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Paesi | Africa | Africa occidentale | Togo

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Lomé
Superficie (km²): 56790
Densità (ab/km²): 110
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.republicoftogo.com/
Data dell'indipendenza: 27 aprile 1960
Indipendenza da: Francia
Moneta: Franco CFA
Membership:

ACP, AfDB, AU, ECOWAS, Entente, FAO, FZ, G-77, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICRM, IDA, IDB, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO (corrispondente), ITSO, ITU, ITUC, MIGA, NAM, OIC, OIF, OPCW, PCA, UN, UNAMID, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, UNMIL, UNOCI, UNWTO, UPU, WADB (regionale), WAEMU, WCL, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il Togo è costituito da una stretta fascia (da 50 a 120 km di larghezza) che si allunga per circa 600 km tra i 6° e gli 11° nord di latitudine. Dal punto di vista geologico il territorio rappresenta una sezione molto antica del continente africano che non fu mai ravvivata né da vistose dislocazioni, né da movimenti orogenetici: si possono riconoscere a est e a sud una zona precambriana, costituita dalle più antiche formazioni dello zoccolo continentale (micascisti, gneiss, quarziti, con intrusioni granitiche) e una zona paleozoica a ovest e a nord. Nei suoi lineamenti morfologici il territorio si presenta come una successione di diverse fasce che dal mare si portano pressoché parallele verso l'interno. La costa è bassa e sabbiosa, orlata di lagune, stagni, piccoli laghi che si allungano sul litorale; al di là si estende una regione collinare, con una profondità variabile dai 30 ai 40 km, e che raggiunge un'altitudine di 100-200 m. Ancora più all'interno il rilievo, pur conservando inalterato il suo tipico aspetto senile, si eleva gradualmente e assume la forma di altopiano sui 400 m su cui si elevano i Monti del Togo (1.020 m), sezione dell'ampia dorsale che separa i bacini dei fiumi Niger e Volta; essi attraversano il Paese in senso submeridiano, costituendone l'element o morfologico più caratteristico. Infine a nord-ovest dei Monti del Togo il territorio torna nuovamente ad abbassarsi in corrispondenza del bacino del medio corso del fiume Oti.

 

Clima. A grandi linee si può dividere il Paese in due distinte regioni climatiche: il Togo settentrionale, caratterizzato da un regime pluviale che si avvicina a quello tropicale sudanese con un'unica stagione di piogge corrispondente ai mesi estivi e una stagione secca da ottobre ad aprile; il Togo meridionale, contraddistinto da un regime subequatoriale analogo a quello del vicino Benin con due stagioni di piogge (da marzo a giugno e da settembre a ottobre) quando il Sole passa e ripassa allo zenit, inframmezzate da due brevi stagioni secche. Le piogge non sono molto copiose (770 mm annui a Lomé) ma aumentano nelle aree montuose interne, superando i 1.000 mm nella fascia montuosa sud-occidentale, più esposta ai venti umidi provenienti dal Golfo di Guinea; tornano a diminuire nella zona pianeggiante settentrionale. Anche per quanto riguarda le condizioni termiche, un'importanza notevole ha l'altitudine; in genere le temperature medie di tutti i mesi dell'anno si mantengono intorno ai 27 °C sulla costa, ai 30 °C nel nord, con oscillazioni fra le medie estreme inferiori ai 5 °C ma con variazioni diurne molto sensibili; le zone più elevate presentano eccessi termici meno marcati e quindi temperature più miti.

 

Flora. Le precipitazioni atmosferiche, relativamente poco abbondanti, non sono in grado di alimentare una copertura vegetale continua e intensa come la foresta pluviale, frequente invece in altre regioni guineane ma che qui è limitata alle aree più elevate e quindi più umide; nelle zone collinari e pianeggianti la foresta compare soltanto lungo i principali corsi d'acqua (foresta a galleria). Altrove predomina, quasi incontrastata, la savana più o meno arborata o arbustiva, spesso fortemente degradata dalle secolari attività delle popolazioni agricole; sulla costa è tipica la palma.

