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Paesi | Asia | Asia centrale | Uzbekistan

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Tashkent (Toshkent)
Superficie (km²): 447400
Densità (ab/km²): 59
Forma di governo: Repubblica (regime presidenziale autoritario)
Sito ufficiale del Governo: http://www.gov.uz/en/
Data dell'indipendenza: 1 settembre 1991
Indipendenza da: Unione Sovietica
Moneta: Sum
Membership:

ADB, CIS, CSTO, EAEC, EAPC, EBRD, ECO, FAO, GCTU, IAEA, IBRD, ICAO, ICCt (firmatario), ICRM, IDA, IDB, IFC, IFRCS, ILO, IMF, Interpol, IOC, ISO, ITSO, ITU, MIGA, NAM, OIC, OPCW, OSCE, PFP, SCO, UN, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, UNWTO, UPU, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO (osservatore)

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia e idrografia. Il territorio si allunga con direzione nord-ovest sud-est su una vasta regione pianeggiante appartenente al Bassopiano Turanico e comprendente zone desertiche come l'Ustjurt e il Kyzylkum. Soltanto verso sud-est il paesaggio si movimenta, elevandosi sulle propaggini delle catene del Tien Shan, mentre nell'estremo settore orientale ingloba il bacino di Fergana nell'alta valle del Syrdarja. I fiumi principali sono l'Amudarja , che scorre lungo il confine meridionale per poi dirigersi attraverso un territorio paludoso verso il Lago d'Aral, il Syrdarja e i loro affluenti Zeravsan, Circik e Angren. Il Lago d'Aral, condiviso con il Kazakistan e un tempo quarto mare interno del mondo per superficie, si sta rapidamente prosciugando (le acque si abbassano più di 1 m all'anno) a causa dei prelievi d'acqua effettuati sui suoi due immissari (Amudarja e Syrdarja) per alimentare la rete irrigua delle piantagioni di cotone. Ciò ha comportato la cessazione dell'attività di pesca nel lago, un progressivo impoverimento della flora e della fauna di una vasta regione e l'emigrazione di una consistente parte della popolazione della città di Mujnak, che fino al 1960 si trovava sulla sponda ed era centro turistico e peschereccio.

Ambiente umano

Testo completo:

Territorio di passaggio obbligato fra le poderose montagne del Himalaya e il mar Caspio, da sempre noto e temuto per i suoi cavalieri nomadi, bellicosi e razziatori, Paese di mercati, commerci e carovane, percorso e abitato da genti di stirpe diversa, l'Uzbekistan ha anche espresso durante vari secoli una pregevole tradizione urbana, fondata sulle sue oasi, che si sono sviluppate grazie a tradizionali tecniche dell'irrigazione. Il popolamento è assai antico e si conoscono ormai abbastanza bene, grazie all'archeologia, le popolazioni nomadi degli Sciti, la cui presenza nell'area risale a più di un millennio prima della nostra era. Fin dai tempi di Alessandro il Macedone (IV secolo a.C.), e più tardi sotto l'influenza musulmana, l'Uzbekistan è stato sede d'importanti civiltà, come quelle dei Samanidi, dei Turchi selgiuchidi, dei Mongoli di Gengiz khan e Tamerlano, che hanno dato pregio e lustro a città un tempo famose in tutto il mondo, frequentate dai mercanti che percorrevano la Via della seta e descritte anche da Marco Polo, intorno al 1250.
Gli Uzbechi, una delle più importanti etnie dell'Asia centrale, presente anche in Afghanistan, Tagikistan, Turkmenistan e Kirghizistan, sono una popolazione di origine turca, venuta dal Nord verso il XVI secolo, da quel territorio che si chiamava "l'Orda d'Oro". Essi stabilirono la superiorità politica, economica e militare della città di Buhara a discapito dell'antica capitale Samarcanda. Questo territorio, poi, cominciò a perdere la sua centralità economica e politica e sarà annesso all'impero russo nella seconda metà dell'Ottocento, pur continuando a mantenere una relativa autonomia; quindi, dopo la Rivoluzione del 1917, entrerà nell'orbita dell'URSS. Nei settant'anni di socialismo, l'Uzbekistan fu considerato come il fiore all'occhiello della costruzione sovietica, grazie anche al suo peso demografico e al suo sviluppo economico.
Con i suoi 24 102 473 abitanti (stima 1999), accoglie attualmente più del 60% della popolazione delle quattro repubbliche ex sovietiche del Sud. A partire dal censimento del 1989 (l'ultimo a fornire indicazioni dettagliate delle diverse nazionalità), la variegata composizione etnica si è relativamente modificata. Subito dopo l'indipendenza (1991), nel corso dell'ultimo decennio del XX secolo, si è riscontrato un incremento della componente già maggioritaria degli Uzbechi (che è passata dal 71,4% ql 75,8%, secondo stime del 2003), comportando una conseguente riduzione delle altre etnie residenti nel Paese. I Russi, che rimangono la seconda comunità, sono passati in pochi anni dall'8,3% al 6%, poiché molti hanno abbandonato le loro dimore; vi sono inoltre minoranze di Tagichi (4,8%), di Kazachi (4,1%), Caracalpachi (2,1%), Tatari (1,6%), oltre a piccole comunità di Chirghisi, Coreani e Ucraini.
I musulmani rappresentano l'88% della popolazione, e sono in maggioranza sunniti, mentre circa il 10% sono i cristiani ortodossi; fino a qualche anno fa risiedeva ancora un'importante comunità ebraica (circa 100 000 persone), che ha lasciato il Paese a causa delle tensioni sociali e religiose emerse con la transizione politica degli anni Novanta. La lingua ufficiale è l'uzbeco (parlato dai 3/4 della popolazione), una lingua di ceppo uralo-altaico (prossima al turkmeno e al kazaco), scritta, a partire dagli anni Trenta, nell'alfabeto cirillico; sono anche diffusi il russo, il tagico e altre lingue locali.

