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Paesi | Africa | Africa orientale | Uganda

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Kampala
Superficie (km²): 241038
Densità (ab/km²): 120
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.statehouse.go.ug/
Data dell'indipendenza: 9 ottobre 1962
Indipendenza da: Regno Unito
Moneta: scellino ugandese
Membership:

ACP, AfDB, AU, C, COMESA, EAC, EADB, FAO, G-77, IAEA, IBRD, ICAO, ICCt, ICRM, IDA, IDB, IFAD, IFC, IFRCS, IGAD, ILO, IMF, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO (corrispondente), ITSO, ITU, ITUC, MIGA, MINURCAT, NAM, OIC, OPCW, PCA, UN, UN Security Council (temporaneo), UNAMID, UNCTAD, UNESCO, UNHCR, UNIDO, UNMIS, UNOCI, UNWTO, UPU, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Sezione nord-occidentale delle alte terre dell'Africa orientale, il Paese si trova per gran parte a un'altitudine di 1.000-1.400 m ed è formato da un altopiano compreso tra i rami occidentale e orientale della Great Rift Valley (la fossa est-africana), spingendosi a sud sino al Lago Vittoria e a nord sulle alte terre dominanti la depressione del Nilo. Strutturalmente si tratta di una porzione della grande zolla est-africana, il cui sollevamento è in stretto rapporto con la formazione della Rift Valley stessa. I grandi sommovimenti subiti dal territorio in seguito a questi episodi, avvenuti nell'era cenozoica, ne hanno determinato la generale configurazione, caratterizzata oltre che dalla presenza della fossa, dal succedersi di aree depressionarie e di blocchi sollevati e dall'imporsi di strutture vulcaniche, intrusive ed effusive. Tra gli edifici vulcanici spiccano l'Elgon (4.321 m), al confine col Kenya, e i Virunga, anche questi marginali rispetto al territorio ugandese, al confine con il Ruanda e la Repubblica democratica del Congo. Ma l'elemento più imponente, collegato alla formazione della Rift Valley, è il possente massiccio del Ruwenzori (5.119 m), sorta di gigantesco Horst sollevatosi tra le depressioni oggi occupate dai laghi Alberto ed Edoardo, nella fascia occidentale del Paese; infine sui lati settentrionale e orientale una serie di rilievi, che superano anche i 2.000 m, rappresentano l'orlatura dell'altopiano al di sopra della depressione nilotica sudanese. Questi marcati elementi orografici si trovano però tutti ai margini del Paese, mentre la maggior parte del territorio ugandese si caratterizza come un penepiano: esso è cioè costituito dalle superfici archeozoiche cristalline, profondamente erose e quindi prive di grandi asperità. Queste sono rappresentate da brevi depressioni, da solchi fluviali di approfondimento e da rilievi residuali che ne rompono l'andamento sostanzialmente tabulare.

Clima. Benché l'Uganda sia un Paese equatoriale e quindi compreso nella fascia delle convergenze intertropicali, il suo clima presenta gli aspetti propri delle alte terre est-africane e ha ritmi monsonici. L'aliseo di sud-est, come nel Kenya, apporta le precipitazioni maggiori da marzo a giugno, quando si ha lo spostamento verso nord del fronte intertropicale; la seconda stagione piovosa, da ottobre a dicembre, è dovuta agli apporti, peraltro non molto elevati, dell'aliseo di nord-est. Complessivamente cadono circa 1.500 mm annui di pioggia nella sezione centrale (Entebbe) che diminuiscono sensibilmente verso nord-est (600 mm). Le temperature, mitigate dall'altitudine, hanno oscillazioni stagionali limitate (la media a Entebbe è sui 20-22 °C): ciò vale più o meno per tutto l'altopiano. La presenza di vasti specchi lacustri determina poi ulteriori contrasti climatici, particolarmente accentuati nel caso del Lago Vittoria; quanto agli effetti altitudinali, basti pensare al Ruwenzori, le cui cime perennemente innevate ospitano anche alcuni ghiacciai e i cui versanti meglio esposti ai venti carichi di umidità ricevono sino a 4.000 mm annui di precipitazioni.