 

Idrografia. La rete idrografica è piuttosto semplice. L'asse orografico dei Monti del Togo costituisce infatti la principale linea displuviale del Paese, dividendolo in due grandi bacini, ambedue tributari del Golfo di Guinea: a nord-ovest quello dell'Oti, a sud-est quello del Mono; entrambi sono ricchi d'acqua nella stagione delle piogge, pressoché asciutti nel periodo secco. L'Oti, che nasce nel Benin col nome di Pendjari, segna per lungo tratto il confine tra Togo e Ghana entrando poi in quest'ultimo Stato dove confluisce, dopo un corso complessivo di circa 500 km, nel Lago Volta . Più importante per il Togo è però il Mono, che attraversa interamente il Paese, arricchito da un ventaglio di affluenti, e tributa direttamente al Golfo di Guinea dopo aver segnato nel suo corso inferiore il confine con il Benin.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento. Il Togo, ossia il "Paese sulla costa della laguna" (da to, laguna, e go, costa), era abitato originariamente da popolazioni paleonegritiche suddivise in piccole tribù di agricoltori itineranti (Tingedane, Tamberma, Bassari, Kabure o Kabre); successivamente fu invaso da genti sudanesi appartenenti alla stirpe dei Mossi e gruppi affini, provenienti da nord, che crearono effimeri Stati. Nelle regioni meridionale la massiccia invasione degli Ewe (secoli XII-XIV) portò all'unificazione degli autoctoni: gli Ewe costituirono una sorta di federazione che contrastò ai gruppi Mossi l'egemo nia sul Paese fino a quando la tratta degli schiavi prima e la penetrazione europea poi ridussero, alla fine del XIX secolo, il Paese alla completa anarchia.

 

Gruppi etnici e distribuzione. Il fatto che il Togo non abbia mai conosciuto potenti ed evoluti organismi statali in grado di imprimere alle varie popolazioni una certa omogeneizzazione culturale ha avuto un ruolo di primaria importanza nel determinare le vicende del popolamento, caratterizzato ancora oggi dalla convivenza di decine di gruppi etnici ben distinti fra loro; i principali sono gli Ewe (44%), i Kabre (27%), gli Uaci (Ouatchis, 16%), quindi i Losso, i Mina, i Mossi ecc. Nel 1997 i Togolesi erano stimati ammontare a 4.736.000 abitanti; la densità pone il Paese fra quelli più popolosi dell'Africa occidentale. Le regioni meridionali, specie quella Marittima, sono le aree di più fitto insediamento; i gruppi più rappresentativi (Ewe, Uaci, Mina) sono agricoltori sedentari. Per contro il centro e le regioni settentrionali presentano densità molto inferiori alla media e sono popolati da gruppi di seminomadi, tra cui i Kabre. Gran parte della popolazione è rurale e vive in villaggi di piccole e medie dimensioni. Nel Sud il villaggio è caratterizzato da capanne rettangolari, specie nelle aree più popolate, spesso allineate lungo la strada; numerosi sono lungo il Lago Togo i villaggi palafitticoli dei pescatori. Nel Nord predomina invece il villaggio sudanese con le capanne circolari e in genere una distribuzione più svincolata dalle vie di comunicazione.

 

Centri urbani. I centri urbani sono dovuti per gran parte alla colonizzazione europea. Il centro principale è la capitale Lomé, di creazione abbastanza recente. Il suo nome, che significa "piccolo mercato", richiama la funzione che la città aveva all'epoca del colonialismo e trova conferma nel suo ruolo attuale di maggior centro commerciale, oltre che nodo stradale e ferroviario più importante del Paese. Gli altri centri hanno dimensioni assai modeste, non superando i 50.000 abitanti; situati sulla strada e la ferrovia che da Lomé portano verso il nord, essi rappresentano il fulcro delle zone più popolate nei maggiori distretti agricoli e commerciali, come Sokodé, donde si dirama un'importante strada per Bassar (o Bassari), Atakpamé, Tsévié (17.000 abitanti); Kpalimé (32.000 abitanti), collegata per ferrovia con la capitale, è invece posta presso il confine con il Ghana; Aného è sulla ferrovia litoranea.