Aspetti economici

Testo completo:

I tempi del grande commercio carovaniero, dei mercati ricchi di spezie, di esotici prodotti artigianali e di pietre e di metalli preziosi sono ormai passati. Già l'avvento della ferrovia, con il dominio russo, aveva modificato parzialmente le vie di comunicazione e i tragitti commerciali, puntellati dalle antiche oasi della Via della seta. Si può affermare che prima dell'industria quasi tutta la ricchezza del Paese derivasse dall'acqua e dalla capacità degli uomini di governarla sapientemente. Con il dominio russo, verso la fine del XIX secolo, viene sviluppata in maniera intensiva la coltivazione del cotone (le cui superfici saranno moltiplicate per sei volte fra il 1890 e il 1917), mentre centinaia di coloni si insediano nelle steppe. Ma la modernizzazione, l'arrivo delle macchine e il processo d'industrializzazione sarà intrapreso in pieno periodo sovietico, nel corso del XX secolo. L'industria, del resto, sarà sviluppata proprio intorno alla produzione del cotone e, già negli anni Trenta, si cominciano a produrre attrezzature per la coltivazione o destinate alle grandi fabbriche.
I caratteri principali dell'economia si possono rapportare ad alcuni prodotti essenziali di base: il cotone, l'oro, il gas naturale e l'industria meccanica e chimica (oli vegetali e fertilizzanti). L'Uzbekistan è ricco di risorse del sottosuolo: è l'ottavo produttore mondiale di gas naturale, vi si estrae il petrolio, si produce il carbone e una gran quantità di minerali rari, come l'oro (nono produttore mondiale nel 2003, con 87 t l'anno), l'uranio (al settimo rango mondiale), lo zinco, il tungsteno, il rame, eccetera. Grazie alle sue risorse naturali (gas, carbone e acqua), che alimentano diverse centrali termoelettriche e idroelettriche, il Paese può avvalersi di un buon potenziale nel settore. Proprio per le potenzialità dei suoi giacimenti di risorse energetiche oltre che di quelle, pure cospicue, minerarie, l'Uzbekistan sembra pertanto destinato a svolgere nel futuro un ruolo chiave, nel cuore dell'Asia centrale, per la posta in gioco rappresentata dalle ricchezze non ancora del tutto sfruttate del gas e del petrolio; infatti, alcuni osservatori considerano questa regione come il nuovo Medio Oriente del XXI secolo. Oggi, ancora fortemente influenzata dal suo passato sovietico e in gran parte centralizzata, l'economia dell'Uzbekistan sta attraversando una fase di transizione, ma il Paese, che dimostra una stabilità maggiore rispetto alle tensioni che attanagliano le vicine repubbliche ex sovietiche, non vuole rinunciare al suo ruolo di potenza economica e politica regionale.

