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Paesi | Africa | Africa occidentale | Liberia

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Monrovia
Superficie (km²): 111370
Densità (ab/km²): 31
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.emansion.gov.lr/
Data dell'indipendenza: 26 luglio 1847
Moneta: Dollaro liberiano
Membership:

ACP, AfDB, AU, ECOWAS, FAO, G-77, IAEA, IBRD, ICAO, ICCt, ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ITU, ITUC, MIGA, NAM, OPCW, UN, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, UPU, WCL, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO (osservatore)

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il territorio liberiano corrisponde alla cuspide sud-occidentale dell'ampia regione guineana, estendendosi per 550 km su quella che in epoca coloniale era chiamata Costa del Pepe e spingendosi nell'interno sino all'orlo dell'altopiano guineano. Prevalgono nettamente le rocce archeozoiche (graniti, gneiss, scisti cristallini); nella sezione settentrionale si hanno però formazioni paleozoiche e, in corrispondenza della pianura costiera, terreni sedimentari cenozoici e neozoici, d'origine sia marina sia alluvionale. L'antichità e la struttura eminentemente rigida del rilievo, rimasto estraneo sin dal Paleozoico a importanti movimenti tettonici, e i prolungati processi erosivi hanno determinato ovunque una morfologia senile, con decisa prevalenza delle forme tabulari. Il Paese si affaccia all'Atlantico con una costa uniforme, in genere bassa e importuosa, benché non manchino alcune eminenze rocciose che formano piccoli promontori (capi Mount, Mesurado, Palmas); segue una fascia di pianura che si addentra più o meno profondamente, secondo lo spazio a essa lasciato dalla ampie dorsali (Kpo Range, Bong Range, Tiehnpo Range ecc.) con cui si frammenta l'altopiano, profondamente inciso dalle valli dei fiumi che scendono all'Atlantico. L'altitudine, che in media si aggira sui 500 m, si innalza col procedere verso l'interno, toccando i 1.752 m con i Monti Nimba, l'imponente massiccio granitico al confine tra la Liberia, la Guinea e la Costa d'Avorio.

 

Clima e flora. Il clima è, come in tutta l'area guineana, caldo-umido. D'estate, nel semestre maggio-ottobre, gli apporti di aria umida dell'Atlantico determinano precipitazioni molto abbondanti (oltre 4.000 mm annui sulla costa, ma nell'interno, con una regolare decrescita, 2.500-2.000 mm); d'inverno prevale invece il flusso d'aria continentale proveniente da nord-est e si ha quindi la stagione asciutta. Le temperature sono in genere elevate tutto l'anno, data la posizione astronomica del Paese, poco a nord dell'Equatore, con medie di 26-30 °C durante la stagione asciutta, di 24-25 °C in quella piovosa; nell'interno peraltro si accentua l'escursione termica, sia diurna sia annua, mentre si abbassa sensibilmente l'umidità atmosferica, che a Monrovia raggiunge medie dell'85%. Tali condizioni climatiche favoriscono la formazione, nella parte meridionale del Paese, della foresta pluviale, con alberi d'alto fusto tra cui il mogano, ma nella quale oggi in più punti si intercalano le piantagioni (di palme, Hevea ecc.) e che sulla costa è frang iata dalle mangrovie. Sull'altopiano si hanno ampie distese savaniche, arborate ed erbacee, e, lungo i corsi d'acqua, foreste a galleria.

 

Idrografia. Il territorio, digradando dallo spartiacque guineano alla costa, fa sì che i fiumi abbiano corso pressoché parallelo, con generale andamento da nord-est a sud-ovest e modesto sviluppo; costretti a superare i gradini dell'altopiano formando rapide e cascate, sono poco o nulla navigabili; inoltre il loro regime è incostante, con forti piene all'epoca delle grandi piogge estive. Da ovest a est, i principali sono il Mano, che segna in parte il confine con la Sierra Leone, il Saint Paul, presso la cui foce è situata Monrovia, il Saint John e il Cestos, che si originano dalle pendici dei Monti Nimba , e il Cavally, al confine con la Costa d'Avorio.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento. Si ritiene che i primi abitatori della Liberia, paleonegritici dediti essenzialmente alla caccia e alla pesca, si stabilissero nell'altopiano verso la fine del Neolitico; furono poi sospinti nelle più insalubri zone costiere dai sopraggiunti popoli sudanesi, coltivatori, scesi dalle savane settentrionali. La Liberia fu tra le terre africane più colpite dalla tratta dei negri trasportati come schiavi in America, e proprio dagli Stati Uniti ritornò un primo nucleo di ex schiavi che nel 1822 pose le basi di quella che sarebbe diventata, 25 anni dopo (1847), la prima Repubblica africana. Tuttavia assai debole fu la corrente migratoria dall'America alla Liberia (circa 20.000 persone in un secolo); nondimeno sono i cosiddetti libero-americani a costituire tuttora l'élite culturale e politica del Paese, la cui gestione è tuttora preclusa ai Liberiani autoctoni, che d'altronde a lungo non riconobbero l'autorità del governo di Monrovia, creando così una decisa e pericolosa frattura nel tessuto sociale dello Stato.

 

Etnie e città. La Liberia non è molto popolata benché abbia registrato un buon incremento demografico negli ultimi anni, passando da 1.016.443 abitanti al censimento del 1962 agli attuali 2,6 milioni. I Liberiani autoctoni sono suddivisi in un elevato numero di gruppi etnici che si distinguono soprattutto per la lingua. Fondamentale è in particolare la ripartizione tra popolazioni di lingua kwa, stanziate sulla fascia costiera e comprendenti i Bassa, i Kru, i Grebo, i Gola, e di lingua mande, nell'interno, tra cui prevalgono i Kpelle, i Vai, i Dan. La popolazione, che si addensa sulle coste e nella retrostante pianura, vive per lo più in villaggi di capanne; unica città è Monrovia, dalla struttura urbana peraltro molto modesta, se si eccettua il centro residenziale d'impronta europea; dal 1948 porto franco, la capitale è il principale sbocco marittimo del Paese. Per il resto si hanno solo modesti centri di mercato e minori scali marittimi come Harper e Buchanan.

Aspetti economici

Testo completo:

Pur nell'ambito di quel continente africano, in cui la presenza neocolonialista è quasi ovunque un elemento determinante per le economie locali, la Liberia è in special modo caratterizzata a tutt'oggi da fattori di dipendenza estera di particolare gravità.

 

Profilo generale. Gli investimenti produttivi sono pressoché interamente stranieri, per la quasi totalità statunitensi; sono le grandi compagnie estere a possedere in pratica le maggiori ricchezze nazionali (caucciù e minerali di ferro), mentre la maggioranza della popolazione attiva è dedita ad attività primarie di pura sussistenza; sono private e in mano straniera persino le ferrovie e le più importanti infrastrutture portuali e aeroportuali; per finire, la Liberia possiede nominalmente la seconda marina mercantile del mondo, dopo Panamá, ma in effetti si tratta solo di una bandiera di comodo per le compagnie occidentali. La prima fondamentale cessione di risorse liberiane data al 1926, quando la Firestone Plantation Company ottenne in affitto per 99 anni una fertilissima fascia costiera, da Montserrado a Grand Bassa, di 400.000 ha; la società vi allestì una colossale piantagione di hevea , che oggi, dotata di villaggi, scuole, ospedali, mezzi di trasporto, scali marittimi e aerei praticamente autonomi, costituisce un autentico feudo degli USA. Sempre per quanto riguarda la coltivazione dell'hevea, importanti concessioni furono poi fatte alla BF Goodrich Company, alla Uniroyal Liberian Agricultural Company e ad altre società. A partire dagli anni Cinquanta ebbe inizio lo sfruttamento dei giacimenti di minerali ferrosi dapprima da parte di società statunitensi, come la LMC (Compagnia Mineraria Liberiana) e la NIOC (Compagnia Nazionale dei Minerali di Ferro), poi anche potenti consorzi internazionali, tra cui la LAMCO (Compagnia Mineraria Libero-americana e Svedese) e la DELIMCO (Compagnia Mineraria Tedesco-liberiana).

 

Agricoltura e foreste. L'agricoltura contribuisce in misura molto modesta alla formazione del prodotto nazionale; d'altronde è non meno esigua la parte di territorio coltivata (appena il 3,4% del totale), mentre più del 37% è incolto o improduttivo. Voci fondamentali nell'alimentazione locale sono il riso, la cui produzione è stata incentivata dal governo, e la manioca; importanti anche le banane, le patate e gli agrumi. Tra le colture commerciali, in parte destinate all'esportazione, si annoverano il caffè, il cacao, talune oleaginose come l'arachide e soprattutto la palma da olio (coltivata in grandi piantagioni, quasi tutte di proprietà straniera), la palma da cocco, la canna da zucchero e la Raphia vinifera, da cui si ottiene una fibra tessile, la piassava. Circa il 40% del territorio nazionale è occupato dalle foreste; il Paese dispone di pregiate essenze da ebanisteria, come il mogano, ma più della produzione di legname, ha particolare rilievo nell'economia nazionale il caucciù: oltre i 2/3 della produzione derivano dalle grandi piantagioni e solo il modesto rimanente è ottenuto da piccoli coltivatori liberiani. Le condizioni climatiche e pedologiche sono pressoché ovunque sfavorevoli all'allevamento del bestiame; solo i volatili da cortile raggiungono una certa consistenza numerica. È del pari un'attività piuttosto secondaria la pesca.

 

Risorse minerarie. Per quanto riguarda il settore minerario, il Paese è assai ricco di minerali di ferro. Altri minerali, estratti però in misura relativamente modesta, sono l'oro e i diamanti. La scarsezza di minerali energetici è un ostacolo non indifferente allo sviluppo dell'economia liberiana, in specie per quanto riguarda l'industrializzazione del Paese; la modesta produzione di energia elettrica è per quasi 2/3 ottenuta con petrolio d'importazione.

 

Industria. L'industria ripropone ancora una volta la fondamentale frattura dell'economia liberiana, contrapponendo nettamente i grandi complessi gestiti dalle società estere, volti eminentemente all'esportazione, alle piccole aziende semi artigianali al servizio del consumo in terno. Tra i maggiori impianti sono uno stabilimento della Firestone a Harbel per la lavorazione del caucciù, una raffineria di petrolio e un cementificio a Monrovia, un importante stabilimento della LAMCO per l'arricchimento e la pellettizzazione dei minerali di ferro a Buchanan (inaugurato nel 1968 e primo del genere allestito in Africa) e un analogo della DELIMCO, attivo dal 1971. Dal 1983 il governo segue una politica economica più liberista in campo industriale e mira con piani di sviluppo agricolo a raggiungere l'autosufficienza alimentare. Le industrie di proprietà locale, eminentemente basate sulla trasformazione dei prodotti agricoli, consistono in un certo numero di oleifici, birrifici, zuccherifici, conservifici ecc.; si hanno inoltre uno stabilimento per la lavorazione del legno e uno di materiali da costruzione.

 

Comunicazioni e commercio. Anche le vie di comunicazione sono per gran parte al servizio delle società estere. Esistono tre linee ferroviarie, il cui complessivo sviluppo è di circa 500 km, tutte di proprietà delle compagnie minerarie e tutte adibite al solo trasporto merci: la Bong-Monrovia (della DELIMCO), la Nimba-Buchanan (della LAMCO) e la Mano River-Monrovia (della NIOC). La rete stradale, essa pure per vari tratti privata, ha la sua principale arteria nel tronco che da Monrovia, attraversando da sud a nord il Paese, si collega con la rete della Guinea. Assai vivace è il movimento portuale liberiano (già si è detto della colossale, quanto nominale, flotta del Paese); il principale scalo marittimo è il porto di Monrovia, costruito dagli Americani e successivamente ingrandito; registrano altresì forti movimenti i porti di Buchanan (minerali di ferro), Greenville (caucciù e legname) e Harper. Le comunicazioni aeree, svolte dalla Air Liberia e da numerose compagnie straniere, si avvalgono dell'aeroporto internazionale di Robertsfield (situato nei pressi di Harbel, nell'area della Firestone ), mentre l'aeroporto di Monrovia, lo Spriggs Payne, è adibito ai servizi interni. Le importazioni sono soprattutto rappresentate da veicoli e macchinari, combustibili, generi alimentari e prodotti industriali vari, mentre le esportazioni sono essenzialmente costituite da minerali di ferro, caucciù, diamanti, oro, legname, caffè e cacao. L'interscambio si svolge in massima parte con gli Stati Uniti, il Giappone, la Corea del Sud e i Paesi della UE.

Storia

Testo completo:

Poco note sono la preistoria e la protostoria del territorio dell'attuale Liberia; lo stesso popolamento presenta lacune notevoli sotto il profilo storico: a gruppi etnici aborigeni debbono essersi sovrapposte immigrazioni di genti provenienti dai contrafforti del Fouta-Djalon, a partire soprattutto dal sec. XVI. Quanto ai contatti col mondo esterno, furono i portoghesi, con Pedro de Sintra, a visitare per primi quelle coste nel 1461. Inglesi, francesi, olandesi, danesi ecc. esercitarono poi il traffico degli schiavi e delle spezie lungo le regioni litoranee, senza peraltro insediarvisi stabilmente per le proibitive condizioni climatiche. Agli inizi del sec. XIX l'American Colonization Society si fece patrocinatrice d'un piano per il ritorno in Africa dei neri americani liberi.

Nel 1820 la nave Elizabeth sbarcò il primo nucleo di coloni neri a Freetown nella Sierra Leone. Subito dopo fu organizzato uno stabilimento nell'isola di Sherbro; ma solo nel 1822 presso Capo Mesurado furono gettate le prime basi della colonia che nel 1824 prese il nome di Liberia. Nel 1839 il governatore Buchanan stabilì lo schema della Costituzione del Commonwealth di Liberia; nel 1841 la guida passò a Joseph Jenkis Roberts, primo governatore nero. Questi il 7 settembre 1846 proclamò l'indipendenza della colonia e il 26 luglio 1847 promulgò la Costituzione della Repubblica di Liberia. Il nuovo Stato fu via via riconosciuto dalla Gran Bretagna (1848), dalla Francia (1852), dagli Stati germanici (1855), dal Belgio (1858), dalla Danimarca (1860) e dagli Stati Uniti (1862). Questi ultimi assicurarono poi, col loro intervento finanziario e con la loro protezione, la sopravvivenza della Repubblica, nella quale, in realtà, l'elemento libero-americano si sviluppò come una minoranza privilegiata rispetto alla maggioranza autonoma, lasciata in uno stato di grave arretratezza.

Solo con l'avvento al potere, nel 1943, del presidente Tubman, venne varato un programma di unificazione nazionale, inteso ad assicurare un graduale sviluppo a tutta la comunità nazionale. Costantemente rieletto sino alla morte (1971), Tubman venne sostituito da William Tolbert, che ne proseguì sostanzialmente la linea politica. Riconfermato nel 1975, Tolbert rimase però vittima nell'aprile 1980 di un colpo di stato militare seguito a gravi disordini sociali. Il potere fu assunto dal sergente maggiore Samuel K. Doe e da un Consiglio di redenzione popolare composto da militari, mentre veniva sospesa la Costituzione e proclamata la legge marziale. Le speranze di una certa democratizzazione suscitate dalla nuova Costituzione che, approvata per referendum nel 1984, poneva le basi per un sistema multipartitico, furono però presto deluse con le elezioni del 1985, probabilmente viziate da brogli. Scandali ed episodi di corruzione, nonché falliti colpi di stato (a iniziare da quello del marzo 1985) che provocarono il deterioramento dei rapporti con la Sierra Leone (accusata di sostenere i complottatori), segnarono l'intero decennio senza comportare significativi mutamenti nel regime.

Durante il dicembre 1989 esplosero sanguinosi combattimenti tra l'esercito e le forze del Fronte Patriottico Nazionale (FPN) capeggiato da Charles Taylor, che dal Nord-Est si diffusero presto in tutto il Paese, giungendo fra maggio e giugno del 1990 a coinvolgere la stessa capitale. Il 10 settembre l'uccisione di Doe preluse, tramite il patrocinio degli Stati Uniti, a un cessate il fuoco fra i gruppi ribelli e le forze presidenziali, nonché alla creazione di un governo di transizione (sotto la guida di Amos Sawyer) e alla stesura di accordi per una Conferenza nazionale inaugurata nel marzo 1991. Il processo di pacificazione nazionale incontrò comunque persistenti difficoltà e il FPN, benché nell'ottobre 1991 avesse accettato di affidare il controllo militare del Paese alla forza di pace inviata dai Paesi membri della Comunità Economica degli Stati dell'Africa occidentale, continuò a sferrare duri attacchi, anche alla stessa forza di pace. L'ennesimo accordo (Cotonou Agreement) venne siglato nel luglio del 1993 da Sawyer, il FPN e il Movimento di Liberazione Unito (ULIMO): esso portò finalmente a un reale cessate il fuoco. Tuttavia, sempre più intransigenti, le fazioni in lotta facevano fallire l'una dopo l'altra le varie ipotesi negoziali approntate dall'ONU e dalla CEDEAO. Acuita da anni di combattimenti, la contraddizione etnica si era saldata alla più classica lotta per il potere determinando un groviglio inestricabile, con le organizzazioni che ora tendevano a scomporsi a seconda del riferimento tribale. In tale situazione anche quello che sembrava essere un accordo definitivo, sottoscritto nell'agosto del 1995 in Nigeria, era destinato al fallimento. Alla fine degli anni Novanta la prima nazione libera del continente africano, dunque, pagava le conseguenze di un processo storico contraddittorio. Il colonialismo alla rovescia, rappresentato dagli afro-americani emigrati in Liberia nell'Ottocento, non si era dimostrato, in ultima analisi, tanto diverso da quello più classico operato dai bianchi. L'originaria élite allora formatasi, infatti, aveva sempre continuato a esercitare un ruolo dirigente e quando al suo interno le divisioni si erano fatte incomponibili le varie componenti non avevano esitato a sfruttare nel modo più cinico i contrasti dell'arcaismo tribale piegandoli al proprio interesse e precipitando il Paese nel caos.

