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Paesi | Africa | Africa orientale | Malawi

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Lilongwe
Superficie (km²): 118484
Densità (ab/km²): 112
Forma di governo: Democrazia multipartitica
Sito ufficiale del Governo: http://www.malawi.gov.mw/
Data dell'indipendenza: 6 luglio 1964
Indipendenza da: Regno Unito
Moneta: Kwacha
Membership:

ACP, AfDB, AU, C, COMESA, FAO, G-77, IAEA, IBRD, ICAO, ICCt, ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, Interpol, IOC, ISO (corrispondente), ITSO, ITU, ITUC, MIGA, MONUC, NAM, OPCW, SADC, UN, UNAMID, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, UNMIL, UNMIS, UNWTO, UPU, WCL, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il territorio del Malawi, allungato in direzione nord-sud parallelamente al lago Niassa (o Malawi ) poggia su un imbasamento archeozoico di graniti, gneiss e scisti cristallini, che affiora in vaste aree, ma che talvolta è obliterato da depositi sedimentari di varia epoca, dal Mesozoico in poi. L'elemento geomorfologico più importante del Paese è dato dalla Great Rift Valley, la cui estrema porzione meridionale è occupata appunto dal lago Niassa. Eminentemente montuoso, il Paese occupa la sezione orientale dell'ampia dorsale che separa il bacino imbrifero del Malawi da quelli del fiume Zambesi e del suo affluente Luangwa; a sud però, dove s'incunea profondamente nel Mozambico, il Malawi s'impernia sulla valle del fiume Shire, emissario del Malawi e affluente del fiume Zambesi: attraverso questa valle, che ha il suo sbocco verso la costa del Mozambico, il Malawi tende geograficamente all'Africa meridionale. Il territorio scende alla sponda occidentale del lago Niassa con pendenze irregolari, più ripide a nord, più dolci al centro, dove si susseguono ampie vallate, come quella del fiume Bua; sulla sommità della dorsale alcuni Horst granitici raggiungono notevoli altezze (Monte Vitumbi, 2.527 m; Sierra Domue, 2.259 m). La sezione meridionale presenta invece superfici prevalentemente tabulari, tra cui emerge imponente il gruppo montuoso del Mlanje (2.750 m), costituito da potenti formazioni intrusive.

 

Clima, flora e fauna. Il clima è di tipo tropicale con due stagioni nettamente distinte, una fresca e piovosa da dicembre ad aprile, e una calda e secca da settembre a novembre; gli eccessi climatici sono però mitigati dall'altitudine e dalla presenza della grande distesa lacustre. Le precipitazioni sono abbastanza copiose con una media di 800-1.000 mm annui, ma con variazioni rilevanti per la morfologia assai contrastata del territorio, più o meno esposto ai venti umidi che soffiano da sud-est: così la media a Zomba è di 1.400 mm annui e sulle pendici del Mlanje si superano i 1.600 mm; particolarmente umida e piuttosto malsana è la valle dello Shire, mentre migliori condizioni si hanno sulle alture, specie quelle meridionali. La diversa distribuzione delle precipitazioni si riflette chiaramente nella diffusione delle associazioni vegetali. La foresta di tipo pluviale è presente sui più umidi pendii montani (alle alte quote cede però alla prateria) ed è caratterizzata da essenze pregiate; predomina però nel Paese la savana arborata. Per la salvaguardia del patrimonio faunistico è stato istituito il Malawi National Park (84.170 ha).

