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Paesi | Asia | Asia meridionale orientale | Thailandia

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Bangkok
Superficie (km²): 513120
Densità (ab/km²): 129
Forma di governo: Monarchia costituzionale
Sito ufficiale del Governo: http://www.thaigov.go.th/
Moneta: Bath
Membership:

ADB, APEC, APT, ARF, ASEAN, BIMSTEC, BIS, CP, EAS, FAO, G-77, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICCt (firmatario), ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, IHO, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC, MIGA, NAM, OAS (osservatore), OIC (osservatore), OIF (osservatore), OPCW, OSCE (partner), PCA, PIF (partner), UN, UNAMID, UNCTAD, UNESCO, UNHCR, UNIDO, UNITAR, UNMIS, UNWTO, UPU, WCL, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. La Thailandia occupa la sezione centrale, relativamente poco elevata, della Penisola Indocinese, estendendosi da nord a sud per circa 1.700 km, con una larghezza massima di circa 800 km. Il territorio in buona parte corrisponde a una vasta area depressionaria, invasa nell'era cenozoica dalle acque del Golfo del Siam e successivamente colmata dai depositi fluviali recenti, lasciati dal Menam e dai suoi tributari. Affacciata a sud al mare, questa pianura, ricca, ben irrigata, popolatissima, è il nucleo principale del Paese, chiuso a nord da una serie di allineamenti meridiani, in più punti con cime di oltre 2.000 m (Doi Luang, 2.195 m; Doi Pha Homfok, 2.298 m), che si annodano, attraverso l'Altopiano degli Shan, in Myanmar, ai fasci montuosi cinesi dello Yünnan. Essi proseguono verso sud formando una lunga catena al confine con Myanmar, praticamente interrotta solo in corrispondenza del Passo delle Tre Pagode (200 m) tra i monti Dawna a nord e i monti Bilauk a sud. L'altezza massima di questi rilievi, che formano l'orlo occidentale della Pianura del Menam, supera in alcuni punti i 2.000 m; sono costituiti da rocce calcaree del Paleozoico che hanno subito un ringiovanimento nell'era cenozoica. Alture più modeste chiudono invece a est la pianura del Menam, formando la linea divisoria, non sempre nettamente tracciata, lungo cui corre lo spartiacque con il bacino del Mekong, il poderoso fiume indocinese (4.500 km) che segna in grande parte il confine tra la Thailandia e il Laos. Tali rialzi tuttavia separano, nella Thailandia nord-orientale, il cosiddetto Altopiano del Khorat, in realtà un susseguirsi di modeste ondulazioni e di bassopiani per lo più tra i 100 e i 200 m di altezza. Infine l'estremità meridionale della Thailandia, che comprende il tratto della Penisola Malese a sud della valle del Kwai Noi fino al confine con la Malaysia, si affaccia al Golfo del Siam a est e al Mare delle Andamane a ovest. Oltre l'Istmo di Kra (42 km, alto non più di 76 m, interamente in territorio thailandese) il rilievo comprende una serie di massicci granitici isolati (Khao Lang Kha Toek, 1.465 m), alternati a depressioni, la cui origine si connette alla formazione di faglie che hanno spezzato e frammentato la penisola. Le coste prospicienti il Golfo del Siam (1.875 km) sono prevalentemente basse e orlate di lagune. Numerose sono le isole che emergono dalla piattaforma continentale: le più vaste sono Samui e Phangan, al largo della costa orientale. Il litorale che si affaccia sul Mare delle Andamane si presenta invece roccioso, frastagliato e ricco di scogli, isolotti e isole, la maggiore delle quali è quella di Phuket , con 522 km 2 .

 

Clima. Il clima della Thailandia risente fondamentalmente della circolazione monsonica, i cui effetti però non risultano omogenei su tutto il territorio sia per la notevole estensione in latitudine (da 20° a 5° nord) sia per l'ampio contatto col mare di alcune zone e, al contrario, per la presenza in altre di catene montuose disposte in modo da bloccare l'afflusso di masse di aria umida. In generale è possibile distinguere due stagioni, una secca e una piovosa: quest'ultima si manifesta durante il periodo estivo e tende a dilatarsi nella Penisola Malese, dove praticamente il clima si può definire equatoriale, con escursioni termiche molto contenute (a Songkhla la temperatura media annua è di 27,5 °C, mentre quelle di gennaio e di luglio sono rispettivamente di 26,3 °C e 27,9 °C) e precipitazioni consistenti, superiori a 2.000 mm annui. Nella parte settentrionale, invece, il clima è più secco, con precipitazioni inferiori ai 1.500 mm e, nelle zone più interne, anche inferiori ai 1.000 mm; la stagione secca, dovuta all'affluss o di venti asciutti da nord, va da novembre a febbraio, con medie termiche di 20-24 °C, e quella piovosa da aprile a ottobre: dalla metà di febbraio alla metà di aprile si ha il periodo più caldo, con medie giornaliere di 30 °C nelle pianure.

