2.1 Cartografia e scelte metodologiche

Le scelte cartografiche si sono orientate verso la pluralità piuttosto che verso l’univocità del percorso, in modo tale da rendere quanto più possibile ampio lo spettro dell’offerta formativa e preservare la possibilità di personalizzare l’iter didattico. Poiché l’Atlante on line è stato pensato per “educare alla mondialità, fornire un quadro completo di informazioni specifiche sui diritti umani, la democrazia, la pace, la risoluzione dei conflitti, lo sviluppo umano e l’ambiente” e per “coniugare – tramite i suoi contenuti e attraverso i valori su cui poggia – i percorsi didattici all’impegno sociale e alla promozione della cittadinanza attiva e della partecipazione”, la presenza del planisfero dello storico e cartografo tedesco Arno Peters è parsa particolarmente adeguata.

La carta di Peters, infatti, propone un "nuovo" rapporto per l’insieme delle terre emerse, restituendo alle superfici terrestri proporzioni più eque e superando l’immagine eurocentrica del mondo. Adottando un sistema di proiezioni inedito, essa rende giustizia alle effettive proporzioni tra i continenti, restituendo un’immagine del pianeta che ricolloca il Nord e il Sud del mondo in una relazione più bilanciata, laddove i sistemi utilizzati precedentemente, penalizzando l’emisfero australe, mettevano in risalto quello boreale sia in termini di posizione che di dimensione. Sebbene la distorsione sia intrinseca nel concetto stesso di proiezione, optare per certe soluzioni piuttosto che per altre equivale a fare una scelta ideologica – e sono le finalità dei cartografi, insieme ai mezzi tecnici in loro possesso, che orientano la scelta degli aspetti da privilegiare. I planisferi tradizionali, facendo riferimento alla proiezione di Mercatore del 1569, presentano un’immagine del mondo che vuole i Paesi dell’emisfero Nord più estesi, rimpicciolendo nel contempo quelli vicini all’Equatore. Nell’epoca delle grandi scoperte geografiche, l’Europa mercantile intraprendeva vasti commerci con le Indie e il Nuovo Mondo: specchio di questo periodo animato da naviganti, esploratori e commercianti, la carta di Mercatore sacrifica l’esattezza delle superfici a vantaggio sia della precisione degli angoli sia della misurazione delle rotte. Contestualmente, essa colloca l’Europa, perno economico e politico del pianeta, al centro della carta e, dunque, del mondo. Differentemente da ciò, nella carta di Peters ad “aree equivalenti”, i Paesi sono comparabili tra di loro perché mantengono una superficie proporzionale alla loro estensione reale, cioè una corretta proporzione equivalente. Inoltre, la carta è fedele anche all’asse e alla posizione. Ne deriva che, nell’immagine del mondo restituita al fruitore, l’estensione delle terre a Sud dell’Equatore è maggiore di quella delle terre a Nord, come di fatto è.

Sebbene le distorsioni che anche questa carta – come tutte le altre – comporta, siano distribuite regolarmente, la forma dei continenti ne esce alterata in un’evidente distorsione verticale. Oggi conosciamo anche altri planisferi fedeli alla superficie che non fanno riferimento a nessuno dei due modelli mentre le cosiddette “carte del compromesso”, adottando un reticolo arrotondato in luogo di quello rettangolare, sacrificano le qualità relative all’asse e alla posizione ma salvaguardano le forme reali dei continenti e l’idea di sfericità della Terra. Appare pertanto necessario uscire dal binomio Peters-Mercatore, onde evitare un atteggiamento dicotomico che consideri l’una o l’altra carta corretta o sbagliata, scientifica o pseudoscientifica.

Piuttosto, è importante sottolineare che non esiste una rappresentazione “giusta” del nostro pianeta, sia perché la natura stessa delle proiezioni cartografiche comporta una deformazione dell’ellissoide terrestre sia perché le componenti ideologiche di ogni “disegno del mondo” incidono immancabilmente sul discorso veicolato dalla carta. In ogni caso l’indubbio pregio della carta di Peters, scientifico e culturale nello stesso tempo, è stato quello di aver svelato la natura politica della carta – oggetto di conoscenza e strumento di un sapere inevitabilmente orientato – offrendo un impulso ai processi di decentramento e di educazione alla mondialità. Essa si pone come strumento interdisciplinare attraverso il quale, da un approccio cartografico e dunque visuale, è possibile intraprendere una pluralità di percorsi di riflessione sullo stato del mondo e sul ruolo della conoscenza scientifica. Per questo, la carta di Peters è stata adottata da molteplici organismi in diverse occasioni (l’ONU, l’Unicef-Italia, la Caritas, varie ONLUS e ONG, associazioni per la promozione della pace e dei diritti umani o per l’educazione allo sviluppo eccetera). La carta di Peters ha visto inoltre la propria applicazione all’interno del portale di Atlante come base per la realizzazione di 24 carte tematiche (a scala globale) che avranno lo scopo di fornire dei prospetti generali sui vari livelli di analisi proposti dall’Atlante on-line.

Nell’optare per una pluralità di carte, si è scelto di implementare il percorso di navigazione on line, alla scala dei singoli Paesi, sia con il supporto di carte interattive georeferenziate sia con carte statiche (disponibili al livello di navigazione Mappe). Il lavoro di selezione relativo alla scelta delle carte statiche ha tenuto conto dei confini politici, della suddivisione amministrativa, degli elementi fisici (geomorfologia, idrografia, vegetazione), dei centri abitati e della rete viaria, in modo tale da offrire all’utente la possibilità di fruire anche di quei contenuti che il supporto interattivo non contempla o tratta in maniera poco significativa. Le carte statiche appariranno nel seguente modo:

  • anteprima dell'immagine;
  • link sull'immagine che permetterà l'apertura della carta a tutto schermo; la carta apparirà ingrandita, ad alta definizione, a tutto schermo e sovrapposta alla pagina del sito, così che l'utente sarà costretto a chiuderla per proseguire con la navigazione (tooltip, effetto grafico molto utilizzato nel web 2.0);
  • titolo e descrizione della carta;
  • link esterno.

La cartografia interattiva è stata realizzata con OpenLayers, una libreria Javascript Open Source molto nota a livello internazionale, che permette di consultare un sistema informativo geografico all'interno di una pagina web, offrendo così all'utente non solo le classiche funzionalità di zoom e pan, ma anche il rendering automatico di informazioni georeferenziate, per la cui raccolta il database Atlante è già predisposto. All'interno del frame realizzato con OpenLayers, sono state integrate ed organizzate per livelli diverse soluzioni GIS già predisposte, come OpenStreetMap, Google Map, Yahoo Map e Virtual Earth. Oggi molto diffusa anche in virtù della sua praticità, la cartografia interattiva è parsa adeguato in quanto consente – oltre alla possibilità di collegare i diversi punti della superficie terrestre con materiale fotografico, video e articoli – l’utilizzazione congiunta di ulteriori cartografie interattive.