conosci

Paesi | Americhe | America meridionale | Paraguay

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Asunción
Superficie (km²): 406752
Densità (ab/km²): 15
Forma di governo: Repubblica costituzionale
Sito ufficiale del Governo: http://www.presidencia.gov.py/
Data dell'indipendenza: 14 maggio 1811
Indipendenza da: Spagna
Moneta: Guarani
Membership:

CAN (associato), FAO, G-77, IADB, IAEA, IBRD, ICAO, ICCt, ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO (corrispondente), ITSO, ITU, ITUC, LAES, LAIA, Mercosur, MIGA, MINURSO, MINUSTAH, MONUC, NAM (osservatore), OAS, OPANAL, OPCW, PCA, RG, UN, UNASUR, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, Union Latina, UNMIL, UNMIS, UNOCI, UNWTO, UPU, WCL, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

 

Geomorfologia. Il territorio paraguayano occupa la sezione settentrionale del grande bassopiano platense che separa gli antichi tavolati del Brasile dal Sudamerica andino. L'elemento geografico più importante del Paese, tanto da dargli appunto il nome, è il Río Paraguay, asse vitale sia per le comunicazioni sia per la sua funzione di polo di attrazione umana. Esso divide il Paese in due parti molto nette, geomorfologicamente e antropicamente: a est la sezione che si riallaccia ai massicci brasiliani e che concentra quasi tutta la popolazione, a ovest quella che si ricollega al pedemonte andino, semidesertica. La parte vitale del Paese corrisponde al Paraguay orientale, compreso tra il corso del Río Paraguay e quello del Río Paraná, vasto triangolo di basse terre nel quale si spingono le propaggini estreme degli altopiani brasiliani; l'antichissimo zoccolo cristallino dello Scudo Brasiliano (Archeozoico) emerge in taluni punti, ma in genere è ricoperto da una spessa coltre sedimentaria paleozoica e mesozoica (prevalgono le arenarie triassiche), con espandimenti basaltici cenozoici. Tali appendici montagnose sono movimentate da una tettonica di stile rigido, con fratture, depressioni e Horst, pur presentando una morfologia sostanzialmente matura; le dorsali hanno un generale andamento da nord a sud (Sierra de Amambay, Sierra de Maracaju ecc.), le altitudini non sono mai molto elevate e solo in qualche punto superano i 500 m (700 m presso Villarrica, 880 m presso Pedro Juan Caballero). A parte questa sezione montuosa, il Paraguay orientale è piatto, con ampie superfici paludose lungo il corso dei fiumi Paraguay e Paraná, alle cui periodiche inondazioni si deve la formazione di estese aree anfibie (esteros). A ovest del Río Paraguay il territorio si spinge verso il pedemonte andino, comprendendo quindi una vasta sezione del Chaco (Chaco Boreal), ampio tavolato costituito da accumuli sedimentari a carattere continentale (alluvioni e depositi eolici neozoici), la cui altitudine media è ovunque inferiore ai 200 m, interrotti soltanto da alcuni rilievi isolati (Cerro León, 1.000 m).

 

Clima. La posizione astronomica e il moderato influsso dei venti provenienti dall'anticiclone subatlantico, unitamente all'azione delle masse d'aria più fresca affluenti da sud, conferiscono al Paese, attraversato dal Tropico del Capricorno, un clima di tipo subtropicale, che domina in maniera quasi uniforme su tutto il territorio, benché variazioni progressive si registrino sia da nord a sud (soprattutto per le temperature), sia da est a ovest (in specie per le precipitazioni). Le temperature non sono in media molto elevate (Asunción: 25-26 °C); si possono tuttavia registrare, a causa del carattere continentale del Paese, escursioni termiche notevoli sia stagionali sia giornaliere, con massimi anche superiori ai 40 °C e minimi eccezionalmente al di sotto di 0 °C. Le precipitazioni sono portate dalle masse d'aria atlantiche durante i mesi dell'estate australe, da ottobre ad aprile, mentre durante i mesi invernali si fanno sentire prevalentemente le masse d'aria collegate all'espansione del fronte polare antartico, responsabili di cieli sereni, ma spesso accompagnate da venti freddi e violenti (pamperos). Nella sezione sud-orientale del Paese cadono annualmente 1.000-1.400 mm di pioggia, valori che diminuiscono progressivamente verso nord-ovest, fino a raggiungere i 500 mm e ancor meno nel Chaco, regione perennemente semiarida.

 

Flora. In rapporto alla varietà delle precipitazioni il manto vegetale assume diversi aspetti: nella parte orientale, più umida, soprattutto nelle zone più elevate o lungo i corsi d'acqua, il paesaggio è dominato dalla foresta tropicale, con piante di cedro, mogano, acajoú, quebracho blanco , palme (tra cui quella detta babassú), l'Ilex paraguayensis, tipico del Paraguay, e con un fitto sottobosco di liane ed epifite. Nelle pianure la foresta tropicale cede alle savane, sia erbacee (campos limpios ) sia arborate (campos cerrados). Graminacee altissime, felci e piante acquatiche caratterizzano gli esteros. Nel Chaco predominano invece le distese steppiche; non mancano tuttavia le savane arborate, con piante che ben sopportano la siccità come arbusti spinosi, cactus ecc.; nelle aree più elevate si hanno boschi di quebracho colorado, pregiata essenza dal legno durissimo.

