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Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Zagabria
Superficie (km²): 56540
Densità (ab/km²): 79
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.vlada.hr/
Data dell'indipendenza: 25 giugno 1991
Indipendenza da: Yugoslavia
Moneta: Kuna
Membership:

ACCT (osservatore), Australia Group, BIS, BSEC (osservatore), CE, CEI, EAPC, EBRD, FAO, IADB, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICCt, ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, IHO, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC, MIGA, MINURSO, MINUSTAH, NAM (osservatore), NSG, OAS (osservatore), OIF (osservatore), OPCW, OSCE, PCA, PFP, SECI, UN, UN Security Council (membro temporaneo), UNCTAD, UNDOF, UNESCO, UNFICYP, UNIDO, UNIFIL, UNMIL, UNMIS, UNMOGIP, UNOCI, UNOMIG, UNWTO, UPU, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO, ZC

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia e clima. Il territorio è morfologicamente assai vario: la Croazia continentale comprende a est l'estremo lembo del bassopiano pannonico tra la Drava e la Sava (Slavonia, Podravina e Posavina), mentre a ovest si innalzano i rilievi calcarei delle Dinaridi, con estesi altopiani carsici (Gorski Kotar, Lika) strapiombanti sul mare e digradanti verso l'interno con una serie di ripiani. La Croazia adriatica comprende la Penisola Istriana, quasi tutta la Dalmazia, entrambe prevalentemente calcaree con diffusi fenomeni carsici, più frequenti in Istria, e una continua cortina di isole lungo tutto il litorale. I fiumi Drava e Sava convogliano gran parte delle acque croate verso il Danubio. La regione dalmata è attraversata invece da alcuni corsi d'acqua che sfociano nell'Adriatico (Zrmanja, Krka, Cetina, Narenta). Il clima è di tipo mediterraneo nella fascia costiera, ma diviene sempre più continentale man mano che si procede verso l'interno.

Ambiente umano

Testo completo:

La popolazione risulta composta dal 78% ca. di Croati, dal 12% ca. di Serbi (di cui circa la metà vivente nella regione autonoma della Krajina) e da altre minoranze (Musulmani, Magiari, Sloveni, Italiani, Albanesi). La maggior concentrazione demografica, mediamente piuttosto bassa, si riscontra in corrispondenza delle aree industrializzate nei pressi della capitale Zagabria e delle altre città maggiori: Spalato ( Split), Fiume (Rijeka), Osijek, Pola (Pula), Karlovac , Sisak. Le sanguinose vicende del conflitto che dal 1991 ha visto contrapposte le vecchie Repubbliche iugoslave di Croazia, Serbia e Bosnia-Erzegovina, e specialmente le sistematiche operazioni di "pulizia etnica" e gli spostamenti forzati delle popolazioni locali, hanno prodotto un rimescolamento demografico che ha ridotto drasticamente la presenza serba.

Aspetti economici

Testo completo:

L'economia del Paese, legata per molti anni a quella della Federazione iugoslava, ha potuto avviare un processo di riassestamento soltanto una volta placate le lotte tra le fazioni interne e con le Repubblich e confinanti.

Agricoltura, allevamento e pesca. Largamente praticata è l'agricoltura, i cui principali prodotti sono i cereali, le patate, le barbabietole da zucchero, ortaggi e frutta nelle zone nord-orientali, l'uva e le olive in quelle costiere. Diffuso l'allevamento del bestiame (bovini, suini, ovini e volatili da cortile), mentre nelle zone montuose si sfruttano le cospicue risorse forestali. Una certa importanza ha anche la pesca, che alimenta una discreta industria conserviera.

