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Paesi | Africa | Africa orientale | Ruanda

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Kigali
Superficie (km²): 26338
Densità (ab/km²): 351
Forma di governo: Repubblica presidenziale
Sito ufficiale del Governo: http://www.gov.rw/
Data dell'indipendenza: 1 luglio 1962
Indipendenza da: Belgio
Moneta: Franco del Ruanda
Membership:

ACP, AfDB, AU, CEPGL, COMESA, EAC, EADB, FAO, G-77, IBRD, ICAO, ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO (corrispondente), ITSO, ITU, ITUC, MIGA, MINURCAT, NAM, OIF, OPCW, UN, UNAMID, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, UNMIS, UNWTO, UPU, WCL, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Prevalentemente montuoso, il territorio del Ruanda occupa nel cuore dell'Africa equatoriale una regione di alte terre, con livello medio tra i 1.200 e i 2.000 m, che strutturalmente si ricollega agli altopiani dell'Africa orientale. Nell'insieme il Ruanda corrisponde a una zolla archeozoica, che lascia ancora scorgere la superficie originaria dell'imbasamento cristallino; essa fu sollevata nell'Era Cenozoica dalle potenti dislocazioni che determinarono il progressivo aprirsi della Rift Valley, la gigantesca fossa tettonica che attraversa l'Africa dal Lago Malawi ( Niassa) al Golfo di Aden proseguendo, oltre il Mar Rosso, sino in Siria. La formazione di tale fossa ha dato vita a un'imponente attività vulcanica; nei Monti Virunga (massima vetta è il Karisimbi, 4.507 m), all'estremità nord-occidentale del Paese, si hanno vulcani ancora attivi. Il territorio si presenta come un vasto altopiano dal profilo in genere maturo; esso si eleva rapidamente dal Lago Kivu (sezione della Rift Valley al confine con la Repubblica Democratica del Congo) verso un'imponente catena montuosa, orlo rialzato della fossa orientale africana, che attraversa il Ruanda occidentale collegandosi ai Virunga; si abbassa infine lentamente verso est in un'area dolcemente ondulata occupata in parte da laghi e depressioni paludose.

 

Clima e flora. Nonostante la posizione astronomica, in piena area equatoriale, la considerevole altitudine determina nel Paese un clima temperato, giustamente ritenuto uno dei più salubri di tutta l'Africa. Le piogge sono abbondanti ma non eccessive (in media da 1.000 a 1.400 mm all'anno, con massimi sui Monti Virunga), distribuite in due distinti periodi, da marzo a maggio e da ottobre a dicembre; le temperature medie si aggirano sui 20 °C. L'intenso sfruttamento dei fertili suoli vulcanici (reso necessario dall'elevata densità della popolazione) ha spogliato gran parte del territorio dell'originaria copertura forestale, oggi per lo più degradata a savana, soprattutto erbacea. Fitte foreste pluviali si ritrovano ancora sui versanti dei Virunga, mentre si hanno formazioni di papiri nelle aree orientali più basse, dove i fiumi tendono a ristagnare. Al confine con la Tanzania si stende il Parco Nazionale Kagera, con interessi soprattutto faunistici.

 