Idrografia. Le due regioni fisiche, ben definite strutturalmente e morfologicamente, in cui viene diviso comunemente il Paese, acquistano una più precisa identificazione considerando l'idrografia. La parte orientale, racchiusa tra il Paraguay e il Paraná, comprende infatti una fitta rete di corsi d'acqua navigabili, le cui considerevoli portata e costanza di regime sono dovute alle copiose piogge, che tramite il basso corso del Paraná comunicano direttamente con l'Atlantico e rimediano pertanto in grande misura all'assenza nel Paese di sbocchi sul mare. Il Paraguay, uno dei maggiori fiumi sudamericani, discendendo dal Mato Grosso (Brasile) attraversa il territorio da nord a sud per un migliaio di chilometri; si snoda nel Paraguay con corso meandriforme, in un letto ricolmo di alluvioni fangose, fra vaste aree acquitrinose; la sua larghezza varia da 300 a 1.000 m. Riceve numerosi affluenti tra cui soprattutto da sinistra l'Apa, lo Jejui-Guazú, il Tebicuary, e da destra il Monte Lindo e il Pilcomayo. Poco a nord-est della città argentina di Corrientes tributa nel Paraná, di cui costituisce il massimo affluente. Il Paraná interessa però limitatamente il Paraguay, di cui segna in parte i confini meridionale e orientale (Argentina e Brasile); scorre prevalentemente incassato fra rocce cristalline e arenarie molto resistenti, che incide con un letto profondo interrotto da numerose cascate tra cui quelle di Guaíra (o di Sete Quedas), presso l'omonima città. Il corso del fiume si fa più calmo e regolare solo nella parte meridionale del Paraguay, dove appunto riceve il Paraguay. Nella sezione occidentale, dove assai più scarse sono le piogge, la rete idrografica è invece appena accennata: i corsi d'acqua si dirigono verso sud-est seguendo la pendenza generale del territorio e molti si esauriscono addirittura nei permeabili depositi del bassopiano, senza arrivare al mare. Unico importante fiume è il menzionato Pilcomayo che peraltro è piuttosto marginale, segnando per lungo tratto il confine tra Paraguay e Argentina; nato dalle Ande, esso attraversa la Pianura del Chaco e nelle zone più basse il suo letto si perde in vaste aree acquitrinose ingombrate di vegetazione.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento e reducciones. La maggior parte della popolazione india del Paraguay all'epoca della conquista spagnola era rappresentata da gruppi guaraní che vivevano essenzialmente sull'agricoltura itinerante; essi accolsero senza inimicizia i primi europei che vennero a stabilirsi nelle loro fertili terre, ma l'istituzione delle encomiendas, dove gli indigeni lavoravano quasi in stato di schiavitù, e il reclutamento forzato ebbero su di loro conseguenze disastrose. In questo quadro si inserisce l'azione dei gesuiti, che trovarono nel Paraguay il luogo ideale per realizzare i loro programmi di incivilimento e di salvaguardia degli indios. Asunción, fondata nel 1537 sul Río Paraguay, già agli inizi del XVII secolo era un vivace centro di colonizzazione e di qui prese via l'opera missionaria dei gesuiti, che istituirono le reducciones, villaggi comunitari dove non esisteva la proprietà privata, ogni famiglia aveva la sua dimora in usufrutto e tutti i membri lavoravano per il benessere della comunità. Le reducciones, divenute circa una trentina, nel giro di un secolo riuscirono a raggiungere un efficiente grado di organizzazione. Nel 1767 la soppressione della compagnia dei gesuiti ebbe pertanto gravi ripercussioni sulla vita del Paese: le reducciones, che andavano contro gli interessi degli encomenderosappoggiati dalla Spagna, vennero distrutte e molti indigeni furono ridotti in schiavitù o cercarono scampo nelle foreste, dove tuttora vivono. Il Paese, passato in mano alle oligarchie creole e guidato da intraprendenti dittatori, conobbe successivamente momenti di prosperità, ma intorno alla metà del secolo scorso, in un'epoca in cui emergevano le prime entità nazionali con i loro interessi, le loro ambizioni, i loro confini da salvaguardare, il Paraguay fu gettato dagli spropositati sogni di grandezza dei suoi dittatori in due guerre sanguinose che lo lasciarono stremato e decimato.

 

Sviluppo demografico. Demograficamente il Paraguay è sempre stato poco dinamico: alla elevata natalità non è mai corrisposto un abbassamento dell'indice di mortalità, a causa delle povere condizioni di vita della popolazione e della precaria situazione igienico-sanitaria. Al popolamento del Paraguay poco ha contribuito il fattore immigratorio; l'immigrazione infatti, specie se confrontata con quella degli altri Stati latino-americani, è sempre stata limitata (ha interessato soprattutto Spagnoli, Tedeschi, Giapponesi, Sovietici), sia per le conseguenze stesse delle guerre, sia per le scarse possibilità offerte da un Paese isolato, estraneo alle correnti più dinamiche dell'economia della regione platense; d'altro canto massiccia è sempre stata l'emigrazione, dovuta alle migliori condizioni di lavoro offerte dai Paesi vicini. Solo negli ultimi anni l'incremento demografico ha attinto indici elevati e la popolazione ha ormai superato i 5 milioni di abitanti, quasi tutti stanziati a est del Río Paraguay. Le zone più popolate sono i distretti agricoli della Región Oriental, compresa tra il Paraguay e le alture orientali; la densità va diminuendo sia verso le regioni forestali settentrionali sia in quelle verso il corso del Paraná. Densità bassissime si registrano nel Chaco, dove vi sono poche aree colonizzate intorno a vecchie guarnigioni militari.