Risorse minerarie e industrie. Le ricchezze del sottosuolo sono rappresentate da carbone (Arsia), bauxite (Istria), petrolio e gas naturale (Goijlo, Klostar Ivanic). Prima delle distruzioni causate dalla guerra la Croazie era, con la Slovenia, la repubblica iugoslava più industrializzata. Oggi, grazie anche all'afflusso di notevoli capitali esteri, molti settori sono tornati competitivi: la siderurgia, la metallurgia, la chimica e la petrolchimica, la meccanica, la cantieristica, l'industria alimentare e quella tessile.

Turismo e comunicazioni. Il turismo registra una notevole ripresa. Le comunicazioni sono assicurate da una rete ferroviaria e da una rete stradale di circa 28.000 km. I porti principali sono quelli di Fiume, Pola, Spalato, Ploce (Kardeljevo) e Ragusa (Dubrovnik); aeroporti a Zagabria, Spalato e Ragusa.

Storia

Testo completo:

Abitata dagli Illiri e colonizzata dai Greci, la regione fece parte in epoca romana della Pannonia e nel 356, dopo essere stata provvisoriamente sottomessa dagli Ostrogoti, fu annessa da Giustiniano a Bisanzio. Conquistata dagli Avari (568), fu progressivamente abitata, a partire dal sec. VII, da popolazioni slave che, provenienti dal N dei Carpazi, occuparono la zona posta tra la Sava e la Drava (cosiddetta Croazia pannonica) e quella lungo la costa (Croazia dalmatica o marittima). Costretti a subire l'ostilità degli Avari, queste popolazioni identificate poi negli antenati della nazione croata, finirono per chiedere appoggio ai Franchi e a Bisanzio. Convertite al cristianesimo sotto l'influenza franca, furono legate più all'influenza germanica che a quella bizantina e l'elemento religioso finì per catalizzare le esigenze di indipendenza dal dominio bizantino, ristabilito tra l'877 e il 910.

Il principe croato Tomislao costituì uno Stato croato indipendente ed ebbe nel 925 il titolo di re. Nel sec. XI lo Stato croato si consolidò e si estese fino alla Dalmazia, ma lotte interne e rivalità delle potenze interessate alla Croazia portarono Pietro IV Kresimir (1058-74) ad appoggiarsi all'Ungheria, finché, estintasi la dinastia croata nel 1102, la corona di Croazia e Dalmazia passò a Colomanno, re d'Ungheria; nel 1260 Bela IV di Ungheria divise la Croazia, separando il Regno di Croazia e Dalmazia dal Regno di Slavonia.

La regione rimase agli Ungheresi fino al 1526 quando, in seguito alla sconfitta delle truppe ungaro-croate da parte dei Turchi (Mohacs), passò sotto gli Absburgo. Impegnata in una continua resistenza ai Turchi e contemporaneamente a difendere la propria autonomia nei confronti dei Serbi e dell'accentramento asburgico, la popolazione croata fu sollecitata a mantener viva la propria coscienza “illirica” e dopo il dominio napoleonico (1809-13) si sviluppò in Croazia un movimento politico-culturale che faceva capo a L. Gaj: l'illirismo.

La lotta per la propria autonomia continuò a caratterizzare la vita della Croazia fino alla fine della prima guerra mondiale, quando il dissolvimento dell'Impero austro-ungarico portò all'unione di Croazia, Slovenia e Serbia nel Regno dei Serbi, dei Croati e degli Sloveni (1918) con capitale Belgrado, ridenominato Regno di Iugoslavia nel 1929. Un forte antagonismo contro l'elemento serbo e contro la sua politica di accentramento rese difficile la vita del nuovo Stato nell'ambito del quale nel 1939 (25 agosto) la Croazia fu infine costituita in banato autonomo. Con l'occupazione tedesca di Zagabria (aprile 1941), gli ustascia (nazionalisti croati) proclamarono uno Stato indipendente di Croazia esteso anche all'odierna Bosnia ed Erzegovina, che in realtà era asservito ai nazifascisti, offrendone la corona al principe italiano Aimone d'Aosta.