Idrografia. L'altopiano è solcato da una fitta rete di corsi d'acqua dal regime però assai variabile, dipendendo la loro alimentazione dalle piogge stagionali; l'idrografia è piuttosto complessa, in quanto la dorsale occidentale rappresenta lo spartiacque tra il bacino del Congo e quello del Nilo. La maggior parte del Ruanda però tributa al Kagera, ramo sorgentifero del Nilo; solo l'estrema porzione occidentale convoglia le acque attraverso il fiume Rusizi al Lago Tanganica e di qui tramite il fiume Lukuga al Congo.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento e gruppi etnici. La salubrità del clima, oltre a favorire direttamente l'insediamento umano, ha costituito anche, in certa misura, una difesa contro molte malattie epidemiche tipiche dell'Africa equatoriale, fatto che spiega l'elevata densità demografica del Paese, tra le massime del continente. Le condizioni climatiche e ambientali hanno inoltre svolto un ruolo di primaria importanza nel determinare le vicende storiche del popolamento del Ruanda. Abitato originariamente da genti pigmoidi, i Twa (Tatwa, Batua), nomadi cacciatori e raccoglitori delle foreste, oggi ridotti allo 0,4% della popolazione e in via di progressiva assimilazione e sedentarizzazione (gruppi nomadi vivono ancora nelle foreste dei Virunga), il Paese fu successivamente testimone di una massiccia immigrazione di agricoltori bantu, gli Hutu (BaHutu), che oggi costituiscono l'80% degli abitanti. Il clima assai adatto anche alla pastorizia attrasse però più tardi i Tutsi (WaTutsi), un popolo niloto-camitico, originario dell'Etiopia e giunto nel Ruanda, attraverso l'Uganda, si ritiene verso il XIII secolo, con le loro mandrie di bovini dalle lunghe corna. I Tutsi (19%), alti di statura, ottimi guerrieri armati di lunghe lance, apparvero come esseri superiori agli Hutu, che si lasciarono soggiogare e diventarono loro schiavi, ultimi in una complessa scala gerarchica di tipo feudale, al cui vertice era il mwami (re). Questa situazione perdurò sostanzialmente sino all'indipendenza, quando gli Hutu, imposta la loro maggioranza numerica nel referendum che abolì la monarchia, ne approfittarono per sfogare il loro secolare risentimento, uccidendo forse 20.000 Tutsi e costringendone altri all'esodo in Uganda.

 

Il regime militare che guidò poi il Paese dal 1973 al 1990 fece capo al partito unico denominato Movimento Rivoluzionario Nazionale, in mano hutu. Nel 1990 esuli tutsi provenienti dall'Uganda invasero il Ruanda provocando una guerra civile che è degenerata nel 1994 in un reciproco massacro tra le due etnie. Parte della popolazione ha abbandonato il Paese cercando rifugio nelle nazioni limitrofe e stanziandosi in immensi campi profughi.

 

Insediamenti. La popolazione, fino alla guerra civile, si raccoglieva soprattutto nelle alte terre a ridosso della catena montuosa occidentale. L'unico centro che ha l'aspetto di una cittadina è Kigali , la capitale, cresciuta soprattutto dopo l'indipendenza; è sede delle principali attività commerciali del Paese, dotata altresì di un aeroporto internazionale. Per il resto si hanno solo grossi villaggi con funzioni commerciali o amministrative. Alcuni di essi si sono sviluppati intorno alle residenze del mwami come Nyanza, a sud-ovest della capitale, sulla strada che porta al Burundi; sulla medesima arteria è anche Butare (già Astrida) il centro principale all'epoca dell'amministrazione belga.

Aspetti economici

Testo completo:

Profilo generale. Il Ruanda si colloca tra i più poveri Stati del mondo; l'elevatissimo peso demografico ha in larga misura vanificato gli sforzi governativi tesi al miglioramento delle vie di comunicazione e al potenziamento delle strutture produttive di un Paese già gravemente svantaggiato dalla mancanza di sbocchi diretti al mare.

A questa situazione di base si sono aggiunti gli ingentissimi danni materiali provocati dalla guerra civile che ha portato all'abbandono delle campagne da parte dei contadini e a forti spese di guerra, mentre mancano i fondi economici necessari a restaurare le infrastrutture primarie, favorire il rientro dei rifugiati e porre fine al dissesto finanziario ed economico.

Agricoltura. L'agricoltura, nonostante detenga nettamente il primo posto nell'economia ruandese e impieghi buona parte della popolazione attiva (arativo e colture arborescenti coprono oltre il 44,4% della superficie territoriale), registra uno sviluppo assai lento per l'arretratezza delle strutture produttive. Praticata in prossimità dei villaggi su piccoli appezzamenti (in media 1-2 ha), è per lo più un'agricoltura di sussistenza, insufficiente al fabbisogno della popolazione. Principali prodotti destinati all'alimentazione locale sono la batata, la manioca, la patata, il sorgo, tipico cereale africano cui si è affiancato da tempo il mais, e vari prodotti orticoli come fagioli, piselli ecc. Tra le colture commerciali ha un posto di particolare rilievo il caffè, principale prodotto d'esportazione, seguito dal tè, dal piretro (coltura un tempo piuttosto rilevante, ora costantemente in regresso), dal tabacco e da talune oleaginose, quali le arachidi e la soia; la produzione delle colture di piantagione globalmente intesa rimane sempre limitata, risentendo gravemente della carenza di capitali. Poco sfruttati sono boschi e foreste, che d'altronde coprono ormai poco più del 10% della superficie territoriale; il legname viene impiegato quasi esclusivamente come combustibile.

