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Paesi | Americhe | America centrale | Nicaragua

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Managua
Superficie (km²): 130000
Densità (ab/km²): 42
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.presidencia.gob.ni/
Data dell'indipendenza: 15 settembre 1821
Indipendenza da: Spagna
Moneta: Cordoba
Membership:

BCIE, CACM, FAO, G-77, IADB, IAEA, IBRD, ICAO, ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ITSO, ITU, ITUC, LAES, LAIA (osservatore), MIGA, NAM, OAS, OPANAL, OPCW, PCA, RG, UN, UNCTAD, UNESCO, UNHCR, UNIDO, Union Latina, UNWTO, UPU, WCL, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

 

Morfologia. Il territorio del Nicaragua fa parte di una delle zone geologicamente più instabili e più «giovani» della Terra, l'istmo centroamericano, la cui struttura cominciò a delinearsi nel Miocene consentendo l'unione dei due subcontinenti americani grazie soprattutto all'intensa attività vulcanica connessa con la grande orogenesi che ha portato alla formazione delle possenti catene montuose lungo tutto il bordo del Pacifico. Il Nicaragua ospita anzi l'elemento strutturale più caratteristico dell'istmo, la «grande depressione», ampio solco tettonico che può essere considerato come l'autentico confine fisico tra il mondo nordamericano e quello sudamericano; esso rappresenta un fondamentale elemento divisorio anche per il Nicaragua, che separa in due aree diversissime per estensione, geomorfologia, popolamento. Vasta oltre 2/3 dell'intero territorio del Nicaragua, la regione posta tra la fossa tettonica e la costa caribica rientra nella cosiddetta Zona Antillana, che dallo zoccolo messicano-guatemalteco del Chiapas si estende, tramite una grande dorsale sotto il Mar delle Antille, fino a costituire l'ossatura dei rilievi di Giamaica, Haiti e Puerto Rico; è prevalentemente costituita da formazioni precambriane granitiche e metamorfiche, parzialmente ricoperte da sedimenti mesozoici e da rocce effusive cenozoiche, in specie basalti e andesiti. Depositi alluvionali neozoici costituiscono invece la vasta pianura litoranea, nota come Costa de Mosquitos , che si affaccia al Mar delle Antille, con andamento monotono, presentando coste basse, importuose e orlate di lagune. Verso l'interno, al di là di una fascia di basse colline, il territorio presenta una serie di altopiani profondamente incisi dall'erosione e sovrastati da alcune dorsali (Cordillera Isabelia, Serranías Huapí, Cordillera Chontaleña ecc.), disposte a ventaglio da ovest a est, secondo l'andamento tipico della regione antillana; alcune cime (Kilambé, Peñas Blancas) superano i 1.700 m e il Cerro Mogotón raggiunge i 2.107 m.

 

Ambiente di origine vulcanica. Completamente diverso è l'ambiente del Nicaragua occidentale, tra la grande depressione e le coste del Pacifico, chiara testimonianza della violenta e prolungata attività vulcanica che ha accompagnato la nascita delle cordigliere americane e che tuttora, seppure in tono minore, permane: la saldatura tra i due blocchi continentali (fino agli inizi dell'era neozoica l'America Settentrionale e la Meridionale erano divise dal mare in quanto l'intera depressione nicaraguegna era sommersa dalle acque) fu appunto dovuta all'enorme massa di lava eruttata soprattutto nel corso del Miocene e alle potenti coltri detritiche alimentate dalla degradazione meteorica dei rilievi appena emersi. La grande depressione nicaraguegna, lunga circa 600 km e parzialmente occupata dai bacini dei laghi di Managua e di Nicaragua, si è formata col concorso di fenomeni diversi e contrastanti, tettonici, vulcanici, sismici, erosivi e costruttivi; delineatasi nel Pleistocene con la formazione di sistemi di faglie subparallele e il conseguente sprofondamento delle zolle interposte, taglia in diagonale l'istmo da nord-ovest a sud-est, dal Golfo di Fonseca sul Pacifico (porzione sommersa della stessa depressione, un tempo unita direttamente al Lago di Managua) al solco del fiume San Juan, sul Mar delle Antille.

 

