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Paesi | Americhe | America meridionale | Peru

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Lima
Superficie (km²): 1285216
Densità (ab/km²): 21
Forma di governo: Repubblica costituzionale
Sito ufficiale del Governo: http://www.peru.gob.pe/
Data dell'indipendenza: 28 luglio 1821
Indipendenza da: Spagna
Moneta: Nuevo sol
Membership:

APEC, CAN, FAO, G-15, G-24, G-77, IADB, IAEA, IBRD, ICAO, ICCt, ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, IHO, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC, LAES, LAIA, Mercosur (associato), MIGA, MINUSTAH, MONUC, NAM, OAS, OPANAL, OPCW, PCA, RG, UN, UNASUR, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, Union Latina, UNMIL, UNMIS, UNOCI, UNWTO, UPU, WCL, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

 

Morfologia. Strutturalmente il territorio peruviano ha il suo elemento fondamentale nel sistema andino , qui formato da una serie di pieghe da cui hanno tratto origine le catene che, in senso longitudinale, si succedono da est a ovest: la Cordigliera Orientale, la Cordigliera Centrale e la Cordigliera Occidentale. Esse sono tra loro separate da bacini depressionari di rocce mesozoiche ricoperte da strati neozoici, che idrograficamente si aprono verso la regione amazzonica, ma che talora sono a carattere endoreico, come quello che accoglie il Lago Titicaca.

 

Tre cordigliere. Le tre cordigliere hanno struttura e imponenza diverse; esse sono il risultato di piegamenti avvenuti in varia epoca e perciò si differenziano anche geologicamente. La Cordigliera Orientale, prevalentemente formata da rocce paleozoiche, non ha un andamento né un aspetto unitari: imponente a sud, dove s'innalzano tra gli altri i Monti Auzangate (6.384 m) e Salcantay (6.271 m) che dominano la valle del Río Urubamba, verso nord si suddivide in una serie di dorsali minori diminuendo di grandiosità. Anche la Cordigliera Centrale non è molto unitaria, tranne che nella sezione settentrionale, ed è comunque il meno poderoso dei tre allineamenti. La Cordigliera Occidentale è invece un possente bastione che ostacola le comunicazioni tra l'interno e la costa; i passi sono elevatissimi: quello di Ticlio, raggiunto dalla ferrovia Lima-La Oroya, la più alta del mondo, è a 4.829 m di quota. Orograficamente la Cordigliera Occidentale si presenta come una successione di sierre prevalentemente formate da materiali granitici. Geologicamente essa è il risultato dell'ultima fase del processo orogenetico andino, quando cioè sul finire del Cenozoico si ebbe, con il sollevamento generale dell'area andina, l'assestamento definitivo delle grandi masse intrusive formatesi dopo i piegamenti che avevano fatto nascere la Cordigliera Orientale e quella Centrale. Un grande Horst granitico è per esempio la Cordillera Blanca, dominata dall'Huascarán (6.768 m), massima cima del Perú e una delle principali elevazioni delle Ande.

 

Fenomeni vulcanici. Il processo orogenetico che ha assestato il rilievo peruviano è stato accompagnato, come altrove nelle terre andine, da vasti fenomeni vulcanici e anche in Perú sono numerosi gli apparati eruttivi, seppure non così frequenti come in altre sezioni andine. L'area vulcanica più estesa si trova nella parte meridionale del Paese, là dove troneggia a 5.822 m il cono del Misti . L'attività sismica è ancor oggi rilevante e denota la giovinezza e l'instabilità della regione andina peruviana, dove le catastrofi sono frequenti e disastrose. La conformazione delle alte terre andine in Perú è alquanto diversa dal resto delle Ande: qui la grande catena sudamericana raggiunge la massima ampiezza (500 km all'altezza del Lago Titicaca), il che spiega come le Ande hanno e abbiano avuto tanta importanza nell'organizzazione territoriale del Paese. Verso il Pacifico la Cordigliera Occidentale presenta un versante ripido che termina su una regione montagnosa, in larga parte di rocce mesozoiche, che si deprime verso anguste piane costiere desertiche di recente formazione. Sul versante orientale le Ande digradano verso i bassopiani amazzonici, costruiti dai trasporti alluvionali neozoici dei fiumi andini, che uscendo dagli sbocchi vallivi scorrono su ampi conoidi prima di confluire nei fiumi.

 

Clima. Dal punto di vista climatico il Perú presenta contrasti fortissimi. La regione andina ha un suo caratteristico clima e al tempo stesso, con il suo baluardo montano, determina una differenziazione netta tra la parte orientale del Paese (l'Oriente) e la parte costiera occidentale (la Costa). Questa ha un clima tipicamente desertico, in quanto il litorale peruviano, con il suo particolare orientamento sud-est/nord-ovest, è soltanto lambito dai venti prodotti dalle masse cicloniche che si formano sul Pacifico. La corrente fredda di Humboldt ha la sua parte poiché determina una condensazione dell'umidità portata dai venti marittimi, impedendo la penetrazione verso l'interno delle masse d'aria. È a questo fenomeno in particolare che si devono le persistenti formazioni nebbiose (alte qualche centinaio di metri) che stazionano tra giugno e agosto nella regione costiera, responsabili di quella pioviggine lievissima (garúa), che rappresenta quasi il totale delle precipitazioni della regione. A Lima annualmente cadono circa 20-30 mm di pioggia, valori più o meno estensibili a tutta l'aridissima costa, dove tuttavia le temperature non sono quelle dei deserti per effetto dell'azione mitigante del mare (a Lima le oscillazioni termiche vanno da 15 a 20 °C). Il clima della regione è comunque di tipo tropicale, sebbene vi siano sensibili variazioni passando da sud a nord, dove il deserto è assai più caldo. Elevandosi verso le Ande il clima muta, ma gli effetti più importanti riguardano le temperature, perché anche qui le precipitazioni restano basse. Gli apporti umidi sulla catena andina sono principalmente quelli degli alisei di est e sud-est, i quali però si riducono notevolmente oltre i 2.500 m d'altitudine e sono inoltre sbarrati dalla disposizione longitudinale delle cordigliere. Verso i 3.800-4.000 m, l'altitudine cioè dei bacini andini, le precipitazioni sono minime: non superano i 50 mm annui (36 mm a Cerro de Pasco, situata a 4.338 m d'altitudine) e si verificano durante i mesi dell'estate australe, da novembre a febbraio-marzo. Le temperature medie nella stessa località si aggirano tutto l'anno sui 4-5 °C, pur con forti escursioni termiche, anche di oltre 20 °C. Il clima comincia a mutare appena ci si affaccia al versante orientale, cioè percorrendo le valli che discendono verso i bassopiani amazzonici; muta altresì procedendo verso nord, nelle zone cioè situate a latitudini equatoriali (il Perú sfiora l'Equatore) e più aperte agli influssi atlantici. A Huancayo (3.550 m) le precipitazioni sfiorano i 700 mm e le temperature oscillano tra i 13 e i 10 °C. Sotto i 2.700 m si entra, sul versante orientale, nel dominio del clima umido, con precipitazioni copiose (superiori a 2.500 mm). È il clima amazzonico che, pur presentando ritmi stagionali, è sostanzialmente caratterizzato da elevata umidità, temperature costanti (22-25 °C) e precipitazioni quasi giornaliere, se si escludono i mesi di luglio-agosto.

 

Flora. Alla varietà delle situazioni climatiche corrisponde quella delle formazioni vegetali. Nella fascia desertica costiera le oasi agli sbocchi fluviali punteggiano la zona pedemontana, per il resto coperta da una steppa arbustiva a carrubi (algarrobos); verso la costa l'ambiente desertico ospita sparute formazioni di cactacee e, all'epoca delle garúas, un'effimera vegetazione di fiori ed epifite chiamata loma. Salendo sull'arido versante andino la vegetazione si arricchisce di poco: nei valloni più umidi si trovano formazioni riparie (pioppi ecc.) e sopra i 1.000 m appaiono nuove specie xerofile, come il Cereus, l'Heliotropium ecc. Nei bacini elevati delle Ande si ritrova la steppa a festuche e altre graminacee propria della puna, che nella zona del Lago Titicaca presenta oggi qualche eucalipto, pianta che si adatta anche a queste quote. La vegetazione via via si arricchisce scendendo verso oriente. Le specie forestali si spingono nelle vallate sino quasi a 3.000 m e poco più sotto si ritrovano aspetti vegetali lussureggianti, quelli propri della Montaña, con grandi varietà di specie, tra cui la chinchona, dalla cui corteccia si estrae il chinino. Verso i 2.000 m, nella cosiddetta Ceja de Montaña (ciglio della foresta montana), l'ambiente vegetale è estremamente ricco di essenze.

