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Paesi | Africa | Africa occidentale | Mali

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Bamako
Superficie (km²): 1240190
Densità (ab/km²): 9
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.primature.gov.ml/
Data dell'indipendenza: 22 settembre 1960
Indipendenza da: Francia
Moneta: Franco CFA
Membership:

ACP, AfDB, AU, ECOWAS, FAO, FZ, G-77, IAEA, IBRD, ICAO, ICCt, ICRM, IDA, IDB, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, Interpol, IOC, IOM, IPU, ITSO, ITU, ITUC, MIGA, MINURCAT, MONUC, NAM, OIC, OIF, OPCW, UN, UNAMID, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, UNMIL, UNMIS, UNWTO, UPU, WADB (regionale), WAEMU, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Territorialmente il Mali si estende tra i primi rilievi dell'Africa guineana e i massicci del Sahara centrale. Nella sezione intermedia esso comprende ampie pianure e una caratteristica area depressionaria, quella che ha attratto il corso del Niger, dando origine all'ampio delta interno del fiume. È questa la regione storica del Paese e la più caratteristica: il Macina . Essa si è formata, strutturalmente, per subsidenza, cioè per fenomeni di cedimento crustale caratteristici della massa africana, ed è stata poi colmata via via dalle alluvioni del Niger e del suo maggior affluente, il Bani. Nella sezione centrale del Paese, posta a una quota inferiore ai 350 m, predominano pertanto le coltri alluvionali recenti e pleistoceniche, che formano una piatta e distesa pianura, benché in qualche caso non manchino affioramenti di rocce, antichi Inselberge che emergono dalle alluvioni anche nello stesso delta. Le formazioni rocciose che costituiscono le sezioni settentrionale e meridionale del Paese, alte in media 400-800 m, sono varie. Esse sono in prevalenza sedimentarie e risalgono al Paleozoico, al Mesozoico e al Cenozoico, ere in cui il territorio africano fu sommerso in varie riprese dal mare, un mare epicontinentale che nel Cenozoico era un immenso lago. Le coperture sedimentarie obliterano il substrato archeozoico, un tavolato rigido di rocce cristalline e scistose che affiora sia a nord, nel massiccio dell'Adrar des Iforas , sia a sud, sui rilievi che proseguono quelli guineani. Nelle stesse zone si hanno formazioni granitiche, intrusive, e formazioni effusive connesse ai perturbamenti crustali che avvennero con la nascita della depressione interna. In rapporto a questa costituzione, il territorio maliano presenta una certa varietà di forme legate alla geologia, anche se strutturalmente povero di articolazioni.

 

Bacino del Niger. Il sud è un unico grande versante di debole pendenza rotto da scarpate rocciose e dalle vallate del Niger e dei suoi affluenti. L'area centrale, la vasta pianura costruita dal fiume, è ricca degli elementi propri della morfologia fluviale; presenta un delta fossile e un delta vivo, che all'epoca delle piogge è regolarmente inondato dalle piene del Niger: è un ambiente anfibio, reso mutevole dalla formazione di isole sabbiose instabili, cui contribuisce l'apporto eolico del Sahara. Il delta è delimitato a nord dai primi tavolati sahariani, che il Niger ha intagliato trovandosi uno sbocco verso est e poi verso sud, e dando origine alla grande e c aratteristica ansa, la boucle, che ne fa un fiume dal corso singolare. Dopo Tombouctou (Timbuctù) il Niger scorre tra sponde rocciose, lungo le quali il vento del deserto accumula dune di sabbia. La sezione settentrionale sahariana del Paese è dominata dall'Adrar des Iforas, che non supera i 1.000 m d'altezza, e da altri rilievi; vallate che rappresentano il corso di antichi fiumi sahariani segnano tutta la regione, confluendo nel Niger, cui però oggi non danno più nessun tributo d'acqua. I settori meridionale e sud-occidentale del Paese appartengono idrograficamente ai bacini del Niger e del Senegal; entrambi sono caratterizzati da scarpate rocciose che interrompono il corso dei fiumi.

 

Clima e flora. Il Mali è interessato dal clima a due stagioni, il cui meccanismo è determinato dall'influsso alternato, di tipo monsonico, delle masse marittime tropicali provenienti da sud-ovest e delle masse continentali sahariane. Queste prevalgono su gran parte del Mali, dove, specialmente d'inverno, durante il lungo periodo asciutto, spira il vento caldo del deserto, l'harmattan. Data la posizione geografica, all'interno del continente, il Mali ha temperature elevate tutto l'anno, con medie di 20-25 °C in gennaio e di 27-32 °C in luglio. Assai forti sono le differenze nei valori massimi, specie al nord, dove d'estate nelle ore diurne si possono superare i 50 °C e d'inverno, durante la notte, toccare 0°. Le precipitazioni decrescono via via da sud a nord, e con esse si riduce anche la stagione piovosa, che nella fascia del Sahel (il termine sahel significa sponda e sta appunto a indicare l'area di transizione tra le regioni a clima desertico e quelle a clima di tipo sudanese, più a sud) non supera i 3 mesi. Sulla base delle precipitazioni si hanno diverse caratteristiche fasce zonali nelle quali però le precipitazioni hanno variazioni annuali molto sensibili, con spostamenti di isoiete che, anche negli anni più recenti, hanno lasciato inaridito il sahel e la stessa fascia più meridionale, con conseguenze drammatiche per la vita delle popolazioni locali. Ma prescindendo da queste annate eccezionali, si riconosce a sud la fascia più piovosa, con precipitazioni che superano i 1.000 mm annui (a Bamako 1.100 mm) . È l'ambiente sudanese delle savane disseminate di alberi, con lembi forestali sempreverdi lungo il corso dei fiumi. Nella sezione centrale del delta le precipitazioni oscillano sui 500 mm e si ha una savana rada che da sud e nord via via passa nel sahel, il quale inizia là dove gli ultimi baobab dominano le formazioni arbustive, che poi trapassano in superfici erbose o di radi e bassi arbusti spinosi. Oltre alla isoieta dei 250 mm inizia l'ambiente desertico: essa corre all'incirca all'altezza di Tombouctou, cioè dove il Niger forma il suo caratteristico gomito; la vegetazione di acacie e altre specie xerofile assume dimensioni nane e si raccoglie intorno agli uidian . Tutta l'appendice settentrionale del Paese è inclusa nel Sahara, registrando precipitazioni che non raggiungono i 25 mm annui.

