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Paesi | Americhe | America centrale | Messico

Carta d'identità

Capitale: Città del Messico
Superficie (km²): 1964380
Densità (ab/km²): 53
Forma di governo: Repubblica federale
Sito ufficiale del Governo: http://www.gob.mx/
Data dell'indipendenza: 16 settembre 1810 (dichiarata); 27 settembre 1821 (riconosciuta dalla Spagna)
Indipendenza da: Spagna
Moneta: Nuovo peso messicano
Membership:

APEC, BCIE, BIS, CAN (osservatore), Caricom (osservatore), CDB, CE (osservatore), CSN (osservatore), EBRD, FAO, G-20, G-3, G-15, G-24, IADB, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICCt, ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, IHO, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC, LAES, LAIA, MIGA, NAFTA, NAM (osservatore), NEA, OAS, OECD, OPANAL, OPCW, PCA, RG, UN, UN Security Council (temporaneo), UNASUR (osservatore), UNCTAD, UNESCO, UNHCR, UNIDO, Union Latina, UNWTO, UPU, WCL, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Geomorfologia. Il Messico ha il suo cuore geografico nelle terre dell'altopiano vulcanico (Altopiano Centrale o, secondo l'antica denominazione azteca, Anáhuac ) in cui avviene la saldatura tra le due catene, la Sierra Madre Orientale e la Sierra Madre Occidentale, che, dirette da nord a sud, formano l'ossatura fondamentale del Paese. È una regione dominata dai superbi coni vulcanici del Popocatépetl (5.452 m), dell'Ixtaccíhuatl (5.286 m), del più marginale Citlaltépetl (5.747 m) e altri ancora, tra loro divisi da depressioni e bacini più o meno chiusi situati a circa 2.000-2.500 m d'altitudine. A nord di questa regione centrale le alteterre messicane assumono forme più distese e aperte, saldandosi con i tavolati del Texas. Esse sono orlate dalle pieghe della Sierra Madre Occidentale e della Sierra Madre Orientale, che continuano anch'esse, strutturalmente, gli allineamenti delle Montagne Rocciose. La continuità tra il territorio messicano e quello statunitense si ritrova anche nella penisola della Bassa California, che rappresenta la prosecuzione della Catena Costiera, così come il Golfo di California costituisce un'area depressionaria interposta tra la penisola e l'altopiano; sullo stesso allineamento della Bassa California si trova la Sierra Madre del Sud, che recinge l'altopiano messicano sul lato meridionale. Le due grandi catene che bordano l'altopiano risalgono all'era cenozoica; esse si sovrappongono agli strati mesozoici, che affiorano tuttavia in molte zone montagnose e su una larga parte dell'altopiano, dove sono anche estesi gli espandimenti vulcanici. Per contro la Sierra Madre del Sud e la bordatura meridionale del Pacifico sono formate da rocce paleozoiche. Sul lato orientale, lo Yucatán è una superficie sedimentaria con terreni cenozoici e neozoici. Questi ultimi coprono anche le pianure costiere che, sui due lati del Paese, si stendono ai piedi delle Sierre. Nel complesso sono però più vaste quelle sul versante orientale, che si raccordano con i bassi fondali del Golfo del Messico e formano un tutt'uno con le superfici sedimentarie dello Yucatán. Il territorio messicano è, quindi, complessivamente articolato e frammentato, benché il rilievo non assuma mai grandi asprezze. Sull'altopiano prevalgono in genere le superfici orizzontali, con rilievi residuali nella sezione settentrionale e apparati vulcanici in quella centrale. Tuttavia le catene che lo orlano, e che raggiungono e talora superano i 3.000-5.000 m, rappresentano ostacoli alle comunicazioni tra la costa e l'interno. A esse si deve inoltre il carattere endoreico dell'altopiano in tutta la sua sezione settentrionale, caratterizzata dalla presenza di bacini depressionari ( bolsones ). Nella sezione centrale si hanno invece dirette aperture tra l'interno e la costa occidentale, rappresentate dalle ampie vallate del Río Grande de Santiago e del Río Balsas. La parte meridionale del Paese è nel complesso più movimentata, con bacini depressionari e rilievi mai veramente aspri, che verso est si spengono nei tavolati dello Yucatán.

Clima. Il clima varia anzitutto da nord a sud, e ciò in misura sensibile dato il notevole sviluppo latitudinale del Paese; varia poi in un modo anche più forte in funzione dell'altitudine. Rispetto a questa si distinguono diverse fasce. La prima è quella delle tierras calientes , le terre calde situate vicino al mare, di cui pertanto avvertono gli influssi: le temperature annue sono piuttosto stabili e la media a Veracruz (Golfo del Messico) è sui 25 °C. La seconda fascia è quella delle tierras templadas , le terre temperate poste tra i 600-700 m e i 1.600 m; le temperature sono mitigate, risentono già delle differenze stagionali, sebbene ci siano notevoli differenze passando dal sud al nord del Paese (Chihuahua, situata a quasi 1.500 m, ha una media annua di 20 °C, una estiva di 26 °C). Condizioni ancora migliori si ritrovano ai bassi livelli della successiva fascia superiore, quella delle tierras frías , le terre fredde che si spingono fino a 2.800 m, altitudine peraltro già notevole e che ha effetti sulla temperatura e sulle sue escursioni termiche. A Città del Messico, la cui altitudine si aggira sui 2.300 m, le medie sono di 9 °C in gennaio, di 23 °C in luglio. Più oltre, si passa gradatamente verso le tierras heladas , le terre gelate, per la verità limitate, in Messico, alle cime dei più alti vulcani. Per quanto riguarda il meccanismo climatico, esso è regolato dagli influssi degli alisei di nord-est, dalle masse d'aria d'origine continentale proveniente dal nord e dalle masse d'aria tropicale di sud-est. All'aliseo di nord-est si deve l'azione prevalente: debole nei mesi invernali, esso si rafforza e assume il carattere di un monsone nei mesi estivi, durante i quali si concentrano le precipitazioni. Nei mesi invernali per contro predominano, specie in tutta la parte settentrionale e centrale, le masse d'aria continentali, che determinano tempo stabile e siccitoso, caratterizzato però sovente da venti freddi, i nortes , che abbassano considerevolmente la temperatura e danneggiano le colture. Le masse d'aria tropicale di sud-est lambiscono lo Yucatán e la costa orientale e spirano per lo più nei mesi invernali. Nel sud e nello Yucatán la stagione piovosa è molto prolungata e le precipitazioni sono abbondanti (oltre 2.000 mm annui; 3.000 mm sui rilievi del Chiapas che dominano lo Yucatán); le piogge decrescono passando verso nord e verso l'interno. L'aliseo provoca forti differenze tra la costa orientale e quella occidentale; a Veracruz, sulla traiettoria dei venti, cadono 1.600 mm di pioggia all'anno, mentre sulla costa del Sinaloa non si raggiungono i 1.000 mm. Inoltre sulla distribuzione delle piogge hanno una notevole incidenza i fattori orografici e così tutto l'altopiano a nord dell'Anáhuac è poco piovoso, perché riparato dalle Sierre. Nella zona che gravita sul Río Bravo si hanno intorno a 400 mm di piogge annui, che cadono nel giro di 2-3 mesi. Si ha un clima cioè semiarido; semiarida è anche la Bassa California, che si trova defilata rispetto alla traiettoria delle masse d'aria umide.

