città è stata definita dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità

 

Baʿqūba fu una stazione di posta tra Baghdad e Khorasan sulla via della seta medievale

 

Falluja è conosciuta in Iraq come la città delle moschee

 

I musulmani sciiti considerano Kerbelāʾ forse la seconda città santa, seconda alla sola Najaf, ma anche l'Islam sunnita la venera come città dell'ingiusto martirio del nipote del profeta Maometto

 

Kirkuk è una città curda del nord dell'Iraq, tra i monti Zagros e il Tigri, conosciuta per i giacimenti e le raffinerie di petrolio. E' la città più multietnica dell'Iraq dove convivono curdi, turcomanni e arabi, ed è anche il nodo irrisolto del nuovo Iraq dopo Saddam

 

Territori rurali

Campi di cereali lungo l'Eufrate

In Mesopotamia, le prime civiltà hanno inventato l’agricoltura attraverso un sofisticato sistema d’irrigazione dove sono stati coltivati cereali. In Mesopotamia ha fatto la sua apparizione il grano selvatico e sono state fatte crescere quasi tutte le varietà conosciute attualmente nel mondo (più di 200.000). Le palme da datteri fornivano e continuano a fornire l’altra risorsa vitale del paese. Dopo essere stato invaso nel 2003, l’Iraq non è stato spogliato dai suoi aggressori solamente della sua sovranità politica, del suo patrimonio archeologico, delle sue risorse petrolifere, ma anche della sua sovranità alimentare

 

L'Iraq, paese prevalentemente agricolo, dipende dalle risorse idriche di Tigri ed Eufrate. Il maggiore rischio per le zone rurali irachene deriva, non tanto dall'aleatorietà pluviometrica (scarsità e rarità delle piogge), bensì dalla costruzione di numerose dighe sugli stessi fiumi in territorio turco, siriano ed iraniano che stanno asciugando l'Eufrate e il Tigri, i due fiumi che per millenni hanno dissetato le civiltà della Mesopotamia

 

Canali di irrigazione in una zona agricola

La perdita di terre fertili è causa di disagio economico e sociale: molti agricoltori abbandonano le terre improduttive e si riversano nelle città andando ad aumentare il numero di poveri e disoccupati

 

Flora, fauna e attività umane

Le palme da dattero (circa 30 milioni di esemplari) foniscono uno dei più importanti prodotti d'esportazione: i datteri. Le piantagioni più famose sono quelle di Bassora e di Dhi Qar. Nel 2009, gli Emirati Arabi hanno proposto al governo iracheno, un progetto per la produzione di agrocarburante dai datteri, con l'obiettivo di risollevare il settore agricolo (pesantemente danneggiato dalla guerra) aprendolo al mercato dell'agroenergia

 

Pianta di liquirizia

Nelle pianure alluvionali, nelle regioni del basso Tigri ed Eufrate, papiri, loti e canneti formano un'intricata boscaglia, mentre dominano salici, pioppi ed ontani. Nell'alto e medio Eufrate, cresce la liquirizia dalla quale si estrae un succo utilizzato per scopi commerciali; un'altro arbusto che cresce spontaneamente nelle zone semiaride o desertiche e che viene utilizzato nella farmacopea è la gomma adragante; sulle cime dei Monti Zagros cresce una varietà di quercia, la cui corteccia è utilizzata per conciare le pelli

 

 

 

Querce sui monti Zagros

La fauna selvatica si compone di gazzelle, antilopi, leoni, iene, lupi, sciacalli, cinghiali e piccoli roditori, mentre per quanto riguarda l'avifauna sono presenti numerosi rapaci (avvoltoi, poiane, gufi, falchi) oltre ad anatre, oche e pernici. Diffuse sono anche varie specie di rettili

 

Giochi

Magura è un gioco di abilità che si svolge all'esterno con un numero di giocatori che varia da due ad otto

Feste

Leilat al-Miraj, viaggio del Profeta nella notte santa verso il paradiso

Le festività nazionali sono le seguenti:

  1. 6 gennaio: Giorno dell'Esercito
  2. 8 febbraio: Giorno della Rivoluzione del Ramadan (si festeggia il colpo di stato del 1963 che portò al potere il partito Ba'ath, di ispirazione socialista e panaraba)
  3. 14 luglio: Festa della Repubblica (si festeggia la nascita della Repubblica a seguito del colpo di stato del 1958 durante il quale l'esercito uccise re Feisal II e l'erede al trono, il principie Abdul Illah, sequestrati a Baghdad)
  4. 17 luglio: Giorno della Rivoluzione (si festeggia il ritorno al potere nel 1968 del partito Ba'ath)

Tra le feste del calendario islamico si ricordano:

  1. Leilat al-Miraj (seconda parte del viaggio: notte santa durante la quale Maometto raggiunge il paradiso; festa per le famiglie durante la quale i musulmani portano i bambini in moschea dove viene raccontata loro la storia del viaggio di Maometto, si prega e si festeggia)
  2. Id al-Fitr (festa dell'interruzione del digiuno, segna la fine del mese di Ramadan)
  3. Id al-Adha (festa del sacrificio)
  4. Capodanno islamico
  5. Ashoura
  6. Mouloud (si commemora la nascita di Moametto)

In Kurdistan si festeggia il Nowrouz, il capodanno che coincide con il primo giorno di primavera

Reti stradali e ferroviarie

Rete ferroviaria

Dall'Italia in treno si possono raggiungere Mosca ed anche Pechino. Ma Baghdad, situato ad una distanza molto minore rispetto alla capitale cinese, è molto lontano. Dopo la seconda guerra mondiale, il governo iracheno utilizzò i proventi dell'estrazione petrolifera per ricostruire le vecchie ferrovie ottomane e costruirne di nuove. Negli anni e '70 e '80 del Novecento, l'Iraq aveva la rete ferroviaria più efficiente di tutto il Medio Oriente. A partire dagli anni '90, i bombardamenti hanno distrutto le ferrovie irachene. La stazione centrale di Baghdad è stata ricostruita nel 2004, ma sembra non ci siano nè treni nè passeggeri

 

All'Italia è stato affidato il progetto di costruzione del nuovo porto a Fao (Al-Faw). Al Faw è un piccolo porto situato nella penisola di Al-Faw, vicino allo Shatt al-Arab e al Golfo Persico. La nuova infrastruttura verrà collegata al confine con la Turchia, nel nord, da una linea ferroviaria che attraverserà tutto il Paese: è uno dei progetti di infrastrutture più grandi in Iraq

Altri dati 

Scopri se nella Scheda di Conosci relativa ai Trasporti ci sono dati interessanti per l'analisi della problematica qui trattata

Infrastrutture (dati riferiti al 2005)

  1. Aeroporti: 78 aeroporti con piste asfaltate, e altri 33 con piste non asfaltate. I principali aeroporti internazionali sono Baghdad, Bassora, Mosul, e il nuovo aeroporto internazionale di Irbil (capitale della regione autonoma del Kurdistan), aperto nell'autunno 2005
  2. Ferrovie: 2.400 km (stima), in gran parte in cattivo stato, con il 70% dei binari impraticabili a velocità normale. Il servizio rimane inaffidabile
  3. Rete stradale: circa 39.000 km di strade asfaltate, molte delle quali ampie autostrade costruite negli anni '70 e '80 per uso militare e commerciale
  4. Porti: Bassora, Umm Qasr. Ci sono inoltre i tre terminali petroliferi nel Golfo: Bassora (già Mina al Bakr), Khor al Amaya e Khor az Zubair
  5. Vie fluviali interne: 5.275 km di corsi d'acqua interni, compresi fiumi e canali considerati linee importanti di comunicazione. I principali corsi d'acqua navigabili sono il Tigri (1.895 km) e l'Eufrate (2.815 km), che si uniscono a formare lo Shatt al Arab prima di sfociare nel Golfo
  6. Oleodotti: 5.418 km (stima 2005); il principale - Kirkuk-Ceyhan (960 km) – dal 2003 è chiuso o funziona a capacità minima

Per lunghezza della rete ferroviaria (dati del 2005 forniti dall'Unione Internazionale delle Ferrovie), l'Iraq si colloca al settantaquattresimo posto su una lista di cento paesi

Monete e banconote

Nuovo dinaro iracheno

Il dinaro iracheno è la moneta ufficiale dell'Iraq ed è in circolazione dal 1932

Nel 2003 (dopo la caduta di Saddam Hussein), furono lanciate dalla Banca Centrale dell'Iraq in cooperazione con l'Autorità provvisoria di coalizione, le nuove banconote dalle quali è stata tolta l'immagine dell'ex capo di Stato

