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Paesi | Asia | Asia meridionale orientale | Brunei Darussalam

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Bandar Seri Begawan
Superficie (km²): 5770
Densità (ab/km²): 64
Forma di governo: Sultanato costituzionale (monarchia assoluta islamica)
Sito ufficiale del Governo: http://www.pmo.gov.bn/
Data dell'indipendenza: 1 gennaio 1984
Indipendenza da: Regno Unito
Moneta: Dollaro del Brunei
Membership:

ADB, APEC, APT, ARF, ASEAN, C, EAS, G-77, IBRD, ICAO, ICRM, IDB, IFRCS, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, ISO (corrispondente), ITSO, ITU, NAM, OIC, OPCW, UN, UNCTAD, UNESCO, UNWTO, UPU, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Alla fascia costiera, spesso paludosa e orlata da mangrovie, seguono all'interno una limitata zona a colture lungo i primi rilievi della Crocker Range (la catena costiera che si allunga tra Sarawak e Sabah ) ed estese foreste. La popolazione è formata in prevalenza da Malesi, da Cinesi e anche da una minoranza di Indiani Tamil; l'interno è a bitato da tribù autoctone (Dayak ecc.).

Ambiente umano

Testo completo:

Il Brunei, dall'antichità, intrecciò fitte relazioni commerciali con la Cina, l'India e le zone costiere del Sud-Est asiatico, divenendo, fino all'espansione coloniale europea, uno dei regni più estesi dell'area. Le antiche vicende storiche, unite ai più recenti avvenimenti che hanno coinvolto il Paese, hanno profondamente influenzato la composizione etnica della popolazione, che risulta costituita in gran parte da Malesi (67,6%). Assume una certa rilevanza, soprattutto economica, la componente cinese (14,9%): attiva e intraprendente, durante gli anni Ottanta essa è stata oggetto di una serie di discriminazioni che le hanno impedito l'acquisizione della nazionalità. Dal 1990, con la trasformazione del Paese in Stato islamico, è cresciuto il malcontento tra questo gruppo etnico che, sentendo di non essere sufficientemente garantito, ha scelto in parte l'emigrazione producendo, così, un certo calo della sua consistenza numerica. Si rileva, inoltre, la presenza di Indiani Tamil (11,6%), di alcune minoranze europee e di gruppi indigeni residuali (Daiacchi) stanziati nelle aree più interne del Paese.
La composizione etnica così variegata si riflette sia in campo linguistico, con l'uso di ben tre idiomi (malese, cinese, inglese), sia in campo religioso: l'islamismo di rito sunnita, praticato in una versione rigida e puritana dalla maggioranza della popolazione, è la religione di Stato, della quale il sultano è il capo supremo. Ad esso si affiancano, all'incirca in eguale percentuale, il buddhismo, i cui fedeli sono alquanto malvisti, e il cristianesimo, che, al contrario, è abbastanza tollerato. Nella rimanente quota della popolazione sono compresi gruppi di animisti che vivono nelle regioni più interne del territorio nazionale.
Il livello di vita della popolazione del Brunei è abbastanza elevato, dato che il Paese si pone al 33° posto nella graduatoria mondiale elaborata dall'ONU e stilata in base all'indice di sviluppo umano. La buona posizione è legata al notevole valore assunto, sul finire degli anni Novanta, dalla speranza di vita alla nascita (72 anni per gli uomini e 77 anni per le donne), all'elevato PIL pro capite (12 335 dollari, nel 2003) e a un contenuto tasso di analfabetismo (9%).
Il valore rilevante del primo indicatore rappresenta l'effetto del notevole sforzo compiuto dal governo di modernizzare il Paese dotandolo di efficienti servizi sanitari. Attualmente, infatti, il Brunei è uno Stato assistenziale in cui l'accesso al sistema sanitario è completamente gratuito anche per i cittadini all'estero. I servizi sanitari sono particolarmente efficienti, considerando il basso numero di abitanti per posto letto ospedaliero (365) e per medico (1047) rilevati intorno alla metà degli anni Novanta. Le malattie endemiche, tra le quali principalmente la malaria, sono state debellate e attualmente le maggiori cause di morte sono quelle tipiche dei Paesi sviluppati: le malattie cardiovascolari (55,3 casi su 100 000 abitanti) e le forme tumorali (37,3).
Il quadro di generale efficienza del sistema sanitario si completa tenendo conto che il tasso di mortalità infantile è pari a 9 bambini morti entro il primo anno di vita su 1000 nati vivi, valore quasi "europeo".