 

Idrografia. L'elemento idrografico più vistoso è indubbiamente il tettonico lago Niassa (30.800 km 2 ); lungo 550 km, largo da 25 a 35 km, ha coste generalmente alte e dirupate a nord, più basse a sud e spesso orlate da sedimenti cenozoici e da alluvioni recenti. Numerosi sono i suoi immissari, quali il Lufira, il Rukuru, il South Rukuru, il Dwangwa, il Lilongwe e specialmente il Bua, tutti però con corso piuttosto breve e ripido e regime irregolare. Più importante è lo Shire (600 km), che collega il lago Malawi con lo Zambesi; è navigabile però solo nel tratto inferiore, dove si trova lo scalo fluviale di Nsanje (già Port Herald ), mentre in quello superiore, dove forma il piccolo lago Malombe, è interrotto da numerose cascate, tra cui quelle assai note di Murchison.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento ed etnie. Il Malawi è abitato da popolazioni bantu che, a partire dai secolo XIV -XV, in diverse ondate invasero il Paese, forse però sovrapponendosi a preesistenti popolazioni. La prima grande migrazione fu quella dei Nyanja (o Malawi o Marawi : 58% dell'odierna popolazione), installatisi 4 secoli or sono nel Malawi orientale e meridionale; gli ulteriori eventi di fondamentale importanza per il popolamento del Malawi si verificarono nel secolo scorso, quando il Paese fu invaso dapprima dai Ngoni (o Angoni : 7%), una tribù zulu fuggita dall'odierna Repubblica Sudafricana e che riuscì a imporsi sui Nyanja e sulle altre popolazioni del Malawi (Batumbuka, Ceva ecc.), e successivamente dagli Yao (o Wa Yao: 13%). Questi, originari dell'attuale Tanzania, giunsero nel Malawi probabilmente lungo la valle del fiume Ruvuma; messisi al servizio dei mercanti arabi di schiavi (tra l'altro divennero e sono tuttora musulmani), a loro volta soggiogarono i Ngoni; oggi vivono in prevalenza nella più ricca regione meridionale, avendo sospinto i Ngoni sugli altopiani settent rionali. Si hanno inoltre gruppi minoritari di Asiatici, discendenti in gran parte degli immigrati giunti dall'impero indiano all'epoca della colonizzazione britannica e dediti ora in prevalenza alle attività commerciali, ed Europei, attivi nelle piantagioni e in alcuni settori dell'economia e dell'amministrazione.

 

Sviluppo demografico. Nel 1939 il numero degli abitanti ammontava a 1.640.000, saliti a poco meno di 2,5 milioni nel secondo dopoguerra e agli attuali 9,6 milioni: la popolazione te nde ad aumentare con un ritmo superiore alle reali capacità di assorbimento di un'economia non ancora adeguatamente sviluppata, per cui intenso è il flusso migratorio, specialmente verso lo Zimbabwe e la Repubblica Sudafricana. Il Paese è uno dei più den samente popolati dell'Africa, pur con forti disparità da zona a zona; nella sezione meridionale si hanno le maggiori concentrazioni (125 abitanti/km 2 ), specie sulle alteterre fertili e non eccessivamente umide alla sinistra dello Sh ire e intorno ai maggiori centri abitati. La più diffusa forma d'insediamento è il villaggio, per lo più di piccole dimensioni e circondato da campi coltivati a miglio, sorgo, manioca e patate dolci. Nella loro struttura i villaggi ripetono la pianta a r ecinto dei kraal zulu; ben diverso e spesso palafitticolo è però il villaggio dei pescatori del Niassa.

 

Centri urbani. L'urbanesimo è un fenomeno recentissimo e ancora molto modesto. Le città vere e proprie sono soltanto Zomba, Blantyre e la capitale Lilongwe. Zomba sorge a 884 m d'altitudine sull'altopiano dello Shire ed è nodo stradale di una certa importanza. Situata poco a sud-ovest a 1.100 m sul medesimo altopiano, ma in migliore posizione rispetto alle vie di comunicazione, è Blantyre, il maggior centro industriale e commerciale del Paese; è inoltre importante nodo stradale sulla linea per Beira (nel Mozambico) ed è dotata del principale aeroporto del Malawi. Lilongwe, infine, capitale dal 1975, è posta sul fiume omonimo e ha il vantaggio, rispetto a Zomba, di trovarsi in una posizione più centrale.