Marrabios. Tra la strettissima cimosa costiera del Pacifico e la fossa tettonica si allineano i cosiddetti Marrabios, una ventina di vulcani sorti durante l'era neozoica in rapporto alla formazione della grande depressione; il più recente, il Cerro Negro (350 m), risale appena al 1850. Dal Lago di Nicaragua si elevano i coni gemelli dei vulcani Concepción e Maderas che, uniti da un istmo, formano l'Isola di Ometepe, la più grande del Nicaragua, e quello dello Zapatera, nell'omonima isola; sulla sponda nord-occidentale dello stesso lago si eleva, sopra Granada, l'edificio vulcanico del Mombacho. Il più noto vulcano del Nicaragua, il Momotombo, responsabile di violente eruzioni che lo ridussero dai precedenti oltre 1.600 m agli attuali 1.280 m, si erge a nord del Lago di Managua, fiancheggiato dal più piccolo Momotombito, emergente dalle acque del lago. Altri notevoli vulcani sono il Chonco, San Cristóbal (o El Viejo o Chinandega, 1.745 m, il più elevato vulcano del Nicaragua), Rota, Hoyo ecc. Nel promontorio di Cosigüina, che si protende a chiudere il Golfo di Fonseca, si apre la vasta caldera, del diametro di circa 1 km, eloquente testimonianza della spaventosa esplosione che nel 1835 squarciò l'edificio del Vulcano Cosigüina. In Nicaragua i terremoti sono frequenti e non di rado disastrosi, come quelli che nel 1931 e nel 1972 hanno colpito la capitale, riducendola praticamente a un cumulo di rovine.

 

Clima. Per la sua posizione astronomica, tra 11° e 15° latitudine nord, il Nicaragua ha un clima tropicale, ampiamente influenzato però dall'aliseo di nord-est sul fronte caraibico e, nell'interno, mitigato dall'altitudine. Lungo la fascia costiera caribica la temperatura media si aggira sui 26 °C con lievissime escursioni diurne e stagionali; l'aliseo investe costantemente il versante caraibico apportando piogge abbondanti che, più copiose a sud (4.500 mm annui nella zona tra i fiumi San Juan ed Escondido), vanno gradatamente scemando verso nord e verso l'interno (2.600-2.200 mm annui tra Escondido e Río Coco, 1.500-2.000 mm annui sulle zone più interne dell'altopiano). Alcune aree alle spalle della Costa dei Mosquitos, riparate da basse colline che bloccano gli alisei, ricevono precipitazioni relativamente scarse e presentano temperature di oltre 30 °C, con punte anche superiori ai 40 °C. Al di sopra dei 600-800 m le temperature oscillano tra i 14 °C delle zone più elevate e i 22 °C delle valli. Sul versante pacifico il clima è sempre di tipo subtropicale, ma con precipitazioni più ridotte (in media 1.500 mm annui); inoltre si individua una netta stagione secca da dicembre a maggio.

 

Flora. Poco meno della metà del territorio nicaraguegno è coperto da foreste, soprattutto nella regione orientale; la foresta pluviale, ricca di essenze pregiate e dal fittissimo sottobosco, domina nelle aree più umide, mentre i contrafforti orientale degli altopiani sono coperti da una densa foresta tropicale che passa oltre i 600 m al bosco misto con querce e conifere; sul versante pacifico prevale la savana, spesso a carattere arbustivo (matorral), mentre lungo le rive dei laghi notevole diffusione hanno le mangrovie.

Idrografia. L'elemento più caratteristico dell'idrografia del Nicaragua è dato dalla presenza di due grandi laghi, il Managua e il Nicaragua (questo è anzi, con i suoi 8.430 km2 , il più esteso dell'America Centrale), che occupano il fondo della depressione; essi comunicano tramite il fiume Tipitapa. Un tempo i due laghi erano un'insenatura della costa pacifica; l'accumulo di materiale dovuto all'intensa attività vulcanica progressivamente li separò dall'oceano, di cui rimasero tributari finché lo spostamento dello spartiacque dovuto all'abbassamento nel Neozoico della costa caribica non provocò il deflusso delle acque verso il Mar delle Antille. A testimonianza di queste vicissitudini l'ittiofauna del Lago di Nicaragua ospita specie di origine marina adattatesi all'habitat di acque dolci, come il tiburón (Carcharhinus nicaraguensis ), uno squalo lungo sino a 3 m. Nel Pacifico si gettano solo brevi corsi d'acqua a regime torrentizio, di cui i principali sono l'Estero Real e il Río Grande del Sur, antico emissario del Lago Nicaragua; sviluppo assai maggiore hanno i fiumi del versante caraibico, particolarmente il Río Coco o Segovia, di 750 km, che per lungo tratto segna il confine con l'Honduras e termina con un ampio delta presso Cabo Gracias a Dios, il Río Grande de Matagalpa , l'Escondido e il Río San Juan, emissario del Lago di Nicaragua, interamente navigabile, e che in parte forma il confine con la Costa Rica. Nel complesso però la loro importanza è relativa perché attraversano regioni scarsamente abitate e di modesto sviluppo economico.