Flora. Il manto vegetale è rappresentato da lembi ormai ridotti di foresta pluviale (con cedri, mogani, podocarpi) ed estesissime savane arborate ed erbose (Pennisetum purpureum o erba elefante) che diventano arbustive nel nord, meno piovoso. Particolare è la vegetazione del Ruwenzori nei suoi diversi piani altitudinali; oltre i 3.000 m ospita una ricca flora di seneci e lobelie, cui seguono praterie fino al limite delle nevi, poco sotto i 5.000 m. Parchi famosi ospitano la tipica fauna africana; il più noto è quello delle Kabalega Falls sul Nilo Vittoria, ricco di elefanti, bufali, ippopotami, coccodrilli ecc.

Idrografia. Gli assestamenti tettonici cenozoici del Paese hanno lasciato in eredità un'idrografia instabile. Caratteristica è la presenza, legata alla configurazione pianeggiante dell'altopiano, di aree anfibie e di difficile drenaggio, mentre agli sconvolgimenti tettonici determinati dalla Rift Valley si deve la complessa idrografia del bacino superiore del Nilo, cui il territorio ugandese appartiene quasi per intero. Elemento idrografico vistoso, che rientra però solo parzialmente nei confini ugandesi, è il Lago Vittoria (68.100 km 2 ; terzo del mondo), che occupa un'ampia depressione tra i due rami orientale e occidentale della Rift Valley. Esso ha come maggiore immissario il Kagera, alimentato dalle alte terre del Ruanda e del Burundi e considerato il principale ramo sorgentifero del Nilo; il suo emissario è il Nilo Vittoria (Kabalega) che, attraverso una complessa idrografia comprendente il Lago Kyoga e ampie zone anfibie, dopo aver formato le cascate Kabalega (ex Murchison Falls) si immette nella fossa che accoglie il Lago Alberto , donde riesce appunto col nome di Nilo Alberto, ultima sezione del Nilo prima dell'ingresso nel suo tratto medio, sudanese. La presenza di bacini lacustri e zone anfibie assicura al fiume un regime relativamente costante, soggetto però a straripamenti.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento e gruppi etnici. Già abitata da gruppi affini ai Pigmei o ai Boscimani, l'Uganda fu successivamente invasa da popolazioni agricole bantu, quindi da genti pastorali camitiche: a quest'incontro si deve la nascita dei regni che hanno contraddistinto la storia del Paese. L'istituirsi di un'organizzazione aristocratica si può spiegare con l'avvento dei primi gruppi camitici, che imposero facilmente la loro superiorità di allevatori ai popoli agricoltori. Questi, soggiogati dal genere stesso di vita degli invasori, dalla loro alta statura, dagli animali su cui basavano l'economia, formarono ben presto una classe sociale inferiore soggetta ai pastori; da questa differenziazione di classe trasse origine, verso il XV secolo, il regno di Kitara, che germinò i successivi regni, tra i quali il più potente fu, per lungo tempo, quello di Nyoro (BaNyoro). Il predominio del regno dei Ganda (BaGanda) è recente e si deve all'appoggio ricevuto dagli Inglesi. Anche da ciò derivano il ruolo preminente di questo popolo nell'odierna vita del Paese e la stessa prevalenza numerica (circa 19%). Gli altri principali gruppi bantu sono i BaNyankore (10,2%), i BaSoga (8,5%) e i BaKiga (8,6%). Numerosi sono anche i gruppi nilotici (Langi, 6,1%, Acholi o Acioli, 4,6%, Madi, ecc.) e niloto-camitici (Teso, Karamojong) stanziati per lo più nel nord e nell'est del Paese. In Uganda vivono oggi parecchi Tutsi (BaTutsi) profughi del Ruanda e gruppi niloto-camitici emigrati dal Sudan meridionale. Gli Europei non sono più di 10.000, mentre gli Asiatici (Indiani e Pakistani), venuti in Uganda come nel Kenya all'inizio del secolo, sono stati oggetto di un'espulsione praticamente totale operata da Idi Amin Dada, che ne espropriò le terre.

