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Paesi | Asia | Asia meridionale | Pakistan

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Islamabad
Superficie (km²): 796100
Densità (ab/km²): 208
Forma di governo: Repubblica federale
Sito ufficiale del Governo: http://pakistan.gov.pk/
Data dell'indipendenza: 14 agosto 1947
Indipendenza da: India britannica
Moneta: Rupia pakistana
Membership:

ADB, ARF, C (ripristinato 2004), CP, ECO, FAO, G-24, G-77, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICRM, IDA, IDB, IFAD, IFC, IFRCS, IHO, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC, MIGA, MINURCAT, MINURSO, MONUC, NAM, OAS (osservatore), OIC, OPCW, PCA, SAARC, SACEP, SCO (osservatore), UN, UNAMID, UNCTAD, UNESCO, UNHCR, UNIDO, UNMIL, UNMIS, UNMIT, UNOCI, UNOMIG, UNWTO, UPU, WCL, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il territorio del Pakistan occupa, nella sezione nord-occidentale della regione indiana, gran parte della valle dell'Indo, depressione d'origine tettonica simile a quella gangetica; strutturalmente rappresenta la saldatura tra il blocco continentale rigido del Deccan e i fasci montagnosi che orlano l'Asia meridionale. I terreni neozoici delle pianure sono formati dagli apporti detritici dell'Indo e dei suoi affluenti e raggiungono potenze anche superiori ai 1.000 m; al di sotto si trovano strati sedimentari del Cenozoico. Aperta a sud, sul Mar Arabico, nella fertile regione alluvionale del Sind, la piana dell'Indo è orlata a est dalle modeste alture del Thar, mentre imponenti sistemi la serrano sugli altri lati. A nord la depressione dell'Indo lascia il posto ai primi piegamenti montuo si, la Salt Range, quindi ai grandiosi corrugamenti dell'Himalaya che culminano nel Massiccio del Nanga Parbat (8.126 m). L'alta valle dell'Indo delimita a nord-ovest il sistema himalayano e lo separa tettonicamente dalle catene del Karakoram e dell'Hindukush, di cui appartengono al Pakistan le sezioni più elevate: del Karakoram il versante esterno che culmina nel K2 (8.616 m secondo le più recenti misurazioni), dell'Hindukush il tratto sud-orientale dominato dai "settemila" della catena, tra cui il Tirich Mir (7.708 m). La valle dell'Indo infine è chiusa a ovest dai fasci di pieghe che costituiscono l'orlatura orientale dell'Altopiano Iranico e delle alte terre afghane, rappresentata essenzialmente dai Monti Sulaiman e dalle catene del Beluchistan (Baluchistan), che si aprono a ventaglio verso il Makran e la costa (monti Siahan, Kirthar ecc.). Queste catene formano un bastione interrotto da pochi passi ben agibili, tra cui quello di Khojak (2.273 m), a nord di Quetta, tra i Monti Sulaiman (culminanti a 3.374 m nel Beluchistan); ancor più importante è il Passo Khyber , che corrisponde a una profonda incisione del fiume Kabul ai piedi del Monte Sikaram (4.755 m), al confine con l'Afghanistan, nel Massiccio di Safed Koh.

Clima. Il Pakistan ha un clima tendenzialmente arido, con alcune caratteristiche simili a quelle mediterranee, ben distinto perciò dal clima tropicale monsonico prevalente in India. Sul territorio gli influssi monsonici dell'Oceano Indiano giungono assai attenuati e si fanno sentire soprattutto sui versanti himalayani (le masse d'aria provenienti da sud-est hanno ormai scaricato quasi tutta la loro umidità sull'India), mentre il settore orientale è aperto ai venti caldi e asciutti di sud-ovest. Praticamente d'estate piove pochissimo, almeno su gran parte del Paese. Più rilevanti sono invece le precipitazioni invernali, determinate dal regime di basse pressioni che si forma ai margini delle alte pressioni continentali, così come nel Mediterraneo. Le precipitazioni annue complessive variano alquanto da zona a zona: in tutta la sezione centrale e meridionale del Paese non superano i 400 mm; si elevano un po' nel Punjab (a Lahore 630 mm) e più considerevolmente sui primi rilievi (Rawalpindi, 1.200 mm). In media però raramente superano i 500 mm annui e in alcune zone non raggiungono neppure i 200 mm (Karachi, 100 mm). Dal punto di vista termico si può parlare per il Pakistan di un clima di tipo continentale, specie nella pianura dell'Indo, dove le temperature sono elevate, con sensibili differenze tra gennaio (quando si fanno sentire le fredde correnti continentali da nord) e luglio: rispettivamente a Lahore si passa da 17 a 30 °C; a Multan, più a sud, da 19 a 32 °C. Nelle zone montuose si hanno le stesse escursioni s tagionali, però con valori nettamente più bassi. Diverse sono le condizioni della fascia costiera: a Karachi, per l'azione mitigatrice dell'oceano, sono più elevate le temperature dei mesi freddi con medie di 22-23 °C e assai più basse quelle dei mesi estivi (28 °C).

