1. Geografia a scuola per l'intercultura

L’idea di costruire un atlante on-line come supporto alla didattica e come strumento di apprendimento della geografia in chiave interculturale poggia su alcune premesse fondamentali.

Innanzitutto la convinzione che la geografia, in quanto scienza relazionale (1), parli di come l’uomo produca territorio, usi territorio, attivi, sviluppi e concluda relazioni con gli altri attori sociali tramite il territorio (2); cioè che la geografia sia l’esito di un progetto sociale proiettato sullo spazio. Inoltre, come scrive Dematteis, oltre alle varie definizioni: scienza delle relazioni spaziali, delle differenze territoriali, dei rapporti tra società e ambiente fisico, la geografia, in realtà, ”è quel modo piacevolmente ambiguo di veder il mondo che chiunque di noi ha sperimentato sfogliando un atlante [...] L’ambiguità della geografia consiste in questa duplice capacità di indicare nello spazio terrestre il dove certo di ciò che è già noto e di far immaginare, a partire da queste stesse cose e dalle loro configurazioni spaziali, nuove forme e nuove interpretazioni del mondo che ci circonda”(3).

Una seconda convinzione è quindi che l’Atlante possa avere l’importante compito di riattivare una facoltà troppo spesso dimenticata nell’insegnamento geografico e senza la quale non ci sarebbe nè la geografia nè la creatività progettuale, cioè l’immaginazione. Muoversi dentro i segni dell’Atlante significa trovare certezze e sicurezze nelle cose rappresentate, ma anche costruire immagini nuove di popoli e paesaggi sconosciuti, scoprire significati diversi e quindi, dare ordini diversi agli oggetti, agli spazi, alle persone.

Un’altra convinzione, diversamente da quanto scrive Saint-Exupery nel Piccolo Principe, è che la geografia non scriva ”cose eterne”, bensì sistemi dinamici, territori che, in quanto progetti, sono in continuo sviluppo grazie a latenti potenzialità in attesa di attivazione, sistemi complessi determinati da spazi caricati di valori positivi o negativi, riconosciuti o attribuiti che li caratterizzano. E che quindi Atlante abbia la funzione di aiutare non solo l’analisi della fotografia dei territori, ma anche della loro radiografia, interpretandone i segni e costruendo ipotesi future compatibili con i principi della sostenibilità.

Infine, ma non da ultima, la convinzione che la geografia umana offra una straordinaria occasione per la conoscenza delle realtà territoriali e permetta di sviluppare modalità di lettura del mondo e di azione che tengono conto della complessità dei territori e del valore insostituibile dell’incontro con l’altro e con l’altrove, più o meno prossimo. Per questo, la geografia può giocare un ruolo estremamente fecondo sul piano interculturale, e l’Atlante può essere un ambiente idoneo per esercitare pratiche interculturali poiché aiuta a collocare il proprio spazio vissuto, le proprie esperienze vitali, la propria cultura, il proprio orizzonte valoriale in una prospettiva di dialogo, di confronto e di educazione al contatto oltre i confini tecnologici e cartografici.

Tale prospettiva appare centrale nella formazione di una coscienza civile e di un senso di cittadinanza responsabile, come messo in luce dal documento su Cittadinanza e Costituzione, pubblicato nel 2009 dal MIUR, nel quale si legge: “Il cammino compiuto dalla nostra società, in ambito nazionale e internazionale, ha posto negli ultimi decenni il problema di pensare ai valori civici e sociali in orizzonti più vasti di quelli con cui sono state educate le generazioni precedenti l’attuale popolazione scolastica”(4). Da queste convinzioni ha preso le mosse il progetto Atlante on line, di seguito descritto nelle sue linee fondamentali.

(1) A questo proposito si veda, Raffestin C., Per una geografia del potere, Unicopli, Milano, 1981.

(2) Turco A., Verso una teoria geografica della complessità, Unicopli, Milano, 1988, p. 52.

(3) Dematteis G., “Per insegnare una geografia dei valori e delle trasformazioni territoriali”, Ambiente Società Territorio, 5, 2004, pp. 10-14.

(4) Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, Documento d’indirizzo per la sperimentazione dell’insegnamento di “Cittadinanza e Costituzione”, MIUR 4 marzo 2009, prot. n. 2079.