Sviluppo demografico e distribuzione. Al 1948 risale il primo censimento del Paese, che registrò 4,9 milioni di abitanti. Le maggiori densità si registrano nella fascia intorno al Lago Vittoria, per le favorevoli condizioni offerte dall'agricoltura di piantagione; gli insediamenti in queste zone fertili e popolose sono costituiti da piccoli nuclei familiari sparsi in mezzo alla campagna. Relativamente elevata è anche la densità nella zona del monte Elgon, dove si sono estese le piantagioni di caffè, e nel distretto di Kigezi, una ricca area di tabacchicoltura. Le aree meno popolate sono quella savaniche del nord (area degli Acholi) e del nord-est. Le popolazioni niloto-camitiche di quest 'ultima regione, tra cui i Karamojong, praticano una forma di seminomadismo, spostando i loro villaggi (capanne emisferiche disposte a cerchio intorno allo spiazzo per il bestiame) dopo un certo numero di anni. In tutto il Paese l'urbanesimo è poco sviluppato, ma è in progressiva espansione.

Aspetti economici

Testo completo:

Durante la dominazione inglese le possibilità dell'Uganda non furono particolarmente valorizzate, tuttavia negli anni che precedettero l'indipendenza l'economia ugandese fu maggiormente integrata con quelle delle altre colonie est-africane. Il Paese venne dotato di nuove infrastrutture, si iniziò lo sfruttamento minerario, l'agrico ltura di piantagione ricevette maggiori impulsi e fu anche avviato un primo processo di industrializzazione.

Profilo generale. Dopo l'indipendenza (1962) la politica economica del governo cercò di conciliare l'iniziativa statale con quella privata nell'ambito dell'industria, mentre nel settore agricolo veniva propugnata la formazione di cooperative sorrette dalla necessaria assistenza tecnica e dagli aiuti finanziari della Gran Bretagna. Tale regime moderatamente progressista subì drastici cambiamenti con l'avvento al potere del generale Amin; egli rimase in carica dal 1971 al 1979, determinando situazioni gravissime in ogni settore produttivo del Paese. Già nel 1972 Amin, che aveva dichiarato la "guerra economica" per la liberazione dell'Uganda dalle dominazioni straniere, decretava l'immediata espulsione degli Europei e degli Asiatici (dai quali dipendevano le fondamentali attività produttive: l'agricoltura di piantagione, il commercio e l'industria) seguita dalla confisca dei loro beni e dalla nazionalizzazione di tutte le proprietà estere. Cessarono naturalmente di affluire i capitali stranieri e si ridussero al minimo gli scambi internazionali, particolarmente negli anni di più acuta tensione, in cui furono chiuse le frontiere con il Kenya (1976-77). Lo scioglimento, nel 1977, della Comunità dell'Africa orientale fu un altro duro colpo per l'economia dell'Uganda, di cui sempre più emergevano le limitate capacità interne e l'insufficiente struttura organizzativa. Gli anni Ottanta si sono aperti all'insegna della ricostruzione del Paese con l'aiuto di sostanziosi finanziamenti internazionali. La produzione di tè, di caffè, di cacao e di tabacco ha segnato negli ultimi anni un incremento considerevole con conseguente aumento de ll'industria di trasformazione.

