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Paesi | Africa | Africa occidentale | Benin

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Porto-Novo
Superficie (km²): 112620
Densità (ab/km²): 75
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.gouv.bj/
Data dell'indipendenza: 11 agosto 1960
Indipendenza da: Francia
Moneta: Franco CFA
Membership:

ACCT, ACP, AfDB, AU, ECOWAS, Entente, FAO, FZ, G-77, IAEA, IBRD, ICAO, ICCt, ICRM, IDA, IDB, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO (corrispondente), ITSO, ITU, ITUC, MIGA, MONUC, NAM, OAS (osservatore), OIC, OIF, OPCW, PCA, UN, UNCTAD, UNESCO, UNHCR, UNIDO, UNMIL, UNMIS, UNOCI, UNWTO, UPU, WADB (regionale), WAEMU, WCL, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il territorio corrisponde strutturalmente a una sezione del penepiano guineano; è cioè formato da antichi rilievi che costituiscono la dorsale divisoria tra i bacini nigeriano, voltaico e guineano. Essi non superano in generale i 600 m d'altezza e morfologicamente si presentano con profili spianati e maturi. Il massiccio dell'Atakora , nella sezione nord-occidentale, è la parte residuale d'un rilievo archeozoico di rocce quarzitiche che conserva ancora l'originario allineamento delle pieghe, da nord-est a sud-ovest; altrove dominano Inselberge granitici che sovrastano lievi ondulazioni, conche e vallate molto aperte. Il rilievo digrada progressivamente verso sud, dove alle formazioni archeozoiche dello zoccolo si sovrappongono terreni sedimentari, prevalentemente marnosi, del Cenozoico, e a questi, in prossimità del litorale, depositi alluvionali. La zona meridionale, pianeggiante, è la sezione più ricca e popolosa del Paese; essa si affaccia al mare con una costa di 120 km, bassa e rettilinea, orlata da cordoni sabbiosi che chiudono ampie lagune. Queste si susseguono ininterrottamente; la maggiore è la laguna di Nokoué, che mediante un canale comunica col mare.

 

Clima e flora. Dal punto di vista climatico il Paese presenta condizioni guineane nelle sezioni meridionale e centrale, sudanesi nel nord: ciò significa che da sud a nord mutano le precipitazioni e il loro regime, nonché le temperature. Queste, sulla costa, hanno poche variazioni stagionali e oscillano tra i 25 e i 27 °C; nel nord le medie si abbassano di qualche grado, ma le escursioni termiche giornaliere e stagionali sono marcate. Le precipitazioni, apportate dalle masse d'aria marittime tra marzo e ottobre (in due successivi periodi, da marzo a luglio e da settembre a ottobre, corrispondenti alle piccole e alle grandi piogge), non superano in generale i 1.300-1.400 mm annui sulla costa (Cotonou) e si elevano sino a 1.500 mm sui primi rilievi occidentali. In tutta la parte settentrionale, dove si ha il tipico clima sudanese a due stagioni, le precipitazioni non superan o i 900 mm (Kandi, Savé) e cadono massimamente tra luglio e agosto. Nel complesso, tra i Paesi guineani, è questo uno dei meno piovosi e ciò soprattutto per la sua posizione rientrata rispetto alla generale linea di costa dell'area guineana; tuttavia la duplice stagione delle piogge nel sud è assai favorevole all'agricoltura. La vegetazione forestale è quasi assente, salvo che lungo i corsi d'acqua (foresta a galleria); prevale invece la savana-parco, con le specie tipiche dell'area sudanese guineana (a cacie, baobab, arbusti caducifogli), che verso nord si dirada e presenta vasti spazi erbosi. In tutta l'area meridionale, invece, predominano le coltivazioni, specie della palma da olio.