 

Flora. La vegetazione varia corrispondentemente alle caratteristiche climatiche delle diverse regioni. Così nel sud (Yucatán e rilievi che dominano l'istmo di Tehuantepec e il Golfo del Messico) si hanno le foreste tropicali che ospitano tutte le specie dell'ambiente caribico, dai mogani ai cedri, alternate a foreste secondarie, arbustive, tra cui si trova la pianta del chicle , la sapotiglia o sapodilla . Nelle zone dove più marcato è il clima a due stagioni, la vegetazione è savanica con specie xerofile: particolarmente numerose sono qui le piante grasse, come le agavi, le yucche , tipiche del paesaggio messicano, oltre a piante cespugliose come il mezquite, l'ocotillo ecc.

Idrografia. Il fiume maggiore è il Rìo Bravo, che per lungo tratto fa da confine tra Messico e USA sfociando nel Golfo del Messico dopo oltre 3.000 km di corso. Esso attinge una parte delle sue acque dall'altopiano messicano attraverso il Río Conchos, ma a sud di questo bacino l'idrografia dell'altopiano è priva di sbocchi e le acque dei fiumi che scendono dai versanti interni delle Sierre finiscono sul fondo dei bolsones formando lagunas salate o superfici incrostate di sale. I fiumi che drenano i fianchi esterni delle catene hanno per contro corsi brevi e veloci; al loro trasporto alluvionale si deve la formazione delle pianure costiere, come quella del Sonora e del Sinaloa sul lato occidentale, del Tabasco e del Veracruz su quello orientale. Dall'Altopiano Centrale, dove la morfologia vulcanica ha creato numerosi laghi (tra cui quelli di Chapala e di Cuitzco), scendono alle coste del Pacifico i già ricordati Río Grande de Santiago e Río Balsas. Hanno corsi spesso impetuosi e in taluni punti un letto profondamente incassato (con formazione di gole e cañones ); il loro regime è però più regolare dei fiumi del Messico settentrionale, che risentono dell'andamento a due stagioni del clima e hanno perciò forti piene estive. Ancor più regolare tende a essere il regime dei corsi d'acqua più meridionali, come il Tehuantepec, che sfocia nel golfo omonimo (Oceano Pacifico), e il Papaloapán (Golfo del Messico). La morfologia generalmente accidentata dei corsi d'acqua messicani ha favorito lo sfruttamento a scopi energetici e irrigui. Un'idrografia particolare presenta lo Yucatán, dove si ha un pronunciato sistema carsico dovuto alla natura calcarea dei suoli.

Ambiente umano

Testo completo:

Radici precolombiane. La geografia umana del Paese ha le sue prime basi nelle strutture territoriali create dagli Aztechi. Questi avevano la loro capitale a Tenochtitlán, in quella che è oggi la capitale del Messico; e così strade e centri che ruotano intorno alla capitale obbediscono al tessuto precolombiano. L'Anáhuac è rimasto, come in passato, la parte più popolosa del Paese. Ma profonde trasformazioni si sono avute con la conquista spagnola e ciò in funzione delle diverse forme di sfruttamento. Tra queste si impose subito l'allevamento del bestiame, in rapporto al quale sorsero le prime grandi haciendas su terre vastissime assegnate agli encomenderos , i latifondisti spagnoli. Ancor più determinante fu lo sfruttamento minerario che arricchì il Paese in modo prodigioso, facendo nascere nuove e belle città, come Taxco, Guanajuato, Zacatecas ecc. Già alla fine del Seicento esistevano nel Messico 35 vivaci città, cui facevano capo haciendas , ranchos (piccole proprietà) e villaggi, più numerosi questi ultimi nelle tradizionali aree di popolamento indio, prevalenti i primi nelle zone di colonizzazione. Si ebbe nel contempo la formazione dell'uomo ispano-messicano, nato da un processo di meticciamento sempre più profondo ed esteso, benché si conservassero ampie zone, specie nel nord, di intatta popolazione india. La prosperità economica contribuì a dare impulsi demografici soprattutto alla popolazione bianca e meticcia, mentre gli indios si riducevano, decimati dalle epidemie. Per tutto il secolo scorso la popolazione messicana non registrò forti aumenti, e ciò a causa delle cattive condizioni in cui viveva il peón , il contadino, assoggettato al regime coloniale.

 

Sviluppo demografico. La guerra civile del 1910-1917 fu lo sbocco di una situazione insostenibile, com'è vero che essa provocò subito la riforma fondiaria e l'istituzione degli ejidos , le comunità rurali che diventavano padrone della terra e nell'ambito delle quali ogni contadino aveva la sua parte di terra in usufrutto. Cominciò da allora la vita del Messico moderno e si ebbero i primi forti incrementi demografici. L'incremento tumultuoso si ebbe a partire dagli anni Quaranta, quando la mortalità subì sensibili riduzioni, mentre la natalità conservava i valori tradizionali, elevatissimi. Nel 1940 la popolazione era di 19 milioni e nel 1960 era già di 38 milioni.