Agricoltura. Benché venga al momento coltivato poco più di 1/4 del territorio nazionale, l'agricoltura ha ben maggiori possibilità, date le condizioni climatiche sufficientemente favorevoli, in particolare grazie a un clima tendenzialmente umido in larga parte del Paese. Il settore primario è comunque di gran lunga la struttura portante dell'economia ugandese, sia per la partecipazione alla formazione del prodotto nazionale sia per l'occupazione della popolazione attiva. L'agricoltura è nettamente divisa tra il settore che produce per il sostentamento interno e quello che è al servizio dell'esportazione. L'agricoltura di sussistenza è da sempre legata a tecniche e consuetudini scarsamente redditizie, ma anche l'attività commerciale ha risentito delle spesso contraddittorie iniziative prese all'epoca di Amin; meccanizzazione e uso di fertilizzanti sono scarsamente diffusi. I cereali costituiscono la base dell'alimentazione; prevalgono - come spesso in Africa - i cereali poveri, che si accontentano di suoli poco fertili, come il miglio e il sorgo, seguiti dal mais e dal riso. Sono altresì largamente diffuse le colture della manioca, della batata, della patata, di vari legumi e ortaggi, nonché delle banane e di altra frutta tropicale. L'agricoltura commerciale è in pratica limitata alle sole aree prossime alle vie di comunicazione; le piantagioni, passate a partire dal 1972 in mano ad agricoltori indigeni (ma già nel 1982 è stata introdotta un'apposita legge mirante a restituire in parte le proprietà confiscate all'epoca di Amin), hanno in genere registrato veri e propri crolli delle produzioni, data la scarsità di mezzi e di manodopera specializzata; dalla fine degli anni Sessanta si è fortemente ridotta sia la produzione cotone, che un tempo costituiva una delle principali risorse del Paese, sia la produzione di tè, altro prodotto agricolo di grande rilievo. Meno grave è la situazione per il caffè, che oggi rappresenta in pratica l'unica rilevante merce d'esportazione e che trova le sue aree più adatte nei distretti orientali e occidentali alle falde dei rilievi vulcanici. Si coltivano inoltre il tabacco, varie oleaginose, tra cui principalmente il sesamo e l'arachide, la canna da zucchero. In ripresa è l'attività forestale (è da dire che la mancanza di strade eleva sensibilmente i costi delle operazioni di trasporto e non rende quindi redditizio il taglio del legname); boschi e foreste ricoprono circa il 26% del territorio nazionale e comprendono in buona parte essenze pregiate, come il mogano.

Allevamento. In netto miglioramento è la situazione per quanto riguarda il settore zootecnico. L'allevamento riguarda in massima misura i bovini che, grazie al successo della lotta contro la tripanosomiasi, il terribile morbo diffuso dalla mosca tsé-tsé, e della sostituzione degli animali indigeni con altri di razze più produttive, sono aumentati e migliorati in qualità; essi sono diffusi specialmente nelle aree settentrionali e i pascoli vengono controllati per impedire l'eccessivo depauperamento della vegetazione e la degradazione dei suoli, mentre sono stati costruiti grandi serbatoi d'acqua, utilissimi nella stagione meno piovosa. Nelle savane sono anche presenti gli ovini e i caprini; allevati un po' ovunque sono i volatili da cortile.

Pesca. La pesca è un'attività importante, in specie per le popolazioni rivierasche del Lago Vittoria; ma ancora una volta si deve dire che è un settore arretrato, sia per le tecniche adottate sia per la mancanza di adeguati impianti conservieri.

Risorse minerarie. Le risorse minerarie non sono cospicue. Vi sono giacimenti di rame (a Kilembe, alle falde del Ruwenzori) e di tungsteno relativamente buoni, mentre esigui sono quelli di altri minerali, quali la tantalite, la columbite, la cassiterite (da cui si ricava lo stagno), l'apatite, l'amianto ecc. Da ricordare la produzione di sale (dai laghi). L'energia elettrica è pressoché totalmente d'origine idrica e fornita dalla grande centrale delle Owen Falls presso Jinja.

Industria. L'industria è per lo più rappresentata da piccoli complessi, che trasformano i prodotti agricoli locali: birrifici, manifatture di tabacchi, oleifici, zuccherifici, cotonifici ecc. A essi vanno aggiunti uno stabilimento per la raffinazione del rame e un piccolo impianto siderurgico; operano inoltre nel Paese alcuni cementifici e uno stabilimento che produce fertilizzanti. La situazione dovrebbe migliorare grazie ai prestiti concessi dal Fondo Monetario Internazionale e dalla Banca Mondiale.