 

Composizione e distribuzione. La maggioranza della popolazione è formata da indios guaraní, più o meno meticciati. Di essi alcuni gruppi, valutati complessivamente a 40.000 individui, vivono ancora isolati, in condizioni primitive, secondo i costumi originari (Lengua, Macá, Cainguá ecc.), nel Chaco e nelle aree forestali del Paraguay orientale. I meticciamenti più accentuati si hanno nei centri urbani, dove vive anche la maggior parte dei creoli e degli europei. I villaggi sono poveri, con capanne fatte di adobes, i mattoni di argilla seccati al sole. Caratteristici sono però gli insediamenti fondati dai coloni europei, che vivono in genere del tutto isolati, senza contatti con la popolazione locale, puntigliosamente perpetuando abitudini e costumi ormai scomparsi in Europa. Essi inoltre si concentrano in determinate zone: i Tedeschi nell'area di Encarnación, gli Italiani a Villeta, poco a sud di Asunción, i Mennoniti a Filadelfia e in altre località del Chaco.

Centri urbani. L'urbanesimo è poco sviluppato, anzi è unicamente rappresentato da Asunción, grossa città che da sola assorbe quasi un sesto della popolazione del Paese, con gli aspetti tipici dell'urbanesimo ispano-americano, dalle strade rettilinee, le case basse, le chiese barocche. Favorevolmente situata sulla sponda sinistra del Río Paraguay, essa ha sempre avuto un ruolo importante come centro di traffici fluviali e come base di colonizzazione delle regioni interne del bacino platense; oggi è resa vitale dal fatto di accentrare tutte le principali attività del Paese, economiche, finanziarie, culturali e amministrative. Gli altri centri hanno dimensioni assai modeste e non superano i 50.000 abitanti; essi rappresentano il fulcro delle zone più colonizzate e popolate nei migliori distretti agricoli, come Villarrica, o nei centri commerciali situati sulle sponde dei fiumi, come Encarnación sul Río Paraná e Concepción sul Río Paraguay.

Aspetti economici

Testo completo:

 

Il Paraguay, tradizionalmente uno dei più arretrati Paesi dell'America Latina, ha sensibilmente accelerato il proprio sviluppo economico a partire dalla seconda metà degli anni Settanta. In effetti, svariate sono le possibilità di cui dispone: il clima subtropicale e i terreni fertili consentono numerose coltivazioni; le foreste hanno essenze pregiate; i ricchi pascoli favoriscono un fiorente allevamento; addirittura colossale è il potenziale idroelettrico; non vi sono problemi di sovrappopolamento. Tuttavia vari condizionamenti legati soprattutto a ben precise scelte governative, in particolare all'isolamento politico del regime dittatoriale che da decenni regge il Paraguay, e alla chiusura alle spinte innovatrici provenienti dall'estero hanno determinato un notevole ritardo economico del Paese. È bensì vero che la stessa mancanza di sbocchi al mare ha sempre rappresentato un fattore fortemente negativo.

 

Profilo generale. In pratica il potere economico è costantemente rimasto nelle mani delle antiche oligarchie terriere, a scapito di un'emergente classe imprenditoriale, rimasta a lungo mortificata nelle proprie aspettative. Tuttavia una sorta di rivoluzione industriale, o meglio di «rivoluzione energetica», sta mutando il volto anche del Paraguay; già autosufficiente in campo energetico sin dal 1976, quando fu ultimata con i finanziamenti del Brasile e dell'Argentina la centrale idroelettrica di Acaray sul fiume Paraná, il Paese è diventato un importante esportatore di energia elettrica. La colossale diga di Itaipú, essa pure sul fiume Paraná, alimenta la più grande centrale idrica del mondo; il gigantesco sbarramento è stato completato nel 1984 e fornisce energia venduta quasi totalmente al Brasile, che ne detiene la comproprietà con il Paraguay. La costruzione della diga di Itaipú e in genere la poderosa potenzialità idrica del Paese hanno fatto sì che quasi all'improvviso il grande capitale internazionale «scoprisse» la possibilità dell'economia paraguayana e i vantaggi derivanti dall'operare massicci investimenti nel Paese; rilevantissimo è l'afflusso di denaro estero, attirato da un boom economico che si è tradotto in un tasso d'incremento del prodotto nazionale di oltre il 7% annuo nel periodo 1973-85. Bisogna però tenere presente che nel Paese sussiste una forte disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza e che quindi l'effettivo reddito di buona parte della popolazione è estremamente ridotto: in specie l'ambiente rurale presenta gravi sacche di povertà e di disoccupazione.

 

Agricoltura. Le attività primarie, agricoltura e allevamento, sono tuttora alla base dell'economia paraguayana, ma molte sono le aree fertili che ancora attendono di essere messe a coltura. Le strutture produttive sono in gran parte arcaiche; predominano il latifondo o la piccola e piccolissima proprietà: in entrambi i casi assai scarso è il grado di meccanizzazione fondiaria. Tuttavia le restrizioni poste dall'Unione Europea all'acquisto delle carni paraguayane, che sino alla metà degli anni Settanta rappresentavano una delle fondamentali esportazioni per il Paese, hanno indotto il governo a potenziare talune produzioni agricole, come il cotone e la soia, per le quali esiste invece una forte richiesta sui mercati esteri.