Storia

Testo completo:

Discendente dalla fusione avvenuta nel sec. XIII fra gruppi autoctoni già sedentarizzati e tribù nomadi mongole, la popolazione uzbeka è stata in seguito soggetta alla sovranità di vari khanati, fra i quali dal Settecento si sono imposti soprattutto quelli di Buhara, Samarcanda e Kokand. Con la conquista di quest'ultimo da parte delle truppe zariste nel 1876, la regione è poi entrata nell'Impero russo di cui ha seguito ogni successiva vicenda storica.

Contesi, all'indomani della Rivoluzione bolscevica, dall'Armata Rossa e dalle forze controrivoluzionarie e nazionaliste (il movimento basmachi) sostenute dalla Gran Bretagna, i territori costituenti l'odierno Uzbekistan hanno acquisito statuto di Repubblica socialista sovietica nell'ottobre 1924 attraverso un composito processo di definizioni confinarie conclusosi nel decennio successivo (1936). Negli anni Trenta Taškent divenne la capitale del Paese.

Giunto assai arretrato nelle proprie strutture socio-economiche all'inclusione nell'URSS, l'Uzbekistan ha successivamente conosciuto un certo sviluppo agricolo e industriale, stimolato dall'immigrazione di lavoratori qualificati dall'area sovietica europea e più tardi, con la seconda guerra mondiale, anche dal trasferimento di impianti minacciati dalle vicende belliche, subendone però nei decenni successivi rilevanti danni ambientali (inquinamento chimico del territorio, erosione del suolo e riduzione della superficie del lago Aral, nonchè problemi relativi allo stoccaggio di materiale radioattivo) che hanno suscitato crescente preoccupazione nella popolazione locale.

Nel 1983 il nuovo segretario locale del Partito comunista I. Ousmankhodgipaev scatenò uno scandalo legato alla produzione di cotone che comportò arresti e processi a migliaia di funzionari in tutta l'URSS. Il clima di tensione tra gli uzbeki, in gran parte musulmani sunniti, e la politica anticlericale moscovita e la minoranza russa portarono tra il 1989 e il 1990 a violenti scontri. L'Uzbekistan ha proclamato l'indipendenza il 31 agosto 1991, in conseguenza del dissolvimento dell'URSS, indotto dal fallito colpo di Stato moscovita dello stesso mese. Contestualmente al referendum che ha sancito tale atto (29 dicembre 1991) è stato confermato alla guida del Paese il presidente Islam Karimov, già leader del Partito comunista (ora Partito democratico del popolo, PDP), eletto in tale carica nel marzo 1990. L'azione politica si è orientata verso il consolidamento dei rapporti con l'estero, soprattutto con i Paesi dell'Asia centrale e con la Turchia, insieme ai quali l'Uzbekistan è entrato a far parte dell'Organizzazione di cooperazione economica. Pur facendo presa su rinati sentimenti nazionalistici e tendendo a fare dell'Uzbekistan (il più popolato della regione) il Paese guida dell'area, il governo ha rifiutato di sostenere orientamenti favorevoli al panturchismo o all'integralismo religioso, peraltro rappresentato da un attivo Partito della Rinascita Islamica (con forte seguito in talune aree, principalmente della valle di Fergana). L'adesione alla CSI è stata comunque immediata (21 dicembre 1991) e a essa è seguito il tentativo di liberalizzare in modo piuttosto radicale l'economia. Tumulti studenteschi contro il forte innalzamento del costo della vita hanno avuto luogo a Taškent nel gennaio 1992, provocando una robusta repressione. Nel luglio seguente è stata approvata una nuova Costituzione, resa pubblica in settembre, che ha instaurato formalmente un sistema multipartitico, ma essa rimaneva sostanzialmente sulla carta per la resistenza del PDP ad accettare una reale competizione politica. A questa situazione ha fatto riscontro un inasprimento dei caratteri totalitari del regime guidato da Karimov. La mancanza di democrazia si è rivelata evidente nel voto per l'elezione della nuova assemblea legislativa, l'Oli Majlis, che ha preso il posto del Soviet supremo. Alla consultazione tenutasi in due turni tra il 25 dicembre 1994 e il 22 gennaio 1995, hanno partecipato due formazioni politiche: l'ex comunista Partito democratico del popolo (PDP) e il suo alleato Partito del progresso della madrepatria (PPM). La nuova assemblea è risultata formata etnicamente per l'86 % da uzbechi, che rappresentano il 71% della popolazione. Nel maggio 1995, l'Oli Majlis ha rinnovato il mandato al governo guidato dal primo ministro Abdulashim Mutalov.

