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Paesi | Africa | Africa occidentale | Nigeria

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Abuja
Superficie (km²): 923770
Densità (ab/km²): 153
Forma di governo: Repubblica federale
Sito ufficiale del Governo: http://www.nigeria.gov.ng/
Data dell'indipendenza: 1 ottobre 1960
Indipendenza da: Regno Unito
Moneta: Naira
Membership:

ACP, AfDB, AU, C, ECOWAS, FAO, G-15, G-24, G-77, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICCt, ICRM, IDA, IDB, IFAD, IFC, IFRCS, IHO, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC, MIGA, MINURCAT, MINURSO, MONUC, NAM, OAS (osservatore), OIC, OPCW, OPEC, PCA, UN, UNAMID, UNCTAD, UNESCO, UNHCR, UNIDO, UNMIL, UNMIS, UNOCI, UNOMIG, UNWTO, UPU, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il territorio nigeriano ha una struttura piuttosto semplice; esso corrisponde a un antico penepiano che ha le sue parti eminenti nella sezione centro-settentrionale, dove affiorano, su vaste superfici, le formazioni cristalline archeozoiche dello zoccolo africano. Queste zone rilevate, che si configurano come una sorta di altopiano non molto elevato, rappresentano i resti di un antico rilievo via via spianato dall'erosione, che ha subito dei ringiovanimenti nell'Era Cenozoica, quando si sono delineate o definite le depressioni che completano il quadro del territorio nigeriano, come riflesso del più vasto assestamento crustale del continente africano. Esse sono: quella meridionale affacciata alla costa, quella percorsa dal Niger e quella del suo affluente Benué, infine quella settentrionale che rientra nella dep ressione continentale interna del Ciad. In queste aree depressionarie le formazioni archeozoiche sono coperte da strati sedimentari dovuti alle ingressioni periodiche del mare: sono particolarmente rappresentate da depositi del Cretaceo nelle sezioni centrali (depressioni del Niger e del Benué), da coltri del Cenozoico nella fascia meridionale e infine da formazioni recenti nelle aree marginali sia a nord, nel bacino ciadiano, sia a sud, nella fascia costiera. Il quadro geografico della Nigeria si completa con le formazioni vulcaniche, la cui origine è legata agli stessi assestamenti crustali già ricordati, presenti soprattutto nella sezione centrale del Paese, dove l'Altopiano di Jos (o di Bauchi , 1.781 m) costituisce la parte più elevata del territorio nigeriano insieme con le dorsali più orientali (Monti Shebshi, 2.042 m). Dal punto di vista morfologico la Nigeria ha caratteristiche tipicamente africane, cioè profili maturi, aperti, rotti qua e là dalle eminenze di antichi rilievi residuali, da isolate alture granitiche, da antiche scarpate d'erosione. L'unica zona accidentata è quella centrale compresa tra il Niger e il Benué, il già ricordato Altopiano di Jos, solcato dalle valli che si irradiano verso le depressioni circostanti. Superfici estre mamente piatte si hanno a nord, dove si trovano dune sabbiose fissate dalla vegetazione; il territorio si movimenta verso est, dove si hanno zone collinari e altopiani di rocce cristalline e in qualche caso, come nell'Altopiano di Biu, di rocce basaltiche. La sezione centro-meridionale presenta rilievi solo a ovest della confluenza del Niger e del Benué: caratteristiche intumescenze granitiche conferiscono un aspetto severo al paesaggio. Più a sud il rilievo si spegne progressivamente verso la fascia costiera, profonda in media 60-70 km, nella quale spicca la vasta superficie deltizia del Niger (circa 25.000 km 2 ), che ha un fronte di 350 km ed è solcata da numerosi rami del fiume, i cosiddetti Oil Rivers, "fiumi dell'olio", perché attraversano una zona ricca di palme da olio. Al di fuori del delta la fascia costiera è orlata da lagune (la maggiore è quella di Lagos), che continuano quelle del litorale guineano.

 

Clima. Più che dalle componenti morfologich e, la varietà delle condizioni ambientali è determinata, in Nigeria, soprattutto dal clima. Esso varia da sud a nord secondo le modalità proprie delle vaste superfici continentali soggette ai ritmi stagionali alternati degli influssi delle masse d'aria marittime e continentali. Si hanno inverni asciutti ed estati piovose, con il progressivo attenuarsi verso nord degli apporti umidi oceanici. A questi è invece costantemente soggetta la fascia costiera e in particolare la regione deltizia del Niger, carat terizzata da un clima di tipo equatoriale. La stagione delle piogge dura da 4 a 7 mesi nella regione compresa tra i paralleli di 11° e 8° (da maggio o da giugno a settembre o a ottobre); dopo questo periodo succede la lunga stagione a sciutta legata all'influsso dell'anticiclone sahariano che genera venti caratteristici, secchi, come l'harmattan. A sud di questa fascia la stagione piovosa dura circa 7 mesi. Nella zona costiera a clima equatoriale infine le piogge sono omogeneam ente distribuite nel corso dell'anno, pur attenuandosi un poco nei mesi invernali. Nell'insieme dell'annata le precipitazioni raggiungono qui i 2.500 mm; nella fascia intermedia oscillano tra i 1.000 e i 1.500 mm; infine nella fascia settentrionale passa no dai 1.000 ai 500 mm verso nord. Per quanto riguarda i valori termici, si passa dalle medie equatoriali dei 25-26 °C della fascia costiera, ai 26-30 °C delle zone intermedie, in cui le oscillazioni sono più sensibili; nella parte settentrionale, infine, ai valori massimi di 38-41 °C si oppongono le medie minime di 13-16 °C. I massimi si verificano qui nell'imminenza della stagione delle piogge (aprile).