 

Prodotti agricoli. Nel complesso l'agricoltura è piuttosto diversificata; essa è rivolta alla produzione sia di generi destinati al consumo interno, specie quelli alimentari, sia di generi avviati all'esportazione. Le principali colture alimentari sono la manioca, ampiamente diffusa, il mais, presente nella sezione centrale e orientale del Paese, e altri cereali, tra cui il riso, coltivato nelle pianure alluvionali inondabili tra i fiumi Paraguay e Paraná, e il frumento; hanno altresì un ruolo tradizionalmente importante nell'alimentazione locale la patata dolce e i legumi, in particolare i fagioli. Ben rappresentata è la frutticoltura, con prevalenza di agrumi (soprattutto arance), introdotti dai gesuiti nell'epoca coloniale, le banane e gli ananas; nel distretto di Villarrica si coltiva la vite. Ai fini dell'esportazione prevale il cotone, che ha registrato considerevolissimi sviluppi; notevole rilievo hanno inoltre il tabacco, la canna da zucchero, il caffè, la soia e altre oleaginose, tra cui il ricino, il tung, le arachidi, la palma da olio. Purtroppo l'agricoltura del Paraguay ha subito un duro colpo nel 1983 a causa di tremende alluvioni. Come si è detto, un'altra grande risorsa del Paraguay è data dalle foreste, che ricoprono un terzo della superficie territoriale; oltre al legname (con prevalenza di cedro, mogano e noce) si ricavano il tannino, ottenuto dal quebracho colorado, un particolare legno durissimo e assai pesante, e la yerba mate , che serve a preparare una bevanda simile al tè ed è ricavata dalle foglie essiccate e triturate dell'Ilex paraguayensis.

 

Allevamento. L'allevamento è stato a lungo un fattore essenziale nell'economia del Paese ed è tuttora molto importante; dispone di aree assai vaste (quasi il 54% della superficie territoriale) e può contare su un patrimonio zootecnico considerevole, specie per quanto riguarda i bovini, i suini e i volatili da cortile. Tuttavia solo nel Nord si è affermato l'allevamento bovino in grandi e moderne estancias e con razze selezionate; altrove predominano ancora le piccole aziende familiari.

 

Risorse minerarie. Le risorse minerarie accertate sono piuttosto scarse, limitate a pochi giacimenti di manganese, rame e ferro; mancano però tuttora adeguate prospezioni geologiche, se si eccettuano i sondaggi petroliferi in corso nel Chaco: in attesa di buoni ritrovamenti è stata fondata nel 1981 la compagnia petrolifera statale Petropar. La mancanza di minerali energetici ha spinto il governo, come già detto, a sfruttare le ingentissime disponibilità di risorse idriche.

 

Industria. Quello industriale è stato sinora il settore più trascurato dell'economia paraguayana, data la tradizionale opposizione dei grandi proprietari terrieri; ma gli anni Ottanta si sono aperti con prospettive assai lusinghiere per l'industria.

 

Comunicazioni. Una gravissima remora a un rapido sviluppo economico del Paraguay deriva però dall'insufficiente sistema della viabilità interna che, nonostante i progressi compiuti nell'ultimo decennio, permane molto carente. Fondamentali arterie di comunicazione sono tuttora quelle fluviali (circa 3.000 km), rappresentate dai corsi del Paraguay, del Paraná e dei loro affluenti; essi congiungono il Paese con il Río de la Plata e quindi con l'Oceano Atlantico. Il principale porto fluviale è quello di Asunción; seguono quelli di Encarnación, Pilar e Concepción. La flotta mercantile è però molto modesta; gran parte del commercio estero è svolta da navi argentine o di altri Stati. Limitato è il settore ferroviario: se si eccettuano alcuni tronchi a scartamento ridotto, utilizzati soprattutto per il trasporto del legname dal Chaco ai porti fluviali, il Paese dispone solo della linea Asunción-Encarnación di 441 km; da quest'ultima un traghetto sul Paraná raccorda la ferrovia paraguayana con quella argentina a Posadas. Modesta è anche la rete stradale: le zone meglio servite sono quelle a est e a sud della capitale. Tra le maggiori arterie (solo in parte asfaltate) sono la cosiddetta Carretera Panamericana , che da Asunción giunge a Ciudad del Este, dove il ponte «Amicizia» scavalca il Paraná, consentendo le comunicazioni con il Brasile, e la strada attraverso il Chaco, che collega Asunción con la Bolivia. Buoni e in continuo sviluppo sono i servizi aerei, specie quelli internazionali (compagnia di bandiera è l'Air Paraguay ); l'aeroporto della capitale, per la sua posizione nel cuore del continente, serve da scalo intermedio per molte linee internazionali e raccorda con voli diretti il Paraguay con vari Paesi americani.

Commercio. Il commercio interno è poco sviluppato, data la povertà della popolazione, e limitato ad alcuni generi di maggior consumo; abbastanza vivaci sono invece gli scambi con l'estero. Si esportano soprattutto cotone, oleaginose, legname, carne, tabacco; vengono per lo più importati macchinari e mezzi di trasporto, prodotti industriali vari, frumento ecc. Gli scambi più rilevanti si svolgono con l'Argentina, il Brasile, il Giappone, gli Stati Uniti.

Storia

Testo completo:

Dalla coloniazzazione al conflitto con la Bolivia.

Abitato da Indios guaraní, a partire dal 1521 il territorio fu percorso da numerose spedizioni spagnole spinte da voci di favolose ricchezze. Una di queste, diretta da Juan de Salazar, portò il 15 agosto 1537 alla fondazione del forte di Asunción, al centro del territorio guaraní. Domingo Martínez de Irala estese la conquista e si proclamò governatore di Asunción. Per consolidare la loro presenza, gli Spagnoli inviarono altre truppe dal Perú e dall'Argentina. Il Paraguay cominciò in tal modo a seguire le vicende politico-amministrative e socio-economiche delle altre colonie sudamericane. Inserito nel vicereame del Perù, nel sec. XVII ospitò numerose missioni di gesuiti. Questi, gradualmente, istituirono popolose comunità di Indios, osteggiate tuttavia dalle autorità spagnole che vi scorsero un pericolo per la sovranità regia finché, nel 1767, i gesuiti furono espulsi da tutti i territori soggetti al dominio della corona di Spagna.

Nel 1776, sotto il regno di Carlo III, fu creato il vicereame del Río de la Plata, con Buenos Aires per capitale: ne fecero parte, oltre all'Argentina, la Banda Oriental (Uruguay), l'Alto Perú o Charcas (Bolivia) e il Paraguay. I fremiti indipendentistici che percorsero tutta l'America Meridionale in seguito all'emancipazione degli Stati Uniti del Nord, all'esplosione del romanticismo in Europa e all'epopea napoleonica, coinvolsero anche il Paraguay. Al punto che, quando in varie città sudamericane, tra il 1810 e il 1811, si costituirono giunte patriottiche in vista del distacco dalla metropoli, Asunción fu una delle più sollecite ad aderire. Ma Buenos Aires, dove nel 1810 era stata proclamata la nascita dello Stato delle Province Unite, non intendeva accettare la perdita del Paraguay: perciò inviò un esercito verso la provincia ribelle, al comando del generale Belgrano.

Il 9 marzo 1811 i Paraguayani diedero battaglia a Tacuarí e sconfissero gli Argentini. Il 14 maggio successivo il leader nazionalista José Gaspar Rodriguez de Francia annunciò solennemente l'indipendenza del Paraguay. L'anno seguente si riunì il primo Congresso del nuovo Stato che decise di affidarne i poteri a due consoli. Rodriguez de Francia fu dapprima compartecipe di questa investitura costituzionale; poi, progressivamente, liquidò gli altri capi politici e assunse il titolo di primo console; finalmente rimase solo al comando e si fece chiamare El Supremo. Governò sino all'anno della propria morte (1840). Il Paraguay tornò a essere guidato da una coppia di consoli, Mariano Roque Alfonso e Carlos Antonio López. Quest'ultimo riuscì presto a eliminare il compagno. Anch'egli, come Rodriguez de Francia, fu un dittatore, ma contrariamente a quanto aveva fatto il primo, non chiuse le porte ai contatti con l'estero bensì favorì lo sviluppo di relazioni commerciali e culturali con le nazioni vicine. Inoltre costruì strade, ferrovie, scuole e si sforzò di migliorare le condizioni di vita, oltremodo infelici, degli Indios. Morto Carlos Antonio López nel 1862, gli succedette il figlio Francisco Solano, generale dell'esercito e ministro della Guerra. Ambizioso e intelligente, quest'ultimo si era formato culturalmente in Europa, soprattutto in Francia, alla corte di Napoleone III. Costruì uno Stato forte, bene organizzato, che presto venne a contestare la potenza dei Paesi geograficamente più estesi, quali l'Argentina e il Brasile. In realtà, F. S. López era un nazionalista convinto e aveva individuato dietro i governi di Rio de Janeiro e di Buenos Aires grossi interessi stranieri, che, a suo giudizio, potevano minacciare l'indipendenza economica, e perciò anche politica, delle Repubbliche sudamericane. Questo conflitto sfociò nel 1865 in una guerra: da una parte il Paraguay, dall'altra una triplice alleanza formata da Argentina, Brasile e Uruguay. Lo scontro durò cinque anni e per l'America Latina fu decisivo: infatti si concluse con la sconfitta totale del Paraguay e con l'affermazione, per converso, degli interessi internazionali combattuti da F. S. López. Ma per il Paraguay non fu soltanto un rovescio militare: fu un vero e proprio disastro, che costò rovine e perdite immense. Solano López morì fuggiasco (1870). Asunción e altre città del Paese vennero occupate per alcuni anni da truppe degli Stati vincitori. In quelle condizioni, la ricostruzione del Paraguay sembrò quasi impossibile. Pure, agli inizi del 1871, si trovò l'energia di introdurre una nuova Carta costituzionale e di avviare la marcia del risanamento lungo binari diversi da quelli percorsi da Solano López. Ammaestrata dall'esperienza, la classe dirigente evitò di consegnare il potere a uomini audaci e preferì a essi deboli personalità. In quel lasso di tempo presero corpo pure due partiti politici: il Partito radicale (o liberale) e il partito Colorado: erano entrambi espressioni di ceti dominanti, ma il secondo perseguiva obiettivi più decisamente conservatori.

Dopo un lungo periodo di permanenza al governo dei conservatori, all'inizio del nuovo secolo ascesero i liberali. Ma la situazione non mutò fondamentalmente; la vita politica continuava a essere caratterizzata dalle lotte tra i potentati rivali. La prima guerra mondiale e le sue conseguenze accentuarono il fenomeno; tuttavia esplosero anche agitazioni popolari, dovute alle richieste di miglioramenti salariali. In un clima così teso scoppiò nel 1932 il conflitto con la Bolivia per il possesso del Chaco Boreal al quale non furono estranei i contrasti fra le Compagnie straniere operanti nel settore petrolifero. Le ostilità effettive durarono fino al 1935. L'esercito boliviano, addestrato da un generale tedesco, si era gettato nella mischia certo di conseguire una rapida vittoria; ma i Paraguayani seppero resistere con abilità e coraggio. Ne risultò una situazione di stallo che portò all'intervento della Società delle Nazioni. Nel 1938 un arbitrato permise la conclusione della pace: il Paraguay conservò la quasi totalità del Chaco Boreal, la Bolivia ricevette qualche facilitazione di transito per l'accesso all'Atlantico.

