conosci

Paesi | Africa | Africa orientale | Madagascar

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Antananarivo
Superficie (km²): 587041
Densità (ab/km²): 32
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.madagascar.gov.mg/
Data dell'indipendenza: 26 giungo 1960
Indipendenza da: Francia
Moneta: Franco Magascio
Membership:

ACP, AfDB, AU, COMESA, FAO, G-77, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICCt, ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, InOC, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO (corrispondente), ITSO, ITU, ITUC, MIGA, NAM, OIF, OPCW, SADC, UN, UNCTAD, UNESCO, UNHCR, UNIDO, UNWTO, UPU, WCL, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. L'isola del Madagascar, quarta della Terra per superficie, si presenta strutturalmente come un grande frammento di rocce precambriane staccatosi dalle masse gondwaniane dell'Africa e del Deccan . Nel corso di questo episodio il blocco roccioso che oggi forma l'isola ha trovato quell'assetto così caratteristico rivelato dalla sua dissimmetria, con i due versanti orientale e occidentale dalla pendenza diversa, ripido l'uno, digradante l'altro, i ndice di un'inclinazione generale verso ovest subita dalla stessa massa insulare. Le rocce cristalline precambriane affiorano nella sezione centrale dell'isola e su larga parte del versante orientale; quello occidentale invece è caratterizzato da copertu re sedimentarie, man mano più recenti dall'interno verso la costa; esse iniziano con i conglomerati del tipo Karroo, continuano con depositi marini mesozoici, quindi con coperture cenozoiche e neozoiche. La serie di formazioni sedimentarie si conclude con i recenti apporti alluvionali. La sezione centrale è occupata da un vasto altopiano, situato a un'altitudine media di 1.000-1.500 m; presenta forme antiche e mature, qua e là movimentate da rilievi costituiti da emergenze granitiche lungo linee di frattura dell'imbasamento e da coni e platee di recente origine vulcanica. Questi rilievi rappresentano le maggiori sommità dell'isola, culminando a 2.876 m nel Massiccio di Tsaratanana, nell'estremo nord. A fianco dei rilievi vulcanici si aprono alcune aree depressionarie, come quella occupata dai laghi Alaotra e Itasy. Il versante orientale, più ripido, con grandi falesie intagliate nello zoccolo cristallino, termina al mare con una costa rettilinea e sabbiosa, priva però quasi di cimosa. Quello occidentale, digradante alla fascia alluvionale costiera, è movimentato dalle testate delle formazioni sedimentarie che danno luogo a tipiche scarpate a cuestas.

Clima. Il clima presenta caratteri assai diversi specialmente tra il versante orientale e quello occidentale. Il primo, ben esposto all'Oceano Indiano, è costantemente sotto l'influsso diretto dell'aliseo di sud-est che apporta elevate precipitazioni, ovunque superiori ai 2.000 mm annui, con valori massimi di 4.000 mm nella fascia costiera. Sull'altopiano l'aliseo giunge impoverito d'acqua e scende sul versante occidentale come un vento ormai asciutto. A irrorare il versante occidentale, specialmente nella sezione settentrionale, contribuiscono gli impulsi del monsone e stivo che soffia da nord-ovest tra novembre e aprile. Così le precipitazioni sono ancora abbondanti nel nord e nell'altopiano centrale (ad Antananarivo poco meno di 1.500 mm annui), mentre decrescono progressivamente nella sezione sud-occidentale, dove c adono annualmente meno di 500 mm (350-400 a Toliary). Per quanto riguarda le temperature, i valori variano tra le coste e l'altopiano. Ad Antananarivo esse sono mitigate dall'altitudine, ma le escursioni termiche annue sono relativamente pronunciate: dai 15 °C di media del mese più fresco (luglio) ai 21 °C del mese più caldo (gennaio). La costa occidentale ha i valori costantemente elevati: a Mahajanga si passa dai 25 °C ai 27-28 °C, mentre quella orientale, rinfrescata dall'aliseo e dalla più ridotta i nsolazione, registra rispettivamente valori di 20 e 26 °C (Toamasina).