 

Idrografia. L'idrografia del Mali è imperniata sul Niger; circa 1/4 del territorio maliano fa parte del bacino nigeriano, ma si deve tenere conto che molte zone del nord sono assolutamente areiche. Il fiume nasce in territorio guineano da un ampio versante montuoso dove esso irradia i suoi numerosi rami sorgentiferi; principale affluente è il Bani, che si origina nella Costa d'Avorio e scorre parallelamente per centinaia di chilometri prima di raggiungere il Niger già nella zona del delta, la cui superficie inondabile è pari a 54.000 km 2 . Le inondazioni si verificano tra luglio e gennaio, quando cioè si hanno le piene determinate dalle piogge estive sulla fascia guineana, piogge che interessano anche una vasta area del Paese. Con gennaio inizia la fase di ritiro e allora si scoprono ampie distese erbose, che subito diventano pascolo per migliaia e migliaia di bovini, i quali si alimentano con una caratteristica graminacea anfibia, il bourgou 3/s (ai primi di maggio) e massimi di 9.700 m3/s (ai primi di agosto). Il Niger scorre per poco meno di 1.800 km (su complessivi 4.160) in territorio maliano ed è quasi interamente navigabile. Meno importante per il Mali è il Senegal, che attraversa per 600 km la sezione sud-occidentale del Paese, con i due rami sorgentiferi, il Bafing. Le inondazioni sono fenomeni legati al processo di colmamento alluvionale della depressione e si spiegano col fatto che la pianura attraversata dal fiume ha pendenze debolissime: tra Koulikoro e Kabara, cioè per circa 1.000 km, il dislivello è di appena pochi metri. Il delta comprende numerosi laghi (Niangay, Faguibine, Korienzé, Débo ecc.) e bracci morti, meandri fossili, e si presenta come un ambiente difficile, benché in alcune zone in parte bonificato. Il ritmo stagionale delle inondazioni è molto marcato e le portate variano in maniera fortissima: a Koulikoro sono stati registrati minimi di 45 m e il Bakoye.

Ambiente umano

Testo completo:

Composizione etnica. Il delta del Niger forma un'area conservativa e ospita oggi quelle popolazioni (i pescatori Bozo, dai tratti negroidi) che si possono considerare come il substrato e tnico del Paese. Esse formano però una minoranza numerica, mentre la maggior parte dei Maliani è costituita da Sudanesi, nell'ambito dei quali si riconosce però una notevole varietà di gruppi in rapporto al diverso grado di "berbericità", di sangue "bianco" che essi presentano. Il Mali è infatti un'area d'incontro tra vera e propria Africa (il Sudan) e Africa bianca; è quindi un Paese d'incroci etnici, iniziati sin dall'epoca in cui l'inaridimento del Sahara portò molte delle popolazioni insediate nelle regioni a spostarsi verso sud per inseguire condizioni ambientali meno difficili. Il mescolamento continuò in epoca islamica, quando il Niger divenne l'asse dei grandi traffici tra Africa nera e Maghreb. È l'epoca in cui la regione solcata dal Niger assume un'importanza di rilievo nel contesto dell'Africa occidentale, diventando lo sfondo di civiltà che espressero anche un urbanesimo non effimero, soprattutto sotto l'impero del Mali e del Songhai. Numerose cittadine del Mali portano tuttora le tracce di questo urbanesimo che presupponeva anche un'organizzazione territoriale precisa. Le odierne popolazioni sono legate a quel passato e i gruppi più numerosi (i valori qui riportati sono il risultato di varie stime) sono i diretti eredi di quelli che died ero vita ai vari regni. Il gruppo numericamente più rilevante è quello dei Bambara (32%), affini ai Malinke (popolo del grande gruppo mande, rappresentato nel Mali da circa 600.000 individui) e ai Marka (280.000), eredi dell'impero del Mali, tradizionalmente coltivatori di miglio: secondo alcuni autori, sarebbero stati anzi i primi a introdurre l'agricoltura nell'Africa. Il secondo gruppo per importanza numerica (circa 14%) è quello dei Fulbe (o Peul o Fulani ) che nel XVIII secolo fondarono un regno nel delta; sono allevatori di bovini e le loro mandrie sfruttano le vaste praterie che vengono allo scoperto nella stagione di magra del fiume. Circa il 7% sono i Songhai, eredi dell'omonimo impero, sudanesi fortemente berbericizzati e con costumi per molti aspetti simili ai Tuareg. Nelle zone della fascia sudanese al confine con il Burkina Faso e la Costa d'Avorio sono stanziate diverse popolazioni di agricoltori, tra cui i Mossi e i Senufo (circa il 12%), mentre la sezione sud-occidentale o spita i Sarakollé o Sarakole, agricoltori ma anche buoni commercianti, fortemente islamizzati. Hanno invece ben conservato i ricchi patrimoni della propria cultura d'origine negra i Dogon (370.000), che popolano una zona montagnosa all'interno del l'ansa del Niger. Il Mali settentrionale è abitato da Tuareg (500.000) e da gruppi mauri e arabi che vivono nelle oasi a fianco di negri, un tempo loro schiavi, come i Bellah.

