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Paesi | Asia | Asia occidentale | Bahrain

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Manama
Superficie (km²): 710
Densità (ab/km²): 1048
Forma di governo: Monarchia costituzionale
Sito ufficiale del Governo: http://www.bahrain.bh/wps/portal
Data dell'indipendenza: 15 agosto 1971
Indipendenza da: Regno Unito
Moneta: Dinaro del Bahrain
Membership:

ABEDA, AFESD, AMF, FAO, G-77, GCC, IBRD, ICAO, ICC, ICCt (firmatario), ICRM, IDA, IDB, IFC, IFRCS, IHO, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM (osservatore), IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC, LAS, MIGA, NAM, OAPEC, OIC, OPCW, PCA, UN, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, UNWTO, UPU, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia e clima. L'arcipelago si compone di 33 isole, costituite in prevalenza da banchi sabbiosi e da formazioni coralline. Le principali sono Sitra (9,9 km 2 ), Muharraq (17,4 km 2 ), Umm Nasan (19 km 2 ), Hawar (38 km 2 ) e soprattutto Bahrein, la più vasta (572 km 2 ); l'isola è pianeggiante, raggiungendo i 134 m nel Gebel Dukhan. Largamente esposto agli influssi climatici del deserto arabico, l'arcipelago presenta estati assai calde (la media di luglio è di oltre 34 °C) e inverni miti (media di gennaio di 17 °C); scarsissime sono le precipitazioni, con meno di 300 mm annui.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolazione. Importante base lungo la rotta per l'India, poi attivissimo centro di scambi, il Bahrein è abitato da una popolazione assai eterogenea, a causa del petrolio che ha attirato immigrati e anche Americani ed Europei di varia nazionalità. Circa un terzo degli abitanti risiede nella capitale; le altre principali città sono Al-Muharraq , nell'isola omonima (dove un grande aeroporto assicura i collegamenti con i maggiori centri arabi), Rifa'a, Sitra e Mina Sulman, con prevalenti funzioni commerciali (Mina Sulman in particolare è il principale scalo marittimo dello Stato). La popolazione attiva è occupata prevalentemente nel settore terziario. Queste isole hanno sempre goduto, rispetto ai Paesi del Golfo Persico, di una certa prosperità.

Aspetti economici

Testo completo:

Risorse e industrie . La presenza di numerose sorgenti d'acqua dolce consente una fiorente agricoltura (datteri, agrumi e altra frutta, riso, ortaggi), cui un tempo si associava un discreto allevamento; i banchi di ostriche perlifere sono tra i più ricchi del Golfo Persico (la relativa pesca è però oggi nettamente in declino); infine la posizione strategica favorisce il commercio marittimo, già rilevante sin dall'antichità. La scoperta del petrolio, avvenuta nel 1932 ad Awali, nell'isola di Bahrein, ha radicalmente trasformato l'economia del Paese sebbene i suoi pozzi non siano paragonabili a quelli delle altre nazioni del Golfo. La grande raffineria di Awali, infatti, ricopre un ruolo ancora più importante della produzione petrolifera. Le riserve petrolifere del Bahrein, tuttavia, sono destinate a esaurirsi nel giro di un decennio, per cui diventa importante un diverso sviluppo industriale; il governo, pertanto, ha favorito la crescita dell'industria e sono sorti numerosi complessi alimentari (tra cui uno per la lavorazione del pesce), cementifici e moderne industrie manifatturiere. Il commercio con l'estero si svolge soprattutto con la Gran Bretagna, il Giappone e gli Stati Uniti.

Storia

Testo completo:

Dal 1507 al 1602 le isole Bahrein furono occupate dai Portoghesi, che ne fecero una base commerciale e militare; in seguito appartennero agli Arabi provenienti dall'antistante costa persiana. La dominazione persiana durò intermittentemente fino al 1783, quando il sultano, appartenente alla stirpe degli Arabi 'Utubi, si ribellò al governo centrale persiano; ma successivamente pagò tributi all'Iran; e nel 1786, 1817, 1870 riconfermò la sua obbedienza al governo persiano. Nonostante questi legami, la famiglia dei Halifa, che detiene il potere dal 1816, stipulò un primo trattato con la Compagnia delle Indie Orientali nel 1820 e un altro nel 1861, in forza dei quali venivano affidate alla Gran Bretagna la politica estera e la protezione del territorio. Cominciò così quel dominio politico inglese che poi venne dichiarato ufficialmente negli accordi diretti tra emiro e Gran Bretagna del 22 dicembre 1880 e del 13 marzo 1892, e che si concretò, come predominio economico, con l'obbligazione assunta dal sultano, il 14 maggio 1914, di accordare concessioni petrolifere solo con la preventiva approvazione britannica. Il governo persiano tentò, ma senza successo, di internazionalizzare la controversia sulle proprie rivendicazioni comunicando, il 22 novembre 1921, agli Stati membri della Società delle Nazioni una nota di protesta contro l'accordo tra la Gran Bretagna e l'Arabia Saudita del 20 maggio 1917, con il quale il regno arabo si impegnava a non intervenire a Bahrein e negli altri emirati del Golfo. L'Iran protestò poi anche contro le concessioni petrolifere accordate a compagnie inglesi e americane, con nota agli USA (1934) e alla Gran Bretagna (1930). Dopo la fine della seconda guerra mondiale, il governo iraniano riaffermò il suo diritto di sovranità su Bahrein in varie dichiarazioni ufficiali. Fu soltanto nel 1970 che il governo di Teheran, dopo che una missione delle Nazioni Unite aveva appurato che la maggioranza degli abitanti dell'arcipelago era favorevole all'indipendenza del proprio Paese, rinunciò a ogni proposito di annessione. Il 15 agosto 1971 venne proclamata l'indipendenza di Bahrein. Dopo la rivoluzione khomeinista del 1979, l'Iran riprese ad avanzare rivendicazioni su Bahrein, appoggiandosi agli sciiti; nel 1981 vennero poi effettuati numerosi arresti a seguito della scoperta di un complotto, sostenuto ­ sembra ­ dall'Iran, per rovesciare il governo di Bahrein.
Nella prima metà degli anni Ottanta, il radicalizzarsi della rivoluzione islamica in Iran contribuì non poco a rafforzare l'opposizione della componente sciita della popolazione nei confronti dell'emiro Isa ben Sulman al-Halifa e della sua dinastia, seguaci del rito sunnita.
Fu anche questa situazione, che faceva temere ingerenze del regime di Teheran nella vita politica del Bahrein, a spingere l'emiro a rinsaldare i suoi rapporti con l'Arabia Saudita, peraltro già molto stretti da qualche anno e in particolare dal 1981, quando i due Paesi, insieme a Kuwait, 'Oman, Qatar ed Emirati Arabi Uniti avevano dato vita al Consiglio di cooperazione del golfo. Il tentativo di aprirsi maggiormente sul piano internazionale portò anche, nel 1989 e nel 1990, a stabilire relazioni diplomatiche con la Cina e con l'Unione Sovietica.
All'inizio del 1991 il Bahrein prese poi parte alla coalizione multinazionale che intervenne contro l'Iraq, fornendo soprattutto un sostegno logistico, attraverso il suo porto principale e le sue basi aeree, nella fase immediatamente precedente la liberazione del Kuwait. A questo dinamismo in campo internazionale corrispose, sul piano interno, un atteggiamento di forte chiusura da parte dell'emiro, che rimaneva titolare di un potere pressoché assoluto. La soppressione dell'Assemblea legislativa (decretata già nel 1975) e la decisione di vietare la presenza di ogni tipo di partito o sindacato non furono certo bilanciate dall'istituzione, nel 1992, di un Consiglio consultivo: i trenta membri che ne facevano parte erano infatti nominati direttamente dall'emiro, e non godevano di margini di autonomia sufficienti a delineare un qualche allargamento dei processi decisionali. Sta di fatto che il persistente malcontento della maggioranza sciita contribuì ad alimentare un diffuso malessere sociale, che si fece particolarmente intenso a partire dal dicembre 1994, anche a causa di una crescente disoccupazione e dei sensibili tagli alla spesa pubblica decisi di fronte alle difficoltà economiche legate alla flessione dei prezzi e della produzione del petrolio.
Gli anni seguenti furono così caratterizzati da una parte dall'avvio di una diversificazione delle attività economiche, che trasformò l'emirato in uno dei principali centri finanziari del Medio Oriente e dall'altro dal moltiplicarsi di una serie di agitazioni e di manifestazioni di protesta contro il regime, che reagì con una dura repressione e con l'arresto di numerosi oppositori, accusati di attività antigovernativa e antipatriottica. Nonostante ciò l'opposizione, guidata soprattutto dai principali esponenti religiosi sciiti, continuò a far sentire la sua voce: alle rivendicazioni sociali si univano le richieste del ripristino dell'Assemblea legislativa e più in generale di maggiore democrazia, insieme ad alcuni motivi religiosi e nazionalistici, alimentati dalla massiccia presenza di mano d'opera straniera in tutto il Paese.
Nel marzo 1999, dopo la morte improvvisa dell'emiro, divenne capo dello Stato suo figlio, il principe ereditario Hamad ben Isa al-Halifa. Questi sembrò comprendere la necessità di una maggiore apertura rispetto al passato e dell'avvio di un dialogo con le opposizioni: qualche mese dopo la sua ascesa al potere, in occasione della festa dell'indipendenza del Bahrein, Hamad concesse l'amnistia a una serie di detenuti politici e assicurò di voler istituire degli organismi locali liberamente eletti, i consigli municipali, come primo segnale di attenzione alle richieste di riforme politiche in grado di favorire la democratizzazione del Paese. Nel 2006 si tenevano le elezioni legislative vinte dai sunniti con 22 seggi. Sheikh Khalifah ibn Sulman Al Khalifah veniva nominato primo ministro.

