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Paesi | Americhe | America meridionale | Bolivia

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: La Paz / Sucre
Superficie (km²): 1098581
Densità (ab/km²): 8
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.bolivia.gob.bo/
Data dell'indipendenza: 6 agosto 1825
Indipendenza da: Spagna
Moneta: Boliviano
Membership:

CAN, FAO, G-77, IADB, IAEA, IBRD, ICAO, ICCt, ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO (corrispondente), ITSO, ITU, LAES, LAIA, Mercosur (associato), MIGA, MINURCAT, MINUSTAH, MONUC, NAM, OAS, OPANAL, OPCW, PCA, RG, UN, UNASUR, UNCTAD, UNESCO, UNFICYP, UNIDO, Union Latina, UNMIL, UNMIS, UNOCI, UNWTO, UPU, WCL, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

 

Morfologia. Circa due quinti del territorio boliviano sono compresi nella regione andina; il rimanente si estende sui bassopiani e sulle modeste elevazioni al limite tra il bacino amazzonico e quello platense. Nella sezione andina, in Bolivia genericamente chiamata Altiplano, le Ande raggiungono la loro massima larghezza; il sistema si sdoppia nelle possenti catene della Cordigliera Orientale e della Cordigliera Occidentale che racchiudono un'imponente distesa di aridi altopiani, prosecuzione di quelli peruviani, situati a un'altitudine media di 4.000 metri. La Cordigliera Occidentale, formata da un poderoso allineamento di vulcani, quasi tutti però inattivi, sovrastato dal Nevado de Sajama (6.544 m), resta ai margini del territorio boliviano, mentre quella Orientale costituisce l'elemento strutturale più importante del Paese; essa accoglie alcune delle più alte vette andine, come il Nevado Illimani (6.682 m) e il Nevado de Illampú (6.485 m), che con altre maestose cime formano la cosiddetta Cordigliera Reale a dominio del Lago Titicaca. Dal punto di vista strutturale gli altopiani sono formati da una grande zolla dalle superfici peneplanate sollevata rigidamente dall'orogenesi andina; morfologicamente presentano nude e basse dorsali che orlano ampie depressioni occupate in parte da bacini lacustri, di cui quella del Lago Titicaca è la più vasta e marcata. Geologicamente si hanno nelle aree depressionarie formazioni neozoiche, mentre sui rilievi emergono i sottostanti strati paleozoici. La Cordigliera Orientale è più complessa: tra le rocce metamorfiche paleozoiche appaiono grandi pilastri cristallini intrusivi, mentre nelle sue falde si hanno formazioni sedimentarie paleozoiche e mesozoiche. Con una serie di grandi pieghe e pieghe-faglie la catena si abbassa ripidamente verso est; il versante è solcato da lunghe e profonde vallate che sfociano nei bassopiani orientali (in Bolivia chiamati Oriente ), dove affiorano le formazioni dell'antichissimo zoccolo precambriano nel penepiano divisorio tra il bacino amazzonico e quello platense, entrambi invece coperti da strati cenozoici e da più recenti alluvioni fluviali.

 

Clima e flora. Il clima della Bolivia cambia nettamente passando dall' Altiplano all' Oriente . Nel primo si ritrovano quelle condizioni di aridità proprie delle alte terre andine e dovute allo sbarramento esercitato dalle cordigliere nei confronti delle masse d'aria d'origine atlantica e pacifica; tutto il versante est della Cordigliera Orientale, così come i bassopiani sottostanti, sono invece soggetti agli influssi ciclonici atlantici. Il clima dei bassopiani può essere definito subequatoriale con passaggio a condizioni nettamente tropicali verso sud, cioè verso il Chaco; la piovosità oscilla tra i 1.500 e i 1.000 mm annui, con attenuazioni durante l'inverno australe tanto più marcate quanto più si procede verso sud; le temperature variano mediamente dai 28 C o ai 24 C o , rispettivamente in gennaio e in luglio. Siamo qui nelle tierras calientes , che terminano sul versante della cordigliera verso i 1.500 m, dove comincia la fascia più mitigata e anche più piovosa: è l'ambiente templado delle yungas , ricche di vegetazione e ben coltivate, che giungono sino ai 2.500 metri. A questa quota praticamente inizia l' Altiplano con il suo clima continentale e i primi accenni all'aridità; a partire dai 3.000 m ca. cominciano le tierras frías , dove si registrano temperature medie di gennaio mai superiori ai 10-12 C o e medie di luglio che si abbassano a 7-8 °C. Le condizioni più aspre si hanno nella parte meridionale dell'altopiano, dove la piovosità non raggiunge neppure i 400 mm e dove la maggior altitudine abbassa ulteriormente i valori termici: è questo l'ambiente della puna , desolata steppa di graminacee. Verso nord, con l'attenuarsi dell'altitudine, la puna è interrotta da zone oasiche e da campi coltivati a cereali e a patate; infine nelle zone più elevate delle cordigliere si hanno le tierras heladas , interessate al disopra dei 5.000 m dal glacialismo. Aspetti vari presentano anche i bassopiani: le aree più settentrionali, irrorate da copiose precipitazioni, sono ricoperte dalla foresta pluviale di tipo amazzonico; nel centro-sud, più povero di piogge e soggetto a un clima con prolungata stagione asciutta, subentra la caatinga , sorta di savana diffusa in tutte le zone interne dell'America Meridionale, con alberi a foglie caduche e piante più o meno xerofile; per larghi tratti, verso il Chaco, essa si presenta con vaste aree erbose ( campos limpios ).

Idrografia. Idrograficamente ca. i tre quinti della Bolivia tributano al bacino amazzonico o a quello platense; il resto forma una superficie endoreica che raccoglie le sue acque o nel vasto (8.300 km 2 ) Lago Titicaca (collegato mediante il Rio Desaguadero con l'altro principale lago boliviano, il Poopó) o nei grandi salares , come quello di Uyuni, paludi salmastre dai limiti estremamente variabili che occupano le depressioni dell'altopiano dove, date le precipitazioni assai scarse, si ha l'endoreismo proprio delle regioni aride. Lo sviluppo dell'idrografia esoreica sul versante piovoso della Cordigliera Orientale ha esercitato una progressiva cattura del bacino endoreico dell'altopiano; i fiumi penetrano profondamente verso ovest, aprendosi il varco tra una sezione e l'altra della cordigliera con marcate incisioni vallive ( valles ). I principali sono il Beni e il Mamoré, che tributano al Rio delle Amazzoni mediante il Madeira e il Pilcomayo, che scende al Paraná tramite il Paraguay . Questi fiumi ricevono numerosi affluenti dal versante orientale della cordigliera; il maggior apporto d'acqua inizia nella parte mediana dello stesso versante, in relazione alle precipitazioni più copiose e dove i fiumi, superate le cascate che spesso interrompono il loro alto corso, cominciano a essere navigabili.