Lo Stato croato, che aveva perseguito l'obiettivo di assicurare la purezza etnica nel proprio territorio eliminandovi serbi, zingari ed ebrei in quanto non croati, ebbe termine con la conquista della regione da parte degli Alleati al N e con l'arrivo delle truppe di Tito (6 maggio 1945). Il 30 novembre 1946 la Croazia come Repubblica dal territorio corrispondente a quello dello Stato croato odierno entrò nel sistema federale della Repubblica Popolare Iugoslava.

Negli anni Settanta gli ustascia ricostituirono un movimento separatista clandestino di ispirazione fascista, che compì numerose azioni terroristiche in Iugoslavia e all'estero. Alla fine degli anni Ottanta, in seguito al crollo dei regimi comunisti nell'Europa orientale, si sviluppava in Croazia una forza politica secessionista che, dopo un referendum popolare favorevole in larga maggioranza al distacco dalla Federazione delle Repubbliche iugoslave, induceva il Parlamento a proclamare, il 26 giugno 1991, l'indipendenza della Croazia. Questa tuttavia, così come la contemporanea dichiarazione di sovranità della Slovenia, non era riconosciuta dalle istituzioni federali di Belgrado, che mobilitavano l'esercito contro le repubbliche ribelli, responsabili di avere proclamato la secessione alterando unilateralmente le strutture federali dello Stato. La sanguinosa guerra civile che ne seguiva, resa ancor più cruenta dagli scontri etnici con l'agguerrita minoranza serba presente in Croazia, non si placava neanche dopo il riconoscimento dell'indipendenza croata da parte dei Paesi della CEE (gennaio 1992) e di gran parte della comunità internazionale, tanto da determinare l'invio di un forte contingente dell'ONU.

La presenza di una forza di interposizione e, soprattutto, l'evoluzione delle vicende bosniache allentavano di fatto la tensione tra Croazia e Serbia, se si esclude la pur importante questione della Krajina dove, nel 1993, la popolazione serba si pronunciava per l'unificazione con i serbo-bosniaci. Contestualmente la Croazia era protagonista, proprio in Bosnia ed Erzegovina, di un'altalenante politica fatta di accordi ufficiali con i governanti musulmani, mentre le milizie croato-bosniache perseguivano quella pratica della pulizia etnica che ha costituito il leitmotiv della crisi balcanica.

Il conflitto croato-musulmano in Bosnia ed Erzegovina, vera e propria guerra dentro la guerra, si concludeva, almeno ufficialmente, con l'accordo siglato nel marzo 1994 per la formazione di una federazione croato-musulmana contrapposta ai serbi di Bosnia. Il governo croato si impegnava quindi a ristabilire il proprio dominio su tutto il suo territorio della Croazia propriamente detta, in parte tramite accordi, in parte con operazioni militari: nel 1995 le sue truppe, con l'appoggio politico e materiale degli Stati Uniti, riconquistavano gran parte dei territori che sin dall'indipendenza erano stati occupati dai serbi e da essi costituiti nell'autoproclamata Repubblica della Krajina; nel 1998 il governo riprendeva il controllo della Slavoniaorientale (sottoposta dal gennaio 1996 all'amministrazione transitoria dell'ONU).

I rapporti tra Croazia e Iugoslavia, segnati positivamente, dopo cinque anni di guerra, dall'accordo siglato ad Atene (agosto 1996) dal presidente croato Franjo Tudjman (in carica dal 1990) e dal leader iugoslavo Milošević per il riconoscimento reciproco, con relative relazioni diplomatiche, si deterioravano nel 1999, dopo l'intervento armato della NATO contro la Repubblica federale di Iugoslavia. La morte di Tudjman nel dicembre 1999, la successiva sconfitta del suo partito (HDZ) alle elezioni politiche del gennaio 2000, vinte dalla coalizione di centro-sinistra (socialdemocratici e liberali) di Ivica Racan e, soprattutto, la vittoria di Stjepan Mesić (56%), candidato del Partito Popolare, alle elezioni presidenziali del febbraio 2000, segnavano una svolta nella storia della Croazia, finalmente avviata a liberarsi del proprio nazionalismo e a darsi l'assetto di una democrazia parlamentare europea. Tuttavia le tensioni all'interno del governo e un'economia che stentava a decollare comportavano che alle elezioni legislative del novembre 2003 l'HDZ, guidata da Ivo Sanader, vinceva.