Flora. La foresta pluviale domina sul versante orientale, dove presenta una larga varietà di specie, anche peculiari. Essa si dirada verso l'altopiano centrale dove il manto vegetale è stato estesamente eliminato dall'uomo. Alla pratica degli incendi (tavy) per preparare il terreno da coltivare si deve una degradazione della foresta che ha lasciato formazioni secondarie (savoka) di tipo savanico, nelle quali si impone spesso la palma, conosciuta come "albero del viaggiatore" per gli abbondanti depositi d'acqua nelle guaine fogliari. Le macchie di foresta sempreverde si trovano soltanto lungo i corsi d'acqua e nei pendii più umidi. Il versante occidentale alterna estese praterie di graminacee a formazioni savaniche che si fanno marcatamente xerofile nella sezione meridionale. Le foci dei fiumi sulla costa occidentale sono orlate di mangrovie.

Fauna. Dal punto di vista faunistico il Madagascar, con i gruppi insulari finitimi (Comore, Aldabra, Seicelle e Mascarene), costituisce una regione zoogeografica a sé stante che presenta fortissime divergenze rispetto alla fauna africana e somiglianze con altre parti del mondo. I Mammiferi sono costituiti in prevalenza dalle proscimmie spettanti a tre famiglie esclusive: Lemuridi, Indridi e Daubentonidi. Gli Insettivori sono presenti soprattutto con la famiglia Tenrecidi, esclusiva, e i Roditori unicamente con l'intera sottofamiglia Nesomiin i della famiglia dei Cricetidi. Gli Artiodattili mancano, fatta eccezione per una forma locale di potamocero. Tra i Rettili da notare alcuni geconidi caratteristici; degni altresì di nota gli iguanidi peculiari (assenti in Africa e tipici delle Americhe) . Molto interessante è la fauna entomologica, che annovera tra l'altro stupende farfalle (per esempio Urania e Saturnia). La fauna del Madagascar ha subito gravissimi danni dalla distruzione delle foreste operata dall'uomo, per cui moltissi me specie sono scomparse o sono in via di estinzione.

Idrografia. A causa della dissimmetria dei rilievi, i principali fiumi dell'isola scendono al canale del Mozambico, come il Betsiboka, il Tsiribihina , il Mangoki e l'Onilahy; hanno però regime irregolare, con piene nella stagione estiva e magre in quella invernale, e quindi sono di scarso rilievo per la navigazione interna. Il versante orientale dell'isola è percorso invece da fiumi dal regime abbastanza regolare (Maningory, Mangor o Mananara) date le costanti precipitazioni; sono però brevi, impetuosi, frequentemente interrotti da rapide e cascate e con bacini di limitata estensione.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento ed etnie. L'attuale popolazione è dovuta a varie ondate migratorie di gruppi australo-melanesiani e indonesiani. I primi (rappresentati dai Bara, dai Sakalava ecc.) giunsero forse nel II millennio a.C., seguiti dai Betsileo, dai Tsimihety ecc. Le più recenti migrazioni sono state quelle che hanno introdotto nell'isola i Merina, originari forse di Giava: essi formano il gruppo oggi dominante, stanziato nell'altopiano centrale, nella terra che da loro prende il nome, l'Imerina. Essi introdussero la loro cultura, la coltivazione del riso, l'impiego dello zebù nel lavoro dei campi. Anche la struttura organizzativa era quella dei popoli risicoltori dell'Asia monsonica, con un sovrano e una classe nobile di uomini liberi (Hova, nome con cui sono anche conosciuti i Merina). Questa élite superiore via via assoggettò altre popolazioni e diede vita a quel regno che ebbe i suoi centri là dove stavano le sedi del potere, le cittadelle (i rova ) nel cuore dell'altopiano. I Merina tuttavia non riuscirono mai a dominare l'isola per intero, perché anche le altre popolazioni avevano una loro organizzazione e formavano dei regni ben precisi, come quello dei Sakalava, dei Betsileo ecc. È a queste formazioni politiche soprattutto che si devono quelle divisioni interne della popolazione malgascia, che sostanzialmente presenta una certa identità di caratteri somatici, risultato di lunghe mescolanze con le popolazioni più antiche dell'isola. Altri apporti umani dall'esterno sono quelli africani, rintracciabili soprattutto nelle popolazioni insediate nella parte sud-occidentale, come i Makua, e quelle arabe, rappresentate da gruppi stanziati sulle coste settentrionali. Più recenti sono state le immigrazioni di Comoriani, di Indiani, di Cinesi e di Francesi dall'Isola della Riunione.

