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Paesi | Africa | Africa orientale | Mozambico

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Maputo
Superficie (km²): 801590
Densità (ab/km²): 26
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.portaldogoverno.gov.mz/
Data dell'indipendenza: 25 giugno 1975
Indipendenza da: Portogallo
Moneta: Metical
Membership:

ACP, AfDB, AU, C, CPLP, FAO, G-77, IAEA, IBRD, ICAO, ICCt (firmatario), ICRM, IDA, IDB, IFAD, IFC, IFRCS, IHO, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM (osservatore), IPU, ISO (corrispondente), ITSO, ITU, ITUC, MIGA, MONUC, NAM, OIC, OIF (osservatore), OPCW, SADC, UN, UNCTAD, UNESCO, UNHCR, UNIDO, Union Latina, UNMIS, UNWTO, UPU, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Oltre il 40% del territorio è costituito da pianure alluvionali costiere e da rilievi al di sotto dei 300 m. La parte restante presenta la struttura geologica tipica del continente africano, tabulare, rigida, senza corrugamenti, interessata da profonde fratture: nella sezione settentrionale, che rappresenta la continuazione diretta degli altopiani dell'Africa orientale, si spegne col bacino lacustre del Malawi (Niassa) il grande sistema delle fosse tettonic he africane (Rift Valley ). L'area degli altopiani ha un'altitudine media di 600 m ed è prevalentemente costituita da rocce precambriane, per lo più da gneiss, scisti e graniti. La porzione settentrionale, a est del Lago Malawi (Niassa), è un lembo di un antichissimo penepiano disseminato di isolati rilievi residuali che raggiungono i 2.419 m nel massiccio granitico del Namuli. Il Mozambico centrale è dominato dall'ampia e profonda incisione della valle dello Zambesi: vi si incontrano sedimenti continentali paleozoici del tipo karroo e soprattutto formazioni mesozoiche. Lungo la stretta fascia costiera tra i fiumi Rovuma e Zambesi affiorano rocce arenacee, marnose e calcaree, testimonianti l'ingressione marina avvenuta durante il Cretaceo. A sud della valle dello Zambesi solo alcuni massicci isolati, frammenti della scarpata orientale degli altopiani dello Zimbabwe, rompono la monotonia del paesaggio, dominato dalla vasta pianura costiera costituita da alluvioni neozoiche: fra questi il Monte Binga (2.436 m), massima vetta del Paese. Rocce effusive, prevalentemente basaltiche, si incontrano nel bacino dello Zambesi e nella catena dei Monti Lebombo, legate alla formazione della Rift Valley. La fascia costiera, originata dalla connessione delle p iane alluvionali dei principali corsi d'acqua, comprende vaste aree paludose e malsane; piuttosto stretta a nord, raggiunge la massima profondità, circa 500 km, in corrispondenza della valle dello Zambesi. La costa, che si sviluppa complessivamente per ben 2.470 km, si presenta alta e scoscesa nella sezione settentrionale incisa da profonde e strette insenature; vi si aprono anche alcune baie panoramiche, come quella di Nacala, splendido porto naturale, tenute sgombre dai sedimenti dalla veloce corrente del Mozambico. Nel tratto centrale, il litorale, sabbioso e per lunghi tratti paludoso, non presenta approdi se non dove formazioni madreporiche assicurano un certo riparo, come a Beira. A sud la costa, sovente orlata da barre sabbiose, si apre in due o ttime baie, quelle di Inhambane e di Maputo.