 

Composizione e distribuzione. La popolazione è costituita per il 60% da meticci, per il 30% da Amerindi, diffusisi specialmente nel nord e nel sud, mentre i Creoli, Messicani di origine spagnola, e gli altri bianchi, molti dei quali nordamericani immigrati di recente, sono il 9%; di scarsa entità gli altri gruppi, tra cui Cinesi, Malesi ecc. Lungo le coste meridionali si trovano minoranze afroamericane e di zambos , derivati dall'incrocio tra indios e afroamericani. La densità di popolazione varia da zona a zona. La distribuzione risente delle possibilità agricole, ma l'elevata popolazione dell'Anáhuac dipende dallo sviluppato urbanesimo della regione, mentre la bassa densità del sud è dovuta alla ritardata valorizzazione delle terre: fatto che si riscontra anche in numerose plaghe del nord ed è all'origine del fenomeno della migrazione stagionale dei braceros , manodopera che raggiunge gli Stati Uniti dove viene impiegata nei lavori agricoli stagionali. La popolazione messicana, che sino al 1940 era in maggior parte considerata rurale, oggi è molto urbanizzata. La popolazione rurale vive nei pueblos , in villaggi che hanno funzioni centrali nell'ambito di territori agricoli disseminati di nuclei di peones ( rancherías o ranchos composti di non più di 50-100 famiglie) e di haciendas . L'istituzione degli ejidos non ha mutato sostanzialmente la struttura insediativa preesistente, che è un fenomeno di tipo spontaneo, legato alla trama dei centri gerarchici. Poche sono ormai le zone dove gli indios vivono nelle loro condizioni originarie, in vecchie abitazioni di legno e paglia. Ma anche altrove il contadino vive in povere capanne di argilla impastata, che solo nei centri principali sono sostituite da case di tipo moderno.

 

Capitale e città satelliti. Lo sviluppato urbanesimo del Messico, legato nei secoli della colonizzazione spagnola all'impulso delle attività minerarie, è stato determinato, in epoca recente, dalla pressione demografica nelle campagne e dal parallelo processo di industrializzazione. Negli ultimi decenni gran parte delle città hanno subito forti aumenti; eccezionale è stato però quello di Città del Messico , che detiene il primato nell'America Latina. Sorta sulle rovine dell'antica Tenochtitlán, la capitale messicana ha la tipica struttura coloniale spagnola a pianta quadrata, così com'era stato voluto da Cortés. Il centro è la piazza della Costituzione, lo Zócalo, che si ritrova nelle altre città sorte in epoca coloniale. Città del Messico, in quanto capitale, accoglie tutti i servizi dello Stato, è centro di cultura, finanziario, religioso; ma è anche un centro industriale e intorno a sé ha dato vitalità a una vastissima conurbazione che ormai supera i confini del Distrito Federal. Ma l'azione propulsiva della capitale si estende a tutto l'Altopiano Centrale, ricco di grossi centri urbani. Nell'orbita della capitale rientrano infatti Puebla (o Puebla de Zaragoza), al centro di una ricca regione agricola, sede anche di industrie, Toluca (o Toluca de Lerdo), tra le più elevate città del Paese a 2.640 m di altitudine, Cuernavaca, Pachuca e le più lontane Querétaro e Morelia.

Altre città. Una decisa autonomia nei confronti di Città del Messico ha invece Guadalajara, seconda città del Paese per numero di abitanti, situata nel bacino del Río Grande de Santiago. Di origine coloniale, divenuta ben presto centro assai attivo, Guadalajara si trova in una fertile regione agricola ed è sede di diverse industrie tessili, alimentari ecc. Altre città importanti nell'altopiano a nord di Città del Messico sono León, Aguascalientes e San Luis Potosí, popolosi centri commerciali o minerari, oggi con industrie. San Luis Potosí è uno dei maggiori centri ferroviari del Paese, in diretto collegamento con il nord, dove primeggia Monterrey, città di origine mineraria e divenuta oggi uno dei maggiori centri industriali del Messico, sede in particolare di una forte industria siderurgica. Sulla linea ferroviaria che collega San Luis Potosí a Ciudad Juárez, sul confine statunitense, sorgono altre due città importanti, Torréon e Chihuahua. Ciudad Juárez, così come più a ovest Mexicali e Tijuana nella Bassa California, a est Nuevo Laredo, sono città il cui sviluppo è determinato soprattutto dall'essere poste sul confine, al di là del quale sorgono importanti città (San Diego, El Paso, Laredo ecc.), sicché quotidianamente una parte notevole della popolazione dei centri messicani si reca a lavorare nelle città gemelle statunitensi. Tra gli sbocchi portuali dell'interno, sulla costa pacifica il più importante è Mazatlán, mentre Acapulco ( Acapulco de Juárez) è soprattutto noto come stazione balneare. Sulla costa orientale il porto maggiore è Veracruz ( Veracruz Llave ), collegato direttamente all'Altopiano Centrale e a Città del Messico, con un vasto dintorno agricolo; importante sbocco costiero e centro petrolifero è anche Tampico, più a nord. Lo sviluppo urbano del sud è piuttosto limitato. Una delle città principali è Oaxaca de Juárez, centro storico e culturale nella valle del Río Verde, mentre nello Yucatán è la popolosa Mérida , bella e antica città con una fiorente attività di piantagione, specie di agavi, ma anche uno dei più frequentati centri turistici del Messico perché base di partenza per la visita alle vestigia della civiltà maya.

Aspetti economici

Testo completo:

 

Il Messico occupa una posizione d'avanguardia tra i Paesi in via di sviluppo (in genere si colloca per importanza economica al secondo posto tra gli Stati dell'America Latina, preceduto solo dal Brasile), ma risente ancora di squilibri sociali e territoriali molto marcati; tuttavia da tempo lo Stato interviene con molteplici iniziative allo scopo di porre rimedio alle più pesanti sperequazioni e di eliminare le maggiori sacche di arretratezza.

 

Rivoluzione e riforme. Le trasformazioni più radicali dell'economia messicana ebbero inizio con la guerra civile del 1910-1917; essa si pose come obiettivo prioritario l'eliminazione delle oligarchie terriere; con gli anni Trenta il processo di riforma fondiaria fu accelerato con la suddivisione di milioni di ettari in piccoli appezzamenti, che vennero istituiti in comunità contadine di proprietà statale, gli ejidos . Nel 1938, venne nazionalizzato l'intero settore petrolifero (gestito dal PEMEX, Petróleos Mexicanos ), mentre già nel 1937 erano state nazionalizzate le principali linee ferroviarie. Nel dopoguerra la politica governativa mirò alla prosecuzione di tale processo, cercando però di conciliare le mai sopite istanze socialiste con quelle «tecnocratiche», al fine di incentivare una più elevata produttività e stabili sviluppi economici, esigenze d'altronde imposte dalla fortissima crescita demografica del Paese. Veniva così dato impulso al settore energetico e all'industria di base in genere, potenziando le dotazioni infrastrutturali (strade, porti, opere d'irrigazione ecc.), e nel contempo era favorita dallo Stato, anche attraverso un opportuno protezionismo, la creazione di nuove imprese, il che consentiva l'affermarsi delle industrie produttrici di beni di consumo e la conseguente attenuazione della corrispondente dipendenza dall'estero. Il ritmo di crescita della produzione è stato, specialmente negli ultimi anni, tra i più elevati dell'America Latina.

