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Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Bogotà
Superficie (km²): 1138914
Densità (ab/km²): 39
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.presidencia.gov.co/
Data dell'indipendenza: 20 luglio 1810
Indipendenza da: Spagna
Membership:

BCIE, CAN, Caricom (osservatore), CDB, FAO, G-3, G-24, G-77, IADB, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICCt, ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, IHO, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC, LAES, LAIA, Mercosur (associato), MIGA, NAM, OAS, OPANAL, OPCW, PCA, RG, UN, UNASUR, UNCTAD, UNESCO, UNHCR, UNIDO, Union Latina, UNWTO, UPU, WCL, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Geomorfologia. Il territorio colombiano si può strutturalmente dividere in due sezioni fondamentali: una occidentale, montagnosa, e una orientale, pianeggiante (per i Colombiani è l' Oriente ). La sezione occidentale, contraddistinta dalla presenza delle Ande , è formata da un triplice allineamento montuoso: la Cordigliera Orientale, la Cordigliera Centrale e la Cordigliera Occidentale, che si annodano nell'Altopiano di Pasto, nella parte meridionale del Paese, in prossimità della frontiera con l'Ecuador. Tra le cordigliere si aprono le grandi e lunghe vallate del Cauca e del Magdalena, che sfocia a nord nell'ampia pianura affacciata al Mar delle Antille. La Cordigliera Orientale è il più complesso, dal punto di vista orografico, dei tre allineamenti montuosi. Nel suo tratto centrale essa è formata da una serie di altopiani posti a una media di 2.500 m d'altezza, come quello di Cundinamarca dove si trova Bogotà; verso nord, dopo il rilievo del Nevado del Cocuy (5.493 m), si biforca in due catene che racchiudono la depressione tettonica occupata dal Lago di Maracaibo: la Cordigliera di Mérida, che si snoda in territorio venezuelano, e la Sierra de Perijá (le cui appendici formano la Penisola della Guajira), alla quale si allaccia la Sierra Nevada de Santa Marta, gigantesco horst granitico che raggiunge i 5.770 m d'altezza. La Cordigliera Centrale ha un rilievo più vigoroso di quella Orientale, specie nella sezione mediana dove si elevano alcuni alti coni vulcanici, tra cui il Nevado del Huila (5.750 m) e il Nevado del Tolima (5.215 m); verso nord la cordigliera si amplia in una serie di altopiani digradanti alla pianura del Magdalena, dove la catena spinge alcune lunghe appendici collinose, come la Serranía de San Jerónimo. La Cordigliera Occidentale è più compatta, unitaria, ma è nel complesso meno elevata delle altre (raggiunge raramente i 4.000 m). Il suo versante esterno digrada verso la pianura costiera del Pacifico, fascia alluvionale solcata da fiumi andini e il cui contorno è frammentato da una serie di isole e formazioni deltizie. Nella parte più settentrionale la pianura è orlata da un basso allineamento montuoso, la Serranía de Baudo, che continua i corrugamenti occidentali dell'istmo panamense. Il rilievo colombiano è nel complesso il risultato dei corrugamenti cenozoici che hanno sollevato formazioni prevalentemente mesozoiche e paleozoiche; queste ultime, molto metamorfosate, predominano nella Cordigliera Centrale, nella quale appaiono anche possenti masse di rocce intrusive ed estese coperture vulcaniche in corrispondenza dei grandi vulcani che sormontano la catena. Le formazioni cenozoiche coprono alcune sezioni delle valli del Magdalena e del Cauca, oltre che le pianure costiere, benché siano spesso obliterate dalle alluvioni recenti. Nel complesso la regione andina della Colombia è una delle più aspre dell'intero sistema per le profonde vallate che la dividono, la ripidità dei versanti, la varietà delle morfologie. L' Oriente è invece una zona dalla struttura pochissimo perturbata. Essa è essenzialmente una sezione rigida dello zoccolo sudamericano, che in molte zone affiora con le sue tipiche formazioni archeozoiche. Morfologicamente è un vasto penepiano, coperto da sedimenti mesozoici e cenozoici, che digrada verso le bassure alluvionali solcate dagli affluenti dell'Orinoco e del Rio delle Amazzoni.

 

Clima. Il clima della Colombia è essenzialmente condizionato dalla posizione equatoriale del Paese e dall'imponenza del rilievo. Questo introduce condizioni altitudinali diverse che portano a riconoscere, come in tutti i Paesi andini, le tierras calientes più basse, le tierras templadas degli altopiani (tra 1.000 m e 2.200 m), le tierras frías delle zone elevate sino ai 3.000 m (fascia dei páramos ) e, oltre, le tierras heladas . Ma la barriera andina influisce anche sulla circolazione delle masse d'aria. Tutta la parte orientale del Paese, aperta all'Atlantico, è soggetta agli alisei di nord-est e di sud-est, che spirano con intensità alternativamente maggiore o minore a seconda dello spostamento stagionale della linea delle convergenze intertropicali e che sono responsabili delle elevate e pressoché continue precipitazioni della regione amazzonica. L'area andina, specie nelle zone più elevate, resta in parte estranea agli apporti degli alisei e ha quindi un clima che risente più marcatamente degli spostamenti stagionali del fronte intertropicale con estati piovose ( invierno ) e inverni asciutti. Ha cioè un clima tropicale, reso però peculiare dall'altitudine, che determina condizioni temperate via via d'ambiente montano nelle tierras frías ; le precipitazioni cominciano a essere nevose oltre i 4.000 m (si entra allora nelle tierras heladas ). Caratteri tropicali ha tutta la pianura caribica, posta al riparo degli alisei e poco piovosa, mentre un clima marcatamente equatoriale, molto piovoso, si ha in tutta la fascia costiera del Pacifico: proprio su questa costa si registrano i massimi di precipitazione della Colombia, che raggiungono valori eccezionali di quasi 8.000 mm annui nella zona di Buenaventura (è uno dei massimi di piovosità dell'intera America Meridionale).

 

Precipitazioni e temperature. In quasi tutto il Paese, comunque, le piogge registrano valori elevati; dai 1.500-2.000 mm dei versanti esterni delle cordigliere si passa ai 2.500 mm delle sottostanti tierras calientes occidentale e orientale, dove si raggiungono massimi di 4.000 mm. Le precipitazioni si riducono però negli altopiani interni (1.000 mm a Bogotà) e ancor più nelle pianure settentrionali e nei llanos dell'Orinoco (500 mm), dove assume caratteri molto marcati la stagione secca. Le temperature variano con l'altitudine. Nell' Oriente esse registrano variazioni annue insignificanti (26-27 °C), com'è caratteristico del clima equatoriale amazzonico. Valori medi quasi costanti, resi però sopportabili dall'umidità elevata, si hanno nella fascia costiera del Pacifico, mentre nella pianura caribica a una stagione asciutta se ne alterna una piovosa, cui si collegano escursioni termiche già marcate: nel periodo che precede la stagione delle piogge si registrano non di rado massimi assoluti di 44 °C. Nelle terre temperate le medie termiche assumono valori più o meno ridotti a seconda dell'altitudine. A Medellín, posta a 1.487 m, si hanno medie oscillanti tra 20 e 21 °C, a Bogotá, già nei limiti delle tierras frías , le medie si abbassano a 13-14 °C. Tra i 1.000 e i 2.500 m si hanno quindi le condizioni climatiche più favorevoli all'insediamento umano.

 

Flora e fauna. In relazione al quadro climatico generale, la foresta rappresenta la percentuale maggiore (44%) dell'ammanto vegetale colombiano. Essa assume spiccati caratteri pluviali in tutta la regione amazzonica, diradandosi verso nord nel bacino dell'Orinoco, dove si ha progressivamente il passaggio alle formazioni savaniche e a quelle steppiche ( llanos ) nelle zone meno piovose e a stagione secca più prolungata. Formazioni savaniche assai povere si hanno anche nella pianura del Magdalena, mentre la foresta pluviale, molto ricca di specie e rigogliosissima, ricompare nelle pianure costiere pacifiche. Qui si ritrovano specie peculiari, oltre che piante di grande statura: palme, piante gommifere, piante coloranti, piante che danno fibre tessili, sostanze medicinali ecc. La foresta equatoriale sempreverde, sia pure con specie più selezionate, ma sempre esuberante, si spinge anche sui versanti delle cordigliere, in un ambiente umido, nebbioso. Verso i 1.500-2.000 m compaiono le formazioni temperate, con foreste più o meno rade di querce, aceri ecc.; esse lasciano poi via via il posto alle associazioni cespugliose ed erbose dei páramos . La ricchezza del manto forestale permette la conservazione di una fauna parimenti assai ricca, nella quale sono rappresentate tra l'altro varie specie di mammiferi dell'area centroamericana, oltre che di quella sudamericana. Particolarmente numerosi e peculiari sono gli uccelli.

Idrografia. Idrograficamente il territorio colombiano appartiene sia al bacino pacifico sia soprattutto a quello atlantico (compreso il caribico). La sezione andina ha i suoi assi idrografici nel fiume Magdalena e nel suo affluente Cauca , che si snodano paralleli nelle lunghe vallate comprese tra le cordigliere, man mano ampliando i loro fondivalle verso la pianura costiera caribica, dove confluiscono. Il Magdalena è uno dei più importanti fiumi sudamericani (il maggiore tra quelli interamente andini): già a Puerto Berrio, cioè a circa 800 km dalla foce deltizia (presso Barranquilla), comincia a essere navigabile; il Cauca lo è invece per oltre 600 km. Altri minori tributari del bacino caribico sono il Sinú e l'Atrato, che scorre tra la Cordigliera Occidentale e la Serranía de Baudo, sfociando nella profonda insenatura dei Darién, area depressionaria che rappresenta il limite strutturale dell'istmo centroamericano. Al bacino pacifico appartengono i numerosi ma piccoli fiumi che scendono dal versante esterno della Cordigliera Occidentale. Sul versante orientale delle Ande, che appartiene al bacino atlantico, la divisione idrografica principale è tra i tributari dell'Orinoco e quelli del Rio delle Amazzoni. I primi convergono verso due fiumi principali, il Meta e il Guaviare, che nascono nella sezione mediana della Cordigliera Orientale e scorrono verso i bassopiani dell'Orinoco incidendo il penepiano interposto con corsi veloci, spesso rotti da cascate. I fiumi amazzonici sono essenzialmente rappresentati dall'Apaporis e dal Caquetá, oltre che dal Putumayo che segna il confine con il Perú. Tutti questi fiumi orientali hanno il corso inferiore navigabile e rappresentano gli assi di penetrazione della regione.

Ambiente umano

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Popolamento. All'epoca della conquista spagnola nel territorio della Colombia viveva una popolazione india superiore al milione di individui. Gran parte di essi erano rappresentati dai Chibcha, una popolazione assai evoluta, organizzata in città-Stato economicamente fiorenti, il cui influsso culturale si estendeva fino a Panamá e al Venezuela. Costoro avevano sviluppato un'agricoltura tecnicamente progredita nelle valli del Cauca e del Magdalena e negli altopiani andini (altopiani di Cundinamarca, di Nariño ecc.). Gli Spagnoli formarono i loro primi centri sulla costa caribica; successivamente si spinsero nelle tierras templadas , risalendo il corso dei due fiumi principali. Cercavano l'oro e l'argento che trovarono soprattutto nella zona di Medellín, dove vivono oggi i discendenti dei primi colonizzatori stabilitisi nell'interno. La prima fase della conquista fu di sterminio e sfruttamento delle popolazioni indigene. Molto più tardi negli stessi accoglienti altopiani andini avviarono attività di piantagione, valendosi, come per lo sfruttamento minerario, dell'abbondante manodopera india. In funzione di questi originari interessi sorsero e presero sviluppo quelle città che ancor oggi rappresentano i centri focali dell'organizzazione territoriale colombiana: Medellín, Manizales, Cali, Bogotà, Armenia, Ibagué ecc. Esse erano raggiungibili, attraverso le valli di penetrazione del Cauca e del Magdalena, dalla costa e principalmente da Cartagena, la più antica città spagnola in Colombia e rimasta fino al secolo scorso il principale sbocco marittimo del Paese. Gli sviluppi demografici furono però modestissimi: alla fine del XVII secolo la popolazione non superava le 800.000 unità.

 

Gruppi etnici. In seguito il potenziamento delle attività di piantagione fu all'origine dell'introduzione di schiavi neri provenienti dalle Antille nelle zone costiere; l'immigrazione europea fu invece sempre limitata. Tuttavia le migliorate condizioni di vita determinarono durante questo secolo un rilevante incremento demografico: i 4,1 milioni del 1905 sono diventati 11,5 milioni nel 1950 e circa 40 milioni negli ultimi anni, con un forte ritmo d'accrescimento. Dal punto di vista etnico la popolazione è molto composita: principalmente essa è il risultato di incroci tra bianchi e indios ( mestizos ), di bianchi e neri ( mulatos ), di neri e indios ( zambos ); ma esistono miscelamenti diversi e anche individui triétnicos , nei quali cioè sono presenti le tre fondamentali componenti razziali. I meticci rappresentano il 58% del totale, seguiti dai mulatti (14%) e dai bianchi (creoli), che sono il 20%. Neri e zambos sono il 7%, mentre gli amerindi (1%) sono rappresentati da sopravvissuti gruppi insediati nella penisola della Guajira e nelle foreste amazzoniche e dell'Orinoco. La maggior parte dei meticci vive nelle squallide periferie cittadine, nelle campagne e nelle zone montuose; al contrario i creoli risiedono in maggioranza nelle città. Neri e mulatti predominano nelle fasce costiere ( costeños ). Nelle tierras calientes vive poco più del 10% della popolazione totale.

 

Distribuzione. La densità in tutto il bacino degli affluenti dell'Orinoco e del Rio delle Amazzoni è assai bassa, non superando in generale i 10 abitanti/km 2 , con punte inferiori all'1 nelle vaste aree forestali; più popolata è la pianura del Magdalena, con densità comprese tra 20 e 50 abitanti/km 2 . Nelle terre temperate si registrano le densità più elevate, con valori nettamente superiori a 100 abitanti/km 2 in una fascia mediana che dalla zona di Bogotà si spinge fino a Medellín e a Cali. È da notare che gli altopiani sono notevolmente più popolati delle valli: la densità media è di 28,8 abitanti/km 2 , relativamente bassa quindi rispetto alle possibilità del Paese, il quale ha ancora vaste zone da valorizzare. Circa un quarto della popolazione vive nei villaggi, nei piccoli nuclei sparsi nelle valli e nei páramos o nelle haciendas isolate. Notevole è stato negli ultimi decenni l'accrescimento della popolazione urbana, determinato dal clima d'insicurezza delle campagne negli anni della violencia e dalle condizioni di disagio economico dell'ambiente rurale. L'ondata migratoria verso le città ha interessato specialmente i grossi centri sedi di attività industriali, in particolare Bogotá, Medellín, Cali. Le altre città della zona andina come Manizales, Ibagué, Armenia, Cúcuta, Pasto ecc. hanno conservato le loro funzioni locali ereditate dall'epoca coloniale, dotandosi però di nuove attività. Sulla costa del Pacifico il porto maggiore è Buenaventura, mentre sul litorale caribico la vecchia Cartagena e Santa Marta si affiancano a Barranquilla come sbocchi portuali; quest'ultima, con circa 1,2 milioni di abitanti, è il polo di sviluppo della regione caribica, importante centro portuale e industriale, soprattutto nel settore petrolchimico.

Situazione sociale. Pur avendo una carta costituzionale democratica, la Colombia vive da più di trent'anni in perenne stato di emergenza e con una legislazione provvisoria, avendo a che fare con opposti schieramenti di guerriglieri, di destra e di sinistra, con lo strapotere dei trafficanti di droga, che dispongono di eserciti privati e sono in grado di condizionare la vita del Paese, e con il diffuso disagio economico della maggior parte della popolazione.

Aspetti economici

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La Colombia si affianca a quei molti Paesi del Terzo Mondo che, pur essendo potenzialmente ricchi, restano a un livello economico e sociale estremamente basso. Essa infatti possiede molteplici e abbondanti risorse minerarie e l'agricoltura, favorita dalla varietà dei terreni e dalle condizioni climatiche, consente una ben diversificata gamma di prodotti. Una spaccatura netta separa una ristretta borghesia creola, giunta ormai a un altissimo livello di benessere d'impronta nettamente nordamericana, e la vasta massa dei contadini e del sottoproletariato urbano (anche «bianco»), quotidianamente impegnata nella lotta per la sopravvivenza. L'alternanza al potere tra conservatori e liberali non ha inciso sul generale quadro politico di una classe dirigente «bianca» fermamente tesa al mantenimento dei propri privilegi e quindi a ostacolare ogni indirizzo economico atto a rimuovere i vecchi equilibri; ciò è il risultato delle eredità coloniali insite nel mondo latino-americano, alle quali si sono aggiunti il più recente neocolonialismo delle multinazionali e in specie la pesantissima dipendenza dagli Stati Uniti, da cui provengono gran parte delle importazioni e soprattutto la maggior parte dei capitali investiti nel Paese, costretto a reggersi sugli interventi stranieri data la scarsità dei propri mezzi finanziari. Solo a partire dagli anni Sessanta la Colombia è riuscita a liberarsi dal suo secolare immobilismo e ha operato numerose riforme (eliminazione di molti latifondi improduttivi) atte a rimuovere i più tradizionali schemi dell'economia nazionale. L'industrializzazione del Paese è stata ampiamente favorita, limitando tuttavia gli interventi statali ai settori di base (energetico, minerario, siderurgico ecc.), mentre l'attività manifatturiera poggia su basi privatistiche ed è lasciata ai meccanismi dell'economia di mercato. In effetti non sono mancati risultati soddisfacenti: il reddito prodotto ha registrato nel decennio 1970-80 incrementi annui di oltre il 6%, un valore nettamente superiore a quello della maggior parte dei Paesi latino-americani, sceso però negli ultimi anni a seguito di una recessione mondiale e del calo del prezzo del caffè.

Agricoltura. Come è tipico delle strutture economiche che risentono di antichi e mai risolti squilibri, a una stentata agricoltura di sussistenza, che dispone di microfondi scarsamente produttivi e che per talune produzioni di base non sopperisce neppure alle necessità interne, si contrappone una floridissima agricoltura di piantagione, ottimamente organizzata e che dà contributi determinanti alle esportazioni. Per l'alimentazione locale contano soprattutto il mais, coltivato quasi ovunque nelle zone temperate, e il riso, in sempre crescente diffusione nelle pianure costiere; altri cereali importanti sono il sorgo e il frumento. Patate, manioca e vari prodotti ortofrutticoli completano il quadro dei fondamentali generi alimentari. Tra le colture di piantagione prevale nettamente il caffè (il Paese ne è uno dei maggiori produttori mondiali). La crisi delle esportazioni di caffè, dovuta alla discesa dei prezzi sui mercati internazionali, ha creato gravi problemi per la bilancia commerciale, che dalla vendita di questo prodotto ricava buona parte delle sue entrate. Si è così riproposto il tema dello smercio della sovrapproduzione di caffè e in generale della necessità di impostare piani di diversificazione colturale. Accanto a questo prodotto, l'agricoltura del Paese si basa sulla coltivazione di cotone, banane, tabacco, cacao, canna da zucchero e fiori recisi, che trovano un buon mercato nell'America Settentrionale. Dopo il 1977 lo sviluppo della produzione agricola è stato inferiore al tasso di crescita delle necessità alimentari interne; ciò ha imposto un aumento delle importazioni che ha gravato negativamente sulla bilancia commerciale.

Narcotraffico. Nel panorama dell'agricoltura colombiana occorre comunque riservare un accenno particolare alla produzione e al commercio di stupefacenti, in particolare canapa indiana e cocaina, i cui proventi illegali sono addirittura superiori alle esportazioni legali di tutti gli altri settori produttivi. Ciò conferisce ai «cartelli» che controllano il narcotraffico un potere contrattuale nei confronti del governo e rende molto difficile una normalizzazione della vita del Paese.

Foreste. Il patrimonio forestale è ingentissimo, anche se ben lungi dall'essere adeguatamente sfruttato per mancanza soprattutto di vie di comunicazione: le foreste coprono circa il 44% della superficie territoriale e forniscono legnami pregiati, sostanze concianti e coloranti, caucciù e altre gomme naturali, fibre tessili, sostanze medicinali come il chinino ecc.

Allevamento. Per quanto riguarda l'allevamento, la Colombia si colloca ai primi posti tra i Paesi americani per i bovini, che dispongono di adatte aree savaniche soprattutto nei llanos dell'Orinoco; per il resto il settore zootecnico non è molto sviluppato (con l'eccezione dei volatili da cortile) così come la pesca, che pure avrebbe buone potenzialità di incremento.

Risorse minerarie. Già allo stato attuale delle prospezioni geologiche le risorse minerarie colombiane appaiono molteplici e ingenti. Il Paese ha minerali preziosi come argento, oro e platino, nonché i più pregiati smeraldi del mondo, di cui è un produttore mondiale di rilievo. Possiede inoltre svariati minerali di ferro, rame, piombo, zinco, mercurio, nichel, oltre a bauxite, e ha estesi giacimenti di salgemma. Sono infine presenti tutti i minerali energetici, dal petrolio al gas naturale, dall'uranio al carbone: per quest'ultimo è l'unico importante produttore sudamericano insieme al Brasile, ma si ritiene che i depositi carboniferi colombiani siano i più cospicui dell'America Latina. Notevole è anche il patrimonio idroelettrico dell'area andina, esso pure sinora scarsamente sfruttato.

Industria. L'industria si avvale dell'appoggio dell'Istituto di Sviluppo Industriale per quanto riguarda i finanziamenti di alcuni settori di base, come il siderurgico (con produzione di acciaio, ghisa e ferroleghe, provenienti soprattutto dal grande complesso di Paz de Río) e il petrolchimico, presente con varie raffinerie. I maggiori contributi all'attività industriale provengono però da numerosi stabilimenti medi e piccoli di proprietà privata sufficientemente ben distribuiti, anche se le grandi città, come Bogotà, Medellín, Barranquilla e Cali, concentrano buona parte dell'attività produttiva. Mantengono la loro importanza i settori di più tradizionale e antico impianto, cioè il tessile (che lavora soprattutto cotone, ma anche lana e fibre artificiali), il calzaturiero e dell'abbigliamento (cappellifici), l'alimentare (zuccherifici, birrifici, complessi molitori, conservifici ecc.) e quello della manifattura di tabacchi. Di più recente sviluppo sono il settore chimico (fertilizzanti, acido solforico, soda caustica), il metalmeccanico (che opera tuttavia prevalentemente nell'ambito del montaggio degli autoveicoli), il cartario (che produce carta e pasta di legno nel grande stabilimento di Arroyo Hondo, presso Cali) e il cementiero: con 9 milioni di t di cemento la Colombia è il terzo produttore sudamericano.

Comunicazioni. Il Paese è tuttora privo di un organico sistema di vie di comunicazione. Ben servite dalle strade sono solamente le valli del Cauca e del Magdalena, che rappresentano gli assi naturali dei collegamenti tra le popolose regioni degli altopiani e la costa caribica; del tutto deficitari sono invece i raccordi trasversali, sia verso la costa del Pacifico sia soprattutto verso l' Oriente , di difficilissima penetrazione e dove si ricorre ancora alla navigazione fluviale. Quanto alle ferrovie, la principale linea è il Ferrocarril del Atlántico , che congiunge Bogotà con il porto di Santa Marta e da cui si diparte l'arteria Medellín-Cali. Hanno ricevuto però notevolissimo impulso le comunicazioni aeree: il Paese dispone di un migliaio di aeroporti, di cui sei internazionali, primo fra tutti quello di Bogotà. Compagnia di bandiera è l'AVIANCA ( Aerovías Nacionales de Colombia ), ma ben 8 sono le società aeree private che servono il territorio nazionale.

Commercio. Il commercio estero è stato fortemente vivacizzato dall'industrializzazione del Paese, anche se non è variata la struttura di fondo dell'interscambio, che vede le esportazioni rappresentate quasi esclusivamente da materie prime e soprattutto da prodotti agricoli (caffè, cotone, tabacco, banane ecc.), mentre le importazioni riguardano in assoluta prevalenza macchinari, prodotti chimici, manufatti, mezzi di trasporto. Gli scambi si svolgono per lo più con gli Stati Uniti, seguiti da Giappone e Germania. Un'entrata valutaria ingente proviene dal turismo.

Storia

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La conquista spagnola.

Prima della conquista spagnola, il territorio che costituisce l'odierna Repubblica colombiana era abitato dai Chibcha che, sempre in guerra tra di loro, favorirono la penetrazione iberica. Nel 1536 la spedizione di Gonzalo Jiménez de Quesada, dopo aver soffocato le ultime resistenze dei Chibcha, il 6 agosto 1538 gettò le fondamenta di una nuova capitale, chiamata Santa Fe de Bogotá (Bogotá); sono questi gli anni, nonostante le spedizioni precedenti, che segnano la conquista della Colombia. La colonia ricevette il nome di Nuova Granada e fino a tutto il sec. XVII fu amministrata come Capitanía General nell'ambito del Vicereame del Perú. Nel 1717 fu creato un vicereame comprensivo di Colombia, Venezuela ed Ecuador. Abolita nel 1724, questa entità venne ricostituita il 20 agosto 1739.

 

Simon Bolivar e la repubblica della gran Colombia.

La lotta per l'indipendenza dell'America Meridionale ebbe nella Nuova Granada, dove fu condotta da Simón Bolívar, fasi di particolare accanimento. Anche in Colombia, come nel resto dell'America Centro-Meridionale, ebbero grande influenza sui movimenti indipendentistici gli ideali sostenuti e diffusi dalla Rivoluzione francese e Antonio Nariño, un patriota di Santa Fe, tradusse in castigliano la “Dichiarazione dei diritti dell'uomo”. Nel 1819, allorché Bolívar, vittorioso sull'armata reale, istituì la “Repubblica della Gran Colombia”, della quale in quel momento facevano parte Venezuela e Colombia, si giunse all'emancipazione dalla Spagna. Poco dopo l'Ecuador, liberato dalle truppe di Antonio José de Sucre, entrava nella federazione finché nel 1830 i tre Paesi si separarono e ciascuno acquistò la propria sovranità. Nel 1832 la Colombia divenne “Repubblica della Nuova Granada” e fu retta fino al 1841 da due presidenze liberali (Francisco de Paula Santander fino al 1837 e José Ignacio Márquez nel 1837-41) dalle quali vennero ridotti i privilegi della Chiesa cattolica. In questo periodo si acuirono i contrasti, che dovevano poi contraddistinguere la storia del Paese, tra liberali, laicisti e conservatori, strettamente legati alla gerarchia ecclesiastica. La prima fase di questi dissidi interni si concluse con l'espulsione dei gesuiti e la proclamazione della separazione fra Stato e Chiesa, separazione che venne riconfermata nel 1863, quando il Paese divenne “Repubblica degli Stati Uniti di Colombia”, dopo un interregno conservatore e clericale cominciato nel 1857.

 

I conservatori al potere.

Attraverso l'alternarsi di vari presidenti, questo tipo di regime si protrasse fino al 1880, quando il conservatore Rafael Nuñez diede inizio a un tipo di amministrazione che doveva durare fino al 1930. La Costituzione del 1886 e il Concordato del 1887 furono gli episodi base del governo Nuñez. La nazione fu chiamata semplicemente “Repubblica di Colombia”; la Chiesa riebbe molti dei privilegi goduti in passato, Nuñez ricevette il titolo di “rigeneratore”. La sua morte, nel 1894, dimostrò però che l'apparente equilibrio era dovuto al peso della sua persona e nel Paese riesplose la violenza. Liberali e conservatori si scontrarono con furore, dando origine, nel 1899, a quella che fu chiamata “la guerra dei mille giorni”. I conservatori, comunque, riuscirono a mantenersi al potere. Circa centomila morti e un dissesto economico gravissimo furono la immediata conseguenza del conflitto; il Paese stava faticosamente tentando la ricostruzione, quando, il 3 novembre 1903, durante il mandato del presidente José M. Marroquín, avvenne la secessione del Panamá, proclamatosi indipendente con l'aiuto degli Stati Uniti. Spettò al presidente Rafael Reyes, nel 1904, il compito di risanare le ferite nazionali: egli operò, infatti, in tale direzione, ma lo fece da dittatore. Il suo dominio ebbe termine nel 1909. Da allora, fino al 1930, fu un succedersi di governi moderati, che molto si occuparono dell'ordine pubblico, ma poco o nulla del sottosviluppo. La Colombia era rimasta con le stesse strutture agrarie del sec. XIX, che ne avevano fatto uno dei maggiori centri di produzione del caffè. Conservatori e liberali si dividevano la proprietà delle risorse, secondo un impianto oligarchico che condannava alla miseria il mondo contadino. Le loro lotte non avevano alla base un'alternativa sostanziale sul piano politico, tranne che in merito ai rapporti con la Chiesa (laicisti i liberali, clericali i conservatori). La prima guerra mondiale e le sue conseguenze apportarono tuttavia novità, stimolando le diversificazioni produttive e incoraggiando gli investimenti stranieri. Si profilò in particolare una prima forma di industrializzazione, con la nascita di ceti operai e medi. Il fenomeno determinò l'incubazione di esigenze di ricambio, che nel 1930 provocarono il crollo del regime conservatore e l'avvento del presidente liberale Enrique Olaya Herrera.

 

Dal governo liberale alla dittatura militare.

Il nuovo governo cercò, con una legislazione abbastanza avanzata, di venire incontro alle richieste dei lavoratori. Questa politica continuò anche dopo l'incidente con il Perú per il possesso della città di Leticia, sul Rio delle Amazzoni, conclusosi, grazie all'intervento della Società delle Nazioni, con il riconoscimento delle ragioni colombiane. Alfonso López Pumarejo (1934-38), Eduardo Santos (1938-42) e ancora López Pumarejo (1942-45), successori di Olaya Herrera, avviarono iniziative per migliorare il livello di vita del Paese, pur senza procedere a radicali riforme. Nel 1945 fu anche ritoccata la Costituzione, per inserirvi garanzie democratiche. I conservatori replicarono aspramente, al punto da costringere López Pumarejo, nel luglio 1945, a ritirarsi. L'anno successivo vinsero le elezioni ed elevarono alla suprema magistratura Mariano Ospina Pérez. Questi non poté assicurarsi l'intero controllo del Paese perché i liberali continuavano a detenere la maggioranza nelle Assemblee legislative e allora si irrigidì in un'azione repressiva, finché nell'aprile 1948, in seguito all'assassinio del leader della sinistra liberale Eliécer Gaitán, l'opposizione promosse una rivolta (rimasta famosa come bogotazo per la particolare violenza raggiunta a Bogotá) che sfociò in un'altra guerra civile. Le elezioni del 1949 peggiorarono la situazione portando alla presidenza Laureano Gómez Castro, conservatore tra i più fanatici, e nell'ottobre 1951 il popolo si ribellò al suo governo autoritario costringendolo a trasmettere temporaneamente la carica a Roberto Urdaneta Arbeláez. Si accese un confronto violento tra quelli che le autorità definirono “banditi” (e che in realtà erano guerriglieri liberali e comunisti) e l'esercito. Al culmine di questi sviluppi, il 13 giugno 1953, i militari deposero Gómez Castro e Urdaneta Arbeláez e affidarono la presidenza provvisoria al generale Gustavo Rojas Pinilla che si trasformò ben presto in dittatore e che fu destituito il 10 maggio 1957 da liberali, conservatori, parte del clero e dell'esercito coalizzati.

 

Un patto per l'alternanza.

Il 20 luglio gli ex presidenti Lleras Camargo (liberale) e Gómez Castro (conservatore) firmarono a Sitges, in Spagna, un patto per l'amministrazione in comune del Paese con presidenti e governi alternati almeno fino al 1974. Il 1º dicembre un referendum popolare sanzionò l'accordo. Nel 1958 si svolsero le elezioni: il 16 marzo per il Parlamento e il 4 maggio per il capo dello Stato. Il primo turno di presidenza toccò a Lleras Camargo. Le elezioni si succedettero regolarmente, ma, altrettanto regolarmente, esse registrarono fortissime percentuali di astensioni (fino all'80%): era uno dei sintomi della sfiducia che il popolo nutriva nel “sistema”. Ciò avvenne anche nel 1974 allorché, come candidato del solo Partito liberale, fu eletto presidente della Repubblica Alfonso López Michelsen e nel 1978, sia alle elezioni parlamentari sia a quelle presidenziali, allorché le urne decretarono la vittoria del liberale Julio César Turbay Ayala. Durante il mandato di quest'ultimo la vita politica colombiana fu turbata dal risveglio del terrorismo e della guerriglia. Nel 1982 la presidenza passò a Belisario Betancur Cuartas, leader del Partito conservatore, e nel 1986 al liberale Virgilio Barco Vargas.

 

Terrorismo e lotta ai narcotrafficanti.

Negli anni seguenti, ai progressi segnati nella risoluzione del problema del terrorismo politico (nel 1989 si erano raggiunte intese fra il governo e i principali gruppi della guerriglia, che portavano alla trasformazione del forte M-19, Movimiento 19 de Abril, attivo già dagli anni Settanta, in partito legale) si contrapponeva, in un quadro di grandi difficoltà economiche e di crescente indebitamento estero, la recrudescenza della criminalità legata al traffico di droga, che trova nella Colombia il maggior produttore mondiale (insieme alla Thailandia). Di fronte a una vera e propria guerra totale tra lo Stato e i narcotrafficanti, si intensificavano nel 1989 gli aiuti USA (65.000.000 di dollari e invio di consiglieri militari), ma a ogni successo governativo si alzava il livello dello scontro con attentati, stragi sistematiche e omicidi mirati, particolarmente nei confronti di esponenti politici (Luís Carlo Galán, liberale, e Bernardo Jaramilla Ossa, dell'Unione Patriottica, entrambi candidati alle presidenziali del 1990), di giudici, di membri delle forze dell'ordine, di giornalisti. Il neopresidente liberale Cesar Gaviria Trujillo, eletto nell'agosto 1990, impostava una politica di riconciliazione inserendo nel suo governo elementi dell'M-19 e impegnandosi a una revisione costituzionale per favorire un maggior pluralismo di partiti, una riduzione dei poteri presidenziali, norme per impedire l'estradizione di colombiani in altri Paesi. Quest'ultimo aspetto, frutto anche delle trattative del governo con i narcotrafficanti di Cali e Bogotá che nel dicembre 1990 accettavano di collaborare, portavano il potente capo del "cartello" di Medellín, Pablo Escobar, a consegnarsi (giugno 1991). Ma, nel 1992, Escobar fuggiva dal carcere e contestualmente si inaspriva l'attività dei gruppi guerriglieri delle Forze armate rivoluzionarie di Colombia (FARC) e dell'Esercito di liberazione nazionale (ELN). Alla nuova ondata di attentati il governo rispondeva con la proclamazione dello stato d'emergenza (novembre 1992) e potenziando le forze di sicurezza. Le elezioni per il Congresso (marzo 1994) confermavano la maggioranza liberale, così quelle presidenziali, vinte al ballottaggio da Ernesto Samper Pizano (giugno 1994). Ambedue le consultazioni, però, vedevano la partecipazione di una minoranza di colombiani, mentre le più gravi questioni del Paese, dal narcotraffico (nonostante l'uccisione di Escobar nel dicembre 1993 e altri successi contro gli appartenenti al “cartello” di Medellín, sostituito peraltro da quello di Cali) alla guerriglia, alla situazione economica, erano lungi da una reale soluzione. Ad aggravare la situazione si aggiungevano le gravi accuse rivolte a Samper di collusione con i narcotrafficanti di Cali: il presidente riusciva a essere scagionato da ben due Commissioni parlamentari d'inchiesta (dicembre 1995 e giugno 1996), nonostante l'ammissione dei suoi collaboratori che egli fosse a conoscenza dei finanziamenti illeciti; ma la vicenda finiva per travolgere i vertici dello Stato con le dimissioni di generali, l'arresto di ministri e parlamentari e dello stesso procuratore generale Orlando Vásquez Velásquez (maggio 1996). Le elezioni presidenziali del giugno 1998 vedevano il netto successo del neo-liberista Andrés Pastrana Arango che, grazie all'appoggio di eminenti personalità del Paese come lo scrittore Gabriel García Márquez e soprattutto alla promessa di incentivi fiscali per le aziende e all'impegno di lotta contro la corruzione, veniva preferito all'ex ministro degli Interni Horacio Serpa, presentatosi come il “candidato dei poveri”. Ancora prima del suo insediamento ufficiale, Pastrana incontrava il leader delle FARC, e contemporaneamente, con la mediazione della Chiesa tedesca, si avviavano in Germania incontri tra esponenti della società civile colombiana e dell'ELN.

 

Il duemila.

Negli anni successivi trattative di pace con entrambe le formazioni venivano a più riprese avviate ed interrotte senza portare ad alcun risultato e nell'aprile 2000 le FARC annunciavano la costituzione del Movimento politico bolivariano. Anche il cosiddetto “Plan Colombia”, il piano di pace basato sulla sostituzione con colture alternative delle piantagioni di coca presentato dal capo dello Stato alla fine del 1999, che prevedeva peraltro una risposta eminentemente militare ai gravi problemi, primo fra tutti quello della proprietà terriera, connessi alla guerriglia e al narcotraffico, si rivelava sostanzialmente inefficace, nonostante godesse dell'appoggio – finanziario e tecnico – degli Stati Uniti. Per converso, il conflitto armato che vedeva opporsi su più fronti guerriglieri, formazioni paramilitari di destra e forze dell'esercito causava migliaia di morti anche tra la popolazione civile e decine di migliaia di profughi. Nel febbraio del 2002 Ingrid Betancourt, candidata alle presidenziali, fu sequestrata dalle FARC. In un clima di forte tensione, ma senza gravi incidenti, nel maggio 2002 si svolgevano le elezioni presidenziali, in cui si affermava, già al primo turno, il candidato indipendente di destra Álvaro Uribe Vélez, che aveva impostato tutta la propria campagna sulla linea dura contro la guerriglia. Nell'agosto dello stesso anno, in coincidenza con l'insediamento del nuovo presidente, gli scontri tra le forze armate e le FARC si facevano sempre più aspri, tanto che Uribe proclamava lo stato d'emergenza in tutto il Paese. Nel biennio 2003-2004 la guerra civile proseguiva in diverse aree del Paese. Le elezioni legislative del marzo 2006 sono state vinte dalla coalizione che sosteneva il presidente, ma l'astensione ha superato il 50% del totale. La politica del presidente Uribe, rieletto in quello stesso anno, non riusciva ancora a garantire al Paese la completa cessazione delle ostilità. Nel maggio 2008 veniva resa pubblica la notizia della morte di Manuel "Tirofijo" Marulanda, leader storico delle FARC, mentre l'uccisione del numero due Raul Reyes, avvenuta con un raid aereo in territorio ecuadoriano, scatenava una crisi diplomatica con Ecuador e Venezuela. In luglio veniva liberata dall'esercito I. Betancourt dopo oltre sei anni di prigionia.

Popolazione

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Popolazione totale: 46294841
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Popolazione urbana (%): 75,30
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Gruppi etnici:

Meticci 58%, Bianchi 20%, Mulatti 14%, Neri 4%, Incrocio Neri - Amerindi 3%, Amerindi 1%

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Lingue:

Spagnolo

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Religioni:

Cattolici 90%, altre 10%

Demografia

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Tasso di crescita: 1,46
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Tasso di natalità: 20,59
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Tasso di mortalità: 5,49

Media dell'area geografica: 6.3316666682561 (su un totale di 12 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 19,10
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Tasso di mortalità infantile maschile: 21,90
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Tasso di fecondità totale: 2,45
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Rapporto tra i sessi: 96,83
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Età mediana: 26,79
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Aspettativa di vita maschile: 69,24
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Aspettativa di vita femminile: 76,66

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 91

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 327,63
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 471,89
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Tasso di crescita annua: 5,90
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 7.114,33
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 10.247,00
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 7
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 38
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 55
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -9978
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Spesa statale per sanità (%): 9
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Spesa statale per istruzione (%): 20
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Spesa statale per difesa (%): 13
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Tasso di corruzione: 36
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Debito pubblico (%/PIL): 26,71
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Tasso di inflazione : 3,73
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Tasso di disoccupazione: 10,83
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Debito estero (milioni di $): 76.917,60
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Saldo migratorio: -120000
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 6070
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 9560
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 16

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 100
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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,50
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Diffusione contraccettivi (%): 79
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Diffusione assistenza prenatale (%): 97
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Assistenza specializzata al parto (%): 98
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Tasso di mortalità materna: 85
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 99
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 73
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 92
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 81
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 55
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 74

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 98
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 97
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 93
(?)
Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 93
(?)
Tasso frequenza scuola primaria femminile: 92
(?)
Tasso frequenza scuola primaria maschile: 90
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 77
(?)
Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 71
(?)
Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 79
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 73

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 37,48
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 15,19
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 98,45
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Numero reti televisive: 60
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 40,40

Trasporti

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Aeroporti:

862

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Densità stradale (km/100 km²):

 

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,3

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Porti:

7

Popoli

Indio chibcha

La popolazione colombiana é il risultato di uno spiccato processo di meticciato tra i coloni spagnoli e gli indigeni americani integrato dai discendenti delle famiglie spagnole e da genti di colore. Allo stesso tempo sopravvivono comunità indigene che vivono in riserve autonome protette dalla costituzione.

 

I primi abitanti della Colombia furono gruppi di indios appartenenti prevalentemente al popolo Chibcha, una delle più importanti civiltà precolombiane del continente americano

I Guane furono un popolo indigeno della Colombia, appartenenti al ceppo linguistico dei Chibcha e sviluppatisi nel Canyon del fiume Chicamocha

 

In Colombia esistono circa 102 popoli indigeni, con una popolazione totale di circa 1.400.000 persone. Come in gran parte degli stati sudamericani, questi popoli subiscono violazioni sistematiche dei diritti umani, causate principalmente dal contesto di abbandono statale, dal conflitto armato e dai grandi progetti economici imposti nei loro territori

Particolare attenzione viene posta nei confronti del popolo dei Nukak, decimato dalle infezioni importate dagli europei e continuamente minacciato dai conflitti politico-economici derivanti dalla ricchezza delle loro terre, e degli Arhuaco, in prima linea per la salvaguardia dei diritti dei popoli indigeni

 

Alcuni dei popoli indigeni colombiani in rischio di estinzione sono:

Indigeno Nukak Makù

  1. i Nukak Makù, l'ultimo popolo nomade della Colombia, oramai costretto a cambiare la propria tradizione e stanziarsi in maniera sedentaria;
  2. i Wipiwi, il cui diritto alla sovranità alimentare soffre di gravi violazioni a causa della mancanza di territorio per la semina;
  3. gli Amorua e i Wachina

 

Il controllo delle risosrse naturali e di territori strategici dal punto di vista economico sono solo alcuni dei fattori che comportano continue minacce nei confronti degli indigeni Awá, popolo stanziato a confine con l'Ecuador

 

Tra le pratiche più diffuse nel continente sudamericano da parte delle multinazionali vi è l'esplorazione dei territori e lo sfruttamento delle risorse naturali presenti nelle terre di proprietà delle comunità indigene locali senza aver ottenuto precedentemente alcun tipo di consenso dalla popolazione. E' il caso del popolo U'wa, escluso da qualsiasi tipo di consultazione relativamente ai progetti di esplorazione ed estrazione petrolifera sulle loro terre

 

Il 6% circa della popolazione colombiana è costituito dai cosiddetti afrocolombiani, discendenti dagli schiavi sradicati dalle coste africane con la forza e costretti al lavoro forzato nelle piantagioni della Colombia

Territori urbani

La capitale della Colombia è Bogotá, con i suoi quasi otto milioni di abitanti è anche la città più popolosa del Paese. Per anni è stata indicata come città del narcotraffico e delle bande giovanili ma, grazie all'impegno dei suoi ultimi tre sindaci è risorta sia dal punto di vista culturale, che dei trasporti, che della vivibilità

Bogotà

Capitale della Salsa e fulcro dell'industria di caffè e zucchero, Cali è tra le città più popolose del Paese nonchè centro commerciale, industriale e agricolo del sud-ovest della Colombia

Panoramica della città di Cali

 

Situata sulla costa settentrionale del Paese, Cartagena è una delle città più belle dei Caraibi, dichiarata dal'UNESCO patrimonio storico e culturale dell'umanità

Caragena, la perla dei caraibi

Territori rurali

La Colombia è tra i maggiori produttori di cotone al mondo; nel 2002, per la prima volta nel Paese, sono state rinvenute colture geneticamente modificate di cotone il cui utilizzo è finalizzato ad una maggior sopravvivenza delle sementi ai parassiti, a fronte, tuttavia, di maggiori costi. In alcuni casi, semi OGM erano gli unici disponibili sul mercato colombiano (monopolizzato dalla multinazionale Monsanto)

 

L'introduzione di semi OGM in Colombia non è una problematica che riguarda solo il cotone, ma si sta rapidamente espandendo al mais

 

La deforestazione in Colombia sta crescendo a ritmi sempre più incalzanti: più di 180.000 ettari sono stati sostituiti da monocolture di palma. L'olio di palma è, infatti, una delle materie prime utilizzata per la produzione di biocombustibili o agrocombustibili, risorsa sempre più richiesta in Occidente, nonchè componente di molti cosmetici. La diffusione delle monocolture costituisce sempre più un grave danno sia ambientale che sociale

 

A minacciare le aree rurali del Paese non vi sono solo le monocolture, ma anche gli impatti sociali ed ambientali dovuti alla costruzione di dighe. E' il caso della diga Urrà sul fiume Sinù, nel dipartimento di Cordoba, la cui produzione energetica è irrisoria se paragonata al fabbisogno nazionale

Flora, fauna e attività umane

Le mutevoli caratteristiche geografiche della Colombia le conferiscono le condizioni più adatte per la nascita e lo sviluppo di una ricca varietà di specie vegetali e animali

 

Flora

Sono stati classificati circa 130.000 tipi di piante diverse:

lungo le coste del mare dei Caraibi crescono in abbondanza mangrovie e palme da cocco; nell'area ricoperta da foreste troviamo il mogano, la quercia, il cedro, il pino e numerose varietà di balsa

Per quanto riguarda la ricca foresta tropicale, è frequente imbattersi in piante di caucciù, di chinchona (dalla cui corteccia si estrae il chinino), vaniglia, salsapariglia, zenzero, e arbusti di ipecacuana

 

Il fiore di maggio a 1500-2000m sul livello del mare

Nel novembre del 1936 l'orchidea Cattleya trianae, conosciuta anche come "Fiore di maggio", è stata nominata fiore nazionale della Colombia. Tale scelta trova ragione nei colori del petalo centrale (blu, giallo e rosso come la bandiera colombiana) e dal fatto che il nome le fu attribuito da un botanico colombiano nel XIX secolo

 

Fauna

La Colombia presenta il più alto numero di specie animali endemiche al mondo; sono state trovate oltre 1800 specie di uccelli, 460 mammiferi, 208 anfibi.

Condor andino

Tra le specie di ucceli più comuni troviamo pappagalli, tucani (tucano beccorosso, tucano beccoscanalato), cacatua, avvoltoi e condor, quest'ultimo uccello emblema del paese.

 

Tra i mammiferi, il 22% è in grave rischio di estinzione a causa delle attività dell'uomo, nello specifico: alla distruzione degli habitat di piante ed animali e alla pratica della deforestazione.

Alcune specie tipiche della Colombia sono il giaguaro, l'orso con gli occhiali e l'orso formichiere, il bradipo, il puma e, tra i mammiferi marini, il celebre delfino rosa del Rio delle Amazzoni

 

I coccodrilli, in particolare il coccodrilo del'Orinoco, un tempo numerosi lungo i fiumi principali, cominciano ormai a scarseggiare a causa di una caccia intensiva per il commercio delle loro pelli

Giochi

Breve presentazione del Palo palito, gioco colombiano

 

Lo sport nazionale della Colombia è il Tejo, versione moderna di un gioco indio chiamato Turmequé. Esso consiste nel lanciare un disco metallico del peso di circa 2 kg in un campo di argilla, affinchè colpiscano le "mechas", sacchetti triangolari pieni di polvere da sparo. Similmente, il Turmequé prevedeva invece il lancio di un disco d'oro chiamato zepguagoscua

 

Tra gli sport più popolari vi sono anche il baseball ed il ciclismo su strada, quest'ultimo giunto alla ribalta grazie al campione Luis Herrera, il primo ciclista colombiano a vincere una tappa del Tour de France

 

I Giochi panamericani sono, dopo quelli olimpici, la maggiore manifestazione sportiva multi-disciplinare in termini di nazioni partecipanti: organizzati ogni quattro anni, nell'anno precedente quello delle Olimpiadi, vedono in competizione atleti dei paesi del continente americano. Fra gli sport rappresentati ve ne sono alcuni tipicamente latino-americani, come ad esempio la palla basca

Feste

Durante le festività di carattere religioso e politico i colombiani si concedono vacanze per raggiungere le principali mete turistiche o i parenti.

 

Il 20 luglio la Colombia festeggia il giorno dell'Indipendenza dalla Spagna, ottenuta nel 1810

 

Adriana spiega perchè il Natale sia il periodo più bello dell'anno in Colombia... Ligia, invece, racconta cosa sia invece questo giorno per i bambini meno fortunati

 

Dopo quello di Rio de Janeiro in Brasile, il carnevale di Barranquilla è il secondo carnevale più importante dell'America Latina: multiculturale, unico al mondo per le sue componenti etniche e per il mix di razze che si incontrano in questa cittadina, nel 2003 è stato riconosciuto dall'UNESCO patrimonio dell' umanità

Monete e banconote

La valuta ufficiale in Colombia è il peso. Esso fu introdotto a partire dal 1837, in sostituzione del real.

 

Le banconote attualmente in circolazione prevedono i valori di:

  1. 1.000 pesos, raffigurante l'immagine di Jorge Eliécer Gaitán, leader liberale il cui assassinio, avvenuto a Bogotà il 9 aprile 1948, diede inizio al periodo conosciuto come Bogotazo, garatterizzato da una violenta reazione popolare e repressione governativa;
  2. 2.000 pesos che, dal 1996, è decorata con l'immagine dell'ex presidente della Repubblica, Generale Francisco de Paula Santander;
  3. 5.000 pesos, la quale rende omaggio a forse il più grande poeta colombiano, José Asunción Silva;
  4. 10.000 pesos, con l'immagine dell'eroina colombiana Policarpa Salavarrieta;
  5. 20.000 pesos, raffigurante uno degli scienziati più importanti del paese: l'astronomo Julio Garavito Armero
  6. e 50.000 pesos, dedicata a Jorge Isaacs, romanziere ottocentesco divenuto famoso per l'opera María, si dice, il romanzo più letto in tutta l'America Latina

 

Le monete emesse dalla Banca centrale assumono invece i valori di:

5, 10, 20 e 50 pesos, 100, 200, 500 e 1000 pesos

Arte tradizionale e moderna

Il re, l'unica statua colorata del parco San Agustin

L’arte colombiana è il risultato dell'incontro delle diverse etnie presenti nel Paese

 

Gran parte delle forme d'arte più antiche e dal notevole valore artistico sono rinvenibili nei numerosi siti archeologici colombiani, molti dei quali sono patrimonio mondiale dell'UNESCO:

  1. il complesso monumentale di Cartagena;
  2. il centro storico di Santa Cruz de Mompox, dal tipico stile coloniale;
  3. il parco archeologico di Tierradentro, caratterizzato da camere funerarie finemente decorate;
  4. e il celebre parco archeologico di San Agustin

 

La narrativa colombiana si fonda su alcuni autori classici come Rafael Pombo e Jorge Isaacs, ma trova massima espressione nel premio Nobel per la letteratura Gabriel García Márquez, uno degli autori più noti e letti a livello internazionale

 

Tra i vari celebri autori colombiani troviamo Jairo Aníbal Niño, Fernando Soto Aparicio, Alvaro Mutis, e Jose Asuncion Silva

 

Fernando Botero- Monalisa, 1977

Il Marquez della pittura colombiana è senza dubbio Fernando Botero il cui stile inconfondibile dalle figure umane arrotondate continua a cogliere consensi in tutto il mondo

Nato in Spagna da padre colombiano, Alejandro Obregon fu uno dei primi muralisti colombiani. Il gruppo composto da Obregon, Botero, Edgar Negret, Eduardo Ramirez Villamizar ed Enrique Grau fu conosciuto come i "grandi cinque" dell'arte coombiana

 

 

 

 

 

 

 

Musiche e danze

Strumenti musicali Ispano-americani 

Scopri gli strumenti musicali, aerofoni, idiofoni, membranofoni e cordofoni tipici del mondo ispano-americano

La musica colombiana ha origini antichissime; alcuni dei generi più rappresentativi della Colombia sono:

marimba colombiana

  1. la Cumbia, canto e danza nati durante la conquista spagnola e dalle origini africane (nel dialetto africano parlato in Colombia, infatti, kumb significa suono); la Cumbia è l'espressione più pura del meticciato culturale colombiano;
  2. il Vallenato, genere musicale tipico della costa settentrionale, più precisamente della città di Valledupar (dalla quale prende il nome). Il Vallenato è esito della combinazione di tre strumenti quali la fisarmonica, la cassa e la guacharaca;
  3. il Bambuco, genere musicale e danza riconosciuto tra gli emblemi nazionali;
  4. e il Currulao, il più africano dei generi colombiani, viene eseguito da un gruppo di 4 musicisti. Lo strumento principale del Currulao è la marimba colombiana

 

Il tiple è uno strumento tipico della Colombia, di dimensioni di poco inferiori alla chitarra classica, conta 12 corde divise in quattro gruppi di tre corde

Tra i musicisti più noti vi sono il chitarrista Juanes, estremamente apprezzato tra i giovani, il Grupo Niche e il cantante Carlos Vives

 

Danze

Bambuco

La danza nazionale dela Colombia è il Bambuco, la cui coreografia ripropone il corteggiamento e l'inseguimento amoroso

 

Principale danza folklorica della costa atlantica è invece la Cumbia, una danza dalle forti influenze africane, cui si affianca il Vallenato

 

La Colombia viene considerata, inoltre, centro nevralgico della Salsa

Fiabe e racconti

I colori del sole

I colori del sole èuna raccolta di fiabe provenienti da terre lontane: Brasile, Colombia, Haiti, Messico, Perù, Etiopia, e Madagascar

 

Percorsi di lettura (fiabe e narrativa) con testi di approfondimento per i più grandi e per i più piccoli su Americhe e Caraibi

 

La fiaba dell'Airampo, pianta andina utilizzata a simboleggiare il popolo degli indios e le sfide che vivono quotidianamente nel far valere i propri diritti

 

El Dorado, la celebre leggenda della città dorata: Accompagna Tulio e Miguel alla scoperta della città d'oro perduta

 

Il pipistrello vanitoso è una fiaba appartenente al folklore ispano americano, ovvero derivante dalla vasta letteratura indigena di Indios, Maya, Aztechi e Inca (guarda l'animazione)

Cibo, alimentazione e ricette

La cucina colombiana offre numerose specialità: a seconda delle regioni, è possibile gustare diversi tipi di pietanze. Nelle zone costiere e nelle isole domina il pesce, cotto spesso arrosto assieme a crostacei e frutti di mare, mentre nelle zone dell’interno, la dieta è basata prevalentemente su piatti di carne suina e bovina, cotta sovente arrosto o in umido con contorno di fagioli, riso e patate.

Patacones

Palitos de yuca

Ideali come antipasto sono i patacones, frittelle di platano (banane verdi), i Cuñapés, a base di farina di tapioca (farina ricavata dai tuberi della manioca) ed i palitos de yuca (bastoncini di manioca fritti)

 

I piatti tipici della tradizionale colombiana sono l' ajiaco, una zuppa di pollo e patate, guascas (una verdura autoctona) e mais, che si mangia con capperi e panna, ed il sancocho di gallina, uno stufato moto diffuso che consiste in pezzi di carne e verdure in brodo, frequentemente preparato a fine settimana o nelle occasioni speciali

 

Arroz de naranja

Tra i primi piatti più diffusi troviamo l' arroz a la naranja (riso alle arance), crema di zucca
(zapallo) e le tipiche empanadas (fagottini con vari ripieni)

 

Gli ingredienti più comuni sono quelli che regala la terra colombiana, pertanto fagioli, patate, avocado e mais utilizzati per preparare piatti gustosi come i frijoles a la antiquena, la crema de aguacate o le patate con salsa. Tra i dessert spiccano vari budini (al cocco, all' ananas..), dolci di frutta, come le delizie al mango,o al miele, come la cuajada con melado (ricotta coperta di miele e zucchero)

 

Abbondante e varia è la frutta tropicale: cocco, banane, ananas, avocado, guaiava (frutto rosa che sa di miele)

Bevande

Molto diffusi sono il masato, bevanda leggera a base di riso, e il canelazo, bevanda più forte, a base di rhum, zucchero e cannella. Il tipico liquore colombiano è l' aguardiente, una specie di grappa a base di anice

 

 

 

Testimonianze

Letture consigliate 

Alcuni testi consigliati per intraprendere primo viaggio letterario alla scoperta della Colombia

 

Paola, una bambina colombiana, racconta i motivi del suo viaggio in Italia e quali siano le bellezze del suo Paese

 

 

Cent'anni di solitudine è la celebre saga della famiglia Buendía, interamente ambientata a Macondo, un paese immaginario immerso nella foresta colombiana

 

In dicembre tornavano le brezze è una delle principali opere della narrativa femminile colombiana, ambientata nel caribe colombiano costituisce una metafora della lotta contro il potere

 

 

 

 

Uno degli strumenti della resistenza utilizzati dai guerriglieri delle Forze Armate Rivoluzionarie FARC è il sequestro di attivisti, personalità politiche e militari. Il più illustre e mediatizzato di questi prigionieri è stata Ingrid Betancourt, senatrice colombiana rapita nel 2002 e liberata dai suoi sequestratori nel 2008.

 

Bernardo Gutierrez è un guerrigliero delle FARC che, nel 1978, venuti meno i valori che lo legavano al movimento, decide di lasciarlo e accordarsi con il Governo per la reintegrazione alla vita civile degli ex combattenti.

 

Personaggi

Ingrid Betancourt il giorno della sua liberazione il 2 luglio 2008

Prigioniera nelle mani delle forze di guerriglia FARC per sei anni, Ingrid Betancourt è una politica e attivista colombiana divenuta simbolo di tutte quelle persone che si sono visti privati della propria libertà a causa dell'impegno nella lotta per il rispetto dei diritti umani

 

Juan Manuel Santos è l'attuale presidente della Colombia, succeduto nel giugno 2010 all'ex presidente Alvaro Uribe il cui governo è stato spesso oggetto di forti critiche

 

Le torri di Bogotà sono una delle opere più famose di Rogelio Salmona

Rogelio Salmona è stata la figura più eccellente nel panorama architettonico colombiano contemporaneo ed uno degli architetti più stimati in America Latina, impegnato nella difesa dello spazio pubblico e dei valori culturali e ambientali

 

"Cent'anni di solitudine", "Cronaca di una morte annunciata" e "L'amore ai tempi del colera" sono solo alcune delle opere più belle del celebre scrittore Gabriel García Márquez, premio Nobel per la letteratura nel 1982

 

Fernando Botero

José Asunción Silva fu il precursore della poesia moderna in Colombia. Non ebbe una vita serena e la morte giunse in età molto giovane: aveva solo 31 anni

 

Artista dallo stile inconfondibile e noto in tutto il mondo per le numerose opere, Fernando Botero, avviato in giovane età alla carriera di torero, si dedicherà completamente alla pittura per il quale è una vera e propria "necessità interiore"

 

Eroe nazionale della Colombia è una donna, Policarpa Salavarrieta, il cui coraggio e martirio la convertirono in eroina coombiana per eccellenza ed esempio di l'emancipazione femminile

Hollman Morris

 

Hollman Morris è un giornalista colombiano di fama internazionale che, da otre 15 anni racconta il conflitto che si sta svolgendo nel suo Paese. Morris è vincitore di numerosi premi per le sue importanti inchieste sulle violazioni dei diritti umani dedite a dar voce agli indigeni, ai campesinos, ai neri: cioè alle principali vittime del conflitto