Sviluppo demografico. La popolazione ha cominciato ad aumentare nei primi decenni del secolo; già nel 1921 era di 3,3 milioni, passati a oltre 4 milioni 20 anni dopo. Da allora la riduzione delle malattie endemiche, soprattutto della malaria, ha indotto un'accelerazione della crescita demografica. Oggi la popolazione supera i 15 milioni di abitanti, dei quali quasi la totalità è costituita da Malgasci , e per il resto da Comoriani, Francesi della Riunione, Indiani e Cinesi, per lo più dediti, come gli Indiani, ad attività commerciali. Tra i Malgasci i gruppi principali sono quelli dei Merina (26%), dei Betsimisaraka (15%), dei Betsileo (12%), dei Tsimihety (7%), dei Sakalava (6%), degli Antaisaka (5%), degli Antandroy (5%), dei Bara ecc.

Distribuzione. I gruppi più numerosi vivono sull'altopiano, che registra le più elevate densità, in certe zone pari a 55 abitanti/km 2 . Ciò perché sull'altopiano è diffusa la risicoltura, spesso irrigua, e inoltre perc hé tale zona è diventata l'area focale dell'organizzazione territoriale moderna dell'isola, che fa capo ad Antananarivo. L'altopiano è tutto disseminato di caratteristici villaggi o piccoli nuclei formati da capanne di fango rosso, con i tetti di paglia, che sorgono accanto alle risaie. Il versante montuoso occidentale è la parte meno popolata dell'isola, così come la sezione meridionale, arida, dove vivono popolazioni seminomadi; su queste aree è diffuso l'allevamento. Popolate sono invece le fasce cos tiere (eccetto quella occidentale), perché vi si pratica l'agricoltura di piantagione (le medie sono sui 20-40 abitanti/km 2 ). L'urbanesimo è limitato e oltre ad Antananarivo non esistono grandi città.

Centri urbani. La capitale è il perno dell'isola, al tempo stesso vertice socio-economico e centro geografico, ciò che le conferisce una certa eccezionalità per un Paese che ha conosciuto l'organizzazione economica coloniale, la quale ha sempre privilegiato i centri costieri; ciò si spiega con la posizione climaticamente mitigata di Antananarivo , col fatto di trovarsi nell'area più popolosa del Paese e di essere anche stata la sede del principale rova dei Merina. In età coloniale Antananarivo, che dai 180.000 abitanti del 1936 è passata all'attuale milione di abitanti, è stata collegata al mare con una ferrovia: da ciò lo sviluppo complementare di Toamasina, seconda città dell'isola. Meno efficienti sono rimasti i collegamenti con le altre città portuali (Mahajanga, alla foce del Betsiboka, Antsiranana, valorizzata come porto militare dai Francesi ecc.), le quali più che altro servono le aree costiere dove si è sviluppata l'agricoltura commerciale. Sull'altopiano i centri principali, dopo la capitale, sono Antsirabé e Fianarantsoa .

