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Paesi | Africa | Africa orientale | Burundi

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Bujumbura
Superficie (km²): 27834
Densità (ab/km²): 282
Forma di governo: repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.burundi-gov.bi/
Data dell'indipendenza: 1 luglio 1962
Indipendenza da: Belgio
Moneta: franco del Burundi
Membership:

ACCT, ACP, AfDB, AU, CEPGL, COMESA, EAC, FAO, G-77, IBRD, ICAO, ICCt, ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO (firmatario), ITU, ITUC, MIGA, NAM, OIF, OPCW, UN, UNAMID, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, UNWTO, UPU, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il Burundi è situato a ridosso della linea di frattura della Rift Valley, che orla a ovest il Paese in corrispondenza del solco del fiume Ruzizi e della sponda nord-orientale del Lago Tanganica, su cui il Burundi si affaccia per 120 km con una costa in gran parte alta e rocciosa. Dall'esigua fascia pianeggiante lungo il Ruzizi, il cui corso segna il confine con lo Zaire, il territorio si innalza in una regione di alte terre; queste sono sovrastate da nord a sud da una catena montuosa elevata in media 2.000 m e la cui origine è legata agli stessi fenomeni tettonici che hanno presieduto alla formazione della Rift Valley. Tale catena cede a est a una serie di altopiani savanici, profondamente incisi da vari solchi vallivi che scendono verso nord-est al Lago Vittoria.

 

Clima. Benché il Burundi sia posto in piena area equatoriale, l'altitudine mitiga il clima, che presenta ovunque temperature non eccessive salvo che nella valle del Ruzizi, dove la media annua si aggira sui 23-25 °C, mentre è di 17 °C nella zona montuosa e tocca i 20 °C sugli altopiani. Le precipitazioni, relativamente scarse (1.000 mm annui) nella fascia Ruzizi-Tanganica, soggetta all'aliseo asciutto del nord, aumentano nella regione delle alte terre, dove superano anche i 2.000 mm ; le piogge si concentrano nei mesi di marzo-maggio e di ottobre-dicembre, alternandosi alle due stagioni secche.

 

Idrografia. Il sistema idrografico del Burundi tributa sia al bacino congolese sia a quello nilotico: al primo fa capo tramite vari immissari del Lago Tanganica che mediante l'emissario Lukuga dà un rilevante apporto al fiume Lualaba, considerato l'estrema sorgente del fiume Congo; al secondo tramite il Luvironza, ramo sorgentifero più meridionale del Nilo.

Ambiente umano

Testo completo:

A eccezione di un'esigua minoranza di pigmoidi Twa, cacciatori e raccoglitori, che costituiscono il più antico stanziamento nel Paese, il Burundi annovera due gruppi etnici: i camiti Tutsi, pastori e allevatori giunti per ultimi nel territorio a partire dal secolo XIII, ma impostisi per le loro culture più evolute, e i bantu Hutu, agricoltori, che rappresentano l'assoluta maggioranza della popolazione. Il Burundi è uno dei Paesi africani più densamente popolati; le aree di più fitto insediamento corrispondono agli altopiani centro-settentrionali, mentre la presenza umana diminuisce procedendo verso i bassopiani. Unica città di una certa importanza è la capitale Bujumbura, attivo porto sul Lago Tanganica; seguono Gitega , nodo stradale sull'altopiano centrale, Bururi e Muyinga. Le guerre hanno prodotto intensi flussi di profughi verso i Paesi vicini, in particolare Tanzania, Ruanda, Uganda e soprattutto Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire), da dove però sono stati espulsi con la forza a partire dal 1996.

Aspetti economici

Testo completo:

Paese tra i più poveri dell'Africa, largamente assistito dagli aiuti internazionali, il Burundi presenta un'economia estremamente arretrata, il cui assetto è rimasto pressoché immutato dall'epoca coloniale.

Prevale un'agricoltura di pura sussistenza, che dà cereali (mais e sorgo principalmente), batate, manioca, banane e legumi. Alle necessità interne sono anche rivolti i prodotti dell'allevamento, che ha un numero abbastanza rilevante di capi (bovini, ovini e caprini) ma di qualità piuttosto scadente, e della pesca, praticata nelle acque del Lago Tanganica; l'insufficienza alimentare rimane però il problema fondamentale per il Paese.

Le uniche attività redditizie sono quelle legate alle piantagioni introdotte dai Belgi e che riguardano il caffè, il cotone e il tè; sono previsti un più intenso sfruttamento delle risorse minerarie (oro, cassiterite, nichel) e un potenziamento delle industrie.

 

Comunicazioni. Mancano le ferrovie, mentre abbastanza fitta è la rete stradale, benché in parte non sia transitabile durante il periodo delle piogge; importante è il servizio lacustre sul Tanganica, che effettua collegamenti tra Bujumbura e il porto di Kigoma (Tanzania), per il quale passa in pratica tutto il commercio estero del Paese; Bujumbura ha un aeroporto internazionale.

Storia

Testo completo:

Cronologia 

Per una cronologia storica aggiornata del Burundi, vedi la sezione Cronologia dell'Atlante di Nigrizia.

La storia del Burundi si ricollega a quella di due piccoli Stati situati nella regione del Butuutsi e dominati da una etnia di pastori tutsi. Entrambi furono conquistati da Ntare I (1675-1715), capostipite della dinastia che doveva poi regnare sino al 1966. Il regno assunse il nome di Urundi e fu ampliato sin quasi agli attuali confini da un altro grande sovrano, Ntare II (1795-1852). Sotto Mweezi II (1852-1908), il regno attraversò un periodo di decadenza, caratterizzato da varie rivolte, da attacchi da parte di regni confinanti, specie il Ruanda, e dalle razzie compiute da schiavisti arabi contro la popolazione. Nel 1899 fu istituita a Usumbura (oggi Bujumbura) una stazione militare tedesca e quattro anni dopo la Germania impose a Mweezi II il suo protettorato.

Dopo la prima guerra mondiale, nel 1920, l'Urundi fu affidato come mandato, trasformato poi nel 1946 in amministrazione fiduciaria, dalla Società delle Nazioni al Belgio, che lo unì al Ruanda come Ruanda-Urundi. Più tardi l'Urundi reclamò l'indipendenza, conseguita il 1º luglio 1962. La vita del regno indipendente fu subito travagliata da sommosse e crisi, alla cui base stava il contrasto tra la minoranza dei tutsi e la maggioranza degli hutu. Dopo un periodo di repressioni e un ultimo tentativo di colpo di stato da parte del gruppo hutu, in seguito al quale numerosi leader furono fucilati, il re abbandonò il Paese (1965) e si trasferì in Europa nominando poco dopo reggente il proprio figlio. Questi, deposto il padre, assunse il potere (8 luglio 1966), sospese la Costituzione e il 1º settembre fu incoronato col nome di Ntare V.

L'iniziale appoggio ottenuto da parte del primo ministro M. Micombero si trasformò presto in ostilità; Micombero, impadronitosi del Paese, depose il re facendosi proclamare presidente della Repubblica (29 novembre 1966). Nel 1972 Ntare V fu ucciso da Micombero e il Burundi fu sconvolto da veri e propri genocidi perpetrati dall'etnia dei tutsi a danno degli hutu. Nel 1976 il colonnello J.-B. Bagaza destituì Micombero e assunse la presidenza, ma a sua volta fu destituito nel 1987 dal maggiore Pierre Buyoya, con un colpo di stato incruento. Questi sospese la Costituzione, formò un Comitato militare di salvezza nazionale e assunse a sua volta la presidenza; quindi avviò una cauta liberalizzazione del regime, ma gli indiscussi privilegi dell'etnia tutsi, che controllava, tra l'altro, l'esercito, continuarono a esasperare la situazione. Massacri tribali si alternarono a momenti di distensione fino a quando, nel 1990 il Comitato militare di salvezza nazionale fu abolito. Nel marzo 1992 venne approvata una nuova Costituzione basata sul multipartitismo e sull'elezione diretta del capo dello Stato. Nel giugno 1993, nelle prime elezioni democratiche, venne eletto presidente il democratico Melchior Ndadaye, esponente dell'etnia hutu. Da quel momento, nonostante il tentativo del nuovo presidente di avviare una politica di riconciliazione etnica, formando un governo con una significativa presenza tutsi, si aprì una nuova fase di grave instabilità. Un gruppo di ufficiali tutsi trucidò, il 21 ottobre 1993, M. Ndadaye, sei ministri e numerose personalità hutu. Il lealismo dell'insieme dell'esercito impedì che la situazione divenisse irreparabile, anche se gli scontri tribali, immediatamente accesisi, causarono 200.000 morti e un milione e mezzo di profughi. Il nuovo presidente hutu, Cyprien Ntaryamira, trovò anch'egli la morte in un sospetto incidente dell'aereo su cui viaggiava insieme al presidente del Ruanda J. Habyarimana (6 aprile 1994) e venne sostituito da Sylvestre Ntibantunganya: in Burundi alla guerra etnica interna si unirono le contraddizioni della feroce guerra civile ruandese con le molte centinaia di migliaia di profughi hutu.