Ambiente umano

Testo completo:

 

Popolamento e composizione etnica. La popolazione del Nicaragua è prevalentemente costituita da meticci (69%) o trigueños, in conseguenza della profonda mistione durante l'epoca coloniale tra Amerindi e bianchi; gli Amerindi puri rappresentano solo il 5%. Al tempo della conquista spagnola il territorio del Nicaragua era scarsamente abitato da tribù appartenenti a diversi gruppi etnici, provenienti tanto da nord, e affini ai Maya, quanto da sud, dalla Colombia come i Chibcha , e stanziati, per le migliori condizioni climatiche e pedologiche, nella regione vulcanica; lungo la piana costiera del Mar delle Antille erano insediati esigui gruppi appartenenti a più primitive popolazioni caraibiche, tra cui i Mosquitos. La maggior parte degli Amerindi non ha saputo conservare il proprio patrimonio culturale e si è lasciata assimilare quando gli Spagnoli occuparono il Nicaragua; solo gli indomiti Mosquitos della fascia costiera di nord-est e altre tribù (Sama, Rama, Chioca) sono riusciti a mantenere una propria identità. L'elemento bianco forma circa il 17% dell'intera popolazione. Agli inizi del XIX secolo gli Inglesi, che avevano fondato sulla costa caribica un fasullo Stato indipendente dei Mosquitos, introdussero in Nicaragua, come schiavi, neri africani per i lavori di piantagione: in parte puri, in parte meticciati con gli Amerindi (zambos), sono per lo più diffusi nella fascia costiera orientale e costituiscono il 9% della popolazione.

Sviluppo demografico e distribuzione. L'incremento demografico è stato in quest'ultimo secolo molto elevato. Si stima che la popolazione nicaraguegna ammontasse al momento della proclamazione dell'indipendenza (1821) a circa 150.000 unità, salite a 500.000 agli inizi di questo secolo. Nel 1950 il primo censimento condotto con tecniche moderne accertò l'esistenza di 1.057.023 abitanti, saliti agli attuali cinque milioni circa. Riguardo alla distribuzione della popolazione, oltre l'80% degli abitanti vive nella zona compresa tra la grande depressione e il Pacifico, che corrisponde ameno del 20% dell'intero territorio. Unico grande centro economico, politico e amministrativo è la capitale, Managua, già importante città india ma decaduta in epoca coloniale e risorta dopo il 1855 quando fu scelta come nuova capitale. Seguono, tutte nella fascia occidentale, León , che fu capitale del Nicaragua fino al 1855 e che è tuttora il principale centro culturale, Granada (75.000 abitanti), nota all'epoca spagnola come «perla dell'America Centrale» e per le sue ricchezze più volte razziata dai pirati, Masaya e Chinandega. I maggiori centri sulle alte terre orientali sono Jinotega e Matagalpa; modesti sbocchi commerciali si hanno sulle coste, tra cui Bluefields e Puerto Cabezas su quella caribica, Corinto su quella pacifica.

Aspetti economici

Testo completo:

 

Non molto favorito quanto a risorse naturali, il Nicaragua fu scarsamente sollecitato all'epoca della dominazione spagnola e successivamente, quando passò in pratica da una dittatura all'altra, tutte strettamente legate a grandi compagnie statunitensi. È di conseguenza un Paese povero, arretrato, economicamente basato sull'agricoltura, attività che peraltro non garantisce sempre nemmeno l'autosufficienza alimentare. La guerra civile, che pose fine alla dittatura della famiglia Somoza, costò al Paese perdite enormi in vite umane, danni ingenti alle città (distrutte per il 50%) e alle infrastrutture viarie, elevatissimi indebitamenti con l'estero, rovinosi crolli delle produzioni agricole e zootecniche, nonché la quasi completa paralisi delle attività industriali e commerciali. Il nuovo governo espropriò i beni di Somoza e le aree non coltivate, ridistribuendo le terre confiscate a circa 60.000 famiglie contadine; nazionalizzò le banche private, le compagnie di assicurazione, i settori minerario, forestale e della pesca; istituì una serie di enti pubblici per incrementare le principali produzioni e controllare il relativo commercio. Nel complesso, il governo intende attuare un'economia di tipo misto, che incoraggi con adeguati finanziamenti (al momento per lo più ottenuti con prestiti stranieri) l'iniziativa privata, specie nei settori che forniscono beni destinati all'esportazione, pur nell'ambito di una accuratamente programmata regolamentazione statale.

 

Agricoltura. Arativo e colture arborescenti occupano solamente il 10% della superficie territoriale; nonostante le ingentissime distruzioni della guerra civile, si ritiene che già nel 1981, grazie ai consistenti aiuti internazionali, le produzioni avessero ricuperato i valori prebellici. I principali prodotti alimentari destinati al mercato interno sono il mais, il riso e il sorgo, la manioca e taluni prodotti ortofrutticoli, come fagioli, ananas, agrumi; il settore si regge però sui proventi delle colture di piantagione, in particolare sul caffè, principale prodotto d'esportazione, che trova un ottimo ambiente nei fertili terreni vulcanici del versante del Pacifico tra i 600 e 1.000 m, sul cotone, sulle banane, sulla canna da zucchero e sul cacao. Costituisce una rilevante fonte di ricchezza il manto forestale che abbonda di essenze pregiate come mogano, cedro e palissandro.