Nel giugno 2004 il Paese avviava i negoziati per l'adesione alla UE, mentre le presidenziali del gennaio 2005 erano nuovamente vinte da Mesić. Tuttavia, la politica europeista dei governi croati del dopo-Tuđjman ha visto diminuire i consensi tra l'opinione pubblica, dal momento che le istituzioni europee richiedono quali condizioni imprescindibili per l'ingresso dello Stato nell'UE, la consegna dei criminali di guerra tra cui spicca la figura del generale Ante Gotovina – considerato invece un eroe dai croati – oltre al rientro dei profughi delle minoranze nazionali costretti a lasciare il Paese negli anni Novanta. Infatti, le trattative per l'adesione che avrebbero dovuto pervenire a una fase decisiva a partire dal 17 marzo 2005, sono state bloccate per il mancato arresto del generale Gotovina e per lo scarso zelo con cui il governo croato attua i programmi di rientro per i 180.000 fuoriusciti serbi, ancora profughi in Serbia e Montenegro e in Bosnia ed Erzegovina.

In seguito a un atteggiamento di maggiore collaborazione da parte del governo croato, i negoziati si sono avviati nuovamente a partire dall'ottobre 2005. Nel novembre 2007 si svolgevano le elezioni legislative vinte di misura dall'HDZ con il 32% mentre i socialdemocratici si attestavano al 31%. Successivamente I. Sanader veniva riconfermato premier. Al vertice della NATO di Bucarest dell'aprile 2008 la Croazia veniva formalmente invitata ad aderire all'organizzazione. Nel giugno 2009 il premier si dimetteva e il mese dopo il parlamento votava la fiducia a Jadranka Kosor, prima donna a ottenere quest'incarico nel Paese. Nel gennaio 2010 il candidato democratico Ivo Josipovic vinceva il ballotaggio delle elezioni presidenziali con il 64,6 per cento dei consensi, battendo il sindaco di Zagabria Milan Bandic.

Popolazione

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Popolazione totale: 4403330
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Popolazione urbana (%): 57,80
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Gruppi etnici:

Croati 89,6%, serbi 4,5%, altri (inclusi bosniaci, ungheresi, sloveni, cechi, rom) 5,9%

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Lingue:

Croato 96,1%, serbo 1%, altre e non specificate (incluse italiano, ungherese, ceco, slovacco, tedesco) 2,9%

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Religioni:

Cattolici 87,8%, ortodossi 4,4%, altri cristiani 0,4%, musulmani 1,3%, altre e non specificate 0,9%, nessuna 5,2%

Demografia

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Tasso di crescita: -0,18
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Tasso di natalità: 9,54
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Tasso di mortalità: 11,74

Media dell'area geografica: 7.7599999734334 (su un totale di 14 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 6,00
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Tasso di mortalità infantile maschile: 6,30
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Tasso di fecondità totale: 1,42
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Rapporto tra i sessi: 92,83
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,06
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Età mediana: 41,50
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Aspettativa di vita maschile: 72,45
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Aspettativa di vita femminile: 79,49

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 47

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 62,43
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 79,30
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Tasso di crescita annua: 0,00
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 14.181,70
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 18.014,20
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 5
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 26
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 68
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -608
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Spesa statale per sanità (%): 16
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Spesa statale per istruzione (%): 9
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Spesa statale per difesa (%): 4
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Tasso di corruzione: 46
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Debito pubblico (%/PIL): 0,00
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Tasso di inflazione : 2,05
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Tasso di disoccupazione: 13,68
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Debito estero (milioni di $): 37.480,00
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Saldo migratorio: 10000
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 13540
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 18780
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 0