Aspetti economici

Testo completo:

Isolamento geografico, insufficienza delle comunicazioni interne e delle infrastrutture in genere, netta dipendenza dai mercati mondiali sono alcuni degli elementi che concorrono a determinare l'arretratezza dell'economia malgascia, tuttora basata su un'agricoltura praticata con metodi antiquati, scarsamente produttivi e in larga misura subordinata alle condizioni meteorologiche.

Profilo generale. Gravano ancora sul Paese le conseguenze di una dominazione coloniale che operò solo al fine di ottenere uno sfruttamento immediato delle risorse locali (legname, colture di piantagione), senza programmare alcun piano di sviluppo dell'isola e men che meno provvedere alla formazione di un adeguato numero di imprenditori e tecnici in grado di gestire un'autentica politica di rinnovamento. Così, nonostante la svolta istituzionale del 1975 e la nascita di una Repubblica democratica, che si ispirava a un modello di socialismo strettamente legato ai caratteri nazionali del Paese, mancano tuttora le basi per un reale inserimento del Madagascar fra i Paesi a moderna economia. I maggiori sforzi del governo attuale sono rivolti al potenziamento dell'agricoltura, settore che rimane nettamente prioritario e che si cerca anzi di incentivare attraverso l'istituzione di cooperative di produzione. Assai debole è per contro tuttora l'attività industriale, comunque in genere essa pure connessa all'agricoltura. Situazione economica quindi precaria, con alto indebitamento con l'estero e difficoltosa attuazione della riforma agraria.

Agricoltura. Altissima è la percentuale della popolazione attiva che grava sulle campagne, anche se viene coltivato poco più del 5% della superficie territoriale: rende ancora più drammatica la situazione dell'agricoltura malgascia la povertà dei terreni, frutto in gran parte della degradazione dei suoli causata dall'uomo con la distruzione del manto forestale e la conseguente formazione di vaste aree lateritiche soggette all'erosione. L'assoluta maggioranza della popolazione rurale si dedica a un'agricoltura di pura sussistenza; prevale la risicoltura, che da sola occupa quasi la metà dell'arativo, principale prodotto alimentare dei Malgasci. Per il consumo locale si coltivano inoltre manioca, mais, batate, patate, legumi e ortaggi vari, banane e numerosi altri prodotti frutticoli (agrumi, ananas, uva, prugne). Dal punto di vista economico ben più contano le coltivazioni commerciali, praticate tanto da grandi e moderne aziende quanto da piccoli coltivatori. Ciò vale per il caffè, principale prodotto d'esportazione, la cui area colturale migliore si colloca sui versanti collinari orientale e settentrionale; nelle stesse aree è diffusa anche la canna da zucchero. In aumento è la produzione di cotone, coltivato particolarmente nella zona costiera irrigua di Toliary; altre piante tessili presenti sono l'agave sisalana e il kenaf . Tra le oleaginose hanno una certa consistenza l'arachide e il tung . Nell'area nord-occidentale e in varie zone dell'altopiano è diffuso il tabacco. Rilevante è la coltivazione del cacao nella fascia costiera settentrionale, che è anche l'ambiente tipico della palma da cocco, mentre soprattutto dalla regione costiera orientale provengono le spezie, che rappresentano una voce fondamentale dell'agricoltura malgascia: la più importante è la vaniglia, di cui l'isola fornisce la maggior parte della produzione mondiale, seguita da chiodi di garofano, pepe , cannella. Tipiche sono poi le essenze estratte da piante come il geranio, il lemon-grass, l'ylang-ylang ecc. Le risorse forestali, malgrado l'indiscriminato sfruttamento operato in epoca coloniale, sono ancora ingenti, ricche di essenze pregiate da ebanisteria, come il mogano, il palissandro e l'ebano.