 

Allevamento e pesca. Un settore in sviluppo notevole, tanto da consentire una certa esportazione, è quello zootecnico, incentrato sull'allevamento bovino; discreta consistenza hanno anche i suini e i volatili da cortile. La pesca è praticata soprattutto lungo la costa atlantica.

 

Risorse minerarie e industria. Le risorse minerarie non sono molto ingenti; le principali consistono in oro e in argento; sono inoltre presenti miniere di rame, piombo e zinco. Assai modesta è anche la produzione d'energia elettrica. L'industria si basa essenzialmente sulla lavorazione dei prodotti locali; comprende perciò zuccherifici, birrifici, manifatture di tabacchi, conservifici per la carne, cotonifici, oleifici; funzionano una raffineria del petrolio a Managua, alcuni cementifici e un cantiere navale presso Puerto Cabezas.

Comunicazioni e commercio. La rete delle comunicazioni non è né estesa né efficiente. Le ferrovie si sviluppano per circa 300 km ca., lungo il versante del Pacifico, e non si raccordano con quelle degli Stati vicini; le due linee più importanti collegano l'una Managua con il porto di Corinto, il maggiore del Paese (scali marittimi di rilievo sono anche San Juan del Sur, sul Pacifico, e Puerto Cabezas sul Mar delle Antille), l'altra Managua con la città di Granada . Del pari le arterie stradali, solo in parte asfaltate, interessano essenzialmente le regioni volte al Pacifico; il collegamento stradale con l'Honduras e la Costa Rica è assicurato dal tratto nicaraguense (383 km) della Carretera Panamericana . Un certo ruolo riveste tuttora la navigazione nei laghi e lungo i corsi terminali dei fiumi tributari del Mar delle Antille. È infine discreto il servizio aereo, assicurato dalla AERONICA (Aerolíneas de Nicaragua ), che effettua servizi sia interni sia con il Guatemala, il Messico e gli Stati Uniti; principale aeroporto è quello internazionale di Managua. Non molto rilevante è il movimento commerciale: il Nicaragua esporta caffè, pesce, crostacei, carne e zucchero, mentre importa materie prime per l'industria, macchinari, generi alimentari; l'interscambio si svolge per lo più con gli Stati Uniti, seguiti dalla Germania, dalla Costa Rica e da El Salvador.

Storia

Testo completo:

L'attuale territorio del Nicaragua era abitato nell'epoca precolombiana da vari gruppi tribali tributari dei vicini Maya. Fu appunto il capo di una di queste tribù, Nicarao, ad accogliere assai amichevolmente i conquistatori spagnoli guidati da Gil González Dávila, sul finire del 1522. E questi, in suo onore, chiamò Nicaragua la nuova terra.

L'occupazione seguì le vicende di tutta l'America Centrale: cioè, amministrativamente anche il Nicaragua venne incorporato nella Capitanía General di Guatemala, che a sua volta fu inserita nel vicereame della Nuova Spagna (Messico). In questo stesso quadro partecipò agli eventi che condussero all'indipendenza. Quando nel 1821 il Messico si distaccò dalla Spagna, i Paesi centro-americani fecero altrettanto e si proclamarono indipendenti: nacque (5 giugno 1823) uno Stato separato, che assunse il nome di Province unite del Centroamerica. Durò fino al 1839, anno in cui ciascuno dei cinque componenti abbandonò il vincolo federativo, erigendosi a Repubblica. Per il Nicaragua i primi anni furono difficili.