Allevamento e pesca. Il Ruanda presenta condizioni favorevoli all'allevamento: questa attività, pur condotta con metodi arretrati e scarsamente produttivi, provvede in misura rilevante alle necessità alimentari della popolazione. Prevalgono i bovini e i caprini, entrambi utilizzati prevalentemente per il latte. Molto modesta è la pesca, praticata nel Lago Kivu.

Industria. Un certo sviluppo presenta il settore estrattivo; l'attività mineraria ebbe inizio con la dominazione belga e sfrutta i discreti giacimenti di cassiterite, tungsteno, columbite, tantalite, oro ecc. La costruzione di alcune centrali idroelettriche ha avviato una sia pur limitata industria, la quale però lavora quasi esclusivamente i prodotti agricoli locali (piccole aziende tessili, complessi molitori, birrifici, oleifici, zuccherifici, saponifici ecc.).

Comunicazioni e commercio. Il ritardo nello sviluppo economico del Paese deriva ancora per gran parte dall'insufficiente sistema della rete delle comunicazioni; mancano le ferrovie e attualmente le strade sono limitate a poche arterie (lo sviluppo complessivo è di circa 14.500 km), che si dipartono da Kigali, soprattutto verso l'Uganda e il Burundi, mentre servizi di navigazione sul Lago Kivu consentono un buon raccordo con la Repubblica democratica del Congo. Per i collegamenti marittimi con l'estero il Ruanda dipende quasi interamente dal lontano porto di Mombasa, nel Kenya, il che implica l'attraversamento del territorio ugandese; migliore è la situazione dei trasporti aerei (compagnia di bandiera è la Air Rwanda ), che si avvalgono degli aeroporti internazionali di Kigali e di Kamembe. Poco sviluppato è il commercio interno; prima della guerra civile erano abbastanza vivaci invece gli scambi con l'estero che si svolgevano eminentemente con il Belgio, la Francia, la Germania e il Kenya. Venivano esportati soprattutto caffè, cassiterite e tungsteno, tè, pelli e cuoi, piretro, mentre erano per lo più importati macchinari e veicoli, combustibili, manufatti varie prodotti alimentari; la bilancia commerciale è deficitaria.

Storia

Testo completo:

Cronologia 

Per una cronologia storica aggiornata del Ruanda, vedi la sezione Cronologia dell'Atlante di Nigrizia.

