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Paesi | Asia | Asia meridionale orientale | Laos

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Vientiane (Viangchan)
Superficie (km²): 236800
Densità (ab/km²): 25
Forma di governo: Repubblica
Data dell'indipendenza: 19 luglio 1949
Indipendenza da: Francia
Moneta: Nuovo kip
Membership:

ADB, APT, ARF, ASEAN, CP, EAS, FAO, G-77, IBRD, ICAO, ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, Interpol, IOC, IPU, ISO (sottoscrittore), ITU, MIGA, NAM, OIF, OPCW, PCA, UN, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, UNWTO, UPU, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO (osservatore)

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Territorialmente il Laos corrisponde, a grandi linee, al versante occidentale della Catena Annamitica, estendendosi fino al corso del fiume Mekong, che per un lungo tratto costituisce infatti il confine del Paese. Benché essenzialmente montuoso, il Laos non presenta una morfologia molto aspra, data l'origine del rilievo annamita, il quale, più che da potenti corrugament i, è derivato da sollevamenti di blocchi fratturati (contraccolpo del corrugamento himalayano), tra i quali si sono avute spesso grandi intrusioni granitiche. Quasi interamente montuoso è in particolare il Laos settentrionale, o alto Laos. La regione ospita infatti una serie di catene allungate in direzione nord-ovest-sud-est con cime anche oltre i 2.000 m, separate da strette valli percorse da impetuosi torrenti, e rilievi tabulari come l'esteso e impervio Altopiano di Cammon in cui si eleva la massima vetta del Laos, il Phu Bia (2.817 m); più a nord-ovest si stende la Piana delle Giare, zona di fondamentale importanza strategica per il controllo delle comunicazioni tra il Tonchino e la valle del Mekong. Il Laos meridionale, o basso Laos, comprende a est una zona spiccatamente montuosa a ridosso del confine vietnamita (vasto tratto del versante occidentale della Catena Annamitica) digradante verso la valle del Mekong; la fascia centrale è occupata da una serie di altopiani calcarei, come l'Altopiano di Khammouane, che presentano una tipica morfologia carsica, ma tra cui si apre il tavolato basaltico dei Boloven, superficialmente interessato da alterazione allitica responsabile della formazione di un suolo rossastro molto fertile; si ha infine la fascia di vallate lungo il Mekong, formante una serie di pianure più o meno ampie, che costituiscono la parte più vitale del Paese. I terreni laotiani sono nel complesso alquanto antichi: rocce precambriane e del Paleozoico inferiore sono diffuse lungo il margine orientale; vasti affioramenti permici e triassici interessano l'alto Laos, mentre nel basso Laos prevalgono terreni mesozoici triassici e giurassici; ai lati del Mekong si hanno coperture alluvionali quaternarie.

Clima e flora. Il clima laotiano è tropicale monsonico con due stagioni ben differenziate, una umida da maggio a ottobre e una relativamente secca da novembre ad aprile: più dell'80% delle precipitazioni è concentrato nella stagione umida. I valori medi delle precipitazioni superano i 2.000 mm annui sulle alture del Laos settentrionale e si aggirano sui 1.000-1.500 mm annui nel basso Laos. Le temperature sono elevate, con escursioni termiche limitate, nelle aree pianeggianti (a Luang-Prabang, a 350 m d'altitudine, la temperatura media di gennaio è di 22-23 °C, quella di luglio 27 °C), mentre si riducono sensibilmente nell'alto Laos, dove le escursioni termiche diventano più marcate; sulle più alte cime si verificano anche periodi di gelo. Sui rilievi si addensa la foresta mentre nelle aree più basse e asciutte è diffusa la savana .

Idrografia. Idrograficamente quasi tutto il Paese è legato al Mekong, che vi si snoda per ben 1.865 km ricevendo le acque di molti tributari, per lo più di sinistra, il più importante dei quali è il Nam Ou; solo nell'Alto Laos alcuni fiumi, come Song Ma, Song Chu e Song Ca, si dirigono verso il Golfo del Tonchino . Il Mekong, oltre a risentire notevolmente dell'andamento delle precipitazioni, straripando ampiamente nei mesi estivi, presenta in più punti delle rapide, come quelle di Khone sul confine tra Laos e Cambogia, che ostacolano la navigazione, possibile solo nei tratti intermedi.