 

Flora. Alle variazioni zonali del clima si adeguano quelle vegetali. In linea ge nerale predomina a sud una fascia forestale a clima equatoriale, caratterizzata dalla foresta sempreverde, ombrofila, ricca di specie, che nelle zone meno umide si rischiara e associa alberi a foglie caduche; nella zona deltizia si ha una vegetazione di ambiente anfibio e vaste formazioni di mangrovie ingombrano gli sbocchi fluviali. Nella fascia intermedia prevale la savana arborata (o foresta-parco), alternata, nelle zone degradate, a prateria ad alte erbe e a fasce di foresta a galleria lungo i fiumi. Nel nord la savana diviene erbosa, interrotta da gruppi di alberi propri della regione sudanese, come baobab, acacie ecc.

 

Idrografia. L'idrografia della Nigeria è sostanzialmente riducibile al Niger e al suo importante tributario, il Benué. I due fiumi entrano nel Paese l'uno dallo Stato del Niger, l'altro dal Camerun, unendosi a Lokoja; da qui il Niger volge decisamente a sud, ma nonostante il considerevole volume delle sue acque, per la scarsa pendenza, il continuo accumulo dei b anchi di sabbia fa sì che, passata Onitsha, cominci il vastissimo delta. Le piene corrispondono alla stagione (estiva) delle piogge; mentre il Niger, volgendo il suo alto corso incassato nello zoccolo cristallino, è frequentemente interrotto da rapide e perciò non ovunque navigabile, il Benué, è interamente navigabile durante il periodo delle piene. Per il resto, la Nigeria tributa a nord-est al Lago Ciad tramite il fiume Komadugu , e a sud all'Oceano Atlantico mediante brevi corsi d'acqua.

Ambiente umano

Testo completo:

Le divisioni climatiche impongono i loro condizionamenti anche al popolamento e all'organizzazione umana. Da sud a nord mutano in Nigeria i gruppi etnici, le loro attività, il loro rapporto con l'ambiente. Varia anche in misura sensibile la densità umana. Tutto ciò è il portato di un secolare assestamento, sul quale hanno inciso però in passato i traffici commerciali che, lungo la via del Niger, hanno tenuto legate le popolazioni nigeriane con quelle sudanesi e, attraverso il Sahara, persino con quelle mediterranee. Proprio a questi traffici si deve il fiorire di quelle civiltà africane (Benin, Ife ecc.) che valorizzarono le risorse locali e che crearono quelle aree di popolamento e quei forti gruppi etnici che caratterizzano ancor oggi la geografia umana della Nigeria.

 

Gruppi etnici. Uno dei gruppi più importanti è quello degli Ibo (18%), popolazione semibantu dell'area forestale guineana, notevolmente evoluti in senso economico-commerciale , concentrati soprattutto presso il delta del Niger (zona degli Oil Rivers). Pressoché uguale consistenza numerica hanno gli Yoruba (21%), popolazione di tipo sudanese, dinamica, in larga parte dedita oggi al commercio e alle attività urbane; sono stanziati a ovest del Niger, negli altopiani che da essi prendono il nome, dove sorgono le loro popolose città. Gruppo parimenti numeroso è quello degli Haussa (21%), che dominano nel nord. A fianco degli Haussa vivono i Fulbe (o Fulani, 11%), dediti al l'agricoltura e, soprattutto, all'allevamento bovino. A questi gruppi principali se ne affiancano vari altri affini, anche di notevole consistenza come gli Ibibio (5,6%) e gli Edo (3,4%), nonché gruppi paleonegritici o marginali come gli Jos, nell'altopi ano omonimo, i Tiv (2,2%) e i Nupe (1,2%) nella sezione mediana tra Haussa e Yoruba, gli Ekoi nell'area montuosa al confine con il Camerun; nella zona del Lago Ciad vivono invece i Kanuri (4,2%), che hanno conservato l'antica struttura feudale arabo-berb era.

 

Struttura sociale e distribuzione. L'organizzazione politica ed economica moderna, sebbene non riesca a eliminare tanto facilmente il tribalismo, determina un inevitabile mescolamento umano, con migrazioni interne di notevole cons istenza, come quelle che hanno portato numerosi Ibo dalle sovrappopolate regioni del sud verso il nord. Un fenomeno caratteristico è oggi comunque il rafforzamento politico e sociale, oltre che demografico, dei gruppi più forti economicamente, il che è a ll'origine di una nuova discriminazione etnica. L'aumento demografico, sia pure in misura diversa, oggi interessa un po' tutto il Paese, che negli ultimi decenni ha visto la popolazione crescere con un ritmo elevato. Calcolata nel 1931 in 20 milioni, al censimento del 1991 la popolazione, che comprende alcune decine di migliaia di bianchi (europei, levantini), ammontava a 88,5 milioni di abitanti. La distribuzione della popolazione tende a decrescere da sud verso nord in rapporto all'attenuarsi della pi ovosità. Se si guarda all'attuale divisione in Stati, si vede che le maggiori densità si hanno intorno ai grandi centri urbani, i poli del tessuto territoriale del Paese: Lagos , Kano, Ibadan, Enugu , con medie tra 100-200 abitanti/km 2 .

 

Urbanesimo. Le attività commerciali innestate dal colonialismo hanno attivato il tessuto urbano e territoriale preesistente specializzando economicamente le diverse parti del Paese, che ancor oggi si può a grandi linee ripartire in tre fondamentali belts: quello della palma da olio, nella zona sud-orientale e del delta del Niger, quello del cacao nella regione sud-occidentale, quello dell'arachide e del cotone del nord. Al servizio di queste aree a specializzazione agricola si è sviluppato un urbanesimo che ha portato a un ulteriore coagulamento umano nelle zone già densamente popolate e con esso la formazione di una maglia urbana molto fitta nel sud, dilatata nel centro, pure rada ma più robusta nel nord. Nuovi centri urba ni suscitati dalle moderne aperture commerciali sono sorti sulla costa, tra cui Lagos, l'ex capitale, è tipica città di creazione coloniale, sbocco primario sul mare della Nigeria, ben allacciata all'interno del Paese; altro importante centro portuale, sul lato orientale, è Port Harcourt, con più di 410.000 abitanti. Nel complesso l'urbanesimo in Nigeria ha uno sviluppo eccezionale per l'Africa subsahariana (naturalmente esclusa la Repubblica Sudafricana), frutto anche di un elevamento sociale che, indo tto dalla politica inglese, non ha esempi quantitativamente eguali in altre parti dell'Africa occidentale.