Idrografia. Idrograficamente il territorio peruviano tributa per circa i 3/4 all'Atlantico per mezzo del Rio delle Amazzoni: ciò come risultato della stessa conformazione della catena andina, che con la più giovane ed erta Cordigliera Occidentale chiude le alte terre al Pacifico. Lo sviluppo idrografico ha sulle Ande un andamento longitudinale; poi, attraverso varchi laterali, là dove la Cordigliera Orientale si abbassa e si spezza, i fiumi trovano la via dei bassopiani orientali. I fiumi che drenano gli elevati bacini andini corrono verso est molto incassati e alla fine confluiscono nei fiumi maggiori, l'Ucayali e il Marañón, entrambi lunghi circa 1.800 km, che si fondono poco a monte di Iquitos, originando il Rio delle Amazzoni. Il Marañón, che attinge le sue acque dai versanti interni della Cordillera Blanca, è arricchito dagli apporti dell'Huallaga, che drena il vasto bacino compreso tra le Cordigliere Orientale e Centrale; l'Ucayali si forma dall'unione dell'Apurímac e dell'Urubamba, che nascono rispettivamente dalla Cordigliera Occidentale e Orientale. Sebbene i fiumi andini abbiano alle sorgenti un alimento glaciale e scorrano incassati in gigantesche gole, si arricchiscono di acque in modo considerevole lungo il versante orientale, molto piovoso, e giunti nella piana amazzonica sono lenti, ampi e navigabili. In ogni caso hanno un regime stagionale ben marcato: nei mesi dell'inverno australe (da giugno a settembre) essi sono in fase di magra e il loro livello si abbassa di diversi metri rispetto al periodo di piena estivo. I fiumi del Pacifico hanno invece un corso relativamente breve (meno di 400 km), in quanto scolano il ripido versante della Cordigliera Occidentale, a carattere torrentizio. Scorrono lungo valloni precipiti e si distendono solo verso la fascia costiera, dove le loro acque sono utilizzate per irrigare le numerose oasi di pedemonte che si succedono nella regione. Tra i bacini endoreici il principale è quello di Titicaca (8.300 km2 , metà circa in territorio boliviano); il grande lago ha nella geografia del Perú un posto importante, sia per la sua posizione centrale nelle alte terre, sia perché le sue acque determinano una certa mitigazione climatica - il lago, situato a 3.812 m, è il più elevato dei grandi laghi del globo - che influenza il popolamento della zona.

Ambiente umano

Testo completo:

 

Le caratteristiche territoriali hanno avuto un peso determinante negli sviluppi della geografia antropica del Perú. La ripartizione in fascia costiera, alte terre andine e pianure orientali rende ancor oggi effettivamente difficile l'organizzazione unitaria dello spazio, la quale risente ancora di quella che era stata la lunga, complessa e a suo modo profonda opera di conquista e di valorizzazione delle popolazioni precolombiane.

 

Civiltà incaica. I primi centri di popolamento si ebbero già qualche millennio a.C. nella zona costiera, dove trovarono le loro basi quelle culture, sedentarie, basate sull'agricoltura irrigua in ambiente tropicale, che poi si fissarono sull'altopiano. Qui il rapporto tra uomo e ambiente (un ambiente particolarissimo per la sua elevata altitudine e le sue condizioni climatiche) si realizzò in forme compiute con la cultura di Tiahuanaco, che insegnò non poche cose a quella che fu l'organizzazione unitaria degli Inca. Questa conobbe la sua maggior fioritura verso la metà del XV secolo, cioè non molto prima dell'arrivo dei conquistadores. Regime di tipo schiavistico, quello degli Inca assoggettò tutto il vasto spazio dall'Ecuador al Cile e trovò, attraverso le sue forme organizzative, la capacità di sfruttare e popolare le ostiche alte terre andine. Quel dominio, efficiente seppur non molto dinamico, ebbe il suo centro a Cusco e i suoi capisaldi in cittadelle fortificate che non raggiunsero però mai il carattere di vere e proprie città. Ma esse furono i perni dell'organizzazione sedentaria, molto ben consolidata, se si pensa che gli Spagnoli non le abbandonarono e costruirono le loro città, come Cusco, sui centri che erano stati degli Inca.

 

Penetrazione spagnola. Gli Spagnoli avevano bisogno della manodopera locale e la trovarono soprattutto sulle alte terre, dove l'utilizzarono nello sfruttamento minerario e nella conduzione delle haciendasche essi crearono nelle zone migliori. Inizialmente l'impiego della manodopera india, assunta coercitivamente, sfruttando le regole vigenti in epoca incaica (la mita), secondo le quali il contadino era obbligato a dedicare una parte dell'anno ai lavori richiesti dal potere imperiale, fu deleterio. L'organizzazione delle comunità contadine ne risentì e ciò contribuì, insieme allo sfruttamento spesso spietato degli indios nelle miniere, alla diminuzione della popolazione indigena. Questa però non fu contaminata o sostituita dai bianchi, che nelle Ande trovarono un ambiente a loro ostile, fatto che spiega l'alta percentuale di indios puri sulle alte terre, dove essi vivono da secoli e quindi fisiologicamente sono ben adattati alle particolari condizioni imposte dall'altitudine elevata. Sulla Costa vi fu invece, sin dalle origini, quell'immissione di Spagnoli e poi di altri stranieri che diede vita al meticciato oggi predominante in questa parte del Paese, caratteristico di Lima e degli altri maggiori centri.

 

Sviluppo demografico. Lima, divenuta già nel XVI secolo il perno dell'organizzazione territoriale, aumentò progressivamente la sua popolazione, così come gli altri centri oasici e portuali della fascia costiera, che ospita oggi la maggior parte della popolazione peruviana, mentre sino al 1950 erano le Ande che ne accoglievano di più (nel 1940 il 62,7%). Nel giro di vent'anni, dal 1940 al 1960, mentre la popolazione andina è aumentata del 25%, sulla Costa si è accresciuta del 110%. È un antico processo di "scivolamento" che perdura perché continua a sussistere quella frattura tra Ande e Costa, tra mondo indio e il resto del Paese, che è poi il grande problema del Perú moderno. Complessivamente lenta e modesta è la valorizzazione delle terre orientali, che accolgono oggi poco meno di 1 milione di abitanti. Dopo le decimazioni avvenute soprattutto agli inizi dell'epoca coloniale, anche per le malattie introdotte dai conquistadores (la popolazione india all'epoca dell'impero incaico è stata variamente valutata sui 6-7 e anche più milioni di abitanti), gli sviluppi demografici del Paese hanno avuto i loro primi forti impulsi solo in questo secolo: basti dire che nel 1850 vi erano nel Perú, secondo i dati del primo censimento, 2 milioni di abitanti, saliti a 2,7 milioni nel 1876. Il successivo censimento, effettuato solo nel 1940, dava una popolazione di oltre 7 milioni di abitanti. L'aumento negli ultimi decenni è stato fortissimo: al censimento del 1981 gli abitanti sono risultati pari a 17.005.210 e oggi sono stimati inoltre 24 milioni. La crescita di questo secolo fu dovuta in parte all'emigrazione europea (che ha avuto come protagonisti Spagnoli, Tedeschi, Italiani ecc.) e asiatica (Cinesi, Giapponesi), sebbene non così forte come in altri Paesi latino-americani, e in parte alle migliorate condizioni igieniche.

 

Composizione etnica e distribuzione. Oltre la metà della popolazione è rappresentata da indios, insediati quasi interamente sulle alte terre, seguiti dai meticci (32%), che popolano prevalentemente i centri costieri, dai creoli (12%) che rappresentano l'élite del Paese e vivono nelle città, e da piccole minoranze di neri o mulatti stanziati nelle zone costiere. Gli indios della foresta amazzonica sono stimati in circa 30.000 individui. Per quanto riguarda la distribuzione della popolazione, si può dire che essa dipenda sempre più ormai dallo sviluppo dell'urbanesimo. Questo infatti è povero sulle Ande ed è invece vistoso sulla Costa, dove Lima rappresenta una tipica metropoli sudamericana; l'agglomerato urbano ospita da solo circa 1/4 dell'intera popolazione peruviana. Il suo dipartimento ha una densità di 207 abitanti/km2 ; sulle Ande le densità sono assai meno elevate, aggirandosi sui 15-20 abitanti/km2 , mentre relativamente ben popolate sono le vallate che dalle Ande digradano verso la Costa, specie a una certa altitudine, precisamente sui 2.000 m. Anche sul lato opposto i 2.000 m rappresentano un piano altitudinale popolato; più in basso si passa ai vuoti spazi del bassopiano, dove si ha in media 1 abitante/km2.

 

Insediamenti rurali. Al di fuori delle città, sull'altopiano la popolazione vive prevalentemente nel piccolo villaggio indio di pastori e contadini costituito di piccole capanne di adobe, sovente al centro di un cortile. In certe zone ci sono piccoli nuclei sparsi, come nelle vallate occidentali. Qui, sovente, i villaggi sono sorti intorno alle vecchie haciendas fondate dagli encomenderos, i grandi proprietari terrieri creoli che hanno sovvertito, col regime fondiario, la stessa distribuzione degli insediamenti nonché il paesaggio agrario originario. Vertici dell'organizzazione locale sono i centri che hanno i vari servizi sociali: la chiesa, il mercato, l'ambulatorio ecc. Nella zona costiera i centri d'oasi si circondano di nuclei e case sparse, secondo caratteristiche che si trovano bene espresse anche alla periferia di Lima. Nell'organizzazione territoriale hanno un ruolo fondamentale i capoluoghi di regione; essi fungono da centri coordinatori di territori di dimensioni assai varie secondo le zone e taluni sono ormai città popolose, sedi di attività industriali.