 

Densità e distribuzione. Oggi la complessiva popolazione del Mali è supera i 10 milioni di abitanti: tale cifra segna un cospicuo aumento rispetto alla prima valutazione fatta nel Paese in epoca coloniale, nel 1935, che aveva dato 3 milioni di abitanti. Negli ultimi decenni, specialmente, l'incremento demografico è stato sensibile, ma il tasso di mortalità è rimasto elevato, specie nel delta, dove sono frequenti la malaria e altre malattie legate all'ambiente anfibio. Difficili sono le condizioni in tutto il Sahel, dove anche la siccità, con la conseguente malnutrizione, contribuisce a diffondere le malattie. Demograficamente quindi il Mali non è un Paese molto vitale, almeno rispetto ad altri Stati africani. Inoltre miseria e mancanza di lavoro inducono molti Maliani all'emigrazione nei Paesi vicini, specie nella Costa d'Avorio; alcuni si spingono anche in Europa. La maggior parte della popolazione si raccoglie nel sud del Paese, più piovoso, e quindi più adatto all'agricoltura; popolate sono molte zone del delta; il nord è invece semidesertico. La stragrande maggioranza della popolazione vive nei villaggi, la cui organizzazione varia sensibilmente da gruppo a gruppo, oltre che da zona a zona. Nel nord e nel delta del Niger si hanno capanne di fango e un generale influsso dei modi di vita islamici; nella fascia sudanese meridionale prevalgono le capanne di paglia e consuetudini più tipicamente africane.

 

Centri urbani. Nel delta c'è anche il segno di una presenza urbana, promossa da traffici commerciali e da attività artigianali: per molti aspetti l'urbanesimo della regione del Niger, con le città di Djénné, Mopti, Ségou, Tombouctou, Gao ecc., per citare le principali, assume caratteri peculiari e assai suggestivi, benché influenzato da quello del Maghreb. Ma queste città sono oggi in parte prive delle giustificazioni passate, tranne Mopti e Ségou nella zona del delta e Gao, capolinea di una delle più battute vie transahariane. L'urbanesimo che oggi conta è quello di Bamako, la capitale, potenziata dai Francesi con la costruzione della ferrovia che la unisce a Dakar. Modesto villaggio all'inizio del secolo, conta oggi oltre 800.000 abitanti; è il centro del Mali, favorito dalla sua posizione sul Niger, e quindi in contatto con tutte le parti del Paese. Valorizzato dalla stessa ferrovia ma anche porto fluviale sul Senegal, è Kayes, nodo delle comunicazioni con il vicino Paese, mentre nell'estremo sud principale centro è Sikasso .

Aspetti economici

Testo completo:

Il Mali è uno dei più poveri Stati dell'Africa, anzi del mondo; ha un reddito pro capite molto basso, cui si accompagna, tra i molti fattori socio-economici che non meno drammaticamente attestano l'arretratezza del Paese, un elevato tasso di analfabetismo.

 

Profilo generale. Scarsissime sono le risorse naturali; il territorio è essenzialmente desertico, tanto che l'incolto e improduttivo ne costituisce poco più del 64%, e anche la presenza delle acque del Niger, che potrebbero rappresentare, ove adeguatamente sfruttate, una fonte di grande ricchezza sia ai fini della creazione di vasti comprensori agricoli sia per un poderoso utilizzo idroelettrico, è ben lungi dall'offrire un valido supporto all'economia del Paese. Ben poco fu attuato dal governo coloniale francese nel Mali, che pure aveva conosciuto in precedenza un periodo di relativa prosperità, quando era stato un'importante area di transito verso l'Africa Nera. Con l'acquisizione dell'indipendenza, l'economia del Mali subì profonde trasformazioni in omaggio a una linea di sviluppo allo stesso tempo africana e socialista, volta quindi ad attuare un rapido processo di decolonizzazione economica. Lo Stato intervenne praticamente in tutti i settori dell'economia e del commercio, fu abolita la tradizionale autorità dei capitribù e fu anche creata una moneta nazionale. Fu una politica che allontanò la Francia e che pose il Mali in una situazione economica estremamente difficile nonostante l'aiuto dei Paesi comunisti, in primo luogo della Cina e dell'URSS. Lo scontento che serpeggiava nel Paese, soprattutto nelle classi mercantili, e l'inflazione inarrestabile portarono nel 1968 a una radicale svolta politico-economica con la salita al potere di un governo più moderato e più aperto alla collaborazione con la Francia e i Paesi occidentali. Ciò ha assicurato cospicui aiuti tecnici e finanziari al Mali, ma non ne ha risolti i gravi problemi interni, accentuandone anzi la già pesantissima condizione di dipendenza dagli Stati industrializzati e in sostanza traducendosi in un vincolo neocoloniale con la Francia.