Aspetti economici

Testo completo:

Il Malawi si colloca fra gli Stati più poveri del continente africano; la sua economia è in gran parte rimasta immutata dall'epoca coloniale e si basa essenzialmente sull'agricoltura commerciale, le cui grandi piantagioni, avviate dai coloni bianchi, sono tuttora in larga misura loro proprietà. Scarsamente fornito di ricchezze minerarie, del tutto privo di risorse energetiche e nemmeno molto favorito quanto a condizioni climatico-pedologiche (quasi il 40% della superficie nazionale è incolto e improduttivo), il Malawi può in qualche modo attuare dei programmi di sviluppo solo grazie ai massicci aiuti e agli investimenti stranieri, soprattutto inglesi, sudafricani e statunitensi. La marcata dipendenza dai capitali esteri condiziona inevitabilmente la politica economica governativa; anche dopo il conseguimento dell'indipendenza, di ben poco è mutato il monopolio economico della minoranza bianca; esso viene anzi ampiamente avvantaggiato da una linea economica nettamente liberista, che in pratica mira a creare le condizioni più adatte a favorire gli investimenti stranieri.

 

Agricoltura. Gran parte della popolazione è occupato nel settore agricolo, dedicandosi ad attività di pura sussistenza, dalle quali si ottengono produzioni in genere piuttosto modeste. Per il fabbisogno locale si coltivano prevalentemente il mais, che occupa circa metà dell'arativo, e altri cereali (sorgo, riso), quindi la patata e la manioca, le banane, la patata dolce, ortaggi e legumi ecc. I principali prodotti di piantagione, destinati in larga misura all'esportazione, sono il tabacco, il cotone, coltivato in prevalenza nel sud del Paese, il tè, la canna da zucchero e le arachidi; altra oleaginosa di una certa importanza è il tung. Per alcuni prodotti si è però determinato un calo dei prezzi (il tabacco eccede la richiesta, lo zucchero ha segnato ribassi in tutto il mondo) e i vantaggi econ omici sono quindi assai modesti. Circa il 30% del territorio nazionale è ricoperto da foreste con essenze pregiate quali il teak, il mogano e il cedro; il legname viene lavorato in varie segherie, come a Blantyre e a Zomba; comunque lo sfruttamento forestale potrebbe venire largamente potenziato.

 

Allevamento e pesca. Quanto all'allevamento del bestiame, è attività di una certa consistenza solo nelle alte e medie terre del centro e del nord; prevalgono i caprini e i bovini, nonché i volatili da cortile. Discretamente importante è pure la pesca, che viene principalmente praticata nel lago Malawi e in minor misura negli altri laghi.

 

Industria. Lo sviluppo dell'economia è fortemente frenato dalla pressoché assoluta mancanza di risorse minerarie, limitate in pratica a un po' di marmo e di altri materiali da costruzione. Quasi interamente di origine idrica è l'energia elettrica prodotta grazie alla realizzazione di alcune centrali, specie di quelle sul fiume Shire. Nonostante i gravissimi problemi di fondo, l'industria ha tuttavia registrato incoraggianti sviluppi; prevalgono però tuttora le più tradizionali lavorazioni legate alla trasformazione dei prodotti agricoli, come zuccherifici, oleifici, manifatture di tabacchi, birrifici ecc. Si annoverano altresì dei cementifici, le citate segherie, nonché piccole aziende che producono articoli d'abbigliamento per il mercato interno.