Dinaro Saddam

Arte tradizionale e moderna

 

Iraq web 

Portale di arte, cultura, storia dell'Iraq, il paese anticamente chiamato Mesopotamia dove ha avuto inizio la prima civiltà dell'uomo

Ziggurat di Ur, presso Nassiriya

L'Iraq è uno dei paesi al mondo con il più ricco patrimonio archeologico. A causa della guerra, i siti hanno conosciuto notevoli devastazioni (leggi la testimonianza di un archeologo)

 

Il Museo Virtuale dell'Iraq (che non si sovrappone a quello visitabile a Baghdad) seleziona le opere più significative del territorio iracheno e della sua plurimillenaria civiltà comprendendo anche manufatti custoditi nei musei di tutto il mondo. Il volto enigmatico della Dama di Uruk, capolavoro della civiltà sumerica, forse la prima e più grande città del mondo, affiora come un emblema nella home page

Musiche e danze

Istituto di musica 

Nel 2009, dopo sei anni di chiusura, è stato riaperto l'Istituto di musica di Baghdad

Ud (liuto)

 

 

 

 

 

 

 

La politica e la religione in questi ultimi anni hanno determinato i destini della musica, facendole correre il rischio della definitiva scomparsa. Molti artisti si sono rifugiati all'estero (Leggi il dossier Primi passi verso l'Iraq alle pagine 3 e 4)

 

Rabab

L'Iraq è musicalmente conosciuto soprattutto per uno strumento chiamato ˁūd (liuto) e per il rabāb (simile ad un violino). Ascolta alcuni brani di artisti iracheni

Ahmed Mukhtar è uno dei maggiori talenti della nuova generazione di musicisti del mondo arabo

Musica curda 

Ascolta alcuni brani di artisti curdi

Nella musica curda si possono ritrovare tutti i temi tipici della musica irachena e iraniana classica. In ambiti più profani, la musica curda (ascolta) conta un vastissimo numero di canzoni e danze tradizionali nelle quali il testo poetico, cui è attribuita grande importanza, utilizza sempre immagini simboliche per esprimere i più diversi sentimenti. Le storie d’amore (siano esse felici o tragiche), l’eterna lotta tra l’uomo e la natura e, naturalmente, le grandi epopee degli eroi nazionali, sono i temi più frequentemente evocati

Le danze orientali hanno origini antichissime. Tra queste la danza del ventre incorpora diverse tecniche che provengono da diverse parti del medio oriente come: Egitto, Iran, Libia, Turchia, Arabia Saudita, Iraq, Marocco

La dabka (dabkha, dabkhi o dabkhe nella lingua araba parlata) è una danza folkloristica popolare maschile diffusa nei paesi del Medio Oriente. In particolare: Libano, Siria, Palestina, Iraq. Il nome deriva dal verbo arabo yadbuk che significa battere i piedi per terra

 

 

Fiabe e racconti

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C’era una volta un ragazzo che si chiamava Sindibad e abitava a Bagdad. Era un ragazzo generoso. Spendeva tanto soldi per i suoi amici. Un giorno però tutti i suoi soldi finirono. Sindibad pensò: “Come faccio adesso? Sono senza soldi e ho una famiglia da mantenere!”. Finalmente ebbe un’idea: “Devo prendere una nave e andare in India con i mercanti!”.

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Leggi la storia di Sindibad - (Progetto realizzato durante la fase sperimentale di Atlante on-line a cura degli alunni Marco e Dario; docenti: Zara M. Loretta ed Artese Rosa; classe IV A della Scuola Primaria “A Colombo”, Istituto Comprensivo “G. Sarto” di Castelfranco Veneto, TV; A.S. 2009-2010)

Gilgamesh (bassorilievo, museo del Louvre)

L'epopea di Gilgamesh è uno dei più antichi poemi conosciuti e narra le gesta di un antichissimo e leggendario re sumerico, Gilgamesh, alle prese con il problema che da sempre ha assillato l'umanità: la morte e il suo impossibile superamento

 

"Le mille e una notte" (dall'arabo, Alf-laila Wa-laila), è indubbiamente il classico della letteratura orientale più famoso e conosciuto in assoluto, insieme ad altre fiabe arabe

