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Paesi | Africa | Africa settentrionale | Algeria

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Algeri
Superficie (km²): 2331740
Densità (ab/km²): 14
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.elmouradia.dz/
Data dell'indipendenza: 5 Luglio 1962
Indipendenza da: Francia
Moneta: Dinaro algerino
Membership:

ABEDA, AfDB, AFESD, AMF, AMU, AU, BIS, FAO, G-15, G-24, G-77, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICCt (firmatario), ICRM, IDA, IDB, IFAD, IFC, IFRCS, IHO, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC, LAS, MIGA, MONUC, NAM, OAPEC, OAS (osservatore), OIC, OPCW, OPEC, OSCE (partner), UN, UNCTAD, UNESCO, UNHCR, UNIDO, UNITAR, UNWTO, UPU, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO (osservatore)

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Nei suoi confini attuali l'Algeria ha inglobato anche un'ampia sezione del Sahara, che durante l'epoca coloniale costituiva un'area con una sua particolare amministrazione. La parte più vitale, importante e popolata del Paese è però il Maghreb, con il quale in pratica l'Algeria si identifica sebbene rappresenti in superficie un settimo circa del territorio nazionale. Il Maghreb forma una regione naturale ben distinta da quella sahariana e costituisce, con i suoi allineamenti montuosi, la prosecuzione dei rilievi del Marocco. È formato da due principali fasci di pieghe (Atlante del Tell o Telliano o, semplicemente, Tell, e Atlante Sahariano) che corrono paralleli alla costa e sono separati da una serie di altopiani. Come in Marocco, il Maghreb algerino fu interessato dall'orogenesi alpina, manifestatasi in due ben differenziate fasi. Alla più recente, pliocenica, si devono i rilievi più settentrionali, l'Atlante del Tell, costituito da una serie di catene sovrastate da massicci di rocce calcaree, tra cui si incuneano intrusioni granitiche. Caratterizzato da una morfologia assai tormentata, ha le massime cime nell'Ouarsenis (1.983 m) e nelle catene del Babor (2.004 m) e della Djurdjura (2.308 m), che dominano rispettivamente la Piccola e la Grande Cabilia. Affacciato alla costa, il Tell determina la morfologia del litorale, accidentato da promontori rocciosi tra cui si interpongono brevi falcature sabbiose; si hanno pianure relativamente più ampie in corrispondenza di depressioni tettoniche, come la piana alle spalle di Algeri e quelle di Annaba e di Orano, e di valli fluviali colmate da materiale alluvionale, tra cui principalmente quella dello Cheliff. L'Atlante Sahariano, di origine più antica, eocenica, subì più a lungo l'azione erosiva e ha pertanto cime meno elevate; comprende brevi catene (Ksour, Amour, Ouled Nañil), resti di pieghe arenacee e calcaree che toccano al massimo i 2.000 m di altezza; ma a est di esso si innalza l'imponente massiccio coevo dell'Aurès (2.328 m), dalle forme assai aspre. Presentano linee monotone gli altopiani interni, formati da una successione di pianure mosse da lunghe creste collinari, di altezza variabile tra i 600 e i 1.200 m; hanno la loro massima estensione nel settore occidentale, mentre a est si fondono con le catene del Tell proseguendo in territorio tunisino. Più semplice è, nei suoi lineamenti geomorfologici, l'Algeria sahariana; qui lo zoccolo archeozoico, costituito da rocce cristalline con predominanza di micascisti e gneiss, è stato interessato da movimenti orogenetici nell'era paleozoica, ma i suoi rilievi sono ormai quasi del tutto demoliti. Una serie di abbassamenti di tutta la piattaforma provocò a più riprese l'ingressione del mare e la copertura delle rocce più antiche con strati sedimentari di calcari, arenarie, argille; solo in corrispondenza del massiccio dell'Ahaggar, che raggiunge i 3.000 m, lo zoccolo riemerge, in parte ricoperto da lave basaltiche. La regione ha subito profondamente la degradazione meteorica e le rocce superficiali si sono frammentate, dando luogo ad alcuni tra i più interessanti esempi di morfologia desertica, con superfici rocciose lisciate dal vento (Hamada di Tademaït), aree sabbiose (Grande Erg Occidentale e Orientale ) e ciottolose (reg o serir).

Clima. Il Maghreb appartiene all'area climatica mediterranea, ma solo nelle limitate zone costiere i caratteri sono decisamente tali; più all'interno la continentalità fa sentire i suoi effetti: così ad Algeri la media annua si aggira sui 18 °C con un'escursione termica di solo 12 °C (media invernale 12 °C, estiva 24 °C), mentre nel bacino dell'alto Chéliff si possono verificare d'inverno condizioni di gelo mentre d'estate si registrano anche 47 °C. Il regime delle precipitazioni è legato all'alterna azione delle masse d'aria umida d'origine atlantica e di quelle continentali sahariane. Sui rilievi meglio esposti del versante esterno del Tell cadono annualmente sino a 1.000 mm di pioggia, negli altopiani interni 300-400, oltre tali valori nuovamente sui pendii settentrionali dell'Atlante Sahariano. Nell'Algeria sahariana il clima presenta estrema aridità: le escursioni termiche sono fortissime, anche quelle giornaliere, e il gelo notturno non infrequente. Le precipitazioni sono irregolari e in genere inferiori ai 100 mm annui (solo sull'Ahaggar superano i 200 mm); in talune zone si hanno unicamente sporadiche piogge che gonfiano repentinamente gli uidian.

Flora. La vegetazione è quella tipica mediterranea nel Tell, benché la macchia presenti estese aree degradate dove crescono ulivi selvatici e lentischi. Vi sono anche lecci, querce, specie quelle da sughero nella Cabilia, e, nelle zone più elevate, cedri e pini d'Aleppo; lembi di foreste mediterranee si trovano ancora sui versanti meglio irrorati dell'Atlante Sahariano, mentre negli altopiani intermedi si hanno formazioni steppiche in cui predominano l'alfa, l'artemisia, l'aristida. La vegetazione propria dell'Algeria sahariana è limitata ai palmeti delle oasi, nelle quali però le colture hanno introdotto alberi da frutta e ortaggi.

Idrografia. La rete idrografica è assai povera, limitata praticamente al Maghreb, dove però, a causa della particolare configurazione morfologica, ha un andamento piuttosto complesso. I fiumi che si riversano nel Mediterraneo sono gli unici con corso perenne, ma di lunghezza assai modesta; i principali sono lo Chéliff , il Soummam, l'Oued el-Kébir. Gran parte degli altopiani sono bacini chiusi endoreici (sebkha) nei quali si formano laghi salati (chott). Essi sono alimentati anche dai fiumi dell'Atlante Sahariano, che sul versante meridionale danno vita, oltre che ad analoghi laghi salati, a numerose oasi pedemontane

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento e composizione etnica. I Berberi rappresentano il sostrato etnico dell'Algeria; la popolazione ha però subito profonde trasformazioni in seguito alla penetrazione degli Arabi (VIII secolo), che non solo hanno modificato il tipo umano ma hanno soprattutto "acculturato" in senso islamico il Paese. Nel Sahara il popolamento più antico sembra rappresentato dall'elemento negro; in età preistorica vi erano però stanziate popolazioni bianche: tali erano i favolosi Garamanti, di cui si conserva traccia sin quasi all'inizio dell'epoca storica. Ma al tempo della penetrazione romana si ebbe lo spostamento di elementi berberi dall'Atlante, con occupazione delle oasi (com'è il caso dei Mzabiti), e passaggio al seminomadismo (Tuareg dell'Ahaggar); in seguito anche gruppi nomadi arabi si insediarono nel Sahara.

Distribuzione. La maggior parte della popolazione vive oggi nel Tell, specie nella sezione orientale (la zona di Algeri costituisce l'area di maggior addensamento del Paese). La densità media ha pertanto poco significato perché in realtà il Paese è, tenuto conto delle possibilità d'insediamento limitate al solo Tell, sovrappopolato. La maggior parte della popolazione vive nei villaggi; l'urbanesimo non ha d'altronde tradizioni antiche. I primi centri a svilupparsi sono stati i porti, dove si è andata potenziando l'attività commerciale fin dai tempi dell'invasione araba, e alcune località dell'interno del Tell per l'attrazione che esercitavano sulle aree agricole circostanti: è il caso di Mestghanem , di Orano, della stessa Algeri, di Béjaïa, di Annaba. Tutte queste città hanno avuto grande incremento sotto la dominazione francese, ma tra esse hanno prevalso Algeri, divenuta capitale e centro di controllo di tutto il Paese, Orano, che svolge funzioni portuali, Annaba e Béjaïa, che hanno ricevuto impulso in quanto sbocchi del petrolio sahariano. Più all'interno sono alcune città con funzioni commerciali e amministrative prevalentemente locali (Tlemcen, Sidi-Bel-Abbès , Ech-Cheliff, Sétif), mentre Costantina è importante nodo di raccordo sulle vie che legano il Tell al resto dell'Algeria

Aspetti economici

Testo completo:

Dal punto di vista economico l'Algeria entra nel novero dei Paesi in via di sviluppo, presentandosi anzi tra i più dinamici del continente africano; la sua situazione è tuttavia resa oltremodo difficile dall'assai alta concentrazione di popolazione nelle poche aree adatte agli insediamenti e alle colture e dalla scarsità di quadri tecnici. La colonizzazione francese ha lasciato segni profondi, benché l'economia fosse stata impostata secondo le necessità e i vantaggi dei coloni, senza giungere a una pur minima integrazione con la realtà interna, creando anzi quegli squilibri che proprio con l'indipendenza sono venuti prepotentemente alla luce.

Agricoltura, allevamento e pesca. L'agricoltura era stata ben sviluppata, ma sempre sulla base degli interessi francesi; oggi il governo di Algeri si sforza di realizzare la totale conversione del settore, mediante la progressiva riduzione delle colture coloniali e avviate all'esportazione (vino soprattutto) e il corrispondente incremento di quelle alimentari, come i cereali, destinate al consumo interno: tuttavia il Paese deve ancora ricorrere all'importazione di taluni prodotti alimentari. Sono state costituite alcune migliaia di cooperative, localizzate nei villaggi sorti sulle terre espropriate ai coloni francesi; inoltre si è dato inizio a una vasta opera di bonifica delle terre sottratte al deserto, mediante una fascia di vegetazione denominata "diga verde", profonda una ventina di chilometri, che dovrebbe attraversare l'intero territorio dal confine marocchino a quello libico, raddoppiando la superficie coltivabile del Paese. Con tutte le sue carenze, e benché arativo e colture arborescenti occupino solo il 3,1% della superficie territoriale, l'agricoltura impegna un quarto della manodopera attiva e contribuisce in larga misura alla formazione del prodotto nazionale. L'agricoltura commerciale è rappresentata in primo luogo dalla vite, poi dall'ulivo, dagli agrumi, dalle primizie orticole e da diverse piante fruttifere mediterranee; l'agricoltura algerina tradizionale, benché praticata anche da aziende moderne, fornisce soprattutto frumento, orzo e altri cereali, nonché datteri nelle oasi e fichi nella Cabilia. Ancora più esigua è l'area boschiva; principali essenze sono il pino d'Aleppo, la quercia da sughero, il cedro; sugli altopiani si raccoglie l'alfa, usata nella fabbricazione della carta. Rientra nelle forme tradizionali di economia l'allevamento, estensivo e talora nomadico, di ovini e caprini, meno diffusamente di bovini, considerevole quello dei volatili. Mestghanem, Algeri, Orano sono solo alcuni dei principali porti pescherecci.

Risorse minerarie e industria. L'industria ricevette un certo incentivo poco prima dell'indipendenza, sotto la pressione delle prime rivendicazioni algerine (piano di Costantina). Nel frattempo però erano stati valorizzati i giacimenti petroliferi (di Hassi-Messaoud, Edjeleh, Zarzaïtine, Ohanet ecc.) e di gas naturale (Hassi R'Mel, Messdar) del Sahara, scoperti e sfruttati a partire dal 1950 a opera di compagnie francesi e straniere; con l'indipendenza la gestione delle attività petrolifere è passata in mano algerina, in obbedienza alla politica di nazionalizzazione, che è stata ed è alla base delle scelte economiche del Paese e che interessa tutte le sue molteplici risorse minerarie: idrocarburi in primo luogo, poi manganese, uranio, ferro, fosfati, zinco, rame, piriti, diamanti ecc. Negli anni Settanta le linee di politica economica dell'Algeria si erano orientate verso u n'industrializzazione pesante e di rigida pianificazione, secondo una formula di accumulazione socialista molto simile a quella sovietica degli anni Venti. Ciò fu fatto nel tentativo di affrancarsi da ogni servitù economica dai vecchi partners coloniali, trascurando i rapporti politico-economici con i Paesi limitrofi (Tunisia, Marocco ecc.). Dalla notevole concentrazione di potere nelle mani di una cinquantina di enti che gestivano l'assoluta maggioranza dell'apparato economico algerino erano pe rò derivati non pochi scompensi tra i vari settori dell'economia. Gli anni Ottanta segnano un cambiamento profondo di tale situazione con il prevalere di una politica più pragmatica e liberista anche sul piano internazionale. Da rilevare che sono stati raggiunti importanti accordi per forniture di gas alla Francia e all'Italia e che si è deciso di incrementare gli investimenti in agricoltura per rivitalizzare il territorio rurale. I piani allestiti puntano a recuperare spazi e produttività, ma con molto realismo si prospetta per l'Algeria un ricorso massiccio all'approvvigionamento estero, per sfamare la popolazione in continua crescita

Storia

Testo completo:

Preistoria.

L'arcaicità della presenza umana in Algeria è attestata dal giacimento di Ain Hanech con strumenti su ciottolo attribuiti al Paleolitico inferiore e dal ritrovamento, a Ternifine, di resti fossili (con una età probabile intorno ai 700.000 anni) riferibili a Homo erectus, che hanno reso possibile la ricostruzione di un tipo umano noto col nome di Atlantropo, e di industrie acheuleane, rinvenute anche in altri siti come per esempio Chetma e Abukir. Come in tutta l'Africa settentrionale, anche in Algeria sono copiose le testimonianze delle culture ateriana del Paleolitico medio e capsiana del Paleolitico superiore, anche nelle zone più interne, che dovevano presentare in quell'epoca condizioni ambientali più favorevoli delle attuali all'insediamento umano. Ancor più abbondanti sono infine le tracce di culture neolitiche e dei tempi successivi, con industria litica, ceramica, ornamenti.

 

Popolazione

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Popolazione totale: 35468208
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Popolazione urbana (%): 72,96
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Gruppi etnici:

Arabo-berberi 99%, europei 1%

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Lingue:

Arabo (ufficiale), francese, berbero

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Religioni:

Musulmani 99%, cristiani ed ebrei 1%

Demografia

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Tasso di crescita: 1,51
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Tasso di natalità: 20,81
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Tasso di mortalità: 4,90

Media dell'area geografica: 5.8666666348775 (su un totale di 6 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 29,30
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Tasso di mortalità infantile maschile: 32,70
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Tasso di fecondità totale: 2,38
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Rapporto tra i sessi: 101,89
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Età mediana: 26,17
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Aspettativa di vita maschile: 70,86
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Aspettativa di vita femminile: 73,71

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 93

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 197,86
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 263,35
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Tasso di crescita annua: 2,50
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 5.503,16
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 7.324,53
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 7
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 62
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 31
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): 19697
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Spesa statale per sanità (%): 4
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Spesa statale per istruzione (%): 24
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Spesa statale per difesa (%): 17
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Tasso di corruzione: 34
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Debito pubblico (%/PIL): -28,57
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Tasso di inflazione : 5,16
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Tasso di disoccupazione: 9,97
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Debito estero (milioni di $): 6.071,94
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Saldo migratorio: -140000
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 4470
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 8310
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 7

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 100
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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,10
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Diffusione contraccettivi (%): 61
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Diffusione assistenza prenatale (%): 89
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Assistenza specializzata al parto (%): 95
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Tasso di mortalità materna: 120
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 85
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 79
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 83
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 98
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 88
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 95

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 89
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 94
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 93
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 94
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 96
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 96
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 97
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 65
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 57

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 36,54
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 8,50
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 98,99
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Numero reti televisive: 46
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 14,00

Trasporti

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Aeroporti:

142

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Densità stradale (km/100 km²):

4,77

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,2

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Porti:

9

Popoli

La popolazione algerina si suddivide in arabofoni e berberofoni. Gli Arabi giunsero in Algeria nel VII secolo d.C. e rapidamente convertirono la religione e l' organizzazione sociale berbera secondo la cultura araba.

I due maggiori gruppi berberofoni sono i Cabili, montanari sedentari che vivono nella Cabilia e gli shawia di lingua tashawit (una varietà del berbero), indigeni del massiccio montuoso dell' Aurès.

Shawia 

Il nome che gli indigeni dell'Aurès davano a se stessi era Qebayl mentre Il termine shawia, con cui erano e sono tuttora conosciuti, viene dall'arabo ed era considerato "quasi ingiurioso", significando pressapoco "pecore, capre". Il termine si è però diffuso e attualmente i locutori non hanno difficoltà a parlare di sé come shawi.

 

Abiti e ornamenti di questi popoli sono semplici e pratici, non altrettanto i rituali dedicati alla cura e cormesi del corpo, soprattutto femminile.

Tra i popoli berberofoni troviamo inoltre i Chaouia, pastori delle montagne e gli abitanti del deserto:

Cabili

i Tuareg, detti anche uomini blu e gli Mozabiti, i mercanti del Sahara

Le leggende che accompagnano il popolo dei Tuareg sono numerose e contribuiscono ad alimentare il favoleggiare sulla loro origine e sull'uso del velo, sul ruolo sociale delle loro donne e sui riti amorosi

IMOHAG 

Imohag vuol dire "Uomini Liberi". E' un termine della lingua Tamahak, la lingua dei Tuareg, ed è il nome che questo popolo usa per definirsi."Tuareg", il termine più comunemente usato, è invece una parola araba che significa "Rinnegati da Dio".

L'Algeria, colonizzata sulle coste dai Fenici, era abitata nell'interno da tribù di Numidi, di Mauri, di Getuli, che ebbero lingua e scrittura proprie

Territori urbani

Algeri è la capitale. Anticamente era chiamata El Djazair per identificare degli isolotti, oggi scomparsi, al largo dell'attuale zona portuale. "Algeri la bianca", "Algeri la dolce", così la chiamano i suoi abitanti...Guarda le immagini del porto di Algeri negli anni '30 del Novecento

Panorama di Algeri, oggi

Città dell'Algeria 

Se cerchi qualche città in particolare, puoi sfogliare l'elenco e scoprire quella che ti interessa

Orano è una delle città più importanti dell'Algeria, porto commerciale e sede di industrie. Orano è anche la città dove Albert Camus ha ambientato il suo celebre romando "La peste"

Djemila è una delle città archeologiche algerine più interessanti: testimonia la massiccia presenza romana su queste sponde del Medit

 

 

Approfondimenti... 

Individua nelle carte della sezione Mappe dove si trovano le principali città algerine e come sono distribuite le vie di comunicazione, stradali e ferroviarie. Fai delle ipotesi sui problemi legati a questo tipo di sviluppo del territorio

Dall'inizio degli anni '90 del Novecento, l'Algeria ha conosciuto un consistente processo di urbanizzazione - in parte dovuto all'esplosione della violenza islamica - che ha spinto gli abitanti delle zone rurali alla ricerca di maggiori sicurezze nelle grandi città: alla fine delgi anni '90, circa il 60% della popolazione algerina risultava stabilito nelle aree urbane lungo al costa del Mediterraneo

Territori rurali

L'oasi è un sistema territoriale che nasce da un complesso progetto di organizzazione della terra e dell'acqua dove agricoltura - in particolare palme da dattero - ed allevamento sono le principali fonti di sostentamento. L'oasi di Bel Bachir (o Béchar) e i suoi orti-giardino sono un interessante esempio di gestione sapiente del Sahara algerino

Tra la parte meridionale del Grande Erg Occidentale e l’altopiano roccioso del Tademait, nella regione del Gourara c’è una notevole concentrazione di oasi. Grazie alla presenza di acqua nel sottosuolo, l’uomo nel corso di secoli, ha realizzato villaggi ed eretto fortezze, dimostrando che con un’attenta e sapiente programmazione si può convivere con il deserto

Negli anni Sessanta l’agricoltura rappresentava il 20% del Pil e il 33% delle esportazioni, occupando più della metà della popolazione attiva. Poi il governo ha deciso di puntare sugli idrocarburi e così è iniziato il declino del settore primario. La superficie agricola utile si è abbassata del 60% in trent’anni. Alla fine degli anni Ottanta l’occupazione è scesa al 23% della popolazione attiva con un ristagno per tutto il decennio seguente. Il Piano agricolo e di sviluppo rurale del Governo dovrebbe rilanciare il settore

Alla scala internazionale, l'Algeria è il primo produttore di fava verde, di fico, di dattero, d'albicocca e anche di mandorla, ma anche il quinto paese che esporta meno la sua produzione agricola

In materia agricola, l'Algeria non è autosufficiente ed accusa ogni anno un deficit importante di cerali, latte e carne

Flora, fauna e attività umane

La maggior parte del territorio algerino è occupato dal Sahara che ricopre circa il 90% di tutta la sua superficie. Le specie vegetali ed animali presenti si sono adattate ad un clima particolarmente arido. La parte settentrionale offre diverse varietà di paesaggi: solo lo 0,9% del territorio è ricoperto da boschi. Infatti, uno dei problemi ambientali più seri con i quali il paese deve confrontarsi, è il diboscamento delle foreste (deforestazione) e la conseguente desertificazione dei suoli

FLORA

La palma da dattero è la specie arbustiva più caratteristica delle oasi. In arabo, nakhla è la palma femmina e dhokkar la palma maschio: della palma si utlizzano tutte le parti

Distribuzione del sughero

La quercia da sughero è una pianta che cresce nelle regioni centro occidentali del Mediterraneo e la produzione dell’intero sistema forestale delle sugherete (dal foraggio alla legna, alle erbe aromatiche, ai funghi, oltre naturalmente al sughero) alimenta ogni anno un giro d’affari di circa 60 milioni di euro

Gli altipiani sono ricoperti di alfa alfa, detta erba medica o sparto. Essa è stata per millenni il segreto della longevità di alcuni animali per l'alto contenuto in minerali, vitamine, proteine ed enzimi. Oltre all'utilizzo nella farmacopea, serve per fabbricare cordame e scarpe di sparto (o tela)

FAUNA

Gerboa

La fauna si concentra nelle zone desertiche del sud del paese dove vivono rarissimi ghepardi, gatti delle sabbie, gazzelle, gerboa, porcospini e lucertole. Nelle zone meno popolate del nord dell’Algeria si può ancora vedere delle volpi, delle lepri, dei gatti selvatici, delle donnole, dei cinghiali, e alcuni sciacalli e iene. Le zone costiere sono abitate da alcuni tipi di scimmie, in particolare le scimmie macaco. L’Algeria è il territorio scelto da molti uccelli migratori per svernare, fra questi spiccano le cicogne. In alcune alture si può vedere ancora qualche muflone, ma gli animali più diffusi sono i dromedari, i cavalli, le capre e i montoni

Giochi

“Tabi Rab, Tabi Rab, sono venuti a trovarti il cane, il gatto, il cavallo...” Il gioco del Tabi Rab

Munitevi di alcuni mandarini....e giocate all' Abuhmil!

Il gioco del Kut...scopri di cosa si tratta

Feste

La battaglia di Algeri 

E' un film del 1966 diretto dal regista italiano Gillo Pontecorvo, opera documentario che costituisce una testimonianza degli eventi che caratterizzarono la città di Algeri durante la guerra di Algeria; ha vinto il Leone d'Oro alla 31ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

Tra le principali feste nazionali algerine troviamo: il 5 luglio, il Giorno dell'Indipendenza, acquisita il 5 luglio 1962 dopo una guerra durata quasi otto anni (era scoppiata il 1º novembre 1954); tale data non è casuale: venne infatti scelta dalle autorità del nascente Stato indipendente, per coincidere con la data dell'entrata dei Francesi ad Algeri il 5 luglio 1830. Il referendum finale proclamò l'Algeria indipendente il 3 luglio, ma la volontà di far coincidere simbolicamente la data dell'indipendenza con quella dell'arrivo dei Francesi rispondeva ad aspettative di rivalsa che erano profondamente radicate da molto tempo.

 

Troviamo poi la Festa Nazionale, celebrata il 19 giugno e l'anniversario della Rivoluzione, il 1° novembre

A queste vanno aggiunte le festività islamiche, variabili secondo il calendario lunare. Dal momento che il calendario lunare Hijra è più corto di 11 giorni rispetto al calendario Gregoriano, ogni anno le feste islamiche cadono approssimativamente 11 giorni prima dell’anno precedente.

 

Le principali feste islamiche sono: Eid al Fitr– 3 giorni di celebrazioni che segnano la fine del Ramadan, il mese del digiuno; Eid Al-Adha, comunemente conosciuta come al-Eid al-Kabeer - la grande festa che commemora l’offerta del profeta Abramo per il sacrificio e che dura quattro giorni alla fine del mese del Hajj; il Nuovo Anno Islamico e Aid-Mawlid al-Nabi, ovvero l' anniversario della nascita del profeta Maometto

 

In molti paesi africani la libertà di religione non esiste, in particolare per chi professa la religione di Gesù Cristo. In Algeria, la situazione delle piccole comunità cristiane sparse nel nord del Paese (in Cabilia, sugli altopiani del Mitidja, nella regione di Orano e di Algeri) è particolarmente difficile

Reti stradali e ferroviarie

Veduta della stazione ferroviaria di Algeri

La rete ferroviaria nazionale è gestita dalla SNTF (Société nationale des Transports Ferroviaires), la Società nazionale dei trasporti ferroviari

La rete ferroviaria presenta molteplici difficoltà, ma la società nazionale sta intraprendendo politiche di miglioramento del servizio (guarda il video, in francese)

La stazione ferroviaria di Orano (guarda il video)

Carta stradale 

Guarda la carta con i principali collegamenti stradali

Monete e banconote

1000 Dinari (fronte)

Il dinaro algerino è la moneta dell'Algeria dal 1964, quando ha rimpiazzato il franco; le funzioni monetarie e bancarie del governo algerino sono di competenza della Banca centrale di Algeri

Il dinaro è suddiviso in 100 centesimi. Nel paese si trovano banconote da 1000, 500, 200, 100 e 50 dinari; monete da 50, 20, 10, 5 e 1 dinaro, e quindi da 50, 20, 10, 5 e 1 centesimo (la loro circolazione è comunque limitata)

 

 

 

Arte tradizionale e moderna

Gli esempi più interessanti di pitture ed incisioni rupestri dell'epoca preistorica offrono una preziosa risorsa sulla fauna e sui popoli che abitarono il deserto del Sahara e sono conservati nel parco nazionale del Tassili, che in lingua tamacek significa "altopiano roccioso"

Pitture rupestri presso Tassili n'Ajjer

Altri esempi artistico-architettonici sono i monumenti della civiltà megalitica, tumuli e mucchi di pietra

Tombeau de la Chrétienne

adibiti a costruzioni funerarie, le rovine risalenti dominazione romana (fortificazioni, archi, portici..) il cui esempio più suntuoso è costituito dalle rovine presso le città di Timgad e Djemila, i complessi monumentali e l'arte musulmana

Rovine architettoniche presso la città di Lambese

Alcune forme artistiche che vanno a caratterizzare la cultura algerina sono: la produzione cinematografica, che ha origine con i movimenti nazionalisti durante i quali, alcuni operatori improvvisati si impegnano a filmare le gesta rivoluzionarie e quella letteraria si distingue per la presenza di più registri linguistici che comprendono l'arabo letterario, l'arabo algerino, il berbero e il francese

Le tradizioni artistiche del paese sono impreziosite dalle opere del ricco e originale artigianato. L’arte

Ceramiche algerine

tessile, che testimonia l’apporto della tradizione berbera alla cultura algerina, presenta una varietà di realizzazioni. Ogni regione presenta la propria specifica produzione, riconoscibile da motivi e colori. La lavorazione della ceramica ha tratto beneficio da apporti romani e andalusi, e si è arricchita di influenze turche

Musiche e danze

La musica lagerina:gli apporti arabo-andalusi nel Nord del Paese e la musica delle popolazioni sahariane :

Gharnati e mālūf andaluso

Musicisti algerini 

Si segnalano due grandi interpreti vocali del repertorio algerino: Mohammed Tanar Fergani e Mohammed Khaznadij

Gli strumenti musicali utilizzati per riprodurre queste raffinate melodie sono a corda, come il rebab, una sorta di violino, e l'ud; a percussione, come il darbuka e il tar; strumenti tipici del popolo Haussa sono l'agaïta, una piccola tromba di legno, e il kakaki

L' imzad, strumento musicale tuareg

La musica Tuareg ha funzioni non solo legate al divertimento ma accomagna le fasi più importanti della vita sociale

Danza e musica araba 

La musica araba è un fenomeno ricco e complesso nel quale orientarsi non sempre è semplice; scopri le origini della musica e della danza orientale araba, il rituale Zar e gli strumenti musicali del mondo arabo

Tra le danze tipiche algerine troviamo la danza d'Algeri detta raksat al Aasma, (un ballo femminile accompagnato da musica di repertorio cittadino, classico o popolare; le ballerine, vestite da ricchi costumi tradizionali abbelliti di gioielli, evidenziano l'eleganza e l'armonia dei movimenti, composti da piccoli passi leggeri); e le danze di ouwled nail

Dalla regione berbera della Kabilia proviene inoltre la danza Kabil (guarda il video), una danza tradizionale la cui esecuzione è riservata alle donne che ricordano il raccolto di olive. L’ampio costume Djebba è coloratissimo ed arricchito da bordature elaborate. Viene accompagnato dallo Foudha’, tessuto a strisce annodato sui fianchi, dalla cintura, detta ‘H’zam’i', e dal ‘Mharma’, un copricapo fiorito. E’ una danza molto difficile da eseguire: la danzatrice compie un movimento rotatorio rapidissimo e continuo che le permette di scivolare sul pavimento. L’esecuzione viene arricchita da coloratissimi foulard ricchi di frange ed anfore tenute in equilibrio sulla testa.

Fiabe e racconti

Recensioni 

Alcune interessanti recensioni di libri che raccontano dell'Algeria: viaggi, culture, incontri, storie

La storiella delle donne timide: cosa succede quando vanno a scuola?

Principi beduini, cammelli sapienti, ragazze-gatto e orchesse che mangiano carne umana: ecco i personaggi delle fiabe che ancora oggi si raccontano nei paesi del Maghreb. E accanto alle fiabe di magia, dove tutto può accadere, troveremo anche storie di beffe, astuzie e imbrogli, legati a un personaggio noto in tutto il bacino del Mediterraneo: Giuha

Il chicco fatato, testo tradizionale algerino

Personaggio della letteratura araba, Si'Djeha è il protagonista della fiaba Si' Djeha imbroglia i ladroni

Salim el Katami e altre fiabe berbere

, Zemouri Abdelkader, Antonelli Antonella

Sei magnifiche fiabe berbere che ci raccontano il mondo, le tradizioni e i valori di questo splendido e antico popolo, ancora poco conosciuto.
Una raccolta di fiabe che narrano di principesse, streghe e tribù berbere, provenienti dalla regione dell'Aures, in Algeria.

Favole 

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"Chi dorme per terra non ha paura di cadere dal letto": miti e leggende del popolo Tuaregh

Cibo, alimentazione e ricette

La cucina araba è molto ricca e varia, così come profondamente diversi sono i paesi che appartengono al mondo arabo. Ogni regione esprime nella cucina le sue tradizioni ed il suo passato...

Curiosità 

Consulta il Glossario della cucina araba!

In Algeria, come nella maggiorparte dei paesi arabi, i piatti tipici sono il cous cous (chiamato Kseksou), il meswi e varie tajines, ragù di carne o pesce.

Ricetta del pollo fritto in salsa e della zuppa di verdure

Le tipicità culinarie algerine sono numerose: oltre al cous cous viene fatto largo uso di condimenti e spezie, tra i quali il piccantissimo harissa.

Vediamo alcune ricette di piatti tipici; dagli antipasti di Beignets di Sardine e K'Ibett Sardine, ai primi piatti di carne (Chorba Frick e Chorba Hamra), zuppe (Zuppa Ai Legumi e Zuppa di Bulghur) e insalate (Insalata di Prezzemolo e Bulghur e Insalata di Semola alle Verdure)....senza dimenticare i piatti di pesce Hout'L Koucha e Pesce al Forno

Bevande tipiche algerine sono la Bevanda all'Uva Passa e Khchaf

Testimonianze

Racconti, diari e pensieri di viaggio in Algeria

Pericolo cammelli

Capodanno nel deserto algerino

Letture consigliate per un viaggio in Algeria

10 giorni di trekking nell'altopiano Tassili N'ajjer (dicembre 2005)

"La luce. Ecco cosa distingue il deserto da tutti gli altri luoghi della terra..." diario di viaggio nel deserto di Djanet

Tassili N'Ajjer in foto e in auto

Personaggi

Premio Nobel per la Letteratura nel 1957, Albert Camus nasce il 7 novembre 1913 in Algeria a Mondovi,

Albert Camus

oggi Dréan. Muore il 4 gennaio 1960 a causa di un incidente automobilistico. Camus aveva in passato avuto modo di esprimere più volte che un incidente d'auto sarebbe stato il modo più assurdo di morire. In tasca aveva un biglietto ferroviario non utilizzato: si crede avesse pensato di compiere quel viaggio in treno, cambiando idea solo all'ultimo momento.

Immagine di Houari Boumédienne

Indiscusso leader algerino tra il 1965, anno in cui salì al potere con un colpo di stato, e il 1978, anno della sua morte, Houari Boumédienne fece conoscere al Paese un decennio stabilità interna, nazionalizzazione delle ricchezze del Paese e all'imposizione di una strategia di sviluppo basata sulla rivoluzione culturale.

 

Presidente dell'Algeria dal 1999, Abdelaziz Bouteflika è famoso per la svolta liberista data al Paese e per essere tra i fondatori della NEPAD, la nuova strategia di Partnership per lo sviluppo dell'Africa (2001) assime ai Presidenti di Egitto, Nigeria, Senegal e Sudafrica.

Assia Djebar

 

Assia Djebar è una scrittrice algerina la cui produzione artistica affronta temi come l'identità, la condizione femminile nell'Islam, il fanatismo religioso, il senso della scrittura e il ruolo dell'intellettuale nella società civile. E' un'artista mossa - come lei stessa dice - "dall'urgenza della scrittura, l'urgenza della parola dinanzi al disastro". L'urgenza della denuncia, del recupero della memoria.

Franz Fanon 

Scrittore e psichiatra martinicano di origine, si fece portavoce del Fronte di liberazione nazionale durante la guerra d'Algeria. Proprio da questo conflitto trasse ispirazione per la composizione della sua opera più famosa, "I dannati della terra", un vero e proprio manifesto della lotta anticoloniale.

 

Khalida Messaoudi è una protagonista storica del movimento delle donne democratiche in Algeria. Nel 1980, ancora studentessa, animò il primo collettivo di donne all'interno dell'università e si batté per chiedere il ritiro della direttiva ministeriale che vietava alle donne di lasciare il territorio nazionale se non accompagnate da un tutore maschio.

Khaled, è il massimo esponente del rai, uno dei generi più importanti del folk arabo.

 

Di origine berbero-algerina è il calciatore francese Zinedine Zidane, annoverato tra i migliori calciatori al mondo di tutti i tempi