 

Comunicazioni e commercio. Privo com'è di sbocchi al mare, per il Malawi il problema delle vie di comunicazione appare particolarmente grave. Piuttosto carente è la situazione nelle zona centrale e in quella settentrionale del Paese, mentre meglio servite sono la valle dello Shire e la regione degli altopiani meridionali, attraversata dalla ferrovia che collega Salima, presso la sponda sud-occidentale del lago Malawi, con il porto di Beira nel Mozambico; da questa linea si dirama verso est un altro importante tronco ferroviario, che del pari attraversa il Mozambico e giunge al porto di Nacala. La rete stradale si sviluppa per circa 13.000 km, collegandosi con quella della Zambia, della Tanzania e del Mozambico. Servizi di battello servono i centri principali del lago Malawi e percorrono lunghi tratti del fiume Shire. Un buon ruolo svolgono i servizi aerei (compagnia di bandiera è la Air Malawi ); i maggiori aeroporti sono quelli internazionali di Chileka, presso Blantyre, e di Lilongwe (Kamuzu), completato nel 1981. Per quanto concerne il commercio con l'estero, si esportano soprattutto tabacco e tè, zucchero, cotone, arachidi e riso, mentre le importazioni sono prevalentemente rappresentate da combustibili, mezzi di trasporto, macchinari, prodotti industriali in genere. L'interscambio si svolge eminentemente con la Repubblica Sudafricana, la Germania e il Regno Unito.

Storia

Testo completo:

Cronologia 

Per una cronologia storica aggiornata del Malawi, vedi la sezione Cronologia dell'Atlante di Nigrizia.

Il territorio meridionale del Malawi, specie lungo l'emissario Shire, sembra sia stato visitato a più riprese a partire dal 1624 da esploratori portoghesi; famosa soprattutto la spedizione di Lacerda nel 1798. A partire dal 1830 ca. l'alto Zambesi e la regione attorno al Niassa furono soggetti all'invasione degli zulu e delle tribù, da quelli sospinte, a nord. Sullo Zambesi attorno a Tete si stabilirono i makololo, mentre a oriente del lago si fissarono gli ngoni.

Nel 1859 Livingstone percorse la regione dove, dopo la sua morte (1873), la Chiesa scozzese fondò una missione per onorarne la memoria, sicché, dal 1875, missionari e commercianti si insediarono sul Niassa. Nel 1878 si costituì una compagnia (The African Lakes Company Limited) e nel 1883 venne inviato a Blantyre un console inglese. L'area, rivendicata dal Portogallo, fu causa di frizioni, specie durante la rivolta dei Makololo (1889) che il governo di Londra asseriva essere sotto protezione britannica. Dopo l'ultimatum inglese a Lisbona dell'11 gennaio 1890 la questione venne risolta a favore di Londra con il Trattato dell'11 giugno 1891. Il 14 maggio 1891 era stato intanto proclamato il protettorato britannico dell'Africa centrale, divenuto nel 1907 protettorato del Nyasaland. Nel 1953 Londra promosse la creazione di una Federazione dell'Africa centrale, comprendente il Nyasaland e le due Rhodesie, retta dagli immigrati bianchi sotto la guida di sir Roy Welensky. A partire dal 1959 Nyasaland e Rhodesia del Nord rivendicarono il self-government nella federazione. La vittoria del MCP (Malawi Congress Party) di Hastings Kamuzu Banda nel settembre 1961 conferì al Nyasaland l'autogoverno. Su pressione congiunta del Nyasaland e della Rhodesia del Nord, il 31 dicembre 1963 venne sciolta la federazione e il 1º luglio 1964, con il nuovo nome di Malawi, il territorio divenne uno Stato indipendente e il 6 luglio 1966 una Repubblica. Cominciò allora il lungo regime di Banda che nel 1971 si fece eleggere presidente a vita. Nel corso degli anni Ottanta del Novecento la tarda età di Banda favorì lo scatenarsi di una lotta senza esclusioni di colpi per la successione, nel corso della quale il presidente fece eliminare il delfino designato, Dick Matenje (1983) e mostrò di essere così forte da poter assumere il controllo diretto dei dodici ministeri del suo governo (1984) e riorganizzare radicalmente il partito unico, l'MCP. Sul piano internazionale, i contrasti insorti con il Mozambico, che lo accusava di ospitare i guerriglieri della RENAMO, scemarono con la morte di Samora Machel, e anzi il Malawi riuscì a stabilire cordiali rapporti con il suo successore J. Chissano. Tuttavia la crescente insofferenza verso un regime dispotico attivò una vivace opposizione che Banda represse ferocemente sciogliendo anche l'Assemblea legislativa (1992). La sospensione degli aiuti da parte della comunità internazionale, costrinse l'anziano presidente a promettere un referendum sul multipartitismo: esso si tenne nel giugno 1993 e decretò la vittoria dell'opposizione. Prese avvio un processo di transizione con l'istituzione di un Consiglio esecutivo nazionale e l'abolizione della presidenza a vita di Banda che aprì la strada alle consultazioni presidenziali, vinte dal leader del Fronte democratico unito (UDF), Bakili Muluzi, e all'elezione di una nuova Assemblea nazionale (maggio 1994). Le opposizioni, articolate nell'UDF e nell'Alleanza per la democrazia, formarono un governo di coalizione relegando il vecchio Partito del Congresso del Malawi di Banda, ai margini della vita politica. Lo smantellamento del precedente apparato di potere portò anche all'incriminazione (gennaio 1995) dell'anziano ex presidente con l'accusa (successivamente caduta) di aver ordinato nel 1993 l'omicidio di alcuni suoi avversari politici.