 

Popolazione

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Popolazione totale: 6454548
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Popolazione urbana (%): 61,93
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Gruppi etnici:

Meticci (incrocio tra spagnoli e amerindi) 95%, altri 5%

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Lingue:

Spagnolo e Guarani (ufficiali)

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Religioni:

Cattolici 89,6%, Protestanti 6,2%, altri Cristiani 1,1%, altre o non specificate 1,9%, nessuna 1,1%

Demografia

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Tasso di crescita: 1,80
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Tasso di natalità: 24,83
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Tasso di mortalità: 5,51

Media dell'area geografica: 6.3316666682561 (su un totale di 12 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 27,20
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Tasso di mortalità infantile maschile: 36,70
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Tasso di fecondità totale: 3,08
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Rapporto tra i sessi: 101,82
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Età mediana: 23,07
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Aspettativa di vita maschile: 69,67
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Aspettativa di vita femminile: 73,90

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 111

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 24,08
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 40,64
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Tasso di crescita annua: 6,90
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 3.687,54
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 6.223,86
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 23
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 20
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 57
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -246
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Spesa statale per sanità (%): 7
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Spesa statale per istruzione (%): 22
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Spesa statale per difesa (%): 11
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Tasso di corruzione: 25
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Debito pubblico (%/PIL): 0,00
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Tasso di inflazione : 4,94
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Tasso di disoccupazione: 5,60
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Debito estero (milioni di $): 6.010,90
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Saldo migratorio: -40000
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 3020
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 5390
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 5

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 100
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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,30
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Diffusione contraccettivi (%): 79
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Diffusione assistenza prenatale (%): 96
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Assistenza specializzata al parto (%): 82
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Tasso di mortalità materna: 95
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 99
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 66
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 86
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 90
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 40
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 70

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 99
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 99
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 78
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 86
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 86
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 89
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 87
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 62
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 58
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 80
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 81

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 28,78
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 5,67
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 99,40
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Numero reti televisive: 6
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 23,90

Trasporti

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Aeroporti:

800

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Densità stradale (km/100 km²):

7,88

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,0

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Porti:

0

Popoli

La maggioranza della popolazione paraguayana è rappresentata da meticci, ma sopravvivono ancora, pur nelle enormi difficoltà, numerose comunità indigene che cercano di mantenere viva la propria cultura e la propria lingua (in francese)

 

Ayoreo

Tra le comunità indigene più conosciute c’è il popolo Ayoreo, che vive nel Chaco e lotta per la riconquista delle terre ancestrali acquistate da speculatori e allevatori ed attualmente oggetto di una massiccia deforestazione.

 

  • Nell'immagine a destra, un gruppo di Ayoreo-Totobiegosode osserva una casa abbandonata da membri del loro gruppo situata sulla strada di passaggio di un bulldozer utilizzato per l’abbattimento della foresta

 

I Guaraní sono un popolo di lingua tupí che vive principalmente nel Brasile meridionale, in Paraguay, nella zona del Río de la Plata in Argentina, in Uruguay e nelle zone sud-orientali della Bolivia

 

Contadini mennoniti

Nella regione del Chaco vi sono diverse colonie mennonite, tra cui la più antica e tradizionalista è quella di Loma Plata. I Mennoniti sono fedeli anabattisti che, dopo i fatti sanguinosi avvenuti nella città di Münster del 1535, furono costretti a emigrare lontano dalla Germania. Gli immigrati mennoniti (da Canada, Russia e Germania) hanno creato aziende agricole produttive, caseifici, allevamenti ed attrazioni turistiche nella regione del Chaco

 

Minacciato dalle opere di disboscamento degli allevatori, il popolo Enxet è costretto a vivere in minuscole porzioni di territorio

Territori urbani

 

Problemi urbani... 

Il Paraguay è tra i paesi più violenti dell'America latina.La criminalità nelle aree urbane e l'insicurezza pubblica che essa genera continuano ad essere seri problemi che il Paraguay si trova ad affrontare

Asuncion, la capitale

Asuncion, il cui nome completo è Nuestra Señora Santa María de la Asunción, chiamata anche Distrito Capital e familiarmente La Asunción, è la capitale del Paraguay. Centro industriale e culturale del Paese, è la sede del governo paraguaiano e il principale porto del Paraguay, con fabbriche di scarpe, tessili e di tabacco. Più che una metropoli, Asunción può essere considerata un grosso paese, una "capitale di provincia"

 

Ciudad del Este

Ciudad del Este è la seconda città del Paraguay, caotica e totalmente dedicata al commercio. Si trova nella zona delle "tre frontiere" (Brasile, Argentina, Paraguay), in prossimità delle cascate di Iguazù. L'area, conosciuta come luogo di contrabbando (paradiso delle auto rubate, delle merci griffate o taroccate, delle armi e della droga, del rilavaggio di denaro sporco e di tutte le possibili varianti della criminalità piccola e grande), sembra anche essere covo del terrorismo. A destra, immagine del Ponte dell'Amicizia che collega il Paraguay con il Brasile, porto franco e quindi luogo di scambi, più o meno legali

 

Encarnation

Encarnación è la terza dal punto di vista economico. E' conosciuta come la città del carnevale, chiamato Carnaval Encarnaceno: ospita la manifestazione più importante del Paese