 

Iniziativa statale. Lo Stato, cui compete ormai oltre il 40% dei complessivi investimenti, assumeva un ruolo sempre più determinante nella trasformazione delle strutture economiche. Fra le iniziative statali più recenti e decisive si annovera la nazionalizzazione delle banche private, attuata nel 1982, mentre sin dal 1973, con la legge della «messicanizzazione», si vietava al capitale straniero di possedere partecipazioni maggioritarie nelle società messicane, sottoponendo in tal modo a controllo statale anche il settore privato dell'economia. Nonostante ciò, a partire dalla seconda metà degli anni Settanta il Messico è venuto accusando in modo sempre più macroscopico le ripercussioni della gravissima crisi economica internazionale. Tra i maggiori segnali d'allarme si pongono un elevato tasso d'inflazione e un alto livello di disoccupazione e sottoccupazione, accompagnati da un crescente squilibrio nella bilancia dei pagamenti; paradossalmente questo negativo andamento economico si è accentuato proprio negli anni in cui la scoperta di colossali giacimenti petroliferi, particolarmente di quelli localizzati negli Stati di Tabasco e di Chiapas e nei fondali sottomarini della Baia di Campeche, avrebbe dovuto arrecare un sicuro benessere al Paese.

 

Debito estero. Lanciatosi sulla strada della forzata industrializzazione, della valorizzazione mineraria e allo stesso tempo di un lodevole ma onerosissimo programma di interventi sociali, specie a favore delle masse contadine tradizionalmente arretrate, il Messico si è trovato in enormi difficoltà finanziarie; è stato così costretto a un sempre maggior indebitamento con l'estero per far fronte agli impegni assunti e agli interventi programmati, che tra l'altro comportavano colossali importazioni non solo di macchinari e attrezzature industriali, ma anche di beni di consumo (tra cui molto consistenti quelli alimentari) per far fronte alla crescente domanda interna. Un altro elemento che non contribuisce certo alla stabilità economica del Paese è la forte dipendenza dagli Stati Uniti che, con le loro multinazionali e le varie società miste, finiscono col controllare i settori più importanti dell'industria manifatturiera messicana (in particolare quello chimico, il meccanico e l'alimentare); sempre con gli Stati Uniti il Messico svolge i 2/3 degli scambi commerciali. Il governo cerca di sanare una difficile situazione economica con drastici programmi di austerità e di riconversione produttiva, austerità peraltro richiesta anche dal Fondo Monetario Internazionale alla luce del forte indebitamento del Paese con l'estero.

 

Programmi agricoli. Malgrado la riforma fondiaria, l'agricoltura è ben lungi dall'avere raggiunto uno sviluppo rapportato alle reali possibilità del Paese, che per la varietà dei suoi climi può praticamente consentire ogni tipo di coltivazione, e men che meno alle sue necessità. Nel 1980 il Governo ha anzi varato un apposito programma agricolo, il Sistema Alimentare Messicano (SAM), destinato a rilanciare, grazie a un ingentissimo apporto finanziario, le produzioni agricole, specie dei generi alimentari di più largo consumo, così da diminuire la crescente dipendenza dall'estero in tale ambito e da risolvere finalmente il problema della sottoalimentazione, che si stima riguardi ancora il 40% dei Messicani. Tale programma è stato però accantonato nel 1982 e la situazione rimane precaria.

 

Struttura dell'economia agricola. L'assoluta maggioranza della produzione agricola è dovuta a un numero relativamente scarso di grandi aziende, nate spesso dal ridimensionamento degli antichi latifondi dove si praticano su terreni debitamente irrigati le più redditizie tecniche colturali, mentre i piccoli coltivatori continuano a rimanere fondamentalmente attestati su un'agricoltura di pura sussistenza. La riforma fondiaria infatti è rimasta incompleta: la distribuzione dei minifondi, sovente poco produttivi, non ha migliorato di molto la situazione delle aree rurali, dove i piccoli coltivatori, gli ejidatarios , hanno ben poche possibilità di dare un'impronta moderna alla loro attività. Il governo ha bensì approntato vari strumenti di sostegno alle comunità agricole, come la creazione di enti che concedono finanziamenti, assegnano macchine agricole, fertilizzanti ecc., ma è mancato lo stimolo alla formazione di vaste e moderne cooperative, che avrebbero dovuto costituire il logico sbocco degli ejidos. La superficie coltivata non è particolarmente estesa (poco più del 12% del territorio nazionale), mentre vaste aree, non sfruttate dall'agricoltura per il loro clima semiarido, potrebbero essere ricuperate con opere irrigue adeguate.

 

Cereali. La coltura principale è quella del mais, cereale tradizionale che costituisce il più importante alimento locale; esso viene coltivato tanto dai piccoli proprietari terrieri quanto nelle grandi e moderne aziende. Nelle zone del nord è diffuso il frumento e nei bassopiani umidi è praticata la risicoltura; considerevoli sono anche le produzioni di sorgo, per il quale il Messico occupa il quinto posto su scala mondiale, e di orzo. Fondamentale è pure la coltivazione dei fagioli, che insieme al mais sono alla base dell'alimentazione messicana; cospicue sono altresì le produzioni di pomodori, patate, cipolle, peperoni, patate dolci e numerosi altri prodotti agricoli.