 

Flora. Poco più di 1/4 del territorio thailandese è ricoperto da boschi e foreste; la bella foresta pluviale, ricca di essenze pregiate, compare naturalmente là dove le precipitazioni sono più copiose, rivestendo i rilievi meglio irrorati, come i monti della Penisola di Malacca, specie il versante rivolto a Myanmar e, in parte, l'orlo occidentale dell'Altopiano del Khorat. Dove il regime monsonico si avverte maggiormente e le stagioni sono nettamente differenziate prevale una foresta meno fitta: quasi tutta la sezione settentrionale della Thailandia, con piovosità compresa tra i 1.200 e i 2.000 mm annui, è coperta dalla cosiddetta foresta alta (che peraltro è stata ampiamente degradata dalla pratica dell'agricoltura itinerante, tuttora diffusa, e da un diboscamento irrazionale), la cui specie più nota è il teak; nelle aree meno piovose o con suoli poveri, come nel Khorat, domina invece la foresta arida, senza sottobosco, con alberi più bassi e radi. Le pianure sono state notevolmente trasformate dall'intervento umano: le risaie hanno sostituito le distese savaniche e solo lungo i corsi d'acqua persistono fasce di vegetazione arborea. Lungo i tratti di coste basse e melmose sono assai sviluppate le formazioni di mangrovie.

 

Idrografia. Il più importante fiume della Thailandia è il Menam, che si forma poco a monte di Nakhon Sawan dalla confluenza dei fiumi Ping e Nan, provenienti rispettivamente dai monti al confine con Myanmar e col Laos. Ben presto il fiume si ramifica in numerosi bracci che attraversano pigramente una pianura ormai livellata: i due rami principali sono il Suphan Buri, a ovest, e il Chao Phraya, o Menam vero e proprio. Le abbondanti alluvioni riversate nel Golfo del Siam tendono a colmare quest'ultimo; le maree sono comunque in grado di mantenere sgombri i vari bracci deltizi, che risultano navigabili. Il regime del Menam è strettamente connesso con le piogge monsoniche: il fiume comincia a gonfiarsi in maggio e raggiunge il livello più alto in ottobre. Per il resto, a parte una ristretta area a nord-ovest tributaria del Salween, e la porzione peninsulare, in cui modesti corsi d'acqua si gettano direttamente in mare, il territorio thailandese è tributario del Mekong, principalmente attraverso il Menam Mun; il drenaggio del Khorat è però complicato dalla presenza di aree depressionarie occupate da laghi.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento e composizione etnica. Si ritiene che gli abitanti originari della Thailandia siano stati in tempi preistorici genti negritos di origine melanesiana; la fertile pianura del Menam attrasse successivamente popoli paleoindocinesi, in particolare i Khmer, gli attuali abitatori della Cambogia. Destinati però ad avere il sopravvento furono i Thai, giunti dal nord in successive migrazioni, attraverso i Monti dello Yünnan e che praticamente nel XIII secolo occuparono il Paese, concentrandosi soprattutto nella pianura del Menam e nei bacini intermontani. La quasi totalità della popolazione è oggi costituita da genti Thai (le esigue minoranze si raggruppano nelle aree periferiche); sotto il nome di Thai si comprendono però popoli diversi, accomunati dal fatto di parlare una stessa lingua, appartenente alla famiglia sino-tibetana. Oltre ai Thai veri e propri, o Siamesi, appartengono al medesimo ceppo i Lao (che abitano soprattutto il vicino Laos) e che in territorio thailandese sono particolarmente diffusi nel Khorat e sui monti settentrionali, dove sono insediati anche gruppi sparsi come i Meo e gli Yao; essi pure d'origine sinica, praticano un'agricoltura itinerante ricorrendo alla pratica dell'incendio di aree forestali (ray) e, oltre a coltivare riso, mais e oppio, si dedicano all'allevamento dei maiali e cavalli. Nella Thailandia occidentale vivono tribù Karen, di origine birmana, mentre nella regione meridionale predominano genti malesi; qui al riparo delle dense foreste sopravvivono ancora esigui nuclei di Semang, i più primitivi tra gli odierni abitatori della Thailandia, cacciatori e raccoglitori affini ai Mincopi delle Andamane. Alle migrazioni iniziatesi verso la fine del secolo scorso al tempo della creazione della rete ferroviaria si deve il gran numero di Cinesi presenti in Thailandia, occupati preminentemente in attività commerciali. Dato però che sono considerati thailandesi i loro discendenti nati in Thailandia o figli di madre thai, e dato che molti di essi sono ritornati in patria una volta arricchitisi, i Cinesi, valutati alcuni milioni nei primi decenni del secolo, sono oggi stimati meno di mezzo milione.