 

Tobatì si trova a 70 km dalla capitale; è una cittadina che giace protetta da fiumciattoli e da formazioni rocciose molto particolari. E' anche chiamata "la città delle 300 fabbriche di ceramica", nelle quali viene lavorata la ceramica per i diversi e numerosi prodotti artigianali locali, e vengono realizzati altri prodotti quali mattoni e tegole

 

Areguà è una cittadina a 28 km dalla capitale conosciuta per la produzione di fragole

 

Itaguà è la sede principale della lavorazione del ñanduti, un pizzo tipico del Paraguay considerato come uno dei prodotti più caratteristici dell'artigianato. La parola ñanduti significa "tela di ragno"

Territori rurali

Piantagione di mais OGM

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Negli ultimi anni, il Paraguay è diventato il terzo esportatore e il quarto produttore mondiale di soia. La storia della soia in Paraguay inizia negli anni ’70, quando alcuni agricoltori del sud del Brasile spostano le proprie coltivazioni di soia tradizionale nel vicino paese sudamericano. A partire dal 1999-2000, si diffonde rapidamente anche la coltivazione di soia transgenica

 

Spesso i piccoli coltivatori di zucchero devono sotostare ai sistemi di sfruttamento dei latifondisti e dei grandi produttori. Manduvirà è una cooperativa di coltivatori di zucchero biologico, nata nel 1975, che concoraggio ha spezzato tale sistema ; insieme ad altre due cooperative, situate nella zona di Arroyos y Esteros (non lontana dalla capitale), Manduvirà produce zucchero certificato da FLO (federazione di 24 organizzazioni, con sede in Germania, che lavora per la certificazione del commercio equo e solidale)

La raccolta della canna da zucchero

 

Nella regione del Chaco, gli immigrati mennoniti (da Canada, Russia e Germania) hanno creato aziende agricole produttive, caseifici, allevamenti ed attrazioni turistiche

 

La regione dei Chaco è spesso colpita da siccità

Attività rurali mennonite

 

 

Flora, fauna e attività umane

Il Paraguay possiede un vastissimo patrimonio animale e vegetale grazie, soprattutto, alla diversità di ambienti che lo caratterizzano: la foresta Amazzonica, il deserto, la regione del Chaco, tanto da essere conosciuto come "il giardino del mondo". In particolare, la regione del Chaco è un paradiso, ricco di una flora e una fauna altamente diversificate.

Flora tipica della regione del Chaco

Palme, caucciù e mogano caratterizzano l'area amazzonica, mentre i cactus sono caratteristici del Chaco

 

La pianta emblema del Paraguay è il Lapacho, conosciuto anche come Tabebuia Impetiginosa

 

Formichiere gigante

Tra la fauna tipica del paese si possono ammirare i pappagalli giganti oltre a numerosi uccelli tropicali, molte razze di serpenti (tra cui boa e anaconda), alligatori, felini come giaguari e puma e i formichieri giganti. Per tutelare questo importante patrimonio il governo paraguayano ha istituito numerosi parchi nazionali.

La Ceiba Speciosa, conosciuta come Palo Borracho

Gigli e orchidee puntellano il Paese, crescendo tra alberi vari tra i quali il "palo borracho"

Tra gli animali più caratteristici di questo paese ricordiamo l’armadillo, il formichiere e il capibara, il più grosso roditore esistente al mondo.

Giochi

Tra i giochi tradizionali del Paraguay troviamo la carrera de pinguinos, un gioco buffo e divertente.

I Giochi panamericani sono, dopo quelli olimpici, la maggiore manifestazione sportiva multi-disciplinare in termini di nazioni partecipanti: organizzati ogni quattro anni, nell'anno precedente quello delle Olimpiadi, vedono in competizione atleti dei paesi del continente americano. Fra gli sport rappresentati ve ne sono alcuni tipicamente latino-americani, come ad esempio la palla basca

Feste

Le feste religiose seguono il calendario cattolico, ma numerose sono anche le feste di carattere laico che celebrano l’identità nazionale tra le quali:

 

Il Tapè Avirù è un antico cammino religioso preispanico usato dai Guaranì, il gruppo indigeno più importante del Paraguay. Si tratta di un cammino mistico che gli antichi Guaranì percorrevano alla ricerca del Yvy Marae´y o Tierra sin Mal, una sorta di paradiso terrestre, una terra cioé dove non esisteva il male

http://www.bibmondo.it/att/luna/doc/s4-it.html

Il carnevale di Encarnación, chiamato Carnaval Encarnaceno, è la manifestazione più importante del Paese

Monete e banconote

Monete e banconote del Paraguay.

Arte tradizionale e moderna

Resti architettonici delle missioni gesuitiche paraguaiane

Per quanto riguarda l'arte preispanica, non vi sono testimonianza di particolare spessore. E' con l'arrivo dei Gesuiti in America Latina che si affermò l'architettura gesuita, della quale numerose sono le rovine visibili come le ex Missioni Gesuitiche della Santissima Trinità di Paranà e del Gesù di Tavarangue, risalenti ai secoli XVII e XVIII, dal 1993, patrimonio mondiale dell'umanità UNESCO

 

Yo el supremo, 1974, narra le vicende del dittatore Jose Gaspar Rodriguez Francia

Lo stesso vale per la letteratura, pertanto non è possibile parlare di letteratura precedente alla conquista spagnola. Tra le voci più alte della letteratura paraguaiana troviamo Josefina Pla, la più nota delle pioniere della narrativa femminile paraguaiana.