Clima. Nonostante il notevole sviluppo in latitudine il Mozambico presenta condizioni climatiche alquanto omogenee grazie all'attenuazione delle escursioni termiche dovuta all'ampio contatto col mare e accentuata dall'influsso della calda corrente del Mozambico. Le temperature in genere hanno valori medi superiori ai 20 °C; sui rilievi le escursioni termiche sono più sensibili, ma non si toccano valori elevati se non nelle aree interne più riparate, dove il clima si fa continentale, in conseguenza dello spirare di brezze sostenute. Le precipitazioni sono a carattere monsonico; durante i mesi estivi, da novembre ad aprile, il Mozambico viene a trovarsi nell'ambito di una vasta area depressi onaria su cui convergono i venti dell'Oceano Indiano, gli alisei di sud-est e le correnti monsoniche di nord-est. Le coste settentrionali, da dicembre a marzo, sono investite da violenti cicloni tropicali. I valori delle precipitazioni variano da 700 mm annui a sud a oltre 1.000 mm a nord e raggiungono i massimi intorno ai 1.700 mm sulle alture alle spalle della Baia di Sofala: nelle zone più interne, meno esposte ai venti, si scende verso i 500 mm, con prolungati periodi di siccità nell'inverno australe.

Flora. La vegetazione è assai varia comprendendo formazioni di mangrovie presso la costa, foreste a galleria (con essenze pregiate come il mogano) lungo i corsi d'acqua, boschi xerofili sugli altopiani; prevale soprattutto nell'inte rno la savana, ora arborea, ora erbacea. Il Mozambico ospita il famoso parco faunistico di Gorongosa, uno dei più ricchi del continente, che si estende per 5.200 km2 poco a nord di Beira.

Idrografia. La rete idrografica ha una struttura piuttosto semplice: numerosi fiumi solcano il territorio con andamento grosso modo parallelo, scendendo dalle alteterre dall'Africa australe e sfociando direttamente nell'Oceano Indiano. Lo Zambesi, una delle massime arterie africane, ha qui il suo corso finale e, arricchito da vari tributari tra cui lo Shire e il Luangwa, è navigabile per 400 km. Gli altri principali corsi d'acqua sono, da nord a sud, il Rovuma, che segna in gran parte il confine con la Tanzania, il Lúrio, il Save, il Limpopo . Il loro regime è essenzialmente legato a quello delle precipitazioni; le piene sono soprattutto estive, raramente eccessive ma tali da assicurare una certa navigabilità nei tratti inferiori dei fiumi, navigabilità che è tuttavia spesso impedita dalla presenza di rapide e cascate: quelle di Cahora Bassa, sullo Zambesi, sono oggi occupate dall'omonimo bacino artificiale che alimenta una delle maggiori centrali idroelettriche del mondo. Al Mozambico appartengono infine 6.683 km 2 del Lago Malawi (Niassa).

Ambiente umano

Testo completo:

Composizione etnica. La stragrande maggioranza della popolazione (il 98%) appartiene ai Bantu meridionali, che hanno sopraffatto i preesistenti Boscimani già in epoca remota; rilevanti nell'area costiera gli influssi degli Arabi, che assai prima dell'arrivo dei Portoghesi avevano fondato fiorenti empori. I Bantu sono divisi in numerose famiglie etnolinguistiche; i principali gruppi sono a nord i Makonde, al confine con la Tanzania, gli Yao (Wayao) e i Nyanja (Anyanja) nella provincia di Niassa, più a sud i Makua, nella valle del Lúrio, i Sena (Asena) nella valle dello Zambesi, i Karanga (Makaranga) tra Zambesi e Save, i Ciopi (Baciopi) e i Thon ga (Bathonga) nella parte più meridionale.

Distribuzione e sviluppo. La popolazione, in gran parte rurale, vive in piccoli villaggi di capanne, spesso attornianti il recinto per il bestiame (kraal); i centri urbani hanno invece un netto aspetto europeo e concentravano la popolazione bianca, massimamente portoghese, oggi pressoché interamente rimpatriata. I valori di densità più elevati, con punte anche superiori a 100 abitanti/km 2 , si incontrano lungo la costa; discreta è anche la densità nella fascia immediatamente retrostante per la presenza di numerose piantagioni (20-30 abitanti/km 2 ), mentre nell'interno tocca punte assai basse (5 nella provincia di Niassa, 7 in quella di Tete). La popolazione è in fase di notevole incremento.

Aspetti economici

Testo completo:

Nonostante le relativamente ampie risorse il Mozambico non è ancora riuscito a sanare la grave situazione ereditata dal suo recente passato di co lonia portoghese, anzi paradossalmente ne ha accresciuto le difficoltà.

