conosci

Paesi | Americhe | America meridionale | Cile

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Santiago
Superficie (km²): 756626
Densità (ab/km²): 22
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.gobiernodechile.cl/
Data dell'indipendenza: 18 settembre 1810
Indipendenza da: Spagna
Moneta: Peso cileno
Membership:

APEC, BIS, CAN (associato), FAO, G-15, G-77, IADB, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICCt (firmatario), ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, IHO, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC, LAES, LAIA, Mercosur (associato), MIGA, MINUSTAH, NAM, OAS, OPANAL, OPCW, PCA, RG, UN, UNASUR, UNCTAD, UNESCO, UNHCR, UNIDO, Union Latina, UNMOGIP, UNTSO, UNWTO, UPU, WCL, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Geomorfologia. La geografia cilena, pur varia e contrastante, dipende interamente dalle Ande . La catena domina l'intero territorio con il suo versante occidentale, formato dal fianco di una possente anticlinale sormontata da vulcani e da edifici di rocce granitiche, intrusive. Questo piegamento si distende, prima di sprofondare nelle fosse oceaniche, in un'altra e più blanda anticlinale che dà luogo a un basso allineamento montuoso in prossimità della costa (Cordigliera della Costa). Tra le due pieghe si apre una lunga depressione sinclinale che diventa soprattutto ampia e ben marcata nella sezione mediana, dove forma il Valle Central o Valle del Chile. Lo stesso motivo tettonico continua nel settore meridionale del Paese, in cui però le ingressioni marine hanno dato origine a una caratteristica frammentazione insulare (Isole Chiloé, arcipelaghi de los Chonos, di Madre de Dios ecc.). Le Ande hanno aspetti assai diversi nel loro lungo e ininterrotto sviluppo. Nella sezione settentrionale esse rappresentano la prosecuzione delle alte terre peruviane, costituite da un'antica zolla peneplanata, coperta da formazioni mesozoiche e cenozoiche; morfologicamente si presentano come una successione di bacini endoreici (il più ampio è occupato dal Salar de Atacama) dominati dai grandi coni vulcanici del Lascar (5.641 m), del Socompa (6.031 m), del Llullaillaco (6.723 m). Queste alte terre digradano verso l'orlatura montuosa costiera con versanti non molto aspri, in un ambiente però aridissimo, corrispondente al Deserto di Atacama cui segue, a nord del fiume Loa , l'altrettanto desertica Pampa del Tamarugal. Verso sud la catena andina tende a restringersi e si fa più possente, elevandosi oltre i 6.000 m, non solo con i grandi coni vulcanici ma anche con gigantesche masse intrusive (Ojos del Salado, 6.880 m), culminando infine nell'Aconcagua (6.959 m, la massima elevazione del continente), affiancata dal Cerro Tupungato (6.550 m). A sud di questi massicci la cordigliera progressivamente si abbassa; alle strutture sedimentarie e scistose tendono via via a sostituirsi le formazioni effusive (cui si collega la bella successione dei vulcani Villarrica, Osorno, Puyehue) e intrusive, gigantesche masse batolitiche che danno al rilievo andino una forma disunita, caratterizzata da isolati massicci, tra loro separati da marcate depressioni. Nella sezione meridionale i massicci si elevano spesso al di sopra di profonde penetrazioni marine, di veri e propri fiordi formatisi in seguito a un generale moto eustatico che interessò tutto l'apice meridionale del continente; il massiccio più superbo, in questo tratto delle Ande Cilene, è il Fitz Roy (3.375 m), con le sue belle torri granitiche. La parte più australe del territorio si estende sulla Terra del Fuoco (di cui è però cilena solo la sezione occidentale), dominata dalla Cordigliera di Darwin (2.467 m), e nelle isole, che continuano la frammentata dorsale montuosa esterna. In relazione alle stesse forme strutturali il lungo contorno costiero del Cile è assai variabile: nel tratto meridionale, come si è detto, è frastagliatissimo, rotto da isole, penisole, penetrazioni profonde; in quelli centrale e settentrionale è invece continuo, poco accidentato, con strette pianure alluvionali costiere in corrispondenza degli sbocchi dei fiumi che scendono dalle Ande.

 

Clima. A causa dello sviluppo latitudinale e delle differenze altimetriche, il clima cileno è soggetto a fortissime variazioni; presenta però una curiosa anomalia nell'andamento delle isoterme e delle stesse isoiete, che in certa misura attenua le differenze tra nord e sud, peraltro molto marcate. Tra i fattori per i quali isoterme e isoiete in genere tendono a disporsi in senso meridiano si pongono la chiusura ininterrotta agli influssi continentali, data la barriera andina, e la corrispondente completa apertura alle influenze oceaniche e soprattutto la presenza della corrente fredda di Humboldt, che lambisce le coste del Paese contribuendo a livellare le temperature, specie durante l'estate australe (in gennaio ad Antofagasta, nell'estremo nord, si hanno in media 19 °C; a Puerto Aisén, 2.000 km più a sud, 15 °C); essa è inoltre responsabile in larga misura, con la sua azione condensatrice dell'umidità portata dai venti marini, della grande aridità che investe il Cile settentrionale (nel Deserto di Atacama le piogge possono mancare per vari anni). La piovosità aumenta progressivamente verso sud; nella sezione mediana del Paese le precipitazioni raggiungono valori di 500-1.000 mm annui e si manifestano prevalentemente durante l'inverno australe: si ha perciò, specie nel Valle Central, un clima di tipo mediterraneo, mite (media annua di 16 °C, con limitate escursioni termiche), poco piovoso e assai adatto all'insediamento. Il Cile meridionale è caratterizzato invece da un clima temperato-freddo oceanico, molto piovoso (negli arcipelaghi cadono sino a 4.000 mm annui di pioggia). Le temperature non conoscono però i rigori dei climi continentali. Da nord a sud il limite delle nevi perenni varia in fortissima misura, passando da 5.000 ma meno di 1.000 m nella parte meridionale; nella Terra del Fuoco, dove il clima è decisamente subantartico, i ghiacciai scendono direttamente al mare. Solo nella sezione settentrionale e mediana del Cile è valida perciò la distinzione in tierras calientes , tierras templadas e tierras frías caratteristica dei Paesi andini.