Comunicazioni. Le vie di comunicazione sono nel complesso inadeguate e costituiscono un ulteriore elemento di ritardo per lo sviluppo dell'economia ugandese. L'ossatura del sistema è tuttora la linea ferroviaria, prolungamento della Mombasa-Nairobi, che entra in Uganda a Tororo; qui si divarica in due tronchi: uno volge a nord, toccando Lira e Gulu e giungendo sino al confine con la Repubblica democratica del Congo, l'altro si dirige a ovest, passando per Jinja e Kampala, fino a Kasese (dove serve la piantagione di caffè e la miniera di rame di Kilembe). Il percorso complessivo è di circa 1.250 km. Le strade si sviluppano per oltre 28.000 km, solo però in minima parte asfaltate; la situazione, già molto carente, è stata ulteriormente aggravata all'epoca di Amin, durante la quale fu sensibilmente trascurato l'intero sistema viario (anche perché ad esso presiedevano in larga misura gli Asiatici, che, come si è detto, furono espulsi dal dittatore). Un certo ruolo ha la navigazione interna; battelli operano regolari servizi sul Lago Vittoria ed è in funzione dal 1983 un ferry-boat tra Jinja e il porto tanzaniano di Mwanza. Le comunicazioni aeree collegano una decina di centri maggiori e fanno capo a Entebbe (circa a 40 km da Kampala), dove si trova l'aeroporto internazionale; compagnia di bandiera è la Uganda Airlines, fondata nel 1976, quando fu disciolta la preesistente East African Airways, che era gestita comunitariamente da Kenya, Uganda e Tanzania.

Commercio. Il commercio interno è molto scarso, data la povertà del Paese e il generale basso tenore di vita della popolazione; quello con l'estero ha la struttura tipica del commercio dei Paesi sottosviluppati, è basato cioè sull'esportazione di materie prime (caffè per la quasi totalità, quindi cotone, tè, rame) e sull'importazione di macchinari e mezzi di trasporto, manufatti di vario genere. Gli scambi si svolgono per lo più con la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, il Kenya, la Tanzania, il Belgio, il Giappone, la Germania; la bilancia commerciale è costantemente passiva.

Storia

Testo completo:

Cronologia 

Per una cronologia storica aggiornata dell'Uganda, vedi la sezione Cronologia dell'Atlante di Nigrizia.

Preistoria.
Industrie post-acheuleane di tipo sangoano, datate all'incirca tra 100.000 e 80.000 anni da oggi, sono state raccolte nella valle del fiume Kagera e a Sango Bay, sulla riva orientale del Lago Vittoria. Al Lupembiano, facies datata a ca. 40.000/38.000 anni, sono riferiti materiali provenienti dai terrazzi del fiume Kagera in prossimità di Nsongezi. Industrie con presenza di microliti datate a ca. 16.000 anni da oggi sono state segnalate a Buvuma Island (Lago Vittoria). Nella stessa vallata è documentata una facies microlitica con geometrici, accostata al Wiltoniano ma di difficile attribuzione cronologica.
Storia.
Migrazioni di popolazioni bantu, nilotiche e camitiche iniziarono verso il sec. IV e si succedettero per circa un millennio. Grandi mura di argilla testimoniano la presenza fin dal X secolo d.C di civiltà urbanizzate nel territorio dell'attuale Uganda. A N e a E del Nilo si formarono modeste comunità e più tardi regni fortemente centralizzati (Buganda, Ankole, Bunyoro-Kitara e Toro) nelle regioni meridionali e occidentali. I regni di Bunyoro-Kitara e di Buganda furono il risultato di invasioni Luo (fine sec. XV-inizio XVI). La penetrazione europea ebbe inizio tra il 1860 e il 1870 con le esplorazioni di Speke, Grant e Baker. Dopo alcuni approcci del governatore del Sudan, generale Gordon, nel 1874 per stabilire rapporti col re del Buganda, Mutesa I, Stanley allacciò relazioni stabili, seguito dai primi missionari protestanti e cattolici, che furono però perseguitati dal re Mwanga I, costretto comunque nel 1890 a dover riconoscere i diritti inglesi. Poco dopo, un accordo anglo-tedesco delimitò le zone di influenza delle due potenze europee nell'Africa orientale.