Profilo generale. Ai tradizionali fattori di sottosviluppo, quali l'altissimo tasso di analfabetismo, l'insufficienza degli investimenti e la cronica mancanza di capitali, si sono infatti aggiunti il massiccio esodo della borghesia imprenditoriale e del personale specializzato portoghese, le tensioni con vari Paesi vicini e le rovine causate nel territorio nazionale dalle molteplici azioni militari durante la guerra d'indipendenza dello Zimbabwe. Nonostante le molteplici difficoltà, non sono tuttavia mancati vari interventi governativi miranti, in un programma di ristrutturazione, a nazionalizzare i settori fondamentali dell'economia, a incrementare soprattutto l'attività agricola (è stato dato avvio a una radicale riforma fondiaria, consentendo il diritto di proprietà ai soli fondi agricoli a conduzione diretta, mentre sono state istituite aziende di Stato e fattorie collettive) e a potenziare le infrastrutture stradali e ferroviarie, dato il ruolo svolto nell'economia nazionale dal commercio di transito. Ha per contro registrato un regresso particolarmente marcato il settore industriale per le immediate ripercussioni negative causate dalla fuga di tecnici e di capitali.

Agricoltura. Base dell'economia mozambicana rimane dunque l'agricoltura, benché arativo e colture arborescenti occupino solo il 4% della superficie territoriale. Prevale nettamente una modesta attività di pura sussistenza, che si incentra sulla coltivazione della manioca, dei cereali (mais, sorgo, riso, frumento), nonché delle patate e di altri prodotti orticoli. Le colture più remunerative rimangono però quelle di piantagione, rappresentate principalmente dall'anacardio (che fornisce le noci di acajù), dalla canna da zucchero, dal cotone, dal tè, dall'agave sisalana; un certo rilievo hanno anche gli agrumi, le banane, alcune oleaginose (arachidi, ricino, girasole), il tabacco e la palma da cocco, frequente nella fascia costiera. Le risorse forestali, nonostante l'indiscriminato sfruttamento del periodo coloniale, sono ancora ricche; le essenze più pregiate sono il cosiddetto mogano rhodesiano, l'ebano rosso e il cedro di Mlanje.

Allevamento e pesca. Un altro settore che è stato invece drammaticamente colpito dalla crisi susseguita all'indipendenza è quello zootecnico, dove si sono registrati cali in genere fortissimi. Prevalgono i bovini e i volatili da cortile; seguono ovini, caprini e suini, che complessivamente ammontano a poco più di mezzo milione di capi. Uno sforzo notevole è stato dedicato allo sviluppo della pesca: a tale scopo nel 1977 fu creato l'Ente di Stato EMOPESCA, che ormai annovera una cinquantina di pescherecci. Il pescato annuo è in buona parte rappresentato da aragoste, largamente esportate.

 

Risorse minerarie e industrie. Le risorse minerarie appaiono cospicue, benché manchi tuttora un loro adeguato sfruttamento. Si estraggono carbone, bauxite, oro, rame, fluorite, uranio, pietre preziose (tormaline soprattutto) ecc. Sono in corso prospezioni petrolifere, controllate dall'Empresa Nacional de Hidrocarbonetos , mentre sono già stati individuati ricchi giacimenti di minerali di ferro nella provincia di Tete. Grazie al colossale impianto di Cahora Bassa sul fiume Zambesi, della potenza di 2,3 milioni di kW, il Mozambico produce in abbondanza energia elettrica, ma gran parte della produzione è venduta alla Repubblica Sudafricana sulla base di accordi stipulati a suo tempo dal governo portoghese. L'industrializzazione del Paese ha tuttora basi estremamente fragili. Si annoverano alcune raffinerie di petrolio, dei cementifici, piccoli stabilimenti meccanici; i settori meglio rappresentati sono però quello chimico (che produce fertilizzanti, acido solforico ecc.) e quello delle industrie legate alla trasformazione dei prodotti agricoli locali: manifatture di tabacco, cotonifici, oleifici, zuccherifici, birrifici, impianti per la lavorazione delle noci di acajù , complessi molitori.