 

Agricoltura. Arativo e colture arborescenti ricoprono circa il 2% del territorio. Oltre che per la scarsità di buoni terreni, il livello produttivo è generalmente molto basso per la piovosità insufficiente e comunque fortemente irregolare; si hanno poi ritardi ed errori dovuti alla stessa arcaica organizzazione dell'attività agricola: al momento neppure l'istituzione di un numero abbastanza considerevole di cooperative (che dovrebbero fungere da tramite tra le comunità locali e lo Stato, favorendo il miglioramento delle tecniche colturali e la commercializzazione dei prodotti) ha dato esiti consistenti. Per quanto riguarda le coltivazioni tradizionali, destinate all'alimentazione locale e peraltro in larga misura decimate dalle tremende siccità che a più riprese hanno devastato il Paese attorno alla metà degli anni Settanta, prevalgono il miglio, mentre il riso, coltivato nelle zone irrigue del delta del Niger, è di introduzione recente, così come il mais. Importanti per l'alimentazione locale sono anche la manioca e la batata, nonché taluni ortaggi e legumi. Nelle zone irrigue si pratica in prevalenza un'agricoltura moderna e commerciale, in parte a opera delle cooperative di contadini di recente istituzione. Disastrosi sono stati però i raccolti del 1980, 1982 e 1983 per i danni causati dalla siccità. Fra le colture predomina il cotone, che è la voce principale delle esportazioni maliane; seguono l'arachide, il tè, la canna da zucchero. Altri prodotti destinati al commercio sono il tabacco, il karité o "albero del burro" (dai cui semi si ricava appunto una specie di burro), il kapok ecc. Le foreste danno un discreto quantitativo di legname, nonché buoni quantitativi di gomma arabica. Da rilevare poi il grave fenomeno del contrabbando di prodotti alimentari, avviati ai più vantaggiosi mercati della Costa d'Avorio, del Burkina Faso e del Senegal.

 

Allevamento e pesca. Il Mali dispone di un patrimonio zootecnico tra i più cospicui dell'Africa occidentale, anche se le ricorrenti siccità falcidiano le mandrie e debilitano il bestiame sopravvissuto; mancano altresì impianti di macellazione e di refrigerazione sufficienti a consentire un'impostazione più commerciale dell'attività zootecnica. Prevalgono nettamente i bovini, in larga parte proprietà dei Peul e delle altre popolazioni pastorali che si spostano lungo il Niger. Numerosi sono anche gli ovini e i caprini, diffusi soprattutto nel Sahel, dove però le condizioni sono oltremodo precarie, tanto da rendere frequenti le morie del bestiame; si hanno inoltre volatili da cortile, cavalli e cammelli. Un'altra importante risorsa è rappresentata dalla pesca, praticata nel fiume Niger soprattutto dai Bozo; il pesce viene poi essiccato o affumicato e in certa misura esportato nei Paesi vicini.

 

Risorse minerarie e industrie. Recenti prospezioni geologiche hanno accertato la presenza di vari minerali, tra cui ferro e petrolio, ma al momento l'attività estrattiva riguarda solo, e in modesta misura, fosfati, oro e uranio, oltre ai depositi di sale del Sahara, da tempo sfruttati. Modesto è il settore industriale in cui solo ora gli interventi statali cercano in qualche modo di sopperire alla generale inerzia di una pressoché assente classe imprenditoriale privata. Manca l'industria di base (modestissimo è d'altronde anche l'apporto energetico, per lo più di origine termica, benché siano in via di realizzazione centrali idroelettriche sul Niger e sul Senegal) e l'attività manifatturiera, in buona parte semiartigianale, è eminentemente basata sulla trasformazione dei prodotti agricoli e zootecnici, comprendendo perciò oleifici, cotonifici, birrifici, zuccherifici, manifatture di tabacchi, concerie; funzionano inoltre piccoli saponifici, cementifici ecc. In via di sviluppo il turismo.

 

Comunicazioni. Il generale ritardo dell'economia del Mali è anche dovuto alla mancanza di un efficiente sistema di vie di comunicazione e di trasporti. L'asse prioritario delle comunicazioni è a tutt'oggi rappresentato dai fiumi, dal Niger principalmente, qui navigabile per circa 1.700 km (coperti da luglio a gennaio da regolari servizi di battelli, cui si aggiunge un fitto movimento di piroghe che trasportano sale, pesce, cereali), e dal Senegal. Quanto alle ferrovie, il Mali può contare unicamente sulla linea Bamako-Dakar (di 1.287 km, per 642 km in territorio maliano), grazie alla quale il Paese può accedere al grande porto senegalese. Poche sono anche le buone arterie stradali, benché il settore sia stato abbastanza potenziato e oggi si abbiano circa 15.000 km di strade (solo per metà agibili tutto l'anno) in grado di raccordare il Mali con tutti gli Stati circostanti. Rivestono una funzione importante i trasporti aerei (compagnia di bandiera è la Air Mali); i principali aeroporti sono quelli di Bamako (Sénou) e Mopti.