Aspetti economici

Testo completo:

Profilo generale. Il Paese presenta nel complesso un'economia povera, gravata da squilibri strutturali sia per quanto riguarda il non conseguito amalgama tra le decine di diversi gruppi etnici che popolano il Togo, sia per l'eccessivo peso che riveste tuttora l'agricoltura tra le varie attività produttive, sia infine per la gravosa dipendenza dal capitale estero. Anche se non ha sinora dato i risultati che si speravano, l'acquisizione dell'indipendenza, realizzata nel 1960, si è pur tradotta in qualche sensibile vantaggio per il Paese: considerato un po' come l'elemento di equilibrio fra gli Stati anglofoni e quelli francofoni dell'Africa occidentale, il piccolo Togo è riuscito ad assumere una posizione di primo piano nella creazione della Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale, istituita a Lagos nel 1975; la capitale togolese ha inoltre avuto il privilegio di essere scelta come sede della cosiddetta Convenzione di Lomé, stipulata nel 1975 (e rinnovata nel 1980) tra i membri della Comunità Economica Europea e alcuni Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (Paesi ACP) allo scopo di regolare le relazioni commerciali e finanziarie, nonché la cooperazione economica e tecnica fra i Paesi in via di sviluppo e quelli industrializzati. Ma anche nell'ambito economico interno non sono mancate iniziative di rilievo: la più importante riguarda la nazionalizzazione, nel 1974, della Compagnie Togolaise des Mines de Bénin, già appartenente per l'80% a un consorzio francese e che rappresenta la più grande società mineraria del Togo. Essa sfrutta i giacimenti di fosfati del Paese, che sono tra i più cospicui del mondo e che in realtà costituiscono la sola ricchezza nazionale. L'assetto industriale è però entrato in crisi tanto che nel 1983 si è deciso di tagliare il 32% degli investimenti nel settore con la chiusura di parecchie industrie statali.

 

Agricoltura. L'agricoltura è il settore portante dell'economia, in quanto copre il fabbisogno alimentare locale e consente discrete esportazioni; ben il 43% del territorio è coltivato. Fra i prodotti destinati al consumo interno prevalgono i cereali, come mais, miglio e riso, oltre alla manioca, diffusa un po' in tutto il territorio; a questi si aggiungono patate dolci, banane, agrumi (soprattutto arance), ortaggi; le principali colture di piantagione sono costituite da cacao, caffè, presente nel Togo centro-occidentale, palma da olio e da cocco, diffusa nella fascia meridionale, arachidi e cotone, coltivato nell'area centrale.

 

Foreste e allevamento. Le foreste, benché occupino circa il 16% della superficie nazionale, appaiono fortemente degradate per l'irrazionale sfruttamento del passato, che le ha soprattutto impoverite delle essenze di pregio, sicché hanno ora scarsissimo valore economico. Del pari conta poco nell'economia nazionale l'allevamento, praticato quasi esclusivamente nel Nord del Paese e che è del tutto insufficiente alle necessità alimentari della popolazione (ovini, caprini, volatili da cortile, bovini, suini), sicché si deve ricorrere a massicce importazioni. Nella laguna costiera è invece tradizionalmente attiva la pesca, ma ancora una volta si deve dire che dà scarsi rendimenti a causa dell'impiego di tecniche arretrate.

 

Risorse minerarie. I fosfati, scoperti in Togo nel 1952, assicurano un quarto del valore delle esportazioni; i principali giacimenti sono quello di Hahotoé, collegato per ferrovia al porto minerario di Kpémé, e quello di Akoupané. Il Paese possiede pure minerali di ferro e bauxite, ma la mancanza di infrastrutture ne rende lo sfruttamento antieconomico. Mancano i minerali energetici, per cui il Paese deve ricorrere a cospicue importazioni di petrolio, necessario tra l'altro per alimentare le centrali elettriche, quasi tutte termiche.

 

Industria. L'attività industriale è estremamente limitata; oltre a un importante stabilimento attrezzato per la lavorazione dei fosfati, si hanno solo piccole aziende, quasi tutte ubicate a Lomé e che per lo più trasformano i prodotti agricoli, producendo beni di largo consumo (oleifici, birrifici, cotonifici, calzaturifici, zuccherifici, saponifici ecc.), cui si aggiungono un cementificio e una raffineria di petrolio, entrata in funzione nel 1978 e che utilizza il greggio proveniente dalla Nigeria. È in progetto la realizzazione di uno stabilimento chimico per produrre localmente fertilizzanti, acido fosforico ecc.