Nel 1894 il governo di Londra istituì il protettorato sul Buganda, esteso poi agli altri regni (Toro, Ankole, Bunyoro) e al resto del Paese (1900-03) che, nel suo assieme, prese il nome di Uganda. Al re vennero riservate funzioni formali. La costruzione nel 1901 della ferrovia Mombasa-Lago Vittoria aprì il Paese ai contatti col mondo esterno. La provincia occidentale divenne nel 1902 parte del Kenya.

Per tutta la prima metà del Novecento il Paese fu governato dalla Gran Bretagna attraverso forme di potere locale: nel 1921 venne istituito il primo Consiglio esecutivo e legislativo, via via aperto a un numero sempre maggiore di membri nativi. L'Uganda divenne indipendente nell'ambito del Commonwealth il 9 ottobre 1962. Il primo capo del governo ugandese fu Apollo Milton Obote dell'Uganda People's Congress (UPC). Nel 1963 fu proclamata la Repubblica, con l'ex re Mutesa II come presidente. A causa dei continui attriti personali, nel 1966 Obote depose il kabaka (l'ex re) e si fece proclamare presidente. Nel 1969 diede un ulteriore giro di vite, sopprimendo tutti i partiti d'opposizione. Nel 1971, divenuto ormai impopolare, il presidente fu deposto dal generale Amin Dada. Egli in poco tempo istituì un regime dittatoriale, feroce e sanguinario. Nel 1972 Amin Dada espulse la fiorente comunità asiatica dall'Uganda e ne confiscò le proprietà, questo, soprattutto dal punto di vista economico fu un grave errore. Nel 1978 annetté al Paese la parte settentrionale della Tanzania, coalizzando contro di sé tutti gli Stati dell'East Africa, finché nell'aprile dell'anno seguente le truppe tanzaniane entrarono a Kampala e lo costrinsero alla fuga e all'esilio. Divenne presidente prima Yusuf Lule, poi, dopo pochi mesi, Godfrey Lukongwa Binaisa che a sua volta, accusato di gravi irregolarità venne deposto dall'esercito (1980). Nel dicembre dello stesso anno si svolsero le elezioni generali e Obote, rientrato dal suo lungo esilio fu rieletto presidente: egli si trovò a governare un Paese allo stremo e caratterizzato da una devastante guerra civile caratterizzata dalla forte resistenza del Movimento di Resistenza Nazionale (MRN).

Il 27 luglio 1985 un colpo di Stato militare destituì Obote, sciolse il Parlamento e sospese la Costituzione. La presidenza della Repubblica fu assunta per un breve periodo dal comandante dell'esercito, il generale Tito Okello. Caduta la capitale nelle mani del MRN, il suo capo, Yoweri Museveni, divenne presidente dell'Uganda (gennaio 1986, rieletto nel 1996, 2001, 2006). La struttura istituzionale dello Stato venne sottoposta a modifiche; Museveni si impegnò nell'istituzione di una “democrazia senza partiti”, che prevedeva come asse centrale il suo MRN, che non costituiva un vero e proprio partito, ma ammetteva forme di decentramento a livello locale. Alternando fermezza e intransigenza nella repressione dei contrasti tribali che ancora nel 1988 interessavano le regioni settentrionali e orientali, Museveni durante l'anno seguente ottenne qualche successo nell'avvio della riconciliazione nazionale, insufficiente però a produrre la pacificazione del Paese. Nell'ottobre del 1989, in prossimità delle elezioni governative del 1990, il Consiglio di Resistenza Nazionale prorogò di cinque anni il mandato del governo, prossimo a scadere. Museveni, intanto, disposto ad ammettere forme di autonomia locale e, quindi, a riconoscere l'esistenza di quattro regni tribali tradizionali, nel luglio del 1993, consentì l'incoronazione di Ronald Mutebi, figlio di Mutesa II, che divenne 36º kabaka del Buganda, un ruolo destinato però a rimanere essenzialmente simbolico.