 

Frutticoltura e colture industriali. Nelle zone meridionali il clima consente buoni raccolti di frutta tropicale, come banane, noci di cocco, ananas, datteri; non meno importanti e coltivati ovunque sono gli agrumi, ai quali si aggiunge, nelle regioni asciutte del nord e del centro, la vite; diffusa è anche la frutticoltura d'ambiente temperato (mele, pere, pesche, prugne). Varia è la gamma delle colture industriali; fra le principali è quella tradizionale delle agavi, come l'agave sisalana da cui si ricava la fibra tessile henequén e che proviene soprattutto dallo Yucatán. Piantagioni di agavi sono pure presenti sull'altopiano, dove vengono sfruttate largamente per la produzione di alcolici come il pulque , la bevanda nazionale, e la tequila , un'acquavite apprezzata anche all'estero. Le zone irrigue del nord e le pianure costiere, pure irrigue, danno elevati quantitativi di cotone; fra le altre oleaginose sono ben rappresentati la soia, il sesamo, l'arachide, il lino, la palma da olio; non manca l'olivo. Nei bassopiani costieri, specie sud-occidentali, prospera la canna da zucchero; sui versanti umidi delle tierras templadas si coltiva il caffè, mentre dalle tierras calientes proviene il cacao. Diffusa è anche la coltivazione del tabacco, di ottima qualità.

Foreste. Boschi e foreste coprono un quarto della superficie territoriale; l'area di più intenso sfruttamento è la fascia meridionale con le sue foreste tropicali, che danno legnami pregiati (mogano, ebano, cedro, sandalo, legno di rosa). Si hanno inoltre essenze tanniche e coloranti; dalla sapotiglia si ricava il chicle , materia prima del chewing-gum , di cui il Messico è fra i maggiori produttori.

 

Allevamento. L'allevamento è un'attività importante, ha preminenza l'allevamento bovino da carne; nelle terre del centro e del sud prevale invece il bovino da latte. Oltre ai bovini, il patrimonio zootecnico messicano comprende ovini e caprini, suini, cavalli, asini e muli, nonché un discreto numero di volatili da cortile.

 

Pesca. È suscettibile di notevole espansione il settore della pesca, attualmente ancora del tutto inadeguato al potenziale ittico del Paese e in genere non organizzato su scala industriale; sono già stati però stanziati cospicui finanziamenti per incrementare l'attività peschereccia e già sono stati realizzati discreti progressi. Tale attività ha le sue principali basi nel Golfo di California (Guaymas, Mazatlán), a Manzanillo sull'Oceano Pacifico, a Tampico e a Ciudad del Carmen sul Golfo del Messico. Abbondano tonni, sardine, gamberi, questi ultimi esportati largamente negli Stati Uniti.

 

Risorse minerarie. Alla base del grande arricchimento del Messico nel periodo coloniale sono state però le risorse minerarie; in particolare i metalli preziosi conquistarono i mercati internazionali. Il sistematico sfruttamento minerario data tuttavia dalla fine del secolo scorso e il settore estrattivo, benché in larga misura dipendente dal capitale straniero (con la fondamentale eccezione relativa al petrolio), costituisce tuttora un elemento basilare dell'economia messicana. Per quanto riguarda l'argento, il Messico ne è in genere il massimo produttore mondiale, pur dividendo in taluni anni il primato con il Perú; le principali miniere sono a Pachuca, nello Stato di Hidalgo, e a Parral, in quello di Chihuahua. Argento si ricava anche nelle fonderie di piombo, altro metallo di cui il Messico è tra i maggiori produttori del mondo, e in quelle di zinco, di cui parimenti il Paese può vantare una produzione di tutto rispetto. Vastissima è la gamma dei minerali, presenti con giacimenti più o meno ricchi; si estraggono annualmente: ferro, rame, oro, mercurio, zolfo, antimonio e manganese, molibdeno, tungsteno, bismuto, stagno, magnesite, nichel, fluorite, fosfati naturali, sale ecc. Quanto ai minerali energetici, il Paese estrae uranio, carbone, gas naturale, ma soprattutto, come si è detto, petrolio; le grandi zone petrolifere si affacciano tutte sul Golfo del Messico. Consistente è anche la produzione di energia elettrica; onde ridurre i consumi petroliferi, il Paese tende a incentivare la produzione di origine idrica e geotermica, mentre è in funzione una centrale nucleare a Laguna Verde (Stato di Veracruz).

 

Industria. Il settore più dinamico dell'economia messicana è quello dell'industria, che annovera numerosi complessi pressoché in ogni branca di attività e che ha ricevuto particolari incentivazioni governative che non hanno però dato i frutti sperati. L'industria siderurgica, cui presiede dal 1978 l'ente di Stato SIDERMEX (ferroleghe e acciaio); si hanno poi diversi stabilimenti per la lavorazione del rame, dello stagno, dello zinco, del piombo, della bauxite, dell'uranio e di vari altri metalli. Il settore meccanico fornisce molteplici macchinari (macchine agricole e tessili, materiale ferroviario ecc.), nonché autovetture e veicoli commerciali. L'industria petrolchimica raffina buona parte del greggio nazionale ed è presente con parecchie decine di impianti, così come quella chimica, che ha buone produzioni di fibre tessili artificiali e sintetiche, fertilizzanti, acidi solforico, nitrico e cloridrico, soda caustica ecc. Di antica tradizione e sempre importante è l'industria tessile, specie per i filati e i tessuti di cotone. L'industria alimentare, rappresentata da complessi molitori, oleifici, conservifici, zuccherifici ecc., risente in genere di un'eccessiva frammentazione delle aziende. Consistenti sono invece le produzioni di birra e di sigarette. Completano il quadro dell'industria messicana i cementifici, le cartiere, le vetrerie e fabbriche di ceramiche, i calzaturifici, le fabbriche di pneumatici ecc.

 

Comunicazioni. Anche la rete delle vie di comunicazione messicana si è notevolmente sviluppata negli ultimi decenni. Fondamentale è il ruolo delle ferrovie, grazie alle quali sono state valorizzate vaste aree e che sono diventate anzi gli assi dell'organizzazione territoriale, specie nella sezione settentrionale dell'altopiano; esse collegano lungo tre direttrici principali Città del Messico con gli Stati Uniti e le coste. In parte con un analogo tracciato, la rete stradale si sviluppa complessivamente per oltre 321.600 km circa, di cui 6.400 circa inclusi nella Carretera Panamericana ; viene così raccordato l'altopiano con i maggiori centri portuali (Tampico, Veracruz, Coatzacoalcos ecc.); si può contare inoltre su molteplici e ben attrezzati servizi di autobus. Data l'estensione territoriale, crescente importanza ha registrato l'aviazione, che dispone di un'ottantina di aeroporti, tra cui quelli internazionali di Città del Messico, Guadalajara, Monterrey ecc.; principali compagnie sono la Aeroméxico e la Compañía Mexicana de Aviación.