 

Flora e fauna. Alla varietà delle condizioni climatiche e altitudinali corrisponde una notevole differenziazione di paesaggi vegetali: si passa dalle aridissime steppe settentrionali alle formazioni arbustive e xerofile del centro-nord, all'ambiente via via temperato della sezione centro-meridionale, dove però al paesaggio naturale si sono quasi ovunque sostituite le fiorenti colture, appena interrotte dalle formazioni riparie di pioppi. Più a sud si stende invece la fitta foresta di conifere e faggi che occupa la maggior parte del territorio del Cile meridionale, cedendo infine alle tundre dell'estremo sud. Legata alle particolarità climatiche è anche la ricchezza di pesce delle acque costiere cilene, dovuta alla gran quantità di plancton indotto dalla corrente di Humboldt, che favorisce l'elevata proliferazione di uccelli marini cui si deve il notevole accumulo di guano che ha dato origine ai vastissimi giacimenti di soda nitro del Cile settentrionale.

Idrografia. La configurazione del Paese impedisce lo sviluppo dell'idrografia. Tutti i fiumi hanno corso breve e a nord generalmente non raggiungono nemmeno il mare, perdendosi nei salares (unico fiume di un certo rilievo è il Loa, che sfocia a sud di Iquique): la loro importanza è essenzialmente legata alla possibilità di utilizzarne le acque per l'irrigazione, cui si deve l'esistenza di alcune zone oasiche. Solo nella sezione mediana del Paese, dove si amplia la depressione tra la catena andina e quella costiera, è maggiore lo sviluppo dei bacini idrografici e, per le più copiose precipitazioni, più consistente la portata: è qui che scorre il Bíobío , il più importante fiume cileno. Numerosi sono i laghi, a partire dal 40° parallelo, modellati dall'erosione glaciale; i più estesi sono il Llanquihue, ai piedi del Vulcano Osorno, il General Carrera e l'O'Higgins , questi due ultimi divisi con l'Argentina.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento ed etnie. La popolazione del Cile, prima della conquista europea, era rappresentata soprattutto da Araucani; nelle terre più australi vivevano i Chono e i Fuegini, popoli pescatori che si distinguevano dagli Araucani essenzialmente agricoltori. La resistenza che gli Araucani opposero ai conquistadores fu pagata a caro prezzo; in successivi scontri essi furono quasi interamente distrutti e, in un secondo tempo, confinati verso sud, oltre il Bíobío, che per lungo tempo rimase, per i Cileni, una sorta di frontiera invalicabile. Ma i contatti con gli Europei risultarono perniciosi per i sopravvissuti indios : alcolismo e malattie li decimarono. Dei Fuegini non resta quasi più traccia; degli Araucani sopravvivono solo piccole minoranze, essendo ormai in gran parte meticciati. Il primo stabile insediamento europeo fu Santiago (1541), che costituì la base per l'occupazione di tutta la sezione mediana del Paese; anche nei secoli successivi questa parte del Cile fu la più popolata e la meglio strutturata. L'organizzazione più ampia e unitaria del Paese, dal Perú alla Terra del Fuoco, cominciò a realizzarsi agli inizi del secolo scorso; la popolazione tuttavia era allora ancora scarsa e prese ad aumentare dopo l'indipendenza: nel 1835 il censimento registrò 1 milione di abitanti, divenuti 2,7 alla fine del secolo. Con l'imporsi dei grandi esodi dall'Europa, anche il Cile fu raggiunto nei primi decenni di questo secolo da emigranti provenienti da più Paesi, attratti dalla varietà delle condizioni ambientali (per cui, per esempio, Tedeschi e Scandinavi formarono delle colonie soprattutto nella sezione centro-meridionale e meridionale, gli Italiani nelle terre mediterranee centrali): nel 1930 la popolazione era già di 4,4 milioni di abitanti. Successivamente l'immigrazione è andata via via diminuendo; l'incremento naturale ha rapidamente portato la popolazione cilena a oltre 14 milioni di abitanti.

Distribuzione della popolazione. Gran parte della popolazione vive oggi nelle città; il resto in villaggi, in estancias di allevamento (specie nel sud) o in haciendas agricole, oppure in piccoli centri minerari. La maggior parte dei centri più popolosi si trova sulla costa, dove hanno funzioni portuali nei confronti di sezioni più o meno ampie di territorio: a nord sono situate Arica, che è anche il principale sbocco marittimo della Bolivia, e Antofagasta; più a sud vi è La Serena, mentre Valparaíso è il grande porto di Santiago; altri importanti centri costieri sono Talcahuano, Valdivia, Puerto Montt. La sezione più popolata del Paese è il Valle Central, tra Santiago e Concepción, che raggruppa da solo l'80% degli abitanti, con densità media di 150 abitanti/km 2 , mentre altrove, nel nord e nel sud, si hanno medie inferiori a 4 abitanti/km 2 . Il Cile settentrionale è sede di centri minerari e di oasi agricole; quello meridionale rappresenta la terra di nuova conquista in cui vi sono solo pochi centri pionieri. Santiago, da sola, ospita oltre 5 milioni di abitanti. Essa si è sviluppata per la sua felice posizione nel Valle Central e per la facile accessibilità alla costa (dove ha due città satelliti in Valparaíso e nell'elegante stazione balneare di Viña del Mar ). Concepción (368.428 abitanti) è lo sbocco principale della sezione meridionale del Valle, oltre a ospitare anch'essa rilevanti industrie.

Aspetti economici

Testo completo:

 

Il Cile si regge economicamente sull'industria estrattiva, più specificamente su quella del rame, ma può contare su altre cospicue risorse minerarie; tuttavia, nonostante le ingenti ricchezze del sottosuolo e una non meno elevata disponibilità energetica, rappresentata soprattutto dal potenziale idroelettrico dell'area andina, la struttura di fondo rimane quella di un Paese secolarmente povero. Manca tuttora una solida industria nazionale, mentre l'agricoltura, chiusa tra le maglie di un latifondo poco sfruttato e un microfondo estremamente suddiviso e quindi scarsamente produttivo, riesce a soddisfare solo in parte le necessità alimentari interne.

 

Ragioni della debolezza economica. Le ragioni della situazione di grave debolezza dell'economia cilena sono molteplici. Per quanto riguarda l'attività estrattiva, essa era stata avviata da importanti società nordamericane cui andavano gli effettivi utili; parallelamente l'industrializzazione, intrapresa con un certo impegno solo a partire dagli anni Quaranta, aveva finito per favorire i capitali speculativi, essenzialmente esteri, mentre l'apparato produttivo rimaneva carente in tutti i settori di base. Sin dagli inizi degli anni Sessanta erano emerse istanze moderatamente progressiste, volte a realizzare uno sviluppo più equilibrato e autonomo dell'economia cilena, ma solo nel 1970, con l'elezione del socialista S. Allende a presidente della Repubblica, si ebbero le prime concrete manifestazioni di un nuovo corso della vita economica e sociale del Paese. Furono nazionalizzati l'attività estrattiva e, successivamente, tutti gli altri essenziali settori economici. In campo agricolo furono effettuati l'esproprio dei latifondi e la distribuzione delle terre ai contadini, mentre vennero introdotte misure restrittive riguardanti le importazioni, a salvaguardia dell'industria nazionale. Queste iniziative, affiancate da una politica di aumenti salariali, di impegni in campo assistenziale e di riforme sociali, suscitarono l'immediata reazione delle forze conservatrici cilene e il successo del sanguinoso colpo di Stato militare del 1973 mise immediatamente in atto il totale rovesciamento della precedente impostazione economica.

 

Riforme liberistiche. Fu imboccata una politica economica nettamente liberistica mediante lo smantellamento delle protezioni doganali, l'apertura di spazi amplissimi per le iniziative finanziarie straniere, la riprivatizzazione di tutte le società già nazionalizzate, nonché il pagamento di cospicui indennizzi alle compagnie straniere che precedentemente avevano operato in Cile e la facoltà concessa loro di sfruttare nuove zone minerarie (a eccezione delle sole miniere di rame, rimaste nazionalizzate). Furono altresì restituiti ai precedenti proprietari i latifondi già espropriati e sciolte le cooperative agricole. Incapace di risolvere effettivamente la grave crisi economica del Paese, la Giunta militare, con la liberalizzazione pressoché totale delle importazioni, da un lato ha prodotto la generale rovina della piccola industria locale, a basso livello tecnologico e incapace di sostenere la concorrenza internazionale, mentre dall'altro ha fatto enormemente prosperare le iniziative delle multinazionali, attirate dall'abbondante manodopera sottopagata. Tuttavia, dopo la metà degli anni Ottanta, l'inflazione è tenuta sotto miglior controllo, mentre si registrano tassi di crescita produttiva, anche se la maggior parte della popolazione continua a essere indigente.

 

Agricoltura, allevamento e pesca. Nell'attività agricola prevale in genere la cerealicoltura, con maggioranza delle aree a frumento; scendendo verso sud si coltivano mais e poi cereali d'ambiente freddo (orzo, avena) e patate, mentre nelle zone irrigue settentrionali e centrali si pratica la risicoltura. Importante è la coltivazione della barbabietola da zucchero e ancor più quella della vite (il vino cileno è ritenuto il migliore di tutta l'America); particolari cure sono infine rivolte alla frutticoltura (mele soprattutto, oggetto d'esportazione). Il meridione, umido e relativamente freddo, ha cospicue risorse forestali, pari a un quinto della superficie del Paese, che annoverano soprattutto faggi australi e conifere, alimentando varie cartiere. Sviluppati sono anche l'allevamento del bestiame, rappresentato in prevalenza da bovini, nel Cile centrale, e da ovini (soprattutto pecore merinos, molto pregiate per la lana), in quello meridionale, e ancor più la pesca, al cui servizio operano numerosi conservifici. Si pratica anche la caccia alla balena, con base principale a Corral, nei pressi della città di Valdivia .

 

Risorse minerarie. Il settore più ricco dell'economia cilena è di gran lunga quello minerario. Il più antico sfruttamento minerario riguarda il sodanitro, o nitro del Cile (localmente chiamato caliche, i cui principali sottoprodotti sono il borace e lo iodio), i cui vastissimi giacimenti si trovano nel Cile settentrionale e di cui il Cile detenne per decenni pressoché il monopolio mondiale; pur avendo perduto di valore con la scoperta dei nitrati sintetici, ha sempre notevole rilievo. Nel nord e nel centro del Paese si trovano colossali giacimenti di rame (i principali sono quelli di Chuquicamata, El Salvador ed El Teniente, cui sono annessi impianti di fonderia e raffinazione), per cui il Cile si pone al primo posto fra i produttori mondiali. Il Cile è altresì il secondo produttore mondiale di molibdeno; esistono inoltre buoni giacimenti di ferro, argento, oro, manganese, zinco, zolfo ecc. Non sono molto abbondanti i minerali energetici, ricchissimo è invece il potenziale idrico dei fiumi andini, sfruttati sinora solo in minima parte. Importante è anche la disponibilità di guano.

 

Industria.L'industria, poco sviluppata, presenta gravi carenze nei settori fondamentali per lo sviluppo interno: in particolare hanno produzioni assai modeste rispetto alle necessità e alla reale disponibilità di materie prime la metallurgia (a eccezione di quella del rame, quasi totalmente esportato) e la siderurgia. L'industria meccanica è rappresentata quasi esclusivamente da officine di montaggio di autoveicoli stranieri e parimenti il settore elettromeccanico monta elettrodomestici e motori industriali su licenza e con capitali nordamericani ed europei. Si hanno inoltre cartiere, impianti chimici (fertilizzanti), concerie ecc. Gli unici settori che hanno conservato un certo peso nell'industria nazionale sono quelli tessile e alimentare (zuccherifici, industrie enologiche, conservifici delle carni e del pesce ecc.).

Comunicazioni e commercio. La difficile e particolare topografia cilena rende molto arduo il problema delle vie di comunicazione. Il Paese è collegato da nord a sud, sino a Puerto Montt , da una linea ferroviaria che a nord si allaccia alla rete peruviana e a cui si affianca la Carretera Panamericana . Da questa fondamentale arteria ferroviaria si diramano quattro linee internazionali transandine: verso la Bolivia, la Arica-La Paz (che supera le Ande a 4.257 m) e la Antofagasta-Potosí; verso l'Argentina, l'Antofagasta-Salta e la Valparaíso-Mendoza. Dalla linea principale si dipartono pochi tronchi laterali che collegano i centri portuali costieri: tra questi Arica e Antofagasta sono essenzialmente porti minerari, Valparaíso è al servizio della capitale, Valdivia e gli altri porti più meridionali sono lo sbocco dei prodotti agricoli, zootecnici, forestali ecc. Il Cile è dotato di numerosi aeroporti internazionali; il maggiore è quello di Los Cerrillos, presso Santiago. Il 60% delle esportazioni è rappresentato da minerali (rame, ferro, nitrati), seguiti da cellulosa, frutta ecc.; le importazioni riguardano essenzialmente macchinari, mezzi di trasporto, prodotti elettronici e per telecomunicazioni (soprattutto dagli USA e dal Giappone), generi alimentari, combustibili, prodotti chimici. Gli scambi si svolgono prevalentemente con gli USA, il Giappone, la Germania, il Brasile e l'Argentina.

Storia

Testo completo:

Dal coonialismo alla guerra del Pacifico.

Il Cile era abitato da comunità autoctone, più o meno autonome, quasi tutte appartenenti alla famiglia degli Araucani, che entrarono in contatto con i conquistadores iberici nel 1535, quando il piccolo esercito di Diego de Almagro, cui a Lima Francisco Pizarro aveva affidato il compito di estendere a S l'impero coloniale spagnolo, oltrepassata la sponda meridionale del fiume Maule penetrò in territorio araucano. Dopo due anni, Almagro fu costretto a ritirarsi; Pedro de Valdivia, che lo sostituì, fondò nel 1541 la città di Santiago e nel 1550 Concepción. Gli Araucani intanto avevano trovato in Lautaro un capo coraggioso e geniale che li condusse al contrattacco e riuscì a fermare l'avanzata avversaria. Nel 1553 i due eserciti si affrontarono: sconfitto, Valdivia venne catturato e ucciso. La conquista spagnola però, ormai irreversibile, si consolidò lentamente ma progressivamente e gli Araucani dovettero rifugiarsi nell'estremo Sud. La storia del Cile, amministrato come Capitanía General nell'ambito del vicereame del Perú, si confuse sostanzialmente fin verso la metà del sec. XVIII con quella di tutta l'America ispanica. Protagonista delle lotte per l'indipendenza sudamericana, fu teatro di una prima, importante rivolta nel 1781, ma solo dopo la vicenda napoleonica vi fu una sostanziale modifica della situazione. I patrioti avevano il loro centro a Concepción, dove operava Bernardo O'Higgins, un liberale che il 18 settembre 1810 riunì con altri patrioti un Cabildo abierto a Santiago. Il governatore spagnolo García Carrasco venne esautorato e fu insediata una Giunta rivoluzionaria, diretta da Mateo de Toro y Zambrano. Il disaccordo tra O'Higgins, deciso ad arrivare alla proclamazione dell'indipendenza, e altri capi del movimento favorevoli al mantenimento di un vincolo con la Spagna, finì col favorire gli interessi coloniali e O'Higgins, sconfitto dagli Spagnoli nel 1814, fuggì a Mendoza e poi a Buenos Aires. Nel 1817, dopo aver trovato un'intesa con il generale José de San Martín, attraversò con quest'ultimo la cordigliera andina e il 12 febbraio 1818, a Santiago, entrambi proclamarono l'indipendenza del Cile. Il 5 aprile successivo, con la vittoria di Maipú, ebbero ragione della resistenza nemica e garantirono al Paese la libertà. Lo spirito riformistico che ispirò O'Higgins nell'impostare la struttura dello Stato inquietò l'aristocrazia creola e la gerarchia ecclesiastica e nel 1823 egli dovette abbandonare il potere e trasferirsi in Perú. L'allontanamento di O'Higgins segnò per il Cile l'inizio di un periodo in cui alla guida della Repubblica si alternavano ora questo ora quel caudillo, che dettavano sempre nuove Costituzioni (per esempio, nel 1823, nel 1826, nel 1829); in quegli stessi anni si formarono il partito conservatore e quello liberale. Nel 1829 la riconferma del liberale Pinto alla presidenza e l'immediata reazione del generale conservatore J. Prieto diedero avvio a una guerra civile. Vittoriosi a Lircay l'anno successivo, i conservatori si insediarono al potere e vi rimasero per un trentennio. Artefice dei progressi economici realizzati in quegli anni fu il ministro D. Portales che, se dotò la Repubblica di una Costituzione (1833) che assicurava all'oligarchia le leve del comando, incentivò il commercio e la produzione e sviluppò il porto di Valparaíso. I frutti della politica di Portales maturarono nella guerra combattuta, al fianco dell'Argentina, contro la Confederazione peruviano-boliviana (1836-39); il trionfo ottenuto a Yungay (20 gennaio 1839), che condusse alla vittoria finale, contribuì a rafforzare il prestigio del Cile. I mandati presidenziali di M. Bulnes (1841-46 e 1846-51) e M. Montt (1851-56 e 1856-61) accrebbero la robustezza del Paese, sia sul piano economico sia su quello militare; notevole pure l'impulso dato alla cultura, con l'apertura dell'Università di Santiago ai migliori pensatori di tutta l'America Latina. Con J. J. Pérez (1861-66 e 1866-71), successore di Montt, ebbe termine il predominio dei conservatori. L'ascesa dei liberali, subentrati con F. Errázuriz Zañartu (1871-76), poi con A. Pinto (1876-81) e D. Santa María (1881-86), rappresentava la conseguenza delle trasformazioni socio-economiche verificatesi nel Paese dall'epoca di Portales, anche per effetto di una massiccia immigrazione germanica e britannica. Ceti imprenditoriali e mercantili premevano per il superamento della vecchia struttura agricola; stava germogliando una borghesia nazionale. La cosiddetta “guerra del Pacifico” (1879-83), che vide i cileni contrapporsi all'alleanza peruviano-boliviana, si concluse con una grande vittoria del Cile. Le mire di Santiago, centrate sul controllo della produzione dei nitrati, furono soddisfatte con l'acquisto di Tacna e Arica (Tacna, nel 1929, sarebbe stata restituita al Perú) e la conquista della fascia costiera di Atacama con il porto di Antofagasta. Il felice esito della “guerra del Pacifico” stimolò ulteriormente lo sviluppo economico del Paese, accrescendo di riflesso i fermenti sociali.

 

Popolazione

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Popolazione totale: 17113688
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Popolazione urbana (%): 89,17
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Gruppi etnici:

Bianchi e Bianchi - Amerindi 95,4%, Mapuche 4%, altri gruppi indigeni 0,6%

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Lingue:

Spagnolo (ufficiale), Mapudungun, Tedesco, Inglese

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Religioni:

Cattolici 70%, Evangelici 15,1%, Testimoni di Geova 1,1%, altri Cristiani 1%, altre 4,6%, nessuna 8,3%

Demografia

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Tasso di crescita: 0,97
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Tasso di natalità: 14,71
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Tasso di mortalità: 5,35

Media dell'area geografica: 6.3316666682561 (su un totale di 12 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 6,30
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Tasso di mortalità infantile maschile: 8,10
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Tasso di fecondità totale: 1,90
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Rapporto tra i sessi: 97,80
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,04
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Età mediana: 32,14
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Aspettativa di vita maschile: 75,54
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Aspettativa di vita femminile: 81,68

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 40

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 248,43
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 299,45
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Tasso di crescita annua: 6,00
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 14.403,10
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 17.361,00
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 3
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 39
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 57
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -3222
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Spesa statale per sanità (%): 15
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Spesa statale per istruzione (%): 17
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Spesa statale per difesa (%): 5
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Tasso di corruzione: 72
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Debito pubblico (%/PIL): -8,69
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Tasso di inflazione : 4,44
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Tasso di disoccupazione: 7,13
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Debito estero (milioni di $): 96.224,90
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Saldo migratorio: 30000
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 12280
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 16300
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 1

Indicatori socio-sanitari

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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,40
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Diffusione contraccettivi (%): 58
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Assistenza specializzata al parto (%): 100
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Tasso di mortalità materna: 26
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 99
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 75
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 96
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 98
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 83
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 96

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 99
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 99
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 95
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 96
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 86
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 83

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 26,24
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 19,49
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 129,71
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Numero reti televisive: 63
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 53,89

Trasporti

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Aeroporti:

73

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Densità stradale (km/100 km²):

10,6

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,9

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Porti:

8

Popoli

Alcune informazioni sulla popolazione cilena, dai primi abitanti del Paese, gli Araucani, all' arrivo dei conquistadores spagnoli

Alcuni indios Mapuche

I Mapuche costituiscono il popolo indigeno più numeroso in Cile; letteralmente Mapuche significa "popolo della terra", (dalla fusione di due termini Mapudungun: Che, "Popolo" e Mapu, "della Terra"), nome che sta a testimoniare il forte legame tra gli indigeni e questa risorsa, da secoli al centro dei movimenti di rivendicazione

Al culmine della loro civiltà , gli Incas governavano su un impero di oltre 3000 km di lunghezza e di 650 km di larghezza, compreso tra Colombia e Argentina, frutto della sottomissione di numerosi popoli indigeni, tra i quali i Diaghiti, diffusi principalmente nel nord del Cile, popolo oggi minacciato dai progetti minerari per l'estrazione di estrazone di oro, argento e rame

Territori urbani

Santiago è la capitale del Cile e comprende più di un terzo della popolazione totale del Paese. Fondata nel 1541 ed edificata su un terreno fortemente sismico, la città presenta un aspetto moderno ed èannoverata tra le principali metropoli dell’America Latina

Santiago del Cile

Santiago del Cile

La vicina città di Valparaiso è invece il porto più importante del paese, oltre che la sede del parlamento cileno. Il suo centro storico è stato dichiarato Patrimonio dell’umanità dall’UNESCO nel 2003.

Territori rurali

Il mais 

Mais è una delle colture originarie dell'America centrale e meridionale giunte in Europa a seguito delle esplorazioni del XV secolo. Il mais è stato oggetto di un lavoro di ricerca a cura degli alunni della Classe 2^G; Scuola secondaria di primo grado “G. Sarto”; Castelfranco Veneto (Tv); A.S. 2009-2010, nell'ambito della fase di sperimentazione di Atlante on-line

Il mais è forse l'ingrediente più utilizzato nella preparazione di piatti tipici cileni; purtroppo però le coltivazioni ogm hanno raggiunto anche il Cile, soprattutto per quanto riguarda le sementi da esportazione

Viene definito "deserto assoluto" in quanto è il deserto più asciutto ed inospitale che esista: non ci sono oasi al suo interno e perfino i batteri riescono a sopravvivervi solo per brevi periodi, il deserto di Atacama

I conflitti per la terra costituiscono una problematica considerevole in Cile dove, l'innovazione tecnologica, spesso, collide con il fragile equilibrio ambientale e le rivendicazioni delle popolazioni indigene

Il Cile, oltre ad essere considerato il più importante paese vinicolo del Sud America, è anche storicamente considerato fra i primi paesi dell'emisfero meridionale dove si è iniziata coltivazione dell'uva, particolarmente favorita dalla collocazione geografica del Paese

 

 

Flora, fauna e attività umane

La varietà di paesaggi che caratterizzano il Cile comporta una certa influenza sulle specie di flora e fauna rinvenibili nel Paese

Flora

L' Araucaria

Il Cile possiede vaste foreste, ma con poche varietà di alberi, a causa della forte presenza di suolo composto di rocce vulcaniche; la deforestazione, tuttavia sta fortemente spogiando il paesaggio non compreso nelle aree protette

L' albero più comune è l'Araucaria, tipica delle zone vulcaniche, che deve il proprio nome al popolo indigeno degli

Araucani; nelle zone desertiche è possibile trovare anche varie tipologie di cactus, tra le quali il "candelabro", che può superare i 7 metri

Il fiore nazionale del Cile è il Copihue, (nel'immagine a destra)

Fauna

La fauna cilena propone varie specie, dagli uccelli ( guarda il nandù), alle diverse tipologie di camelidi, (lama e vigogne), viscachas (specie di grosse lepri dalle orecchie piccole e code da scoiattolo), foche e balene, la cui caccia è proibita per legge

Il cigno dal collo nero è una delle specie che si trova nel santuario de la naturaleza “Carlos Andwandter”.

Prima che la impresa di cellulosa Celco avviasse la produzione nel 2004 erano presenti

Cigno dal collo nero

8000 esemplari, oggi si riducono a poco più di un centinaio. La causa principale è la scomparasa dell'alimento base di questi animali, un'alga (luchecillo) presente nella palude.

Giochi

Giochi a squadre, di abilità, e di gruppo

Da "raya" che in spagnolo significa linea, riga, deriva il gioco della Rayuela, quello che in Italia viene chiamato gioco del mondo, campana o settimana

Rodeo

Il rodeo, sport molto praticato anche negli Stati Uniti e in Messico, è stato dichiarato lo sport nazionale del Cile nel 1962. Il rodeo è uno sport equestre condotto da una coppia, collera, di mandriani, huasos (versione cilena dei gauchos argentini e dei cow-boys statunitensi) impegnati nella doma di cavalli e tori all'interno della medialuna, il recinto di gara, così chiamato per la forma ovale. La medialuna presenta al suo interno un recinto più piccolo, con due porte ai lati, all'interno del quale la collera deve aspettare il vitello, poi fargli fare due giri di corsa, farlo passare nel recinto grande e fargli fare mezzo giro. Gli huasos poi devono fermare il vitello nelle protezioni imbottite collocate nelle parti più strette dell'ovale e farlo girare, portarlo fino all'altra parte imbottita e farlo girare di nuovo e ripetere la cosa due volte. Dopo questo il vitello può tornare nel recinto con gli altri. Ogni operazione di cambio direzione fa guadagnare alla collera da uno a tre punti. Se invece il vitello viene girato prima o dopo la zona imbottita (e quindi contro la recinzione in legno) la collera perde un punto. Se il vitello rientra nel recinto piccolo si perdono due punti

Altro sport tipico del Paese sono las carreras a la chilena, competizioni di velocità tra cavalli su terreni naturali con monta a pelo del fantino, ovvero senza sella

I Giochi panamericani sono, dopo quelli olimpici, la maggiore manifestazione sportiva multi-disciplinare in termini di nazioni partecipanti: organizzati ogni quattro anni, nell'anno precedente quello delle Olimpiadi, vedono in competizione atleti dei paesi del continente americano. Fra gli sport rappresentati ve ne sono alcuni tipicamente latino-americani, come ad esempio la palla basca

Feste

Make-make con due uomini uccello

Nel 2010 il cile festeggia il bicentenario dell'indipendenza del Paese, ottenuta il 18 settembre 1810

Nella mitologia pasquense (ovvero dell'Isola di Pasqua), l' uovo è l'incarnazione di Make-Make, il Dio cratore dell'umanità, al quale era dedicata la cerimonia dell' Uomo-uccello; l'uccello cui questo culto fa riferimento sarebbe la sterna grigia, che annualmente nidifica sull'isola di Motu Nui, la più grande delle tre isole poste a sud di Rapa Nui

Come in tutta l'America Latina, anche in Cile il carnevale rappresenta una delle manifestazioni più sentite, anche come strumento culturale di comunicazione sociale, come nei casi del "Carnaval por las aguas" e "Carnaval por la tierra", manifestazioni artistiche a testimonianza di questioni ambientali particolarmente importanti nella realtà del Paese, o il carnevale di Arica, 3 giorni di musiche e danze andine

Monete e banconote

"Pratito", banconota con l'immagine di Arturo Prat

Il peso è la moneta ufficiale del Cile; fu emesso per la prima volta nel 1817, subendo alcune sostituzioni nel corso della storia del Paese, in

"Gabriela", banconta con l'immagine di Gabriela Mistral

particolare, in favore dell' escudo.

Le monete attualmente in circolazione sono 6: 1, 5, 10, 50, 100 (in due versioni) e 500 pesos assime alle banconote con valore di 500, 1000, 2000, 5000, 10.000 e 20.000 pesos

 

Arte tradizionale e moderna

L’arte cilena è fortemente influenzata dagli eventi storici che segnarono il paese, dall’influenza europea, allo stop culturale sancito dalla dittatura del generale Augusto Pinochet nel 1973

Gigante di Atacama

L'arte precolombiana trova la sua massima espressione nella cultura di Atacama, caratterizzata da geoglifi rupestri, come il gigante di Atacama, che rappresenta un guerriero stilizzato alto circa 90 metri; il bordo della figura è realizzato con pietre di colore scuro e linee e cerchi concentrici sono tutte intorno alla figura stessa, creando un interessante reticolo quasi a protezione del gigante... ma anche nelle ceramiche, negli utensili di legno, nelle urne funerarie e nell'arte del popolo Mapuche

 

Il Cile può annoverare inoltre numerose opere artistiche architettoniche e pittoriche, grazie anche

Alcuni Moai con pakao

ad alcuni dei più celebri esponenti come il pittore Roberto Matta e lo scultore Sergio Tapia Radic; dopo il Messico, il Cile è uno tra i primi paesi ad aver utilizzato il muralismo come strumento di espressione e comunicazione del malessere del Cile durante la dittatura militare

La letteratura cilena annovera alcuni dei più famosi scrittori e poeti al mondo: Pablo Neruda, Luis Sepulveda e Gabriela Mistral, premio Nobel per la letteratura nel 1945; ricordiamo inoltre Isabel Allende, nipote del Presidente Salvador Allende

Probabilmente, le opere d'arte cilene a noi più note sono i famosi "faccioni" dell'isola di Pasqua, i celeberrimi Moai, statue monolitiche la cui creazione è, ancor oggi, avvolta dal mistero

Particolare della scrittura Rongo-Rongo

La scrittura e le tavolette Rongo-Rongo costituiscono l'antico e misterioso alfabeto dell'Isola di Pasqua, simile al Rapanui, conservato in tavolette di legno finemente intagliate di geroglifici

 

Musiche e danze

Strumenti musicali Ispano-americani 

Scopri gli strumenti musicali, aerofoni, idiofoni, membranofoni e cordofoni tipici del mondo ispano-americano

Trutruca mapuche

La musica e il folklore del Cile: dalla Patagonia all'isola di Pasqua, strumenti musicali e danze cerimoniali

Donne Mapuche che suonano il kultrùn

La musica cilena annovera numerosi cantanti di fama internazionale: Lucho Gatica, popolare interprete di numerosissimi bolero e tango, Violeta Parra, la più celebre cantatrice cilena ed annunciatrice della Nuova Canzone Cilena, movimento musicale che segnerà la vita artistica da 1965 a 1973 attraverso le figure di Victor Jara e del gruppo musicale degli Inti Illimani, artisti che hanno utilizzato la propria musica come strumento di denuncia durante la dittatura militare del Generlae Augusto Pinochet

Tra le numerosissime danze popolari cilene, la Cueca è la più diffusa; un ballo di coppia diventata Danza Nazionale. La Cueca è presente su tutto il territorio del Cile ma conosce molte varianti nelle diverse regioni del paese

Matato'a (letteralmente l'occhio vigile del guerriero) è il gruppo musicale più famoso di Rapa nui (l'isola di Pasqua); fusione di musica polinesiana

M

Matato'a

e musica moderna in lingua Rapa nui e spagnola il cui obiettivo è la promozione delle tradizioni ancestrali, le danze, gli usi e i costumi dell'isola

Tra le danze folkloristiche tipicamente andine troviamo il Huayno, molto diffuso anche in Bolivia e Perù (guarda il video)

Fiabe e racconti

La fiaba dell'Airampo, pianta andina utilizzata a simboleggiare il popolo degli indios e le sfide che vivono quotidianamente nel far valere i propri diritti

Il Chaleuche

Chiloé, la più grande delle isole che compongono l'omonimo arcipelago, immerso nell'oceano Pacifico, è anche l'isola delle leggende degli indigeni pescatori che la abitano, i quali narrano miti e leggende fantastiche

Le formiche e il granaio, breve favola cilena

Percorsi di lettura (fiabe e narrativa) con testi di approfondimento per i più grandi e per i più piccoli su Americhe e Caraibi

Il pipistrello vanitoso è una fiaba appartenente al folklore ispano americano, ovvero derivante dalla vasta letteratura indigena di Indios, Maya, Aztechi e Inca (guarda l'animazione)

La leggenda di Hotu-Matua...il primo scopritore dell'isola di Pasqua

La leggenda Aymara delle lacrime di geyser

Cibo, alimentazione e ricette

I piatti della cucina cilena attraverso un camino che ci porta dalle strade di Santiago, ai sentieri dei villaggi di campagna, assaggiando i diversi

Preparazione de los Curantos

sapori del Cile

La varietà di pietanze offerte dalla cucina cilena: ingredienti e piatti tipici, da nord a sud e alcuni dei celebri vini cileni

Origine e modalità di preparazione del Curanto, una specialità della città di Chiloè che in lingua Mapuche significa pietra ardente come il sole

I Chapaleles sono una tipica preparazione cilena, una specie di pane di patate che però può essere servito anche come contorno o per accompagnare l’aperitivo

Charquicán

Piatto tipico Mapuche preparato con Chaqui (parola di origine quechua significa carne secca) di Guanaco è il Charquicán; a causa del sapore penetrante del Charqui, si preferisce prepararlo con carne di bovino

Tra i dessert troviamo gli Alfajores, tipici biscottini uniti da un ripieno dolce, moto diffusi anche in Argentina, le isole galleggianti e i Picarones

Picarones

Tra le altre ricette tipiche troviamo: Ajiaco cileno, Roscas de chonchi, Paila marina, Salmón y alcaparras

Testimonianze

Letture consigliate 

Alcune opere consigliate per intraprendere primo viaggio letterario alla scoperta del Cile

Il racconto di Ana Saez: mamma di un desaparecido

 

Il giornalista Italo Moretti, ex inviato della Rai, ricostruisce una pagina di storia sugli anni della dittatura e sulla tragica realtà dei desaparecidos

 

Testimonianza della resistenza del popolo Mapuche alle invasioni nella propria terra, una costante nella storia di questo popolo, in continua lotta per la rivandicazione dei propri diritti

 

La storia di Pascual, indigeno Mapuche rifugiato dall'Argentina al Cile

Personaggi

L' 11 settembre 1973 un colpo di stato guidato dal generale Augusto Pinochet Ugarte rovescia l'allora presidente Salvador

Allende instaurando una delle più cruente dittature del Novecento durante la quale furono torturate, uccise e fatte barbaramente sparire almeno trentamila persone

Una delle vittime della dittatura del generale Pinochet fu il celebre cantautore e poeta Victor Jara, rinchiuso e torturato nello stadio nazionale di Santiago del Cile, utilizzato come campo di concentramento e, dal 2003, intitolato proprio al musicista cileno

Nonostante la sua giovane età, Alejandro Amenábar vanta la regia di numerosi film di successo (The Others, Mar adentro, Vanilla Sky...) dei quali cura personalmente, oltre alla regia, sceneggiatura e colonna sonora

Gabriela Mistral

Luis Sepúlveda e Pablo Neruda sono due degli esponenti più celebri della letteratura e della poesia cilena

Gabriela Mistral è la prima donna dell'America Latina a ricevere il premio Nobel per la letteratura nel 1945

Tra gli eroi nazionali cileni troviamo Arturo Prat, ufficiale navale di carriera caduto durante la guerra del Pacifico, a comando della nave miliare Esmeralda, Manuel Rodriguez, uno dei principali artefici dell'indipendenza cilena assieme a José Miguel Carrera, e Bernardo O'Higgins, padre della patria cilena e suo primo Capo di Stato