Il Paese era lacerato da guerre civili, che vedevano contrapporsi liberali e conservatori: in realtà si trattava di lotte tra due fazioni oligarchiche, che si disputavano il controllo della proprietà fondiaria e delle attività connesse. Questa situazione discendeva dall'eredità coloniale, che aveva plasmato una società dualistica: da una parte i “signori della terra” e i loro clienti politici e amministrativi; dall'altra la maggioranza della popolazione, dedita al lavoro dei campi, analfabeta e povera. Al fianco dei proprietari bisognava aggiungere la Chiesa, detentrice di cospicue ricchezze. I liberali avevano il loro quartier generale nella città di León, i conservatori a Granada. La costa orientale (Mosquitia) era occupata dai Britannici. Verso la metà del secolo cominciò a farsi sentire l'espansione economica e finanziaria degli Stati Uniti. Washington e Londra si accordarono in termini di compromesso: con il Trattato Clayton-Bulwer, del 1850, si impegnarono a non costruire canali interoceanici in quel settore istmico e a non procedere, sempre in tale zona, ad atti unilaterali di colonizzazione. Nel 1854 le cose si complicarono. Infatti il gruppo statunitense Vanderbilt riuscì ad accaparrarsi il monopolio dei trasporti in tutto il Nicaragua; l'iniziativa assestò un colpo agli operatori commerciali della roccaforte liberale di León: perciò essi decisero di chiedere aiuto a società nordamericane ostili ai Vanderbilt e a concorrenti inglesi. Ne approfittò l'avventuriero William Walker, del Tennessee, che nel 1855 penetrò in Nicaragua, vi organizzò una rivolta e si fece persino proclamare presidente. Il gruppo Vanderbilt allestì contro di lui una coalizione centro-americana. Walker fu sconfitto. Catturato, venne fucilato dagli honduregni nel 1860. I conservatori ebbero quindi la meglio: pertanto poterono restare al potere fino al 1893, allorché un sollevamento liberale insediò alla presidenza José Santos Zelaya. La realtà dimostrò che a un dispotismo se ne era sostituito un altro. Santos Zelaya mantenne la suprema carica sino al 1909: cadde perché volle osteggiare gli Stati Uniti che in quel periodo erano in fase di espansione della loro influenza nell'arco caribico. Fu appunto Washington che sostenne nel 1911 l'ascesa del fidato Adolfo Díaz, conservatore, alla presidenza del Nicaragua. Il Paese però non accettò l'intervento e insorse: allora il governo statunitense inviò nel 1912 reparti armati. La presenza di quei soldati permise ai conservatori di prolungare il predominio del loro partito. Nel 1914 essi stipularono un trattato, in virtù del quale veniva ceduto agli USA il diritto esclusivo di costruire un canale interoceanico nella zona del fiume San Juan, in alternativa a quello appena inaugurato a Panamá; in cambio di detto diritto il Nicaragua riceveva un indennizzo di 3 milioni di dollari. Ma in pratica questa somma dovette essere restituita ai Nordamericani, a saldo dei debiti contratti dal Nicaragua negli anni precedenti. Anzi, per controllare e assegnare i pagamenti ai singoli creditori, Washington installò a Managua un'apposita Commissione, che divenne la vera amministratrice del Paese. Quando nel 1933 le truppe statunitensi vennero ritirate, il potere passò al capo della Guardia nazionale, Anastasio Somoza, che instaurò un regime repressivo, nell'interesse della propria famiglia e, sul piano internazionale, degli Stati Uniti. Il 28 settembre 1956 Anastasio Somoza morì in seguito a un attentato. Prese il suo posto il figlio Luis Somoza Debayle, mentre il fratello di Luis, Anastasio Somoza Debayle, assunse il comando della Guardia nazionale. Le elezioni del 1963 portarono alla presidenza il liberal-nazionalista René Schick Gutiérrez, ma il contesto politico ed economico non mutò. Alla sua morte (1966) i Somoza tornarono al governo con Anastasio Somoza Debayle. Dopo la parentesi del triumvirato (1972-74), Anastasio Somoza Debayle venne eletto presidente. Si intensificava intanto la guerriglia del Fronte sandinista, di ispirazione socialista, la cui offensiva nel 1978 assunse una certa consistenza costringendo Somoza, che aveva perduto l'appoggio degli USA, alle dimissioni (17 luglio 1979).

 

Popolazione

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Popolazione totale: 5788163
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Popolazione urbana (%): 57,54
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Gruppi etnici:

mestizo (meticci amerindi-bianchi) 69%, bianchi 17%, neri 9%, amerindi 5%

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Lingue:

Spagnolo 97,5% (ufficiale), Miskito 1,7%, altre 0,8%

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Religioni:

Cattolici 58,5%, evangelici 21,6%, moraviani 1,6%, testimoni di geova 0,9%, altre 1,7%, nessuna 15,7%

Demografia

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Tasso di crescita: 1,30
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Tasso di natalità: 24,82
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Tasso di mortalità: 4,70

Media dell'area geografica: 4.9374999403954 (su un totale di 8 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 18,50
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Tasso di mortalità infantile maschile: 24,30
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Tasso di fecondità totale: 2,76
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Rapporto tra i sessi: 97,91
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Età mediana: 22,07
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Aspettativa di vita maschile: 69,91
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Aspettativa di vita femminile: 76,12

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 129

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 7,30
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 18,88
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Tasso di crescita annua: 5,10
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 1.239,18
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 3.205,56
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 20
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 26
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 54
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -1311
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Spesa statale per sanità (%): 13
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Spesa statale per istruzione (%): 16
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Spesa statale per difesa (%): 6
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Tasso di corruzione: 29
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Debito pubblico (%/PIL): 0,00
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Tasso di inflazione : 7,95
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Tasso di disoccupazione: 7,83
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Debito estero (milioni di $): 7.120,96
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Saldo migratorio: -200000
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 1510
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 3730
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 16

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 41
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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,20
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Diffusione contraccettivi (%): 72
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Diffusione assistenza prenatale (%): 90
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Assistenza specializzata al parto (%): 74
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Tasso di mortalità materna: 100
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 98
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 68
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 85
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 63
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 37
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 52

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 89
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 85
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 48
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 94
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 93
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 84
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 77
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 47
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 35

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 28,31
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 4,90
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 82,15
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Numero reti televisive: 16
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 10,60

Trasporti

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Aeroporti:

143

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Densità stradale (km/100 km²):