 

Commercio. Il commercio, sia all'interno del Paese sia con l'estero, è ancora piuttosto limitato. Gli scambi con l'estero si svolgono con i Paesi dell'UE, quindi con la Cina e con i vicini Costa d'Avorio e Senegal; il Mali esporta soprattutto cotone (fibra e tessuti), oro e capi di bestiame, mentre importa in prevalenza veicoli e macchinari, generi alimentari, prodotti petroliferi e chimici e manufatti vari.

Storia

Testo completo:

Fin da epoche remote la regione fu attraversata da vie carovaniere dirette verso il Marocco e l'Algeria, mentre verso il 700 d. C. vi si affermò la dinastia neroafricana dei sisē che dette splendore e potenza all'impero di Ghana, attaccato e conquistato poi nel 1076 dagli Almoravidi. Tra i regni resisi indipendenti al momento del crollo del Ghana si distinse l'impero del Mali. Viaggiatori e cronisti arabo-berberi lasciarono dettagliate descrizioni dei regni succedutisi, sul territorio del Mali, tra i sec. VIII e XVI e sembra che nei primi decenni del sec. XVI anche i Portoghesi avessero stabilito contatti con quelle regioni giungendo fino a Tombouctou; quest'ultima e la città di Djenne divennero in questo periodo centri fiorenti del commercio e della cultura islamica.

Dopo la conquista marocchina dell'impero Songhai nel 1591, seguì un periodo di caos politico, i marocchini dispersero i manoscritti delle biblioteche di Tombouctou e interruppero le vie trans-shariane individuando nuovi percorsi per il trasporto di oro e schiavi. Il regno marocchino durò per circa due secoli dopodiché si affermarono i regni bambara di Ségou e di Kaarta che conservarono una certa efficienza fino agli inizi del sec. XIX. Le esplorazioni europee, iniziate in quell'area da Mungo Park (1795) e proseguite da Barth e da Caillié (che raggiunse Tombouctou nel 1828), prepararono la penetrazione francese. Questa trovò un serio ostacolo prima (1850-64) nella resistenza del marabutto tekrur El Hadj 'Umar e poi in quella ancor più ostinata del figlio Ahmadou che aveva stabilito il suo controllo su tutto il territorio. Altro fiero oppositore della Francia fu Samory Touré che nel 1872 costituì un ampio regno sulla riva sinistra dell'alto Niger e resistette alle avanzanti colonne francesi fino al 1898, anno della sua cattura a Guélemou. L'anno successivo la Francia organizzò la colonia dell'Alto Senegal-Niger, comprendente anche il territorio di quella che sarebbe divenuta – con la nuova organizzazione politico-amministrativa del 1919 – la colonia del Sudan Francese. Con la Costituzione del 1946 quest'ultima divenne uno dei territori d'oltremare dell'Unione Francese, destinati con la Loi Cadre del 1956 a procedere ulteriormente sul piano dell'evoluzione politica.

Con l'avvento in Francia della Quinta Repubblica e col referendum costituzionale del 1958, il Sudan occidentale optò per lo status di Repubblica autonoma nell'ambito della Comunità Francese, dandosi un primo governo e una prima Costituzione (23 gennaio 1959). In questo stesso anno il Sudan occidentale e il Senegal formarono la Federazione del Mali, che accedette alla piena indipendenza il 20 giugno 1960. Dissoltasi questa Federazione (20 agosto 1960), i due Paesi ripresero la propria autonomia e il Sudan occidentale assunse il nome di Repubblica del Mali al di fuori della Comunità Francese, dandosi una nuova Costituzione (22 settembre 1960). Una parte determinante nella vita politica del Mali ebbe Modibo Keita, il quale dapprima rivestì la carica di presidente della Federazione del Mali e poi della Repubblica del Mali.

Un colpo di Stato militare pose però fine, il 19 novembre 1968, al suo regime presidenziale: Moussa Traoré assunse (1969) le cariche di capo dello Stato e di capo del governo e varò una nuova Costituzione (1974) che prevedeva l'instaurazione di un regime a partito unico. La svolta fu sia politica che economica. Al vertice del partito (Unione Democratica del Popolo del Mali), fondato nel 1979, si installò lo stesso Traoré, instauratore di un sistema politico ancora più dispotico del precedente. Sotto il suo governo nel dicembre 1985 la disputa confinaria con il Burkina Faso, determinata dalla contesa sui giacimenti minerari (di manganese) della fascia di Agacher, si tramutò in un breve scontro armato a conclusione del quale (gennaio 1986) fu investita della questione la Corte Internazionale di Giustizia dell'Aia. Il malcontento per le difficoltà economiche e per la diffusa corruzione dell'amministrazione pubblica, aggravato dalla repressione di gruppi che chiedevano misure di liberalizzazione politica, stimolò una sollevazione generale delle comunità urbane che pose alla guida dello Stato un Comitato di Transizione per la Salvezza del Popolo (CTSP), destituendo Traoré e sostituendolo con il presidente del CTSP, il tenente colonnello Amadou Toumani Touré (26 marzo 1991). Si avviò quindi un processo di democratizzazione che vedeva come primo atto la reintroduzione del multipartitismo e la proclamazione di una Conferenza Nazionale per la definizione dell'assetto politico-istituzionale.