Commercio. Vivace è il commercio, sia interno sia estero; quest'ultimo si svolge prevalentemente con gli Stati Uniti, poi con il Giappone e il Canada. Le esportazioni riguardano soprattutto petrolio, prodotti agricoli (specie caffè e frutta), pesce, ma anche in una percentuale ormai consistente prodotti industriali (chimici, meccanici, tessili ecc.); sono pur tuttavia sempre questi ultimi a prevalere nettamente nelle importazioni, rappresentate per gran parte da macchinari e mezzi di trasporto, poi da manufatti vari, ferro e acciaio, cereali. Cospicuo è l'apporto valutario del turismo.

Storia

Testo completo:

Dall'epoca precolombiana all'occupazione di Cortés.

Nell'epoca precolombiana il territorio che oggi appartiene al Messico aveva visto la fioritura di importanti civiltà: quelle degli Olmechi, dei Chichimechi, dei Toltechi e infine degli Aztechi. Nella penisola meridionale dello Yucatán si era anche sviluppato il “Nuovo Impero” dei Maya, attraverso la Lega di Mayapán. Nessuno di quei popoli, però, riuscì a istituire organismi statali accentrati, avendo preferito il sistema dei patti federativi. In tal modo, le loro strutture politiche e sociali risultarono minate dall'interno e poterono resistere soltanto pochi secoli. In particolare, il dominio azteco, cominciatosi ad affermare intorno alla metà del sec. XIV (la capitale Tenochtitlán, nucleo dell'odierna Città del Messico, fu fondata nel 1325, secondo Vaillant e Vasconcelos, o nel 1345, secondo Herring), raggiunse l'apogeo durante i regni di Montezuma I (1440-69) e Axayacatl (1469-81), per poi iniziare una rapida decadenza. Guidati da Hernán Cortés, gli Spagnoli arrivarono nel 1519, mentre sul trono azteco regnava Montezuma II. Dallo Yucatán, dove era approdato, Cortés risalì la costa, erigendo la città di Veracruz. Indi si acquartierò più a nord, in un luogo che denominò San Juan de Ulúa. Qui ricevette un messaggio da Montezuma, che gli dava il benvenuto ma a un tempo lo invitava a ripartire. Cortés restò: anzi, per evitare fughe da parte dei suoi uomini, fece affondare le navi con le quali era giunto da Cuba. Ebbe inizio la Conquista. Sfruttando la rivalità delle popolazioni assoggettate dagli Aztechi e assistito da una donna indigena passata alle sue dipendenze (Malinche, dagli Spagnoli chiamata Doña Marina), Cortés pervenne alle porte di Tenochtitlán l'8 novembre 1519. Stipulata una tregua con Montezuma, dovette tornare precipitosamente a Veracruz, per fronteggiare un corpo di spedizione spagnolo che il governatore dell'Avana, Diego Velázquez de Cuéllar, aveva inviato contro di lui (Cortés si era distaccato dall'autorità del governatore e aveva deciso di operare in assoluta autonomia, al servizio diretto dell'imperatore Carlo V). Risolta favorevolmente la questione, poté rientrare a Tenochtitlán; ma vi trovò una situazione di rivolta. Allora costrinse Montezuma a parlare alla folla che si ammassava sotto i balconi del palazzo reale. Una freccia partita dalla piazza colpì il sovrano: tre giorni dopo, il 20 giugno 1520, Montezuma morì. Il suo successore, Cuitláhuac, sollevò gli Aztechi contro i conquistadores e questi si videro costretti a fuggire nella notte del 30 (la noche triste). Sei mesi più tardi, Cortés tornò all'assalto. Nel frattempo Cuitláhuac era morto di vaiolo e aveva trasmesso lo scettro al giovane nipote Cuauhtémoc. La resistenza azteca fu disperata, ma nulla poté contro i cavalli e i cannoni dei nemici. Il 13 agosto 1521 Tenochtitlán fu ripresa da Cortés. Cuauhtémoc, imprigionato, morì assassinato nel 1525.

 

Popolazione

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Popolazione totale: 113424047
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Popolazione urbana (%): 78,12
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Gruppi etnici:

Mestizo (meticci amerindi-spagnoli) 60%, amerindi 30%, bianchi 9%, altri 1%

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Lingue:

Spagnolo 92,7%, spagnolo e lingue locali (tra cui Mayan, Nahuatl) 5,7%, lingue locali 0,8%, non specificate 0,8%

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Religioni:

Cattolici 76,5%, protestanti 6,3% (pentecostali 1,4%, testimoni di geova 1,1%, altri 3,8%), altre 0,3%, non specificate 13,8%, nessuna 3,1%

 

Demografia

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Tasso di crescita: 1,26
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Tasso di natalità: 20,61
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Tasso di mortalità: 4,70

Media dell'area geografica: 4.9374999403954 (su un totale di 8 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 14,60
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Tasso di mortalità infantile maschile: 18,70
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Tasso di fecondità totale: 2,41
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Rapporto tra i sessi: 97,29
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Età mediana: 26,63
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Aspettativa di vita maschile: 73,73
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Aspettativa di vita femminile: 78,63

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 61

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 1.153,96
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 1.666,53
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Tasso di crescita annua: 3,90
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 10.146,00
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 14.652,80
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 4
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 37
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 60
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -11073
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Spesa statale per sanità (%): 5
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Spesa statale per istruzione (%): 25
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Spesa statale per difesa (%): 3
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Tasso di corruzione: 34
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Debito pubblico (%/PIL): 40,30
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Tasso di inflazione : 3,82
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Tasso di disoccupazione: 5,22
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Debito estero (milioni di $): 287.037,00
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Saldo migratorio: -1805238
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 9420
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 16720
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 3

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 100
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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,30
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Diffusione contraccettivi (%): 73
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Diffusione assistenza prenatale (%): 96
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Assistenza specializzata al parto (%): 95
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Tasso di mortalità materna: 85
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 96
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 87
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 94
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 90
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 68
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 85

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 98
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 99
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 94
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 100
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 99
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 97
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 97
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 74
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 72

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 45,30
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 17,15
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 82,38
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Numero reti televisive: 729
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 36,15

Trasporti

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Aeroporti:

1724

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Densità stradale (km/100 km²):

18,93

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,9

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Porti:

7

Popoli

Guarda una galleria fotografica dei volti e degli abiti delle donne tehuanas, famose in tutto il Messico per i loro lavori di ricamo e alcune immagini dell'eredità lasciata dal popolo Maya

Il popolo dei Cora è famoso per la segretezza con cui protegge i propri riti (guarda una galleria fotografica dei rituali eseguiti durante la settimana santa)

Leggi alcuni approfondimenti sulla storia e le società dell'antico popolo degli Aztechi, la legislazione e i costumi (materiali prodotti dal Liceo classico "Giovanni Berchet", Milano, classi IV-VD, a.s.2004-2005)

I Tarahumaras, detti anche Raramuris sono gli abitanti della Sierra Madre, nelle regioni a settentrionali del Messico (Guarda la galleria fotografica)

Guarda alcuni ritratti degli abitanti dello Yucatan, i volti e le scene della vita quotidiana

 

Territori urbani

Città del Messico

Città del Messico, l'antica Tenochtitlan, si trova ad un'altitudine di 2.303 metri (fai una passeggiata virtuale tra strade, piazze, palazzi e curiosità della capitale messicana)

Guadalajara è la seconda città del Messico, capitale dello stato di Jalisco, luogo di nascita della tequila ed originario insediamento mariachi

La cittadina di Izamal è caratterizzata dalla classica pittura coloniale ocra chiaro; il suo monastero è probabilmente il più grande del Messico

Tra le principali città messicane, oltre alla capitale, ci sono Taxco, Teotihuacan, Oaxaca, Monte Alban, San Cristobal, Canon del Sumidero e Palenque

Merida

IMMAGINI

Scene di vita quotidiana nella città di Merida tra voci e suoni della Plaza GrandeI, colori e decorazioni

Tour per le strade ed il centro di Leon Guanajuato

Alcune cartoline e un giro in automobile alla scoperta della città di Aguascalientes

Alla scoperta del mondo Maya tra le architetture dello Yucatán e alcune delle sue più importanti città

 

Territori rurali

Raccolta della canna da zucchero

Lo stato dello Yucatan è situato nella parte settentrionale dell'omonima Penisola, confina ad est e sud-est con lo Stato di Quintana Roo, a sud-ovest con quello di Campeche e a nord si affaccia al Golfo del Messico; è uno stato prevalentemente rurale ad economia agricola basata, in particolare, sulla canna da zucchero

Patata e caffè 

La patata (originaria della regione) ed il caffè, sono colture particolarmente diffuse nell'America centrale e meridionale. Questi prodotti sono stati oggetto di un lavoro di ricerca a cura degli alunni della Classe 2^G; Scuola secondaria di primo grado “G. Sarto”; Castelfranco Veneto (Tv); A.S. 2009-2010, nell'ambito della fase di sperimentazione di Atlante on-line

Immagine della pianta del chicle

L’agricoltura resta un settore piuttosto arretrato; le principali colture sono grano, orzo, riso, fagioli, patate, caffè, cotone, canna da zucchero; rilevante è il settore della frutticoltura

Il chicle è la gomma naturale ricavata dal Manilkara chicle, una pianta tropicale sempreverde originaria del Centro America che, a causa della raccolta intensiva, inizia attualmente a scarseggiare

 

 

 

 

 

 

 

 

Flora, fauna e attività umane

Cactus

FLORA

In Messico, esistono vari tipi di vegetazione legati alla varietà dei rilievi, dei climi e dei suoli

Foreste e boschi coprono un'area di 487.000 km² (oltre il 24,9% della superficie territoriale) e forniscono pregiati legnami come mogano, ebano, cedro ed essenze tanniche (per la conciatura delle pelli) e tintorie

Molte sono le specie tropicali: assai diffuse le agavi, dalla cui distillazione si ricava la tequila, felci, cactus, yucche. Nelle tierras frias (le terre fredde) vi sono conifere di vario tipo e gigantesche querce

FAUNA

La fauna selvatica è caratterizzata da numerose specie di coyote e puma nelle zone aride; orsi, lupi, linci, castori, cervi, giaguari nelle zone montuose; scimmie, opossum, armadilli, ocelot, formichieri, iguane, rettili, tucani, pappagalli nelle foreste tropicali

Tartaruga marina

Le coste del Messico, tra la Baja California e lo stato di Oaxaca, sono i luoghi preferiti dalle tartarughe marine; si possono vedere anche elefanti e leoni marini

Le acque della Baja California sono famose anche per le balene che in inverno vengono a riprodursi

Tra le molte varietà di uccelli vi sono anche pellicani, cormorani, aironi, fenicotteri, colibrì. Nelle zone paludose e nelle lagune si trovano alligatori, caimani e rettili, compreso il boa constrictor

 

Giochi

La pinata è un gioco natalizio dei bambini messicani

Il tesoro di Mikezuma: siamo in Messico, nel 1440, patria del regno del grande Mikezuma, il re azteco...

A la Víbora de la mar è il gioco messicano della vipera

Il gioco del nascondino messicano: escondidillas

La charreria è un'arte tradizionale ed un evento festivo che unisce competizioni equestri e mostre: viene considerato lo sport nazionale messicano

I Giochi panamericani sono, dopo quelli olimpici, la maggiore manifestazione sportiva multi-disciplinare in termini di nazioni partecipanti: organizzati ogni quattro anni, nell'anno precedente quello delle Olimpiadi, vedono in competizione atleti dei paesi del continente americano. Fra gli sport rappresentati ve ne sono alcuni tipicamente latino-americani, come ad esempio la palla basca

Feste

"Le farfalle Monarca avvisano l'arrivo delle anime dei morti..."

Scopri quali sono i principali eventi festivi e festività del Messico

Il Giorno dei Morti è una festa caratterizzata da allegria e festeggiamenti (galleria fotografica)

La Guelaguetza è un'antica festa risalente al periodo precolombiano

Piñata

 

La Posada è una delle celebrazioni tipiche del periodo natalizio accompagnata da ponche, musica e piñata

 

La festa nazionale del 5 Maggio ricorda la grandiosa vittoria messicana contro i colonizzatori francesi verso la fine del XIX secolo

Le feste Patrie ricorrono il 15 e il 16 settembre, in ricordo del Grido di Dolores e del giorno dell'

Il giorno della Razza (celebrato anche come giorno di Colombo) è la festa dei mestizo

Un intreccio di sport ed arte tradizionale, la charreria è un evento festivo che unisce competizioni equestri con mostre, cibo, bibite e musica

 

 

Monete e banconote

Monete del Messico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La storia della moneta del Messico è strettamente legata agli eventi storici che si susseguirono nel Paese dalle prime monete in oro, argento e rame della Nuova Spagna, alla carta moneta del XIX secolo