16,96

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,0

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Porti:

3

Popoli

Il popolo dei Rama si distingue particolarmente dalle altre etnie del Nicaragua e, ancor di più, la loro lingua;

Famiglia Rama

lo scarso utilizzo dell' idioma Rama fà sì che esso sia in serio rischio di estinzione

Alcuni bambini Misquito

Gli indiani Misquito vivono prevalentemente nell' area costiera del nord-est del Paese; essi hanno svolto un ruolo fondamentale durante i movimenti indigeni degli anni Ottanta allo scopo di raggiungere l'autodeterminazione (leggi l'approfondimento)

Video sui Garifuna del Nicaragua, chiamati anche black carib (caraibici neri), un incrocio tra africani e amerindi

Il popolo del Nicaragua: immagini dei volti e della quotidianeità dei Nicas

Territori urbani

Tipici autobus urbani

Le città più importanti del Nicaragua: Granada, perla dell'America Centrale, Managua, la capitale e León, la vecchia capitale (materiali prodotti dal Liceo

Trasporti urbani

...meno convenzionali

G. Berchet, Milano, classi IV-V D, a.s. 2004-2005)

Cosa non perdere del Nicaragua: le città di Managua, Masaya e Granada, prosegendo per San Quan del Sur senza dimenticare l'isola di Ometepe

Anche a Managua, come in molte metropoli dell'America Centrale, la cintura urbana che circonda il centro cittadino è caratterizzata dalla realtà delle baraccopoli (guarda alcune immagini)

Territori rurali

Lago Nicagua

Il mondo in una tazzina di caffè: le fasi della coltivazione e lavorazione del caffè fino alla tazzina (progetto GVC)

Il caffè 

Il caffé è una coltura molto diffusa nell'America centrale e meridionale. Il caffé è stato oggetto di un lavoro di ricerca a cura degli alunni della Classe 2^G; Scuola secondaria di primo grado “G. Sarto”; Castelfranco Veneto (Tv); A.S. 2009-2010, nell'ambito della fase di sperimentazione di Atlante on-line

Esempio di sviluppo rurale in Nicaragua: le donne di Malpaisillo

Uno dei problemi più complessi che il paese si trova ad affrontare da più di un decennio: la questione della terra

Articolo relativo al Programma Nazionale per l'Agricoltura e l'Allevamento (Agropecuario) per il 2007-08, incentrato sulla lotta per la riduzione della povertà ed il miglioramento del livello e della qualità della vita della popolazione rurale.

 

 

 

 

 

 

 

 

Flora, fauna e attività umane

FLORA

La vegetazione del Nicaragua è di tipo tropicale o sub-tropicale; abbondano pini, mogani, cedri, il

Albero del Quebracho

quebracho e il guayacanes, l'albero del caucciù e circa cinquanta specie di alberi da frutta.

Pecari

FAUNA

Si incontrano puma, giaguari, cervi, pecari, varie specie di scimmie e rettili; vi è una gran varietà di pappagalli, nel particolare Ara -chiamato lapas- colibrì e tacchini selatici.

Simboli Nazionali 

Guardabarro e Sacuanjoche sono rispettivamente l'uccello e il fiore nazionali

 

Giochi

BUSCAR SU NÚMERO: gioco di squadra...chi prende più numeri, vince!

Come in tutti i paesi dell'America Centrale, anche in Nicaragua vi sono tracce dell'antico Juego de la Pelota

Campo da baseball

Alcuni ragazzi giocano sulle strade di Granada

Il baseball è lo sport nazionale in Nicaragua ed è diffuso tanto quanto lo è il calcio in Brasile. Bambini che giocano con bastoni e palline è una scena comunissima nel Paese; il campo da gioco è un elemento sempre presente in gran parte delle comunità.

I Giochi Panamericani sono, dopo quelli olimpici, la maggiore manifestazione sportiva multi-disciplinare in termini di nazioni partecipanti: organizzati ogni quattro anni, nell'anno precedente quello delle Olimpiadi, vedono in competizione atleti dei paesi del continente americano. Fra gli sport rappresentati ve ne sono alcuni tipicamente latino-americani, come ad esempio la palla basca

Feste

L'origine della Processione di Santo Domingo patrono di Managua

Giorno di Santo Domingo

"Discesa e Salita" di Santo Domingo

(Minguito)

Tutti i paesi e le città del Nicaragua hanno una festività annuale per la celebrazione del santo patrono, las fiestas patronales, durante le quali, solitamente, si organizzano processioni in maschera e rappresentazioni di battaglie tra figure folcloriche che impersonano in forma satirica i conquistadores spagnoli (esempio delle feste patronali della città di Leon, San Sebastian e Granada);