Nel marzo 1995 un ministro hutu fu assassinato: la vita del Burundi continuò a essere scandita dal reiterarsi dei massacri, in cui furono coinvolti anche religiosi e delegati della Croce Rossa. Nel luglio 1996 un nuovo colpo di stato mise definitivamente fine all'esperimento democratico avviato nel 1993 che, per altro, si era dimostrato foriero di un vero e proprio disastro. A interrompere quel processo fu, paradossalmente, proprio colui che lo aveva avviato, il maggiore P. Buyoya. Le violenze contro gli hutu continuarono con incidenti alla frontiera con la Tanzania.

Nell'estate 1997 si registrarono ancora forti contrasti tra il governo di Buyoya e un incontro fra i rappresentanti delle guerriglie si concluse senza risultati significativi. Ad Arusha nel 2001 si tenne un vertice, alla presenza di Mandela e di altri leader dell'Africa orientale, che portò alla firma di un accordo di pace, sottoscritto da tre dei quattro movimenti ribelli: si incaricò Buyoya, affiancato da un vicepresidente hutu, di formare un governo di transizione per portare il Paese verso le elezioni. Continuò comunque la situazione di conflitto interno tanto che nel 2004 il Consiglio di sicurezza dell'ONU decise l'invio di una missione di 5650 caschi blu, denominata MONUB, per monitorare la situazione.

Le elezioni legislative del 2005 rappresentarono una svolta democratica per il Burundi: in esse le forze ribelli si riunirono in un unico partito (CNDD-FDD) e ottennero la maggioranza dei voti. Il loro leader, Pierre Nkurunziza, venne eletto presidente. Solo un gruppo di ribelli rimase attivo nel Paese, le Forze Nazionali di Liberazione (FNL) e, nonostante con essi sia stato firmato un accordo per il cessate il fuoco nel 2008, la situazione di guerriglia stenta ad arrestarsi definitivamente.

Popolazione

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Popolazione totale: 8382849
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Popolazione urbana (%): 10,91
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Gruppi etnici:

Hutu 85%, Tutsi14%, Twa 1%

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Lingue:

Kirundi e Francese (ufficiali), Swahili (lungo il lago Tanganyika e nell'area di Bujumbura)

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Religioni:

Cattolici 65%, Protestanti 5%, Animisti 23%, Musulmani 10%

Demografia

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Tasso di crescita: 2,90
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Tasso di natalità: 34,32
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Tasso di mortalità: 14,84

Media dell'area geografica: 11.276470577016 (su un totale di 17 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 90,50
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Tasso di mortalità infantile maschile: 108,10
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Tasso di fecondità totale: 4,66
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Rapporto tra i sessi: 96,34
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,03
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Età mediana: 20,23
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Aspettativa di vita maschile: 47,48
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Aspettativa di vita femminile: 50,05

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 178

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 2,36
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 5,18
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Tasso di crescita annua: 4,20
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 274,90
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 604,96
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 35
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 19
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 46
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -268
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Spesa statale per sanità (%): 2
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Spesa statale per istruzione (%): 15
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Spesa statale per difesa (%): 23
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Tasso di corruzione: 19
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Debito pubblico (%/PIL): 0,00
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Tasso di inflazione : 14,89
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Tasso di disoccupazione: 0,00
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Debito estero (milioni di $): 627,47
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Saldo migratorio: 370000
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 250
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 610
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 81

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 9
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Tasso diffusione HIV (stima) : 3,30
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Diffusione contraccettivi (%): 22
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Diffusione assistenza prenatale (%): 99
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Assistenza specializzata al parto (%): 60
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Tasso di mortalità materna: 970
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 83
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 71
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 72
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 49
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 46
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 46

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 76
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 77
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 60
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 100
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 98
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 70
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 72
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 8
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 10
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 6
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 8

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 38,02
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 0,35
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 22,33
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Numero reti televisive: 1
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 1,11

Trasporti

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Aeroporti:

7

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

-

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Porti:

0