Tra i più importanti scrittori paraguaiani, Augusto Roa Bastos è di certo il più noto, vincitore del prestigioso Premio Cervantes nel 1989

 

 

 

Esempio di Encaje Ju

I centrini, le tovaglie, la biancheria per la casa o l'abbigliamento femminile in pizzo (encaje Ju, che in lingua Guaranì significa tessuto, e ñandutí) sono i manufatti artigianali i più noti del Paraguay, ma sono tradizionali anche i Ao-Po'i, in tela di cotone molto fine, bianco o colorato, ricamato con motivi geometrici che riproducono i fiori locali.

Musiche e danze

Strumenti musicali Ispano-americani 

Scopri gli strumenti musicali, aerofoni, idiofoni, membranofoni e cordofoni tipici del mondo ispano-americano

La musica in Paraguay lega la tradizione europea a quella nativa, sia per quanto riguarda le melodie che le danze; i canti, invece, hanno perlopiù testo in lingua Guaranì

 

I generi musicali più comuni hanno derivazione europea: walzer, galopa e polka paraguayana

L'arpa diatonica è lo strumento nazionale del Paraguay

 

Gli strumenti principali sono la chitarra e l'arpa e le canzoni in genere sono lente e malinconiche.

 

I balli, come la polka e la danza della bottiglia (eseguita con un vaso in equilibrio sulla testa), sono invece molto vivaci

Danza de la botella (bottiglia)

 

 

 

Tra i musicisti che hanno segnato la storia della musica di questo paese ci sono: Augustin Barrios Mangoré, compositore e maestro storico della chitarra, José Asunción Flores, creatore della guarania, il tipico genere musicale paraguayo, Nicolás Caballero e il gruppo Gruppo Generación.

Fiabe e racconti

Il pulcino di fuoco: fiaba sulla diversità, le paure e i pregiudizi cheessa può suscitare, scritta dal celebre scrittore Augusto Roa Bastos. La storia del pulcino di fuoco che incendia tutto quello che tocca (a cominciare dal suo stesso pollaio…) è semplice e tratteggia bene alcuni tratti tipici che contraddistinguono chi, alle prese con la diversità, non sa far altro che fuggire demonizzandola, attribuendole tutti i mali del mondo, oppure cerca di mercificarla, facendone un fenomeno da baraccone

 

Storia del popolo Guaranì a cura di Alicia Baladan

 

La fiaba dell'Airampo. L'airampo è una pianta andina diventata il simbolo dei popoli indigeni e delle lotte per il riconoscimento dei loro diritti

 

Il pipistrello vanitoso è una fiaba appartenente al folklore ispano americano, ovvero derivante dalla vasta letteratura indigena di Indios, Maya, Aztechi e Inca (guarda l'animazione)

Cibo, alimentazione e ricette

Nonostante l'arte culinaria latinoamericana sia ricca e variegata, due sono gli ingredienti base della cucina paraguaiana : la cassava, un tubero di grosse dimensioni (conosciuto anche come manioca) e il grano, cui si aggiungono i fagioli e gli arachidi.

 

Per quanto riguarda la carne, fanno da padrone pollo e manzo.

Mbeyú

Tra i altri piatti più tipici vi sono il mbeyú, una specie di omelet con amido di cassava, mescolato a formaggio e puchero, uno stufato radizionale di origine spagnola, l'arróz quesú, un tipico risotto paraguayano condito con il formaggio, e la bife koyguà, fetta di manzo con cipolle e uova fritte.

 

Altri piatti caratteristici sono: la crema de puerros, il pollo con pimientos verdes, la cazuela de surubì e la tarta de espuma de naranjas.

 

Chipa

Il cibo considerato simbolo nazionale è sicuramente la chipa, che si può preparare in forme diverse e si può comprare ovunque, anche per strada.

 

Testimonianze

In Paraguay è presente una comunità di origini italiane. Leggete il breve racconto della storia di una delle famiglie italiane che emigrò in Paraguay nei primi anni del Novecento

 

 

Un viaggio nel cuore del Paraguay raccontato dallo scittore John Glimette

 

Un'alta percentuale di paraguaiani, oggi, è di origine italiana, in quanto discendente degli emigrati che vi arrivarono durante e a seguito della guerra della Triplice alleanza. Gran parte di questi emigrati era originario della regione della Lombardia: uno di essi accompagna alla scoperta del Paraguay il presidente dell'Associazione Mantovani nel Mondo

 

Personaggi

Una delle figure tristemente più note è Alfredo Stroessner Matiauda, un politico e militare, dittatore del Pararaguay tra il 1954 e il 1989, fu incriminato per crimini contro l'umanità nel 1997

Italo- Paraguaiani 

Nel 1875, il 15% circa della popolazione del Paraguay era composta da italiani, scopri per quale motivo

 

Protagonista della celebre Guerra della Tripice Alleanza fu Francisco Solano Lopez; presidente del Paese tra 1862 e 1870, egli mantenne il Paese per cinque anni in questa guerra cruenta che portò al crollo dell'economia del Paraguay e al genocidio della sua popolazione

 

Immagine "in costume" di Mangoré

Augustín Pío Barrios Mangoré, detto il Grande Paraguaiano, fu uno dei grandi maestri della chitarra classica. Nella prima parte della carriera usava presentarsi in pubblico con il copricapo di piume tipico dei Guaranì e con il nome d'arte Mangoré, un capo indio avverso alla colonizzazione. Il suo nome è celebre per le composizioni per chitarra, ricca di invenzioni melodiche e raffinate melodie classiche