Ambiente umano

Testo completo:

 

Popolazione. La maggior parte della popolazione boliviana discende direttamente dagli antichi abitanti dell'altopiano, in particolare dagli Aymará (concentrati attorno al Lago Titicaca) e dai Quechua; nei bassopiani orientali gli Amerindi sono rappresentati da sparsi gruppi di raccoglitori e cacciatori amazzonici e del Chaco, tra i quali si sono insinuate in epoche recenti genti guaraní. L'alta percentuale di Indios si deve alle durissime condizioni ambientali, che hanno limitato sempre l'insediamento dei bianchi, per gran parte d'origine spagnola, mentre è mancata l'immigrazione di Italiani e di altri Europei, come si è verificato in Brasile e in Argentina (nell'Oriente si sono invece stanziati numerosi coloni giapponesi); più rilevante è la percentuale di meticci (31%). La densità della popolazione è naturalmente piuttosto bassa, anche se ha registrato negli ultimi anni un notevole incremento. In genere gli Indios dell'altopiano sono resistenti, ben temprati all'altitudine e raramente soggetti a malattie epidemiche; perniciosa risulta per essi tuttavia la discesa verso le pianure orientale: per tale motivo è difficile valorizzare una regione che costituisce il fondamento della Bolivia futura. Si calcola che ca. il 90% dei Boliviani viva tra i 2.500 e i 4.000 m; il limite superiore dell'insediamento si situa poco sotto i 4.300 m; si tratta di povere borgate di contadini che coltivano piccoli appezzamenti di terra accanto alle case di adobe e col tetto di paglia, o, nell'arida puna , si dedicano alla pastorizia. Intorno al Lago Titicaca e nelle valles si trovano centri che hanno anche funzioni commerciali, specie quelli posti lungo le ferrovie che attraversano l'altopiano; particolarmente fitto è l'insediamento nelle yungas , con grossi abitati lungo le strade di fondovalle.

Città. Benché l'urbanesimo abbia antiche origini, tuttavia negli ultimi decenni si è sensibilmente accresciuta la corrente migratoria verso le città. Nettamente la più popolosa è La Paz (940.281 abitanti), il cui sviluppo è dovuto al ruolo di capitale amministrativa e ai collegamenti ferroviari con il Cile e l'Argentina. Sucre (178.426 abitanti) è la vecchia capitale (oggi è ancora capitale legale), caratteristica per il suo dignitoso aspetto coloniale. Centri minerari e commerciali dell'altopiano sono Potosí, Oruro e Cochabamba , quest'ultimo nodo delle comunicazioni tra l'altopiano e l' Oriente , che ha invece il suo massimo centro in Santa Cruz de la Sierra , vivace mercato agricolo e raccordo delle linee ferroviarie che uniscono la Bolivia con l'Argentina e il Brasile.

Aspetti economici

Testo completo:

 

La grande sperequazione nella distribuzione interna delle risorse è un grave problema del Paese.

 

Agricoltura. L'agricoltura, che può contare su appena il 2% della superficie territoriale, assorbe tuttora buona parte della popolazione attiva, per lo più costituita da una massa di contadini poveri e sottoalimentati. Le principali colture sono i cereali come il mais, il frumento, l'orzo, la quinoa, una specie di miglio che cresce a notevoli altitudini, oltre alle patate, cui si aggiungono, nelle yungas e nelle pianure orientali, la manioca, il riso e le banane. A queste colture si contrappongono nettamente, quanto a produttività, quelle industriali, praticate in moderne piantagioni e in genere addirittura superiori al fabbisogno interno, come caffè, canna da zucchero, cotone e, in minor misura, tabacco e cacao. Il manto forestale copre oltre la metà della superficie nazionale e si estende, ricco di specie pregiate, nei bassopiani del Pando e del Beni, dove si ricava anche caucciù. Ma la coltura più diffusa è quella della coca che, oltre a essere largamente consumata dagli Indios , rappresenta anche la fonte principale di reddito per gran parte della popolazione rurale e in misura minore per quella urbana, alimentando un «narcotraffico» miliardario. La lotta al traffico di droga (intrapresa dal governo con l'aiuto militare degli USA) si scontra perciò drammaticamente con l'ulteriore impoverimento della popolazione più indigente.

 

Allevamento. L'allevamento è un settore promettente: sull'altopiano, dove in passato si avevano soltanto i lama, sono oggi largamente diffusi gli ovini, dai quali gli Indios ricavano la lana che tessono artigianalmente; nelle valli non mancano i bovini, allevati in funzione delle richieste di carne e latte dei centri urbani; alpaca, vigogna e cincillà sono invece massimamente destinati alle esportazioni.

 

Risorse minerarie e industrie. All'andamento piuttosto modesto del settore primario fa però riscontro il notevole sviluppo dell'attività mineraria. Gestita all'inizio da grosse società private, tra cui principalmente quella facente capo alla famiglia Patiño che dal secolo scorso sino agli anni Cinquanta dominò tutta la vita economica del Paese, tale attività venne nazionalizzata nel 1952 e passata alla Comibol ( Corporación Minera de Bolivia ), che ha posto un notevole impegno nel rendere più funzionali e quindi redditizi i metodi di estrazione. L'attività mineraria ebbe in epoca coloniale il suo massimo centro in Potosí, la «capitale dell'argento» posta ai piedi del Cerro Rico (monte ricco); la Bolivia esporta ancora buoni quantitativi di argento, ricavato oggi per lo più da altri minerali come sottoprodotto, ma assai superiore è l'importanza, dopo naturalmente lo stagno (presente soprattutto nelle zone di Oruro e di Potosí), dell'oro, del tungsteno, dell'antimonio (a seconda degli anni, la Bolivia ne è il primo o il secondo produttore mondiale) e del bismuto, seguiti da zinco, piombo, rame ecc. I minerali erano tradizionalmente esportati grezzi, ma oggi già per due terzi sono lavorati nelle fonderie nazionali, realizzate in crescente misura a partire dagli anni Settanta. Il Paese ha anche modesti quantitativi di petrolio, sufficienti però al momento alle necessità interne; era estratto agli inizi per conto di società straniere, ma dal 1969 l'intero settore petrolifero è gestito dallo Stato mediante l'YPFB ( Yacimientos Petrolíferos Fiscales Bolivianos ), cui si deve la costruzione di una buona rete di oleodotti e di varie raffinerie; i giacimenti più ricchi sono ubicati nel dipartimento di Santa Cruz, divenuta il principale polo di sviluppo economico del Paese. Modesto è tuttavia ancora il settore energetico così come l'industria in genere.