Guarda le banconote messicane da 5, 10, 20 e 2.000 pesos

Arte tradizionale e moderna

Serpente piumato

Le pitture rupestri ritrovate nel nord del Messico sono talmente grandi che sembra siano state dipinte dai giganti

Pietra del sole

Leggi un descrizione dell'arte azteca: architetture religiose, sculture e ceramiche (materiali prodotti dal Liceo classico "Giovanni Berchet", Milano, classi IV-V D, a.s.2004-2005)

Il Messico è la culla della civiltà Maya; la penisola dello Yucatan è costellata di siti argheologici risalenti a questo antico popolo: Chichen Itza con le sue piramidi, la selvaggia Labnà, Tulum, la città del sole che scende e i templi di Uxmal

L'arte del ricamo delle donne Tehuanas (galleria fotografica) occupa un posto di rilievo nell'artigianato locale

L'arte popolare e cerimoniale messicana si caratterizza per le coloratissime ceramiche, l'artigianato tessile, i mobili e i gioielli

Musiche e danze

Come per numerosi gruppi etnici di tutto il mondo, nelle lingue precolombiane non vi era una parola specifica per designare la musica. In Mixteco, per esempio, vi era la parola Yaa, traducibile con la parola fiesta e che comprendeva danza, gioco, musica e teatro. Leggi la storia delle musiche e danze messicane (materiali prodotti dal Liceo classico "Giovanni Berchet", Milano, classi IV-VD, a.s.2004-2005)

MUSICHE

Mariachi

Mariachi, è un termine termine che letteralmente starebbe a significare la musica del folclore messicano; definisce oggi gruppi di musicisti dello stato di Jalisco, ma anche strumenti, abiti ed esempi musicali

Lola Beltrán, la Grande è la regina delle Rancheras

Leggi la storia della musica messicana a partire dal periodo precoloniale ad oggi e scopri quali sono gli strumenti a percussione e a fiato usati nella musica popolare

Alcuni generi musicali tipici del Messico sono:

  • il Corrido, genere con circa due secoli di storia caratterizzato da racconti musicati di fatti ed episodi della vita del Paese,
  • il Huapango, termine che deriva dalla parola náhuatl “cuauhpanco”, che vuol dire “sul podio” – in realta’, in spagnolo messicano, questo podio e’ particolare e si chiama tarima, e’ una specie di pedana fatta con delle doghe in legno rozzo,
  • la Ranchera, genere romantico e sentimentale
  • il Bolero

DANZE

La danza del Jarabe Tapatío, la danza del lancio dei cappelli, la più tipica tra le danze messicane

La danza de la Urraca è una delle danze tradizionali del popolo Cora del nord del Messico

La Jarana è una danza di origine indiana

Scopri alcuni esempi di musica e danze folkloriche tradizionali del Messico e delle varie regioni da quelle popolane a quelle zapateadeiaccomunate dall'elemento del corteggiamento

 

 

Fiabe e racconti

Leggi una proposta di percorsi di lettura (fiabe e narrativa) con testi di approfondimento per i più grandi e per i più piccoli su Americhe e Caraibi

Leggi la leggenda sulla fondazione di Città del Messico: la gran Tenochtitlàn

"La leggenda del giovane cacciatore Watakàme e della Ragazza-Mais-Azzurro" di Marino Benzi (tratto da Fiabe e Leggende degli Indios del Messico, Edizioni Condaghes, Cagliari, 2003)

Leggi la leggenda sulla nascita della vaniglia, l'aroma più conosciuto al mondo originario del Messico

Cibo, alimentazione e ricette

Sopri gli ingredienti più utilizzati in un menù messicano, le specialità culinarie tipiche e le bevande

L'Hanal Pixán è il banchetto dei morti, cioè il cibo delle anime offerto durante la festa dei morti

Esquites

Gli Esquites, deliziosi e facili da preparare..., sono il tipico cibo di strada

Alcuni dei piatti tipici messicani risalgono alle antiche ricette maya e azteche ed utilizzano gli ingredienti più esotici

 

 

Buñuelos

I Buñuelos sono dei dolci porta fortuna

Leggi alcune curiosità gastronomiche dello Yucatan e guarda le immagini di alcuni frutti esotici tipici

L'Arca del gusto 

L'amaranto di Tehuacán, il mesquite tostato dei Seri e la vaniglia di Chinantla sono prodotti di eccellenza che meritano di essere salvaguardati per evitare la loro scomparsa

Altre ricette messicane sono:

La tequila è la bevanda alcolica messicana per eccellenza. Si ottiene distillando il succo fermentato dell’agave, una specie vegetale diffusa nei paesi tropicali. Se ne ottiene un liquido bianco e limpido, piuttosto alcolico, ma abbastanza neutro. Il suo nome deriva da un paesino, Tequila, particolarmente legato alla sua origine

Testimonianze

I racconti di un viaggio da Città del Messico al Pacifico, attraverso Real, San Miguel de Allende, Guanajuato nell'estate del 2008

Diario di viaggio tra Campeche, Yucatan e Quintana-Roo (nel 2005)

Viaggio alla scoperta dell'America Centrale attraverso Messico, Guatemala, Belize e Honduras

Video-racconto di viaggio a Città del Messico, Cuernavaca, Xochicalco e Taxco

:Guarda il video del viaggio in Messico, Belize e Guatemala (il video è diviso in 6 parti)

Personaggi

Frida Kahlo è una pittrice messicana. Conosciuta come rivoluzionaria ed innovatrice, ha preso parte alla militanza comunista e i suoi dipinti sono il riflesso della sua lotta, umana e politica (materiali prodotti dal Liceo classico "Giovanni Berchet", Milano, classi IV-VD, a.s.2004-2005)

Emiliano Zapata e Pancho Villa sono il simbolo dell'alleanza tra due movimenti popolari distinti nel nome del comune desiderio di rivoluzione contro il monopolio del potere politico (materiali prodotti dal Liceo classico "Giovanni Berchet", Milano, classi IV-VD, a.s.2004-2005). Guarda una galleria fotografica dei simboli della rivoluzione

Padre Hidalgo

messicana

Leggi la biografia di Miguel Hidalgo y Costilla, padre della Patria messicana, iniziatore della guerra di indipendenza del Messico

Speedy Gonzales

 

Speedy Gonzales è il topo più veloce del Messico

 

Carlos Santana è uno dei migliori chitarristi rock esistenti