Comunicazioni. L'andamento delle vie di comunicazione, in specie delle ferrovie, riflette la funzione loro affidata dai Portoghesi, quella cioè di raccordo tra l'Oceano Indiano e i vari Paesi interni, particolarmente il Malawi, lo Zimbabwe e la Repubblica Sudafricana (Transvaal). Sono presenti le tipiche arterie di penetrazione, che le potenze coloniali hanno tracciato un po' in tutta l'Africa, mentre mancano collegamenti organici tra i principali centri del Mozambico stesso. Con l'indipendenza, i mutati rapporti e la più o meno larvata ostilità del governo mozambicano verso i Paesi razzisti o comunque fortemente conservatori, hanno contribuito a rallentare le correnti di traffico verso i maggiori porti del Mozambico e principalmente verso Maputo e Beira, che pure rappresenterebbero il primo sbocco diretto del Transvaal, il secondo dello Zimbabwe (il Malawi si avvale soprattutto dei porti di Nacala e Quelimane). Accanto alla rete ferroviaria, che si sviluppa per poco più di 3.000 km, non meno carente è quella stradale; i servizi aerei sono gestiti dalla compagnia di bandiera LAM (Linhas Aéreas de Moçambique).

Commercio. Anche il commercio, sia interno sia internazionale, ha registrato una pesante battuta d'arresto; per quanto riguarda gli scambi con l'estero (principale fornitore e maggior cliente è la Repubblica Sudafricana), la bilancia commerciale è cronicamente deficitaria. Le esportazioni sono rappresentate da crostacei, cotone, noci di acajù , prodotti tessili, tè, zucchero; le importazioni riguardano prevalentemente macchinari e mezzi di trasporto, petrolio, prodotti industriali.

Storia

Testo completo:

Cronologia 

Per una cronologia storica aggiornata del Mozambico, vedi la sezione Cronologia dell'Atlante di Nigrizia.