Urbanesimo e città. L'urbanesimo è nel complesso abbastanza sviluppato. Il rapido accrescimento ha però interessato quasi esclusivamente le città costiere e soprattutto Lima, ormai saldata a Callao, il suo porto, e formata da un'estesa successione di barriadas che dal mare giungono fino ai primi rilievi. La città, che è stata una delle prime (1535) e più importanti fondate dai conquistadores nell'America Meridionale, ha ormai perduto nel suo centro i caratteri originari coloniali e ha assunto il volto anonimo delle città latino-americane. È comunque una metropoli attivissima, non solo per le sue funzioni di capitale, ma anche per le sue attività economiche e industriali; essa ha promosso, oltre alla crescita di Callao, quella di altre località costiere, soprattutto balneari (San Miguel, Miraflores ecc.). La capitale è il vertice delle comunicazioni stradali e ferroviarie; è anche la città più vicina ai centri andini grazie alla ferrovia che sale al Passo di Ticlio. Le altre città della Costa, oltre a Callao, sono Chimbote, Trujillo, Chiclayo, Piura, tutte a nord della capitale; sono localizzate in zone pianeggianti, ben coltivate, allo sbocco delle valli andine. Trujillo e Chimbote sono porti assai attivi: quest'ultima, sede anche di un'industria siderurgica, è con Callao il principale porto da pesca del Perú. A sud di Lima mancano centri costieri di rilievo; Pisco e Mollendo, di modeste proporzioni, sono però importanti sbocchi marittimi di vasti e produttivi retroterra. Arequípa, situata all'interno a 2.339 m d'altitudine, è una città in posizione particolare, fungendo da saldatura tra la Costa e le Ande. Sulle Ande il centro maggiore continua a essere Cusco, la capitale incaica; situata a 3.399 m, raccorda la sezione meridionale dell'altopiano con quella centrale gravitante su Lima. Qui sorgono Huancayo, sede di attività agricole e industriali, e più a nord Cerro de Pasco, antica e sempre importante città mineraria, mentre sulle Ande settentrionali è Cajamarca, ricca di vestigia dell'epoca coloniale. Sul versante orientale delle Ande mancano agglomerati di rilievo se si escludono Huánuco e Tingo María sulla via per Pucallpa, grosso centro in formazione sulla riva dell'Ucayali, secondo dopo Iquitos, sul Rio delle Amazzoni, della regione amazzonica.

Aspetti economici

Testo completo:

 

Dopo un secolo di un più o meno larvato immobilismo o comunque di processi evolutivi estremamente lenti, il Perú è stato testimone negli ultimi decenni di grandi cambiamenti, in particolare di un radicale alternarsi di regimi istituzionali e di indirizzi di politica economica che hanno inciso sull'andamento produttivo peruviano, ma che non hanno significato un autentico punto di rottura con il passato.

 

Profilo generale. Sono tuttora discordi le valutazioni su quel colpo di Stato del 1968, con cui un gruppo di giovani ufficiali, prendendo il potere, intendeva operare una decisiva svolta a sinistra del Paese che era stato sino ad allora più o meno larvatamente sfruttato da questa o quella potenza neocoloniale. Furono intraprese, talvolta solo iniziate, colossali opere pubbliche, specie nel settore delle infrastrutture, inteso come imprescindibile elemento del decollo del Paese; e ciò senza disporre di un'adeguata copertura finanziaria, facendo solo assegnamento sui proventi delle abbondanti e diversificate risorse nazionali, in particolar modo di quelle minerarie, ma all'atto pratico soggette a fortissime oscillazioni di prezzo sui mercati internazionali se non a vere e proprie manovre speculative. Furono del pari con troppa leggerezza nazionalizzati i fondamentali settori produttivi, compresa gran parte delle industrie, che poi lo Stato non risultò in grado di gestire. Venne varata una grandiosa riforma fondiaria, puntando eminentemente sulla creazione di cooperative e di aziende collettive statali; ma la reazione o comunque il disinteresse di una classe contadina fortemente arretrata contribuirono largamente al fallimento anche di questa iniziativa. Il crollo delle esportazioni, la mancanza di capitali, donde una generalizzata crisi industriale, e d'altro canto i costi eccessivi dovuti a iniziative sociali molto avanzate (specie nei settori dell'istruzione e della sanità) e forti aumenti salariali portarono a un vero e proprio collasso dell'economia nazionale. Il governo (ritornato pienamente civile nel 1980) si trovò costretto ad accedere in forma sempre più consistente ai prestiti del Fondo Monetario Internazionale e in genere al capitale estero; ciò fu ottenuto in cambio di una radicale inversione di politica economica. Il Paese ha visto così il decisivo rilancio del settore privato dell'economia, eminentemente nell'industria; si è verificato in pratica un ritorno all'economia di mercato con ampie facilitazioni per gli investimenti stranieri, accompagnate da rigide misure di austerità.

 

Profilo agricolo. L'agricoltura è un settore che presenta varie possibilità, ma che è ancora relativamente poco sviluppato; d'altronde arativo e colture arborescenti interessano una porzione estremamente esigua (il 3,2%) della superficie territoriale. In effetti, parlando dell'agricoltura peruviana, occorre fare una netta distinzione fra i ben diversi tipi di conduzione, di redditività e di produzione che prevalgono nelle tre fondamentali sezioni geografiche del Paese. Così nella fascia costiera, dato il clima praticamente desertico, l'agricoltura è di tipo oasico, intensiva, resa possibile dall'irrigazione ottenuta mediante l'utilizzo delle acque dei fiumi che scendono dalle Ande e si gettano nell'Oceano Pacifico; prevalgono dunque le coltivazioni di tipo tropicale irrigue (in particolare canna da zucchero, cotone e riso), poste al preminente servizio del consumo interno, ma altresì avviate ai mercati esteri. È questa l'area più produttiva e meglio organizzata. Sulla Sierra, dove i terreni più adatti corrispondono ai fondi vallivi, l'agricoltura è essenzialmente di sussistenza (cereali, patate ecc.) ed è piuttosto povera. Nella cosiddetta Montaña, regione eminentemente forestale, l'agricoltura, salvo in alcune zone di colonizzazione recente, è per lo più condotta con metodi molto primitivi; le aree più adatte alle colture si trovano nella fascia più alta, dove sono state introdotte con successo talune coltivazioni di piantagione, come quelle delle banane e della canna da zucchero.

 

Cereali e colture agricole. La maggior parte dell'arativo è occupato ovviamente dai cereali, base dell'alimentazione locale, anche se i quantitativi prodotti non sono sufficienti a coprire il fabbisogno nazionale. Prevale il mais, coltivato soprattutto nella Sierra (specie nelle valli del Mantaro e dell'Urubamba e presso il Lago Titicaca), dove si spinge sino a 3.300 m di altitudine; seguono l'orzo, che addirittura si trova ancora a 4.000 m, il frumento, il sorgo e la quinoa , una pianta simile al miglio e conosciuta già dagli Inca. Cereale di più recente introduzione, ma che ha già dato ottimi risultati per i suoi alti rendimenti, è il riso, che si ottiene nelle aree irrigue della Costa e nella Ceja de Montaña settentrionale. Oltre ai cereali, prodotto alimentare fondamentale è la patata la cui coltivazione è tipica della zona andina, dove giunge anche a quote di 4.000 m (rendimenti molto elevati si ottengono però in alcune oasi della Costa); del pari è largamente consumata la manioca. Il Paese può altresì contare su varie colture orticole, tra cui cipolle e pomodori, e frutticole, che provengono soprattutto dalla Costa (agrumi, ananas, banane, mele, pesche ecc.); importante coltura legnosa è quella della vite, diffusa in tutte le valli costiere meridionali, dove il clima è già fortemente mitigato.

 

Colture industriali. Sono del pari numerose, e alcune di notevole rilievo, le colture di tipo industriale; prevalgono quelle del cotone e della canna da zucchero, che alimentano anche una consistente esportazione. Le piantagioni di canna da zucchero sono diffuse nelle migliori zone irrigue della Costa (Oasi di Trujillo, di Chiclayo ecc.), ma sono presenti anche sui versanti orientali andini sino a oltre 2.000 m, nonché nella Ceja de Montaña; quelle di cotone, che si susseguono lungo la Costa con maggior concentrazione nella parte centrale e nell'Oasi di Piura, forniscono prodotto a fibra lunga e quindi di ottima qualità. Importante è anche la coltivazione del caffè, praticata sia in grandi aziende sia in piccole unità familiari, specie nelle aree montuose del Perú centrale e nord-orientale, nonché nelle valli degli affluenti dell'Ucayali; ruoli più modesti hanno il tabacco, il cacao, il tè e alcune oleaginose, come il sesamo e la soia.

 

Foreste. Foreste e boschi coprono i 2/3 della superficie territoriale; costituiscono un potenziale ingentissimo, sinora del tutto inadeguatamente sfruttato, anche per la scarsità di vie di comunicazione. Le foreste sono particolarmente fitte sui versanti montuosi interni e sono ricche di ogni genere di legnami, incluse pregiate essenze di ebanisteria (mogano, cedro, palissandro ecc.); il legname viene in genere avviato per fluitazione a Iquitos, dove è lavorato in grandi segherie (altre segherie sono a Tingo María). Pianta tipica della Montaña è la chinchona, dalla cui corteccia si ricava il chinino; Sierra e Montaña danno infine la coca (Erithroxylon coca ), in parte consumata localmente dagli indios, che ne masticano le foglie, in parte usata per l'estrazione della cocaina.