Flora. L'aridità del clima condiziona il paesaggio vegetale, caratterizzato quasi ovunque dalla steppa, dalla quale, dove si eccettuino le zone irrigate, si passa nella regione del basso Indo a un vero e proprio deserto di dune; nei fondivalle settentrionali appare una vegetazione riparia di pioppi e olmi. Al di sopra dei 3.000 m si estende la steppa alpina, caratterizzata dalla Caragana spinosa e da diverse specie di artemisie e, sui versanti più meridionali, lim itate aree forestali.

Idrografia. Il territorio, a eccezione per i fiumi del Beluchistan, comprende gran parte del bacino dell'Indo, fatto d'importanza capitale se si considera che l'economia del Pakistan è essenzialmente condizionata dalla disponibilità di acqua che questo fiume e i suoi tributari possono fornire. Superato il settore transhimalayano del suo corso, dove l'Indo riceve importanti affluenti (Shyok, Gilgit ecc.), volge verso sud e nella depressione di Peshawar è raggiunto dal Kabul, che raccoglie le acque dell'Hindukush afghano; quindi, dopo un lungo tratto pressoché parallelo alla catena dei Sulaiman, riceve gli apporti dei fiumi del Punjab. Questa regione, che si può considerare come un unico grande conoide di deiezione ai piedi dell'Himalaya, è una delle parti più ricche e popolose del Pakistan. I "cinque fiumi" che lo attraversano (punch significa appunto cinque) drenano il versante esterno himalayano, da cui fuoriescono dopo corsi tortuosi in valli profonde, trasportando spesso, con furia devastatrice, ingenti quantitativi di detriti. I maggiori fiumi del Punjab sono il Chenab, il Ravi e il Sutlej, che è il principale. L'Indo dopo la confluenza con il Sutlej non riceve più consistenti tributi. Il suo regime dipende dalle piogge monsoniche e dallo scioglimento delle nevi e dei ghiacci nel suo tratto più elevato (nel Karakoram, che ha ghiacciai imponenti, il limite delle nevi perenni è a 4.500 m) ed è quindi molto irregolare. A Sukkur la sua portata minima (gennaio-marzo) varia tra i 500 e i 1.000 m3/s; quella massima (da agosto a settembre) tra i 12.000 e 22.000 m3 /s. Così come quelle del Gange, le piene dell'Indo conoscono violenze incalcolabili, anche per le loro enormi masse alluvionali (al notevole trasporto detritico del fiume si deve l'ampia pianura deltizia, che comincia praticamente a Hyderabad); per contro l'effetto benefico di queste colossali piene è evidente: esse permettono l'irrigazione delle colture estive e dove è possibile lo sbarramento delle acque, anche di quelle invernali.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento. Grazie alla posizione geografica, il Pakistan, naturale regione di transito fra gli altopiani iranici e la fertile valle del Gange, ha attratto l'uomo fin dalle epoche più remote. Nel Paleolitico superiore esso fu lo sfondo di brillanti civiltà di cacciatori, testimoniate tra l'altro dai reperti della valle di Sohan, in prossimità di Rawalpindi; nel Neolitico il bacino dell'Indo, al pari della Mesopotamia, fu teatro di un'antichissima civiltà a base urbana dedita all'agricoltura, che ha lasciato le sue maggiori testimonianze a Mohenjo Daro e ad Harappa . In epoca storica le maggiori invasioni che contribuirono a determinare le caratteristiche antropiche della regione pakistana avvennero attraverso i più facili passi occidentali ed ebbero per protagonisti gli Indoari, la cui discesa portò al popolamento dell'intera India. La pianura dell'Indo fu però aperta anche ad altre invasioni, alcune violente, altre costruttive, da parte di popoli diversi provenienti per lo più da quella fucina di genti che è sempre stata l'Asia centrale: vennero di là, tra gli altri, Arabi, Iraniani, i Mongoli di Gengis Khan e Tamerlano, per lo più attraverso il famoso Passo Khyber.

Composizione etnica. Fondamentalmente la popolazione pakistana, formatasi da questo straordinario amalgama, è abbastanza simile all'indiana. Tuttavia ai margini della pianura dell'Indo si trovano gruppi etnici che rappresentano ceppi più antichi, rimasti fossilizzati nei loro ambienti particolari. Così nel Beluchistan, dove predominano popolazioni d'origine iranica, si parla un idioma dravidico; ma è nelle montagne del Nord che il tessuto e tnico presenta sorprendenti varietà e cristallizzazioni dovute all'ambiente conservatore (che tra l'altro ha anche sempre reso queste genti ribelli al potere centrale). Vi si trovano anche popolazioni indoarie; altre, come le genti del Dardistan, rappresentano una mistione fra Indoari e Iranici; altre ancora, come i popoli del Baltistan, sono di origine tibetana.

Sviluppo demografico. La dinamica demografica si presenta molto attiva, caratteristica generalmente comune a tutti i Paesi sottosviluppati. La popolazione cresce di oltre due milioni di unità all'anno; nel 1947, all'epoca della separazione dall'India, era di circa 24 milioni, passati a 33,8 milioni nel 1951, a 42,8 nel 1961, divenuti oggi 138 milioni. L'elevato valore odierno dell'incremento della popolazione è in larga misura dovuto ai brillanti risultati conseguiti nella lotta contro la malaria. La densità della popolazione è relativamente bassa; buona parte del territorio è però costituita da superfici desertiche o semidesertiche, specie nel Beluchistan, mentre si registrano forti concentrazioni della popolazione nel Punjab sia per la presenza di grosse città sia perché l'estesa irrigazione consente elevate densità agricole.

Insediamenti rurali. Fra le forme di insediamento predomina di gran lunga quella di tipo rurale. Il villaggio tradizionale più diffuso è costituito da un nucleo compatto di case d'argilla racchiuse entro alte recinzioni pure d'argilla, secondo concezioni che risalgono alle più antiche civiltà dell'Indo. Da questo tipo di villaggio si allontanano i nuovi centri rurali specialmente nel Punjab, dove la recente valorizzazione dell'agricoltura irrigua ha fatto nascere una forma d'insediamento regolare, funzionale, sul tessuto geometrico dei campi. Nel Beluchistan è molto diffuso il nomadismo: su di esso vivono anche le grosse tribù pathane che migrano con le loro tende nere di tipo arabo tra la piana dell'Indo e le alte terre afghane (la divisione politica ha rotto l'unità di questo tradizionale territorio di migrazione pastorale, il cosiddetto Pashturistan, reclamato anche di recente dall'Afghanistan). Nel Nord le tribù montanare vivono in villaggi sui fondivalle o sui bassi versanti, con case di legno o di pietra secondo le condizioni ambientali.

Centri urbani. Più che una vera e propria trama urbana, sostenuta da un'organica rete di rapporti economici, il Pakistan presenta alcune popolose città, sviluppatesi specialmente nel corso di questo secolo. Tipica creazione inglese, per il cui impero coloniale costituiva un importante sbocco portuale, è Karachi, capoluogo della provincia del Sind. La metropoli ha conservato la funzione di unica grande apertura marittima del Paese; è però anche centro industriale importantissimo, vitalizzato dal ruolo di capitale, che ha svolto dall'indipendenza sino al 1959, e dalla sua funzione di scalo aereo internazionale. Le altre principali città in genere seguono il corso dell'Indo o dei suoi affluenti. Seconda metropoli è Lahore, situata sul fiume Ravi quasi al confine con l'India. Capoluogo dei Punjab, è città antichissima, già capitale dei grandi regni musulmani e tuttora massimo centro della regione; oggi è sede di industrie varie ed è un mercato agricolo, cui fanno corona vari grossi centri agricoli come Gujranwala, Sargodha e soprattutto Faisalabad, sviluppatasi dopo i grandi lavori di valorizzazione agricola della zona. Nel corso di questo secolo una funzione importante ha assunto, nell'Alto Punjab, Rawalpindi, situata in una posizione chiave della geografia pakistana, valorizzata dagli Inglesi di cui fu munita base militare, e oggi centro industriale; vicino a essa è sorta recentemente la nuova capitale Islamabad. Sullo stesso asse pedemontano si trova anche Peshawar, capoluogo della North West Frontier, città commerciale antica e sempre attiva, al centro di una conca sulla via che porta al Passo Khyber e per secoli un vivacissimo centro di traffico carovaniero. Altro centro di frontiera con l'Afghanistan è Quetta, città-oasi capoluogo del Beluchistan, una delle più desolate terre dell'Asia meridionale; è una creazione essenzialmente amministrativa, la sola di una certa importanza in mezzo alle montagne. Scendendo invece nella valle dell'Indo, troviamo le altre maggiori città del Pakistan: Multan, presso il fiume Chenab, di recente sviluppo al centro di una vasta area di valorizzazione irrigua e agricola e soprattutto, all'inizio della piana deltizia dell'Indo, Hyderabad, l'antica capitale del Sind , con varie attività industriali.

Aspetti economici

Testo completo:

Paese eminentemente agricolo, anche se l'agricoltura è da sempre un settore economico fortemente trascurato, stretto nella morsa di povertà e sottosviluppo propria di tutto il cosiddetto "subcontinente indiano", il Pakistan è stato altresì pesantemente coinvolto in una complessa serie di vicende politiche, le quali hanno inciso in modo determinante sulle possibilità e gli orientamenti generali dell'economia nazionale.

 

Vicende storiche. Dapprima il distacco nel 1947 dall'India privò il Pakistan di quasi tutto il proprio pur scarso potenziale industriale; da qui la scelta praticamente obbligata di rafforzare le attività manifatturiere, che hanno effettivamente registrato un certo sviluppo. Per contro l'agricoltura è andata tramutandosi in un settore sempre più arretrato, registrando una situazione di grave ristagno degli incrementi produttivi, che a mala pena tengono il passo con i forti aumenti demografici. A partire dagli anni Sessanta la cronica ostilità nei confronti dell'India sfociò in una guerra logorante, che condizionò a lungo l'economia e la politica interna ed estera del Pakistan, giacché le ingenti spese militari rallentarono di necessità gli investimenti industriali (se si escludono taluni settori destinati a consolidare l'apparato bellico) e i pur modesti interventi a favore dell'agricoltura. La situazione, già estremamente critica, andò ulteriormente aggravandosi nel 1971, quando la secessione del Pakistan orientale privò il Pakistan di buona parte della iuta grezza, da cui trovavano il principale sostegno le industrie tessili nazionali. Nel 1972 venne avviato un effimero processo di rinnovamento sotto il segno di un vago "socialismo islamico", che si avvantaggiò soprattutto dall'apporto finanziario dei Paesi arabi produttori di petrolio. Nel nome dell'unità del mondo islamico, fu varata una politica di blande riforme agrarie (badando bene tuttavia a non toccare l'effettivo potere dei grandi propri etari terrieri); nello stesso tempo venivano nazionalizzate le banche e le industrie di base e prendeva avvio un timido tentativo di ridurre i forti squilibri economici e le disuguaglianze sociali mediante interventi pubblici, volti a combattere le più gravi forme di povertà.

 

Interventi esterni. Il colpo di Stato del 1977 ha comunque arrestato questo processo e provocato una radicale inversione di tendenza negli indirizzi governativi: è stata adottata una "politica di austerità", comportante ampi tagli nelle spese sociali e assistenziali, ed è stata altresì assunta una posizione di netto sostegno nei confronti dell'iniziativa privata e degli investimenti stranieri. In tale ambito di rapido riavvicinamento ai Paesi occidentali e in particolare agli Stati Uniti, ha acquistato un peso particolare l'occupazione sovietica (dicembre 1979) del vicino Afghanistan. In cambio di un deciso appoggio alla guerriglia antisovietica e di aiuto ai profughi afghani, è stato concordato un ampio programma di sostegno al governo pakistano, consistente in aiuti economici e militari per svariate centinaia di milioni di dollari; finanziamenti non meno cospicui sono giunti dal Giappone, dal Fondo Monetario Internazionale, dalla Banca Mondiale ecc. Sull'intervento estero poggiano eminentemente i piani di sviluppo economico del Paese, che prevedono come obiettivi prioritari il potenziamento delle infrastrutture agricole, in particolare per conseguire l'autosufficienza nei generi alimentari di base, il rafforzamento del settore privato dell'industria e la qualificazione professionale di un elevato contingente di lavoratori pakistani da inviare all'estero.

 

Agricoltura. L'agricoltura interessa oltre un quarto della superficie territoriale (quasi il 62% è incolto e improduttivo) e si basa essenzialmente sull'alternarsi di due raccolti nel corso dell'anno: quello delle colture estive o kharif, praticabili solo mediante irrigazione, e il raccolto delle colture rabi , esse pure in misura sempre crescente effettuate con irrigazione, ma già favorite dalle piogge monsoniche e quindi maggiormente diffuse. Quello agricolo è un settore, come si è detto, rimasto molto arretrato con prevalente diffusione dei microfondi poco o nulla meccanizzati; tuttavia la realizzazione di vasti bacini artificiali, specie sull'Indo e sullo Jhelum, e la conseguente utilizzazione delle acque fluviali mediante una complessa rete di canali di derivazione hanno permesso di aumentare i rendimenti dei terreni, che hanno le loro aree migliori nel Punjab e nel Sind. L'avvento di Zia (morto in un incidente aereo nel 1988) nel 1977 ha significato anche privilegi per i militari che lo hanno sostenuto. Con proprietà da 40 a 200 ha, questi sono andati a costituire una nuova aristocrazia di proprietari, veri e soli beneficiari della cosiddetta "rivoluzione verde" che prevedeva, nei piani del governo, il recupero di terreno incolto per una produzione che desse al Paese l'indipendenza alimentare. Quasi un terzo dell'arativo è riservato al frumento, tipica coltura rabi , cui fa seguito per importanza il riso, che è invece una coltura kharif e che riscontra condizioni particolarmente favorevoli nelle pianure inondabili del Sind; assai minor rilievo hanno gli altri cereali, come il mais che proviene soprattutto dalle zone pedemontane, il miglio e il sorgo, che sono invece limitati alle regioni asciutte e non irrigabili. Fondamentali colture alimentari sono anche le patate, numerosi ortaggi (cipolle, fagioli, ceci, lenticchie ecc.), gli agrumi, le banane e i datteri. Notevoli sono anche le colture industriali; di particolare importanza è quella del cotone (il Pakistan ne è uno dei massimi produttori su scala continentale), che è la principale coltura kharif del Paese, ed è soprattutto diffusa nelle zone irrigate della valle dell'Indo. Il Pakistan è altresì un rilevante produttore di oleaginose come sesamo, lino, ricino, colza e arachidi, mentre tra le piante tessili annovera la canapa; ben rappresentati sono inoltre il tabacco e la canna da zucchero. Poco estese sono le foreste, sottoposte tuttavia a intenso sfruttamento.

 

Allevamento e pesca. Nonostante la povertà dei pascoli, ormai troppo sfruttati, l'allevamento dispone di un patrimonio zootecnico considerevole. Prevalgono gli ovini e i caprini, il cui allevamento è comunemente di tipo pastorale, basato sulla transumanza tra le steppe della pianura dell'Indo e i versanti montuosi; elevato è anche il numero dei bovini (buoi e bufali), largamente adibiti ai lavori agricoli; al patrimmonio zootecnico si aggiungono asini, cammelli e cavalli. Cospicuo è il numero di volatili da cortile. Ha registrato un buon incremento il settore della pesca, che alimenta una discreta esportazione.

 

Risorse minerarie. Abbastanza ampia è la varietà di risorse minerarie, anche se in genere presenti in modesti quantitativi; si estraggono cromite, manganese, antimonio, magnesite, minerali di ferro, salgemma, zolfo ecc. Meglio rappresentato è invece il settore energetico, specie per quanto riguarda il gas naturale (i giacimenti sono ubicati nel Beluchistan e collegati con gasdotti a Karachi, Faisalabad e Islamabad), il petrolio è invece del tutto insufficiente al fabbisogno interno (onerosissime sono infatti le relative importazioni) e assai scarsi sono carbon fossile e lignite. Importante fonte di energia elettrica è quella idrica: la grandiosa diga di Tarbela, sull'Indo, ha una potenza di 700.000 kW.

 

Industria. L'industria pakistana è stata rivolta sinora in modo nettamente preponderante alla lavorazione dei prodotti agricoli locali. Tuttavia hanno registrato una certa espansione taluni settori di base, come il siderurgico (nel 1981 è stata inaugurata presso Karachi la prima acciaieria), il chimico (produzione di fertilizzanti azotati, acido solforico, soda caustica), il petrolchimico e il meccanico, presente con industrie sia di montaggio sia di riparazione (stabilimenti automobilistici, officine ferroviarie e aeronautiche). L'industria più importante del Paese è comunque quella cotoniera, che consente una buona esportazione e alimenta altresì un diffuso artigianato. Svolge del pari un ruolo di rilievo l'industria alimentare (zuccherifici, oleifici, conservifici, complessi molitori, birrifici), affiancata da varie manifatture legate alle produzioni agricole e zootecniche locali: lanifici, tabacchifici, calzaturifici ecc. Si ricordano infine i cementifici, le cartiere, i saponifici, nonché le svariate attività artigianali, come la tessitura a mano della seta, la produzione di tappeti, la lavorazione artistica delle ceramiche, delle pelli e del cuoio ecc.

 

Comunicazioni. Il settore delle vie di comunicazione denuncia gravi insufficienze rispetto alle necessità del Paese. Il fondamentale asse ferroviario, che da Karachi volge verso nord attraversando il Paese, si appoggia al corso con l'Indo e si dirama, nel Punjab, verso Peshawar e Lahore. A Hyderabad si allaccia la linea per l'India, mentre sul lato opposto da Sukkur si dirama il tronco che, toccando Quetta e il Beluchistan, giunge al confine dell'Iran. La rete stradale è meglio sviluppata; all'asse principale lungo l'Indo si innestano le strade che provengono dall'Iran e dall'Afghanistan dirette a Peshawar (attraverso il Passo Khyber) e a Quetta; nel 1978 è stata ultimata, dopo vent'anni di lavori, la cosiddetta "superstrada dell'amicizia" o del Karakoram che raccorda il Pakistan settentrionale con il Xinjiang Uygur (Cina). Sempre più rilevante è il ruolo delle comunicazioni aeree (compagnia di bandiera è la PIA, Pakistan International Airlines); i principali aeroporti sono quelli internazionali di Karachi, ottimamente situato sulla rotta che collega l'Europa con l'Estremo Oriente, Islamabad, Lahore, Quetta e Peshawar. La città di Karachi è altresì il maggior scalo marittimo pakistano, per il quale passa quasi tutto il commercio estero.

 

Commercio. Anche in rapporto allo sviluppo industriale del Paese gli scambi internazionali hanno registrato un rilevantissimo incremento; la bilancia commerciale denuncia però un costante passivo. Il Pakistan esporta soprattutto cotone grezzo e lavorato (filati e tessuti), quindi riso, tappeti, cuoio, prodotti petroliferi e pesci, mentre importa eminentemente combustibili, prodotti chimici, macchinari e mezzi di trasporto, manufatti vari. Nell'interscambio hanno un ruolo fondamentale i Paesi produttori di petrolio, come l'Arabia Saudita e il Kuwait, e quelli fornitori di prodotti industriali, specie il Giappone e gli Stati Uniti; tradizionali partner commerciali sono altresì la Malaysia, la Germania e la Gran Bretagna, mentre è recente l'intensificarsi degli scambi con la Cina.

Storia

Testo completo:

La storia del Pakistan è la breve vicenda d'una nazione nata nel 1947 a seguito della fine dell'impero britannico in India e della spartizione della penisola fra due Stati indipendenti.
Fino al 1947 il passato del Pakistan è perciò lo stesso passato dell'India: mai è esistita un'entità di tipo nazionale che si possa considerare risorta, nel XX secolo, con il Pakistan. Il Pakistan è la nazione dei musulmani d'India (separatisi dagli altri Indiani per una crisi antica sì, ma precipitata solo alcuni decenni or sono).

Popolazione

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Popolazione totale: 173593383
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Popolazione urbana (%): 36,19
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Gruppi etnici:

punjabi 44,68%, pashtun (pathan) 15,42%, singalesi 14,1%, sariaki 8,38%, muhagirs 7,57%, balochi 3,57%, altri 6,28%

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Lingue:

punjabi 48%, singalese 12%, siraiki 10%, pashtu 8%, urdu (ufficiale) 8%, balochi 3%, hindko 2%, brahui 1%, inglese (ufficiale; lingua franca dell'elite pakistana e delle cariche governative), burushaski e altre 8%

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Religioni:

musulmani 95% (sunniti 75%, sciiti 20%), altre (compresi cristiani e induisti) 5%

Demografia

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Tasso di crescita: 1,80
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Tasso di natalità: 28,09
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Tasso di mortalità: 7,69

Media dell'area geografica: 7.5466666221619 (su un totale di 9 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 66,60
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Tasso di mortalità infantile maschile: 61,30
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Tasso di fecondità totale: 3,65
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Rapporto tra i sessi: 103,38
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Età mediana: 21,67
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Aspettativa di vita maschile: 63,78
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Aspettativa di vita femminile: 65,42

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 146

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 210,22
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 488,37
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Tasso di crescita annua: 3,00
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 1.199,11
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 2.785,76
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 22
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 25
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 53
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): 214
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Spesa statale per sanità (%): 1
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Spesa statale per istruzione (%): 2
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Spesa statale per difesa (%): 13
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Tasso di corruzione: 27
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Debito pubblico (%/PIL): 56,90
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Tasso di inflazione : 13,31
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Tasso di disoccupazione: 5,95
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Debito estero (milioni di $): 60.181,80
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Saldo migratorio: -1999998
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 1120
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 2870
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 23

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 100
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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,10
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Diffusione contraccettivi (%): 27
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Diffusione assistenza prenatale (%): 61
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Assistenza specializzata al parto (%): 39
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Tasso di mortalità materna: 260
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 95
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 87
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 90
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 72
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 29
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 45

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 61
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 79
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 60
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 60
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 72
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 62
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 70
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 29
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 36
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 29
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 35

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 51,31
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 3,24
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 61,61
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Numero reti televisive: 20
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 9,00

Trasporti

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Aeroporti:

151

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Densità stradale (km/100 km²):

32,94

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

1,1

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Porti:

2

Popoli

Il Pakistan è il sesto stato più popoloso del mondo ed è il secondo maggiore stato musulmano dopo l'Indonaesia. L'attuale popolazione del Pakistan è frutto delle numerose invasioni che hanno caratterizzato questa regione nel corso dei secoli: in essa si ritorvano tra l'altro tratti iraniani, cinesi, indiani, tibetani e turchi. Il gruppo etnico più numeroso è quello dei punjabi che costituisce il 66% della popolazione.

 

I muhajir sono i musulmani che, dopo la separazione del Pakistan dall'India nel 1947, emigrarono in questo stato dall'India: essi costituiscono l'8% della popolazione e normalmente parlano l'Urdu, che pur essendo la lingua ufficiale del Pakistan, non è però la più parlata nel paese.

Pakistani nel mondo 

A Chicago negli Stati Uniti c'è una comunità pakistana che vive in un quartiere chiamato "Piccolo Pakistan"

 

Abito caratteristico in cotone ricamato a mano

 

Oggi il Pakistan è ancora interessato a fenomeni migratori sia interni, dovuti cioè a conflitti o a catastrofi interne a questo territorio, sia provenienti da stati confinanti in guerra, come è il caso dell'Afghanistan. Per queste persone l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati insieme al governo Pakistano, hanno promosso dei programmi di accoglienza volti a creare delle strutture di base come le fogne, l'accesso all'acqua, le scuole e dei centri medici nelle zone interessate da questo fenomeno.

Territori urbani

Vista di Karachi

Immagine di Karachi del 1889

 

 

Karachi è la più grande città del Pakistan ed è anche la più popolosa Si trova sulla costa del Mare Arabico alla foce del fiume Indo e è la capitale economica e finanziaria del paese.

 

 

 

Il forte di Lahore

Lahore fi fondata intorno al II secolo dopo Cristo ed in seguito rimase sotto la dominazione Moghul per circa 200 anni. Oggi è una cittadina industriale e commerciale ed al centro delle vie di comunicazione via terra del Pakistan.

Islamabad

Islamabad, capitale del Pakistan dal 1967, è stata fondata solo negli anni 60: gurada il video se vuoi scoprire questa città.

Territori rurali

Il paesaggio del Pakistan è prevalentemente rurale. Solo una parte del suo territorio viene però utilizzato per l'agricoltura che interessa infatti appena un quarto di esso.

Un campo di cotone

Il Pakistan è il quarto produttore al mondo di cotone, prodotto che viene coltivato e lavorato in vari modi all'interno del paese. Si tratta di una varietà a fibra media e corta che viene seminata in maggio e raccolta tra ottobre e dicembre in modo ancora prevalentemente manuale.

Flora, fauna e attività umane

Alle diverse ecoregioni del Pakistan che vanno dalle foreste alluvionali al deserto, dalle montagne alle piane dell'Indo, corrispondono diverse e varie varietà di flora e di fauna.

Il fiore nazionale di questo stato è lo Jasminum multiflorum dai piccoli fiori bianchi e profumati utilizzati proprio per questa loro caratteristica.

L'effetto dei cambiamenti climatici che accorcia la durata degli inverni ed allunga quella delle estati, ha in Pakistan delle ripercussioni già molto visibili in particolare sulle specie faunistiche selvatiche che, non trovando più gli habitat favorevoli per la loro vita, sono costrette a migrare quando addirittura non sono minacciate nella loro possibilità di sopravvivere.

Capra di Falconer

Tra gli animali minacciati dai cambiamenti climatici c'è la Capra di Falconer, dalle corna ritorte a cavatappi, considerata animale nazionale del Pakistan. La sua sopravvivenza è messa in discussione, oltre che dalla perdita dell'habitat naturale, anche dalla caccia: il Pakistan è infatti l'unico paese al mondo in cui può essere legalmente cacciata.

Leopardo delle nevi

 

 

 

 

 

Il ritiro dei ghiacciai sta mettendo a repentaglio anche l'habitat naturale del rarissimo Leopardo delle nevi: guarda il filmato per scoprire come vive questo felino considerato per molto tempo un mito.

Il Tordo Golanera, specie rara del Pakistan, è minacciato dai cambiamenti climatici

L'uccello nazionale del Pakistan si chiama Chukar ed è della famigla delle pernici.

Sulle montagne del Pakistan vivono rapaci di ogni genere come le aquile reali e i falchi.

Un uomo nutre due coccodrilli durante il festival dei coccodrilli

 

 

 

 

 

 

 

Nelle zone paludose delle regioni meridionali del Pakistan vivono i coccodrilli, a cui viene dedicato un festival perchè considerato animale sacro dal popolo Sheedi.

Prende il nome dalla città di Lahore la omonima razza di colombi utilizzata anticamente dai sultani per spettacolari giochi di volo.

Giochi

In Pakistan la tradizione degli aquiloni è molto forte e i bambini passano molto tempo a costruirli e a combattere con essi. Leggi questa intervista ad un originale creatore di aquiloni che è nato ed ha vissuto la sua infanzia in Pakistan. (pg74-75).

Aquiloni da combattimento 

Vuoi sapere come si costruiscono? Guarda il video.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il cricket è uno degli sport più amati e più praticati in Pakistan. Si tratta di una passione che questo paese condivide, per altro, con India, Bangladesh e Sri Lanka tanto che spesso le rivalità o le riconciliazioni politiche tra questi stati si sono giocate sui campi da cricket, come nel caso delle partite giocate tra il 2004 e il 2005 tra India e Pakistan: guarda il video.

 

Giocatore della nazionale pakistana di cricket

Feste

Fine del Ramadan presso la moschea di Lahore

Il Ramadan nel mondo 

Guarda le foto che raccontano come viene vissuto questo periodo di digiuno nei diversi paesi.

L'islam spiegato ai bambini 

Se vuoi conoscere meglio questa religione clicca qui.

La maggior parte della popolazione pakistana è musulmana e per questo le principali festività di questo paese coincidono con le due feste islamiche dette Festa dell'Interruzione (Aid al Fitr), che conclude il periodo del Ramadan, e Festa del Sacrificio (Ail al Adha) che è la più importante.

 

 

 

"I dolcetti di Aisha" racconta in modo semplice cos'è il Ramadan per i musulmani e come si festeggia il suo termine.

Reti stradali e ferroviarie

Un tipico camion pakistano decorato

Cosa si vede percorrendo una strada pakistana? 

Guarda il video e cerca di contare quanti diversi mezzi di locomozione riesci ad individuare!

Il Pakistan ha una rete stradale lunga poco meno di 200000 km di cui poco più della metà sono asfaltati.

 

 

Questo paese fa parte del progetto "Autostrade Asiatiche" con cui si intende collegare il territorio asiatico con una rete autostradale che unisca le principali città dei diversi stati.

 

La rete ferroviaria pakistana è lunga poco meno di 9000 km

La Karakorum Highway fa parte dell'antica Via della Seta: leggi questo viaggio fatto in bici tra il Pakistan e la Cina per un totale di 1400 km .

Monete e banconote

La Rupia pakistana è in vigore dal 1947, da quando cioè questo stato ha proclamato la propria indipendenza dall'India.

Una moneta coniata per ricordare la morte di Benazir Bhutto

Arte tradizionale e moderna

Statua tipica dell'arte buddhista del Gandhara

Una scultrice pakistana 

Maimuna è una scultrice di origini pakistane che parla attraverso le sue opere della condizione delle donne nel mondo. Guarda il video.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un murales tra il Pakistan e l'Italia 

Una interessante esperienza artistica partita dal Pakistan ed arrivata in Italia sotto la guida della pittrice pakistana Fauzia Aziz Minallah, esperta tra l'altro, in illustrazioni di libri per l'infanzia.

 

 

 

 

Nella Valle dello Swat i numerosi siti archeologici hanno rinvenuto reperti che testimoniano la presenza di civilità organizzate fin dall'antichità: qui si trovano dipinti rupestri e testimonianze di una antica civiltà buddhista di origine indo greca, oggi minacciati di essere distrutti dai talebani.

Statua del Buddha danneggiata

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Faiz Ahmed Faiz è un poeta pakistano che scrive in urdu e che ha pagato con il carcere la sua lotta per la libertà del suo popolo: leggi una sua poesia.

Musiche e danze

Strumenti a percussione e battito delle mani per accompagnare i canti sacri tradizionali del Pakistan: ascolta e guarda il video!

La Tabla 

guarda una lezione per imparare a suonare questo strumento a percussione.

Un set di tabla

Si chiama qawwali è la musica sacra dei sufi, cioè dei mistici islamici, nata più di 700 anni fa nella zona dell'attuale Pakistan. Oggi essa ha una diffusione ed una popolarità indiscusse ed ha avuto un riconoscimento internazionale grazie a Nusrat Fateh Ali Kahn: ascolta e guarda!

Danzatrice di Kathak

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La danza in Pakistan è nata tra i pavimenti in marmo dei palazzi antichi e il terreno rurale dei campi. Tra le danze più famose è la kathak, originaria dell'India del Nord e oggi danza nazionale pakistana: per seguire le lezioni ed imparare a danzarla, clicca qui.

 

Un video per la libertà: è questa la proposta di una band di Pakistani americani che ha trasformato in un rock una delle poesie più famose del poeta Faiz Ahmad Faiz, inneggiante alla libertà.

Fiabe e racconti

Una favola per parlare di lavoro minorile 

Nel Paese dei Pilastri Celesti i bambini lavorano al telaio ogni giorno fino allo sfinimento: riusciranno L'Antilacrima e Madam Trivella a liberarli dalla schiavitù?

Il Pakistan condivide parte della sua cultura con l'India e molte fiabe tipiche indiane fanno parte del patrimonio pakistano.

 

Il protagonista del libro "Kim" di Kipling è un ragazzino nato a Lahore orfano di padre irlandese: in questo romanzo, ambientato in un periodo in cui il Pakistan era ancora parte dell'India, si confrontano la cultura europea e quella indiana attraverso la vita di un adolescente.

 

 

"I dolcetti di Aisha" racconta in modo semplice cos'è il Ramadan per i musulmani e come si festeggia il suo termine.

 

 

 

 

Fauzia Minallah è una illustratrice di libri per l'infanzia: guarda alcune delle sue opere.

Cibo, alimentazione e ricette

Il pane in Pakistan 

guarda come si fa e come si cuoce.

 

 

La cucina del Pakistan è molto simile se non addirittura uguale alla cucina delle regioni confinanti dell'India.

 

Pollo tikka alla pakistana

Il riso alle spezie in Pakistan è un piatto base che accompagna molte portate, anche se le spezie caratterizzano più la cucina meridionale che non quella settentrionale di questo paese dove prevale invece il pane.

Riso pakistano

Di tutte le tipologie di cucina presenti in Pakistan una delle più apprezzate è quella mughlai che prevede carni cotte alla brace e condite con abbondanti spezie. Tra queste ricordiamo il kebab o kebobs, il pollo tikka e i chops, le costolette di manzo o montone.

Costolette di montone alla pakistana

Badam Barfi

 

 

 

Il Badam Barfi è un tipico dolce della regione indiana molto diffuso anche in Pakistan: si tratta di una sorta di marzapane fatto con le mandorle (Badam) o con altri frutti secchi, come per esempio il caju e insaporito con delle spezie

Testimonianze

Greg Mortenson con i bambini pakistani

Nel suo libro "Tre tazze di te" Greg Mortenson racconta la sua esperienza con le popolazioni montane del Pakistan e la realizzazione del Central Asia Institute per favorire l'accesso all'istruzione dei bambini di questo territorio.

 

La regione del Baltoro è un vero paradiso per gli scalatori per le sue vette altissime, i paesaggi, la sua gente: scoprila attraverso la cronaca di un trekking.

Trasferirsi in Pakistan a 31 anni: leggi il diario di questa famiglia che ha fatto del Pakistan la sua casa.

La vita di una donna pakistana vista con gli occhi di una donna italiana.

Il terremoto che ha colpito le regioni settentrionali del Pakistan nel 2005 visto con gli occhi di chi viveva ad Islamabad in quei giorni.

La vita della figlia di un diplomatico indiano in Pakistan: leggi il suo racconto e la sua passione per la mitologia.

Una suggestiva testimonianza corredata di foto che raccontano un viaggio sulla via della seta tra i mercati pakistani.

Personaggi

Benazir Bhutto

Appartenente ad una dinastia impegnata da sempre nella politica pakistana e lei stessa primo ministro per due volte, Benazir Bhutto era appena rientrata da un esilio forzato quando il 27 divembre 2007 venne uccisa in un attentato suicida. Benazir Bhutto era considerata a livello internazionale un simbolo della modernità, della democrazia e della rivendicazione femminile.

 

Iqbal Masih

 

 

La vita di Iqbal Masih, il bambino pakistano che tesseva tappeti e che ha avuto il coraggio di raccontare la sua storia al mondo, è diventata un simbolo del lavoro minorile e della possibilità di riscatto per molti bambini che vivono in stato di schiavitù.

 

 

Nusart Fateh Ali Khan

 

 

Nusrat Fateh Ali Khan è un musicista di musica qawwali, l'antica musica sacra dei mistici islamici, divenuto famoso a livello internazionale quando ha inciso per una famosa casa discografica occidentale: ascola la sua musica e il suo canto.