Nell'agosto 1996, la firma di un nuovo accordo ad Abuja, in Nigeria, rese possibile ottenere nei primi mesi del 1997 il disarmo di gran parte delle milizie e la fine della guerra civile, iniziata nel 1990. Nel luglio 1997 si svolsero, sotto la supervisione dell'ECOMOG, elezioni presidenziali e legislative, vinte da Taylor e dal suo partito, il Fronte patriottico nazionale. Dopo le elezioni la vita nel Paese cominciò gradualmente a tornare alla normalità anche se l'instaurazione da parte di Taylor di un vero e proprio regime non aiutò il progredire del difficile processo di normalizzazione iniziato con la sua elezione, tanto che la pace raggiunta nel 1997 fu infranta con i combattimenti che sconvolsero nuovamente la Liberia fra il 2002 e il 2003. In questi anni riesplose la guerra civile tra l'esercito e i ribelli del LURD (Liberiani Uniti per la Riconciliazione e la Democrazia), il che provocò un disastro umanitario per arginare il quale intervenne la comunità internazionale. Gli Stati Uniti e la Comunità degli Stati dell'Africa occidentale chiesero l'esilio di Taylor. Egli abbandonò in agosto il Paese, rifugiandosi in Nigeria. Fu istituito un governo di transizione guidato da un uomo d'affari locale, Moses Blah, coadiuvato da funzionari dell'ONU.

Il 2005 è stato un anno di svolta per il Paese in quanto si sono svolte elezioni presidenziali che hanno visto vincere (in un contestato ballottaggio con la stella del calcio George Weah) Ellen Johnson-Sirleaf, ex ministro delle finanze sotto Taylor. La Johnson-Sirleaf, primo presidente donna di un Paese africano, si è trovata a dover governare un Paese in bilico in una pace ancora fragile, devastato da decenni di guerra civile e con un vasto numero di rifugiati e profughi.

Popolazione

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Popolazione totale: 3994122
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Popolazione urbana (%): 48,17
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Gruppi etnici:

Kpelle, Bassa, Gio, Kru, Grebo, Mano, Krahn, Gola, Gbandi, Loma, Kissi, Vai, Dei, Bella, Mandingo, Mende 95%, Americo-liberiani (discendenti degli schiavi immigrati dagli Stati Uniti o dai Caraibi) 2,5%, popolazioni congolesi (catturate durante la tratta e inviati in Liberia al momento dell'abolizione della schiavitù) 2,5%

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Lingue:

Inglese (ufficiale) 20%, Kpelle, Bassa, Kru e altre lingue locali

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Religioni:

Cristiani 40%, Musulmani 20%, Animisti 40%

Demografia

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Tasso di crescita: 4,54
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Tasso di natalità: 40,55
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Tasso di mortalità: 12,30

Media dell'area geografica: 12.313125014305 (su un totale di 16 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 122,80
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Tasso di mortalità infantile maschile: 142,00
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Tasso di fecondità totale: 5,42
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Rapporto tra i sessi: 100,97
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,06
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Età mediana: 18,17
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Aspettativa di vita maschile: 53,45
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Aspettativa di vita femminile: 55,35

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 174

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 1,55
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 2,43
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Tasso di crescita annua: 9,40
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 398,71
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 627,33
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 53
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 10
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 37
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -535
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Tasso di corruzione: 41
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Debito pubblico (%/PIL): -16,85
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Tasso di inflazione : 11,45
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Tasso di disoccupazione: 0,00
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Debito estero (milioni di $): 447,62
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Saldo migratorio: 300000
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 330
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 540
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 84

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 6
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Tasso diffusione HIV (stima) : 1,50
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Diffusione contraccettivi (%): 11
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Diffusione assistenza prenatale (%): 79
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Assistenza specializzata al parto (%): 46
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Tasso di mortalità materna: 990
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 79
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 51
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 68
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 25
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 4
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 17

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 81
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 70
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 46
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 28
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 32
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 14
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 14

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 29,89
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 0,08
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 49,17
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Numero reti televisive: 5
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 3,00

Trasporti

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Aeroporti:

29

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Densità stradale (km/100 km²):

 

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,5

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Porti:

2