 

Allevamento. L'allevamento, specie delle pecore e dei lama, è una delle attività più tradizionali delle popolazioni andine (anche se tuttora ben lungi dall'essere adeguatamente organizzata), che da esso ricavano lana per tessere abiti e coperte, latte e carne per integrare gli scarsi prodotti dell'agricoltura, pelli e cuoio. Inoltre il lama, piccolo camelide particolarmente adatto all'ambiente andino, serve come animale da soma. Affini al lama sono gli alpaca e la vigogna che danno, specie il primo, una lana finissima e di alto pregio. Sulla Sierra in particolare si sfruttano estensivamente i magri pascoli della puna soprattutto per ovini e caprini oltre che per bovini, questi ultimi presenti anche nella Costa e nella Montaña. Per importanza numerica il primo posto è occupato dagli ovini, diffusi specialmente nel sud (presso il Lago Titicaca e nelle zone di Cusco e Arequipa); seguono i bovini, i caprini, i suini, gli alpaca, quindi i lama, i cavalli, gli asini e i volatili da cortile, il cui allevamento è praticato un po' ovunque.

 

Pesca. Anche l'attività peschereccia riveste un ruolo di rilievo nell'economia peruviana, benché ora sia in sensibile regresso rispetto a qualche anno addietro. In effetti, benché da tempo fosse ben nota l'abbondanza di prodotti ittici nelle acque del Peru, lo sfruttamento intensivo di tale risorsa ebbe inizio solo nel 1955, ma si trasformò ben presto in un vero e proprio saccheggio. Così nel 1971 il Perú poté figurare al primo posto su scala mondiale, ma negli anni successivi si verificò una gravissima rarefazione dei banchi di pesce, in parte anche dovuta a cause naturali. Oggi il governo peruviano tende a destinare il pesce catturato all'integrazione della dieta, scarsamente proteica, della popolazione. I principali porti pescherecci sono Chimbote, Chancay, Callao, Huacho, Ilo.

 

Risorse minerarie. Sin dal tempo della conquista spagnola, il Perú fu sempre celebre per le sue ricchezze minerarie; tali risorse sono state anzi in passato la vera e propria base dell'economia peruviana. Ancor oggi il settore estrattivo riveste notevolissima importanza, partecipando alle esportazioni in misura nettamente prioritaria. All'inizio furono i metalli preziosi, come l'oro e soprattutto l'argento, ad attirare i conquistatori, ma da tempo altri minerali - specie il rame - si sono aggiunti alla lunga lista dei principali prodotti del sottosuolo peruviano. Per il rame il Perú è uno dei maggiori produttori mondiali (il minerale viene estratto nella regione andina, a Quiruvilca, Toquepala, Quellaveco, Cerro de Pasco, Casapalca ecc.); detiene inoltre il primato nell'America Meridionale per il piombo, lo zinco e l'argento. Quest'ultimo, con cui piombo e zinco sono spesso associati, ha il principale giacimento a Cerro de Pasco; l'oro riveste minore importanza, mentre ha tuttora una buona consistenza l'estrazione del ferro, presente nel Perú meridionale, a Marcona e ad Acarí. Dal sottosuolo peruviano si ricavano anche vanadio, molibdeno, antimonio e tungsteno, ricercati per la metallurgia degli acciai speciali, nonché vari minerali non metalliferi, come i fosfati.

 

Risorse energetiche. Tra i minerali energetici è presente, in quantitativi modestissimi, il carbone, mentre una discreta consistenza ha il petrolio, cui sovraintende l'ente di Stato Petroperú. I principali bacini petroliferi sono ubicati nel Perú settentrionale, sia sulla Costa (Lobitos, Zorritos ecc.), sia nell'area amazzonica (Corrientes, Maquia ecc.); nel 1977 è stato ultimato l'oleodotto transandino, di 852 km, che collega i giacimenti di Corrientes con la costa, dove è in funzione dal 1982 il grande complesso petrolchimico di Bayóvar, sulla Baia di Sechura. A sud di Pucallpa è stato rinvenuto un esteso giacimento di gas naturale, di cui è già in atto un discreto sfruttamento. Il Perú può anche contare sull'ingentissimo potenziale idroelettrico dei suoi ricchi fiumi, che scendono dalla Sierra e sono già sfruttati da vari impianti, tra cui quello sul fiume Mantaro, un affluente dell'Apurímac; tuttavia il settore energetico necessita di un radicale potenziamento.

 

Industria di base. L'energia elettrica è in larga misura al servizio dell'industria siderurgica (complesso di Chimbote) e metallurgica, che lavora rame, piombo, zinco, cadmio, antimonio, oro ecc. Nel suo insieme l'industria, ristrutturata in varie riprese mediante provvedimenti governativi, ha registrato discreti progressi, ma sussistono ancora gravi problemi da risolvere, specie per quanto riguarda la produttività, che è piuttosto bassa, e il permanere di forti squilibri nella distribuzione territoriale delle aziende: nell'area tra Lima e Callao è infatti concentrata l'assoluta maggioranza delle industrie operanti nel Paese.

 

Altre industrie. Particolare dinamicità ha registrato il settore manifatturiero, specie l'industria tessile: si producono tessuti di cotone e, in misura però largamente inferiore, tessuti di lana e di fibre sintetiche. Sviluppata è altresì l'industria del tabacco e in genere le attività di trasformazione dei prodotti agricoli, zootecnici e ittici locali: oleifici, complessi molitori, zuccherifici, birrifici, conservifici, cappellifici (tipica è la produzione dei cappelli panama) e calzaturifici. Più modesto è per contro il settore meccanico, che comprende impianti per il montaggio di autoveicoli e di elettrodomestici; a Callao operano piccoli cantieri navali. Crescente dinamismo presenta l'industria chimica, che fornisce discreti quantitativi di acido solforico, cloridrico e nitrico, di soda caustica e di fertilizzanti azotati; numerose sono anche le raffinerie di petrolio sia sulla costa, come a Talora e a Callao, sia nell'interno, come a Iquitos, Pucallpa ecc. Vari cementifici, cartiere e fabbriche di pneumatici completano il panorama delle principali industrie peruviane. Vivace e, per certi articoli, di gran pregio è infine l'artigianato (lavorazione dell'argento e dell'oro, ceramiche artistiche, tessuti a mano ecc.).

 

Comunicazioni. La conformazione del territorio rende oltremodo difficili le comunicazioni, che sono molto carenti e costituiscono un grave ostacolo allo sviluppo economico; eppure il Paese, a differenza di altre regioni andine, aveva conosciuto in epoca incaica un eccellente sistema viario, realizzato per collegare la capitale Cusco al mare e alle altre zone dell'altopiano. L'antica rete stradale andò peraltro distrutta durante la dominazione coloniale spagnola e le comunicazioni, specie fra le tre grandi sezioni morfologiche del Paese, sono tornate a migliorare solo in questo secolo. La rete ferroviaria, costruita eminentemente per sfruttare le miniere della Sierra, ha una funzione rilevante, ma con neppure 3.500 km di complessivo percorso non può certo risolvere il problema dei trasporti, né lega unitariamente tra di loro le varie parti del territorio; le due linee principali sono il cosiddetto Ferrocarril Central, che collega Lima a La Oroya attraverso il Passo di Ticlio, toccando ben 4.829 m di quota, e a sud la linea che unisce Arequipa e il vicino porto di Mollendo con Puno sul Lago Titicaca, passando per Cusco e raggiungendo i 4.770 m. La rete stradale è relativamente estesa (oltre 71.000 km), ma non sempre efficiente, specie nella Sierra, e ancor più povera di collegamenti con la Montaña; si basa essenzialmente sui circa 3.300 km del tratto peruviano della Carretera Panamericana, che dal confine con l'Ecuador a quello con il Cile congiunge tutti i principali centri della Costa, e sull'arteria transandina, che collega Lima alle zone orientali, passando per La Oroya e Cerro de Pasco fino a Pucallpa. Dove non esistono strade o ferrovie si fa largo ricorso alla navigazione fluviale (numerosi battelli fanno servizio specialmente nella Montaña, tra Pucallpa e Iquitos); notevole è anche la navigazione sul Lago Titicaca, sulla cui estremità occidentale è situato il porto di Puno. I servizi aerei sono ormai discretamente sviluppati, collegando Lima (sede dell'aeroporto internazionale Jorge Chávez) con tutti i principali centri del Paese, nonché con quasi tutte le capitali sudamericane e con gli Stati Uniti; operano nel Perú varie compagnie aeree, tra cui la Aeroperú.