El Toro Guaco

I due protagonisti della processione

la grande festa patronale di Managua, che prende il nome di 'Toro Guaco', prevede che il gruppo dei danzatori, vestiti da "spagnolo", emerga dalla processione diviso in due gruppi, composti da un numero tra otto e dodici persone, assieme ad un ulteriore danzatore chiamato "Mandador" che è ilcapo della danza e ad un toro artificiale ovvero una persona porta la testa di un toro montata su un'impalcatura

Tra le feste laiche e nazionali, il 19 luglio si celebra la Rivoluzione, giorno in cui si ricorda la sconfitta della dittatura ad opera dell'esercito di Liberazione Nazionale;

Il 14 settembre, giorno della Battaglia di San Giacinto (guarda il documento storico della celebrazione del 1956) e il 15 settembre, il giorno dell’Indipendenza, vengono dette fiestas patrias

Monete e banconote

Il córdoba nicaraguense è la valuta ufficiale del Nicaragua; fu introdotto il 20 marzo 1912, in sostituzione del peso mentre, il 5 febbraio 1988, fu introdotto il "nuovo córdoba" (nueva córdoba) con un cambio di 1 000 "vecchi" córdoba..infine il 30 aprile 1991 è stato reintrodotto il córdoba, chiamato anche córdoba oro, con un valore di 5 milioni di "nuovo córdoba".

 

Francisco Hernandez de Cordoba  

Fondatore del Nicaragua, in suo onore, il Nicaragua chiamò col suo nome la propria valuta.

È diviso in 100 centavos (centesimi): 5 centavos, 10 centavos, 25 centavos, 50 centavos, 1 córdoba, 2 córdoba, 5 córdoba e 10 córdoba mentre , le banconote in 5, 10, 20, 50, 100, 200, 500 e 1000 cordoba.

Bancornote e monete in circolazione e banconote di scarso utilizzo

Il sucre è la "moneta virtuale" (come l'ECU, l'Unità di conto dell'Unione Europea) adottata nell'aprile 2009 dall'ALBA, l'Alternativa bolivariana per le Americhe (di cui fanno parte Venezuela, Cuba, Bolivia, Dominica, Honduras, Nicaragua, e di recente Ecuador, St. Vincent e Grenadine, Antigua e Barbuda); si tratta diuna valuta da utilizzare per l'interscambio tra i paesi membri per fronteggiare la crisi mondiale e ridurre la dipendenza dal dollaro americano nello scambio commerciale del continente

Arte tradizionale e moderna

Artigianato

San Juan de Oriente

Abiti tradizionali 

Ogni abito tradizionale appartiene ad una zona diversa del Paese e sono una manifestazioni dei costumi culturali e delle tradizioni regionali del Nicaragua.

Testimonianze di arte aborigena del 300 d.C sono giunte fino ai giorni nostri grazie ai Petroglifos: pietre incise con arcani disegni (figure umane, geometriche e uccelli).

Petroglifos dell\'isola di Omotepe

Introduzione all' arte del Nicaragua: architettura, pittura e scultura e l'arte femminile

Architettura coloniale

Cattedrale di Managua

Musiche e danze

Musiche

La musica del Nicaragua è un mix delle diverse culture indigena, europea e africana. La costa caraibica, nel particolare, è conosciuta per il suo Palo de Mayo, una forma sensuale di dance music, e per la Punta Garifuna.

Strumento di espressione delle ingiustizie sociali, di speranza per un domani migliore e di patriotismo è la Trova, assieme al Chicheros, genere molto diffuso consistente in tromba, trombone e varie percussioni

Un inno all'educazione nelle parole di un canto popolare

Musicisti

Strumenti musicali 

Gli strumenti musicali utilizzati in nicaragua sono quelli tipici dell'America Centrale, soprattutto la Marimba che però si distingue dagli altri paesi dal modo in cui viene suonata: il musicista seduto la poggia sulle proprie ginocchia. Essa, inoltre, è composta da placche di legno duro situate su bastoni di bambù di diverse lunghezze e percossi con martelletti

Danze

In Nicaragua le manifestazioni culturali sono un incontro di danze, musiche e abiti tradizionali coloratissimi; alcuni esempi sono il baile del zopilote, il baile de las inditas, la danza del Mestizaje

La grande festa patronale di Managua, che prende il nome di 'Toro Guaco', prevede che il gruppo dei danzatori emerga dalla processione diviso in due gruppi, composti da un numero tra otto e dodici persone, assieme ad un ulteriore danzatore chiamato "Mandador" che è il capo della danza e ad un toro artificiale ovvero una persona porta la testa di un toro montata su un'impalcatura

Danze folkloriche nicaraguensi: baile de los novios e la mora limpia

Fiabe e racconti

Percorsi di lettura (fiabe e narrativa) con testi di approfondimento per i più grandi e per i più piccoli su Americhe e Caraibi

Fiabe e leggende illustrate dai bambini del Nicaragua

Le tre tigri, fiaba nicaraguense

La Cegua

Il folklore assume un ruolo fondamentale nella cultura nicaraguense. Molte storie e canzoni conosciute da tutti i nicaraguensi narrano di personaggi misteriosi e spesso spaventosi. Il personaggio più terrifficante è La Cegua, una strega che vive nei boschi e vaga per i boshi nell'attesa dell su vittime. Si narra che possa apparire in diverse sembianze: a volte in abito di foglia bianca di granturco con un velo che le copre il viso; che abbia lunghi capelli corvini o che indossi un abito di foglia di Guarumo e che la sua voce sia stridente a causa delle foglie di Pantago ( pianta simile al banano) che le ricoprono i denti. Alcuni dicono che il suo viso sia spettrale e che il suo sgurado si fissi nelle anime delle vittime; altri, che abbia il viso di cavallo. La leggenda vuole che disponga di poteri soprannaturali e che, l'unica maniera di non cadere sua vittima, sia gettare semi di mostarda che lei si affretterà a raccogliere. Come altri miti del folklore nicaraguense, la leggenda de La Cegua dovrebbe assicurare che gli uomini facciano ritorno diretti a casa dopo il lavoro.

Racconti e leggende del Nicaragua

Cibo, alimentazione e ricette

La Chicha 

Bevanda tipica dell'America Latina prodotta dalla fermentazione del mais: la chicha del Nicaragua

Nacatamal

Menù nicaraguense: ingredienti più utilizzati, specialità culinarie tipiche e bevande

La gastronomia del Nicaragua è molto variegata e tende a privilegiare i sapori autentici.
Gli elementi di base sono la carne, gli ortaggi e i cereali come la manioca o il mais.
Se proverete la cucina locale vi troverete ad assaggiare piatti originali come il vaho cucinato con manioca, banane e carne o il

Ceviche di gamberi

Nacatamal che abbina in modo molto delicato e gustoso pezzi di carne con il mais.
Qualche altro piatto tipico? Il Gallo pinto, una mescolanza speziata di fagioli e riso e il Ceviche, un colorato piatto di pesce crudo marinato al succo di limone e condito con coriandolo fresco, cipolla e pomodoro.

Quattro ricette tipiche nicaraguensi senza dimenticare il dolce cui si aggiungono i Nacatamales, involtini di farina di mais ripieni di verdura, maiale o pollo, avvolti in una foglia di banana e bolliti per almeno due ore, le Rosquillas e i Buñuelos

Testimonianze

Letture consigliate 

Alcune opere consigliate per intraprendere primo viaggio letterario alla scoperta del Nicaragua

Diario di viaggio di Michele e Maurizio (2003)

 

Il diario di Francesco, in viaggio tra Costa Rica Nicaragua

 

Il mondo Nica giorno per giorno dal racconto di Valerio (2008) e le lettere di Enrica

 

E’ uscito il libro “ Nicaragua: noi donne, le invisibili ” a cura dell’Associazione Amicizia Solidarietà Italia-Nicaragua.
Il volume, pubblicato dalla Casa Editrice Davide Ghaleb, è stato realizzato con il Patrocinio dell’Amministrazione Provinciale di Viterbo. Il libro ha posto

l’attenzione sul mondo femminile nicaraguense, per la sua storia interna e per il ruolo svolto dalle donne durante la rivoluzione sandinista.

 

Que linda Nicaragua: Raccolta di documenti e testimonianze che fanno la storia del Nicaragua

Personaggi

Rubén Darío è il massimo esponente della letteratura nicaraguense assieme a Claribel Isabel Alegría Vides

Rubén Darío

Poeta, politico e diplomatico nicaraguense

Barbara Carrera (Bluefields, 31 dicembre 1945) è un'attrice nicaraguense, cresciuta artisticamente negli Stati Uniti e candidata al Golden Globe per la migliore attrice debuttante nel 1976.

Miguel d\'Escoto Brockmann

Miguel d'Escoto Brockmann (Los Angeles, 5 febbraio 1933), prete cattolico scomunicato da Papa Giovanni Paolo II a causa del suo ingresso in politica; è stato eletto il 4 giugno 2008 Presidente dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite e in quella sede ha chiesto agli stati membri dell'ONU di mobilitarsi per mettere fine all'apartheid di Israele contro i palestinesi tramite sanzioni e boicottaggio delle merci così come fu fatto per il Sudafrica.

Simbolo della rivolta giovanile contro la dittatura somozista: Leonel Rugama

L' eroe nazionale Augusto César Sandino, leader della resistenza nicaraguese contro l'esercito d'occupazione degli Stati Uniti tra il 1927 ed il 1933.

Uno dei migliori boxeur degli anni '80, Alexis Arguello

Alaxis Arguello

 

Lo spirito ribelle di Gioconda Belli:

"Dalla donna che sono,
mi succede, a volte,
di osservare, nelle altre, la donna che potevo essere;
donne garbate, laboriose, buone mogli,
esempio di virtù,
come mia madre
avrebbe voluto.
Non so perchè
tutta la vita
ho trascorso a
ribellarmi a loro..."