 

Sviluppo demografico e distribuzione. Attualmente la popolazione thailandese, distribuita in modo piuttosto difforme, supera i 60 milioni di abitanti, mentre quella registrata dal primo censimento effettuato nel 1905, era di circa 7,5 milioni. Dall'inizio del secolo l'incremento demografico ha registrato indici altissimi, diminuiti però in questi ultimi anni. Due ne sono le cause fondamentali: l'alta eccedenza delle nascite sulle morti e la forte immigrazione. Tra le forme d'insediamento predomina il villaggio costituito da case di legno su palafitte: l'edificio maggiore è il wat, tempio e monastero buddhista. I villaggi sorgono prevalentemente lungo i corsi d'acqua, naturali vie di comunicazione; tra le popolazioni montanare che praticano l'agricoltura itinerante si hanno numerosi, precari villaggi ubicati in mezzo a spiazzi arborei e formati da poche capanne di legno.

 

Città. Le città, sorte con la formazione dei primi regni thai, ebbero funzione di sedi del potere civile e religioso e mantennero la loro importanza solo per il periodo in cui svolsero tale ruolo: è il caso soprattutto di Ayutthaya, l'antica capitale thailandese. Unica metropoli è Bangkok, città di relativamente recente fondazione e capitale dal 1782. Posta sulla riva sinistra di un meandro del Chao Phraya ad appena 30 km dal mare, deve in larga misura le sue fortune al processo suscitato in tutta la Penisola Indocinese dai rapporti commerciali con l'Occidente. Negli ultimi decenni l'espansione della città è stata rilevantissima, grazie alle nuove attività, tra cui quelle industriali; Bangkok rimane comunque il massimo centro commerciale e culturale del Paese, nonché nodo primario delle comunicazioni. Gli altri centri hanno solo funzioni regionali, come Chiang Mai, la maggiore città della regione settentrionale, o Nakhon Ratchasima, fulcro del Khorat, o Surat Thani, porto della Penisola Malese.

Aspetti economici

Testo completo:

Nell'ambito dell'area indocinese la Thailandia si può già collocare come un Paese discretamente sviluppato; comunque ha buone possibilità di potenziare le proprie strutture produttive. Cospicuo è il potenziale agricolo, che può contare su ampie e fertili pianure; rilevante è il patrimonio zootecnico; pescosissime le acque del Golfo del Siam; il manto forestale è ricco di essenze pregiate, a cominciare dal teak; infine varie in certi casi abbondanti sono i giacimenti minerari.

 

Profilo generale. Il Paese ha perseguito una politica economica vivace, favorendo il sorgere di nuove attività, specie nell'industria, grazie alle quali ha potuto realizzare un buon incremento annuo del prodotto nazionale. Ciò è tanto più rimarchevole in quanto la Thailandia è stata il Paese più colpito dal disimpegno degli Stati Uniti nella Penisola Indocinese in seguito alla vittoria del Viet Nam: questo fatto e il conseguente smantellamento, nel 1975-76, delle basi militari statunitensi in Thailandia hanno posto fine a un rapporto privilegiato, che aveva procurato rilevanti apporti finanziari alla Thailandia in cambio della sua funzione di "retrovia" per le truppe americane impegnate nel conflitto vietnamita. Tuttavia l'industria thailandese, che partecipa alla formazione del prodotto nazionale in misura di molto superiore a quella dell'agricoltura, ha potuto svilupparsi solo grazie ai capitali stranieri: in particolare la Thailandia è oggi legata al Giappone, che ha trasferito nel Paese molte lavorazioni per lo più a basso tenore tecnologico (data la quasi totale mancanza tra la manodopera thailandese di personale qualificato) e con il quale la Thailandia intrattiene la più consistente corrente di scambi commerciali. Ma, oltre a mostrare la netta dipendenza dal capitale estero, l'espansione economica della Thailandia, di tipo nettamente liberistico, si è anche sviluppata al di fuori di ogni linea programmatica e ha aggravato i pesantissimi squilibri sociali e regionali esistenti da sempre nel Paese. La ricchezza si concentra a Bangkok (si calcola che il reddito medio degli abitanti della capitale sia persino di 10 volte superiore a quello di certe aree estremamente periferiche e povere del nord-est, non per nulla teatro di una mai sopita guerriglia) e naturalmente si raccoglie nelle mani di poche "grandi famiglie", in genere appartenenti all'assai dinamica comunità cinese; condizioni di vita enormemente arretrate caratterizzano le campagne, dove vive peraltro la gran massa della popolazione. L'interve nto del governo privilegia in modo assai marcato l'incremento del settore industriale, ma si è puntato anche all'incremento agricolo, di enorme importanza considerato l'elevato numero di persone occupate nel settore.