 

Centri urbani. La popolazione urbana risiede in città di dimensioni notevoli, anche se la vita urbana che vi si svolge non ha la complessità economica e sociale delle città del mondo occidentale, a parte Lagos, metropoli dal volto moderno, nettamente europeizzata nella parte finanziaria e amministrativa, ben distinta dalla vecchia cittadella inglese e dai sobborghi residenziali che si prolungano in vaste bidonvilles. Lagos, che nel suo schema urbanistico e nella diversificazione socio-economica dei vari settori da cui è formata è abbastanza esemplare dell'urbanesimo africano, è la maggiore città "nera" dell'Africa ed è seguita nell'ordine da Ibadan, Ogbomosho, Kano, Abeokuta, Ilorin, Oshogbo, Ilesha, Maiduguri, Ado-Ekiti, Enugu, Kaduna, Port Harcourt , Iwo, Mushin, Onitsha, Zaria , tutte con oltre 300.000 abitanti. Numerosi sono poi i centri di medie dimensioni, che fungono da centri commerciali e amministrativi di territori rurali. Qui la popolazione vive per lo più in villaggi, che assumono forme diverse passando dal nord e dal centro, dove domina l'aggruppamento di capanne circolari, al sud, dove le capanne a pianta rettangolare tendono ad allinearsi lungo le strade.

Aspetti economici

Testo completo:

Profilo generale. La Nigeria occupa un posto di primo piano fra gli Stati africani grazie alla vastità del suo territorio, alle molteplici risorse agricole e minerarie (a cominciare dal petrolio), al considerevole peso demografico: è infatti di gran lunga il più popolato Paese del continente, un vero e proprio "gigante" dell'Africa. La forza della Nigeria poggia quindi eminentemente sulla capacità politica di aver saputo sinora conservare la propria unità. In effetti, dopo l'indipendenza, l'economia nigeriana ha registrato continui e sensibili sviluppi; tuttavia i pur innegabili progressi non hanno colmato i preesistenti squilibri territoriali, economici, sociali e religiosi, che a grandi linee contrappongono un nord musulmano e globalmente più povero e arretrat o a un sud cristiano in via di massima più ricco, dinamico e moderno. Al contrario, il boom economico apportato dal petrolio ha accentuato tali fratture anche perché la politica economica perseguita dal governo è stata aperta alle sollecitazioni di tipo neocoloniale, assai disponibile nei confronti degli investimenti stranieri, volta a un'industrializzazione molto spesso del tutto estranea alle autentiche necessità del Paese; del pari le crescenti importazioni sono andate sovente ad alimentare il facile consumismo delle categorie emergenti, imprenditoriali e mercantili, nonché dell'alta borghesia di Stato. L'enorme afflusso valutario apportato dal petrolio (che oggi concorre per oltre il 90% al valore complessivo delle esportazioni) non solo ha determinato una drammatica crisi del settore agricolo, ma altresì ha provocato un vertiginoso aumento del costo della vita e un massiccio esodo rurale; le città sono cresciute oltre misura, contrassegnate ormai dalla presenza di grandi masse di disoccupa ti e sottoccupati, portatori di crescenti tensioni sociali.

 

Iniziative statali. A partire dalla metà degli anni Settanta il governo ha dato avvio a una serie di iniziative miranti a portare un freno alle distorsioni causate dai troppo facili "redditi del petrolio", a limitare le eccessive intromissioni del capitale straniero e a promuovere un più equilibrato sviluppo dell'economia nel suo complesso. A seguito di una fondamentale legge votata nel 1974, la partecipazione nigeriana alle società straniere operanti nel Paese deve rappresentare almeno il 40% del capitale (per il settore petrolifero, di competenza statale e cui sovraintende la Nigerian National Petroleum Corporation , la partecipazione governativa è maggioritaria); nel 1980 veniva lanciata la cosiddetta "rivoluzione verde" con l'intento di riportare in breve la Nigeria all'autosufficienza alimentare. Quanto all'industria, un tempo basata eminentemente sulla trasformazione di materie prime importate o sull'assemblaggi o di componenti anch'essi di provenienza estera, oggi l'obiettivo primario è rappresentato dall'incremento delle varie attività collegate con l'agricoltura, dallo sfruttamento delle risorse minerarie e forestali, e dalla lavorazione delle materie prime nazionali.

 

Agricoltura. La percentuale degli addetti all'agricoltura è piuttosto elevata; ciò comprova la scarsa redditività di tale settore, che per di più risente degli effetti negativi di una struttura della proprietà fondiaria eminentemente basata su appezzamenti medio-piccoli, nei quali risulta più ardua l'introduzione di adeguati processi di meccanizzazione e di razionalizzazione delle tecniche colturali. Si hanno, come in tutta l'Africa, un'agricoltura di sussistenza, che provvede alle necessità alimentari della popolazione, e un'agricoltura commerciale; quest'ultima ha grandi possibilità di sviluppo anche per la varietà delle colture che si possono praticare nel Paese. Si coltivano soprattutto il sorgo e il miglio, che coprono oltre 1/3 dell'arativo e sono diffusi particolarmente nelle aree savaniche del centro e del settentrione del Paese, il mais, presente nella zona occidentale, e il riso, che prospera specialmente nella fascia meridionale più umida; sempre nel sud si coltiva la patata, mentre la manioca, che insieme ai cereali è l'alimento basilare e tradizionale, è diffusissima ovunque. L'agricoltura di tipo commerciale è sostenuta dal governo mediante i Commodity Boards, i quali fissano i prezzi base e sono preposti alla vendita dei prodotti controllati: cacao, caffè, tè, arachidi e altre oleaginose, cotone, derivati dalla palma da olio e da cocco, caucciù ecc. La Nigeria è il terzo produttore mondiale di olio di palma dopo la Malaysia e l'Indonesia, che interessa naturalmente soprattutto la zona degli Oil Rivers , cioè il delta del Niger. Molto redditizia è anche la coltivazione del cacao, benché la Nigeria sia passata da secondo a quinto produttore mondiale; in aumento è invece la produzione delle arachidi, coltivate prevalentemente nel Nord del Paese. Nel Nord è parimenti diffusa la cotonicoltura; coltivazioni minori, ma pur sempre importanti, sono quelle del caffè, di alcune oleaginose come la soia e il sesamo, della canna da zucchero, della palma da cocco, del tabacco, delle banane, di talune spezie (pepe, zenzero).