Commercio. Gli scambi commerciali ben riflettono la profonda frattura socio-economica che continua a contrapporre l'area della Costa alla Sierra e in genere alle zone interne: mentre nei centri costieri determina una forte richiesta di merci di vario genere e una grande molteplicità di beni di consumo, nell'interno una prevalente economia di sussistenza e un fiorente artigianato indio sopperiscono in gran parte alle contenute necessità della popolazione locale. Quanto agli scambi con l'estero la politica di espansione che ha caratterizzato nell'ultimo decennio l'economia peruviana ne ha naturalmente determinato un sensibilissimo sviluppo anche in questo settore. Le esportazioni riguardano soprattutto i minerali (rame, argento, zinco, piombo, ferro, petrolio e i suoi derivati), pesce e prodotti ittici, caffè, cotone e lana; le importazioni sono eminentemente costituite da macchinari, da taluni generi alimentari, specie da cereali, e da una gamma ormai molto vasta di prodotti industriali nonché di beni di consumo. La bilancia commerciale alterna anni con saldi attivi ad altri con saldi passivi in relazione alle quotazioni sui mercati mondiali delle materie prime, su cui si basano le esportazioni del Paese; ben un quarto degli scambi si svolge con gli Stati Uniti, seguiti dal Giappone e dalla Germania. Sono rilevanti anche le entrate valutarie dovute al turismo, attirato sia dalle vestigia delle civiltà preincaica e incaica e dalle testimonianze dell'arte coloniale, sia dalla bellezza della natura.

Storia

Testo completo:

Dalla conquista spagnola al colonialismo.

Prima dell'arrivo degli spagnoli il Perú aveva conosciuto importanti civiltà. Almeno due nuclei di rilievo si erano stabiliti in epoca molto antica: i Chimúes al nord e i Nazcas nel centro-sud. Entrambi gravitavano sulla costa, ma erano in rapporti con le tribù dell'interno. Non lontani dai Chimúes vivevano i Mochicas e i Tallancas, che avevano per capitale la città sacra di Chanchan (nei pressi dell'attuale Trujillo). Nel I millennio a. C. si affermò la cultura di Chavín, che raggiunse tecniche elaborate soprattutto nell'uso della pietra. Ma il massimo dello splendore preispanico fu opera degli Inca, il cui consolidamento cominciò a realizzarsi intorno al sec. XII. Alla fine del sec. XV il loro dominio era un impero, che si estendeva dalla Colombia meridionale ai territori che formano l'Ecuador, il Perú, il Cile settentrionale e centrale, la Bolivia e l'Argentina nord-occidentale. La capitale era Cuzco. Agli inizi del sec. XVI la monarchia incaica entrò in crisi a causa di insoluti problemi economici e sociali. Si aggiunse, nel 1525, la decisione dell'inca Huayna Cápac di dividere il regno in due parti, affidate ai figli Huascar e Atahualpa. Ne derivò una lotta fratricida che si concluse nel 1532 con l'assassinio di Huascar. Ma l'anno precedente erano già sbarcati i conquistadores spagnoli, sotto la guida di Francisco Pizarro. Il loro peso fu notevole nella soluzione del conflitto dinastico, perché Pizarro ritenne opportuno sostenere Atahualpa. Comunque, dato che l'obiettivo della spedizione iberica era quello di impadronirsi del Perú, anche Atahualpa, nel 1533, venne eliminato, ucciso per strangolamento. L'aristocrazia incaica tentò di reagire organizzando una controffensiva: ma il tentativo naufragò in seguito alla potenza delle armi da fuoco degli spagnoli. Pizarro fondò nuove città: nel 1534 Trujillo (dal nome del suo luogo di nascita nell'Estremadura) e il 18 gennaio 1535 Lima (così detta dal nome del locale fiume Rimac). Il governo dei vincitori non fu immune da contrasti; infatti Pizarro si vide avversato dal proprio socio Diego de Almagro. Fu uno scontro fatale per entrambi. Vittorioso a Las Salinas nel 1538, Pizarro ordinò l'assassinio di Almagro. A sua volta, il 26 giugno 1541, Pizarro cadde a Lima sotto i colpi mortali di un gruppo di amici del defunto rivale. Conquistato interamente dagli spagnoli, il Perú divenne nel 1542 uno dei due viceregni creati da Carlo V per amministrare le colonie d'oltreoceano (l'altro viceregno fu il Messico). Sotto la sua giurisdizione rientrarono tutti i territori assoggettati nell'America Meridionale. Vi rimasero fino al sec. XVIII, allorché Madrid istituì il viceregno della Nuova Granada (Colombia, Ecuador e Venezuela) e il viceregno del Río de la Plata (Argentina, Uruguay, Paraguay, Bolivia e parte del Cile). L'amministrazione coloniale del Perú fu quella del resto dell'impero. Perciò diede origine allo stesso tipo di società e di organizzazione economico-politica che si plasmò nelle altre zone dell'America Latina. A Lima, capitale di viceregno, l'oligarchia assunse caratteristiche più rigide, facendo gravare maggiormente sulle classi subordinate il proprio esclusivismo. La fonte del potere risiedeva nella terra e nella proprietà delle miniere (oro, argento, rame). Questa situazione ritardò l'adesione dei creoli peruviani ai moti indipendentistici del primo ventennio del sec. XIX. In ogni modo la rivoluzione coinvolse anche Lima.

 

Popolazione

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Popolazione totale: 29076512
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Popolazione urbana (%): 77,26
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Gruppi etnici:

Amerindi 45%, Meticci (incrocio tra amerindi e bianchi) 37%, Bianchi 15%, Neri, Giapponesi, Cinesi e altri 3%

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Lingue:

Spagnolo e Quechua (ufficiali), Aymara e numerose lingue amazzoniche

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Religioni:

Cattolici 81%, Aventisti del settimo giorno 1,4%, altri Cristiani 0,7%, altre 0,6%, non specificate o nessuna 16,3%

Demografia

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Tasso di crescita: 1,07
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Tasso di natalità: 21,27
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Tasso di mortalità: 5,43

Media dell'area geografica: 6.3316666682561 (su un totale di 12 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 18,30
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Tasso di mortalità infantile maschile: 23,90
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Tasso di fecondità totale: 2,60
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Rapporto tra i sessi: 100,44
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Età mediana: 25,57
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Aspettativa di vita maschile: 70,57
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Aspettativa di vita femminile: 75,90

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 77

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 177,19
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 301,96
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Tasso di crescita annua: 6,80
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 5.904,49
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 10.062,30
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 6
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 36
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 57
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -3341
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Spesa statale per sanità (%): 13
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Spesa statale per istruzione (%): 7
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Tasso di corruzione: 38
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Debito pubblico (%/PIL): 6,31
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Tasso di inflazione : 4,74
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Tasso di disoccupazione: 7,28
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Debito estero (milioni di $): 44.871,70
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Saldo migratorio: -724999
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 5150
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 9440
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 6

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 100
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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,40
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Diffusione contraccettivi (%): 74
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Diffusione assistenza prenatale (%): 95
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Assistenza specializzata al parto (%): 84
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Tasso di mortalità materna: 98
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 90
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 61
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 82
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 81
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 36
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 68

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 97
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 98
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 83
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 98
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 97
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 96
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 96
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 73
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 74

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 31,87
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 12,55
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 110,41
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Numero reti televisive: 13
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 36,50

Trasporti

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Aeroporti:

191

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Densità stradale (km/100 km²):

9,73

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,2

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Porti:

2

Popoli

Villaggio Chachapoya

Forse la più importante tra le civiltà preincaiche, insediatasi sulle Ande peruviane a partire dall'800 d.C. è quella dei Chachapoya, il cui nome in lingua Quechua significa "Popolo delle Nuvole". Poche ma significative sono le testimonianze di questa civiltà giunte fino ai giorni nostri: insediamenti fortificati e tombe rupestri nascoste su dirupi a strapiombo per proteggere i defunti dalle intemperie

Il Quipu, la "scrittura" della civiltà Inca 

La civiltà Inca non conosceva l'arte della scrittura; le testimonianze della loro struttura sociale ed economica si è conservata fino ai nostri giorni attraverso i quipu, strumenti di registrazione costituiti da cordicelle munite di nodi

 

Nel XV secolo, i Chachapoya furono assoggettati dagli Inca, una società formata da popoli provenienti dalle sponde del lago Titicaca e stanziatesi sulle Ande ove fondarono Cuzco, la capitale del loro impero

 

Nonostante gran parte dei popoli indigeni peruviani appartenga ai gruppi etnici situati nella zona andina del Paese, in particolare Quechua e Aymara, l'Amazzonia presenta la maggiore diversità biologica del Paese

 

Donne e bambine di etnia Shipibo Konibo

Gli Shipibo Konibo sono uno dei popoli più antichi dell'Amazzonia peruviana la cui cultura tradizionale, oggi, soffre della scomparsa dei membri più anziani conservatori degli usi e dei costumi indigeni. Le speranze per un cambiamento di tendenza risiedono nei nuovi movimenti impegnati nella rivendicazione dei diritti dei popoli indigeni

 

Il Titicaca è il lago più esteso del Sudamerica, collocato ad oltre 4000 metri di altezza al confine tra Bolivia e Perù; sin dai tempi antichi i popoli andini (come ad esempio gli Uros) hanno potuto godere delle ricchezze delle sue acque e concorrere al prosperare dell'antica civiltà Tiwanacu

 

Le follie dell'imperatore 

è un film di animazione ispirato all'impero Inca dell'America pre-colombiana: segui l'avventura di Kuzco nel tentativo di riprendere le sue sembianze umane aiutato da Pacha e ostacolato dai due consiglieri Izma, aspirante imperatrice, e Kronk

 

In alcune zone dell'Amazzonia peruviana vivono ancora diverse tribù di “Indiani incontattati”, ovvero cacciatori e raccoglitori nomadi o semi-nomadi che non hanno avuto contatti con il mondo esterno; le minacce per queste tribù che tentato di far valere i propri diritti provengono dagli operatori delle compagnie petrolifere e dai taglialegna illegali dai quali il governo peruviano non prevede alcuna forma di tutela

Il curandero 

per la cultura dell'America Latina, rappresenta la figura del tradizionale sciamano, ovvero la persona preposta a curare malattie fisiche o spirituali dei membri della comunità

 

Oggi come ieri la condizione dei popoli indigeni in Perù è sottoposta a continue violazioni da parte del governo e delle imprese internazionali interressate allo sfruttamento della ricchezza di risorse presente nel Paese; la cosiddetta questione indigena sembra non risolversi mai

 

Il 10% della popolazione peruviana è costituita da afro-peruviani, una comunità discendente dagli schiavi provenienti dalle coste africane e giunti in Sudamerica attraverso le rotte dei trafficanti negrieri. Gli ostacoli che questo popolo è costretto ad affrontare per la rivendicazione dei propri diritti sono perfino superiori a quelle cui sono opposti i popoli indigeni americani

 

Territori urbani

Lima

Lima è la capitale e la città più popolosa del Perù. Si stima che la popolazione della città ammonti a circa 9-12 milioni di abitanti. L'instabilità politica vissuta dal Paese nella seconda metà del ventesimo secolo ha provocato livelli di povertà e violenza senza precedenti nelle aree rurali che hanno costretto migliaia di campesinos a migrare verso Lima alla ricerca di lavoro e condizioni di vita migliori. Oggi, circa un terzo della popolazione di Lima vive in baraccopoli chiamate pueblos jovenes

 

la "città bianca"

Arequipa è la seconda città più popolosa del Perù; il suo nome deriva dalla frase quechua "Arequipai" che significa "si, fermatevi", per molti una coincidenza, per altri forse legato ad una forza strana, un impulso che invita a rimanere nella città. Una delle particolarità di Arequipa è rappresentata dal materiale utilizzato per la costruzione delle case, il sillar, un materiale di colore bianco proveniente dalla lava vulcanica pietrificata: per questo, Arequipa è conosicuta come la città bianca

 

 

Se gran parte delle città peruviane sono celebri per le loro meraviglie artistiche e naturali, ve ne sono altre note purtroppo per i disastri ambientali; è il caso di La Oroya, città mineraria inserita tra i 10 luoghi più inquinati al mondo e Cerro de Pasco, una città che sta per essere letteralmente inghiottita dalla piazza centrale. Dopo anni di proteste, i cittadini hanno ottenuto la propria mezza vittoria conseguendo lo spostamento della città

Cerro de Pasco

 

Puno

Tra le città più affascinanti e particolari del Perù vi è Puno, collocata sulle rive del lago Titicaca, rappresenta la culla della civiltà incaica e della cultura Tiahuanaco ed è oggi la capitale del folklore peruviano

 

Se una delle maggiori attrattive del Perù è costituita dai resti che le culture pre-ispaniche hanno lasciato sul suo territorio, l'epicentro archeologico peruviano è indubbiamente Cuzco, l'antica capitale degli Inca, fusione di culture, di rovine Inca e architettura coloniale spagnola, patrimonio mondiale dell'UNESCO

 

Panoramica della città di Cuzco

 

 

Territori rurali

Antico sistema d'irrigazione incaico

Nella cosmologia Inca l'acqua veniva considerata sacra; forse proprio per questo motivo, la civiltà incaica perfezionò le proprie capacità nell'utilizzo dell'acqua costruendo canali d'irrigazione per la circolazione dell'acqua tra i diversi livelli

 

Monocoltura di palma da olio

L'innovazione tecnologica e le risorse agricole costituiscono gli elementi fondamentali per la produzione di agrocombustibili, sempre più utilizzati in sostituzione dei combustibili fossili (petrolio, carbone, gas naturale), ovvero quelle fonti energetiche cosiddette NON rinnovabili. Tuttavia, il ricorso costante a produzioni agricole su larga scala, in prevalenza caratterizzate da monocolture imposte in sostituzione alle tradizionali colture locali, sta producendo gravi impatti sociali e ambientali: è il caso delle palme da olio del Perù. Per combattere l'utilizzo delle monocolture, nasce in America Latina la RECOMA, la rete latinoamericana contro le monocolture di alberi

Cibo, foreste e combustibili 

Vandana Shiva, attivista ed ambientalista indiana, illustra il legame tra cambiamenti climatici, i modelli di produzione e consumo di un modello di economia globale

 

 

 

Tecnica del terrazzamento

Per trarre il massimo dalla loro terra, gli Inca realizzavano sofisticati sistemi di terrazzamento del suolo e avanzati impianti di irrigazione. La tecnica del terrazzamento consentiva di aumentare la superficie coltivabile e contribuiva a contrastare l'erosione del terreno provocata dall'azione dei venti e delle piogge

 

 

50 mila ettari del territorio peruviano sono utilizzati per la coltivazione della coca, una coltura fortemente ostacolata che costituisce, tuttavia, la principale fonte di sopravvivenza delle popolazioni andine

Flora, fauna e attività umane

Il Perù dispone di una vasta ricchezza di specie di flora e fauna derivanti dall'enorme varietà di paesaggi naturali:

dalla vegetazione desertica della zona costiera si giunge gradualmente a quella verdeggiante delle pendici della Sierra. Lo stesso vale per gli animali: da quelli acquatici, e quelli tipicamente andini come il caratteristico lama

 

Tra le specie andine, assieme al lama, sono molto diffusi il cincillà, il guanaco, la vigogna e l’alpaca, questi ultimi due, molto importanti per il pelo utilizzato per la produzione di fibre pregiate; tra gli uccelli tipici della zona vi è il condor, uno dei tre animali venerati dagli antichi Inca, assime a giaguaro e serpente

L'animale emblema del Perù è la vigogna, in passato segnalata tra le specie in via di estinzione, ha visto una crescita nel numero di esemplari grazie alle misure di protezione attivate;

 

La fauna costiera è piuttosto abbondante, ricca di pesci, mammiferi marini (la balena e il delfino, la cui specie rosa è anche presente nel Rio delle Amazzoni ) e uccelli (albatro, cormorano e pellicano). Si trovano inotre colonie di otarie e pinguini di Humboldt, il fenicottero cileno, il pellicano peruviano e la sterna inca

La ricchezza degli ecosistemi presenti sul territorio peruviano rischia di essere gravemente danneggiata: i deserti costieri e la puna, la prateria di alta montagna sono a rischio. Alcune specie della ricca fauna peruviana, tra cui l’orso dagli occhiali, la lontra gigante e il giaguaro, sono considerate in pericolo d’estinzione.

 

Per quanto riguarda la flora, l'arida fascia costiera presenta specie tipicamente desertiche come piante grasse e cactus

Nella foresta Amazzonica si contano invece centinaia di piante diverse, di ogni dimensione: da baobab e bibosi dalle radici giganti al ceibo, che produce un cotone vegetale utilizzato per armare le cerbottane degli indios; celbri sono le numerose specie di orchidea

 

Nei bacini elevati delle Ande si ritrova la steppa a festuche e altre graminacee propria della puna, che nella zona del Lago Titicaca presenta oggi qualche eucalipto

La varietà delle specie riguarda anche la regione chiamata Montaña, nella quale è diffusa la chinchona, dalla cui corteccia si estrae il chinino

Steppa di festuca

Giochi

Dentro y Fuera....Mata chola....Las piedras saltarinas...Kanga...: alcuni dei giochi più praticati dai bambini peruviani

Alcuni bambini giocano a Mama Chola

 

Un campo dalla forma rettangolare, una palla e tanti amici sono quello che ci vuole per giocare all'Ammazzamosche!

 

Tra le numerose testimonianze lasciate dal popolo Inca ci sono leggende, città perdute, monili e reperti artistici...ma anche passatempi e attività divetenti come il gioco del Perudo

 

Dadi e bicchieri per giocare a Perudo

 

 

 

 

 

 

 

 

Paleta Fontón è un tipico gioco peruviano nato a Lima a metà degli anni Quaranta. Esso trova le proprie origini nella Pelota Vasca (la palla basca), gioco molto diffuso in Spagna e nel sud della Francia, portato nel continente dai conquistatori spagnoli. La Paleta Frontón si gioca contro una parte con una racchetta di legno e una pallina di gomma nera

 

 

I Giochi panamericani sono, dopo quelli olimpici, la maggiore manifestazione sportiva multi-disciplinare in termini di nazioni partecipanti: organizzati ogni quattro anni, nell'anno precedente quello delle Olimpiadi, vedono in competizione atleti dei paesi del continente americano. Fra gli sport rappresentati ve ne sono alcuni tipicamente latino-americani, come ad esempio la palla basca

Feste

Carnevale di Cajamarca

In Perù ci sono numerosissime feste tradizionali, espressione diretta del “sincretismo culturale” di questo popolo che vede l'incontro del cristianesimo con le tradizioni magico-religiose pre-colombiane

Il carnevale peruviano è fortemente radicato nelle tradizioni indigene ed andine poichè costituisce espressione diretta della convivenza tra spirito religioso e pagano che caratterizza i culti sudamericani. Il carnevale più celebre è quello della città di Cajamarca... guarda il video!

 

Presepe peruviano in tessuto

Il 28 e 29 luglio, in tutto il Paese, si realizzano le feste e le celebrazioni patriottiche (las fiestas patrias) per ricordare la dichiarazione d' indipendenza del Perù, avvenuta nel 1821 e pronunciata da José de San Martín. A partire dal primo giorno del mese di luglio, sulle finestre delle case vengono esposte le bandiere del Perù

Ogni famiglia festeggia il Natale a suo modo pertanto, popoli diversi festeggeranno in maniera diversa: come sarà il Natale in Perù?

 

Una delle celebrazioni più sentite nel Paese è la festa di Santa Rosa da Lima, la prima santa del Nuovo Mondo. I festeggiamenti hanno luogo il 30 agosto con una lunga processione con la statua della santa

 

Rappresentazione della Pachamama

Insieme al cattolicesimo, importato dai conquistadores spagnoli, convivono in Perù espressioni della religione incaica basata sul culto del Sole, della PachaMama (la Madre Terra) e degli elementi naturali

 

 

Sacsayhuamán è un termine indio che significa "falco soddisfatto" ed è il nome attribuito alla fortezza costruita dagli Inca intorno al 1500 a Cuzco, le cui funzioni, secondo gli studiosi, furono prettamente cerimoniali: Sacsayhuamán, infatti, è la Casa del Sole, dedicata al culto del Re Sole, l' Inti Raymi, la festa che si celebra ogni anno il 24 di giugno e svolta clandestinamente durante l'epoca dell'occupazione spagnola. Guarda le immagini della celebrazione e delle danze

Reti stradali e ferroviarie

Combi

I tipici mezzi di trasporto urbani in Perù sono i combi, dei piccoli van paragonabili ai matatu kenyani o ai daladala tanzaniani...accomunati, tra le altre cose, dall'aggressività e spericolatezza dei loro autisti!

Peque-peques

I grandi fiumi del bacino amazzonico peruviano sono chiamati anche "las carreteras del Perù" ovvero le strade del Perù poichè costituiscono una rete viaria fondamentale per gli spostamenti fisici. I principali mezzi utilizzati per il trasporto fluviale sono 3:

 

 

 

  1. Peque-peques, canoe a motore fisso con circa 30 posti che si sono convertite nel mezzo di trasporto più caratteriastico e maggiormente diffuso;
  2. Canoe a motore fuoribordo, più rapide dei peque-peques;
  3. Imbarcazioni pesanti, navi da carico chiamate "chatas" che trasportano fino a 300 persone

Il trasporto lacustre si sviluppa invece sul lago Titicaca, a bordo delle imbarcazioni di totora dirette verso le isole principali o verso la sponda boliviana

 

Tra le principali attrazioni del Perù vi è il cammino inca, 45 chilometri di itinerario, per un torale di 4 giorni con destinazione Machu Pichu

Mappa del cammino inca

 

Itinerario

La linea ferroviaria che collega la capitale Lima a Huancayo costituisce la ferrovia più alta che ci sia al mondo. Raggiunge il punto più elevato a Galera (4.780 metri). Qualche chilometro prima passa per la stazione più alta del Mondo, Ticlio, che si trova a 4.758 m. Per salire le pendici delle Ande i treni devono inoltre invertire il senso di marcia per un totale di 11 volte, nell'arco del tragitto della linea Pachacamac – Lima. Fai anche tu il viaggio con il ferrocarril central andino

 

 

 

Monete e banconote

Inti, il Dio sole

La società Inca non conosceva la moneta; la proprietà individuale era fortemente limitata e ogni scambio commerciale avveniva effettuato attraverso il baratto: l'unica forma di tributo conosciuta era la Mita, una forma di lavoro collettiva prestata in favore dello Stato

 

La valuta ufficiale del Perù è il Nuevo Sol, adottato nel 1991 in sostituzione della valuta precedente, l'Inti, il cui nome derivava da quello del Dio Sole degli Inca

Le monete attualmente in circolazione assumono il valore di 1, 5, 10, 20 e 50 centesimi e 1, 2 e 5 Nuevos Soles. A distinguere ulteriormente le monete da 2 e 5 Nuevos Soles vi sono le riproduzioni del colibrì e della fregata tratte dalle celebri Linee di Nazca

 

Le banconote in circolazione prevedono i tagli da 10, 20, 50, 100 e 200 Nuevos Soles

La banconota da 10 Nuevos Soles raffigura José Abelardo Quiñones Gonzáles, eroe dell'aviazione militare peruviana durante la guerra tra Perù ed Ecuador; la banconota presenta inoltre la scuola di aviazione di Las Palmas e una riproduzione dell'aereo con il quale Quiñones sacrificò la propria vita;

La banconota da 20 Nuevos Soles è caratterizzata dall'immagine di Raúl Porras Barrenechea, professore universitario, giornalista e diplomatico mentre, quella da 50 Nuevos Soles dalla riproduzione del celebre scrittore Abraham Valdelomar Pinto, il più autorevole tra gli scrittori peruviani.

Le banconote da 100 e 200 Nuevos Soles raffigurano risettivamente Jorge Basadre Grohmann, illustre storico creatore della scuola nazionale di bibliotecari e Santa Rosa da Lima, la prima santa del Nuovo Mondo

Arte tradizionale e moderna

Celebre pietra dai 12 angoli

Il Perù è uno dei Paesi più celebri al mondo per la ricchezza e la bellezza dei suoi siti archeologici: i resti della civiltà Inca rappresentano un patrimonio di straordinario valore. L'arte Inca oltre a manifestarsi nei manufatti tessili, nella lavorazione di metalli, nella scultura e nelle opere in ceramica trova il proprio apogeo nelle opere architettoniche: templi, edifici, ma anche terrazze per la coltivazione ed impianti di irrigazione. La capitale archeologica per eccelenza è la città di Cuzco, antica capitale dell'impero Inca

 

Il monumento architettonico e sito archeologico più importante del Perù è Machu Pichu, antica città Inca eletta tra le meraviglie del mondo moderno e tra i patrimoni mondiali dell'UNESCO del Perù. Machu Pichu è circondata da miti e misteri, sia per quanto riguarda quella che doveva essere la sua funzione durante l'impero Inca (si ipotizza cerimoniale e spirituale), sia per quanto riguarda la perfezione e bellezza della tecnica costruttiva utilizzata.

 

Nazca, cittadina a 400km a sud di Lima è uno dei più affascinanti siti archeologici di tutte le Americhe grazie ai geoglifi, disegni sul terreno dai moteplici significati (rappresentazioni astronomiche relative alle costellazioni, linee guida per danze e celebrazioni di gruppo di tipo rituale o suddivisioni agricole), oltre che una delle forme espressive più interessanti e originali delle civiltà precolombiane

Nazca, geoglifo del coibrì

 

 

Parlando di arte, non si può dimenticare alcuni degli artisti più celebri del Perù come Mario Vargas Llosa e José Maria Arguedas per la letteratura, il pittore Fernando de Syszslo, e i poeti Cèsar Vallejo e José Santos Chocano

 

Chan Chan

Sempre dal punto di vista architettonico, una vera e propria opera d'arte è costituita dalle rovine dell'impianto urbanisctico di Chan Chan, costruito interamente in fango (adobe)

 

 

 

 

Musiche e danze

La musica tradizionale peruviana consiste, in prevalenza, nei toni e negli strumenti della musica degli Inca, oggi diffusa prevalentemente nelle zone andine del Paese. Gli strumenti musicali che venivano impiegati differivano in base al tipo di danza, alla regione o ai motivi delle celebrazioni:

Strumenti musicali Ispano-americani 

Scopri gli strumenti musicali, aerofoni, idiofoni, membranofoni e cordofoni tipici del mondo ispano-americano

 

  1. I flauti erano i più popolari: di argilla, argento oppure di canna, tra quali il Sikus
  2. Le Antaras (o flauti di Pan): di ceramica o canna e vari tipi di trombe
  3. Lo strumento fondamentale era il tamburo, di varie grandezze e toni: i piccoli venivano suonati dalle donne, i grandi erano confezionati con pelle di puma o giaguaro e chiamati puma tinya, oppure con la pelle umana e chiamati runa tinya

     

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il Perù offre un'ampia gamma di generi musicali: il vals peruano (derivante dalla contaminazione tra la musica creola ed il valzer viennese), la musica andina e il Yaravi, il genere peruviano più antico e derivante dal haravi inca. A questi stili musicali và aggiunto il Huayño, una delle musiche popolari andine più diffuse: guarda il video

 

 

Nel 2007, l'Istituto Nazionale della Cultura peruviana ha dichiarato il Charango patrimonio culturale del Perù. I diversi tipi di charango (se ne contano 11 varietà) hanno avuto destini distinti in base alla regione di diffusione: in alcune di esse, la pratica di tale strumento si è mantenuta e rafforzata, in altre è andata via via affievolendosi.