Nel 1994 venne eletta un'Assemblea costituente, che l'anno seguente promulgò una nuova Costituzione, e che, invece di prendere una decisione, rinviò il ripristino del multipartitismo nel Paese. Nel frattempo, malgrado l'accresciuto impegno dell'esercito governativo, permanevano focolai di guerriglia, appoggiati dal regime sudanese. La situazione precipitò quando sul finire del 1998 le truppe ugandesi entrarono nel territorio della Rep. Dem. del Congo e appoggiarono i ribelli. Intanto (2001) Museveni, nonostante le denunce dell'opposizione di atti di intimidazione da parte del partito governativo, veniva riconfermato alla guida dell'Uganda.

Nel marzo del 2002, Uganda e Sudan firmarono un accordo per combattere il gruppo di fanatici ribelli nato nel 1987 (Lord Resistance Army, LRA) che si era arroccato sul confine fra i due Paesi; nonostante ciò quella zona di confine continuava a essere interessata da violenti combattimenti. Sul fronte della Repubblica Democratica del Congo nell'aprile del 2003 il governo ugandese imponeva all'esercito di ritirarsi e avviava una politica di riconciliazione con quel Paese.

Nell'aprile 2004 il governo firmava un accordo con l'Egitto sull'utilizzo delle acque del Nilo. Il 2005 vedeva nascere, con un referendum, il multipartitismo e nel 2006 si svolgevano le prime elezioni multipartitiche dal 1986 che, in un clima di presunti brogli, vedevano Museveni riconfermato alla guida del Paese. Nel 2008, dopo il rifiuto di Joseph Kony, leader dell'LRA, di firmare l'accordo di pace con il governo ugandese, gli eserciti di Uganda, Repubblica Dem del Congo e Sudan lanciavano un'offensiva per colpire le basi dei ribelli.

Nel luglio 2010 un gruppo di islamisti somali (gli Shebab) colpiva la capitale con due attentati, come ritorsione all'invio di truppe sotto la guida dell'Unione Africana in Somalia (dal 2007). Le bombe provocavano la morte di decine di civili, riuniti in locali pubblici durante la finale dei Mondiali di Calcio.

Popolazione

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Popolazione totale: 33424683
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Popolazione urbana (%): 15,56
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Gruppi etnici:

Baganda 16,9%, Banyakole 9,5%, Basoga 8,4%, Bakiga 6,9%, Iteso 6,4%, Langi 6,1%, Acholi 4,7%, Bagisu 4,6% Lugbara 4,2%, Bunyoro 2,7%, altri 29,6

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Lingue:

Inglese (ufficiale), Ganda o Luganda, Swahili, Arabo e altre lingue del gruppo Niger-Congo e Nilotiche-Sahariane

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Religioni:

Cattolici 41,9%, Protestanti 42%, Musulmani 12,1%, altri 3,1%, nessuna 0,9%

Demografia

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Tasso di crescita: 3,24
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Tasso di natalità: 46,35
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Tasso di mortalità: 13,18

Media dell'area geografica: 11.276470577016 (su un totale di 17 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 71,30
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Tasso di mortalità infantile maschile: 82,40
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Tasso di fecondità totale: 6,38
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Rapporto tra i sessi: 99,89
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,03
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Età mediana: 15,71
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Aspettativa di vita maschile: 51,68
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Aspettativa di vita femminile: 52,73

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 161

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 17,43
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 47,78
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Tasso di crescita annua: 6,70
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 504,93
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 1.384,53
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 23
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 25
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 51
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -1995
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Tasso di corruzione: 29
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Debito pubblico (%/PIL): 0,00
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Tasso di inflazione : 27,02
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Tasso di disoccupazione: 0,00
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Debito estero (milioni di $): 3.858,16
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Saldo migratorio: -135000
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 510
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 1310
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 29

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 36
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Tasso diffusione HIV (stima) : 6,50
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Diffusione contraccettivi (%): 24
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Diffusione assistenza prenatale (%): 94
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Assistenza specializzata al parto (%): 42
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Tasso di mortalità materna: 430
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 91
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 64
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 67
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 38
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 49
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 48

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 85
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 90
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 52
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 94
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 91
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 82
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 83
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 21
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 22
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 17
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 17

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 31,69
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 1,35
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 48,38
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Numero reti televisive: 8
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 13,01

Trasporti

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Aeroporti:

46

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Densità stradale (km/100 km²):

 

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,6

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Porti:

8