 

Comunicazioni. Per quanto riguarda le vie di comunicazione, il Paese è abbastanza dotato, specie nella più densamente popolata sezione meridionale. Le ferrovie, il cui sviluppo complessivo è di 575 km, comprendono una linea che si diparte da Lomé verso l'interno (la capitale è naturalmente il perno di tutte le comunicazioni) e un'altra che segue la costa sino al Benin. La rete stradale misura oltre 12.000 km; nel 1980 è stata ultimata la fondamentale arteria che unisce il Nord e il Sud del Paese, collegando il Burkina Faso, il Niger e il Mali, Paesi tutti privi di sbocco al mare, con il porto di Lomé, destinato quindi a svolgere un ruolo di rilievo per buona parte dell'Africa occidentale. Oltre che principale scalo marittimo del Paese, la capitale è anche il massimo centro aeroportuale grazie all'aeroporto internazionale di Tokoin, a breve distanza dalla città; compagnia di bandiera è la Air Togo, ma il Paese detiene anche il 7% delle azioni della Air Afrique.

 

Commercio. Gli scambi non sono molto intensi, né quelli interni né quelli con l'estero; il Togo esporta fosfati, cacao, caffè, noci di cocco, cotone ecc., mentre importa in prevalenza macchinari, combustibili, prodotti industriali vari, generi alimentari. Gli scambi più intensi si svolgono con la Francia (per circa 1/4), con la Germania, con la Costa d'Avorio e con la Nigeria per le importazioni, con il Canada, il Burkina Faso, la Francia e la Germania per le esportazioni.

Storia

Testo completo:

Per la sua posizione geografica il Togo fu al centro di emigrazioni e di conquiste a opera dei vicini regni di Abomey e degli Ashanti. Di queste vicende si hanno notizie più precise a iniziare dalla seconda metà del sec. XVII. Tra i regni locali un certo rilievo assunse quello di Nuatja che ebbe in Agokoli (prima metà del sec. XVIII) il sovrano di maggior spicco. Intanto già a partire dal 1741-73 i portoghesi João de Santarém e Pedro de Escobar portarono sul litorale del Togo attuale, che nel secolo successivo fu al centro della tratta meritandosi il tristo appellativo di “Costa degli schiavi”.

A cominciare dalla prima metà del sec. XVII i Francesi fondarono delle colonie commerciali. Nella contesa tra Francia e Gran Bretagna s'inserì però la Germania che, anche con l'appoggio di propri missionari, stabilì la sua influenza sul Togo grazie agli accordi conclusi nel 1882 col fiduciario del re di Anécho, Kouadjoavi. Il 4 luglio 1884 il console generale Gustav Nachtigal issava la bandiera tedesca a Bagida e il 5 a Lomé. Con i trattati del 1897 e del 1899 si definivano i confini rispettivamente coi territori francesi e inglesi.