Per quanto riguarda la politica estera, l'Uzbekistan si è dimostrato restio ad accettare le imposizioni della Russia, rifiutando di impegnarsi maggiormente nella Comunità di stati indipendenti. Per tutto l'ultimo decennio del secolo XX la vita politica dell'Uzbekistan era caratterizzata da questa evidente dicotomia: una linea internazionale equilibrata e moderata, con significative aperture all'Occidente (adesione alla Partnership per la pace della NATO, luglio 1994) e pressione neoautoritaria interna. Nel 1998 il presidente appoggiava la Federazione russa nella guerra contro la Cecenia, scatenando la politica secessionista del Movimento Islamico dell'Uzbekistan (MIU), accusato dal governo di diversi attacchi terroristici. Nelle elezioni del gennaio 2000 Karimov veniva rieletto. Nel 2001 il governo cedeva alle forze armate statunitensi l'uso di una base aerea, ricevendone in cambio aiuti finanziari e l'apertura di crediti da parte dell'FMI. Nel marzo 2004 il Paese veniva investito dalla guerriglia del MIU, contrario alla politica filo-statunitense del governo. Nel maggio 2005 il conflitto tra i ribelli islamici e le forze di polizia è riesploso ad Andijan, provocando morti e feriti. Nel 2007 un accordo sulle forniture del gas uzbeco alla Russia, legava ancora di più i due Paesi e un patto di alleanza tra Karimov e il governo russo provocava l'allontanamento dei militari statunitensi dalla base uzbeca di Karshi Khanabad. Nel dicembre dello stesso anno le elezioni presidenziali riconfermavano il presidente in carica. Nel dicembre del 2009 si svolgevano le elezioni per il rinnovo del parlamento dominate dai quattro partiti filo-governativi.

Popolazione

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Popolazione totale: 27444702
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Popolazione urbana (%): 36,19
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Gruppi etnici:

uzbeki 80%, russi 5,5%, tagiki 5%, kazaki 3%, karakalpak 2,5%, tatari (tartari) 1,5%, altri 2,5% (1996)

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Lingue:

uzbeko 74,3%, russo 14,2%, tagiko 4,4%, altre 7,1%

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Religioni:

musulmani 88% (in maggioranta sunniti), ortodossi orientali 9%, altre 3%

Demografia

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Tasso di crescita: 1,12
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Tasso di natalità: 21,73
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Tasso di mortalità: 6,63

Media dell'area geografica: 7.8119998931885 (su un totale di 5 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 43,20
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Tasso di mortalità infantile maschile: 52,60
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Tasso di fecondità totale: 2,46
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Rapporto tra i sessi: 98,82
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Età mediana: 24,18
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Aspettativa di vita maschile: 64,33
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Aspettativa di vita femminile: 70,66

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 114

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 45,35
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 95,24
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Tasso di crescita annua: 8,30
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 1.558,53
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 3.272,77
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 19
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 36
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 45
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): 2621
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Tasso di corruzione: 17
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Debito pubblico (%/PIL): 0,00
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Tasso di inflazione : 13,30
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Tasso di disoccupazione: 0,20
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Debito estero (milioni di $): 8.382,12
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Saldo migratorio: -518486
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 1510
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 3420
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 46

Indicatori socio-sanitari

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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,10
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Diffusione contraccettivi (%): 65
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Diffusione assistenza prenatale (%): 99
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Assistenza specializzata al parto (%): 100
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Tasso di mortalità materna: 30
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 98
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 81
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 87
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 100

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 100
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 100
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 98
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 89
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 91
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 100
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 100
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 91
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 93
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 90
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 91

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 60,39
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 6,94
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 91,65
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Numero reti televisive: 28
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 30,20

Trasporti

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Aeroporti:

53

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Densità stradale (km/100 km²):

 

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,9

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Porti:

0