Comunicazioni. Un altro settore nettamente carente è quello delle infrastrutture viarie; i trasporti sono resi particolarmente difficili dalle asperità del Paese e i commerci risentono dei gravi svantaggi derivanti dalla mancanza di sbocchi diretti al mare. La Bolivia dipende per il proprio movimento commerciale dai porti dei Paesi vicini, specie da quelli cileni di Arica e Antofagasta e da quelli peruviani di Mollendo e di Ilo, cui si aggiungono vari porti fluviali (la Bolivia può contare su oltre 10.000 km di vie d'acqua interne); di particolare rilievo sono state le facilitazioni concesse dall'Argentina nel 1976 circa l'impiego del porto di Rosario, sul Paraná, grazie al quale la Bolivia dispone anche di uno sbocco sull'Atlantico. Sull'altopiano si snodano sia la dorsale ferroviaria della Bolivia, che raccorda tutte le maggiori città del Paese, congiungendosi a sud con la rete argentina, sia la principale arteria stradale, corrispondente al tratto boliviano della Carretera Panamericana (Autostrada Panamericana), di 2848 km; un'altra strada di grande rilievo è quella che collega Cochabamba con Santa Cruz, spingendosi fino al confine con il Brasile. Sul Lago Titicaca funzionano le linee di navigazione più alte del mondo, che mediante un servizio di ferry-boat raccordano la rete ferroviaria boliviana a quella peruviana; un notevole incremento si è infine registrato nelle vie di comunicazioni aeree (le compagnie di bandiera sono l'Aerosur e il Lloyd Aéreo Boliviano) con aeroporti internazionali a La Paz e a Santa Cruz de la Sierra, scali sulle rotte dell'America Meridionale.

Storia

Testo completo:

Dalla conquista spagnola alla "guerra del Pacifico" (1879-1883).

Già culla della remota civiltà di Tiahuanaco, fece parte, come marca di frontiera, dell'impero incaico. Verso la metà del sec. XVI fu conquistata dagli Spagnoli, che già si erano impadroniti del Perú e del bacino del Plata. Il suo territorio, incluso nel Vicereame del Perú, venne denominato Alto Perú o, alternativamente, Charcas. Diede i natali al capo indio José Gabriel Condorcanqui, che nel 1780, con il nome di Tupac Amaru II, guidò alla rivolta il suo popolo, in un sanguinoso quanto disperato tentativo di emancipazione dal regime coloniale. Inserita nel 1776 nel nuovo Vicereame del Plata, la Bolivia partecipò al moto indipendentistico di tutti i possedimenti spagnoli d'America, opponendosi per di più alle mire annessionistiche dell'Argentina. Nel 1809, a Chuquisaca e La Paz si costituirono giunte patriottiche, che impartirono le prime direttive per la lotta contro gli Spagnoli. Questi furono però in grado di reagire e tra il 1810 e il 1812 soffocarono il movimento, mandando a morte i suoi capi. Il 12 gennaio 1812, a Suipacha, le forze rivoluzionarie furono sbaragliate dal generale José Manuel Goyeneche, che sottopose la regione a un durissimo regime repressivo. Per la liberazione fu necessario attendere le campagne, nel Perú e nella Grande Colombia, di San Martín e Bolívar. Questi, dopo la vittoria di Ayacucho (9 dicembre 1824), inviò nell'Alto Perú il generale Sucre, suo luogotenente. Schiacciata l'ultima resistenza spagnola, Sucre portò a termine la missione e nel 1825 sorse il nuovo Stato che, in onore del libertador, fu chiamato Repubblica di Bolivia. Lo stesso Sucre ne divenne il primo presidente fino al 1828, quando fu deposto da una congiura militare e dalla sopraggiunta invasione peruviana. Conseguenza di questa situazione fu la dittatura del generale meticcio Andrés de Santa Cruz, che nel 1835 si spinse a sua volta nel Perú, lo assoggettò dopo averne sconfitto l'esercito a Socabaya e istituì una Confederazione peruviano-boliviana, di cui si fece proclamare “protettore”. Nel 1839 l'alleanza fra Cile e Argentina contro la confederazione portò, con la vittoria di Yungay, allo scioglimento della confederazione stessa: Perú e Bolivia tornarono a essere nazioni indipendenti. La caduta di Santa Cruz avviò in Bolivia un lungo periodo – interrotto unicamente da dittature più o meno stabili – di lotte fra caudillos: ricordiamo José Ballivián (1841-47) e il generale Manuel Isidoro Belzú (1848-55). Dal 1864 al 1871 dominò la figura del generale Mariano Melgarejo che, alla continua ricerca di fondi, negoziò con compagnie cilene e brasiliane accordi e trattati per la cessione dei diritti sulla zona di Acre e sullo sfruttamento dei nitrati nella provincia di Atacama. Dopo pochi anni Hilarión Daza, salito al potere nel 1876, si alleò con il Perú e impegnò la Bolivia in un disastroso conflitto contro il Cile. La guerra, detta “del Pacifico” (1879-83), causò al Paese la perdita della provincia costiera di Atacama e del porto di Antofagasta: ciò privò i Boliviani dell'unico accesso al mare di cui disponevano e dei giacimenti di nitrati situati lungo il litorale ceduto ai Cileni. Quel rovescio militare accese nuove lotte, che durarono molti anni. La Bolivia, in realtà, non poteva godere di uno sviluppo ordinato, perché troppi erano gli squilibri che la condizionavano. Dopo il naufragio della confederazione con il Perú, le redini del potere erano passate nelle mani dell'aristocrazia terriera, di origine creola, che governava con il pugno di ferro, opprimendo la popolazione india. L'economia, in sostanza, presentava la stessa fisionomia dell'epoca coloniale: si basava, cioè, sulle risorse dell'agricoltura e dell'estrazione mineraria, indirizzate dai grandi proprietari prevalentemente all'esportazione. Così il Paese continuava a vivere nell'arretratezza.

 

Tra riformismo e conservatorismo.