Sventato un colpo di Stato (luglio 1991) contro il governo provvisorio di Touré e approvata con il referendum del 12 gennaio 1992 la nuova Costituzione che introduceva istituzioni democratiche, nel febbraio-marzo 1992 si svolsero le elezioni parlamentari, vinte dall'Alleanza per la Democrazia del Mali, seguite in aprile dalle presidenziali, vinte da Alpha Oumar Konaré, leader dello stesso partito, entrato in carica l'8 giugno 1992. Il nuovo gruppo dirigente procedette anche alla liquidazione dei simboli del vecchio regime, processando l'ex dittatore Traoré che venne condannato a morte insieme ad alcuni suoi collaboratori (febbraio 1993); ma lo sviluppo del processo di democratizzazione si presentò comunque complicato e la difficile situazione economica determinò l'insofferenza della popolazione giovanile con l'esplosione di una drammatica protesta nella capitale Bamako (aprile 1993). Ciò portò a una fase di instabilità del quadro politico caratterizzata da rimpasti ai vertici del governo e dalla ripresa dell'attività guerrigliera dei tuaregh nel Nord del Paese, per arginare la quale il presidente Konaré inviò l'esercito e favorì la formazione di una forza controguerrigliera: il Fronte patriottico dei Ghanda Koy.

La combinazione dell'iniziativa militare e della ripresa di un dialogo negoziale sulla base del patto nazionale consentì il progressivo allentamento della pressione dei tuaregh che deposero le armi, bruciate in grande quantità in un emblematico “falò della pace” svoltosi a Tombouctou nel marzo del 1996, rendendo così possibile il rientro in Mali di decine di migliaia di profughi tuaregh dalla Mauritania, dall'Algeria e dal Burkina Faso. Rinviate più volte per difficoltà organizzative e caratterizzate da una scarsa partecipazione popolare, nonché boicottate dalle principali forze di opposizione, nel 1997 si svolsero nel Paese le elezioni presidenziali (maggio) e legislative (luglio-agosto), che confermarono al potere Konaré e l'Alleanza per la Democrazia del Mali. Anche le presidenziali del maggio 2002 vennero portate a termine a fatica, a causa dei numerosi problemi organizzativi. Konaré, ineleggibile dopo aver completato il secondo mandato, lasciò campo libero ad altri candidati e le urne premiarono, sorprendentemente, il tenente colonnello Touré, già capo dello Stato dal 1991 al 1992, che ebbe la meglio su Soumaila Cissé, rappresentante dell'Alleanza per la Democrazia del Mali. Alle elezioni presidenziali svoltesi nell'aprile 2007 Touré veniva eletto per il secondo mandato. Nel 2010 Mali, Mauritania , Algeria e Niger avviavano una struttura di coordinamento per combattere la criminalità organizzata e il terrorismo.

Popolazione

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Popolazione totale: 15369809
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Popolazione urbana (%): 34,92
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Gruppi etnici:

Bambara, Malinkè e Soninkè 50%, Peul 17%, Voltaici 12%, Songhai 6%, Tuareg e Mauri 10%, altri 5%

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Lingue:

Francese (ufficiale), Bambara 80% e altre lingue

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Religioni:

Musulmani 90%, Cristiani 1%, Animisti 9%

Demografia

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Tasso di crescita: 3,08
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Tasso di natalità: 47,64
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Tasso di mortalità: 15,50

Media dell'area geografica: 12.313125014305 (su un totale di 16 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 123,30
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Tasso di mortalità infantile maschile: 133,60
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Tasso di fecondità totale: 6,46
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Rapporto tra i sessi: 99,84
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,05
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Età mediana: 16,33
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Aspettativa di vita maschile: 48,89
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Aspettativa di vita femminile: 50,99

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 182

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 10,61
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 17,88
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Tasso di crescita annua: 2,70
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 669,14
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 1.128,04
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -1077
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Tasso di corruzione: 34
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Debito pubblico (%/PIL): 22,82
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Tasso di inflazione : 5,29
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Tasso di disoccupazione: 0,00
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Debito estero (milioni di $): 2.930,67
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Saldo migratorio: -100823
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 610
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 1040
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 51

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 20
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Tasso diffusione HIV (stima) : 1,00
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Diffusione contraccettivi (%): 8
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Diffusione assistenza prenatale (%): 70
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Assistenza specializzata al parto (%): 49
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Tasso di mortalità materna: 830
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 81
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 44
(?)
Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 56
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 45
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 32
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 36

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 31
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 47
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 77
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 70
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 84
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 55
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 62
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 23
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 37
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 24
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 38

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 30,03
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 0,66
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 68,32
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Numero reti televisive: 2
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 2,00

Trasporti

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Aeroporti:

21

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Densità stradale (km/100 km²):

 

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,1

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Porti:

0

Popoli

Cerimonia dogon

Il Mali è un paese ricchissimo di storia in cui si sono incontrate e si incontrano ancora oggi molte popolazioni di origine diversa. Le principali etnie sono: i Bambara, i Bozo, i Dogon, i Malinké, i Soninké, i Songhai e i Touareg.

I Bambara sono l'etnia maggioritaria in Mali e si trovano prevalentemente nel centro del paese, nella zona di Bamako, la capitale, e Segou.