 

Foreste. La Nigeria è uno dei Paesi africani ricchi anche in campo forestale; circa il 15% del ter ritorio nazionale è ricoperto da boschi e foreste, ma solo nel sud sono diffuse essenze pregiate come il mogano, l'obeche e l'abura . Il legname viene avviato soprattutto a Sapele (dove è altresì in parte lavorato),porto sul fiume Benin raggiungibile anche da navi oceaniche. Nella zona di Benin City si hanno piantagioni di hevea , che alimentano una discreta esportazione di caucciù.

 

Allevamento. Anche l'allevamento costituisce una notevole fonte di ricchezza; è concentrato nelle savane e nelle steppe del nord, dov'è praticato eminentemente dai Fulbe; tuttavia solo in casi molto limitati è condotto con tecniche razionali; carente è anche l'organizzazione commerciale, priva di adeguati impianti di macellazione e di conservazione delle carni. Predominano i caprini, di cui la Nigeria è il maggior produttore africano, i bovini, che tradizionalmente non superano verso sud determinati limiti per la presenza della mosca tsè-tsè, i volatili da cortile e gli ovini. Nel Nord si allevano inoltre cavalli, asini, cammelli, mentre nel Sud vi è un discreto contingente di suini, la cui carne, come è noto, è invece vietata ai tradizionali allevatori del Nord, musulmani.

 

Pesca. Le acque nigeriane sono ricche di pesci, ma la flotta è tuttora troppo esigua e insufficientemente attrezzata per s fruttare appieno tale risorsa; soprattutto manca un'adeguata industria conserviera.

 

Risorse minerarie. Le risorse minerarie, e in particolare il petrolio, sono alla base dello sviluppo accelerato dell'economia nigeriana registrato negli ultimi anni. Il primo pozzo fu scavato nel 1956 nel delta del Niger; la zona deltizia è tuttora la più ricca di giacimenti (a Kokori, Bomu, Oloibiri, Krakama ecc.). L'attività petrolifera è svolta da varie società straniere, come la Shell, l'ENI, la Mobil, la Chevron ecc., sulla base di ben precisi accordi con la Nigerian National Petroleum Corporation; l'estrazione di petrolio è notevole, ma è scesa dai 115 milioni di t del 1979 ai poco più di 90 milioni odierni. La caduta della richiesta di petrolio dal 1981 ha significato per la Nigeria una crisi economica gravissima, ha compromesso il risultato della "rivoluzione verde" (1980) programmata per l'incremento dell'agricolt ura, ha causato indebitamento con l'estero e ha richiesto un piano di austerità dal 1983 per affrontare una situazione che vede un elevato tasso di disoccupazione. Per difendersi la Nigeria produce più petrolio di quanto prevede il piano OPEC e negli ultimi anni le entrate sono leggermente aumentate. Il grezzo è in parte avviato all'esportazione, in parte raffinato negli impianti di Port Harcourt, di Warri, di Alesa Eleme e di Kaduna. Parimenti cospicua è l'estrazione di gas naturale. Nel Paese si sfruttano inoltre, già da tempo, altri minerali, principalmente lo stagno; l'attività estrattiva prese avvio agli inizi del secolo scorso nell'Altopiano di Jos, estendendosi poi alla zona di Kano. Anche l'estrazione della columbite nell'Altopiano di Jos, utilizzata per la preparazione di acciai speciali, è scesa. Altri prodotti del sottosuolo sono il carbone, presente con vari giacimenti nella zona di Enugu, il ferro, lo zinco, il piombo, l'oro, l'uranio. Nonostante il crescente ruolo svolto dal petrolio nell'economia nazionale, l'energia elettrica nigeriana è ancora in massima misura di origine idrica, grazie soprattutto alla grande centrale costruita a Kainji, sul fiume Niger.

 

Industria. La maggior parte dell'energia elettrica è utilizzata nelle aree meridionali del Paese, dove al più marcato urbanesimo si aggiunge una ormai consistente presenza delle industrie, per lo più manifatturiere, che cercano di soddisfare le richieste dei beni di più largo consumo. Nell'attuazione dell'ambizioso programma governativo, che prevede un miglior utilizzo dei provent i del petrolio per poter promuovere uno sviluppo di più ampio respiro, l'industrializzazione del Paese acquista ovviamente un ruolo determinante. Rispetto ad altri Paesi a economia emergente, la Nigeria presenta il vantaggio di poter contare per la propr ia industrializzazione sia su un ampio mercato interno sia sulla possibilità di trovare facili acquirenti dei suoi prodotti nell'area della Comunità Economica degli Stati dell'Africa Occidentale (ECOWAS), fondata proprio a Lagos nel 1975. Importante è l' industria tessile, specie la cotoniera, che annovera diversi stabilimenti e lavora materia prima nazionale; altre attività industriali sono le manifatture dei tabacchi, gli oleifici (olio di palma e di arachide), le fabbriche dei succhi di frutta, i birrifici, i complessi per la lavorazione del legno, i calzaturifici, le fabbriche di pneumatici ecc. La rapida urbanizzazione ha determinato una forte crescita nella richiesta di cemento e in genere di materiali per l'edilizia: quello delle costruzioni è anzi un settore trainante dell'economia nigeriana. Del pari in espansione è l'industria legata all'attività mineraria: oltre alle citate raffinerie di petrolio si hanno varie fonderie di stagno, un impianto per la produzione di alluminio a Port Harcourt, i complessi siderurgici di Aladja e di Ajaokuta, cui si affiancano numerosi impianti che lavorano i rottami di ferro; ancora carente è invece l'industria meccanica, rappresentata per lo più da stabilimenti per il montaggio di autoveicoli nonché di apparecchi radiofonici e televisivi.