Scoppiato il conflitto mondiale, il Togo venne occupato nell'agosto 1914 da forze anglo-francesi e affidato nel 1919 dal Consiglio Superiore Alleato come mandato B (poi legittimato dalla Società delle Nazioni) alla Francia e in parte minore alla Gran Bretagna (Togoland). Nel dicembre 1946 il mandato venne trasformato in amministrazione fiduciaria dall'ONU. Il 24 agosto 1956 il Togo francese acquistò, previa intesa con l'ONU, lo status di Repubblica autonoma con N. Grunitzky come primo ministro, mentre nello stesso anno il Togo anglofono sceglieva mediante referendum l'annessione al Ghana. In base alla risoluzione del 1957 dell'Assemblea Generale dell'ONU che prevedeva la cessazione dell'amministrazione fiduciaria sul Togo nel 1960, questo territorio accedette alla piena indipendenza il 27 aprile 1960 e, nell'aprile dell'anno seguente si diede una Costituzione di tipo presidenziale: Olympio diveniva capo dello Stato. La vita del Togo fu però travagliata da ricorrenti e drammatiche crisi interne: nel gennaio 1963 Olympio fu assassinato e il potere venne assunto da Nicolas Grunitzky, che promulgò il 5 maggio 1963 una nuova Costituzione. Nel gennaio del 1967 con un colpo di Stato salì al potere il colonnello É. G. Eyadéma: con lui e con il suo regime personalistico si apriva per il Togo un periodo di stabilità e di progresso. Nel 1969 fu fondato il nuovo partito unico, il Rassemblement du Peuple Togolais (RPT) e dieci anni più tardi, nel 1979, furono indette le elezioni. I togolesi approvarono la nuova Costituzione ed elessero Eyadéma presidente. Nel gennaio del 1980 fu proclamata la nascita della “Terza Repubblica”. Nel corso degli anni Ottanta del secolo scorso, superato nel 1986 un tentativo di colpo di Stato, la vita politica interna conobbe una progressiva, anche se difficile,democratizzazione, culminata nella Conferenza nazionale (8 luglio-28 agosto 1991) che poneva fine al monopolio politico del RTP, eleggeva primo ministro ad interim J. Kokou Koffigoh attribuendogli gran parte dei poteri del presidente in carica Eyadéma e, infine, creava l'Alto Consiglio della Repubblica (ACR), supremo organo legislativo, con il compito di guidare il Paese verso un sistema multipartitico. Contrario a tale evoluzione Eyadéma organizzò un golpe militare: le Forze armate occuparono la sede del governo, sciolsero l'Assemblea legislativa e Koffigoh venne sequestrato per alcune ore. Per porre fine agli scontri armati, il capo dello Stato e il primo ministro formarono un governo provvisorio di unione nazionale che fissava un calendario per un ritorno alla democrazia. Le elezioni presidenziali (25 agosto 1993), largamente boicottate dalle forze di opposizione, riconfermarono però Eyadéma a capo dello Stato. In un clima di crescente agitazione politica e sociale un centinaio di individui armati cercarono di uccidere Eyadéma. Le elezioni legislative del febbraio 1994, registrarono la vittoria delle opposizioni, che furono costrette a formare un governo che includesse i membri del vecchio regime. Anche le nuove elezioni presidenziali, di nuovo caratterizzate da brogli, (1997) videro riconfermato Eyadéma alla guida del Paese: nei mesi successivi si susseguirono numerose manifestazioni di protesta. Un rapporto di Amnesty International, nel maggio 1999 denunciava gravi violazioni dei diritti umani e centinaia di uccisioni avvenute in occasione delle presidenziali del 1998. Nel 2001 avrebbero dovuto essere indette elezioni parlamentari, ma non vennero concesse dal regime e, ancora una volta fra le proteste delle opposizioni, le elezioni presidenziali del 2003, riconfermarono Eyadéma. Dopo quasi quarant'anni di potere Eyadéma nel 2005 morì: la Costituzione venne modificata e gli succedesse il figlio Faure Gnassingbé. In seguito alle proteste internazionali e agli scioperi indetti dall'opposizione, egli indisse elezioni presidenziali (aprile 2005) e le vinse; l'opposizione invitò all'insurrezione, centinaia di persone morirono durante gli scontri. In giugno Edem Kodjo venne nominato primo ministro. Nell'agosto 2006 il governo insieme ai partiti politici e a rappresentanti della società civile firmava un accordo, che consentiva di superare la crisi innescata dall'elezione di Gnassingbé, in quanto prevedeva la formazione di un governo di unità nazionale e la convocazione delle elezioni politiche. La formazione di questo governo, guidato da un esponente delle opposizioni, Yawovi Agboyibo, concedeva stabilità al Paese. Nel 2007 si svolgevano le elezioni legislative, vinte dall'RPT, partito del presidente F. Gnassingbé. Nel 2009 il parlamento decideva all'unanimità di abolire la pena di morte. Nel marzo 2010 il presidente vinceva le elezioni (60,9%), sconfiggendo Jean-Pierre Fabre, leader dell'Unione delle forze per il cambiamento.