Ambiente umano

Testo completo:

Composizione etnica. Il Laos è etnicamente il Paese più complesso dell'Indocina. In base alla lingua si può distinguere la popolazione in tre gruppi fondamentali: oltre 3.000.000 di abitanti parlano lingue thai, circa 850.000 lingue mon-khmer e circa 250.000 lingue birmano-tibetane. Il sostrato più antico, insediato nel Laos forse dal Neolitico, è rappresentato da tribù protoindocinesi, denominate in laotiano Kha (selvaggi); originari del sud, scacciati dalle terre basse e fertili dall'avvento di gruppi più forti ed evoluti da nord, i Kha si sono rifugiati sulle alture boscose, dove vivono praticando un'agricoltura itinerante: per procurarsi nuovo terreno agricolo in sostituzione di quello ormai sfruttato ricorrono all'incendio di aree forestali (ray). Dal X secolo sono scese nel Laos dalla Cina varie popolazioni di stirpe thai i cui rappresentanti più numerosi e culturalmente evoluti sono i Lao (circa il 67% dell'intera popolazione laotiana), che occupano prevalentemente le zone meno elevate. Infine da circa un secolo e mezzo, sempre dalla Cina, si sono infiltrate tribù (17%) che parlano lingue birmano-tibetane: sono per lo più distribuite nella fascia tra i 1.000 e i 1.400 m di altitudine delle province di Luang-Prabang e Phôngsaly. Le tribù più rappresen tative sono quelle dei Meo e degli Yao (5%); i Meo praticano con abilità e profitto la coltivazione del papavero da oppio. Le minoranze straniere (cinese, vietnamita e indiana) sono esclusivamente concentrate nei centri urbani.

Densità, distribuzione e centri urbani. Il Laos è il Paese indocinese con meno abitanti e con la minor densità di popolazione. Nel Laos settentrionale si riscontrano i valori di densità più bassi, anche di 2-3 abitanti/km 2 , mentre lungo il bacino del Mekong si hanno i maggiori addensamenti, sino a 50 abitanti/km 2 . La popolazione vive per lo più in villaggi che hanno mantenuto il loro carattere tradizionale: ubicati lungo un corso d'acqua o comunque una via di comunicazione, sono formati da case di legno e bambù poggiate spesso su piattaforme rialzate, con tetti molto aguzzi, coperti di paglia, sporgenti a formare verande. L'attività del villaggio è quasi esclusivamente agricola: risaie, orti e alberi da frutto all'intorno assicurano il fabbisogno alimentare. Centri urbani sono solo la storica residenza reale Luang Prabang, fondata nel XIV secolo quando fu costituito il regno del Lan Ch'ang, e soprattutto Vientiane , l'antica Viang Chan, più volte distrutta e ricostruita, il cui sviluppo, iniziato durante il periodo coloniale, è favorito dalla posizione felice per le comunicazioni. A eccezione di Paksé e di Savannakhet, gli altri centri non superano i 15.000 abitanti.

Aspetti economici

Testo completo:

Il Laos è un Paese poverissimo, il più arretrato dell'area indocinese, anche perché limitato nei suoi eventuali sviluppi dall'aspra morfologia del territorio, dalla mancanza di accessi al mare e dalla scarsità della popolazione.