A cavallo fra i sec. XIX e XX, la scoperta dello stagno sembrò determinare una svolta nel Paese. Della nuova risorsa, però, si impossessarono pochi privilegiati, che stabilirono, con il massiccio apporto di capitali stranieri, vere e proprie “baronie” di sfruttamento. Primeggiarono tre compagnie: la Patiño, la Aramayo (capitali misti boliviani e britannici) e la Hochschild (associata a interessi svizzeri). La Bolivia così divenne presto una delle maggiori fornitrici di stagno del mondo. Di pari passo i suoi governi si ridussero a meri strumenti manovrati dai “baroni” e dai loro alleati stranieri. Data questa situazione, i guadagni realizzati durante il primo conflitto mondiale con la vendita delle materie prime non aiutarono il Paese a superare la depressione del 1929. Anzi, nel 1932, la Bolivia fu coinvolta in un disastroso conflitto con il Paraguay, la guerra del Chaco, alle cui origini vi erano interessi e rivalità di compagnie petrolifere internazionali, risoltosi solo nel 1938, con un accordo sfavorevole per il Paese boliviano. Attribuite alla classe dominante la responsabilità della guerra, il Partido de la Izquierda Revolucionaria (PIR, Partito della Sinistra Rivoluzionaria) e il Movimiento Nacionalista Revolucionario (MNR, Movimento Nazionalista Rivoluzionario), nati in questo periodo, promossero con una rivolta, prima ancora dei negoziati di pace, l'estromissione dal governo dei vecchi dirigenti. Dal 1936 al 1938 la Bolivia ebbe così due regimi progressisti, capeggiati dal colonnello David Toro e dal colonnello Germán Busch, che introdussero alcune riforme sociali. Nel 1937 i beni della Standard Oil Company of New Jersey furono nazionalizzati e Busch promulgò una Costituzione democratica, ma il 23 agosto 1939 egli morì in circostanze misteriose e il potere passò nuovamente nelle mani della vecchia oligarchia. Il Movimiento Nacionalista Revolucionario riprese l'offensiva e nel 1943, con un ennesimo sommovimento, tornò al governo: fu nominato capo dello Stato il generale Gualberto Villarroel, mentre il leader del partito, Victor Paz Estenssoro, provvedeva dietro le quinte a orientarne la condotta. Il tentativo di ripristinare la linea riformistica di Toro e Busch non ebbe tuttavia successo, perché i conservatori seppero opporre una tenace resistenza. Fu tale il malcontento della popolazione, che la destra conservatrice, nel luglio 1946, avvalendosi di una sommossa popolare, che costò la vita a Villarroel, recuperò il potere. Le idee del Movimiento Nacionalista Revolucionario si erano però radicate: le elezioni presidenziali del 1951, pur svoltesi secondo una legge che privava del voto gli Indios e altri settori della società boliviana, conferirono la vittoria a Paz Estenssoro. Annullati i risultati elettorali per intervento dei militari e degli oligarchi, Paz Estenssoro fu costretto all'esilio, ma l'anno successivo il MNR con l'aiuto del milizie contadine e operaie riconquistò il potere. Paz Estenssoro, insediatosi alla presidenza della Repubblica, introdusse tre riforme fondamentali: la nazionalizzazione dello stagno (cioè delle grandi compagnie Patiño, Aramayo e Hochschild), la concessione del suffragio universale (con il conseguente ingresso nella vita politica di oltre un milione di Indios) e la riforma agraria. Nel 1956, Hernán Siles Zuazo successe a Paz Estenssoro e il regime del MNR rifluì su posizioni moderate, lasciando incomplete o addirittura revocando alcune riforme.

Le dittature militari e il ritorno al multipartitismo.

La situazione del Paese andò deteriorandosi progressivamente, soprattutto dopo il ritorno di Paz Estenssoro alla presidenza (1960). Nel novembre 1964, questi fu deposto con un colpo di stato militare e sostituito dal generale René Barrientos Ortuño. Spostatosi il governo completamente a destra, nel Paese si accesero focolai di guerriglia, capeggiati da Ernesto Che Guevara, che però il 7 ottobre 1967 veniva catturato dalle forze militari e il giorno dopo trucidato. Morto Barrientos nell'aprile 1969, gli subentrò pochi mesi dopo in qualità di capo dello Stato il generale Alfredo Ovando Candia. Ben presto Ovando Candia fu defenestrato da una rivolta di militari progressisti, operai e studenti (1970), che insediò il generale José Torres. Posto, quindi, a capo di un regime “rivoluzionario” e “nazionalista”, Torres avviò una politica di riforme e di nazionalizzazione, che portò i conservatori il 22 agosto 1971 a marciare su La Paz a richiedere le sue dimissioni. La presidenza della Repubblica fu affidata al colonnello Hugo Bánzer Suárez, che impose un regime antipopolare e repressivo, destituito poi con un altro golpe nel 1978. Negli anni seguenti, la Bolivia fu soggetta ancora a una drammatica serie di colpi di stato, a cui l'esercito pose fine nel 1982, restituendo il potere ai civili rispetto a quando ben presto, però, il severo programma d'austerità varato dal Parlamento per affrontare l'elevatissima inflazione, dovuta anche alla caduta del prezzo dello stagno, incontrò la strenua opposizione dei sindacati, a cui si aggiunse il malcontento della popolazione per l'appoggio dato al governo dai militari statunitensi nella lotta contro i narcotrafficanti (luglio 1986). Dal diffuso scontento trasse vantaggio soprattutto il Movimiento de la Izquierda Revolucionaria (MIR, Movimento della Sinistra Rivoluzionaria) che, dopo l'affermazione nelle elezioni amministrative del 1987, riuscì a portare il suo candidato, Jaime Paz Zamora, alla presidenza della Repubblica (agosto 1989). Nelle elezioni del 1993, però il MNR riconquistò la maggioranza e il suo candidato alla presidenza, Gonzálo Sanchez de Lozada, nonostante non avesse ottenuto la maggioranza assoluta, fu nominato dal Congresso capo dello Stato (agosto 1993). Anche gli anni di governo di Sánchez de Lozada, comunque, furono caratterizzati da un clima di instabilità, dovuta alle massicce proteste dei contadini contro la campagna governativa di distruzione delle piantaggioni di coca, patrocinata dagli Stati Uniti, a cui facero seguito scioperi e manifestazioni dei sindacati. Travolti inoltre, nel 1996, in uno scaldalo finanziario alcuni deputati della maggioranza di governo, il MNR vedeva il suo potere avviarsi verso il declino e perdeva sempre più credibilità tra il suo elettorato. Nelle elezioni presidenziali del 1997, poichè non riusciva a ottenere la maggioranza assoluta nessun candidato, il Parlamento nominava presidente della Repubblica l'ex dittatore Hugo Bánzer Suárez, leader del partito di estrema destra, Acción Democrática Nacionalista (ADN, Alleanza Democratica Nazionalista), che aveva ottenuto il maggior numero di consensi. Nel luglio 2001, il governo di Bánzer sembrava ormai volgere al fine: questi infatti, costretto da una grave malattia, annunciava le sue dimissioni, lasciando la carica al giovane Jorge Quiroga, già ministro dell'Economia nel suo governo e ben accetto alla classe imprenditoriale del Paese. L'anno seguente si tenevano le elezioni presidenziali, che vedevano la vittoria di Sanchez de Losada, nuovamente in carica dopo la sconfitta patita nel 1997. Nel 2003 scoppiavano gravi incidenti di piazza in tutto il Paese in seguito alla decisione del governo di imporre una tassa del 12,5% sui salari poi ritirata; tuttavia il governo rassegnava le dimissioni. Nel corso dello stesso anno, inoltre, era costretto a dimettersi anche Sanchez de Losada, a causa del suo progetto di esportazione del gas naturale, contestato duramente dall'opposizione e dai sindacati; al suo posto veniva designato Carlos Mesa Gisbert, precedentemente vicepresidente. Il nuovo presidente indiceva per il luglio 2004 un referendum per definire la politica energetica del Paese, il cui esito è stato favorevole al governo. Successivamente il Parlamento approvava una legge che prevedeva la nazionalizzazione delle riserve di gas del Paese. Nel marzo 2005 Mesa si dimetteva in seguito alle continue proteste dei sindacati che chiedevano la nazionalizzazione delle riserve energetiche, ma il parlamento respingeva le dimissioni. Nel giugno 2005, il capo della Corte Suprema di giustizia, Eduardo Rodríguez Veltzé prendeva il posto di Mesa, che si era dimesso in seguito a nuove proteste. Le elezioni del dicembre 2005, venivano vinte da Evo Morales, leader dei cocaleros, con la sua formazione Mas (Movimento al socialismo). In seguito veniva varata la riforma agraria, che prevedeva la consegna di terreni di proprietà dello Stato a indios e campesinos e un censimento dei latifondi improduttivi. Alla fine del 2007 veniva approvata la nuova Costituzione che dovrà essere sottoposta a refrendum. Tra il maggio e il giugno 2008 le province di Beni, Pando, Santa Cruz e Tarija hanno approvato con referendum statuti autonomi, provocando scontri e manifestazioni. Nel gennaio 2009 un referendum, voluto dal presidente Morales, per cambiare il testo costituzionale, dando più protezione alle comunità indigene e rafforzando il ruolo dello stato nell'economia, veniva approvato con il 60% dei voti.