 

Comunicazioni. Le vie di comunicazione, senz'altro buone per un Paese africano e al cui potenziamento il governo ha destinato cospicui investimenti, sono rappresentate da una rete stradale di 193.000 km, di cui 37.000 asfaltati, e da una rete ferroviaria non trascurabile di oltre 3.500 km. La fondamentale arteria stradale unisce Lagos alla popolosa regione degli Yoruba, prosegue poi verso nord così da toccare Kaduna e Kano e continua il suo percorso nella Repubblica del Niger; del pari attraversa il Paese da sud a nord la strada che collega Port Harcourt con l'Altopiano di Jos. Le principali linee trasversali sono: quella meridionale da Lagos a Onitsha e al Camerun e quella settentrionale da Kano al Ciad. Alle direttrici stradali meridiane si affiancano quelle ferroviarie, che da Lagos e da Port Harcourt si raccordano con Kaduna, Kano e Nguru, al confine con il Niger, mentre da Kaduna si diparte un tronco per Maiduguri, presso il confine con il Ciad. Importante è la navigazione sui fiumi Niger e Benué (oltre 6.400 km), benché i rispettivi corsi superiori non si prestino ovunque e sempre al traffico, che comunque deve s volgersi con modeste imbarcazioni. Gli sbocchi al mare sono costituiti soprattutto dai due grandi porti di Lagos e di Port Harcourt, di recente potenziati; seguono per importanza lo scalo di Calabar e il cosiddetto complesso dei "porti del delta", che in clude i porti eminentemente petroliferi di Bonny, Warri, Sapele ecc. Una buona rete aerea (compagnia di bandiera è la Nigeria Airways ) assicura rapidi collegamenti sia all'interno della Nigeria sia con vari Paesi africani, europei e asiatici, nonché con gli Stati Uniti; aeroporti principali, tutti internazionali, sono quelli di Lagos, Kano, Calabar, Ilorin, Port Harcourt e Sokoto.

 

Commercio. Per antica tradizione le attività commerciali hanno un ruolo di grande rilievo nella vita del Paese; gli scambi interni si svolgono principalmente tra il Nord e il Sud, che hanno produzioni diverse; vivacissimi sono ormai quelli con l'estero grazie al denaro che affluisce dalla vendita del petrolio. Altre merci d'esportazione, però molto meno importanti, sono il cacao, le noci e l'olio di palma, lo stagno, il caucciù, le pelli e il cuoio; le importazioni sono soprattutto rappresentate da macchinari e mezzi di trasporto, prodotti industriali varie generi alimentari. La bilancia commercia le, grazie al petrolio, è largamente attiva; l'interscambio si svolge prevalentemente con gli Stati Uniti; seguono la Gran Bretagna, la Germania, la Spagna e l'Italia.

Storia

Testo completo:

Le prime tribù e l'esplorazione europea.

 

Poco si sa delle vicende storiche della Nigeria del Sud prima dell'arrivo dei portoghesi. Le regioni costiere furono forse sedi, da tempi remoti, di tribù nere, mentre le aree più interne e in particolare quelle corrispondenti alla Nigeria del Nord furono in varie epoche meta di emigrazioni e punto d'incontro di genti arabe, camitiche e negroidi.

L'Islam cominciò a diffondersi in questa vasta zona tra la fine del sec. XII e l'inizio del XIII influenzandola profondamente sia sotto il profilo religioso sia sotto quello politico e culturale. La potenza del regno di Kanem raggiunse d'altro canto – a partire dal 1000-1100 d. C. – anche quelle contrade dove le genti haussa avevano dato vita a numerose città-Stato come Kano, Zaria, Katsina, Daura, Gobir, Rano. Col trasferimento del regno di Kanem a occidente del lago Ciad e col suo assorbimento in quello di Bornu, fu quest'ultimo a estendere la sua influenza sugli emirati haussa a oriente, mentre l'impero Songhai faceva sentire il peso della sua espansione sugli stessi emirati a occidente. Kano, Katsina e Gobir furono, a loro volta, lacerati da ricorrenti guerre intestine fino all'avvento della “guerra santa” lanciata all'inizio del 1800 da ʽOsman dan Fōdio e dai suoi successori.

Nelle regioni meridionali si andarono sempre più evidenziando, a occidente del corso inferiore del Niger, le popolazioni yoruba, e a oriente le popolazioni ibo e ibibio. Le prime avevano dato vita, fin dai sec. XIII-XIV, a regni o imperi caratterizzati da un elevato livello organizzativo e culturale (come i regni di Ife, Benin, Oyo) spesso in lotta per il reciproco predominio. Gli ibo restarono invece divisi in numerosissimi clan privi d'un solido potere centrale. I portoghesi stabilirono, fin dalla loro comparsa su quelle coste nella seconda metà del sec. XV, rapporti con le popolazioni native che furono flagellate nei secoli successivi dalla tratta degli schiavi praticata dai negrieri europei con la connivenza dei capi locali.