Le elezioni presidenziali del 1999 riconfermarono Bakili Muluzi alla guida del Paese. Le elezioni presidenziali del 2004 vennero vinte da Bingu Mathurika, candidato del presidente uscente, riconfermato anche alle presidenziali del 2009.

Popolazione

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Popolazione totale: 14900841
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Popolazione urbana (%): 15,67
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Gruppi etnici:

Chewa, Myanja, Tumbuka, Yao, Lomwe, Sena, Tonga, Ngoni, Ngonde

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Lingue:

Chichewa 57,2% (ufficiale), Chimyanja 12,8%, Chiyao 10,1%, Chitumbuka 9,5%, Chisena 2,7%, Chilomwe2,4%, Chitonga 1,7%, altre 3,6%

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Religioni:

Cristiani 79,9%, Musulmani 12,8%, altri 3%, nessuna 4,3%

Demografia

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Tasso di crescita: 3,00
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Tasso di natalità: 43,98
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Tasso di mortalità: 13,70

Media dell'area geografica: 11.276470577016 (su un totale di 17 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 85,40
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Tasso di mortalità infantile maschile: 93,30
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Tasso di fecondità totale: 6,00
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Rapporto tra i sessi: 100,12
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,03
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Età mediana: 16,86
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Aspettativa di vita maschile: 51,51
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Aspettativa di vita femminile: 51,48

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 170

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 5,61
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 13,76
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Tasso di crescita annua: 4,30
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 346,81
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 850,82
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 30
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 19
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 50
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -333
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Tasso di corruzione: 37
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Debito pubblico (%/PIL): 36,40
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Tasso di inflazione : 9,80
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Tasso di disoccupazione: 0,00
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Debito estero (milioni di $): 1.202,41
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Saldo migratorio: -20000
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 360
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 870
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 74

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 36
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Tasso diffusione HIV (stima) : 11,00
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Diffusione contraccettivi (%): 41
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Diffusione assistenza prenatale (%): 92
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Assistenza specializzata al parto (%): 54
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Tasso di mortalità materna: 510
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 95
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 77
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 80
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 51
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 57
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 56

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 86
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 87
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 42
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 94
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 89
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 79
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 76
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 24
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 26
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 20
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 19

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 28,18
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 1,13
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 25,69
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Numero reti televisive: 1
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 3,33

Trasporti

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Aeroporti:

31

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Densità stradale (km/100 km²):

 

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,8

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Porti:

0