Profilo generale. L'economia, precaria da sempre, ha subito danni enormi nel corso del conflitto vietnamita e tuttora poggia su basi assai fragili: una modesta agricoltura per lo più di sussistenza, risorse naturali scarse o comunque non adeguatamente sfruttate, un'attività manifatturiera a prevalente carattere artigianale. Né nel 1975 il cambiamento di regime politico e la proclamazione della Repubblica popolare - conseguenze dirette degli sconvolgimenti istituzionali avvenuti in quasi tutta l'Indocina - hanno avuto ripercussioni di particolare rilievo in ambito economico. È tra l'altro in gran parte fallito il tentativo di ristrutturare l'agricoltura su basi collettivistiche al fine di incrementare la produttività (il Paese è ben lontano dall'aver conseguito l'autosufficienza alimentare indicata dal governo come l'obiettivo assolutamente prioritario), così come la nazionalizzazione delle banche e l'introduzione nel 1976 di una nuova moneta non hanno impedito il ripetuto ricorso alla svalutazione, mentre l'inflazione si mantiene su valori molto elevati. Si aggiungano i danni che provoca al Laos la chiusura della frontiera più volte adottata dalla Thailandia, Paese con il quale in condizioni normali si svolge la maggior parte degli scambi commerciali laotiani. In pratica il Laos rimane del tutto dipendente dagli aiuti stranieri. Nel 1988 il mercato è stato aperto ai capitali stranieri, mentre si è iniziato a introdurre l'economia di mercato nelle aziende statali. Si registra pure una maggiore vitalità dell'impresa privata, con la nascita di numerose piccole aziende artigianali e commerciali.

Agricoltura. L'agricoltura interessa solamente meno del 4% del territorio nazionale. La coltura principale è quella del riso, praticata con tecniche irrigue unicamente nelle aree inondabili della valle del Mekong, mentre altrove le risaie sono alimentate solo dalle acque piovane e quindi i raccolti dipendono strettamente dall'andamento climatico; la produzione può pertanto oscillare fortemente da un anno all'altro. Nelle aree montuose si ottengono mais, patate dolci e manioca, mentre il fertile suolo dell'Altopiano dei Boloven è sfruttato soprattutto per la coltivazione del tabacco, del caffè e del cotone; un certo ruolo hanno inoltre alcune oleaginose (arachidi, soia), vari prodotti ortofrutticoli (pomodori, agrumi, banane, ananas ecc.) e il papavero da oppio, la cui coltivazione e la successiva lavorazione trovano uno sbocco commerciale verso la Cina e sono, almeno in teoria, soggette a severo controllo governativo.

Foreste. Le foreste rappresentano una notevole risorsa naturale, dato che ricoprono tuttora il 53% del territorio nazionale e contengono anche legni pregiati da ebanisteria come il teak; tuttavia anche per la scarsità delle vie di comunicazione, che impedisce un adeguato sfruttamento delle ricchezze forestali, la produzione di legname non è molto elevata; i tronchi vengono fatti scendere per fluitazione lungo il Mekong fino alle segherie e ai centri di smistamento per l'esportazione.

Allevamento e pesca. L'allevamento, soprattutto di volatili da cortile, ma anche di suini, bufali e i bovini, costituisce ancora una risorsa per l'economia laotiana. Nelle foreste si utilizzano come animali da lavoro gli elefanti. Notevole sviluppo ha la pesca d'acqua dolce, data l'eccezionale ricchezza ittica dei corsi d'acqua.

Risorse minerarie e industria. È stata rilevata la presenza di vari minerali (rame, carbone, piombo), ma al momento l'attività mineraria riguarda essenzialmente l'estrazione di modesti quantitativi di stagno, mentre non sono ancora sfruttati i ricchi giacimenti di ferro di Xieng Khouang. La produzione di energia elettrica è stata invece fortemente potenziata; l'energia è quasi interamente d'origine idrica, in gran parte fornita dalla centrale di Nam Ngum, presso Vientiane, ed è largamente esportata in Thailandia. L'industria ha carattere prevalentemente artigianale e fornisce tessuti, calzature e altri articoli di abbigliamento, ceramiche ecc.; qualche impianto moderno opera nei settori del legno (segherie), alimentare (riserie, complessi molitori, zuccherifici, birrifici), del tabacco, del cemento e dei materiali da costruzione.

Comunicazioni e commercio. La principale via di comunicazione rimane la navigazione sul Mekong e sui suoi maggiori affluenti (con uno sviluppo complessivo di circa 4.600 km), nonostante la presenza di numerose rapide. Non esistono ferrovie; le strade si snodano per quasi 17.000 km, di cui poco più di 2.300 asfaltati, e raccordano i principali centri laotiani, proseguendo poi in Cambogia e nel Viet Nam. Lungo la Catena Annamitica si estende una complessa rete di sentieri e di strade, nota come "sentiero di Ho Chi-Minh", che ebbe un ruolo di primo piano durante la guerra vietnamita. Un certo sviluppo ha il traffico aereo (principale aeroporto è naturalmente quello di Vientiane); compagnia di bandiera è la AirLao, che effettua servizi interni e internazionali con Hanoi, Phnom-Penh e Bangkok. Gli scambi con l'estero si svolgono eminentemente con la Thailandia, il Giappone e il Viet Nam; si esportano soprattutto legname, energia elettrica e caffè, mentre si importano macchinari, prodotti industriali, combustibili.

Storia

Testo completo:

Storicamente, il Laos si configura come una marca di frontiera, le cui vicende sono state condizionate da quelle dei maggiori potentati circostanti: anche per questa ragione è possibile parlare di una entità politica laotiana solo a partire da un'epoca relativamente tarda rispetto al formarsi di culture storiche in tutta la penisola indocinese. Fino alla metà del sec. XIV, il centro di quello che sarebbe stato il futuro regno del Laos, ossia la regione di Vientiane (Vieng Chan), subì l'alternarsi di influenze cambogiane e thai. Solo la crisi della dinastia dei Sukhōt'ai consentì al principe laotiano Fa Ngum, allevato ad Angkor sotto l'influenza del re cambogiano di cui era anche genero, di condurre una spedizione vittoriosa nella terra dei padri e di farsi incoronare nel 1353 nella città di Luang-Prabang (Luang P'ra Bang) re del Lan Ch'ang (il "regno di un milione di elefanti"). Il figlio Un Hüon, sposo di una principessa thai, promosse un censimento del regno, i cui risultati lo indussero ad assumere il titolo di P’ya Sam Sen T’ai (capo dei trecentomila Thai); egli ingrandì e organizzò il proprio Stato, nel quale tuttavia i poteri centrali rimasero assai limitati per il sussistere di forti autonomie locali.

Il sec. XV fu caratterizzato nella sua prima parte da una fase di sviluppo e da una guerra con il regno nord-thailandese di Chiang Mai e, nella sua seconda parte, da una lunga e drammatica guerra contro la nuova dinastia vietnamita dei Lê, alla quale il regno sopravvisse a fatica grazie anche agli appoggi thai. Dopo alterne vicende, che avevano visto tra l'altro i sovrani laotiani annettersi (per diritto di successione) il regno di Chiang Mai, nel 1563 Setthath'irat portò la capitale a Vientiane per potere meglio valersi degli appoggi thai e vietnamiti nella lotta contro i Birmani che, lungo tutta la seconda metà del secolo, a più riprese invasero e devastarono il Paese. La crisi terminò in pratica solo con la consacrazione di Suliyavongsa, il cui regno (1637-94), caratterizzato anche da una notevole rinascenza artistica, segnò l'apice della storia laotiana. Dopo la sua morte entrò in crisi l'unità stessa del regno con la formazione di due potentati autonomi a Luang-Prabang e a Vientiane e, agli inizi del sec. XIX, anche a Bassak (Champassak), nel sud del Paese. Il sec. XVIII e la prima metà del XIX segnarono dunque il progressivo inserimento del Laos nell'area di influenza thailandese, fin quando i Francesi, già insediati nel Viet Nam, non fecero valere a loro favore i diritti vietnamiti sulla sponda orientale del Mekong. Grazie soprattutto all'opera di A. Pavie, il Paese entrò nell'orbita del colonialismo francese e nel 1893 il Siam (Thailandia) riconobbe sul Laos il protettorato francese, destinato a durare sino alla seconda guerra mondiale, quando il Paese fu invaso dalle truppe nipponiche.

La guerra e l'invasione giapponese dell'Indocina misero in crisi l'equilibrio coloniale francese. Dalla fine del conflitto il Laos, tornato sotto il dominio francese e formalmente riunificato sotto la dinastia di Luang-Prabang (Sisavang Vong, 1904-59; Savang Vatthana, 1959-75), fu caratterizzato da una duplice polarizzazione di forze, a un tempo ideologica e territoriale. Il principe Boun Oum di Champassak rappresentava la resistenza antinipponica e, sostanzialmente, filofrancese prima e filostatunitense poi; ai tre fratelli della famiglia principesca di Vientiane, Pethsarath, Souvanna Phouma e Souphanouvong facevano capo le forze favorevoli a un'indipendenza reale del Paese e a un'evoluzione di tipo progressista.

Nel 1949 un nuovo assetto politico e costituzionale, elaborato in accordo con la Francia, veniva accettato da gran parte degli uomini politici laotiani, ma non da Souphanouvong e dai leader delle minoranze etniche che, in collegamento con le forze della resistenza vietnamita, intraprendevano la lotta armata. La Conferenza di Ginevra (1954) si incaricava di elaborare una nuova formula di convivenza nel Paese con la partecipazione, di fianco ai neutralisti di Souvanna Phouma, del Pathet Lao di Souphanouvong; ma anche questa formula rimaneva lettera morta e, mentre il Pathet Lao tornava alla lotta armata, si succedevano a Vientiane i colpi di Stato organizzati da gruppi di destra con l'appoggio statunitense. Non miglior fortuna aveva, dopo anni di guerriglia, la Conferenza di Ginevra per il Laos del 1961, che pure era stata seguita da un accordo fra i tre principi, Souvanna Phouma, Souphanouvong e Boun Oum (che rappresentava la destra); la guerriglia, che non era mai cessata del tutto, riprendeva violenta a partire dal 1963, e per lungo tempo le vicende laotiane si intrecciavano con il più vasto fenomeno della guerra nel Viet Nam (nel 1971 truppe sudvietnamite e statunitensi intervennero direttamente nel Laos). Effimere soluzioni di compromesso venivano tentate negli anni 1973-74, mentre in realtà la guerriglia era andata assumendo la forma di una vera e propria guerra civile. Solo nel 1975, con la definitiva vittoria del Pathet Lao sui conservatori di Boun Oum e sul neutralista Souvanna Phouma, si raggiungeva uno stabile assetto politico, sancito nel dicembre dello stesso anno dalla caduta della monarchia di Savang Vatthana e dalla proclamazione della Repubblica Democratica Popolare del Laos, la cui presidenza veniva assunta da Souphanouvong. Negli anni successivi, mentre all'interno il Partito Popolare Rivoluzionario (PPR), guidato da Kaysone Phomvihane (al tempo stesso primo ministro), dirigeva la ricostruzione del Paese, la politica estera del Laos seguiva le linee di un rapporto privilegiato con l'URSS e il Viet Nam (con quest'ultimo, Repubblica socialista nata nel 1976 dalla riunificazione del Paese, nel 1977 fu firmato un trattato venticinquennale di amicizia) e di una correlativa tensione nei rapporti con la Cina.

Solo nella seconda metà degli anni Ottanta, pur continuando le attività dell'opposizione armata, si avevano mutamenti significativi nel quadro della politica sia interna sia estera. Nel 1986 le dimissioni di Souphanouvong portavano alla presidenza Phoumi Vongvichit: durante il suo mandato venivano reintrodotti nella legislazione diritti di proprietà (1990) e migliorati i rapporti diplomatici sia con la Cina, contemporaneamente alla realizzazione del ritiro delle truppe vietnamite ancora presenti nel Laos, sia con la Thailandia. Nell'agosto 1991 veniva adottata la Costituzione che confermava il monopolio politico del Partito Popolare Rivoluzionario (PPR). Tra i primi atti seguiti al varo della Carta costituzionale, l'Assemblea Nazionale elesse capo dello Stato il leader del PPR, Kaysone Phomvihane, che nominò Khamtai Siphandon primo ministro. Con il crollo dell'impero sovietico ci fu la sospensione di ogni aiuto economico e una drastica diminuzione del commercio bilaterale tra il Laos e la Russia. Nemmeno la morte di Kaysone Phomvihan (novembre 1992) determinavano eccessivi cambiamenti al vertice del regime, che trovava il suo nuovo equilibrio nella continuità assicurata dalla nomina del generale Nouak Phoumsavan a presidente della Repubblica, mentre la guida del partito era assunta dallo stesso primo ministro Khamta Siphandon. Gli unici reali segnali di novità della politica laotiana negli anni Novanta, anche grazie al completo ritiro delle truppe vietnamite presenti nel Paese, erano affidati a una relativa normalizzazione dei rapporti con la Cina e la Thailandia. La cauta apertura verso l'esterno si realizzava con la costruzione del primo ponte ("ponte dell'Amicizia") tra le rive laotiane e thailandesi del Mekong (aprile 1994). Nell'aprile 1995 il governo, inoltre, siglava un accordo con Viet Nam, Thailandia e Cambogia per lo sviluppo economico del bacino del Mekong e per lo sfruttamento comune delle sue risorse e nel luglio 1997 il Laos entrava a far parte dell'ASEAN, l'associazione dei Paesi del Sudest asiatico. Anche i rapporti con gli Stati Uniti tendevano nel tempo a migliorare, tanto che essi divenivano – assieme alla Cina, alla Francia e all'Australia – tra i maggiori investitori stranieri. La resistenza opposta a qualsiasi innovazione politica era comunque confermata nel 1996 quando, per evitare una possibile scossa alla stabilità del regime, all'anziano capo dello Stato, Nouak Phoumsavan, veniva affiancato un vicepresidente nella persona del generale Sisavath Keobouphanh. Eletto nel 1998 dall'Assemblea Nazionale presidente della Repubblica il generale Khamtai Siphandon, questi nominava primo ministro il generale Sisavath Keobouphanh. Nel 2001 l'Unione Europea approvava una risoluzione che imponeva condizioni politiche riguardo al futuro dell'Laos; nel 2002 Siphandon veniva rieletto presidente e veniva varata una legge che prevedeva la pena di morte per i crimini legati alla droga. Nelle elezioni legislative dell'aprile 2006 il Partito Popolare Rivoluzionario vinceva 113 dei 115 seggi disponibili. Il Parlamento eleggeva Choummaly Sayasone presidente e Bouasone Bouphavanh primo ministro.

Popolazione

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Popolazione totale: 6200894
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Popolazione urbana (%): 34,25
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Gruppi etnici:

Lao 55%, Khmou 11%, Hmong 8%, altri (oltre 100 gruppi etnici) 26% (2005)

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Lingue:

Lao (ufficiale), francese, inglese, lingue locali

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Religioni:

Buddisti 67%, cristiani 1,5%, altre o non specificate 31,5% (2005)

Demografia

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Tasso di crescita: 1,50
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Tasso di natalità: 24,09
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Tasso di mortalità: 6,61

Media dell'area geografica: 6.4036362821406 (su un totale di 11 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 45,90
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Tasso di mortalità infantile maschile: 53,40
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Tasso di fecondità totale: 3,02
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Rapporto tra i sessi: 99,58
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Età mediana: 21,49
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Aspettativa di vita maschile: 64,77
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Aspettativa di vita femminile: 67,31

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 138

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 8,30
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 17,41
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Tasso di crescita annua: 8,00
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 1.320,26
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 2.768,45
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 31
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 35
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 35
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -1773
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Tasso di corruzione: 21
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Debito pubblico (%/PIL): 0,00
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Tasso di inflazione : 7,70
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Tasso di disoccupazione: 0,00
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Debito estero (milioni di $): 6.158,26
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Saldo migratorio: -74998
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 1130
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 2580
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 34

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 5
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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,20
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Diffusione contraccettivi (%): 38
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Diffusione assistenza prenatale (%): 35
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Assistenza specializzata al parto (%): 20
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Tasso di mortalità materna: 580
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 72
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 51
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 57
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 86
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 38
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 53

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 79
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 89
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 67
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 81
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 84
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 77
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 81
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 33
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 39
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 32
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 39

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 67,99
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 1,71
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 87,16
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Numero reti televisive: 28
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 9,00

Trasporti

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Aeroporti:

42

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Densità stradale (km/100 km²):

 

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

-

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Porti:

0