Dopo l'Atto del 1807 col quale la Gran Bretagna proclamò l'abolizione della tratta, la flotta inglese iniziò una decisa azione contro le navi negriere sostituendo in quelle regioni al commercio degli schiavi il commercio di materie prime e prodotti locali. Il ciclo delle grandi esplorazioni, iniziato alla fine del sec. XVIII da Mungo Park con la scoperta del corso dell'alto Niger, ebbe poi quali protagonisti principali nella Nigeria Denham e Clapperton (che, attraverso il Sahara, raggiunsero nel 1823 il Bornu), Lander e Barth. A ciò si accompagò una coraggiosa attività missionaria. Nel 1849 John Beecroft fu nominato console per la regione del delta e nel 1861 Lagos venne dichiarata colonia inglese (Conferenza di Berlino, 1884-85). Per iniziativa di sir George Goldie nacque nel 1886 la Royal Niger Company che estese l'influenza britannica dalla costa alle regioni settentrionali avvalendosi dell'opera di F. Lugard. Nel 1897 fu conquistata Benin e il 1º gennaio 1900 (anche a causa di crescenti difficoltà internazionali) le competenze della Royal Niger Company furono rilevate dal governo inglese che nominò Lugard alto commissario del Protettorato della Nigeria del Nord. Nel 1914 le regioni settentrionali e meridionali della Nigeria furono amalgamate in un'unica amministrazione, mentre fu istituito un Consiglio Legislativo nell'antica colonia di Lagos. Numerosi fermenti politici vivacizzarono le regioni meridionali tra i due conflitti mondiali, e importanti modifiche costituzionali furono introdotte dopo il 1945.

 

Popolazione

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Popolazione totale: 158423182
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Popolazione urbana (%): 49,63
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Gruppi etnici:

Haussa e Fulani 29%, Yoruba 21%, Igbo 18%, Ijaw 10%, Canuri 4%, Ibibio 3,5%, Tiv 2,5%

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Lingue:

Inglese (ufficiale), Haussa, Yoruba, Igbo e Fulani

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Religioni:

Musulmani 50%, Cristiani 40%, Animisti 10%

Demografia

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Tasso di crescita: 2,50
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Tasso di natalità: 40,41
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Tasso di mortalità: 15,06

Media dell'area geografica: 12.313125014305 (su un totale di 16 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 103,90
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Tasso di mortalità infantile maschile: 114,90
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Tasso di fecondità totale: 5,61
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Rapporto tra i sessi: 102,53
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,06
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Età mediana: 18,47
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Aspettativa di vita maschile: 49,50
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Aspettativa di vita femminile: 51,03

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 153

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 244,05
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 414,03
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Tasso di crescita annua: 7,40
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 1.522,06
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 2.582,18
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 33
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 39
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 28
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): 8761
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Tasso di corruzione: 27
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Debito pubblico (%/PIL): 10,38
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Tasso di inflazione : 10,33
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Tasso di disoccupazione: 23,90
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Debito estero (milioni di $): 13.107,60
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Saldo migratorio: -300000
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 1280
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 2290
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 64

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 71
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Tasso diffusione HIV (stima) : 3,60
(?)
Diffusione contraccettivi (%): 15
(?)
Diffusione assistenza prenatale (%): 58
(?)
Assistenza specializzata al parto (%): 39
(?)
Tasso di mortalità materna: 840
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 75
(?)
Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 42
(?)
Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 58
(?)
Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 36
(?)
Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 28
(?)
Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 32

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 65
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 78
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 60
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 66
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 60
(?)
Tasso frequenza scuola primaria maschile: 65
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 22
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 29
(?)
Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 43
(?)
Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 45

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 34,11
(?)
Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 0,44
(?)
Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 58,58
(?)
Numero reti televisive: 3
(?)
Utenti internet ogni 100 abitanti: 28,43

Trasporti

(?)
Aeroporti:

53

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Densità stradale (km/100 km²):

 

(?)
Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,4

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Porti:

3

Popoli

La guerra del Biafra 

La volontà di indipendenza da parte delle popolazioni Igbo è sfociata alla fine degli anni Sessanta in una guerra civile che ha causato più di un milione di morti: la Repubblica indipendente del Biafra, proclamata nel 1967 dalle popolazioni igbo, rimase in vita solo fino al 1970, quando venne sconfitta militarmente dal governo nigeriano. Le vicende di quegli anni sono raccontate nel romanzo Metà di un sole giallo, dell'autrice nigeriana Chimamanda Ngozi Adichie.

La Nigeria, con i suoi 150 milioni di abitanti, è il paese più popoloso del continente africano e al suo interno coesistono più di 200 etnie diverse. I gruppi etnici principali sono però tre: gli Hausa al Nord, gli Yoruba a Sud-Ovest e gli Igbo a Sud-est.

Fin dalla sua nascita, lo Stato nigeriano ha vissuto notevoli problemi di equilibrio di potere tra questi tre gruppi: il potere politico e militare infatti è stato spesso in mano alle popolazioni del Nord, mentre a Sud si è concentrato il potere economico.

La divisione tra Nord e Sud si è accentuata nel corso degli ultimi anni con l'inasprirsi delle tensioni religiose tra musulmani, prevalenti al Nord, e cristiani, maggioritari nel Sud del paese. Negli scontri, che hanno provocato negli ultimi anni migliaia di vittime, la componente religiosa viene spesso utilizzata per mascherare conflitti di natura economica e politica.

Territori urbani

In Africa non sono molte le regioni in cui le città hanno avuto un'origine autonoma, indipendente da interventi esterni. La Nigeria costituisce in questo senso un caso particolare perché ha una delle storie urbane più antiche del continente.

Nel Nord della Nigeria, nella regione Hausa, già dal XII secolo si è sviluppato un sistema di città-stato organizzato intorno a vie commerciali che mettevano in comunicazione le foreste del Golfo di Guinea con il Nord Africa e il bacino del fiume Niger con quello del Nilo. Ancora oggi questa regione ospita molti centri urbani importanti, tra i quali spicca la città di Kano, che ha una popolazione di circa 2,5 milioni di abitanti.

Nella regione sud-occidentale del paese invece si è sviluppato, a partire dall'anno 1000 il sistema di città Yorouba. La città principale, Ibadan, è oggi la seconda città del paese, abitata da oltre 5 milioni di persone.

Stazione degli autobus a Lagos

La città principale è Lagos, che con i suoi 10 milioni di abitanti è una delle città più grandi del mondo.