 

Idrografia. A parte il Niger, che per ca. 150 km segna il confine con l'omonimo Stato, il maggior fiume del Paese è l'Ouémé, che con un corso meridiano attraversa il Benin centrale e meridionale per 450 km, sfociando nella laguna di Nokoué. Parallelamente a esso scorrono, più a ovest, altri tributari dell'Oceano Atlantico, tra cui il Kouffo e il Mono, che nel tratto inferiore fa da confine col Togo. La parte più settentrionale del Paese appartiene invece idrograficamente al bacino del Niger, che qui riceve vari affluenti, tra cui l'Alibori e il Mékrou, e in piccola misura a quello del Volta al quale tributa, tramite l'Oti, il fiume Pendjari.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolazione. Numerosi gruppi etnici, differenti tra loro culturalmente e linguisticamente, oltre che per caratteristiche somatiche, abitano il Paese. Assai varia è anche la distribuzione della popolazione. Le maggiori concentrazioni si hanno nel sud, in rapporto sia alle più ampie possibilità agricole sia al secolare processo di addensamento innescato dalle attività commerciali promosse dal colonialismo e all'urbanesimo relativo. Nella sezione meridionale vivono i gruppi etnici predominanti, i Fon, eredi del regno di Abomey, e gli Yoruba, venuti dalla Nigeria ma stanziati largamente nel Paese; inoltre nelle lagune sono insediate, in caratteristici villaggi palafitticoli, popolazioni di pescatori (Aizo ecc.). La sezione centrale del Paese ospita popolazioni (Adja o Agia, Ana ecc.) che rappresentano etnicamente l'anello di raccordo tra Fon e Guineani in genere e genti sudanesi, mentre nel nord, accanto a varie consistenti gruppi sudanesi (come i Bariba, i Dendi, i Peul), sopravvivono tribù residuali paleonegritiche quali i Somba dell'Atakora, agricoltori insediati nelle loro curiose case- fortezza (sukala). Il Benim è uno dei Paesi più densamente popolati dell'Africa occidentale. La rapida crescita demografica pone grossi problemi allo Stato e già da anni vi è una consistente emigrazione verso il Ghana. L'emigrazione riguarda certe zone del sud, dove vi è tra l'altro un continuo apporto di gente dal nord, che è povero e trascurato.

 

Città. Oltre la metà della popolazione è rurale; Cotonou, valorizzata dalla costruzione di un porto moderno, è oggi la città principale e più viva, sede delle attività economiche più incisive, meta principale degli uomini che lasciano i villaggi. Porto-Novo , la capitale, è rimasta la città di un tempo, con il suo urbanesimo di vecchio stampo africano. Ai margini della pianura costiera è situata Abomey, la cui storia è legata all'antico regno dei Fon; nel centro del Paese è Parakou, importante mercato agricolo e capolinea della ferrovia, mentre nel nord stanno prendendo forma nuovi centri con funzioni prevalentemente commerciali: i principali si trovano sulla grande strada meridiana che collega Cotonou al Niger.

Aspetti economici

Testo completo:

Non del tutto privo di risorse minerarie (sono stati scoperti per esempio giacimenti di petrolio nelle acque territoriali), favorito altresì dal punto di vista commerciale in quanto il centro portuale di Cotonou è largamente al servizio degli Stati vicini, il Benin rimane pur sempre un Paese assai povero, con un'economia basata su un'agricoltura di pura sussistenza. Così, nonostante i nuovi orientamenti politici dell'attuale governo socialista, volto a realizzare un modello di sviluppo in grado di ridurre la dipendenza del Paese dall'estero, con l'obiettivo prioritario di conseguire almeno l'autosufficienza alimentare, esso deve tuttora ricorrere in larga misura agli aiuti internazionali.

 

Agricoltura . L'agricoltura occupa oltre la metà della popolazione attiva, si regge tuttora pressoché interamente su due colture: il cotone e la palma da olio, che copre la maggior parte della superficie coltivata nella pianura costiera, oltre a notevoli quantitativi di noci. Per le necessità interne si coltivano nella fascia costiera vari prodotti alimentari come la manioca, il mais, le banane, alcuni ortaggi, mentre nella sezione centrale, come in tutto il nord, prevalgono i cereali poveri (miglio, sorgo) e le patate. Tra i prodotti avviati all'esportazione hanno invece una certa importanza, oltre al cotone e ai derivati della palma, il cacao e le arachidi.