 

Gli zoccoli d'oro narra la storia di una ragazza che ricorda molto la Cenerentola di Charles Perrault

 

Gurnatalla e il gigante senza nome (in lingua italiana e curda) racconta una storia del Kurdistan iracheno (il libro fa parte della Collana Storiesconfinate nata dalla collaborazione di Emergency con la casa editrice Carthusia)

Cibo, alimentazione e ricette

Makloubeh

Tepsi baytinijan

Makloubeh (letteralmente significa "rovesciato") è un secondo piatto particolarmente elaborato a base di carne, riso e verdura (cavolfiore o melanzana); anche il tepsi baytinijan è un secondo piatto di carne d'agnello, melanzane e carote speziato con cumino e peperoncino di Cayenna. Il budino di noci è un dessert a base di zucca, noci e panna

(Progetto realizzato durante la fase sperimentale di Atlante on-line a cura degli alunni Marco e Dario; docenti: Zara M. Loretta ed Artese Rosa; classe IV A della Scuola Primaria “A Colombo”, Istituto Comprensivo “G. Sarto” di Castelfranco Veneto, TV; A.S. 2009-2010)

 

 

Tavolo di un ristorante iracheno

Humus iracheno 

  1. 250 gr ceci messi a bagno per una notte
  2. 2 cl tahin (pasta di grani di sesamo)
  3. 3 spicchi aglio
  4. 3 limoni
  5. sale
  6. pepe
  7. per la decorazione: 1 cucchiaio d’olio d'oliva e foglie di prezzemolo

Leggi la ricetta

Umm Ali

Oggi la cucina irachena fa molto uso di spezie quali zafferano e menta e i principali ingredienti sono carne di agnello, montone, capra, manzo oltre a pollame. Qualunque ricetta è accompagnata da un pane piatto e rotondo, cotto in forni a legna o su pietre roventi, chiamato in Iraq "samoons"

 

Dizionario 

Scopri i termini più comuni della cucina araba e le sue principali caratteristiche

L'Umm Ali (in arabo, la "mamma di Ali") è un dolce tipico dell'Iraq. L'origine di questo dolce è controversa

 

Il kebab ha origini molto antiche e la preparazione originaria è documentata fin dal decimo secolo dopo Cristo. Il termine "kebab" significa letteralmente "carne alla griglia": la ricetta originale non prevedeva infatti la preparazione di un panino bensì di sottili fette di carne magra salata e poi fatta saltare in padella

 

La cucina curda rappresenta gli scambi che sono storicamente avvenuti in un'ampia area che va dalla Grecia fino all'Iran

 

Un elemento che ha influenzato i modi tradizionali di cucinare del Medio Oriente è la scarsità di combustibile: legna, carbonella, sterco di cammello ecc. Le tecniche di cucina hanno dovuto considerare tale fattore, e per questa ragione gran parte delle ricette della cucina tradizionale dell’area prevedono lunghi tempi di cottura con poco calore

 

 

 

 

 

 

 

Testimonianze

Younis Tawfik, giornalista e scrittore iracheno naturalizzato italiano, racconta in un'intervista l'importanza della scrittura per combattere la nostalgia e sentirsi vivo

Personaggi

Kazem Al Sahir

Saddam Hussein (il nome completo è Saddām Husayn 'Abd al-Majīd al-Tikrītī) è il volto più conosciuto dell'Iraq a livello internazionale. Il suo nome, Saddām, in arabo significa "intrepido". Hussein o Ḥusayn non è il cognome, bensì il nome del padre, sottintendendo come in Egitto il termine ibn "figlio". 'Abd al-Majīd è il nome del nonno e al-Tikrītī si riferisce al luogo di origine (nisba): è nato e cresciuto nella cittadina irachena di Tikrīt

Kazem Al Sahir è un cantante pop iracheno molto famoso in tutto il mondo arabo (ascolta la sua musica)

Younis Tawfik è un giornalista e scrittore iracheno naturalizzato italiano. Leggi una sua intervista

Sami Michael è di origini irachene (nato a Baaghdad), ma è naturalizzato israeliano. Oltre ad essere uno scrittore, è un militante per i diritti umani, Presidente dell’Associazione per i diritti umani in Israele. Una tromba nello ouadi è il suo ultimo lavoro pubblicato in Italia (2006)