La grande crescita di questi centri urbani pone problemi molto rilevanti in merito alla gestione della popolazione che arriva in città. Leggi la scheda dell'architetto Alberto Arecchi sull'urbanizzazione di Africa e sugli insediamenti precari.

Territori rurali

Nelle aree rurali nigeriane ci sono ancora importanti problemi di accesso al cibo. Il governo nigeriano negli ultimi anni ha però elaborato una strategia specifica che ha portato a importanti miglioramenti in questo settore. Le Nazioni Unite hanno fissato come primo degli Obiettivi del Millennio quello di dimezzare entro il 2015 la percentuale di persone sottonutrite. La Nigeria non ha ancora raggiunto questo traguardo, ma ha fatto notevoli passi in avanti in questa direzione.

Come per molti altri paesi africani, uno dei problemi dei villaggi nigeriani è l'accesso all'energia elettrica. Lo Stato, infatti, sino ad oggi non è stato in grado di diffondere la rete elettrica nei villaggi. Per questa ragione sono stati realizzati diversi progetti per promuovere la produzione di energia elettrica direttamente nei villaggi attraverso l'uso di pannelli solari.

Anche l'accesso alle informazioni è uno dei problemi principali dei territori rurali. La FAO, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per il Cibo e l'Agricoltura, ha promosso anche un progetto per favorire la comunicazione nei villaggi rurali attraverrso la realizzazione e la diffusione di una radio rurale.

Flora, fauna e attività umane

La flora e la fauna della Nigeria variano in modo evidente nelle diverse aree climatiche, dal Nord asciutto fino al Sud umido, caratterizzato da un clima equatoriale. Al nord la vegetazione è quella della fascia saheliana-sudanese. Al sud invece si trova la vegetazione tipica delle aree umide tropicali, con le foreste pluviali e, in particolare, vicino al mare, quelle di mangrovie.

Al nord l'ecosistema è minacciato dalla desertificazione, a sud invece è l'eccessivo sfruttamento delle risorse, soprattutto petrolifere, che costituisce il principale pericolo ambientale.

In Nigeria esistono molte aree aree protette, tra Parchi Nazionali, Riserve Naturali e Aree Venatorie, tra i quali i più noti sono forse il parco Yankari e il Gashaka-Gumti.

Nel parco Gashaka-Gumti sono state condotte ricerche sul linguaggio dei primati: le scimmie dal naso bianco (v. foto) sembrano infatti essere in grado di comunicare verbalmente attraverso semplici frasi.

 

Giochi

Leggi la presentazione di un gioco nigeriano.

Anche in Nigeria, come in tutta la regione del Golfo di Guinea, si trova il gioco della semina. Questo gioco ha nomi diversi nei diversi paesi africani e nella lingua Yoruba viene chiamato di Ayo. Si gioca in due persone, con 48 grandi semi e 12 buche, 6 davanti a ogni giocatore. Lo scopo del gioco è catturare il maggior numero di semi all'avversario.

 

Lo sport

La Nigeria partecipa dal 1952 alle Olimpiadi e ha ottenuto in totale 23 medaglie di cui due d'oro, entrambe nel 1996, nel calcio e nel salto in lungo femminile.

Obafemi Martins

La nazionale di calcio della Nigeria è considerata una delle più forti del continente: oltre alle Olimpiadi del 1996 ha vinto anche due edizioni della Coppa d'Africa (1980 e 1994) e si è qualificata per gli ottavi di finale della coppa del mondo di calcio nel 1994 (eliminata dall'Italia) e nel 1998 (eliminata dalla Danimarca).

I calciatori più forti, come spesso accade nel calcio africano, giocano nei club europei, soprattutto inglesi. In Italia hanno giocato o giocano calciatori come Nwankwo Kanu, due volte pallone d'oro africano, Obafemi Martins, Stephen Makinwa e Victor Obinna.

 

Feste

Il Durbar a Kano

Il 1° ottobre di ogni anno la Nigeria festeggia l'Indipendenza raggiunta nel 1960.Accanto a questa festa civile vi sono tuttavia diverse feste religiose e tradizionali.

 

Cristiani della Nigeria 

In molti paesi africani la libertà di religione non esiste, in particolare per chi professa la religione di Gesù Cristo. In Nigeria, la situazione dei cristiani è particolarmente delicata e complessa. Le tensioni e la conflittualità tra cristiani e musulmani sono drammaticamente aumentate dopo che, dal novembre 1999, la sharia è stata introdotta in 12 Stati.

Come in tutte le regioni islamiche, anche in Nigeria si festeggia Aid al-Adha, la grande festa musulmana chiamata tabaski in Africa occidentale.

 

In Nigeria, in corrispondenza delle festività islamiche più importanti, si celebra anche il Durbar, una parata tradizionale di cavalieri, forte soprattutto nelle regioni settentrionali.

Reti stradali e ferroviarie

La Nigeria è celebre anche per i suoi interminabili ingorghi di automobili. I "go slow", come sono chiamati popolarmente, sono diventati quasi un simbolo a Lagos, tanto da diventare il soprannome anche dell'ex Presidente Yar'Adua, celebre per la lentezza nel prendere iniziative.

All'interno di questi ingorghi si sono inseriti migliaia di venditori ambulanti che approfittano delle soste per fare commercio. Guarda un video.

Taxi collettivo

Le infrastrutture stradali e ferroviarie sono carenti e i servizi di trasporto pubblico sono del tuitto insufficienti a gestire il traffico quotidiano di persone e di merci di questo grande paese. Per questa ragione anche in Nigeria hanno un grande successo i taxi collettivi (minibus o Peugeot 504) che, a un prezzo leggermente superiore a quello dei bus, permettono di raggiungere le principali centri del paese. Naturalmente, come in tutta l'Africa, questi mezzi privati partono quando il mezzo è completo e viaggiano di norma carichi fino all'inverosimile.