Popolazione

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Popolazione totale: 1261835
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Popolazione urbana (%): 88,68
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Gruppi etnici:

Bahrainiani 62,4%, asiatici, arabi, iraniani e altri 37,6% (2001)

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Lingue:

arabo, inglese, farsi, urdu

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Religioni:

musulmani (sciiti e sunniti) 81,2%, cristiani 9%, altre 9,8% (2001)

Demografia

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Tasso di crescita: 11,09
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Tasso di natalità: 20,73
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Tasso di mortalità: 2,78

Media dell'area geografica: 5.1422222455343 (su un totale di 18 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 9,90
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Tasso di mortalità infantile maschile: 9,90
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Tasso di fecondità totale: 2,63
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Rapporto tra i sessi: 166,21
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Età mediana: 30,15
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Aspettativa di vita maschile: 74,03
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Aspettativa di vita femminile: 75,37

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 48

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 25,87
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 31,30
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Tasso di crescita annua: 0,00
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 22.918,20
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 27.735,30
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): 3247
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Spesa statale per sanità (%): 9
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Spesa statale per istruzione (%): 16
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Spesa statale per difesa (%): 13
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Tasso di corruzione: 51
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Debito pubblico (%/PIL): 36,80
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Tasso di inflazione : 0,18
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Tasso di disoccupazione: 0,00
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Debito estero (milioni di $): 0,00
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Saldo migratorio: 447856

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 100
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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,00
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Diffusione assistenza prenatale (%): 100
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Assistenza specializzata al parto (%): 97
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Tasso di mortalità materna: 19
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 100

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 100
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 100
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 98
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 98
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 99
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 87
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 86
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 91
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 87
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 85
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 77

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 62,75
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 20,89
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 127,96
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Numero reti televisive: 4
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 77,00

Trasporti

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Aeroporti:

4

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Densità stradale (km/100 km²):

542,37

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

-

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Porti:

2