 

Foreste, allevamento e pesca . Un terzo del territorio è ricoperto da foreste, che forniscono legname da opera e da ebanisteria (mogano, ebano ecc.). Nel settore zootecnico, anche per la scarsa estensione delle aree a prato e pascolo permanente, l'allevamento bovino è del tutto insufficiente rispetto alle richieste interne; predominano caprini e ovini, cui si aggiungono volatili e i numerosi suini allevati nei villaggi costieri. La pesca è praticata largamente nelle lagune e sulla costa; il pesce viene in parte essiccato.

 

Industria. Il patrimonio minerario consiste in modesti giacimenti di lignite, fosfati, ferro e petrolio, e l'industria estrattiva si limita in pratica ai materiali da costruzione. L'industria riguarda la lavorazione dei prodotti agricoli, annoverando perciò oleifici, pastifici, birrifici, complessi perla sgranatura del cotone ecc., cui vanno aggiunti taluni cementifici e una fabbrica per il montaggio di autoveicoli.

 

Comunicazioni. Le vie di comunicazione, sia stradali sia ferroviarie, sono relativamente buone e proseguono nei Paesi confinanti. Fulcro delle comunicazioni è Cotonou, capolinea della ferrovia e della grande strada del nord per il Niger, oltre che centro di raccordo stradale e ferroviario lungo la fascia costiera; il porto della città, di recente potenziato, è altresì al servizio del Niger, Paese privo di sbocco al mare, e della Nigeria, per la quale provvede ad alleggerire l'ormai eccessivo movimento di Lagos; Cotonou dispone infine di un ben attrezzato aeroporto internazionale.

Storia

Testo completo:

Cronologia 

Per una cronologia storica aggiornata del Benin, vedi la sezione Cronologia dell'Atlante di Nigrizia.

Elementi del periodo neolitico furono rintracciati nel 1956 e 1958 dalla missione Davies nel Benin settentrionale. L'esistenza d'una industria neolitica è testimoniata dalla scoperta – sempre nel Nord del Paese (Atakora, Somba, Savalou, Alibori) – di asce di pietra levigata e altri utensili. Tradizioni orali tramandate da popolazioni delle regioni sudoccidentali affermano che le genti adja si sarebbero stanziate verso il sec. XII o il XIII lungo le rive del Mono, dove sorgeva il centro di Tado. Successivamente un gruppo adja (o agia) avrebbe fondato più lontano la città di Allada (o Ardra) futura capitale del regno omonimo. Agli inizi del sec. XVII i tre figli del re Akpadi formarono con nuove conquiste i regni di Adjatché e di Kerelou Abomey. Quest'ultimo avrà gli sviluppi più fortunati e duraturi nei sec. XVII e XVIII. Nel 1818 il re di Abomey, Adandoza, fu deposto da Ghezo (denominato anche Dada, cioè il Buono), il quale regnò per 40 anni (1818-58) dando al Paese un forte e singolare apparato militare (fondò il corpo delle Amazzoni col quale riuscì a sconfiggere anche gli Yoruba). Ghezo seppe instaurare valide basi di collaborazione con gli europei e operare una coraggiosa e illuminata riconversione economica sostituendo al nefasto pilastro della tratta quello più edificante della coltura della palma da olio. Le prime ricognizioni europee del litorale del Benin risalgono ai portoghesi João de Santarem e Pedro de Escobar (1471-73). Il Portogallo entrò però ben presto in lotta, lungo tutte le coste del golfo di Guinea, con inglesi, olandesi e francesi impegnati anch'essi nell'esercizio del traffico degli schiavi che si protrasse fino all'inizio del sec. XIX. La Francia fondò nel 1704 a Ouidah una stazione commerciale che, abbandonata nel 1797, fu riattivata dai portoghesi per la raccolta e l'imbarco degli schiavi diretti al Brasile.