I Malinké sono eredi, come i bambara, dell'antico impero del Mali, una delle organizzazioni politiche più importanti di tutta la storia dell'Africa.

I Sarakollé o Soninké sono invece i discendenti dell'impero del Ghana, il primo impero della storia di questa regione dell'Africa.

Le popolazioni Songhai hanno regnato su una parte importante del Mali attuale. L'impero Songhai raggiunse il suo culmine nel XVI secolo.

I Bozo sono prevalentemente pescatori e abitano la zona del delta interno del fiume Niger.

Una menzione particolare meritano i Dogon, un popolo con una profonda e antica cultura. Anche a causa del grande patrimoio culturale, il territorio dogon è stato negli ultimi anni meta di un intenso flusso turistico che rischia di compromettere le fondamenta stessa della società.

I touareg invece abitano soprattutto la regione desertica. Nel corso degli ultimi decenni c'è stato un forte conflitto tra le popolazioni nomadi Touareg e il governo centrale che voleva imporre la loro sedentarizzazione.

Territori urbani

Bamako è la capitale e la principale città del Mali. Guarda un video con alcune immagini della città.

La moschea in terra cruda di Djenné

Nel paese, tuttavia, sorgono numerosi altri centri urbani, alcuni di antica formazione e caratterizzati da una storia politica, economica e culturale molto rilevante. Tra questi si trova ad esempio la città di Djennè, considerata la capitale spirituale del Mali, Patrimonio dell'Umanità (UNESCO) dal 1988

La città africana per eccellenza, nella storia, è però Timbouctou (o Tomboctou). Leggi la storia raccontata dall'antropologo Marco Aime

Territori rurali

Il Mali è un paese in larga parte rurale, in cui l'agricoltura svolge un ruolo di primo piano sia nel settore tradizionale, sia in quello destinato all'esportazione (cotone e riso).

La diga di Markala

In un'ampia fascia del paese l'agricoltura è condizionata dalla presenza del fiume Niger. Già in epoca coloniale, il governo francese ha cercato di controllare le acque del fiume con un sistema di dighe per portare a un incremento della produzione agricola destinata all'esportazione. Per questo motivo venne creato l'Office du Niger, un ente incaricato di promuovere la canalizzazione delle acque nel cosiddetto "delta interno" e favorire così l'agricoltura intensiva. Il progetto, costato molto denaro, non ha mai dato i risultati sperati perché non rispondeva alle reali esigenze della popolazioni locale.

Negli ultimi anni le terre vicine al fiume, dove si produce riso, hanno attratto l'attenzione di paesi esteri interessati ad acquistarle per produrre cereali destinati a paesi ricchi dove però l'agricoltura è difficile, come nel caso del Golfo Persico. Tale dinamica, sempre più frequente in tutta l'Africa, rischia di compromettere gli sforzi fatti nel corso degli ultimi anni per garantire la sicurezza alimentare delle popolazioni africane. Leggi l'articolo.

Flora, fauna e attività umane

Il neem 

Il caso del neem è molto significativo per capire i rapporti tra comunità locali del Sud del mondo e grandi imprese del Nord. La pianta, molto diffusa in tutta la zona tropicale, è utilizzata da molte popolazioni nella medicina tradizionale, ma soprattutto per combattere insetti e funghi pericolosi per le piante.

Proprio per queste sue straordinarie proprietà, il neem ha attirato l'interesse di grandi imprese chimiche che hanno cercato di appropriarsi di queste scoperte tradizionali per poterle rivenderle sul mercato internazionale. Le popolazioni locali si sono opposte a questo furto di saperi tradizionali, chiamato biopirateria, e spesso è riuscita ad avere ragione.

Neem
Noci di karitè

 

La vegetazione del Mali è quella tipica delle aree saheliana e sudanese: gli alberi più importanti sono il néré, il neem, il baobab, il karité e diverse specie di acacia. Tutti questi alberi sono molto importanti perché svolgono molte funzioni all'interno delle culture rurali. Oltre ad essere utilizzati per l'alimentazione, infatti, spesso hanno una funzione nella medicina tradizionale, nei riti e in generale nella vita quotidiana di queste popolazioni.

La varietà degli ambienti naturali presenti ha permesso la creazione di diverse aree naturali protette.

Giochi

Giochi

Il Balaya è un gioco tradizionale dei bambini maliani. Il Cemea (Centri di esercitazione ai metodi dell'educazione attiva) lo ha utilizzato come strumento educativo.

 

Sport

La nazionale di calcio del Mali non ha mai partecipato alla Coppa del mondo, ma ha ottenuto alcuni buoni risultati in Coppa d'Africa (il migliore, un secondo posto nel 1972).

Mohamed Sissoko

La maggior parte dei giocatori della nazionale maliana giocano in Europa e uno, Mohamed Sissoko, dal gennaio 2008 milita in una squadra italiana, la Juventus.

Nessun atleta del Mali ha mai vinto medaglie alle olimpiadi.

Daba Modibo Keita è un atleta molto popolare in Mali. Specialista dell'arte marziale Taekwondo, ha vinto la medaglia d'oro ai Campionati Mondiali di Pechino nel 2009. Guarda il video della finale.