Popolazione

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Popolazione totale: 9929849
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Popolazione urbana (%): 66,82
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Gruppi etnici:

Quechua 30%, Meticci (incrocio tra bianchi e amerindi) 30%, Aymara 25%, Bianchi 15%

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Lingue:

Spagnolo 60,7%, Quechua 21,2% e Aymara 14,6% (ufficiali), lingue straniere 2,4%, altro 1,2%

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Religioni:

Cattolici 95%, Protestanti (metodisti evangelici) 5%,

Demografia

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Tasso di crescita: 1,64
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Tasso di natalità: 27,37
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Tasso di mortalità: 7,48

Media dell'area geografica: 6.3316666682561 (su un totale di 12 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 41,00
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Tasso di mortalità infantile maschile: 50,00
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Tasso di fecondità totale: 3,50
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Rapporto tra i sessi: 99,50
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Età mediana: 21,68
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Aspettativa di vita maschile: 63,43
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Aspettativa di vita femminile: 67,70

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 108

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 24,06
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 50,94
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Tasso di crescita annua: 5,20
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 2.263,60
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 4.792,96
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 13
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 39
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 49
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): 537
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Spesa statale per sanità (%): 9
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Spesa statale per istruzione (%): 24
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Spesa statale per difesa (%): 6
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Tasso di corruzione: 34
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Debito pubblico (%/PIL): 14,40
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Tasso di inflazione : 6,90
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Tasso di disoccupazione: 0,00
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Debito estero (milioni di $): 6.473,62
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Saldo migratorio: -165177
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 2020
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 4890
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 14

Indicatori socio-sanitari

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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,20
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Diffusione contraccettivi (%): 61
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Diffusione assistenza prenatale (%): 86
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Assistenza specializzata al parto (%): 71
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Tasso di mortalità materna: 180
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 96
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 67
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 86
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 34
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 9
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 25

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 99
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 99
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 84
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 95
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 95
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 97
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 97
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 69
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 69
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 75
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 78

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 32,80
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 8,71
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 82,82
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Numero reti televisive: 48
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 30,00

Trasporti

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Aeroporti:

865

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Densità stradale (km/100 km²):

7,33

(?)
Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,3

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Porti:

0

Popoli

In Bolivia, più del 60% della popolazione sente di appartenere a uno dei più di trenta gruppi etnici originari, o Indios, del paese. I due gruppi più popolosi sono i Quechua e gli Aymara, seguiti da Chiquitanos, Guaraní e Moxeños.

I Quechua erano la componente maggioritaria dell'impero Inca, e la loro lingua, detta runa-simi, era quella ufficiale (attualmente è anche una delle lingue ufficiali della Bolivia). Con l'arrivo degli spagnoli e dei missionari cattolici sono stati decimati e i sopravvissuti sono stati evangelizzati. Oggi sono il gruppo etnico più numeroso del paese.

Donna quechua.

Gli Aymara, o Aymará, prima di essere annessi all'impero Inca, erano divisi in numerose fazioni, distribuite in vaste zone andine di Bolivia, Peru ed Ecuador. Il loro centro culturale e religioso era Tihuanaco, nei pressi del lago Titicaca. Furono tra gli ultimi popoli indigeni a sottomettersi agli spagnoli. Simbolo di questo gruppo è la bandiera di sette colori detta whipala. L'attuale presidente boliviano Evo Morales appartiene a questo gruppo.

Whipala. Fonte: Wikimedia Commons.

Di origini tutt'ora sconosciute, gli Uru Chipaya sono il più antico gruppo etnico andino oggigiorno esistente. Costretti dai più forti ed evoluti Aymará a rifugiarsi nelle regioni inospitali a confine col Cile, a quasi 4.000 metri d’altitudine. Hanno conservato antiche tradizioni e costumi, oltre alla religione animista e alla lingua puquina, l’unica ancora parlata della famiglia uru. Vivono ancora nei tradizionali phutuku e wallichi koya, case coniche costruite interamente con blocchi di terra (le prime) oppure con tetti di paglia e fascine impastate con il fango (le seconde). La sopravvivenza di questo popolo è messa a dura prova a causa del continuo posciugarsi del fiume Lauca, loro unica fonte di sostentamento.