Nel 1843 M. Brue, agente della Società commerciale marsigliese Regis, stabilì i primi contatti col re Ghezo ad Abomey. Ne scaturì, il 1º luglio 1851, un trattato con la Francia, la quale dieci anni dopo stabiliva il suo protettorato su Porto-Novo. Nel 1868 il re Glèlè (1858-1889), succeduto a Ghezo, cedeva Cotonou ai francesi; ma in seguito i rapporti peggiorarono e, quando nel 1890 gli succedette il figlio Béhanzin, il contrasto degenerò in aperto conflitto e il re fu esiliato nella Martinica. Il nuovo re Agoliagbo firmò l'accettazione del protettorato francese.

Negli anni successivi la Francia delimitò, attraverso convenzioni con la Germania (1897) e con la Gran Bretagna (1898), i confini del Dahomey et Dépendances. Nel 1904 la colonia assunse – nel quadro della Federazione dell'Africa Occidentale Francese – una struttura politico-amministrativa definitiva. Con la Costituzione del 1946 che dava vita all'Unione francese, il Dahomey acquisì, al pari delle altre colonie francesi, lo status di territorio d'oltremare e, con la “Loi Cadre” del 1956, ottenne l'autonomia interna nel contesto della Comunità Francese. Costituitosi in Repubblica autonoma il 4 dicembre 1958 (Repubblica del Dahomey), il Paese si diede una propria Costituzione il 15 febbraio 1959. Il 30 maggio dello stesso anno entrò a far parte del Consiglio dell'Intesa insieme alla Costa d'Avorio, al Niger e all'Alto Volta (oggi Burkina). Infine il 1º agosto 1960 il Dahomey raggiunse la piena indipendenza e adottò una nuova Costituzione (26 novembre 1960).

La vita del nuovo Stato fu però travagliata da ricorrenti crisi politiche: nell'ottobre 1963 il governo del presidente Hubert Maga fu rovesciato da un colpo di stato militare che portò al potere il generale Nicéphore Soglo, a sua volta deposto nel dicembre 1967 da unità paracadutiste guidate dai maggiori Kouandété e Kérékou. Questi predisposero un ritorno al governo civile istituendo il 7 maggio 1970 un Consiglio Presidenziale formato dal triumvirato Maga, Apithy, Ahomadégbé, ma nel 1972 un colpo di stato militare consentì a Mathieu Kérékou di diventare capo dello Stato. Nel 1975 Kérékou proclamò l'adozione della via marxista-leninista e diede alla Repubblica del Dahomey l'odierna denominazione di Repubblica Popolare del Benin.

Nel 1979 fu eletta l'Assemblea Nazionale sulla base di una lista unica di candidati, che nel 1980 scelse come presidente della Repubblica lo stesso Kérékou. La lunga parentesi del regime instaurato da Kérékou, con il concorso del Partito della rivoluzione popolare (PRPB) entrò in crisi sul finire degli anni Ottanta nonostante ancora nel 1989 il presidente fu confermato nella carica dall'Assemblea nazionale rivoluzionaria. Spia evidente dell'insofferenza verso il dilagare della corruzione era già stato il tentativo di colpo di stato attuato nel 1988 da un gruppo di ufficiali. La situazione precipitò alla fine del 1989 quando, in seguito a una vasta contestazione che portò alla paralisi dell'amministrazione, delle scuole e dell'università, il PRPB fu costretto a rinunciare all'ideologia comunista e ad avviare un processo di liberalizzazione.

Nei primi mesi del 1990 una Conferenza delle forze vive della nazione, pur mantenendo Kérékou nell'incarico, nominò primo ministro Soglo (già al potere dal 1963 al 1967), abrogò la vecchia Costituzione, sciolse l'Assemblea nazionale rivoluzionaria e istituì un Alto Consiglio della Repubblica. Questo, assunte le funzioni di Assemblea legislativa provvisoria, varò una nuova Costituzione democratica che venne approvata con referendum (dicembre 1990). Le elezioni generali, svolte nel marzo 1991, confermarono la svolta e Soglo, vincitore, sostituì il vecchio dittatore nella carica di capo dello Stato. Le decisioni, soprattutto quelle economiche, del presidente Soglo furono però vivacemente contestate e gli furono mosse accuse non infondate di nepotismo, tanto che le elezioni del 1996 lo videro sconfitto nei confronti di Kérékou che venne nuovamente eletto presidente della Repubblica. Le scelte economiche contestate al suo predecessore erano però ormai inevitabili e anche Kérékou fu costretto a impopolari decisioni in questo campo.