Popolazione

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Popolazione totale: 6027798
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Popolazione urbana (%): 38,01
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Gruppi etnici:

Ewe, Mina e Kabre 99%, Europei e Siro-libanesi meno dell' 1%

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Lingue:

Francese (ufficiale e lingua commerciale), Ewe e Mina (lingue principali parlate nel Sud), Kabye e Dagomba ( lingue principali parlate nel Nord)

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Religioni:

Cristiani 29%, Musulmani 20%, Animisti 51%

Demografia

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Tasso di crescita: 2,17
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Tasso di natalità: 33,19
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Tasso di mortalità: 11,32

Media dell'area geografica: 12.313125014305 (su un totale di 16 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 81,90
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Tasso di mortalità infantile maschile: 95,10
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Tasso di fecondità totale: 4,30
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Rapporto tra i sessi: 98,11
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,02
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Età mediana: 19,71
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Aspettativa di vita maschile: 54,24
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Aspettativa di vita femminile: 57,14

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 159

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 3,70
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 6,46
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Tasso di crescita annua: 4,90
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 599,93
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 1.048,17
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 32
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 16
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 52
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -267
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Tasso di corruzione: 30
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Debito pubblico (%/PIL): 0,00
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Tasso di inflazione : 1,47
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Tasso di disoccupazione: 0,00
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Debito estero (milioni di $): 643,12
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Saldo migratorio: -5430
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 570
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 1040
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 39

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 8
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Tasso diffusione HIV (stima) : 3,20
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Diffusione contraccettivi (%): 15
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Diffusione assistenza prenatale (%): 87
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Assistenza specializzata al parto (%): 60
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Tasso di mortalità materna: 350
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 87
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 41
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 60
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 24
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 3
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 12

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 68
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 85
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 69
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 87
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 91
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 41
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 52

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 28,45
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 3,90
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 50,45
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Numero reti televisive: 3
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 3,50

Trasporti

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Aeroporti:

8

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Densità stradale (km/100 km²):

 

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

1,0

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Porti:

2

Popoli

Il Togo è un paese piuttosto piccolo, circa un sesto dell'Italia, ma al suo interno coesistono molte diverse etnie. La principale divisione è quella tra i gruppi etnici del Sud, cultura della foresta tropicale, e quelli del Nord, più legati all'ambiente della savana asciutta.

Diffusione delle lingue Gbe (Mark Dingemanse)

Al sud si trova il gruppo etnico principale del paese, gli Ewe, la cui lingua è parte del gruppo delle lingue Gbe, a sua volta parte di un più ampio gruppo di lingue dette Kwa, tipiche della fascia costiera del Golfo di Guinea.

Il gruppo etnico dei Kabyé è molto rilevante perché è quello della famiglia Eyadema che controlla il paese dal colpo di stato del 1967. La regione abitata dai Kabyé è un'interessante meta turistica, per ragioni ambientali e storiche.

I Uaci o Ouatchis sono la terza etnia del paese per entità. Il Centro Studi Archeologia Africana ha condotto una missione di ricerca nella regione abitata dai Ouatchis, presentata nella mostra "Evhé - Ouatchi: un'estetica del disordine". Guarda alcune immagini.

Territori urbani

Lomè

La struttura urbana del Togo è tipica dei paesi colonizzati della costa della Guinea, caratterizzata da un centro più importante sulla costa, Lomè, e da un centro di secondo livello nell'interno, Sokodè. Tale struttura serviva ai colonizzatori per mettere in collegamento le zone di produzione agricola nell'interno con i centri commerciali della costa.

Negli anni Settanta il Togo ha vissuto un periodo di sviluppo economico e la capitale del paese, Lomè, è stata per alcuni anni un centro di primo livello per la politica e l'economia dell'Africa occidentale. I primi accordi tra la Comunità Europea e i paesi in via di sviluppo dell'area africana, caraibica e del pacifico (i cosiddetti paesi ACP) vennero firmati nel 1975 a Lomè e nella stessa città vennero confermati nel 1980, 1985 e 1990.

Ancora oggi, nonostante il declino seguito alla crisi degli anni Novanta, Lomè rappresenta un'interessante meta turistica.

La crescita delle città costiere nei paesi del Golfo di Guinea, sta portando alla formazione di una grande conurbazione, all'interno della quale è sempre più difficile distinguer i limiti delle singole città. Lomè, ad esempio, è ormai di fatto collegata con la città di Aflao, nel vicino Ghana. Nel libro del geografo Mike Davis, Il pianeta degli Slum, si parla della conurbazione del Golfo di Guinea: leggi un estratto.