Aspetti economici

Testo completo:

L'economia del Brunei, tradizionalmente legata alle attività primarie tra le quali spiccava la coltivazione dell'Hevea destinata alla produzione della gomma, ha subito un'imponente trasformazione dopo la seconda guerra mondiale, quando, negli anni Cinquanta, è iniziato lo sfruttamento a livello industriale del giacimento petrolifero rinvenuto nel 1929, mentre nel 1965 è stato scoperto il primo giacimento di gas naturale. A partire da quel periodo è gradualmente diminuita l'importanza delle attività economiche precedentemente svolte e lo sfruttamento degli idrocarburi è divenuto l'unica fonte di ricchezza del Paese. Negli anni Settanta il Brunei ha vissuto una rapidissima crescita economica, che lo ha posto tra i primi Paesi al mondo per reddito pro capite (12 335 dollari USA nel 2003).
Il previsto esaurimento delle risorse petrolifere ha reso evidente già da tempo la necessità di procedere alla diversificazione dell'economia nazionale attualmente monosettoriale. Così, dalla metà degli anni Ottanta, con il quinto piano di sviluppo (1986-1990) e successivamente con il sesto (1991-1996) e il settimo (1997-2000), tale obiettivo è stato posto come prioritario e sono state investite ingenti risorse per la realizzazione di grandi infrastrutture e di numerosi progetti che garantiscano il mantenimento dell'attuale elevato standard di vita anche nel futuro.
All'obiettivo della diversificazione mirano la concessione di considerevoli esenzioni fiscali sugli investimenti, il tentativo di creare un ambiente economico favorevole alla competitività delle piccole e medie imprese del settore privato che operano nei settori non petroliferi, l'emanazione della legge sugli incentivi agli investimenti e la creazione dei ministeri dell'Industria e delle Risorse Primarie, istituiti, rispettivamente, nel 1975 e nel 1989.

 

Storia

Testo completo:

Al Brunei principalmente si riallaccia la storia dell'isola del Borneo. Nell'ampia insenatura dove ancor oggi sorge la capitale, si sviluppò infatti, a partire dal XIII secolo, quel reame marinaro che riuscì a dominare su larga parte delle terre circostanti, permettendo alla grande isola, occupata da popolazioni rimaste a culture primitive di carattere nomadico, di stabilire rapporti nuovi, in particolare con quelle culture indonesiane che trassero vita dai contatti con Indiani e Cinesi (i quali già da tempo, forse fin dal VI secolo, conoscevano l'insenatura di Brunei che s'apriva sulla costa nord-orientale della grande isola). Il reame fiorì sui commerci, di cui aveva il monopolio tra i mari che bagnavano il Borneo e le Filippine, e che si inserivano poi in una più vasta rete commerciale che arrivava fino all'Occidente, attraverso il primo sviluppo del colonialismo, in specie olandese, che lasciò libero campo alla formazione di potentati locali.
La grande diffusione della pirateria rese sempre precari i tentativi d'insediamento coloniale, finché nel 1841 il comandante britannico sir James Brooke, nel quadro delle nuove iniziative di Londra in Estremo Oriente, intervenne su richiesta del sultano del Brunei a domare una ribellione e, a seguito di trattative con il sultano e le tribù locali, fu riconosciuto dal sultano stesso quale rājā di Sarawak, cioè di buona parte del territorio dipendente dal sultanato di Brunei. Sarawak divenne così, sotto il potere formale di Brooke e della sua famiglia, un territorio a protezione britannica, essendo stato concluso un trattato ufficiale di protettorato solo nel 1888. Ulteriori concessioni del sultano del Brunei alla fine del XIX secolo, a seguito di pressioni britanniche, estesero il territorio di Sarawak che ­ escluso il periodo d'occupazione giapponese tra il 1941 e il 1945 ­ fu governato dai discendenti di Brooke. Nel 1946, a seguito di brevi trattative tra la famiglia Brooke e il governo di Londra, Sarawak divenne colonia britannica.
Anche la parte del territorio nominalmente conservata dal sultano di Brunei cadde sotto il diretto controllo britannico a partire dal 1847, quando fu concluso un accordo di protezione commerciale e di collaborazione militare, seguito nel 1888 da un regolare Trattato di protettorato contemporaneo a quello con Sarawak, finché nel 1906 il sultano di Brunei accettò l'autorità del residente britannico quale detentore del potere reale. In precedenza, nel 1877, la parte settentrionale dell'isola era stata dal sultano stesso ceduta a un'impresa commerciale britannica, divenendo dal 1946 colonia britannica (North Borneo).
Nel secondo dopoguerra anche nei tre territori inglesi del Borneo si fece sentire la ventata nazionalista che scosse l'Asia. La Gran Bretagna decise pertanto di unificare i tre territori con la sua ex colonia della Malesia, dando vita a una eterogenea quanto artificiale entità statale con lo scopo di conservare le sue posizioni economiche e strategiche nell'Asia del Sud-Est: nacque così la Federazione della Grande Malesia ­ Stato federale indipendente nell'ambito del Commonwealth ­ cui, nel settembre 1963, aderirono il Sarawak, il Sabah (ex North Borneo) e Singapore, la quale ultima lasciò la Federazione nell'agosto del 1965.
Il sultanato del Brunei, invece, nonostante le mire della Malaysia, con i due territori che lo stringono e lo chiudono come un'enclave, e dell'Indonesia, che domina gran parte del Borneo, preferì rimanere sotto la protezione inglese che determinò, anche in quest'area, la formazione di quei tipici segni dovuti alla sua dominazione: miscuglio di genti di diversa origine, affarismo commerciale, minoranze chiuse nelle loro specifiche attività, esotismo contagiato da gusti e possibilità economiche diverse, su uno sfondo equatoriale che fa sentire la sua presenza fino ai margini dei centri abitati e delle piantagioni. In più portò quella precarietà e provvisorietà politica, sociale ed economica proprie dei Paesi che non sono ancora riusciti ad affrancarsi dalle strutture coloniali. Nel 1976 una risoluzione dell'ONU invitava la Gran Bretagna a concedere l'indipendenza al Brunei, ma i colloqui iniziarono solo nel 1978, dopo che Malaysia e Indonesia avevano assicurato che avrebbero rispettato l'indipendenza del sultanato, e si conclusero nel 1979 con un accordo che prevedeva ­ come poi avveratosi ­ l'indipendenza del Brunei per la fine del 1983. Capo dello Stato rimane il sultano Muda Hassanal Bolkiah, che ha assunto anche la carica di primo ministro.

Popolazione

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Popolazione totale: 398920
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Popolazione urbana (%): 75,98
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Gruppi etnici:

Malesi 66,3%, cinesi 11,2%, gruppi autoctoni 3,4%, altri 19,1% (2004)

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Lingue:

Malese (ufficiale), inglese, cinese

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Religioni:

Musulmani (ufficiale) 67%, buddisti 13%, cristiani 10%, altri (inclusi credo autoctoni) 10%

Demografia

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Tasso di crescita: 1,88
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Tasso di natalità: 20,10
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Tasso di mortalità: 3,15

Media dell'area geografica: 6.4036362821406 (su un totale di 11 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 4,80
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Tasso di mortalità infantile maschile: 6,20
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Tasso di fecondità totale: 2,11
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Rapporto tra i sessi: 102,13
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,06
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Età mediana: 28,93
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Aspettativa di vita maschile: 75,29
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Aspettativa di vita femminile: 79,98

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 30

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 16,36
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 21,03
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Tasso di crescita annua: 2,20
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 38.534,10
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 49.536,10
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 1
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 72
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 28
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): 7943
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Tasso di corruzione: 55
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Debito pubblico (%/PIL): 0,00
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Tasso di inflazione : 1,80
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Tasso di disoccupazione: 2,70
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Debito estero (milioni di $): 0,00
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Saldo migratorio: 3500

Indicatori socio-sanitari

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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,00
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Diffusione assistenza prenatale (%): 99
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Assistenza specializzata al parto (%): 100
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Tasso di mortalità materna: 21

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 100
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 100
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 96
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 98
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 96
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 91
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 88

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 35,45
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 19,67
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 109,17
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Numero reti televisive: 4
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 56,00

Trasporti

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Aeroporti:

1

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Densità stradale (km/100 km²):

52,50

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

-

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Porti:

3