La colonizzazione portoghese.
Sin dal sec. VII gli Arabi si stabilirono nell'isoletta di Mozambico e a Sofala per controllare il commercio dell'oro che affluiva dall'interno. Nel sec. X un'emigrazione persiana proveniente da Shirazi si insediò a Kilwa dominando le città costiere, ma nel 1498, al tempo del viaggio di Vasco da Gama, tale supremazia era in declino; ne approfittarono i Portoghesi per sottomettere tutta la costa. Essi cercarono anche di arrivare alle miniere d'oro, ma le spedizioni all'interno furono infruttuose anche per l'ostilità del grande regno indigeno Karanga del Monomotapa. L'aiuto prestato dai Portoghesi a Gatsi Rusere per domare una rivolta interna al Monomotapa consentì loro di migliorare le relazioni, ma l'alleanza fu precaria. Verso la fine del secolo un ex-vassallo del Monomotapa, Changamire, re del Butwa (una delle principali zone aurifere), chiamato in aiuto dal Monomotapa divenne arbitro della situazione attaccando e sconfiggendo anche i Portoghesi. Nel 1752 il Mozambico venne eretto in capitanía geral e staccato dall'Estado da India, ma la crisi della colonia, limitata ormai alle sole piazze costiere e a Sena e Tete sullo Zambesi, continuò. All'inizio dell'Ottocento l'interno fu sconvolto da migrazioni di Bantu sospinti dall'invasione degli Zulu di Chaka. Una schiera di Ngoni devastò la Zambézia stabilendosi poi sopra Tete; un'altra guidata da Soshangane si insediò nel paese di Gaza e nel 1834 assediò Lourenço Marques, saccheggiando Inhambane e Sena. Alla morte di Soshangane (1859) i Portoghesi si inserirono nella lotta per la successione appoggiando Umzila che poi prestò atto di vassallaggio al Portogallo. Con lo Scramble for Africa, Lisbona dedicò più attenzione al Mozambico, progettando anche l'unione con l'Angola, ma si scontrò con l'espansione inglese. Con l'ultimatum del 1890 e col successivo trattato del 1891, la Gran Bretagna bloccò il Portogallo nel Mozambico. Iniziarono da allora lunghe campagne di “pacificazione” per sottomettere le popolazioni non ancora assuefatte al controllo portoghese. Si dovette procedere fino al 1892 contro i prazeros della Zambézia, sorta di feudatari luso-indiani; poi contro Gungunhana, figlio di Umzila, vinto nel 1896 dopo che aveva tentato di giocare sulla rivalità anglo-portoghese. Seguirono sollevazioni tra i Macuas e nel Barué e ancora nella Zambézia fino al 1902. Solo verso il 1915 il Mozambico poté dirsi “pacificato”. Nel 1935 il Paese fu proclamato parte integrante del Portogallo e nel 1951 provincia d'oltremare (Ultramar). Nel 1948 frattanto agitazioni e scioperi avevano messo in fermento la colonia; le repressioni spinsero gli Africani a creare, verso il 1960, le prime associazioni politiche (UDENAMO, MANU e UNAMI) confluite poi nel FRELIMO, il cui leader Eduardo Mondlane fu assassinato a Dar es Salaam nel 1969 da agenti portoghesi. Il FRELIMO occupò e organizzò politicamente vaste zone del Paese nei distretti di Cabo Delgado e di Tete. Dopo il colpo di stato operato dal generale Spinola, il 25 aprile 1974, il nuovo regime di Lisbona dava inizio, con la dichiarazione ufficiale del 27 luglio 1974, al processo di decolonizzazione nelle province africane d'oltremare.
L'indipendenza.
A seguito dei negoziati intrapresi tra gli esponenti del FRELIMO e il governo di Lisbona, il 25 giugno 1975 il Mozambico accedette alla piena indipendenza. Il nuovo presidente dello Stato, Samora Machel, diede vita a un governo di ispirazione marxista impegnato nella soluzione dei gravi problemi che il Paese presentava alla fine della colonizzazione, da quello sanitario, aggravato dal rientro in Portogallo di quasi tutti i medici, ai disordini interni alimentati dagli ex coloni, ai conflitti con la Rhodesia (odierno Zimbabwe) che nel 1976 compì ripetuti bombardamenti aerei nelle zone di frontiera. Nel corso del 1977 il Mozambico rinsaldò i suoi rapporti con Mosca e Pechino e in occasione del Congresso del FRELIMO ribadiva l'adesione del regime al marxismo-leninismo. Le relazioni col Portogallo migliorarono notevolmente dopo il rientro (1977) degli ultimi ex coloni. A metà degli anni Ottanta Machel, dato il pessimo andamento dell'economia, riaprì il Paese ai capitali occidentali per ottenere quegli aiuti che Mosca non poteva fornirgli. Inoltre l'inasprirsi della guerriglia, animata dal gruppo dissidente della RENAMO e finanziata dal Sudafrica, indusse il presidente mozambicano a trattare con Pretoria (1984). In cambio della sospensione degli aiuti di Maputo ai sudafricani neri dell'ANC (African National Congress), il potente vicino si impegnò a tagliare i fondi alla RENAMO, responsabile di grandi danneggiamenti e della formazione di un milione di profughi interni. Tale orientamento pragmatico della politica mozambicana fu confermato alla morte di Samora Machel (in un incidente aereo, nel 1986) dal successore alla carica presidenziale, Joaquim Alberto Chissano (ex ministro degli Esteri), con la sottoscrizione nel 1988 di un accordo con il Sudafrica e il Portogallo per il ripristino della grande diga di Cahora Bassa, mentre l'anno seguente furono avviati trattative e contatti diretti con la guerriglia che portarono a tregue parziali. Dopo che il V Congresso del FRELIMO (1989) decretò l'abbandono formale del marxismo-leninismo quale esclusivo riferimento ideologico, il 30 novembre 1990 l'introduzione di una nuova Costituzione pose fine al sistema a partito unico: il nome dello Stato divenne contestualmente quello di Repubblica di Mozambico, perdendo la qualifica di “popolare”. Negli anni Ottanta si intensificarono fortemente i rapporti con i Paesi occidentali, e in particolare con gli Stati Uniti, pronunciatisi a favore della generalizzata cessazione degli aiuti alla RENAMO e giunti a concedere ingenti aiuti economici al Mozambico. Emblematica del cambiamento avvenuto fu anche la visita di papa Giovanni Paolo II (1988). Nei primi anni Novanta, dopo lunghe trattative svoltesi, con la mediazione italiana, tra il governo del Mozambico e la RENAMO si giunse alla firma di un accordo di pace (Roma, 4 ottobre 1992). Una conferenza riunitasi a Roma nel dicembre dello stesso anno e alla quale parteciparono oltre trenta Paesi, deliberò la concessione al Mozambico di ingenti aiuti economici, mentre il Consiglio di Sicurezza dell'ONU decise l'invio nel Paese di un contingente di Caschi blu incaricato di sorvegliare l'applicazione degli accordi e sovrintendere alla smilitarizzazione delle fazioni in lotta. Nell'ottobre 1994 si tennero le prime elezioni politiche e nel dicembre successivo le prime per eleggere il presidente della Repubblica. Il responso delle urne confermò alla presidenza J. Chissano, che ottenne il 53% dei voti e un'analoga maggioranza permetteva al FRELIMO di conquistare la maggioranza (44,3% contro il 37,7% della RENAMO). Nonostante le vivaci proteste dell'opposizione, il presidente Chissano venne riconfermato anche nel 1999. Nei primi mesi del 2000 il Paese venne devastato da gravissime inondazioni dovute al passaggio sul Mozambico del ciclone Eline. Armando Guebuza nuovo candidato del FRELIMO, dopo che Chissano aveva deciso di non ricandidarsi, vinse le elezioni presidenziali alla fine del 2004, nonostante le accuse di brogli dell'opposizione; Luisa Diogo divenne primo ministro. Nel 2009 Guebuza era riconfermato presidente e il FRELIMO vinceva le elezioni legislative.