Nel febbraio 1998, il malessere della popolazione sfociò in una dura protesta contro il governo, che fu costretto a ridefinire il programma di spesa pubblica. Kérékou e Soglo si candidarono anche alle elezioni del 2001: Soglo però accusando la parte avversa di brogli elettorali si ritirò consegnando la vittoria al presidente in carica. Nel marzo del 2006 Kérékou concluse il suo secondo e ultimo mandato come presidente del Benin e con esso anche la sua carriera di leader del Paese durata ca. 33 anni. Nuovo presidente veniva eletto Yayi Boni.

Popolazione

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Popolazione totale: 8849892
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Popolazione urbana (%): 44,92
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Gruppi etnici:

Von 39,2%, Adja 15,2%, Yoruba 12,3%, Bariba 9,2%, Peul 7%, Ottamari 6,1%, Yoa-Lokpa 4%, Dendi 2,5%, altri 1,6%, non specificati 2,9%

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Lingue:

Francese (ufficiale), Von e Yoruba e altre

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Religioni:

Cristiani 42,8%, Musulmani 24,4%, Voudou 17,3%, altre 15,5%

Demografia

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Tasso di crescita: 2,96
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Tasso di natalità: 40,74
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Tasso di mortalità: 12,44

Media dell'area geografica: 12.313125014305 (su un totale di 16 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 94,70
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Tasso di mortalità infantile maschile: 101,10
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Tasso di fecondità totale: 5,49
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Rapporto tra i sessi: 97,27
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,04
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Età mediana: 17,95
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Aspettativa di vita maschile: 52,72
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Aspettativa di vita femminile: 56,50

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 166

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 7,30
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 14,75
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Tasso di crescita annua: 3,50
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 802,16
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 1.620,37
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 32
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 13
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 54
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -728
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Tasso di corruzione: 36
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Debito pubblico (%/PIL): 0,00
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Tasso di inflazione : 1,81
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Tasso di disoccupazione: 0,00
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Debito estero (milioni di $): 1.422,68
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Saldo migratorio: 50000
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 780
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 1610
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 47

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 18
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Tasso diffusione HIV (stima) : 1,20
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Diffusione contraccettivi (%): 17
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Diffusione assistenza prenatale (%): 84
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Assistenza specializzata al parto (%): 74
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Tasso di mortalità materna: 410
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 84
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 69
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 75
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 24
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 4
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 12

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 43
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 65
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 58
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 65
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 23
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 34

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 28,33
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 1,68
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 85,33
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Numero reti televisive: 6
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 3,50

Trasporti

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Aeroporti:

5

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Densità stradale (km/100 km²):

 

(?)
Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,7

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Porti:

1

Popoli

Come nel caso degli ambienti naturali, anche dal punto di vista etnico il Benin presenta notevoli diversità al suo interno. In particolare, sebbene la gran parte delle etnie presenti appartenga a un solo ceppo etno-linguistico, quello chiamato niger-kordofan, è possibile distinguere chiaramente un sottogruppo etno-linguistico guineano al sud e uno di origine voltaica che occupa essenzialmente le regioni settentrionali.

I somba 

I Somba

I Somba sono una delle popolazioni che più hanno mantenuto il legame con la propria cultura tradizionale. L'antropologo italiano Marco Aime ha raccontato la sua esperienza di ricerca nelle regioni settentrionali del Benin, in zona Somba, nel libro Le nuvole dell'Atacora. Leggi un'anteprima del libro.

 

A Sud, nelle zone del gruppo linguistico kwa, le etnie prevalenti sono i Fon (circa il 40% della popolazione totale del paese), gli Yoruba e gli Adja.

Nella parte centrale e settentrionale si trovano le etnie appartenenti al gruppo etno-linguistico gur (voltaico). Di questo gruppo fanno parte le popolazioni Bariba e quelle note sotto il nome di Somba.