Dalle origini alla dominazione coloniale.
Sull'originaria popolazione, costituita da twa o batwa (neri pigmoidi, raccoglitori e cacciatori), si imposero nel corso del primo millennio d.C. gruppi di bantu agricoltori, che assunsero poi il nome di hutu o bahutu. Sugli uni e sugli altri si impose nei sec. XIII-XIV un gruppo di camiti provenienti dall'Etiopia, che assunsero il nome di tutsi (batutsi, watutsi). Divenuti una casta aristocratica e dominante, i tutsi crearono vari staterelli, tra cui quello di Bugesera, da cui derivò poi quello del Ruanda centrale. Sul trono di quest'ultimo salì il clan dei nyighinya dalle origini mitiche (i progenitori sarebbero caduti dal cielo in una località oggi situata nel Parco Nazionale Kagera). Primo re del Ruanda sicuramente esistito è Ruganza Bwimba (1458-82), sotto cui il regno del Ruanda cominciò a emergere. I suoi successori sino al 1959 sarebbero stati ventuno (secondo alcuni sarebbero appartenuti non a una ma a tre dinastie). L'espansione del Ruanda centrale verso est e ovest, attuata dai re Mukobonya (1506-28) e Mutabaazi (1528-52), subì un arresto a causa di invasioni da parte dei confinanti regni di Nyoro e Rundi. Le conquiste ripresero con Rujugira (1744-68), che respinse nuovi attacchi esterni e fissò le frontiere meridionali (cioè quelle col Burundi) sul fiume Akanyaru. La politica espansionistica fu continuata dai successori sino a re Rwaabugiri (1860-95), alla cui corte giunse il primo europeo, il conte von Goetzen, che divenne poi governatore dell'Africa Orientale Tedesca. A differenza di quelli del Burundi, i tutsi del Ruanda, concentratisi in prevalenza nelle zone centrali e orientali e rimasti in minoranza in quelle settentrionali e occidentali dove erano circondati da hutu, vissero in buoni rapporti con questi ultimi, consentendo matrimoni misti e assumendo come loro lingua quella dei dominati. Divenuto parte della colonia dell'Africa Orientale Tedesca, il Ruanda, dopo la prima guerra mondiale, fu affidato dalla Società delle Nazioni al Belgio come mandato di tipo “B” e quindi, dopo la II guerra mondiale, dalle Nazioni Unite sempre al Belgio come territorio in amministrazione fiduciaria (1946). Gli eventi del Congo nel 1959-60 ebbero le loro ripercussioni in Ruanda, dove gli hutu si rivoltarono contro la casta dominante dei tutsi. Re Kigeri V, appena eletto (1959), fu costretto a espatriare mentre migliaia di tutsi fuggirono nel vicino regno del Burundi.
I problemi dell'indipendenza.
A seguito di un accordo tra le Nazioni Unite e il Belgio, il Ruanda divenne il 1º luglio 1962 uno Stato sovrano e indipendente e si proclamò Repubblica sotto la presidenza di Grégoire Kayibanda. Nel dicembre 1963 i tutsi rifugiatisi nel Burundi invasero il Ruanda, ma, malgrado le stragi compiute, non riuscirono a riprendere il potere. Ne seguì una forte tensione tra i due Paesi, che si allentò solo nel 1966 quando anche il Burundi divenne una Repubblica. Tra la fine del 1972 e l'inizio del 1973 si riacutizzarono le tensioni tra hutu e tutsi e nel luglio 1973 un colpo di Stato guidato dal generale hutu Juvénal Habyarimana rovesciò il governo di Kayibanda. Habyarimana assunse la direzione del Paese fondando nel 1975 il Movimento Rivoluzionario Nazionale per lo Sviluppo (Mouvement Révolutionnaire National pour le Développement, MRND), partito unico comprendente rappresentanti civili e militari. Nel 1978 fu approvata con referendum la nuova Costituzione e nel dicembre dello stesso anno Habyarimana venne riconfermato alla presidenza della Repubblica. I membri dell'Assemblea Legislativa furono regolarmente eletti nel dicembre 1981; nel 1983 e nel 1988 Habyarimana fu nuovamente confermato presidente. Nel giugno 1991, grazie alle modifiche apportate alla Costituzione che aprivano al multipartitismo e introducevano la figura del primo ministro, Habyarimana nominò alla guida del governo Sylvestre Nsanzimana del Movimento Repubblicano Nazionale per la Democrazia e lo Sviluppo (Mouvement Républicain National pour la Démocratie et le Développement, MRNDD). Successivamente, l'MRNDD e i partiti di opposizione concordarono la creazione di un governo di unità nazionale la cui guida veniva affidata a Dismas Nsengiyaremye, esponente del Movimento Democratico Repubblicano (Mouvement Démocratique Républicain, MDR), uno dei principali partiti di opposizione. Questi riuscì a siglare un accordo con il Fronte Patriottico Ruandese (FPR), ma l'ostilità del MRNDD provocò la ripresa degli scontri. Nell'aprile del 1994 il contrasto subì un'accelerazione in seguito alla morte di Habyarimana avvenuta a Kigali per l'abbattimento dell'aereo sul quale questi viaggiava insieme al presidente del Burundi C. Ntaryamira: il Paese precipitò in una guerra sanguinosa guerra civile tra hutu e tutsi. La rabbiosa reazione della guardia presidenziale si sfogò nel massacro dei tutsi, ma anche verso gli hutu oppositori di Habyarimana (aprile 1994). La controffensiva del FPR (a maggioranza tutsi) non fu meno violenta, determinando un esodo di massa degli hutu, responsabili del precedente massacro di tutsi. Mentre la Francia, autorizzata dall'ONU, inviava truppe per proteggere i civili e garantire la distribuzione degli aiuti umanitari, il FPR tentò di dimostrare all'opinione pubblica internazionale la presunta normalizzazione nominando presidente del Ruanda Pasteur Bizimungu e primo ministro Faustin Twagiramungu, ambedue hutu (luglio 1994). Il nuovo governo, sostenuto dai tutsi, pur affermando l'obiettivo della riconciliazione nazionale, effettuò ripetute azioni di pulizia etnica, causando massicci esodi di profughi hutu verso la Repubblica Democratica del Congo, la Tanzania e il Burundi. Nell'aprile del 1995, il conflitto si allargò, coinvolgendo anche la Repubblica Democratica del Congo e provocando un massiccio controesodo con migliaia di morti e di dispersi. La ferocia che aveva contraddistinto per anni la vita del Paese non era facilmente eliminabile e la volontà di rivincita o di ritorsione rappresentava un potente ostacolo a una reale pacificazione. Anche lo sforzo internazionale, teso a individuare i responsabili dei massacri, sembrava vanificato dalla penuria di giudici ruandesi, uccisi durante il conflitto civile, con il risultato che ancora nel 1997 i pochi processi avviati erano costretti a subire lunghi rinvii. Nell'aprile del 2000, dopo le dimissioni di Bizimungu, venne eletto presidente della Repubblica P. Kagame, uomo forte del FPR, che nominò primo ministro Bernard Makuza. Nel luglio 2002 Kagame firmò, con il presidente della Repubblica Democratica del Congo J. Kabila, un importante armistizio che mise fine al conflitto fra i due Paesi. Nell'agosto 2003 Kagame fu riconfermato presidente a seguito di elezioni contestate dagli osservatori internazionali per il clima intimidatorio che aveva accompagnato la campagna elettorale. Nell'aprile del 2004 il Ruanda violò il trattato di pace firmato nel 2002 inviando truppe nella Repubblica Democratica del Congo: la zona di confine fra i due Paesi rimaneva però instabile ed era tatro di scontri. Nell'ambito di un piano di riconciliazione nazionale promosso dal governo, nel 2007 è stato proclamato un indulto per gran parte dei responsabili delle stragi del 1994. Nel 2008 si sono svolte le elezioni per il rinnovo del parlamento, vinte dal FPR, mentre nell'agosto del 2010 Kagame veniva riconfermato alla presidenza con oltre il 90% dei consensi.