Popolazione

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Popolazione totale: 23390765
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Popolazione urbana (%): 31,19
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Gruppi etnici:

Makhuwa, Tsonga, Lomwe, Sena e altri

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Lingue:

Emakahuwa 26,1%, Xichangana 11,3%, Portoghese 8,8% (ufficiale, parlato dal 27% della popolazione come seconda lingua), Elomwe 7,6%, Cisena 6,8%, Echuwavo 5,8%, altre lingustraniere 0,3%, non specificate 1,3%

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Religioni:

Cattolici 23,8%, Musulmani 17,8%, Cristiani zionisti 17,5, altri 17,8, nessuna 23,1

Demografia

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Tasso di crescita: 2,38
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Tasso di natalità: 39,36
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Tasso di mortalità: 15,44

Media dell'area geografica: 11.276470577016 (su un totale di 17 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 88,80
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Tasso di mortalità infantile maschile: 102,80
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Tasso di fecondità totale: 5,11
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Rapporto tra i sessi: 94,76
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,03
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Età mediana: 17,78
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Aspettativa di vita maschile: 47,56
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Aspettativa di vita femminile: 49,88

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 185

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 12,57
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 23,96
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Tasso di crescita annua: 7,10
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 571,03
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 1.089,85
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 30
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 23
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 47
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -1615
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Tasso di corruzione: 31
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Debito pubblico (%/PIL): 0,00
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Tasso di inflazione : 5,46
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Tasso di disoccupazione: 0,00
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Debito estero (milioni di $): 4.096,67
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Saldo migratorio: -20000
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 460
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 960
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 60

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 24
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Tasso diffusione HIV (stima) : 11,50
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Diffusione contraccettivi (%): 16
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Diffusione assistenza prenatale (%): 92
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Assistenza specializzata al parto (%): 55
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Tasso di mortalità materna: 550
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 77
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 29
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 47
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 38
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 4
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 17

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 64
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 78
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 36
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 88
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 93
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 80
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 82
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 14
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 16
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 20
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 21

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 28,01
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 0,37
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 32,83
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Numero reti televisive: 4
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 4,30

Trasporti

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Aeroporti:

100

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,4

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Porti:

3