Tra le etnie più importanti occorre segnalare anche i Peul, le popolazioni nomadi presenti in tutta l'Africa occidentale che migrano periodicamente dalle regioni saheliane fino alle zone centrali e settentrionali del Benin.

Territori urbani

La popolazione urbana del Benin si concentra nella fascia costiera e in particolare nelle due città principali: la capitale amministrativa Porto Novo e la capitale economica, Cotonou.

Nella capitale amministrativa, che conta circa 250.000 abitanti, sono presenti importanti esempi di architettura coloniale. La rivista Africa e Mediterraneo ha dedicato un numero monografico al tema del turismo e del patrimonio architettonico del Benin. Leggi la scheda di un articolo di approfondimento sull'architettura cattolica, presente in modo molto significativo a Porto e Novo e nella vicina Ouidah.

 

La cittadina costiera di Ouidah è molto importante per la storia della schiavitù: in epoca coloniale, infatti, era uno dei principali centri di vendita e imbarco degli schiavi destinati al lavoro nei campi nel continente americano. Oggi nella città sorgono un museo e diversi monumenti che ricordano questa pagina della storia africana e mondiale. Il monumento più noto in questo senso è la Porta del non ritorno. Leggi il racconto di viaggio a Ouidah di uno studente italiano.

 

 

Un altro centro urbano molto rilevante dal punto di vista culturale è Abomey, nella zona centro-meridionale del Paese. Abomey è stata per diversi secoli la capitale del regno Dahomey fondato dall'etnia fon nel XVII secolo. Oggi è uno dei siti considerati Patrimonio Culturale dell'Umanità dall'Unesco, l'ente delle Nazioni Unite per la cultura e l'educazione.

Nella parte centrale del paese sorge invece Parakou, centro industriale e commerciale che conta oggi più di 100.000 abitanti.

Territori rurali

Le aree rurali hanno caratteristiche molto differenti nelle diverse aree climatiche del paese: dalle regioni forestali del Sud, fino alle savane più asciutte delle regioni settentrionali.

A Sud, il clima consente anche lo sviluppo di un'agricoltura da piantagione destinata all'esportazione che però sottrae terre alla foresta e all'agricoltura tradizionale. I principali prodotti sono l'ananas e la palma da olio. Proprio la palma da olio è oggetto di attenzione a livello internazionale perché la sua coltivazione è sempre più destinata alla produzione di combustibile.

Nel Nord le colture da esportazione sono soprattutto il cotone e l'anacardo. Il primo soprattutto costituisce una parte notevole delle entrate del paese ed è coltivato da centinaia di migliaia di famiglie in Benin e in altri paesi dell'Africa occidentale (Mali, Burkina Faso, Costa d'Avorio). La recente crisi del prezzo del cotone ha però portato molti agricoltori ad abbandonare questa coltura perché non più redditizia.

Mentre le coltivazioni destinate all'esportazione subiscono le fluttuazioni del mercato internazionale, sta crescendo l'importanza dei prodotti agricoli destinati al mercato locale: mais, arachidi, frutta e verdura, tuberi come l'igname e la manioca.

L'associazione Mani Tese promuove una serie di e la trasformano in gari, una sorta di cous cous che viene venduto nei mercati locali.

Gruppo di donne coltivatrici di manioca nel Nord del Benin

Flora, fauna e attività umane

Nonostante la scomparsa di molte specie animali nel corso degli ultimi decenni, i parchi nazionali del Benin rimangono ancora uno dei pochi luoghi in Africa occidentale dove è possibile osservare la fauna tipica della savana: leoni, elefanti, antilopi, ...

In Benin sono presenti anche molte specie vegetali, anch'esse però minacciate dallo sfruttamento del territorio a fini agricoli, per l'esportazione di legname o dall'espansione dei centri urbani.

Il Teak è un albero molto presente in Benin che viene utilizzato in occidente per la realizzazione di mobili, ma anche come legno per parquet. L'organizzazione internazionale Greenpeace ha realizzato una guida all'acquisto di parquet per proteggere le foreste. Leggi la sezione relativa al teak africano.

La difesa della diversità biologica presente sul territorio è profondamente connessa con la cultura e l'organizzazione sociale delle popolazioni locali. Leggi un articolo sul legame tra difesa della biodiversità e i culti vodoo tipici del Benin e del Togo meridionale.

Giochi

 

Anche in Benin si trova il tradizionale "gioco della semina" presente in gran parte dell'Africa. Il gioco, le cui regole variano leggermente nelle diverse regioni del mondo, fa parte di una grande famiglia di giochi, detta Mancala.

Il wari o "gioco della semina"

 

 

Il Benin partecipa alle Olimpiadi dal 1972, ma nessun atleta è mai salito sul podio.

La nazionale di calcio del Benin non ha mai ottenuto risultati di rilievo. Il giocatore più noto sulla scena internazionale è Stéphane Sessègnon, attualmente in forza al Paris Saint Germain.

Feste

Nelle regioni costiere del Benin ha avuto origine la religione Vodun, poi trasportata con la tratta degli schiavi, anche nel continente americano, soprattutto nell'isola di Haiti. Il Vodun è caratterizzato da una profonda teologia e da rituali molto complessi che talvolta sono stati banalizzati dai racconti europei. I riti vodun si trovano in varie versioni, più e meno semplificate, in molti film occidentali. Tra le pellicole più note che hanno tentato di interpretare in chiave horror l'atmosfera dei riti vodun, è possibile citare il film Ho camminato con uno zombie.

Le feste religiose più celebrate sono quelle del calendario cristiano e islamico. Come in molti stati dell'Africa occidentale ha un particolare rilievo la festa di Tabaski, la festa musulmana che celebra l'episodio biblico del sacrificio di Isacco.

La principale festa civile è la Festa dell'Indipendenza: il 1° agosto del 2010 il Benin ha celebrato i 50 dalla liberazione dalla dominazione coloniale francese.

 

 

 

 

Reti stradali e ferroviarie

La rete stradale e ferroviaria del Benin riprende la struttura tipica del periodo coloniale quando le infrastrutture erano essenzialmente costruite per collegare le zone interne di produzione agricola con le città portuali della costa.

Negli ultimi anni la presenza cinese in Africa è cresciuta molto rapidamente, soprattutto nel settore delle infrastrutture. Spesso la Cina stipula accordi con i governi africani offrendo la costruzione di infrastrutture in cambio dell'accesso alle risorse (petrolio, minerali, terre coltivabli). I rapporti tra Benin e Cina sono particolarmente intensi e stanno contribuendo alla trasformazione della viabilità della città di Cotonou.

Monete e banconote

Il Benin, come tutti i paesi dell'Unione Economica e Monetaria dell'Africa Occidentale (UEMOA), utilizza come moneta il Franco CFA.

Tale divisa è

l’erede della moneta coloniale francese e fino al 1999 il suo valore era direttamente collegato a quello della moneta francese.

Nel 1994 il franco FCFA venne svalutato per rendere più competitive le esportazioni dei paesi africani, ma questa scelta portò a un incremento dei prezzi dei beni di cosumo che ebbe pesanti ripercussioni sulla vita delle popolazioni degli stati membri.

Dal 1999 il valore del Franco CFA è direttamente collegato all’euro ed è definito da un cambio fisso (1 euro= 655,957 FCFA).

 

Arte tradizionale e moderna

Il regno del Benin ebbe il suo centro nell'attuale Nigeria, ma estese la sua influenza anche in territori che oggi si trovano nello stato del Benin. Questo regno è celebre in tutto il mondo per la qualità delle sue sculture in bronzo.

 

Nel 2005 è stata creata a Cotonou la Fondazione Zinsou, uno dei centri più rilevanti dell'arte contemporanea africana in Africa occidentale.

L'artista contemporaneo più noto a li vello mondiale è probabilmente Romuald Hazoumè, scultore celebre in particolare per i suoi lavori nei quali reinterpreta le tipiche maschere africane attraverso l'utilizzo di bidoni di plastica.

I fratelli Dakpogan invece sono due noti artisti del ferro.

Musiche e danze

La cantante Angelique Kidjo è oggi una delle voci africane più note in tutto il mondo. Nel 2006 è diventata celebre anche al grande pubblico italiano per la collaborazione con la cantante Carmen Consoli. Ascolta un brano nato dalla collaborazione tra le due artiste.

Angelique Kidjo è anche ambasciatrice dell'Unicef, il Fondo della Nazioni Unite per l'infanzia.

La Gangbe Brass Band è un complesso fondato a Cotonou da dieci musicisti che fonde la musica tradizionale beninese con elementi caratteristici del jazz.

Fiabe e racconti

Il giornalista e scrittore Paolo Valente ha raccolto alcune fiabe beninesi nei libri "La Papaia di Senan". Leggi la fiaba che dà il titolo al libro.

Altre fiabe provenienti dal Benin sono state raccolte da Paolo Valente nel libro "Racconti del vento". Leggi Gocce di pace,

Sempre in italiano è possibile leggere la raccolta di favole beninesi di Gianni Capaccioni "Il mango racconta".

Leggi un breve elenco di proverbi africani, con alcuni esempi provenienti dal Benin.

Cibo, alimentazione e ricette

Le tradizioni alimentari sono fortemente connesse con i prodotti agricoli disponibili nelle diverse regioni del Benin: se dunque nellle regioni meridionali e centrali umide si trovano più facilmente frutti o tuberi come l'igname, nel Nord prevale un'alimentazione a base di cereali come il sorgo.

Igname

 

 

Come in tutta l'Africa, tuttavia, nelle città stanno cambiando i costumi alimentari e prevalgono sempre di più prodotti più pratici come il riso, la pasta, il pane, in gran parte prodotti con cereali importati dall'estero. Proprio per ridurre la dipendenza dai mercati internazionali molti paesi si stanno impegnando per aumentare la produzione di riso o cercare alternative.

Tra le alternative che stanno riscuotendo il maggior successo vi è certamente il gari, una sorta di cous cous di manioca un tempo diffuso soprattutto nelle zone meridionali e centrali del paese, ma oggi sempre più presente anche nel Nord del paese. L'Organizzazione Non Governativa Mani Tese promuove un progetto di sostegno alle cooperative di donne che producono il gari.

Nelle zone settentrionali si trova anche il karitè una pianta molto diffusa nelle savane dell'Africa occidentale i cui semi vengono abitualmente trasformati in un burro utilizzato sia in alimentazione che in ambito cosmetico.

Testimonianze

Negli ultimi anni è emersa in modo sempre più forte la problematica dei vidomegon, i bambini affidati dalle famiglie a parenti o mediatori per avviarli al lavoro, ma che in realtà finiscono in situazioni di schiavitù. Leggi alcune testimonianze.

Nel 2010 quattro parlamentari italiane hanno visitato il Benin, proprio nell'ambito di un progetto dell'Unicef per contrastare il traffico di bambini. Leggi il diario del loro viaggio.

Barbara Borgini, architetto, ha fondato nel 2005 l'Associazione Atout African arch.it, per valorizzare il patrimonio architettonico tradizionale in Benin. Leggi una sua intervista.

Negli ultimi anni stanno crescendo le esperienze di turismo responsabile, cioè di un turismo che si impegna a rispettare l'ambiente, le società e le culture locali. Leggi una testimonianza relativa al Benin.

Personaggi

Sebbene si sia ormai ritirato dalla politic attiva, Mathieu Kerekou è il simbolo della storia politica del Benin.

 

Oggi il personaggio beninese più noto all'estero è certamente la cantante Angelique Kidjo (v. foto). Leggi una sua intervista sul ruolo della scuola nella società africana.

 

Tra i beninesi noti nel mondo è possibile citare anche l'arbitro Coffi Codja. Considerato uno dei migliori fischietti del continente, ha visto compromessa la possibilità di arbitrare al terzo mondiale consecutivo a causa di un'errata conduzione della partita di qualificazione Algeria-Egitto.

Fratel Fiorenzo Priuli è un chirurgo italiano che ha dedicato la sua vita allo sviluppo dell'ospedale di Tanguieta, nella parte settentrionale del Benin.