Uru Chipaya davanti alla loro casa

Territori urbani

La città di Nuestra Señora de la Paz (in italiano Nostra Signora della Pace), situata a 3.600 metri, è la capitale più alta del mondo. Fondata dai conquistadores spagnoli nel 1548 dove prima sorgeva un villaggio di minatori aymara, divenne presto un importante centro politico ed economico situato sulla strada tra Potosí e Lima. Oggi è la sede del Governo, mentre la capitale costituzionale è Sucre. La Paz si adagia sulla fenditura chiamata la hoyada, ed è sovrastata dalla popolosa città satellite di El Alto, la quale ospita un aeroporto internazionale. Qui, come in molte altre città boliviane, cultura coloniale e indigena si sono fuse. In città sono presenti numerosi mercati (affascinante e molto particolare è il mercado de las brujas, il mercato delle streghe), musei e chiese (la Basílica de San Francisco è un bellissimo esempio di barocco mestizo, meticcio, o andino). Nonostante tutte queste bellezze, La Paz è da ricordare che La Paz è anche una città dai forti contrasti (come tutta la Bolivia del resto), dove si possono trovare grattacieli, ma anche edifici popolari fatiscenti, auto di lusso e persone che spingono carretti in legno, uomini d'affari e ambasciatori e indigenti.

Veduta di La Paz. Fonte: Wikimedia Commons.

Potosí, famosa per le sue miniere d'argento (un detto spagnolo recita "vale un Potosí", cioè vale una fortuna), è una delle città più alte del mondo (4.050 metri circa) e dal 1987 è patrimonio dell'umanità UNESCO. Oggi l'attività mineraria non è più fiorente come un tempo, anche se molti continuano a lavorare nel settore. Il turismo, legato alla visita delle miniere e ad altri punti d'interesse (per esempio la Casa de la Moneda, antica zecca e oggi museo, e la Torre de la Compañia, resti di un convento gesuita in stile mestizo), è oggi un settore abbastanza importante.

Industria mineraria di Potosí. Fonte: Martin St-Amant - Wikipedia - CC-BY-SA-3.0.

Santa Cruz de la Sierra (in italiano Santa Croce della Montagna), centro principale dell'Oriente boliviano, è oggi la città più popolosa ed il centro economico principale della nazione. Dagli anni '70 è cresciuta rapidamente, anche se in maniera disordinata e poco regolamentata. Molte imprese straniere hanno qui la loro sede. La popolazione di Santa Cruz è per la maggior parte camba (nome con cui vengono chiamati gli abitanti della zona orientale del paese, contrapposto a colla, che indica gli abitanti delle zone andine) e forti sono le spinte autonomiste. Curioso è l'assetto urbanistico della città, divisa in anillos, cioè viali concentrici. Il monumento principale è la Basílica Menor de San Lorenzo (Basilica Minore di San Lorenzo).

Basílica Menor de San Lorenzo, Santa Cruz de la Sierra.

Territori rurali

La Laguna Verde e la Laguna Colorada sono due delle meraviglie che si incontrano viaggiando in Bolivia: sono laghi colorati il cui aspetto variopinto dipende dalla presenza di particolari minerali e alghe che vivono nel fondo delle acque (guarda il video delle lagune e dei geyser)

La guerra dell'acqua 

Con questo termine si indica le manifestazioni di protesta dei campesinos scesi in piazza contro il governo Boliviano per aver acconsentito alla privatizzazione dell'acqua a vantaggio delle multinazionali occidentali. Leggi la scheda di sintesi del conflitto e ascolta la testimonianza di Oscar Olivera, uno dei leader della protesta

L'Altipiano boliviano è una zona desertica ad alta quota, cosparsa di rocce dalle forme inconsuete. Dopo quello del tibet, è il più vasto al mondo

La regione del Salar de Uyuni è la distesa di sale più vasta del mondo, un'area pari a circa 12.000 chilometri quadrati (guarda il video)

Manifestanti contro la privatizzazione del gas boliviano

Oltre all'acqua, anche il gas viene coinvolto nei movimenti di protesta dei cittadini boliviani contro la privatizzazione degli idrocarburi

Flora, fauna e attività umane

Approfondimento: 

Non dobbiamo confondere la pianta della coca con il cloridrato di cocaina. Coltivare questa pianta è una tradizione secolare e gli indigeni la masticano per alleviare la fame e la fatica. La denuncia a livello internazionale della diffusione della droga, che si ottiene dalle foglie di questa pianta, ha generato politiche di eradicazione ed eliminzione di questa coltivazione minacciando gravemente la sopravvivenza dei cocaleros, i coltivatori di coca

Flora

Tra le piante che caratterizzano maggiormente la flora boliviana c’è la coca, considerata, da questo popolo, un vero e proprio simbolo identitario. Elemento inscindibile della vita quotidiana per le popolazioni andine, tanto da divenire un potente simbolo d’identità culturale e parte integrante di ogni interscambio sociale.

Nell'area delle Valles secos interandine sono numerose le specie di cactus presenti, di cui alcune endemiche, come l'hulala.

Il toborochi è una pianta dalla forma insolita tipica del Chaco, oggi esportata anche qui da noi come pianta ornamentale.

Toborochi. Fonte: Wikimedia Commons.

 

 

Il capibara

Fauna

Tipico animale presente in questi territori, così come in altri paesi dell’America Latina, il capibara, il più grande roditore esistente al mondo

Tra le specie endemiche della Bolivia troviamo: il Callicebus aureipalatii, tipologia di scimmia scoperta durante una spedizione e il cui nome, in latino, significa "del palazzo d'oro"

Callicebus aureipalatii

e l'opossum gracile di Aceramarca, mammifero in grave rischio di estinzione

L'animale emblema della bolivia è il lama, camelide molto diffuso in America Latina

Giochi

In questa pagina potete trovare la descrizione di alcuni dei giochi popolari più diffusi in Bolivia: “pelea de gallos”, “ratoncito”, “bacanchas achivas”, “cuculuro”, “pescadito”.

I Giochi panamericani sono, dopo quelli olimpici, la maggiore manifestazione sportiva multi-disciplinare in termini di nazioni partecipanti: organizzati ogni quattro anni, nell'anno precedente quello delle Olimpiadi, vedono in competizione atleti dei paesi del continente americano. Fra gli sport rappresentati ve ne sono alcuni tipicamente latino-americani, come ad esempio la palla basca

Feste

Grazie alla ricchezza della loro cultura, ancora profondamente legata alla tradizione, i boliviani vantano numerose ed interessanti feste e celebrazioni. La festa sicuramente più conosciuta, dichiarata dall'UNESCO eredità internazionale, è il Carnevale di Oruro... guarda il video.

Durante le feste e le celebrazioni boliviane, musica e danze hanno un ruolo di primissimo piano.

 

Celebrazione della Pachamama

In Bolivia il rapporto tra religione tradizionale e cattolica è molto forte, dando vita ad un cattolicesimo contenente alcuni elementi delle credenze indigene; il più importante di tali culti originari, come in gran parte dell'America Latina, è quello della Pacha Mama, della Madre Terra, questione particolarmente sentita in Bolivia a causa dei forti conflitti relativi alle risorse naturali nazionali.

Breve viaggio attraverso le terre dei Kallawaya; terra di offerte e di sacrifici, di guaritori erboristi e di guaritori indovini, che da tempi antichi si tramandano la loro straordinaria conoscenza medica. Una cultura molto antica, ricca, diversa, basata sull'equilibrio tra uomo e natura

Reti stradali e ferroviarie

In Bolivia, la rete stradale non è molto sviluppata. Questa è formata da 45 Rutas Fundamentales (Strade Fondamentali), le quali sono solo parzialmente asfaltate. Durante i periodi di pioggia intesa molte strade, soprattutto secondarie e locali, risultano impraticabili in quanto la terra battuta si trasforma in fango.

Tra i mezzi più utilizzati dai boliviani ci sono le motociclette, le camionetas (nome con cui sono chiamati i pick-up), la flota (autobus a lunga percorrenza), i trufi (taxi cittadini che seguono un percorso prestabilito) e i micro (pulmini con fermata a chiamata che percorrono un percorso prestabilito).

Flota Comarapa-Cochabamba.

Micro, Cochabamba.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La Via degli Yungas, che collega La Paz e Coroico, è definita la strada più pericolosa del mondo. Chiamata anche Camino de la Muerte (Strada della morte), non è asfaltata, non ha parapetti e la carreggiata è stretta. Negli anni moltissimi sono stati gli incidenti. Oggi una nuova strada ha reso non necessario il suo utilizzo.

Via degli Yungas. Fonte: Wikimedia Commons.

 

Viaggiare in Bolivia 

Maruja Torres, nel suo libro Amor America, narra del suo viaggio in treno da Puerto Montt, Cile, a Nuevo Laredo, Messico. Nei capitoli "Il treno dei coraggiosi" e "Sotto il cielo", racconta della sua esperienza boliviana, fornendo una descrizione di cosa vuol dire spostarsi in treno per il paese, oltre che offrendo immagini significative dei luoghi visitati.

La rete ferroviaria boliviana è alquanto sottosviluppata. Interessante è la vicenda del cimitero dei treni nei pressi di Uyuni,a suo tempo luogo di interscambio di treni, sia per la sua vicinanza con la frontiera del Cile sia per la vicinanza con le miniere di Potosì. Con la crisi mineraria e le tensioni politiche con il Cile, la città rimase per metà abbandonata, fino a che la presenza del Salar, un grande deserto di sale, non le ridiede vita. In questo periodo, molti dei treni furono abbandonati nel mezzo del deserto, a 3600 metri d'altezza, costituendo quello che oggi è conosciuto come cimitero dei treni.

Monete e banconote

Il Boliviano è la moneta ufficiale della Bolivia;

Le monete attualmente in circolazione sono da 10, 20 e 50 centavos e da 1, 2 e 5 bolivianos.
I valori di banconote attualmente in circolazione sono da 10, 20, 50, 100 e 200 bolivianos. Le immagini sulle banconote raffigurano celebri personaggi importanti per la storia boliviana

Il sucre è la "moneta virtuale" (come l'ECU, l'Unità di conto dell'Unione Europea) adottata nell'aprile 2009 dall'ALBA, l'Alternativa bolivariana per le Americhe (di cui fanno parte Venezuela, Cuba, Bolivia, Dominica, Honduras, Nicaragua, e di recente Ecuador, St. Vincent e Grenadine, Antigua e Barbuda); si tratta di una valuta da utilizzare per l'interscambio tra i paesi membri per fronteggiare la crisi mondiale e ridurre la dipendenza dal dollaro americano nello scambio commerciale del continente

Arte tradizionale e moderna

La celebre porta del sole presso Tiahuanaco

La cultura di Tiahuanaco (o tiwanaku) fu un'importante civiltà preincaica il cui territorio si estendeva attorno alle frontiere degli attuali stati di Bolivia, Perù e Cile. Prende il nome dalle rovine dell'antica città di Tiahuanaco (o Tiwanacu), nei pressi del lago Titicaca. Alcune ipotesi sul nome, affermano che derivi dall'aymara Taypikala. Guarda anche la galleria fotografica

L' "arbol de piedra", l'albero di pietra, l'opera d'arte naturale più celebre in Bolivia

Ricca panoramica relativamente ad arte e letteratura boliviana

La Bolivia vanta una ricca tradizione per quanto riguarda la produzione di tessuti, nella cui produzione le donne sono delle vere e proprie maestre, con tecniche di lavorazione che si tramandano da migliaia di anni; l'abbigliamento tradizionale è ancora molto utilizzato soprattutto nelle aree rurali

Esempio di fusione fra lo stile barocco centroeuropeo e la creatività indigena sono le strutture delle anctiche Missioni Gesuitiche dei Chiquitos, costruite interamente in legno e patrimonio mondiale dell'UNESCO (1990)

 

I tessuti nella cultura boliviana 

Per le popolazioni andine, i tessuti, come il tradizionale Aguayo, costituiscono uno strumento di distinzione ed identità; è il caso, in particolare, delle culture j’alqa e tarabuco che vivono l'una accanto all'altra nei dintorni di Sucre.

 

Pagina dedicata a Cecilio Guzman de Rojas (in spagnolo), celebre pittore indigenista al quale si deve il recupero del carattere indigeno come valore estetico

Presentazione di sculture in bronzo e in pietra di Marina Nuñez del Prado, una delle più rispettate scultrici dell'America Latina

Musiche e danze

Strumenti musicali Ispano-americani 

Scopri gli strumenti musicali, aerofoni, idiofoni, membranofoni e cordofoni tipici del mondo ispano-americano

Musiche

Strumenti musicali tipici della cultura boliviana

La storia della musica boliviana è ricca di elementi antichi e influenze dovute alle numerose conquiste; è segnata da diverse tappe evolutive e numerosi sono gli strumenti che caratterizzano i diversi ritmi

I Sikus, o flauti di Pan, sono lo strumento tipico dei popoli Aymara

Tra i musicisti più famosi che la bolivia può vantare ci sono Mauro Nunez, maestro del charango, Ernesto Cavour e i gruppi Los Awatinas e Los Kjarkas, gruppi esecutori di musica tradizionale; ascolta qualche brano degli Awatinas e Kjarkas

Il Charango è lo stile musicale caratteristico della Bolivia. La Zamba e il Huayno sono le musiche popolari andine più diffuse, lodevolmente rappresentate e fatte al conoscere al mondo dal gruppo Savia andina

Danze

Particolare dei vestiti utilizzati per la danza della Morenada

La Bolivia possiede una varietà innumerevole di danze tradizionali: danze di origine preispanica e danze originate dall'incontro con gli spagnoli. Oggi esse sono considerate una vera e propria ricchezza per questo popolo, e vengono rappresentate soprattutto in occasione dei carnevali boliviani

Guarda le immagini della danza tradizionale Jula Jula

Tundiki e soprattutto caporales sono danze afroandine, che possono essere eseguite in coppia o, come durante i famosi carnevali, in gruppo

La danza più rappresentativa della Bolivia è la morenada, che rappresenta il trasferimento degli schiavi africani dalle miniere alle calde terre della regione di Yungas (guarda il video) assieme alla danza Khantus, con ritmi e strumenti tradizionali

Fiabe e racconti

La luna e il giaguaro è un libro che raccoglie miti e leggende diffusi nella regione del Chaco, in Bolivia, abitata dal popolo Guaranì.

La leggenda del lago Titicaca, un racconto ai confini della Bolivia e del Perù.

Il Lago Titikaka, sul confine tra Bolivia e Perù

Fiabe, miti e leggende del popolo guaranì; raccolta di fiabe con relative schede e approfondimenti.

, pianta andina utilizzata a simboleggiare il popolo degli indios e le sfide che vivono quotidianamente nel far valere i propri diritti.

Era l'alba quando, nel silenzio più assoluto, dal sole uscirono fuori due sfere luminose: così erano nati Manco e Mama:.

La città dei contrari: la fiaba di Manuelito e la realtà dei bambini di strada boliviani.

Il pipistrello vanitoso è una fiaba appartenente al folklore ispano americano, ovvero derivante dalla vasta letteratura indigena di Indios, Maya, Aztechi e Inca (guarda l'animazione).

Storia degli usi della "Foglia sacra degli Dei", pianta imprescindibile dalla vita dei boliviani: la foglia di coca.

Alcuni misteri e leggende che circondano il sito archeologico di Tiahuanaco.

Cibo, alimentazione e ricette

Curiosità... 

La Quinoa, la "mamma di tutti i semi", la patata, "il chuno negro" e la coltivazione della coca (con la quale viene prodotta anche una bevanda), tre usanze e tipicità che rendono unica la Bolivia

Il Chuno negro, patate liofilizzate mediante un particolare procedimento

La cucina boliviana, seppur poco conosciuta, presenta molti piatti semplici e gustosi, prevalentemente a base di carne bovina o suina, accompagnata spesso da mais, fagioli neri e da patate, che da queste latitudini sono una vera specialità

Alcune ricette tradizionali: l'Anticucho, (una sorta di spiedino, originario dei paesi sudamericani anticamente appartenenti all'Impero Inca e successivamente al Vicereame del Perù), il Pigue macho, le Salteñas (guarda il video)e la Quesumacha sono solo alcune delle ricette maggiormente conosciute

L'arca del gusto 

Scopri le specilità gastronomiche boliviane minacciate dal degrado ambientale e dai prodotti industriali e quasi dimenticate

La quilquiña, nell'immagine in basso, è un'erba aromatica tipica della Bolivia, molto utilizzata in cucina, soprattutto per salse e insalate

Tipiche ricette di La Paz sono le Fricase (in spagnolo), un piatto condito con carne di maiale e mais e il marraqueta, un tipo di pane simile a quello francese.

In Bolivia la manioca (qui chiamata yuca) si mangia in moltissimi modi. Fritta viene spesso accompagnata con

La Llajwa, salsa si peperoncini e pomodoro

una salsa piccante di locotos e pomodori, nota come llajwa, formaggio, o choclo (mais essiccato).

Per l'antipasto non bisogna dimenticare i cuñapés, tipici panzerotti di farina di tapioca, farina estratta dalla radice di manioca

Non mancano poi liquori forti come il Singani, un distillato all'uva, o il Pisco, prodotto nazionale in Cile e Perù

Testimonianze

Letture consigliate 

Alcune opere consigliate per intraprendere primo viaggio letterario alla scoperta della Bolivia

 

Tagliare canne non è un gioco, testimonianza dell'impiego di bambini come forza lavoro nella coltivazione della canna da zucchero, un fenomeno, dilagante e preoccupante, che vede coinvolti migliaia di bambini boliviani.

L'unico motivo per il quale i bambini dovrebbero usare la carriola...

 

La città dei contrari: fiaba che racconta la storia di Johnny, undici anni, bambino di strada boliviano che è riuscito a riprendere in mano la propria vita.

 

Viaggio in Bolivia (2006) a partire da Copacabana per giungere a Santa Cruz de la Sierra (pagine 6-7); diario di viaggio lungo le Ande boliviane da La Paz a Potosì (pagine 31 - 33) (dalla rivista Geomondo, n.2, febbraio 2006).

 

Un cocalero raccoglie le foglie di coca

La storia di Doña Asteria Chamani che haspeso la propria vita in nome del diritto delle lavoratrici e dei lavoratori che affollano le strade vendendo quel poco che possiedono.

 

La storia di Esteban Garcia, cocalero boliviano vittima della repressione governativa gontro le proteste dei coltivatori della pianta della coca.

 

Bernardino ha 15 anni ed è uno dei bambini impiegati come "peones" nelle miniere d'oro di Potosì; leggi la sua storia.

 

Giuseppe ci racconta il suo viaggio nel alla scoperta del .

Personaggi

Antonia Moscoso

Antonia Rodriguez Moscoso è stata nominata Ministro dello Sviluppo Produttivo e dell’Economia Plurale della Bolivia. Di etnia quechua, è una produttrice di commercio equo e solidale dell’associazione di artigianato Señor de Mayo, di cui è direttore esecutivo e per molti aspetti la vera anima

Ricardo Jaimes Freyre

Artista originale e creatore di ritmi nuovi, Ricardo Jaimes Freyre fu un poeta boliviano iniziatore del Modernismo che visse per gran parte della propria vita in Argentina e, insieme a Rubén Darío fondò la Revista de America

Tra gli eroi della storia boliviana ricordiamo Juan Lechín Oquendo, celebre leader sindacale e segretario generale della Federazione Sindacale dei minatori boliviani, Marcelo Quiroga Santa Cruz, forte contestatore del governo boliviano usurpatore delle risorse nazionali e Domitila Chungara (in spagnolo), una donna delle miniere boliviane, minatrice e moglie di minatore che provocò la sommossa che mise fine alla dittatura del generale Hugo Banzer nel 1979

Evo Morales è l'attuale Presidente della Bolivia; indigeno aymara ex coltivatore di coca (cocalero), nel 2007 viene eletto primo presidente indigeno della Bolivia

Il Presidente Evo Morales

Tupac Catari

Nell'immagine a sinistra troviamo raffigurato Tupac Catari, leader indigeno aymara, e simbolo della rivoluzione di idee e non di mezzi.

Juan Enrique Jurado è il cantante boliviano più popolare della Bolivia; i testi delle sue canzoni costituiscono un inno alla patria boliviana