Questa grande conurbazione si sviluppa soprattutto attraverso la crescita di vasti insediamenti informali che raccolgono gli strati più poveri della popolazione.

Territori rurali

Villaggio togolese (foto: Erik Cleves Kristensen)

Le aree rurali del Togo presentano spesso situazioni socio-economiche di estrema difficoltà. Diverse organizzazioni internazionali supportano le popolazioni locali in progetti volti a migliorare le condizioni di vita. Leggi la scheda del progetto promosso dall'ONG italiana Ricerca e Cooperazione, dedicato al sostegno delle associazioni di donne impegnate nella lavorazione del pomodoro.

Le regioni settentrionali del Togo, come buona parte dell'area saheliana e sudanese dell'Africa occidentale, sono esposte a un processo di degrado delle terre che è chiamato desertificazione.

L'Università di Udine, in collaborazione con altre università e con alcune organizzazioni non governative, ha promosso un progetto di ricerca per valutare la possibilità di utilizzare il carbone vegetale carbone vegetale nella lotta contro l’effetto serra e i processi di desertificazione.

Flora, fauna e attività umane

Mangrovie

L'area costiera meridionale è caratterizzata dalla presenza di mangrovie, piante che vivono negli ambienti periodicamente sommersi dalle maree. Si tratta di un ecosistema molto importante, caratterizzato da specifiche specie animali e vegetali, ma sempre più minacciato dall'intervento umano.

Nell'interno, la presenza di foreste ha facilitato la conservazione di molte specie vegetali e animali, ma questi ecosistemi si stanno riducendo sotto la pressione dell'azione umana. Nei parchi nazionali è ancora possibile osservare elefanti, ippopotami, antilopi e qualche residuo leone.

Nelle zone rurali si trovano anche diverse specie di rettili, tra le quali il pitone reale, oggi presente in diverse aree del mondo, ma originario tipico di queste aree. Il pitone è animale sacro per molte popolazioni in questa parte del golfo di Guinea.

Giochi

Leggi le regole di un gioco che si pratica in Togo.

In Togo si può trovare il Djenon, una variante del "gioco della semina", molto popolare in tutta l'Africa. Il gioco della semina appartiene alla famiglia dei Mancala, una delle tipologie di gioco da travolo più diffuse nel mondo.

Sport

Il Togo partecipa alle Olimpiadi dal 1972 e ai giochi di Pechino, nel 2008, ha vinto per la prima volta una medaglia, grazie al canoista Benjamin Boukpeti. Guarda il video della finale.

L'atleta più noto a livello internazionale è probabilmente il calciatore Emmanuel Adebayor, attaccante della nazionale togolese, ormai da anni attivo nel campinato inglese. Guarda un video di alcuni dei suoi gol.

Durante la Coppa d'Africa svoltasi in Angola nel 2010, la nazionale del Togo è stata vittima di un attacco che ha causato la morte di tre persone, rivendicato dal Fronte di liberazione dell’enclave di Cabinda, una regione collocata al confine tra Congo Kinshasa e Congo Brazzaville, ma che amministrativamente è parte dello stato angolano.

Feste

Come nel vicino Benin, anche in Togo, si trova una forte tradizione legata ai culti Vodun, orginari di queste aree, ma poi esportati nel continente americano a seguito della tratta degli schiavi.

Danza del Fuoco

Tra i riti tradizionali è particolarmente nota la Danza del Fuoco, tipica dell'etnia Tem e di altre etnie della regione centrale e settentrionale del Togo. Guarda un video che presenta la danza.

Le feste religiose più celebrate sono quelle del calendario cristiano e islamico. Ha un particolare rilievo la festa musulmana di Aid al-Adha, in Africa occidentale chiamata tabaski, che ricorda l'episodio biblico del sacrificio chiesto da Dio ad Abramo.

Monete e banconote

Il Togo fa parte dell'Unione Economica e Monetaria dell'Africa Occidentale (UEMOA), insieme a Benin, Burkina Faso, Costa d'Avorio, Guinea-Bissau, Mali, Niger, Senegal, Togo.

Il Togo dunque condivide con gli altri membri dell'UEMOA la moneta ufficiale, il Franco CFA.