Allevamento e pesca. Diffuso è l'allevamento, specie di bovini, per lo più zebù malgasci, che sono utilizzati sia per la produzione di carni sia per i lavori agricoli. Oltre ai bovini il patrimonio zootecnico comprende caprini, presenti soprattutto nelle più aride zone sud-occidentali, ovini, suini e volatili da cortile. La pesca è praticata sia lungo le coste sia nelle acque interne, in particolare nella zona del lago Itasy, ma si tratta ancora una volta di un settore suscettibile di un decisivo potenziamento.

Risorse minerarie. Benché l'isola sia dotata di svariati minerali, le risorse del sottosuolo sono complessivamente modeste. I prodotti principali sono la cromite, presente in diverse zone e di cui il Madagascar è uno dei maggiori produttori africani, la grafite, la mica e l'uranotorianite, utilizzata per l'industria nucleare; si estraggono poi oro, ilmenite e diverse pietre preziose (berilli, zirconi, tormaline, granati, ametiste). Nel 1980 è stata accertata l'esistenza di giacimenti di petrolio sottomarini. Dal punto di vista energetico l'isola ha un potenziale idrico notevole, utilizzato solo in parte.

Industria. Nonostante si siano recentemente intensificati gli sforzi governativi volti a dotare il Paese di una moderna industria, il settore è ancora molto carente. Prevalgono nettamente le piccole e medie aziende, che utilizzano per lo più i prodotti agricoli locali (zuccherifici, oleifici, conservifici, manifatture di tabacchi, cotonifici, birrifici, distillerie); si hanno poi alcuni cementifici, una raffineria di petrolio, fabbriche per il montaggio di autoveicoli, impianti per la lavorazione del legno.

Comunicazioni. Un settore particolarmente carente è quello delle vie di comunicazione; le infrastrutture fondamentali sono ancora le stesse dell'epoca coloniale, come la ferrovia tra Antananarivo e Toamasina e quella tra Fianarantsoa e Manakara. Anche le strade sono solo in parte efficienti (si sviluppano per circa 50.000 km, di cui solo un decimo asfaltate); la rete si adegua all'organizzazione territoriale, col suo vertice nella capitale, da cui si irradiano le direttrici verso i centri costieri. Tra questi il porto principale è Taomasina, seguito da Mahajanga, Antsiranana e Toliary; il complessivo movimento portuale si aggira peraltro appena sul milione e mezzo di tonnellate annue di merci imbarcate e sbarcate. Rilevanti sono i servizi aerei, che collegano la capitale (sede di un aeroporto internazionale) ai maggiori centri dell'isola; compagnia di bandiera è la Air Madagascar, che effettua servizi con numerosi Paesi africani, nonché con la Francia, l'Italia e altri Paesi europei. Altro aeroporto i nternazionale è quello di Mahajanga.

Commercio. Il Paese esporta soprattutto materie prime, in specie caffè, quindi chiodi ed essenza di garofano, vaniglia, crostacei, zucchero, minerali (cromite e grafite), mentre importa prevalentemente macchinari e prodotti industriali in genere, oltre a ingenti quantitativi di petrolio. Un attento controllo sulle importazioni fa sì tuttavia che il passivo della bilancia commerciale sia abbastanza contenuto; l'interscambio si svolge prevalentemente con la Francia, seguita dagli Stati Uniti, dal Giappone e dalla Germania.

Storia

Testo completo:

Cronologia 

Per una cronologia storica aggiornata del Madagascar, vedi la sezione Cronologia dell'Atlante di Nigrizia.

A partire dai sec. V-VI il Madagascar fu meta di migrazioni indonesiane che finirono probabilmente per assorbire gruppi di popolazioni nere ivi stanziate; i primi contatti arabi sembra siano stati invece posteriori al sec. XI. L'isola fu avvistata nel 1500 dal portoghese Diogo Dias: i primi tentativi di evangelizzazione non ebbero risultati durevoli, così come uno stanziamento tentato dagli inglesi nel 1644-45 e dai francesi (1642-74).