 

 

 

 

 

Danze

 

“La danza de las tijeras”, danza delle forbici, non è solo una danza ma un vero e proprio rituale magico durante il quale i ballerini si sfidano in acrobazie accompagnati dalla musica

 

La marinera è considerata una delle danze più eleganti del Perù, da eseguirsi solo in coppia sventolando un fazzoletto bianco

 

Diffusa prevalentemente nel dipartimento di Puno, al confine con la Bolivia, la Llamerada è una danza prevalentemente pastorale ispirata al passo cadenzato dei lama

 

La k'achampa è invece una danza di guerra caratteristica della zona di Cuzco: eseguita dagli uomini, include varie figure coreografiche rappresentanti manovre militari, scene di battaglia e celebrazioni di vittoria

Fiabe e racconti

La leggenda del lago Titicaca, un racconto ai confini tra Bolivia e Perù

Lago Titicaca

 

Percorsi di lettura (fiabe e narrativa) con testi di approfondimento per i più grandi e per i più piccoli su Americhe e Caraibi

 

Il sale e lo zucchero- La sal y el azúcar : una fiaba peruviana per viaggiare attraverso i confini dello spazio e tuffarsi nell'immaginario collettivo di una realtà diversa e lontana come quella del Perù

 

"Era l'alba quando, nel silenzio più assoluto, dal sole uscirono fuori due sfere luminose: così erano nati Manco e Mama": la leggenda dei figli del sole

 

La fiaba dell'Airampo, pianta andina utilizzata a simboleggiare il popolo degli indios e le sfide che vivono quotidianamente nel far valere i propri diritti

 

"Chango conduceva al pascolo le capre. In verità erano poche, solamente cinque, ma lui le chiamava "il mio gregge". Dedicava loro tutto il suo tempo, come se fossero chissà quante, andando in cerca di pascoli erbosi e d’acqua limpida".. la favola della Coquena

 

El Dorado, la celebre leggenda della città dorata, città che si pensò potesse essere Paititi, non lontano da Cuzco

El Dorado 

 

Il pipistrello vanitoso è una fiaba appartenente al folklore ispano americano, ovvero derivante dalla vasta letteratura indigena di Indios, Maya, Aztechi e Inca (guarda l'animazione)

 

Casa Matusita, la casa dei fantasmi di Lima

Si dice che sia infestata dai fantasmi, poichè sede di disgrazie e per questo nessuno rischia ad andare ad occupare il suo secondo piano..leggi le leggende che circondano la casa Matusita

 

Quale sarà l'origine delle popoazioni andine? Numerosi sono i miti e le leggende che narrano di luoghi dai quali ha avuto origine il popolo Inca; una di queste è la leggenda dei fratelli Ayar

 

L'Amazzonia è la foresta più estesa del pianeta che, oltre a costituire un patrimonio ambientale inestimabile, possiede un'importante ricchezza culturale di leggende tramandate oralmente che riflettono la condizione di continua minaccia vissuta dai suoi abitanti

Cibo, alimentazione e ricette

L'Arca del gusto 

L'antica tecnica di liofilizzazione delle patate chuño è un sapere millenario da conservare; la frutta andina di San Marcos è poco conosciuta e merita di essere maggiormente diffusa, come pure la kañihua delle Ande; le varietà di patate dolci di Pampacorral sono una ricchezza di biodiversità da conservare

La cucina peruviana è la miglior testimonianza dell'incontro delle diverse culture e razze che hanno formato il paese: alla tradizione incaica si sono sommati, nei secoli, i contributi spagnoli e le arti gastronomiche importate dagli schiavi della costa atlantica africana, le influenze europee di francesi e italiani e gli aromi dell'estremo oriente provenienti da Cina e Giappone

 

Ají giallo peruviano

La ricchezza della cucina peruviana rispecchia, inoltre, le diversità geografiche del suo territorio: dal mare peruviano giungono le specialità di pesce e frutti di mare, le terre andine offrono gustose varietà di patata e granturco, riso e legumi vanno a caratterizzare la cucina del nord:

 

Ceviche

patate, mais e riso costituisco gli ingredienti base della cucina di tutti i giorni cui si sommano colori e gusti piccanti derivanti dalle varie specie di peperoncino, tra i quali l'Ají, utilizzato per preparare il ceviche, piatto nazionale peruviano, e l'Ají de gallina

 

 

Il prodotto più conosciuto di queste terre è la quinoa, coltivata sulle Ande a oltre 4000 metri sul livello del mare

 

Tra le ricette più tipiche del Perù troviamo l'arroz con pato (riso con anatra) e l'arroz con pollo (riso con pollo), le papas a la huancaina (patate in salsa) e il Tacu Tacu, una ricetta inventata dagli schiavi africani

Alfajores

 

Tra i dessert, troviamo alcune specialità diffuse in tutta l'America meridionale come gli Alfajores e l'arroz con leche (riso e latte)

 

Il liquore tipico peruviano è il Pisco, distillato d'uva considerato bevanda nazionale sia da Perù che Cile

 

 

Testimonianze

In Perù, l'inefficienza del sistema scolastico e gli alti livelli di povertà in cui permane la popolazione non permettono a tutti i bambini di poter andare a scuola. Gli ostacoli che le varie organizzazioni umanitarie devono superare per poter rafforzare l'educazione (soprattutto rurale) e contribuire a superare la povertà della popolazione sono ancora molti. Valentina D., casco bianco in Perù, porta la sua testimonianza

Storie e voci di bambini lavoratori 

Milagros, assieme ad Alex e Nilton, delegati del Manthoc, porta la sua testimonianza in qualità di ragazza lavoratrice

 

Come in molti paesi dell'America Latina, in Perù i bambini lavoratori costituiscono una realtà fortemente diffusa. Le condizioni di povertà della popolazione "impone" ai bambini di diventare presto adulti per poter contribuire alla loro sopravvivenza e a quella delle loro famiglie: leggi il racconto di Omar M.

 

Tra il 1980 ed il 2003 il Perù è stato protagonista di uno dei conflitti più violenti mai verificatisi in America Latina che ha visto contrapposti i guerriglieri di Sendero Luminoso ed il governo peruviano

 

Una delle città costiere più importanti del Perù è Trujillo, in quanto ospita le imponenti rovine del'antica che fu la capitale del regno Chimù. Chan Chan ebbe 200-250 mila abitanti e quello che oggi rimane di tanta grandezza è un impianto urbanistico di oltre 20 kmq con 10 grandi aree recintate che racchiudono, ciascuna, rovine di palazzi, templi, strade, necropoli,abitazioni e cisterne per l'acqua, tutto costruito in mattoni di fango (adobe). Dal terreno emergono poi mozziconi di mura ornate di altorilievi (anch’essi di fango) raffiguranti uccelli, pesci, polpi, nutrie marine, aragoste, scimmie, esseri fantastici, figure geometriche, a creare un particolare "effetto tessuto". Prima dei Chimù la zona era occupata dai Mochica le cui testimonianze più importanti sono le rovine delle piramidi del sole e della luna

Chan Chan

 

Alcune letture di viaggio consigliate per una rapida immersione delle motepici realtà del Perù: romanzi, itinerari racconti e leggende

 

 

 

Personaggi

Tupac Amaru

Simbolo della lotta contro il potere coloniale in America Latina, Tupac Amaru fu un sovrano Inca, capo della rivolta degli indiani del Perù contro l'invasore spagnolo

Altro eroe nazionale peruviano è Miguel Grau Seminario, un ammiraglio e capitano di vascello che morì durante la guerra del Pacifico combattuta da Bolivia e Perù contro il Cile

 

Isabel Larco Granda è una storica cantante peruviana conosciuta al mondo come Chabuca Granda.

 

Javier Pérez de Cuéllar Guerra è un politico e diplomatico peruviano che ricoprì la carica di Segretario Generale delle Nazioni Unite dal gennaio 1982 al dicembre 1991. Nel 1996, egli si oppose ad Alberto Fujimori nella corsa alla presidenza, non ottenendo, però, un sufficiente numero di voti

 

Numerosi sono gli scrittori e i poeti peruviani che si sono distinti nel panorama internazionale; ne ricordiamo alcuni:

Mario Vargas Llosa è uno dei massimi scrittori latino-americani; si distingue per l'amore della letteratura e l'impegno per i diritti civili

José María Arguedas si distinse, invece, per la preoccupazione della lingua, dell'uso e della relazione tra quechua e castigliano, eredità degli anni vissuti in stretto contatto con la popolazione india; il più grande di tutti fu il poeta César Vallejo, la voce più originale e profonda della poesia latinoamericana.

Poeta dalla vita tutt'altro che tranquilla fu José Santos Chocano, conosciuto semplicemente come Chocano e detto il "poeta d'America"; fu un artista eclettico convinto che "nell'arte ci siano tutte le scuole, come in un raggio di sole ci sono tutti i colori"

 

Gaston Acurio

Ambasciatore della cucina peruviana nel mondo, Gaston Acurio Jaramillo è lo chef latinoamericano più conosciuto in assoluto

 

Tania Libertad

"Porto messagi di tolleranza, giustizia e rispetto dei diritti umani": è questa la missione di cui si fa portatrice Tania Libertad, celebre cantante peruviana, nel 1997, nominata dall'UNESCO Artista per la Pace