conosci

Paesi | Africa | Africa centrale | Repubblica Democratica del Congo

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Kinshasa
Superficie (km²): 2344860
Densità (ab/km²): 25
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.presidentrdc.cd/
Data dell'indipendenza: 30 Giugno 1960
Indipendenza da: Belgio
Moneta: Franco CFA
Membership:

ACCT, ACP, AfDB, AU, CEPGL, COMESA, FAO, G-24, G-77, IAEA, IBRD, ICAO, ICCt, ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, IHO (sospeso), ILO, IMF, IMO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC, MIGA, NAM, OIF, OPCW, PCA, SADC, UN, UNCTAD, UNESCO, UNHCR, UNIDO, UNWTO, UPU, WCL, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il Paese corrisponde in larga misura al bacino del fiume Congo (donde il nome di Congo per l'intero territorio, introdotto dagli Europei quando, nel XVI secolo, vennero in contatto con uno dei molti reami locali, quello del Kongo; Congo è invece il termine dato dagli Africani al fiume), uno dei maggiori corsi d'acqua della Terra, per ampiezza di bacino il secondo su scala mondiale e il primo dell'Africa. Più specificamente il territorio è centrato sulla vasta depressione tettonica, forse la più marcata della piatta, uniforme struttura dell'Africa, che si distende tra i rilievi marginali atlantici a ovest (sull'Oceano in effetti la Repubblica Democratica del Congo ha uno sbocco assai esiguo oltre che morfologicamente piuttosto chiuso), i tavolati dell'Africa alta delimitanti il bacino del Nilo a est, la dorsale centrafricana demarcante il bacino del Lago Ciad a nord e gli altopiani dell'Angola delimitanti il bacino dello Zambesi a sud. La subsidenza si è formata in seguito al lento, progressivo abbassamento di una zona crustale che è stata via via coperta da sedimenti continentali e marittimi. Dal Paleozoico sino agli inizi dell'era cenozoica, infatti, il mare occupò in varie riprese la depressione e vi ha lasciato diverse coltri sedimentarie sovrappostesi ai terreni archeozoici dello zoccolo continentale. Durante il Cenozoico la depressione venne definendosi nelle sue forme attuali attraverso episodi tettonici che hanno determinato un nuovo abbassamento della zona congolese (il fondo della conca è oggi situato a circa 400 m sopra il livello del mare) e l'assestamento della cintura montagnosa che la delimita tutt'intorno. La conformazione dell'insieme, con i rilievi che digradano con terrazze verso la conca centrale, porta a paragonare la depressione a un grande anfiteatro. Le dorsali periferiche e la cintura di altopiani che orlano la depressione sono costituite da rocce cristalline e scistose dell'antico imbasamento rimaste estranee alle sedimentazioni avvenute nella parte interna del bacino; tali formazioni archeozoiche non sono state tuttavia esenti da moti tettonici verticali, legati alle perturbazioni connesse con la nascita stessa della subsidenza: sono emersi così blocchi compatti di graniti e gneiss, che in taluni casi assumono l'aspetto di vere e proprie montagne. Un possente Horst è il Ruwenzori (5.119 m), massima cima della Repubblica democratica del Congo e seconda dell'Africa, incluso nella grandiosa serie di rilievi che orla la fossa (Rift Valley ) estafricana e che comprende, in territorio congolese, imponenti edifici vulcanici come il Karisimbi (4.507 m). L'altra principale area montuosa della Repubblica Democratica del Congo corrisponde alla sezione sud-orientale, dove si stendono gli altopiani dello Shaba, a struttura prevalentemente tabulare; a essi si sovrappongono le masse paleozoiche che formano la catena dei Mitumba (1.718 m), sviluppata dal Lago Tanganica verso sud-ovest per oltre 600 km. L'orlatura occidentale, atlantica, è costituita essa pure da tavolati archeozoici; si abbassa sensibilmente nel corridoio in cui il Congo si è incanalato, a iniziare dal Cenozoico, per raggiungere la costa; scendendo verso l'esigua pianura litoranea il fiume ha marcatamente inciso tali rilievi, dando origine a una serie di rapide e cascate intitolate a Livingstone . Manca infine di morfologia unitaria l'arco settentrionale del Paese; rotto da grandi solchi vallivi, mostra una successione di ondulazioni collinari tra aree depresse percorse dai fiumi e digradanti con ampi gradini verso la depressione dell'Alto Congo.
Clima. La Repubblica democratica del Congo è per gran parte compreso entro l'isoieta dei 1.200 mm: i massimi di piovosità si registrano nel centro della depressione con valori superiori ai 2.000 mm annui. Le elevate precipitazioni sono la manifestazione di un tipico clima equatoriale: la regione è infatti attraversata dall'Equatore e quindi rientra nella fascia delle convergenze intertropicali. Piove quasi tutto l'anno, con massimi che si alternano a nord e a sud dell'Equatore in corrispondenza delle zenitazioni solari, con lievi attenuazioni (stagione secca) nei periodi interposti: da dicembre a febbraio e da maggio a settembre rispettivamente a nord e a sud della linea equatoriale. La stagione secca si prolunga ulteriormente nelle zone più lontane dall'Equatore, come nello Shaba, dove si verificano anche le precipitazioni più basse. Le temperature non registrano forti variazioni né annuali né giornaliere, tranne che sulle alte terre (Shaba, regione dei laghi), e si mantengono entro valori medi non eccessivamente elevati: a Kinshasa variano tra i 26 °C e i 22 °C. Sensibile è sempre il grado di umidità relativa, in media tra il 75% e l'80% nelle regioni interne della depressione.
Flora. In rapporto alle condizioni climatiche, il bacino del Congo costituisce il maggior dominio della foresta equatoriale in Africa: essa comprende sia la foresta primaria con alberi ad alto fusto (ma ormai molto diradate sono talune essenze di pregio, come l'ebano e il mogano), sia la foresta secondaria, più eterogenea, su suoli inondati o su terreni asciutti. Verso i margini della depressione la foresta trapassa in savane arborate o in foreste rade che copr no gli altopiani dello Shaba, del Kasai e quelli centrafricani, venati dalle strisce sempreverdi della foresta a galleria lungo i fiumi: in queste aree marginali si trovano sui suoli poveri ampie savane erbose con vegetazione xerofila e graminacee, intercalata da piante arboree come l'acacia. Un ammanto forestale, spesso esuberante anche se relativamente povero di specie, copre i rilievi più orientale intorno ai laghi della fossa estafricana.
Idrografia. La ricchissima rete idrografica è, si può dire, la struttura portante del territorio della Repubblica democratica del Congo: essa costituisce tra l'altro un elemento di fondamentale importanza nel sistema di comunicazioni del Paese, che ancor oggi si svolgono in larga misura per via fluviale. L'idrografia si incentra naturalmente sul Congo , il cui poderoso bacino (3.690.000 km 2 ), essenzialmente disteso nella fascia equatoriale, è secondo a quello del Rio delle Amazzoni. Eccezionale è anche la sua costanza di portata (presso la foce va dai 30.000 m3/s dei periodi di magra ai 75.000 m3/s di quelli di piena) in quanto il tributo di acqua degli affluenti di sinistra e di destra è complementare nell'arco annuale dato che a sud e a nord dell'Equatore le stagioni più piovose sono alternate. Nato col nome di Lualaba dalla catena dei Mitumba, è alimentato da molteplici affluenti tra cui il Luvua, che gli apporta le acque del lago Mweru , e il Lukuga quelle del Lago Tanganica . Descritto un ampio arco a cavallo dell'Equatore e arricchito dall'apporto di altri imponenti tributari tra cui da sinistra il Kasai, che raccoglie le acque delle alteterre angolane, e da destra l'Oubangui (Ubangi), che drena gli altopiani centrafricani, il Congo è ormai un fiume ampio, maestoso, navigabile per oltre 1.600 km. Prima di uscire dalla depressione, dove in vaste aree anfibie e lacustri (per esempio il Lago Maï-Ndombe, ex Leopoldo II) scarica parte delle acque, forma una sorta di bacino lacustre, il Pool Malebo (ex Stanley Pool); quindi, scavato un angusto passaggio nei rilievi costieri, scende all'Atlantico con le già ricordate Cascate Livingstone . Il territorio congolese manca di laghi propri di rilievo, eccetto il Maï-Ndombe; vi rientrano però le sezioni occidentali dei laghi Mweru, Tanganica, Kivu , Edoardo e Alberto .

Ambiente umano

Testo completo:

Gruppi etnici. In relazione alla vastità del territorio e alla varietà dei suoi ambienti naturali, il quadro etnico della popolazione si presenta piuttosto complesso. Secondo una distinzione corrente, non rigorosamente scientifica, ma che si presta meglio a dare un quadro etnico sufficientemente chiaro del Paese, si possono distinguere quattro principali gruppi: i Bantu, i Sudanesi, i Nilotici e i Pigmei . I Bantu giunsero probabilmente nell'attuale Repubblica Democratica del Congo provenienti dalle regioni settentrionali nei secoli X-XIV; di certo fondarono regni che gli Europei, al loro arrivo nel XVI secolo, trovarono assai fiorenti, specie quelli dei Luba, dei Lunda, dei Congo. I Bantu, la cui tradizionale economia si basava sull'agricoltura itinerante, oggi costituiscono la grande maggioranza della popolazione del Paese e, rappresentati da numerosi sottogruppi, sono stanziati prevalentemente nelle regioni centrale e meridionale della Repubblica Democratica del Congo; nel nord invece predominano le genti sudanesi (Sandè-Mangbetu), che giunsero in tempi recenti, dal XVI secolo al XIX, e, limitati all'estrema area nord-orientale, alcuni gruppi nilotici, fra cui gli Alur. Pressoché distribuiti nelle regioni forestali dell'intero territorio vivono infine piccoli nuclei di Pigmei; essi rappresentano i gruppi residuali, in progressiva riduzione (sono oggi forse 80-100.000 individui), di una popolazione aborigena, sopraffatta dall'invasione bantu, presente in Africa sin dal Paleolitico e il cui arcaico modo di vita silvestre è fondato sulla caccia e sulla raccolta di vegetali commestibili. Anche il numero degli Europei, soprattutto Belgi, Portoghesi e Italiani, che un tempo costituivano una cospicua colonia (109.000 nel 1959), si è notevolmente ridotto negli ultimi anni, in conseguenza dei gravi sconvolgimenti politici che si sono verificati nel Paese dopo la proclamazione dell'indipendenza.

Sviluppo demografico. La popolazione della Repubblica Democratica del Congo ammonta a 46,7 milioni di abitanti. E' un valore piuttosto modesto, ma nel valutarlo bisogna tenere presente due fattori: il regime coloniale che, in particolare nei primi tempi, era fondato sullo sfruttamento schiavistico della popolazione; l'elevatissima mortalità provocata fin quasi ai nostri giorni dalla pressoché assoluta mancanza di pratiche igienico-sanitarie. Soltanto negli ultimi decenni l'andamento demografico del Paese ha segnato un ritmo notevole (si è passati dai 12 milioni di abitanti del 1957 agli attuali 46,7 milioni), con un elevato incremento, determinato da un accresciuto tasso di natalità, ma soprattutto da una forte contrazione del tasso di mortalità.

Distribuzione. La popolazione è distribuita in modo molto ineguale, in relazione alle diverse condizioni ambientali e al grado di difesa dalle malattie. Le densità più elevate (oltre 20 abitant i/km 2 ) si registrano infatti nelle zone più dinamiche economicamente fin dall'inizio dell'epoca coloniale, cioè il medio e basso corso del Congo, la regione occidentale che dal Pool Malebo (ex Stanley Pool) si estende fino alla costa, gli altopiani del Kasai, nonché le alte terre orientali favorite notevolmente dall'ambiente più salubre.

Insediamenti. Fra le forme d'insediamento predomina quella di tipo rurale; il villaggio tradizionale più diffuso ha generalmente le capanne di legno e di fibre incrociate, a pianta rettangolare, tetto e spioventi. Numerose sono tuttavia le differenziazioni regionali, in relazione soprattutto ai diversi ambienti naturali e alle culture delle singole tribù. Estremamente elementare è il villaggio pigmeo, che si compone di un insieme di modesti ricoveri di scorze o di foglie intrecciate disposte su un'intelaiatura di rami flessibili.

Città. Più che una vera e propria trama urbana, la Repubblica Democratica del Congo, come del resto tutti i Paesi in via di sviluppo, presenta alcune popolose città ingranditesi nel corso di questo secolo in seguito alla colonizzazione belga e allo sfruttamento minerario; l'urbanizzazione si è però enormemente accentuata dopo la guerra civile, che ha visto afflussi di portata spesso drammatica e vere e proprie fughe dai villaggi rurali. L'esempio più macroscopico è offerto da Kinshasa, l'ex Leopoldville, capitale della Repubblica Democratica del Congo, situata sulle rive del Pool Malebo, vertice di tutta l'organizzazione territoriale del nuovo Stato, centro di mediazione tra il vasto bacino congolese, di cui è il maggior porto fluviale, e la costa atlantica. Kinshasa è di gran lunga la più popolosa città dell'Africa nera, con 4,7 milioni di abitanti l'agglomerato urbano. La capitale, primario centro finanziario e culturale, è inoltre capolinea della ferrovia per Matadi, principale porto marittimo del Paese sull'estuario del Congo. Le altre maggiori città congolesi si sono in genere sviluppate in funzione delle attività minerarie e delle connesse industrie; è il caso di Kananga, ex Luluabourg, e della vicina Mbuji-Mayi, capoluogo rispettivamente del Kasai Occidentale e Orientale , e di Lubumbashi, ex Elisabethville , dove si raggruppano le principali industrie legate allo sfruttamento dei giacimenti dello Shaba (o Katanga); Kisangani , ex Stanleyville , capoluogo della provincia Orientale, è invece soprattutto grande porto fluviale che raccorda l'alto e il basso bacino del Congo, attivissimo nodo commerciale per le comunicazioni con l'Africa orientale, mentre Bukavu è un'accogliente città sulla riva del Lago Kivu, in un'area di ricche piantagioni.

Aspetti economici

Testo completo:

Date le molteplici e poderose risorse naturali di cui dispone (rilevantissime ricchezze minerarie, un gigantesco patrimonio forestale, un non meno ingente potenziale idroelettrico, cospicue possibilità per l'agricoltura), risorse che, opportunamente utilizzate, avrebbero potuto fare di questo Paese una vera potenza economica, almeno su scala continentale, la Repubblica Democratica del Congo rappresenta forse l'esempio di malgoverno, di scelte errate, di sfruttamento improduttivo più macroscopico di tutta l'Africa. Alla prova dei fatti si può dire che dall'indipendenza a oggi sia stato dilapidato un colossale patrimonio (che si aggiunge a quello già dilapidato in epoca coloniale) senza che siano sostanzialmente migliorate le condizioni di vita della popolazione, senza aver creato un'autentica via di affrancamento economico del Paese, nel quale tutte le attività principali, a cominciare naturalmente da quelle estrattive, sono ancora in mani straniere, per lo più di potentissime multinazionali.

Profilo generale. Il tessuto economico della Repubblica Democratica del Congo è rimasto, a grandi linee, quello tracciato con la conquista coloniale, quando città, vie di comunicazione, industrie, infrastrutture in genere furono create in funzione diretta delle richieste delle società straniere interessate a sfruttare le risorse dell'immenso territorio. Situazione questa tipicamente africana, ma aggravata dal fatto che nella Repubblica democratica del Congo lo sfruttamento coloniale fu particolarmente rozzo, di immediato depredamento; in particolare l'Union Minière du Haut Katanga operò con la massima spregiudicatezza come un vero e proprio Stato nello Stato, date appunto le enormi ricchezze del Katanga (oggi Shaba). Quando i Belgi si ritirarono, nel 1960, fu la crisi generale del Paese: crisi politica oltreché economica, in quanto il Belgio aveva sistematicamente tenuti lontani i Congolesi da ogni attività di rilievo onde ritardare il più possibile il pur inevitabile processo di affrancamento della colonia. Al momento dell'indipendenza si ebbe quindi un assoluto vuoto di potere, sicché tra l'altro fu facile da parte delle multinazionali fomentare la secessione dell'allora Katanga e in genere accendere focolai di guerriglia nel Paese. Per non essere paralizzata dalla crisi totale la Repubblica Democratica del Congo fu costretta a mantenere i precedenti rapporti con il capitalismo occidentale; l'Union Minière, benché venisse nazionalizzata nel 1967 e assumesse la nuova denominazione di GECAMINES (La Générale des Carrières et des Mines du Zaïre), continuò e continua ad assicurarsi una parte cospicua dello sfruttamento minerario. A partire dal 1973 il governo dava avvio a una serie di nazionalizzazioni delle altre principali società estere, adottando la cosiddetta "politica di zairizzazione" o "via zairese al socialismo". Espropri e nazionalizzazioni si tradussero però nel puro e semplice accrescimento di privilegi per i pochi al potere, specie per gli esponenti della borghesia nazionale tipicamente burocratica, inefficiente quanto corrotta. Il controllo delle aziende venne assegnato a funzionari in genere assolutamente impreparati, sicché in luogo del necessario incremento industriale si verificò un drastico calo delle produzioni; né migliori esiti ebbe l'agricoltura, essa pure abbandonata a se stessa. In concomitanza della gravissima recessione mondiale e del crollo sui mercati internazionali del prezzo del rame, principale merce d'esportazione, il Paese si trovò sull'orlo della crisi totale. Così già a partire dal 1976 venivano riprivatizzate molte delle aziende da poco statalizzate, consacrando in tal modo il ritorno a una gestione neocoloniale dell'economia del Paese. L'inflazione oscilla di anno in anno su tassi altissimi, così come altissima è la disoccupazione. Il prodotto nazionale è in continua diminuzione, mentre il crollo delle esportazioni ha provocato un'impennata del debito estero e la svalutazione della moneta locale.

Agricoltura e foreste. Gran parte della popolazione attiva è occupata nell'agricoltura, che peraltro dispone di aree piuttosto esigue, circa il 3,4% della superficie territoriale; grave è la penuria per quanto riguarda i prodotti alimentari. Da parte loro i Belgi trascurarono quasi completamente le produzioni di sussistenza ed espropriarono i terreni migliori per introdurre l'agricoltura commerciale. Inoltre le scelte governative di politica economica hanno mirato a privilegiare la sola attività mineraria e a creare gigantesche opere pubbliche, costosissime quanto in realtà poco utili per il Paese. All'ambiente tropicale si adattano soprattutto tuberi come la manioca e la batata; tra i cereali hanno una certa diffusione solo il mais e il riso, mentre fra le colture ortofrutticole prevalgono i pomodori, gli agrumi, gli ananas e le banane. Anche le colture commerciali, benché localizzate nelle aree più fertili e che in passato contribuivano in larga misura alle complessive esportazioni, hanno pesantemente risentito della generale crisi dell'ambiente rurale; in linea di massima le produzioni registrano un netto decremento rispetto a quelle del passato. Principale prodotto è il caffè, diffuso nelle alte terre orientali, a cui segue il cotone, coltivato prevalentemente nelle aree savaniche a nord dell'Equatore; nelle pianure costiere e nel medio bacino del Congo è invece ben rappresentata la palma da olio; altre oleaginose sono il sesamo, la soia e soprattutto le arachidi. Si coltivano inoltre tè, diffuso nella regione del Kivu, cacao, tabacco, canna da zucchero, piante tessili come il kenaf e l'agave sisalana. Ingentissimo è il patrimonio forestale; boschi e foreste coprono circa il 74% del territorio e costituiscono la più estesa superficie forestale del continente, ricco di essenze pregiate come il kambala, il limbali e l'acajù, nonché di Hevea. Lo sfruttamento è al solito limitato dalla mancanza di idonee vie di comunicazione, sicché la produzione di legname è piuttosto modesta così come quella di caucciù.

Allevamento e pesca. Scarsamente praticato è l'allevamento, anche per le sfavorevoli condizioni ambientali; in particolare i bovini sono fortemente ostacolati dalla presenza, in tutta l'area congolese, della mosca tsè-tsè: le zone migliori sono gli altopiani dell'Ituri, del Kivu, dello Shaba e del Kasai. Si allevano altresì caprini, ovini, suini e volatili da cortile. Un ruolo piuttosto modesto ha anche la pesca, praticata con metodi arretrati e in prevalenza nelle acque interne; la mancanza di impianti conservieri impedisce una vera e propria commercializzazione dei prodotti ittici.

Risorse minerarie. La grande ricchezza della Repubblica democratica del Congo è costituita dalle risorse minerarie, che contribuiscono per gran parte alle esportazioni del Paese e sono particolarmente cospicue per quanto riguarda i diamanti, il cobalto e il rame. La principale area estrattiva è, come si è detto, quella dello Shaba (Katanga), per la presenza di vasti giacimenti di minerali cupriferi (continuazione del Copper Belt della Zambia e dello Zimbabwe ) che contengono anche zinco e cobalto. Per il rame la produzione odierna, a causa de ll'instabilità politica del Paese, è di molto inferiore a quella degli anni precedenti, così come per il cobalto, lo zinco, l' argento (proveniente dallo Shaba), lo stagno, il cadmio, il tungsteno, l'uranio, il radio e il germanio. Un'altra ricca area mineraria si trova nel Kasai, specie per i diamanti (i principali giacimenti sono quelli di Tshikapa e di Mbuji-Mayi). Infine in varie località, ma soprattutto nell'Ituri e nell'alto Uele, si estrae oro. A eccezione dell'uranio, le risorse energetiche non sono invece abbondanti, in quanto consistono in modesti giacimenti di carbone nel Kasai e nello Shaba e di petrolio estratto dalla piattaforma continentale sottomarina. Larghissime possibilità ancora non sfruttate esistono però in campo idroelettrico; le due centrali della colossale diga di Inga sul fiume Congo, destinata ad accrescere sensibilmente la produzione di energia elettrica, hanno una potenza installata di 1,8 milioni di kW.

Industria. I tradizionali settori produttivi concernono soprattutto la trasformazione delle materie prime locali; le lavorazioni agricole e zootecniche sono in genere effettuate da aziende piccole e medie, gestite da Congolesi, mentre nelle grandi industrie estrattive e manifatturiere prevale la direzione straniera. Inoltre, l'ubicazione degli impianti presenta una duplice concentrazione geografica: nello Shaba, specie intorno a Lubumbashi, dove si raggruppano soprattutto le industrie connesse all'estrazione e alla raffinazione dei minerali, e a Kinshasa, dove prevalgono le industrie manifatturiere che lavorano per il mercato interno (altre aree industriali, in via di sviluppo, sono quelle di Bukavu e di Kisangani). La metallurgia annovera complessi per la raffinazione del rame, dello zinco, di piombo, stagno, cadmio, cobalto, nonché una fonderia di rottami di ferro; a Panda, presso Likasi (Shaba), opera una fabbrica di prodotti chimici impiegati nella metallurgia locale. Le altre principali industrie riguardano la lavorazione dei prodotti alimentari: zuccherifici, oleifici, birrifici, complessi molitori, le manifatture di tabacchi e la produzione di altri beni di largo consumo (saponifici, concerie, calzaturifici); discretamente sviluppata è l'industria tessile, che lavora soprattutto cotone. Operano infine nel Paese alcuni cementifici e le raffinerie di petrolio di Matadi e di Moanda.

Comunicazioni. Anche per quanto riguarda le vie di comunicazione, la Repubblica democratica del Congo rivela immediatamente il pesante passato coloniale. Furono infatti create dai Belgi delle pure e semplici arterie di penetrazione dalla costa alle zone minerarie e alle aree occupate da piantagioni, in genere seguendo i passaggi naturali già segnati dalla straordinaria idrografia congolese, grazie alla quale i fiumi hanno sempre rappresentato agevoli vie di comunicazione, anzi sovente le uniche, all'interno della vasta depressione: ben 16.400 km sono navigabili. Dato il ruolo ancor oggi fondamentale delle vie d'acqua interne, le ferrovie (che si sviluppano per circa 5.200 km, solo in minima parte elettrificati) in pratica congiungono o raccordano i tratti fluviali inadatti alla navigazione: la ferrovia tra Matadi, sull'estuario del Congo, e Kinshasa, dove inizia la navigazione fluviale, appositamente costruita per superare le Cascate Livingstone, è l'asse fondamentale delle comunicazioni del Paese. Un'altra linea molto importante è la Ilebo-Lubumbashi, che collega il Kasai con con lo Shaba; una diramazione prosegue verso est sino a Kalemie, sul Lago Tanganica (consentendo così connessioni con la Tanzania e l'Oceano Indiano grazie al porto di Dar es Salaam), una volge verso sud sino a raccordarsi alla rete ferroviaria della Zambia, mentre un'altra si dirige verso ovest collegandosi a Dilolo alla rete dell'Angol a e dando così al Paese un'apertura atlantica tramite il porto angolano di Lobito, in aggiunta ai porti congolesi di Boma e di Matadi. Quanto alla rete stradale, benché il suo sviluppo sia apparentemente piuttosto cospicuo (154.000 km), è formata in genere da poco più di semplici piste. I servizi aerei possono contare sui cinque aeroporti internazionali di Ndjili (Kinshasa), di Luano (Lubumbashi), di Kisangani, di Goma e di Bukavu, collegati con numerosi Stati africani ed europei, nonché su numerosi altri adibiti a linee interne.

Commercio. Le esportazioni riguardano essenzialmente rame, cobalto, petrolio, caffè e soprattutto diamanti, mentre le importazioni sono rappresentate da combustibili, macchinari e beni di equipaggiamento, prodotti semilavorati e beni di consumo, tra cui anche, in notevole misura, generi alimentari. L'interscambio si svolge essenzialmente nell'ambito della Unione Europea, in particolare con il Belgio e il Lussemburgo, quindi con la Francia, la Germania e i Paesi Bassi; consistenti sono pure gli scambi con gli Stati Uniti. La bilancia commerciale registra un saldo attivo.

Storia

Testo completo:

Dalle origini all'indipendenza.
L'area geografica dell'odierna Repubblica Democratica del Congo era stata sede, prima ancora che i portoghesi raggiungessero nel 1482 la foce del Congo, di numerosi regni autoctoni di notevole ampiezza e prestigio come quello del Congo o come quelli Kuba, Luba, Lunda. Verso la fine del sec. XVIII e durante il sec. XIX, con l'inizio delle grandi esplorazioni e quindi con l'acuirsi dell'interesse dell'Europa per l'hinterland africano, il bacino del Congo cominciò a essere percorso dai portoghesi Lacerdo e Monteiro e poi da Tuchey, da Livingstone e soprattutto da Stanley, da Brazzà, da Wissmann e da Grenfell. Proprio mentre Stanley stava compiendo la straordinaria traversata africana dall'Oceano Indiano all'Atlantico (1874-77), Leopoldo II del Belgio fondò l'Association Internationale Africaine per lo studio e la messa a valore del bacino del Congo. Alla convocazione nel 1876 di una Conferenza geografica internazionale a Bruxelles, seguì l'invio di una prima spedizione guidata da ufficiali belgi, che si spinse dalla costa orientale dell'Africa fino al lago Tanganica. Assicuratosi poi i servigi di Stanley, Leopoldo II diede vita a un Comité d'études du Haut-Congo e inviò nel Congo, nel 1879, lo stesso Stanley, affiancato da tredici ufficiali belgi. Il Comité d'études, poi trasformato in Association Internationale du Congo, acquistò le caratteristiche di un vero e proprio organismo di governo, suscitando le reazioni della Francia (che attraverso Savorgnan di Brazzà si affrettò a stabilire la sua influenza sulla riva destra del Congo), dell'Inghilterra, del Portogallo, della Germania e dell'Olanda. Per definire il futuro assetto dell'immensa e delicata area dell'Africa equatoriale, lo stesso Leopoldo II patrocinò la convocazione di una Conferenza, che dal 15 novembre 1884 al 26 febbraio 1885 riunì a Berlino le maggiori potenze del tempo. La Conferenza riconobbe i diritti dell'Association Internationale du Congo e quindi la creazione dello Stato indipendente del Congo, del quale Leopoldo II si proclamò sovrano a titolo personale. Nel 1908 il Congo passò sotto l'amministrazione diretta del governo belga che emanò una “Carta coloniale” e inviò sul posto un governatore generale. Durante la I e la II guerra mondiale l'esercito congolese combatté a fianco degli Alleati in Africa. Le prime istanze per un'evoluzione politica della colonia si manifestarono nel Congo a iniziare dal 1955-56 e si accentuarono nel 1959 attraverso l'azione di P. E. Lumumba, leader del Mouvement National Congolais, e di J. Kasavubu, leader dell'Abako. Nella Conferenza a tavola rotonda del gennaio-febbraio 1960 il Belgio fissò la data dell'indipendenza del Congo al 30 giugno 1960. Ma subito dopo questo evento, il Paese piombò in una drammatica guerra civile, culminata nell'uccisione di Lumumba (1961), nella secessione del Katanga a opera di Tshombe e nella ribellione di alcune province. Il 1º agosto 1964 la Repubblica del Congo si diede la prima Costituzione, ma nell'autunno del 1965 il generale Mobutu Sese Seko, del Mouvement Populair de la Révolution (MPR), esonerò il presidente Kasavubu e assunse le redini del Paese.

 

Popolazione

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Popolazione totale: 65965795
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Popolazione urbana (%): 34,27
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Gruppi etnici:

Bantu circa 80% (Mongo, Luba, Kongo, Mangbetu-Azande sono i gruppi maggioritari e rappresentano circa il 45%), altri circa 20%

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Lingue:

Francese (ufficiale), Lingala (lingua franca), Kingwana (lingua derivante dal Kiswahili o Swahili), Kikongo, Tshiluba

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Religioni:

Cattolici 50%, protestanti 20%, kimbanguisti 10%, musulmani 10%, altre (inclusi sette sincretiche ed animisti) 10%

Demografia

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Tasso di crescita: 2,78
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Tasso di natalità: 44,93
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Tasso di mortalità: 17,15

Media dell'area geografica: 14.052222145928 (su un totale di 9 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 104,20
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Tasso di mortalità infantile maschile: 122,50
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Tasso di fecondità totale: 6,07
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Rapporto tra i sessi: 98,95
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,03
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Età mediana: 16,68
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Aspettativa di vita maschile: 45,93
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Aspettativa di vita femminile: 48,91

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 186

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 15,71
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 25,29
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Tasso di crescita annua: 6,90
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 216,52
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 348,53
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 46
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 22
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 33
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -1814
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Tasso di corruzione: 21
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Debito pubblico (%/PIL): 0,00
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Tasso di inflazione : 15,43
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Tasso di disoccupazione: 0,00
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Debito estero (milioni di $): 5.448,25
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Saldo migratorio: -23975
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 190
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 340
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 59

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 0
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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,00
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Diffusione contraccettivi (%): 17
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Diffusione assistenza prenatale (%): 86
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Assistenza specializzata al parto (%): 74
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Tasso di mortalità materna: 670
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 80
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 28
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 46
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 23
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 23
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 23

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 62
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 69
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 76
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 72
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 78
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 28
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 35

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 41,66
(?)
Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 0,08
(?)
Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 23,09
(?)
Numero reti televisive: 4
(?)
Utenti internet ogni 100 abitanti: 1,20

Trasporti

(?)
Aeroporti:

201

(?)
Densità stradale (km/100 km²):

 

(?)
Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,2

(?)
Porti:

11

Popoli

La maggioranza degli abitanti del paese fa parte del gruppo bantu. Il termine bantu non indica tanto un gruppo etnico, perché le differenze al suo interno sono molto marcate, quanto piuttosto una famiglia linguistica che copre essenzialmente la parte centrale e meridionale del continente.

I principali gruppi presenti nella Repubblica Democratica del Congo sono i Luba e i Mongo.

Nel paese si trovano anche importanti nuclei di popolazioni pigmee. I pigmei sono un gruppo etnico presente nelle foreste dell'Africa tropicale, nel territorio delle due Repubbliche del Congo, oltre che in Camerun, Repubblica Centroafricana, Gabon, Uganda e Ruanda.

Si tratta di popolazioni di cacciatori e raccoglitori, originariamente nomadi, che però si stanno sempre più sedentarizzando a causa della progressiva scomparsa della foresta pluviale in cui vivono. Nella Repubblica Democratica del Congo la tribù di pigmei più presente è quella dei Twa (o Abatwa).

Territori urbani

Kinshasa

La popolazione della Repubblica Democratica del Congo si trova per circa due terzi in aree rurali. Tuttavia, come succede in tutto il continente, la popolazione urbana sta crescendo rapidamente e, sopratutto, si sta concentrando nella capitale Kinshasa che ormai rappresenta, dopo Il Cairo e Lagos, il terzo agglomerato urbano di tutta l'Africa.

L'antico nome di Kinshasa era Leopoldville, in onore del Re Leopoldo che tra il 1885 e il 1908 è stato il proprietario di tutto il Congo belga. Leggi la storia della città.

Oggi, dopo anni di crisi, il centro di Kinshasa sta cambiando volto, anche in conseguenza di una forte presenza di imprese cinesi. Le periferie, che accolgono la grande parte della crescita della popolazione urbana, vivono però gravi problemi socio-economici e di accesso ai servizi urbani di base.

Diverse organizzazioni internazionali, dunque, danno supporto alla popolazione urbana in difficoltà. Leggi la scheda del progetto del Centro Orientamento Educativo (COE). In particolare, uno dei problemi più gravi che interessano la capitale è la forte crescita dei bambini di strada. Per lottare contro questo fenomeno, Unicef ha elaborato uno specifico progetto di assistenza.

La seconda città per dimensioni è Lumumbashi, nella parte sud-orientale del paese. Lumumbashi è il capoluogo del Katanga, una regione ricca di rirsorse e decentrata rispetto alla capitale. Per queste ragioni la regione è spesso oggetto di spinte indipendentiste. Il nome della città celebra Patrice Lumumba, uno dei padri della decolonizzazione africana, ucciso nel 1961 dall'esercito guidato dal futuro presidente Mobutu.

Territori rurali

Popolazione in fuga dalle zone di conflitto

La situazione nelle aree rurali, già difficile negli anni del regime di Mobutu, è peggiorata in modo drammatico con la guerra civile esplosa alla fine degli anni Novanta.Nella parte orientale del paese, milioni di persone sono dovute fuggire dai loro villaggi per sfuggire alle violenze e si sono ritrovate in condizioni sociali e sanitarie estramamente difficili.

Per assistere queste popolazioni si sono attivate numerose organizzazioni internazionali. Leggi la scheda delle attività dell'Organizzazione Non Governativa Cesvi e dei progetti del Centro Orientamento Educativo (COE).

Flora, fauna e attività umane

Il paese possiede uno dei più grandi patrimoni di flora e fauna del pianeta. La biodiversità, cioè la varietà di specie animali e vegetali, è altissima in tutto il paese: solo nell'area del fiume Congo si trovano decine di specie rarissime di pesci e di vegetali.

Il bacino del fiume Congo è una delle aree più importanti del mondo dal punto di vista naturalistico. L'azione dell'uomo, tuttavia, sta mettendo in serio pericolo questa parte del pianeta. Leggi un articolo informativo a cura del WWF italiano.

Tra le specie più rare e a rischio di estinzione vi sono i gorilla, minacciati dal degrado del loro habitat e dalla caccia dei bracconieri.

Giochi

Il terremoto nella giungla 

Negli anni dello splendore del paese e della sua capitale, si è svolto a Kinshasa uno degli incontri di pugilato più famosi della storia di questo sport: la finale dei pesi massimi tra Mohammed Alì (Cassius Clay) e l'allora campione George Foreman. L'incontro, ribattezzato "il terremoto nella giungla", si svolse il 30 ottobre 1974 e vide la vittoria finale di Mohammed Alì.

Guarda la parte finale dell'incontro.

Leggi la presentazione del Bokwele, un gioco a squadre proveniente dalla Repubblica Democratica del Congo.

Le guerre che hanno segnato ripetutamente la storia dello Zaire prima e della Repubblica Democratica del Congo poi, hanno condizionato anche l'evoluzione dello sport che non ha mai raggiunto alti livelli. La Repubblica Democratica del Congo partecipa ai giochi olimpici dal 1968, ma non ha mai vinto medaglie.

Negli anni successivi all'indipendenza, quando la situazione politica ed economica del paese appariva migliore, la nazionale di calcio del paese ha vinto due volte la Coppa d'Africa, la prima nel 1968, con il nome di Repubblica Democratica del Congo, e la seconda, nel 1974, con il nome di Zaire. Poi sono seguiti anni di crisi in cui la nazionale non ha più ottenuto titoli. La nazionale di calcio non ha mai partecipato ai campionati mondiali.

Feste

La festa dell'indipendenza si celebra il 15 agosto. Le principali feste pubbliche sono quelle del calendario cristiano, mentre sono meno significative che in altri paesi africani le feste musulmane perché la comunità islamica in questa parte dell'Africa è più limitata.

Come in molti paesi africani, nel 2010 si è festeggiato il cinquantenario dell'Indipendenza. Guarda lo spot ufficiale dell'evento e un video dei festeggiamenti.

Nelle aree rurali si celebrano ancora molti riti animisti. Tra le popolazioni pigmee in particolare esistono complessi riti di iniziazione ancora poco conosciuti perché spesso vietati alle popolazioni non autoctone.

Reti stradali e ferroviarie

Il più importante asse di trasporto è certamente il fiume Congo che con i suoi 4700 km attraversa tutto il paese. Il celebre romanzo Cuore di Tenebra di Joseph Conrad racconta proprio di un viaggio lungo il fiume Congo in epoca coloniale. Ancora oggi molti dei trasporti di persone e merci si svolgono sulla chiatte che percorrono il fiume Congo. Si tratta di mezzi di trasporto spesso sovraccarichi e non sicuri.

Nel 2009 un incidente a una chiatta ha causato diverse decine di morti.

Le strade e le ferrovie sono state costruite soprattutto con la finalità di trasportare le materie prime dalle aree interne alla costa dove vengono esportate via mare. La crisi economica e le guerre hanno indebolito le infrastrutture del paese che erano già fortemente carenti. Negli ultimi anni il governo della Repubblica Democratica del Congo ha firmato diversi accordi con la Cina per scambiare lo sfruttamento delle miniere nell'est del paese con la costruzione e l'ammodernamento della rete stradale e ferroviaria.

Monete e banconote

In epoca coloniale il governo belga aveva introdotto nei suoi possedimenti africani una specifica moneta, chiamata Franco congolese.

Il Franco congolese è rimasto in vigore anche dopo l'indipendenza, fino al 1967, quando è stato sostituito dallo Zaire che è rimasto la moneta ufficiale fino alla fine del regime di Mobutu.

La crisi economica e la grande inflazione hanno reso necessari ripetuti aggiornamenti della moneta che però ha continuato a perdere di valore. Alla fine degli anni Novanta il nuovo governo di Larent-Désiré Kabila ha avviato una transizione dal vecchio Zaire a un nuovo Franco congolese che è dal 1999 l'unica moneta ufficiale del paese.

Nonostante gli sforzi di stabilizzazione politica ed economica, la moneta congolese rimane molto debole e il tasso di inflazione è ancora molto alto.

Arte tradizionale e moderna

Nel vasto territorio della Repubblica Democratica del Congo coesistono molte culture diverse, ognuna caratterizzata da una specifica espressione artistica.

Dipinto di Cheri Samba per la lotta all'AIDS

Nel paese si è però consolidata anche un’importante scuola di arte contemporanea. Due sono forse le figure di maggior rilievo dell’arte contemporanea congolese: Georges Lilanga di Nyama e Cheri Samba.

Il primo ha lavorato soprattutto sul rapporto tra arte tradizionale e arte contemporanea. I suoi dipinti e le sue sculture hanno fondato un nuovo filone artistico che è stato proseguito dai suoi allievi.

Cheri Samba invece è un esponente di un’arte che ha forti legami con il fumetto e la pittura di insegne. Anche in questo caso si tratta di un’arte di origine popolare che ha avuto un’enorme influenza sulle forme artistiche successive. Leggi una scheda biografica e un'intervista all'artista congolese.

Musiche e danze

Franco

La Repubblica Democratica del Congo ha vissuto negli anni dell’Indipendenza un importante momento di fioritura culturale. In ambito musicale, uno degli esponenti di primo piano di questo periodo è stato il chitarrista e cantante François Luambo Makiadi, detto Franco.

Franco, insieme ad altri importanti musicisti congolesi, ha contribuito a far conoscere nel mondo il soukous, una musica tipica del Congo che deriva in parte dalla rumba cubana.

Nell’epoca di maggior splendore della capitale Kinshasa, negli anni Sessanta e Settanta, erano molti i locali in cui si suonava musica dal vivo e si ballavano i nuovi ritmi della rinascita africana. In questa fase furono organizzati anche celebri concerti con i grandi musicisti del momento. Il più famoso fu in occasione dello storico incontro di box tra Mohammed Ali e George Foreman, nel 1974. All'iniziativa parteciparono molti artisti di origine africana di fama internazionale come il chitarrista blues B.B.King, il cantante James Brown e la cantante Miriam Makeba. Guarda un estratto del concerto.

Fiabe e racconti

Le fiabe e i racconti sono una fonte molto importante per capire la cultura di un paese. Leggi un esempio di una fiaba congolese utilizzata per uno spettacolo sulla cultura africana destinato ai ragazzi.

Anche i proverbi sono una parte importante della cultura orale africana: spesso sono utilizzati al termine delle fiabe e hanno lo scopo di educare i bambini che le ascoltano.

Cibo, alimentazione e ricette

La cultura alimentare tradizionale del paese è molto legata all'ambiente della foresta. Durante il periodo della guerra civile in molti villaggi non c'era cibo sufficiente al sostentamento della popolazione. Molti abitanti sono dunque fuggiti nella foresta dove, grazie alle competenze della cultura tradizionale, sono stati in grado di procurarsi cibo anche nei momenti di crisi.

Banane fritte

Uno dei prodotti più utilizzati è la banana sia nella varietà dolce che in quella "platano" (plantain).

Cruda, fritta o in forma di purè, la banana accompagna molti piatti tipici dell'Africa centrale: leggi la ricetta del pollo alla congolese.

Testimonianze

Leggi un reportage della rivista Africa di un viaggio lungo il fiume Congo.

Uno degli aspetti più gravi della guerra in Congo, come molte altre guerre contemporanee, è l'utilizzo frequente di bambini soldato. La Caritas italiana ha promosso un progetto per aiutare i bambini ex-combattenti a superare i traumi psicologici causati dalla loro esperienza del conflitto. Leggi le testimonianze del periodo della guerra di alcuni partecipanti a questo progetto.

Nel paese sono attivi molti progetti di sviluppo promossi da organizzazioni internazionali. Leggi la testimonianza di un volontario.

Personaggi

Patrice Lumumba

Il personaggio più importante della storia della Repubblica Democratica del Congo è probabilmente Patrice Lumumba, padre dell'indipendenza e rappresentante di quella rinascita africana che negli anni Sessanta sembrava promettere un grande futuro di libertà per il continente. Leggi la sua poesia più famosa.

Sony Labou Tansi (1947-1995) è uno degli scrittori africani più importanti del Novecento. Ha scritto romanzi, poesie e molti testi teatrali, sempre trattando della situazione sociale e politica del suo paese.

Uno dei libri più importanti e più letti della letteratura inglese, Cuore di Tenebra di Joseph Conrad, racconta del viaggio del giovane capitano Marlow lungo il fiume Congo all'epoca della colonizzazione. Il romanzo è una fondamentale testimonianza della mentalità e della visione dell'Africa degli europei in epoca coloniale.