Feste

Una delle feste più note in Mali è la traversata del fiume Niger da parte delle mandrie dei pastori nomadi Paul. L'evento si svolge ogni anno a novembre a Diafarabé, nella zona del delta interno del Niger.

Il Mali è un paese a maggioranza musulmana, dunque le principali feste seguono il calendario islamico. La più importante è la festa che in Africa occidentale si chiama tabaski, che ricorda l'episodio biblico del sacrificio di Isacco.

Reti stradali e ferroviarie

La ferrovia che collega Dakar a Bamako è uno dei simboli della storia africana. Voluta dai francesi per portare verso al costa i prodotti coloniali è stata costruita con il lavoro obbligatorio delle popolazioni locali.

Il racconto di questa pagina di storia africana è contenuto nel romanzo di Ousmane Sembene, Les bouts de bois de Dieu.

Monete e banconote

La moneta del Mali, come di tutti i paesi dell'Unione Economica e Monetaria dell’Africa Occidentale (Benin, Burkina Faso, Costa d'Avorio, Guinea-Bissau, Mali, Niger, Senegal e Togo) è il franco CFA. La moneta è stata fortemente svalutata a metà degli anni Novanta per favorire l'esportazione di prodotti agricoli (cotone, arachidi). Tale manovra ha però colpito la popolazione che ha visto aumentare i prezzi di tutti i beni di importazione.

Il Mali però tra il 1962 e il 1984 è rimasto fuori dall'Unione Monetaria dell’Africa Occidentale e ha adottato una moneta nazionale.

Arte tradizionale e moderna

La locandina dell'ultima edizione della biennale di Bamako

A Bamako si svolge ogni due anni uno dei principali eventi artistici del continente africano: gli "incontri della fotografia".

I Dogon, un gruppo etnico che vive nella parte orientale del paese, al confine con il Burkina Faso, hanno sviluppato un pregevole artigianato, collegato a una ricca e complessa cultura tradizionale. Le maschere, in particolare, sono tra gli oggetti artigianali più importanti prodotti da questa popolazione.

Nella parte meridionale del paese, invece, al confine con il Burkina Faso e con la Costa d'Avorio, si trovano i Senufo una tra le popolazioni africane che hanno meglio conservato la loro cultura tradizionale.

Musiche e danze

Il Mali è forse il paese africano con la più grande tradizione musicale. Qui trova le radici la cultura dei griot, i cantori della storia e delle leggende africane.

Toumani Diabaté, uno dei più grandi musicisti del Mali, viene da una famiglia di griot ed è ora un grande virtuoso della kora, lo strumento tradizionale del paese.

 

Tra i musicisti maliani riconosciuti a livello internazionale occorre segnalare anche la cantante Oumou Sangaré (oggi ambasciatrice della FAO) e Salif Keita (foto), uno dei nomi più noti della world music.

 

 

 

In Mali trova le radici anche uno stile musicale che ha avuto un'enorme diffusione in tutto il mondo: il blues. Il nome più noto in questo settore è certamente Ali Farka Touré (1939-2006).

 

Le radici maliane del blues sono raccontate nel documentario di Martin Scorsese Dal Mali al Missisipi.

L'Ensemble Taritt è un gruppo musicale femminile che porta in giro per il mondo la cultura Tuareg. Leggi la loro storia.

Fiabe e racconti

Il Mali possiede una grande storia di cantastorie e quindi ha anche uno straordinario patrimonio di fiabe e racconti tradizionali.

Leggi un racconto tradizionale.

Cibo, alimentazione e ricette

Il Mafè, un piatto tipico della cucina bambara

La cucina del Mali, come quella degli altri paesi della regione saheliana e sudanese si fonda su cereali come il miglio e il sorgo e, in alcune aree, il riso.

Una elemento della tradizione culinaria che rimanda alla cultura del deserto è invece il té alla menta, che viene bevuto come è tradizione in tutta questa parte di Africa, in tre riprese: prima amaro, poi dolce e poi dolcissimo.

Testimonianze

Nel 2006 a Bamako si è tenuto il Forum Sociale Mondiale, un incontro che ha visto riunite le principali associazioni e movimenti sociali internazionali. Leggi alcune testimonianze di partecipanti italiani.

Dal Mali passano molte delle rotte che i migranti africani seguono per arrivare in Europa dove cercano una vita migliore. Il giornalista italiano Fabrizio Gatti ha percorso queste rotte e ha raccontato il viaggio con i migranti nel libro Bilal.

Molti di questi migranti però non riescono ad arrivare e destinazione e spesso vengono respinti proprio in Mali, dove si sta formando un gruppo sempre più ampio di uomini e donne che non possono più arrivare in Europa, ma che spesso non riescono più nemmeno a tornare nel loro paese di origine.

Personaggi

Aminata Traorè

Aminata Traoré è una tra le voci femminili più note a livello internazionale. Già ministro della cultura del paese (1997-2000) si occpua ora di diffondere, tramite libri e conferenze una viosione critica della situazione sociale ed economica del continente africano. Leggi un suo articolo sul giornale Avvenire.

Uno dei personaggio più noti dell'ambito artistico maliano è certamente il regista Souleymane Cissé, il cui film Min Yé (Dimmi chi sei, in bambara) è stato selezionato per il Festival internazionale di cinema di Cannes nel 2009. Leggi l'intervista effettuata in quell'occasione.