Nel sec. XVIII i francesi si stabilirono ancora nel Madagascar (Fort-Dauphin e baia d'Antongil) e occuparono l'isola di Santa Maria aprendo poi nel 1803 un'agenzia a Tamatave (Toamasina). Nei sec. XV e XVI si erano costituiti vari regni locali (Merina, Betsileo, Antemoro e Antesaka). All'inizio del sec. XVI risale la conquista Sakalava che si estese a quasi metà dell'isola per decadere nel secolo successivo. Nella prima metà del sec. XVIII Ratsimilaho, figlio di un pirata inglese e di una principessa locale, fondò sul litorale occidentale il regno di Betsimisaraka, che però già all'inizio dell'Ottocento si era sfaldato. Fiorirono invece i regni Merina, a opera di Andrianampoinimerina (1787-1810), re capace e volitivo che unificò tutte le sue genti, sottomise il Betsileo, scoraggiò le incursioni Sakalava ed estese notevolmente i confini del suo regno. Il figlio Radama I (1810-28) estese il suo dominio su due terzi dell'isola; assistito da consiglieri europei e affiancato dai missionari della London Missionary Society, promosse lo sviluppo economico e culturale del regno. La regina Ranavalona I (1828-61) assunse un atteggiamento intransigente nei confronti di Inghilterra e Francia, mentre Radama II (1861-63), che aveva consentito al ritorno degli europei, fu assassinato per aver ceduto terre agli stranieri. La regina Rasoherina (1863-68) nominò primo ministro Rainilaiarivony, che sposò in seguito le due successive regine, Ranavalona II (1869-83) e Ranavalona III (1883-95), divenendo in pratica l'arbitro della politica malgascia. Essendo peggiorati i rapporti con la Francia, questa intervenne con le armi (1883) e impose a Ranavalona III un nuovo trattato pregiudizievole per l'indipendenza del Madagascar. Lo stato di tensione derivatone indusse nel 1895 il governo francese a inviare un forte corpo di spedizione che costrinse la regina a riconoscere il protettorato della Francia.

Nel 1896 l'isola fu dichiarata colonia francese; nel 1897 venne abolita la monarchia. L'isola fu pacificata dal generale Gallieni che ne fu governatore dal 1897 al 1905. Tra le due guerre mondiali si manifestarono le prime reazioni nazionaliste. La nascita dei primi partiti politici che aspiravano all'indipendenza fu seguita nel marzo 1947 da una rivolta assai diffusa che fu duramente repressa dalla Francia. La scena politica si rianimò solo dopo alcuni anni quando riaffiorarono partiti e uomini nuovi, tra i quali Philibert Tsiranana, fondatore nel 1956 del Parti Social Démocrate Malgache et Comorien che ebbe presto un seguito nazionale. Con la fondazione della Comunità Francese, nel 1958, il Madagascar optò per lo status di Repubblica autonoma nell'ambito della Comunità stessa (10 ottobre 1958), accedendo quindi alla piena indipendenza il 26 giugno 1960. Tsiranana instaurò un regime presidenziale e autoritario che durò un decennio, ma la situazione precipitò nella primavera del 1972 provocando l'estromissione di Tsiranana e l'assunzione del potere da parte del generale Ramanantsoa, legittimata dal referendum dell'8 ottobre 1972. Nel 1975 Ramanantsoa si dimise trasmettendo i suoi poteri al colonnello R. Ratsimandrava, assassinato una settimana dopo aver assunto la carica. Fu allora instaurato un governo militare presieduto dal generale G. Andriamahazo, ma nel dicembre del 1975 il potere fu assunto da Didier Ratsiraka che trasformò il Paese in una Repubblica popolare di tipo marxista. Un referendum legittimò il passaggio alla presidenza di Ratsiraka e approvò la nuova Costituzione e la Carta della Rivoluzione Socialista Malgascia. Nel 1976 fu fondato il partito AREMA (Avant-garde de la Révolution Malgache) che prese sempre più potere nel Paese.

Nel 1982 si svolsero le elezioni presidenziali, vinte nuovamente da Ratsiraka, mentre nel 1983 quelle legislative videro il ripetersi del successo dell'AREMA. Nel corso degli anni Ottanta si manifestò un accentuarsi delle tensioni sociali favorito dal deterioramento della situazione economica. Per affrontare quest'ultima fu intrapresa una significativa politica di liberalizzazione, che solo verso l'inizio del nuovo decennio si estese anche al sistema politico. Riconfermato in carica Ratsiraka nel marzo 1989, nel 1990 il governo ripristinò infatti il multipartitismo e abolì la censura. Nel maggio 1991 fu sottoposto all'Assemblea Nazionale del Popolo un progetto di revisione della Costituzione, ma ciò non fu sufficiente a fermare la protesta delle opposizioni, riunite nel Comitato delle Forze Vive (FV), presieduto da Albert Zafy. La crisi politica del Madagascar si chiuse ufficialmente il 23 novembre 1991 con l'entrata in funzione dell'Alta Autorità dello Stato, organismo presieduto da Albert Zafy, che, consentendo la permanenza in carica del presidente Ratsiraka, formava un governo provvisorio, guidato da M. Guy Razanamasy. Approvata per referendum nell'agosto 1992 una nuova Costituzione, nel febbraio 1993 si svolsero le elezioni presidenziali, vinte da Zafy. La fase di transizione alla nuova Repubblica si concluse dopo alcuni mesi con l'elezione dell'Assemblea Nazionale e la nomina di Francisque Ravony a primo ministro (agosto 1993). Nel settembre 1995 il risultato di un referendum istituzionale voluto dal presidente Zafy e avversato invece da Ravony di fatto ampliò i poteri del capo dello Stato, riconoscendogli il diritto (prima spettante all'Assemblea Nazionale) di nominare e destituire il primo ministro, ma il presidente malgascio, se era riuscito a spodestare Ravony sostituendolo con Emmanuel Rakotovahiny, dovette fare i conti con l'Assemblea Nazionale. I deputati, infatti, irritati dall'atto con il quale erano stati espropriati dalla più importante prerogativa costituzionale, votarono a larga maggioranza (luglio 1996) la messa sotto accusa di Zafy per attentato alla Costituzione e affidarono l'interim presidenziale al nuovo primo ministro Norbert Ratsirohanana da poco succeduto al dimissionario Rakotovahiny. Nel dicembre 1996, a seguito di nuove elezioni presidenziali, venne rieletto D. Ratsiraka (in carica dal 1975 al 1991) e il suo partito vinse le elezioni legislative del 1998 con la conseguente formazione di un nuovo governo guidato da Tantely Andrianarivo. Nelle elezioni presidenziali del dicembre 2001 Ratsiraka venne sfidato dal sindaco di Antananarivo, Marc Ravalomanana: quest'ultimo, secondo i conteggi ufficiali, ottenne più voti del presidente uscente. Ratsiraka chiese un secondo turno di ballottaggio, mentre Ravalomanana si autoproclamava presidente della Repubblica alla fine di febbraio 2002. Forte dell'appoggio della popolazione della capitale, Ravalomanana s'insediò al palazzo presidenziale e nominò un nuovo governo. Ratsiraka fu costretto a lasciare Antananarivo. Nell'aprile 2002 la Corte Costituzionale proclamò Ravalomanana presidente, legittimando così il contestato risultato elettorale del dicembre 2001. Dopo il riconoscimento internazionale (in particolare di USA e Francia) il presidente Ravalomanana ordinò all'esercito di occupare Tamatave, l'ultima roccaforte dell'ex presidente D. Ratsiraka: la città si consegnò all'esercito regolare senza opporre resistenza e Ratsiraka si rifugiò in Francia. Nel 2003 Ravalomanana decise di introdurre, come moneta nazionale, l'ariary, che sostituì il franco malgascio. Con le consultazioni presidenziali del 2006 Ravalomanana venne riconfermato con il 54,.8% dei voti.

Nel marzo del 2009 un colpo di stato interrompeva la legislatura di Ravalomanana: Andry Rajoelina veniva proclamato presidente dell'Alta Autorità di Transizione e scioglieva il parlamento. Il Madagascar veniva così sospeso dall'Unione Africana e il colpo di stato condannato dalle maggiori organizzazioni internazionali. In novembre il presidente A. Rajoelina e il deposto M. Ravalomanana firmavano un accordo ad Addis Abeba per la creazione di un governo di unità nazionale e nuove elezioni, ma nel 2010 l'ex presidente Ravalomanana veniva condannato all'ergastolo per aver ordinato all'esercito di sparare sui manifestanti (febbraio 2009).

 

Popolazione

(?)
Popolazione totale: 20713819
(?)
Popolazione urbana (%): 32,56
(?)
Gruppi etnici:

Merina, Betsileo, Betsinisaraka, Tsinihety, Antaisaka, Sakalava,

(?)
Lingue:

Inglese, Francese, Malgascio (ufficiali)

(?)
Religioni:

Animisti 52%, Cristiani 41%, Musulmani 7%

Demografia

(?)
Tasso di crescita: 2,94
(?)
Tasso di natalità: 36,15
(?)
Tasso di mortalità: 6,80

Media dell'area geografica: 11.276470577016 (su un totale di 17 stati)

(?)
Tasso di mortalità infantile femminile: 60,50
(?)
Tasso di mortalità infantile maschile: 70,40
(?)
Tasso di fecondità totale: 4,83
(?)
Rapporto tra i sessi: 99,40
(?)
Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,03
(?)
Età mediana: 18,17
(?)
Aspettativa di vita maschile: 64,27
(?)
Aspettativa di vita femminile: 67,30

Indice di sviluppo umano

(?)
Posizione / 179: 151

Indicatori economici

(?)
PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 9,90
(?)
PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 20,64
(?)
Tasso di crescita annua: 1,00
(?)
PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 453,12
(?)
PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 944,47
(?)
Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -680
(?)
Spesa statale per sanità (%): 6
(?)
Spesa statale per istruzione (%): 15
(?)
Spesa statale per difesa (%): 5
(?)
Tasso di corruzione: 32
(?)
Debito pubblico (%/PIL): 0,00
(?)
Tasso di inflazione : 7,55
(?)
Tasso di disoccupazione: 0,00
(?)
Debito estero (milioni di $): 2.769,26
(?)
Saldo migratorio: -5000
(?)
Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 430
(?)
Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 950
(?)
Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 68

Indicatori socio-sanitari

(?)
Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 5
(?)
Tasso diffusione HIV (stima) : 0,20
(?)
Diffusione contraccettivi (%): 40
(?)
Diffusione assistenza prenatale (%): 86
(?)
Assistenza specializzata al parto (%): 44
(?)
Tasso di mortalità materna: 440
(?)
Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 71
(?)
Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 29
(?)
Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 41
(?)
Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 15
(?)
Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 10
(?)
Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 11

Istruzione

(?)
Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 64
(?)
Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 66
(?)
Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 49
(?)
Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 100
(?)
Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 99
(?)
Tasso frequenza scuola primaria femminile: 80
(?)
Tasso frequenza scuola primaria maschile: 78
(?)
Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 24
(?)
Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 23
(?)
Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 28
(?)
Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 27

Comunicazioni

(?)
Tasso di libertà di stampa: 28,62
(?)
Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 0,65
(?)
Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 40,65
(?)
Numero reti televisive: 1
(?)
Utenti internet ogni 100 abitanti: 1,90

Trasporti

(?)
Aeroporti:

82

(?)
Densità stradale (km/100 km²):

6,38

(?)
Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,1

(?)
Porti:

4