 

Agricoltura. La Thailandia rimane comunque un Paese eminentemente agricolo. Arativo e colture arborescenti coprono il 40,5% della superficie nazionale; la realizzazione da parte del governo di una fitta rete di canali d'irrigazione ha consentito la messa a coltura di nuove terre, ma l'attività agricola è tuttora per lo più condotta con metodi antiquati e poco redditizi, mentre molto scarso è il ricorso alla meccanizzazione o all'impiego di fertilizzanti. Le rese produttive sono quindi molto basse; ciò è anche la conseguenza del perdurante sistema di conduzione fondiaria, basato da una parte sul latifondo con manovalanza bracciantile, dall'altra sulla frantumazione del microfondo, dal quale i contadini traggono a fatica di che sostentarsi.

 

Riso e altre colture alimentari. Il prodotto principale, letteralmente vitale per l'economia thailandese in quanto rappresenta sia l'alimento base della popolazione sia la maggior voce delle esportazioni, è il riso, cui è destinato circa la metà dell'intero arativo: la Thailandia ne è uno dei massimi produttori mondiali. Un'immensa, fertilissima risaia è la pianura alluvionale del Menam; tradizionalmente vi si effettua un solo raccolto l'anno, lasciando la terra in riposo durante la stagione secca; si va però ormai diffondendo la pratica delle doppie coltivazioni annuali, sia entrambe di riso nelle zone più umide sia una di riso nella stagione delle piogge alternata ad altre colture (mais, arachidi, tabacco ecc.) nella stagione più asciutta. Dopo il riso, il cereale più importante, esso pure in parte avviato all'esportazione, è il mais, che è coltivato soprattutto nelle regioni settentrionali, a cui fa seguito il sorgo; ma coltura ancor più rilevante è quella della manioca, dalle cui radici si ricava la tapioca, una fecola molto richiesta anche all'estero. Numerosi sono i prodotti orticoli, come fagioli, patate dolci e cipolle, e ancor più quelli frutticoli, particolarmente diffusi nelle regioni costiere peninsulari: banane, ananas, agrumi, manghi e varia altra frutta tropicale.

 

Colture industriali. Tra le colture industriali primeggia quella della Hevea , che trova le sue aree più redditizie nella Penisola di Malacca; le piantagioni, che in parte sono divise in proprietà di relativamente modesta estensione e a conduzione diretta, in parte sono grandi aziende controllate per lo più da capitale straniero e che si avvalgono di manodopera salariata, danno grossi quantitativi di caucciù, largamente esportato; la Thailandia ne è il primo produttore mondiale; il ricco panorama delle colture industriali annovera inoltre varie oleaginose, come le arachidi, il sesamo, la soia e il ricino, piante tessili quali la iuta, il kenaf e il cotone, coltivato sempre più estesamente nelle regioni orientali dove si cerca di valorizzare l'Altopiano del Khorat, la canna da zucchero e la palma da cocco, presenti nel Sud, e infine il tabacco, che ha un'ampia diffusione come in tutta la Penisola Indocinese. L'irrazionale sfruttamento del passato e la pratica di bruciare i boschi per introdurvi delle colture hanno in molte aree distrutto boschi e foreste, che oggi coprono poco più del 26% della superficie territoriale. Lo sfruttamento forestale, tuttora ingentissimo, è purtroppo prevalentemente in mano a società straniere; tra le essenze pregiate, oltre al già menzionato teak, si ricordano l'ebano, il sandalo e lo yang, un legno particolarmente duro, che cresce solo nella Thailandia settentrionale.

 

Allevamento e pesca. Largamente praticato è l'allevamento, specie nel Khorat; prevalgono i bovini, i bufali, i suini e soprattutto i volatili da cortile, mentre in diminuzione sono gli elefanti, tradizionali animali da lavoro nella foresta. Non meno rilevante è la pesca; il pesce si cattura prevalentemente nelle acque del Golfo del Siam (aringhe, acciughe, sgombri), ma importante è pure la pesca d'acqua dolce.

 

Risorse minerarie. Tra le produzioni minerarie di gran lunga la più consistente è quella dello stagno (che colloca il Paese tra i primi produttori mondiali), particolarmente abbondante nella Thailandia meridionale; buona è anche la produzione di tungsteno, mentre molto più modeste sono quelle di piombo, zinco, ferro, antimonio, manganese, così come assai ridotti sono gli apporti di minerali energetici: lignite, petrolio, gas naturale. Il Paese non manca di pietre preziose, massimamente di zaffiri. L'energia elettrica è fornita essenzialmente da centrali termiche; si stanno però realizzando alcuni impianti idroelettrici nella Thailandia settentrionale, dove notevole è il potenziale idrico.