Monete e banconote

Dal 1973, quando è stata sostituito il sistema coloniale della lira nigeriana, la moneta della Nigeria è il Naira. Il Naira viene poi suddiviso in 100 kobo.

Il cambio del Naira è variabile, ma nel 2010 100 naira valgono circa 50 centesimi di euro.

La moneta nigeriana è oggi considerata sopravvalutata e questo fatto favorisce le importazioni dall'estero, ma penalizza le esportazioni delle imprese nigeriane.

Arte tradizionale e moderna

La Nigeria possiede uno straordinario patrimonio artistico antico, esito di una storia millenaria in cui si sono incontrati popoli diversi con culture profondamente diverse.

Scultura nok

Il primo periodo artistico di rilievo è quello legato alla cultura Nok che ha prodotto i più antichi manufatti artistici subsahariani giunti fino a noi, sculture in terracotta che rappresentano soprattutto figure di animali. Questa prodotti artistici possiedono già una grande raffinatezza estetica, soprattutto nella rappresentazione degli occhi e delle capigliature.

Un secondo periodo di fioritura artistica può essere collocato tra il IX e l'XI secolo ed è legata alla cultura Igbo-Ukwu. In questo caso si tratta perlopiù di oggetti in bronzo, caratterizzati da una grande padronanza tecnica e da una notevole cura degli elementi decorativi.

L'arte Ife invece si è sviluppata nella regione Yorouba, nel sud-ovest del paese, tra il XII e XV secolo. Oggetti tipici di questo periodo artistico sono le teste in terracotta e in bronzo, realizzate con grande realismo. L'arte Ife è stata scoperta dagli europei solo all'inizio del XX secolo, ma è ormai riconosciuta a livello internazionale, tanto che nel 2010 il British Museum ha dedicato a questa arte una mostra intitolata "Il regno di Ife". L'arte Ife, da una parte mostra elementi di continuità rispetto alla cultura Nok, dall'altra ha certamente avuto influenze sulla successiva arte del Benin.

L'arte del regno del Benin si è sviluppata tra il XIV e il XVIII secolo, sempre nella parte sud-occidentale del paese. Le sculture di questo periodo artistico, realizzate soprattutto in avorio e in bronzo, si trovano oggi nei principali musei del mondo. Il British Museum custodisce molti manufatti di questo periodo artistico trafugati alla fine del XIX secolo in occasione di una missione punitiva dell'esercito britannico contro la città di Benin City, capitale del regno del Benin.

 

Musiche e danze

La musica tradizionale nigeriana si fonda sugli strumenti tipici dell'Africa occidentale, come lo xilofono e diverse tipologie di tamburi. Tuttavia, la particolare posizione di crocevia tra culture diverse e il ruolo che i popoli nigeriani hanno svolto nella storia africana hanno portato all'interno della musica nigeriana influenze da molte parti dell'Africa, dell'Europa e del continente americano.

La varietà delle culture interne al paese si riflette nella diversità degli stili musicali: nel nord, prevalentemente di cultura islamica è forte l'influenza delle musica tradizionale dell'Africa settentrionale; nella parte meridionale del paese, vicina alla costa, sono state più forti le influenze europee e americane.

Fela Kuti

La Nigeria è la patria dell'afrobeat, lo stile musicale fondato dal sassofonista Fela Kuti negli anni Sessanta mescolando i suoni della musica tradizionale Yoruba con elementi occidentali, derivati soprattutto dalla musica jazz e funk.

Fiabe e racconti

La Nigeria possiede un grande patrimonio di cultura orale, fatto di fiabe, racconti, proverbi e molto altro. Leggi alcune fiabe nigeriane tradotte in italiano.

Chinua Achebe

Il grande scrittore nigeriano Chinua Achebe ha scritto anche diverse fiabe e racconti per bambini. Leggi un breve racconto di Chinua Achebe raccolto nel libro "Racconti dall'Africa".

Cibo, alimentazione e ricette

Riso jollof

La varietà delle culture e dei climi presenti in Nigeria si riflette anche nelle tradizioni alimentari. All'interno del paese troviamo infatti sia i piatti tipici dell'Africa "asciutta", fatta sopratutto di cereali, che la cucina delle aree umide, dove è più facile trovare tuberi come la manioca o l'igname. Ecco una breve scheda prodotta dal CTP "Besta", un Centro Territoriale Permanente per l'Istruzione e la Formazione in Età Adulta che ha sede a Bologna.

Un'ampia raccolta di ricette nigeriane è presente anche sul sito Cookaround.

Testimonianze

Gli scontri politici e religiosi, particolarmente acuti nelle regioni settentrionali del paese colpiscono direttamente e indirettamente molti nigeriani che decidono di conseguenza di emigrare verso l'Europa in cerca di situazioni più sicure. Leggi la testimonianza di un rifugiati residente in Italia.

La strada che molti migranti intraprendono per arrivare in Europa attraversa tutto il deserto del Sahara, passa per la Libia dove i rischi di essere arrestati sono molto alti, e si conclude con la traversata del Mediterraneo, spesso in condizioni disperate. Leggi l'intervista a un immigrato arrivato in Italia.

Il giornalista italiano Fabrizio Gatti ha raccontato questo viaggio in un reportage intitolato "Bilal", edito dalla casa editrice Rizzoli.

Personaggi

Ken Saro Wiwa era un poeta e un intellettuale nigeriano che difendeva i diritti delle popolazioni ogoni dalle aggressioni dello stato nigeriano e delle imprese multinazionali che estraggono il petrolio nelle regioni meridionali del paese. A causa di questa sua battaglia è stato incarcerato e poi giustiziato dal regime militare nigeriano nel 1995. Leggi la sua storia, tratta dal sito Peacelink.

Wole Soyinka

Il più importante scrittore, drammaturgo e intellettuale nigeriano è Wole Soyinka. Anche lui ha subito il carcere sotto la dittatura e da anni ormai vive negli Stati Uniti. Nel 1986 gli è stato conferito il premio Nobel per la letteratura. Leggi la biografia e un'intervista.