Popolazione

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Popolazione totale: 10624005
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Popolazione urbana (%): 19,10
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Gruppi etnici:

Hutu 84%, Tutsi 15%, Twa 1%

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Lingue:

Kinyarwanda, Francese e Inglese (ufficiali), Kiswahili

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Religioni:

Cattolici 56,5%, Protestanti 26%, Aventisti 11,1%, Musulmani 4,6%, Animisti 0,1%, nessuna 1,7%

Demografia

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Tasso di crescita: 2,87
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Tasso di natalità: 40,73
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Tasso di mortalità: 12,34

Media dell'area geografica: 11.276470577016 (su un totale di 17 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 102,00
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Tasso di mortalità infantile maschile: 122,80
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Tasso di fecondità totale: 5,43
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Rapporto tra i sessi: 96,41
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,01
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Età mediana: 18,66
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Aspettativa di vita maschile: 52,70
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Aspettativa di vita femminile: 55,14

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 167

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 6,33
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 13,62
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Tasso di crescita annua: 8,30
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 620,33
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 1.334,31
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 32
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 16
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 52
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -463
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Tasso di corruzione: 53
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Debito pubblico (%/PIL): 0,00
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Tasso di inflazione : 8,34
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Tasso di disoccupazione: 0,00
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Debito estero (milioni di $): 1.103,36
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Saldo migratorio: 15109
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 570
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 1270
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 77

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 25
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Tasso diffusione HIV (stima) : 2,90
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Diffusione contraccettivi (%): 52
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Diffusione assistenza prenatale (%): 98
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Assistenza specializzata al parto (%): 69
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Tasso di mortalità materna: 540
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 77
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 62
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 65
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 50
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 55
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 54

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 77
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 77
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 97
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 95
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 87
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 84
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 5
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 5

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 55,46
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 0,36
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 40,63
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Numero reti televisive: 2
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 7,00

Trasporti

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Aeroporti:

7

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

-

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Porti:

0