 

Arte tradizionale e moderna

Scultura ewe

In Togo si trovano molte culture artistiche differenti. Gli Ewe, il gruppo etnico principale nel paese, realizza piccole statue in legno e terracotta per utilizzarle durante i riti tradizionali. Guarda alcune immagini di statuette in terracotta e di vasellame tradizionale della cultura Ewe.

Il Togo condivide con il vicino Benin una forte tradizione legata ai culti Vudù. Il Centro Studi Archeologia Africana di Milano ha realizzato nel 2010 una mostra sulla cultura Vudù dove sono esposti alcuni oggetti di culto e ornamenti rituali. Guarda la presentazione del catalogo e del volume di saggi collegato alla mostra.

Musiche e danze

Afia Mala

Afia Mala è una delle figure musicali più note a livello internazionale. Ascolta una delle sue canzoni più celebri.

Il gruppo Nyatepe (verità in lingua Ewé) è stato fondato nel 2000 in Togo ed è oggi formato da 16 ragazzi con diverse specializzazioni: danza, musica, teatro, artigianato. Lo scopo principale del gruppo è la tutela della cultura tradizionale del Togo attraverso la mesa in scena di spettacoli teatrali e attraverso la valorizzazione dei prodotti della cultura materiale togolese. Guarda il video di una danza tradizionale eseguita dal gruppo.

Il Direttore del gruppo, Adotey Akueson, in arte Dotcha, è attivo come ballerino e maestro di danza nella zona di Milano.

 

Fiabe e racconti

In Africa la cultura orale svolge ancora oggi un importante ruolo sociale: racconti, fiabe e proverbi vengono infatti utilizzati comunemente nell'educazione dei più piccoli.

Leggi tre racconti popolari della zona del Togo: Il lavoro che si fece da sé, Perché la lepre scappa sempre e Perché le scimmie vivono sugli alberi.

Leggi un proverbio della regione centro-settentrionale del Togo.

 

 

Cibo, alimentazione e ricette

igname

La cucina tradizionale del Togo è simile a quella degli altri stati del Golfo di Guinea: nella parte centro-meridionale del paese si trovano dunque tuberi come l'igname (o yam) e la manioca, con cui si prepara una specie di puré, nel nord del paese invece prevalgono i cereali come il mais, il miglio o il sorgo.

Il gari è una semola ottenuta dalla manioca molto utilizzata nella cucina tradizionale nelle zone costiere dell'Africa occidentale. Si tratta di un alimento molto utile per le popolazioni locali perché può essere conservato a lungo e ha buone caratteristiche nutrizionali. Leggi una ricetta a base di gari.

Leggi un glossario dei principali ingredienti della cucina dei paesi del golfo di Guinea.

Testimonianze

In Togo sono attive numerose organizzazioni internazionali impegnate nel sostegno alla popolazione locale. Molti italiani hanno dunque avuto l'occasione di incontrare e raccontare la realtà togolese.

Leggi i racconti di alcune esperienze di volontariato nell'ambito del gruppo Giovani e Missione, collegato alla congregazione religiosa dei missionari comboniani.

Leggi il blog di una ragazza impegnata in un progetto di costruzione di una scuola nella zona meridionale del Togo.

Leggi la testimonianza di un pensionato italiano partito per un'esperienza di volontariato in Togo.

Personaggi

Il medico-chirurgo togolese Kossi Komla-Ebri è uno dei più noti scrittori migranti in lingua italiana. In Italia dagli anni Settanta, è diventato celebre con il suo primo libro, Imbarazzismi, nel quale vengono raccolti diversi episodi di "quotidiano imbarazzo" legati al rapporto con la diversità.

Brigitte Kafui Adjamagbo

Brigitte Kafui Adjamagbo è un'attivista togolese impegnata nel sostegno dei diritti delle donne. Nelle elezioni del 2010 è stata la prima donna candidata alla Presidenza del Paese.

Il calciator Emmanuel Adebayor è uno dei persoanggi togolesi più noti a livello internazionale. Adebayor ha cercato di valorizzare questa sua popolarità diventando testimonial del progetto "Sport amico dei bambini" promosso dall'Unicef, il Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia.