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Paesi | Africa | Africa centrale | Angola

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Luanda
Superficie (km²): 1246700
Densità (ab/km²): 13
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.governo.gov.ao/
Data dell'indipendenza: 11 Novembre 1975
Indipendenza da: Portogallo
Moneta: Kwanza
Membership:

ACP, AfDB, AU, CPLP, FAO, G-77, IAEA, IBRD, ICAO, ICCt (firmatario), ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO (corrispondente), ITSO, ITU, ITUC, MIGA, NAM, OAS (osservatore), OPEC, SADC, UN, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, Union Latina, UNWTO, UPU, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il territorio angolano corrisponde sostanzialmente alla sezione nord-occidentale dei grandi altopiani dell'Africa meridionale; la struttura geologica è quella tipica del subcontinente, tabulare, rigida, senza corrugamenti. I rilievi dell'Angola, infatti, sono essenzialmente dovuti a dislocazioni verticali lungo il bordo atlantico; essi raggiungono la maggiore altezza (Serra Moco, 2.620 m) proprio in corrispondenza dell'orlatura occidentale, digradando debolmente (l'altitudine media è di circa 1.000 m) all'interno verso i bacini depressionari dello Zaire, dell'alto Zambesi e del Kalahari. Sul lato opposto essi scendono alla costa con una scarpata rocciosa che lascia posto solo a limitate pianure litoranee. Le sezioni p iù elevate sono costituite da rocce cristalline e metamorfiche (quarziti ecc.); verso l'interno allo zoccolo precambriano si sovrappongono sedimenti continentali paleozoici (del tipo Karroo), mesozoici e cenozoici.

 

Clima e flora. La sezione settentrionale, che fa parte del bacino congolese, presenta piovosità abbastanza elevata (1.000 mm annui e oltre) e un regime stagionale relativamente poco differenziato. Il clima tropicale a due stagioni interessa si può dire tutto l'altop iano ed è caratterizzato da un'estate calda e piovosa e da un inverno freddo e secco; le precipitazioni aumentano col procedere dalla costa (300 mm annui) all'interno, dove sui rilievi più elevati si raggiungono anche i 2.000 mm. In linea di massima il clima diviene più arido col procedere verso sud, dove l'ambiente prelude al Deserto del Kalahari . Le temperature risentono dell'altitudine e nell'interno degli effetti della continentalità, mentre sui litorali meridionali prevale l'influsso della corrente fredda del Benguela, che è anche causa non secondaria della spiccata aridità locale. Il paesaggio alterna lembi di foresta pluviale lungo i fiumi alle savane arborate o cespugliose.

 

Idrografia. L'Angola ha il suo vertice nell'Altopiano del Bié, da cui traggono origine i maggiori fiumi del Paese, che svolgono il loro corso su tre versanti principali: il primo è quello che fa parte del bacino del Congo (fiume Cuango, Cassai); il secondo è quello che tende verso le depressioni endoreiche del Kalahari (Okavango ) e l'alto Zambesi (Cuando); il terzo è quello rivolto all'Atlantico (Cunene, Cuanza). Su questo lato i fiumi hanno un corso veloce, interrotto da salti, come quello che dà origine alle belle cascate Calandula (già Duque de Bragança) sul Lucala, un affluente di destra del Cuanza.

Ambiente umano

Testo completo:

Popolamento e composizione etnica. La popolazione è per gran parte composta da Bantu che si sono insediati nell'Angola in epoca non lontana ricacciando verso sud o in particolari aree di rifugio le genti primitive, tra cui quei gruppi khoisanidi di Boscimani e Ottentotti che oggi si trovano sparsi intorno alla depressione del Kalahari, dove praticano la caccia e la raccolta. Importante è stata anche l'immissione di genti pastorali d'origine orientale, come gli Herero , anch'essi insediati nelle zone meridionali. I gruppi bantu, rappresentati da popoli numericamente rilevanti come i Lunda, i Kongo, i Chokwe, stanziati nel settore settentrionale, e i Mbundu nell'altopiano centrale, sono essenzialmente agricoltori; alcuni di essi praticano però anche l'allevamento: è il caso di gruppi chokwe migrati verso sud.

 

Distribuzione. La popolazione è dislocata in maggior parte tra l'Angola centrale e l'area costiera; il principale asse di popolamento è costituito dalla ferrovia del Benguela, alla quale è legato lo sviluppo dell'agricoltura di piantagione. L'Angola è stato forse il Paese africano che più ha patito delle razzie del passato: all'arrivo degli Europei, nel XVI secolo, sembra che la popolazione fosse il doppio di quella attuale. Oggi gli sviluppi demografici sono consistenti, ma non così forti come in altri Stati africani; le capacità di contenimento del Paese, sinora solo parzialmente sfruttato, sono però notevoli. Pressoché tutti rimpatriati sono i Portoghesi, cui si deve la nascita delle città, specie di Luanda, antico insediamento oggi dal volto interamente moderno ed europeo. Minore è stato lo sviluppo di altre città costiere: tra esse Benguela, vecchio porto, ha ceduto il posto a Lobito; in sviluppo, grazie al petrolio, è Cabinda. Nell'interno il centro maggiore è Huambo, ex Nova Lisboa, posto in una fiorente area agricola.

Aspetti economici

Testo completo:

L'Angola è un Paese potenzialmente assai ricco, sia per l'agricoltura sia per le risorse minerarie, ma risente della condizione di continua guerra civile: lo sviluppo agricolo e industriale è stato bloccato dall'ince rtezza causata dai continui attacchi dei guerriglieri agli impianti; parte della popolazione soffre ancora la fame e l'agricoltura non soddisfa le esigenze interne. Al governo di Lisbona si devono le prime infrastrutture (strade, ferrovie ecc.), la creazione di piantagioni, l'inizio dell'attività estrattiva; più modesta, ma non esigua nel contesto africano, la presenza portoghese nell'industria di trasformazione, che a partire dagli anni Sessanta aveva registrato un buon incremento. Ciò però aveva comportato una crescente dipendenza dall'estero, il che ha contribuito a rendere più drammatica la situazione venutasi a creare dopo il crollo del regime salazariano nel 1974. Nel periodo intercorso tra questo e la proclamazione della Repubblica si sono avute la fuga di capitali e quadri tecnici portoghesi e l'internazionalizzarsi della guerra di liberazione, data l'ampiezza degli interessi economici in gioco. Con la vittoria di Neto e la conseguente istituzione di un regime socialista si sono avute la confisca e la nazionalizzazione delle terre, la creazione di grandi aziende di Stato e di cooperative, la sostituzione della moneta, la nazionalizzazione delle banche e delle industrie; tuttavia, per assicurarsi i necessari aiuti finanziari esteri, ampie concessioni sono state fatte alle multinazionali statunitensi, tedesche e sudafricane operanti nel settore diamantifero e petrolifero (anche all'ENI), benché con l'ex URSS l'Angola abbia avuto rapporti privilegiati, sanciti nel 1976 da un accordo economico ventennale.

 

Agricoltura, allevamento e industrie. L'agricoltura dispone di ambienti vari, adatti alle colture più diverse. Tra i prodotti destinati all'industria e all'esportazione sono il caffè, il cotone, le banane, il sisal, le oleaginose (palme, arachidi), il tabacco, la canna da zucchero; per il consumo interno si coltivano mais, manioca, patate, ortaggi. Cospicuo è il manto forestale (pari al 43% della superficie territoriale), che fornisce legname pregiato. L'allevamento (bovini soprattutto) è diffuso sull'altopiano, specie nell'Angola meridionale, dove rappresenta la risorsa fondamentale. Notevole importanza ha anche la pesca, che alimenta vari stabilimenti conservieri; porti pescherecci sono Benguela, Luanda, Namibe, Porto Amboim, Tombua. Vario e di rilievo è il patrimonio minerario, specie per il petrolio, i diamanti e il ferro; presenti anche sostanze bituminose, manganese, rame. A parte le raffinerie di Luanda e Lobito e alcuni cementifici, il settore industriale è volto soprattutto alla trasformazione dei prodotti agricoli locali, annoverando perciò cotonifici, zuccherifici, manifatture di tabacchi, oleifici, birrifici ecc.

 

Comunicazioni e commercio. Gravissime sono le ripercussioni dei conflitti sulle vie di comunicazione. Le ferrovie (circa 3.000 km) collegano le piantagioni e le aree minerarie ai porti atlantici; un ruolo fondamentale svolge la linea detta del Benguela, che attraverso l'Angola conduce nello Shaba, nella Repubblica democratica del Congo e nella Zambia. La rete stradale (76.600 km) è gravemente insufficiente e solo la zona attorno a Luanda è ben servita; in sviluppo sono i servizi aerei, con principali aeroporti a Luanda, Huambo, Lubango, Cubinda; compagnia di bandiera è la TAAG (Trasporti Aerei Angolani). Limitato è il commercio interno e ben pochi sono i generi di consumo industriali che escono dalle città; più dinamico il commercio con l'estero, attivo grazie soprattutto al petrolio; si esportano inoltre caffè, diamanti, minerali di ferro, cotone, sisal, ecc., mentre si importano con netta prevalenza veicoli, macchinari, nonch é diversi altri prodotti industriali.

Storia

Testo completo:

L'origine dell'Angola risale a una chefferie costituitasi nel corso del sec. XV tra le popolazioni stanziate nelle regioni del Ndongo tra i fiumi Bengo e Cuanza, a ridosso di Luanda. Dalle origini e sino al 1556 gli ngola o sovrani del Ndongo pagarono tributo al manicongo, re del Congo, ma il vincolo di dipendenza fu piuttosto elastico, tant'è che, ancor prima del 1556, essi estesero la loro autorità a N del Bengo. Il primo contatto di un ngola col Portogallo si ebbe nel 1519 su richiesta del primo, avanzata tramite il manicongo; praticamente passato sotto il controllo dei portoghesi di São Tomé, il regno Ndongo si proclamò indipendente dal manicongo nel 1556. Il governo di Lisbona riconobbe il fatto compiuto e nel 1560 inviò una missione guidata da Paulo Dias de Novais, che dieci anni dopo veniva nominato donatário o capitano (1571-89) dell'Angola, come il territorio venne chiamato. L'attività principale di Dias e dei suoi successori, la tratta degli schiavi richiesti dai piantatori brasiliani, provocò frequenti rivolte dei capi indigeni contro le scarse forze portoghesi e guerre intertribali.Nel 1641 Luanda, capitale dell'Angola portoghese, fu conquistata dagli olandesi; benché questi avessero stabilito un modus vivendi con le guarnigioni portoghesi, la regione era ormai così importante per l'economia brasiliana, che da Rio de Janeiro venne organizzata una spedizione, condotta da Salvador Correia de Sá, per riconquistare l'Angola (1648).

Alla metà dell'Ottocento, con la diminuzione della tratta, i portoghesi, che fino a quel momento avevano avuto rapporti commerciali con le popolazioni che avevano resistito alla conquista, si spinsero all'interno per creare piantagioni e per cercare minerali. L'ostilità delle popolazioni si rinnovò e la nuova fase coloniale si concluse solo nel 1919. A S la conquista fu più lenta, i regni degli OviMbundu, sorti nel sec. XVII, opposero una strenua resistenza e solo nel sec. XIX, disgregatisi i regni locali, il Portogallo riuscì a conquistare gli altopiani incontrando però, fino alla prima guerra mondiale, forti resistenze. Dopo la fine della tratta il governo di Lisbona cercò di sviluppare l'agricoltura con il sistema delle piantagioni che, come per il Brasile, esigevano abbondante manodopera. Ebbe origine, per la maggior parte della popolazione locale, il lavoro coatto nelle coltivazioni di cotone, caffè e cacao, protrattosi fino al 1953. La colonia era stata frattanto (1951) trasformata in provincia d'Oltremare e inutilmente l'MPLA e l'UPA (União das Populaçoes de Angola), costituiti nel 1957, tentarono di proporre a Lisbona trattative per l'indipendenza. La risposta fu l'arresto di Agostinho Neto, leader dell'MPLA, e di molti tra gli altri aderenti al movimento.

La lotta aperta scoppiò nel 1961, quando alcune dimostrazioni popolari provocarono vaste e sanguinose repressioni da parte delle autorità. Il fronte indipendentista era però tutt'altro che compatto, perché molteplici e contrapposti erano gli interessi internazionali (sovietici, statunitensi, sudafricani ecc.) sull'Angola; così la situazione dell'Angola alla fine del 1973 presentava un quadro piuttosto complesso che vedeva le forze portoghesi impegnate a contenere gli attacchi delle formazioni nazionaliste consolidatesi attorno all'MPLA di Neto, cui si aggiungevano il FNLA (Frente Nacional de Libertaçao de Angola), sostenuto dallo Zaire e con alla testa Roberto Holden, e l'UNITA, di incerta collocazione e diretta da Jonas Savimbi.

Nel luglio del 1974 il governo democratico portoghese, succeduto al regime salazarista, si dichiarò disposto a trattare. L'11 novembre 1975 l'Angola divenne indipendente; l'MPLA, con l'appoggio dell'URSS e di Cuba, prevalse sugli avversari e l'Angola divenne una Repubblica popolare, con Neto come presidente. All'interno tuttavia scoppiò la guerra civile tra l'MPLA e l'UNITA di Savimbi, appoggiato dal Sudafrica e dagli Stati Uniti. Nel 1979 Neto morì e fu sostituito dal ministro della Pianificazione, José Eduardo Dos Santos, il quale confermò pienamente le scelte politiche e ideologiche del suo predecessore, sostenuto dall'Unione Sovietica.

La situazione internazionale con gli anni Ottanta mostrò segni di distensione, a partire dall'avvio di trattative con la Repubblica Sudafricana (1982) e dell'accordo di “sicurezza e difesa” firmato con lo Zaire (1985). Analogamente a quanto stava avvenendo nella maggior parte dei Paesi a impostazione marxista, la nuova fase di politica internazionale innescata dal riformismo gorbacëviano nella seconda metà degli anni Ottanta sembrò determinare anche in Angola le condizioni per l'avvio di un processo di pacificazione. Il primo atto fu l'accordo di cessate il fuoco raggiunto nel 1988 con il Sudafrica, con il quale si avviarono le procedure per l'indipendenza della Namibia e si fissarono le tappe del ritiro delle forze cubane in Angola (completato nel 1991). La fine delle ostilità con Pretoria determinò anche le condizioni per l'apertura di un dialogo (giugno 1989) fra il presidente Dos Santos e Jonas Savimbi. Nei successivi due anni si susseguirono svariati cessate il fuoco regolarmente violati, ma intanto nell'MPLA, al potere, maturò la scelta di riconoscere il multipartitismo e di superare l'ideologia marxista-leninista. Si trattava dei due ostacoli maggiori a un accordo tra le parti che si incontravano a Estoril (1° maggio 1991) e annunciarono la fine del conflitto. Si trattò di un'importante tappa nel processo di pacificazione ma non certo di quella conclusiva: infatti, nonostante la firma di un'intesa fra i due leader a Lisbona, le elezioni politiche del settembre 1992, svoltesi in una sostanziale correttezza alla presenza di vari osservatori consegnarono la vittoria a dos Santos. Savimbi non accettò la vittoria del suo antagonista politiche e l'UNITA riprese immediatamente le armi facendo precipitare nuovamente il Paese nel dramma della guerra civile. In questa situazione alle migliaia di angolani morti direttamente negli scontri armati si sommarono quelli falcidiati dalla carestia collegata proprio alla ripresa del conflitto.

Gli anni Novanta furono costellati da accordi e da riprese delle ostilità. Inizialmente grazie all'impegno della comunità internazionale sembrò riaprirsi un dialogo con un nuovo accordo (Lusaka, novembre 1994) con il quale, a conferma del risultato elettorale del 1992, gli eletti dell'UNITA furono reintegrati nell'Assemblea Nazionale. Nel marzo 1996 Dos Santos e Savimbi si impegnarono a varare un governo di unità nazionale che, nonostante le frequenti violazioni dei patti per opera dei due fronti, entrò in carica nell'aprile 1997 comprendendo anche i rappresentanti dell'UNITA. Tuttavia l'anno seguente, dopo nuovi scontri armati nelle province centrali e nordorientali di Bié e Lunda Norte, tutti i rappresentanti dell'UNITA vennero espulsi dal Parlamento e dal governo e, nel febbraio 1999, la Corte Suprema incriminò Savimbi per crimini di guerra: il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ritirò la missione di osservatori incaricata di verificare il rispetto degli accordi di Lusaka e decretò, nel febbraio 2000, sanzioni economiche contro l'UNITA. La svolta nel processo di pacificazione avvenne, dopo 27 anni di guerra civile (1975-2002) nel 2002 quando, dopo aver condotto per oltre 35 anni la guerriglia, Savimbi venne ucciso in combattimento dalle truppe dell'esercito regolare. Subito venne raggiunto un accordo, fra il governo di Dos Santos e UNITA e nel mese di aprile dello stesso anno, il Parlamento approvò un'amnistia per tutti i guerriglieri detenuti nelle carceri angolane. Nel biennio successivo i maggiori problemi che il governo dovette affrontare riguardarono il rientro dei profughi e la ricostruzione delle infrastrutture e dei servizi di base. Rimase attivo nell'enclave della Cabinda, ricca di petrolio, un movimento separatista con cui solo nel 2005 il governo riuscì a raggiungere un accordo che riconosce alla regione un'autonomia locale.

Nel 2008 si svolgevano, con gravi problemi organizzativi, le prime elezioni legislative che confermavano l'MPLA alla guida del Paese. Nel 2010 il governo stipulava importanti accordi economici con il Brasile.

Popolazione

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Popolazione totale: 19081912
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Popolazione urbana (%): 59,19
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Gruppi etnici:

Ovimbundu 37%, Kimbundu 25%, Bakongo 13%, mesticos (misti auropei e nativi africani) 2%, europei 1%, altri 22%

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Lingue:

Portoghese (ufficiale), bantu ed altre lingue locali

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Religioni:

Animisti 47%, cattolici 38%, protestanti 15%

Demografia

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Tasso di crescita: 2,92
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Tasso di natalità: 43,52
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Tasso di mortalità: 15,29

Media dell'area geografica: 14.052222145928 (su un totale di 9 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 120,20
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Tasso di mortalità infantile maschile: 143,30
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Tasso di fecondità totale: 5,79
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Rapporto tra i sessi: 98,11
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,03
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Età mediana: 16,59
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Aspettativa di vita maschile: 48,21
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Aspettativa di vita femminile: 51,04

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 148

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 104,29
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 116,25
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Tasso di crescita annua: 3,90
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 5.314,14
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 5.923,85
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 9
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 62
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 29
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): 10023
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Tasso di corruzione: 22
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Debito pubblico (%/PIL): 0,00
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Tasso di inflazione : 11,39
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Tasso di disoccupazione: 0,00
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Debito estero (milioni di $): 21.115,20
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Saldo migratorio: 82005
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 3830
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 5230
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 54

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 29
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Tasso diffusione HIV (stima) : 2,00
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Diffusione contraccettivi (%): 6
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Diffusione assistenza prenatale (%): 80
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Assistenza specializzata al parto (%): 47
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Tasso di mortalità materna: 610
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 60
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 38
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 50
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 86
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 18
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 57

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 66
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 81
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 75
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 77
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 17
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 21

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 37,80
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 1,55
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 48,38
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Numero reti televisive: 6
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 14,78

Trasporti

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Aeroporti:

176

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Densità stradale (km/100 km²):

 

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,2

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Porti:

3