 

Industria. La scarsità di fonti energetiche, l'insufficiente disponibilità di manodopera qualificata e sinora la concentrazione di quasi tutte le attività produttive nella capitale, che è l'unico vero polo di sviluppo del Paese, costituiscono dei forti ostacoli all'espansione dell'industria, che oggi è comunque un settore economico molto promettente. Recenti scoperte di alcuni giacimenti di petrolio e di gas naturale nel Golfo del Siam hanno consentito di ridurre la forte dipendenza energetica dall'estero. Numerosi sono gli impianti tessili, specie i cotonifici; sviluppate anche le industrie alimentari, che annoverano zuccherifici, birrifici, oleifici, riserie. Un certo progresso hanno anche registrato le industrie chimiche (che producono acido solforico e cloridrico, soda caustica, fertilizzanti azotati, materie plastiche) e petrolchimiche (le raffinerie di petrolio installate a Bangkok e Ban Si Racha assicurano il fabbisogno interno), nonché i cementifici, le cartiere, i complessi metallurgici (che forniscono oltre al prevalente stagno modesti quantitativi di ghisa e acciaio). Si hanno inoltre manifatture di tabacchi, fabbriche di pneumatici e stabilimenti per il montaggio di autoveicoli.

 

Comunicazioni. Notevole importanza per le comunicazioni interne riveste tuttora la fitta rete di vie d'acqua, naturali e artificiali, utilizzate soprattutto dai sampan; fondamentale asse viario è naturalmente il Menam. Abbastanza estesa (quasi 4.000 km) e discretamente modernizzata è la rete ferroviaria; le linee principali si irradiano tutte da Bangkok dirigendosi verso il Nord (Chiang Mai), verso il Laos (con terminali a Nong Khai e Ubon Ratchathani), verso la Cambogia (Aranyaprathet) e verso il Sud lungo la Penisola Malese. La rete stradale, notevolmente sviluppatasi in questi ultimi decenni, supera ormai i 51.000 km; l'arteria principale è quella che corre nel senso dei meridiani collegando le regioni settentrionali con le meridionali (varie rotabili oggi d'intenso traffico furono costruite dagli Statunitensi per unire le loro basi in territorio thailandese, aprendo così vaste regioni ai contatti con il resto del Paese). Vivace è il movimento marittimo, che ha in Bangkok un porto ottimamente attrezzato. L'aeroporto della capitale è addirittura il più importante di tutto il sud-est asiatico; i servizi aerei sono assicurati all'interno del Paese dalla Thai Airways International (THAI), che effettua collegamenti diretti con l'Australia, gli Stati Uniti e numerosi Paesi sia asiatici sia europei. Altri importanti aeroporti sono quelli di Chiang Mai, Chiang Rai, Hat Yai e Phuket.

 

Commercio. Molto intensi sono i commerci, tanto interni quanto quelli con l'estero; questi ultimi si svolgono essenzialmente attraverso il porto di Bangkok. Le esportazioni sono rappresentate pressoché unicamente da materie prime agricole e forestali (riso, caucciù, tapioca, mais, iuta, kenaf, legname), quindi da macchinari, pesce, materie plastiche, pietre preziose, stagno e zucchero; le importazioni riguardano invece essenzialmente i combustibili, i macchinari, i veicoli, la ghisa, l'acciaio e i prodotti industriali in genere. La bilancia commerciale è sempre passiva; l'interscambio si svolge eminentemente con il Giappone, gli Stati Uniti, Singapore, Taiwan e la Germania. Compensa in buona parte il deficit commerciale il consistente apporto valutario che proviene dal turismo; le mete preferite sono le coste della Penisola Malese e del Golfo del Siam, i parchi naturali e i monumenti di Bangkok.

Storia

Testo completo:

Le prime notizie sulle vicende del Paese, assai scarse e frammentarie, risalgono al sec. VI a. C. Esistevano allora numerosi piccoli Stati costituiti da Mon-Khmer e Birmani in continua lotta fra loro. Vicende matrimoniali e alleanze favorirono il diffondersi della civiltà indiana e, a partire dal sec. VII d. C., del buddhismo. Ma l'evoluzione di questi regni (ridotti a quattro nel sec. VIII) fu bruscamente arrestata dall'invasione dei popoli Thai che, cacciati dai Cinesi dalle loro sedi dello Yünnan, migrarono in forze verso Sud alla ricerca di nuove terre (sec. IX).

Il primo condottiero thai storicamente accertato, Pröhm, fondò nell'857 Muang Fang che si erse in regno indipendente. Nel sec. XIII l'invasione mongola di Qubilai Khān spinse a Sud una nuova più potente ondata migratoria Thai che, divisa in varie correnti, occupò l'Annam, parte della Malesia, il Laos e la Thailandia. Qui, verso il 1250, si costituì il forte regno di Sukhothai che sotto il grande re Rāma K'amheng (1275-1317) estese i suoi domini dal Mekong a Pechaburi e sino a Ligor nella penisola di Malacca. Egli adattò inoltre l'alfabeto khmer alla lingua thai. Il regno di Sukhothai tuttavia decadde rapidamente. Nel 1350 infatti si affermò un nuovo regno, quello di Ayutthaya, destinato a reggere le sorti del Paese per oltre quattro secoli. La nuova dinastia concluse l'opera di fusione tra i popoli Mon-Khmer e Thai e definì politicamente i confini del Paese. L'Indocina rimase così divisa in tre grandi aree, quella Birmana nel bacino dell'Irrawaddy, quella thai nel bacino del Menam e la pianura costiera orientale raccolta nel regno dell'Annam.

Scomparsa la Cambogia, divisa tra Annam e Thailandia, quest'ultima si trovò ben presto a fronteggiare i bellicosi Birmani: una lotta che si protrasse nei sec. XV e XVI. All'inizio di quest'ultimo secolo comparvero in Thailandia i primi europei. Dapprima i portoghesi (1511), poi gli spagnoli (1598). Seguirono gli olandesi (1604), gli inglesi (1612) e infine i francesi. La Thailandia sembrò per un momento aprirsi alla colonizzazione francese e convertirsi al cattolicesimo; ma quando una spedizione francese occupò Bangkok un colpo di stato destituì il re e i francesi furono costretti ad arrendersi (1688). Nel 1764 scoppiò una nuova guerra con la Birmania e tre anni dopo Ayutthaya fu presa e distrutta. Con la scomparsa della vecchia capitale nacque una nuova dinastia, con capostipite Rama I, che portava la capitale a Bangkok (1782).

Nel 1844 la Cambogia si staccò dalla Thailandia e nel 1863 chiese e ottenne il protettorato francese. Sotto l'assillo delle cannoniere francesi (1893) la Thailandia dovette cedere alla Francia anche il Laos e poco dopo (1909) fu costretta a riconoscere la sovranità inglese sugli Stati malesi di Kelantan, Perlis, Trengganu e Kedah. Stretta fra i possedimenti coloniali della Francia (Indocina) e della Gran Bretagna (Birmania), la Thailandia riuscì a mantenere una formale indipendenza grazie all'accordo delle due potenze che ne garantirono la neutralità (1896). Col nuovo secolo, sovrani illuminati avviarono una serie di riforme tese a modernizzare la Thailandia. Fu abolita la schiavitù, fu favorita l'istruzione, si iniziarono grandi opere pubbliche. Si formò rapidamente una classe di intellettuali liberali che nel 1932 impose al re Rama VII la Costituzione, trasformando così il Paese in una monarchia costituzionale. Tuttavia la Thailandia era ancora troppo fragile e le nuove istituzioni democratiche non ressero all'attacco antidemocratico sferrato dalle forze militari.

Un colpo di stato (1938) portò al potere l'uomo forte, Pibul Songgram, che istituì un regime autoritario e fortemente nazionalistico. Fu dato impulso alla marina e all'esercito grazie ai quali, dopo lo scoppio della seconda guerra mondiale, la Thailandia, alleatasi al Giappone (1942), poté occupare vasti territori della Cambogia, del Laos e della Malesia. La prevedibile sconfitta del Giappone costrinse tuttavia Pibul Songgram a lasciare il potere (1944) che fu assunto nuovamente dai liberali filoccidentali. Nel 1946 la Thailandia restituì alla Francia e alla Gran Bretagna i territori conquistati e si ridiede, all'interno, istituti democratici. Ma fu un breve momento. Nel 1947, con un nuovo colpo di stato Pibul Songgram riprese il potere e si mise sotto la protezione degli Stati Uniti, con i quali prese parte alla guerra di Corea.

Nel 1954 Bangkok fu sede delle SEATO, l'alleanza militare creata per contrastare le forze rivoluzionarie della regione. La guerra del Viet Nam, la guerriglia in Cambogia e in Malesia ed entro gli stessi confini thailandesi finirono per mettere in difficoltà anche Pibul Songgram, che nel 1957 venne destituito. Dal 1961 al 1975 la Thailandia, guidata dal 1963 da Thanon Kittikachorn, ospitò un grande contingente di forze americane, impegnate nella guerra del Viet Nam. All'interno del Paese tuttavia l'opposizione guadagnava terreno, per cui nel 1968 Thanom Kittikachorn indisse elezioni generali. Le vinse largamente, ma nel 1971 sciolse il Parlamento e costituì un direttorio militare.

Nell'ottobre del 1973 vi fu un'insurrezione generale e Thanon Kittikachorn fu costretto a dimettersi e a riparare all'estero. Il governo ad interim di Sanya Dharmasakti nel 1974 promulgò una nuova Costituzione e indisse elezioni generali per il 1975; queste furono vinte da Seni Pramoj il quale poco dopo dovette dare le dimissioni, ma fu sostituito dal fratello Kukrit Pramoj. Nel 1976 anche Kukrit abbandonò l'incarico e convocò gli elettori, che richiamarono al potere il vecchio Seni. Questo governo resse sino all'ottobre 1976, quando un nuovo colpo di stato, capeggiato dall'ammiraglio Sangad Chalawyu, abrogava la Costituzione del 1974, scioglieva il Parlamento, attribuiva i pieni poteri ai militari del CNRA (Consiglio nazionale per la riforma amministrativa), poneva a capo del governo Thanin Kraivichien e proclamava la legge marziale. Ma il disordine e la guerriglia non si affievolirono: nel 1977, un ennesimo golpe portava al governo il generale Kriangsak Chamanand, che l'anno successivo con una nuova Costituzione affidava il potere legislativo a un Parlamento bicamerale eletto a suffragio universale. Riconfermato al governo il generale Kriangsak Chamanand nelle elezioni dell'aprile 1979, l'anno seguente questi veniva sostituito dal generale Prem Tinsulanond che, sventato un pericoloso golpe nel 1981 e superate le elezioni del 1983 e del 1986, rimaneva alla guida del Paese con l'appoggio dei partiti di centro-destra fino all'aprile 1988. Le consultazioni popolari del luglio di quell'anno assegnavano la maggioranza dei voti al Chart Thai (Partito della Nazione), che poneva a capo del governo il proprio leader Chatichai Choonhaven. Questi accusato, nel 1991, di aver favorito il dilagare della corruzione, veniva deposto con un nuovo colpo di stato, capeggiato dal generale Suchinda Kraprayoon. Con l'insediamento del nuovo governo provvisorio e l'istituzione di un'Assemblea a forte componente militare veniva sciolto il Parlamento e ancora una volta varata una nuova Costituzione, promulgata il 9 dicembre 1991 ed emendata nel 1992. Con questa si favoriva la restaurazione di una democrazia formale, che vedeva sempre il re a capo dello Stato e comandante in capo delle Forze armate e il governo presieduto da un primo ministro, che si avvaleva del potere esecutivo. Indette libere elezioni per il marzo 1992, queste venivano vinte dai militari che nominavano primo ministro Suchinda Kraprayoon, che qualche mese più tardi si dimetteva in seguito a una sanguinosa sommossa popolare. Con un colpo di scena, deludendo le aspettative dei partiti filomilitari, il re nominava primo ministro Anand Panyarachun, che aveva il compito di organizzare per il settembre dello stesso anno le consultazioni elettorali anticipate, e allo steso tempo il Parlamento approvava un emendamento costituzionale che limitava il potere dei militari.

Dopo ca. cinquant'anni di regime militare, quindi, nell'autunno del 1992 si tenevano le prime elezioni democratiche, che decretavano la vittoria della coalizione delle forze democratiche, in seguito alle quali veniva nominato primo ministro Chuan Leekpai, il leader del Partito democratico. Il primo governo democratico, comunque, non riusciva a portare a termine il suo mandato: nel 1995, con l'approvazione di alcuni nuovi emendamenti costituzionali, tra cui il divieto per i senatori e i membri del Parlamento di prendere parte all'assegnazione di appalti pubblici, una crisi politica indeboliva l'esecutivo. Le elezioni anticipate, indette per il luglio dello stesso anno, segnavano nuovamente il ritorno al potere del Chart Thai, ma la nomina di primo ministro del suo leader, Banharn Silpa-Archa, accusato di corruzione, l'anno successivo determinava lo scioglimento anticipato della Camera dei deputati. Le consultazioni del novembre 1996, questa volta, assegnavano il successo al Partito della nuova aspirazione, capeggiato dall'ex generale Chavalit Yonghayudh.

Tuttavia, nel 1997, a seguito dell'entrata in vigore di un'ennesima Costituzione, che introduceva l'elezione a suffragio universale anche dei senatori, si tenevano nuovamente le consultazioni elettorali. Veniva nominato primo ministro il democratico Chuan Leekpai che, promuovendo un programma di riforme economiche, sembrava finalmente portare la Thailandia verso una certa stabilità: garanzia che sembrava sufficiente per ottenere un aiuto del Fondo Monetario Internazionale e per risanare l'economia, destabilizzata da quella crisi che quell'anno aveva coinvolto tutti i Paesi asiatici. Ma la politica economica perseguita da Leekpai nei suoi quattro anni di governo alimentava tra i thailandesi il sospetto che i democratici volessero incentivare solo gli interessi dei grandi enti finanziari e degli investitori stranieri, senza nessuna considerazione per i disagi economici della classe media. Per questo motivo, nelle elezioni legislative del 2001, Leekpai veniva sconfitto da Thaksin Shinawatra del Partito Thai Rak Thai (i thailandesi amano i thailandesi), da lui fondato. Shinawatra, ricco magnate delle telecomunicazioni, infatti, sfruttando abilmente l'impopolarità dei democratici, conquistava 254 seggi su 500 e veniva nominato primo ministro nel novembre del 2001. Nel 2003 il governo lanciava una campagna contro il traffico di droga e una contro la detenzione illegale di armi.

Nel gennaio 2004 esplodeva, in alcune province meridionali, la guerriglia di gruppi legati all'estremismo islamico, provocando centinaia di vittime. Nel dicembre del 2004 le coste dell'Oceano Indiano venivano sconvolte da un terribile maremoto causato da un sisma avvenuto al largo dell'isola di Sumatra. Villaggi e coste venivano completamente sommersi dalle acque causando migliaia di vittime, tra cui molti occidentali che affollavano i centri turistici della Thailandia. Nel febbraio 2005 si svolgevano le elezioni legislative vinte nuovamente dal partito del premier Shinawatra. Un anno dopo, in seguito a forti pressioni, il premier scioglieva il Parlamento e indiceva nuove elezioni che si svolgevano nell'aprile 2006. A queste tuttavia non partecipava l'opposizione e in 38 collegi le elezioni risultavano nulle per mancanza di votanti. Pur uscendo vincitore dalla competizione, il premier cedeva alle proteste e annunciava l'intenzione di dimettersi all'insediamento del Parlamento, dopo le elezioni suppletive. In settembre, mentre Shinawatra si trovava all'Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, un colpo di stato militare lo destituiva; al suo posto la giunta militare insediava il generale Surayud Chulanont, ex capo delle forze armate. Nel maggio 2007 la Corte costituzionale decideva lo scioglimento del partito di Shinawatra e l'astensione dell'ex premier e di un altro centinaio di parlamentari dall'attività politica per cinque anni. In agosto si svolgeva un referendum per approvare la nuova Costituzione voluta dalla giunta militare. In dicembre si svolgevano le elezioni legislative, vinte dal PPP (Partito del Potere del Popolo) e nel gennaio 2008 assumeva l'incarico di premier Samak Sundaravej. In settembre la corte costituzionale costringeva il premier a dare le dimissioni e il parlamento eleggeva nuovo primo ministro Somchai Wongsawat, candidato del PPP. Dopo numerose proteste e scioperi, nel dicembre del 2008 la corte costituzionale scioglieva il PPP, reo di aver frodato le elezioni del 2007; il premier S. Wongsawat, destituito, veniva espulso dall'attività politica per cinque anni, mentre il parlamento eleggeva primo ministro il leader del Partito Democratico (PAD), Abhisit Vejjajiva. I sostenitori di T. Shinawatra (camicie rosse) continuavano però a manifestare contro il governo; nell'aprile del 2010 migliaia di manifestanti protestavano per le vie di Bangkok, facendo irruzione nella sede del governo. La situazione precipitava il mese seguente con l'offensiva da parte dell'esercito, che riusciva a liberare la zona della capitale in mano ai manifestanti. Questa azione di forza, in cui perdevano la vita decine di rivoltosi, non evitava al governo di porre fine alla crisi politica e sociale.

Popolazione

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Popolazione totale: 69122234
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Popolazione urbana (%): 34,08
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Gruppi etnici:

Thai 75%, cinesi 14%, altri 11%

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Lingue:

Thai, inglese (seconda lingua delle elite), lingue locali e regionali

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Religioni:

Buddisti 94,6%, musulmani 4,6%, cristiani 0,7%, altre 0,1% (2000)

Demografia

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Tasso di crescita: 0,71
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Tasso di natalità: 12,85
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Tasso di mortalità: 7,16

Media dell'area geografica: 6.4036362821406 (su un totale di 11 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 8,50
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Tasso di mortalità infantile maschile: 10,70
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Tasso di fecondità totale: 1,63
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Rapporto tra i sessi: 96,65
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,06
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Età mediana: 34,16
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Aspettativa di vita maschile: 70,17
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Aspettativa di vita femminile: 77,06

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 103

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 345,67
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 602,22
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Tasso di crescita annua: 0,10
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 5.394,71
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 9.398,45
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 12
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 41
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 46
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): 11870
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Spesa statale per sanità (%): 14
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Spesa statale per istruzione (%): 20
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Spesa statale per difesa (%): 8
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Tasso di corruzione: 37
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Debito pubblico (%/PIL): 0,00
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Tasso di inflazione : 3,54
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Tasso di disoccupazione: 0,68
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Debito estero (milioni di $): 80.039,10
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Saldo migratorio: 492252
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 4440
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 8360
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 11

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 95
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Tasso diffusione HIV (stima) : 1,30
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Diffusione contraccettivi (%): 80
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Diffusione assistenza prenatale (%): 99
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Assistenza specializzata al parto (%): 100
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Tasso di mortalità materna: 48
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 100
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 99
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 92
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 82
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 89

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 98
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 98
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 89
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 91
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 98
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 98
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 77
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 68
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 84
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 77

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 38,60
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 9,58
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 111,63
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Numero reti televisive: 111
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 23,70

Trasporti

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Aeroporti:

103

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Densità stradale (km/100 km²):

 

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,8

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Porti:

4