Indicatori socio-sanitari

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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,10
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Assistenza specializzata al parto (%): 100
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Tasso di mortalità materna: 14
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 100
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 97
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 99
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 99
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 98
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 99

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 100
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 100
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 99
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 95
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 95
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 94
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 91

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 26,61
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 40,06
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 116,37
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Numero reti televisive: 36
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 70,71

Trasporti

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Aeroporti:

69

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Densità stradale (km/100 km²):

51,83

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

4,9

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Porti:

5

Territori urbani

Pola, l'anfiteatro romano

La Croazia è suddivisa in venti contee e una municipalità (Zagabria).

Oltre a Zagabria, capitale e principale centro industriale del paese, i maggiori centri urbani della Croazia sono:

  1. Dubrovnik
  2. Rijeka
  3. Pola: dove si trova un'arena costruita dai romani tra il II secolo a. C. e il XIV secolo d.C.
  4. Sebenico
  5. Spalato
  6. Zara

Zagabria, piazza Ban Jelačić

Zagabria è diventata città capitale nel 1868. E' sede degli organi centrali dello stato (Parlamento, Governo, Corte Suprema) e praticamente di tutti i ministeri. È anche sede universitaria.
È un centro commerciale e un polo industriale attivo nei settori meccanico, metallurgico, tessile, elettrico, alimentare, della carta, del legno e del cuoio. A Zagabria ci sono molte sculture e architetture del passato.

(Il testo è stato prodotto da una classe seconda della Scuola Secondaria di I grado Manzoni di Trento; fonte: Tesina Croazia)

Territori rurali

Le pianure fertili del nord sono coltivate a barbabietola da zucchero, frumento, mais e patate.

La vite e l’olivo sono presenti lungo le coste.

Una voce importante dell'economia croata è costituita dalla produzione di uva. I vigneti si distribuiscono lungo la costa dove traggono beneficio dal clima mite; il suolo dell'interno del paese è invece poco fertile.

I vigneti di Primošten. Esempio di coltivazioni sui versanti costieri.

I vigneti di Primošten

L’allevamento, prevalentemente di suini e bovini, è concentrato nella sezione centrale del Paese.

(Il testo è stato prodotto da una classe seconda della Scuola Secondaria di I grado Manzoni di Trento; fonte: Tesina Croazia)

Giochi

Crna kraljica neki, dva, tri! è un gioco di movimento da fare all'aperto

Feste

http://www.formorefun.it/carnevale/lagosta.htm

Arte tradizionale e moderna

Musiche e danze

Tamburitza

La musica popolare in Croazia è sempre stata la radice di ogni attività compositiva, antica e moderna. Per quanto la musica popolare croata sia varia, tre sono i suoi elementi essenziali, a seconda della regione di appartenenza.         

  1. La klapa è alla base di tutte le forme musicali vocali e deriva dai cori religiosi.
  2. La tamburitza è un mandolino di derivazione turca: può essere a tre o cinque corde ed è lo strumento principale della musica popolare croata. Oggi è utilizzato da molti gruppi pop e rock, che gli affiancano bassi elettrici e chitarre.
  3. La cetra è lo strumento principe del nord-est croato Anch’essa, oggi, è riproposta al fianco di strumenti moderni

Il trionfo della musica popolare avviene naturalmente durante le feste locali: in queste occasioni la popolazione di città e villaggi si lancia in danze vivaci e persino scatenate.

(Fonte: testo tratto da http://croazia.amatori.com/la-musica-croata/; materiale raccolto da una classe seconda della scuola secondaria di primo grado "Manzoni" di Trento; Tesina Croazia).

Cibo, alimentazione e ricette

La cucina tradizionale croata fonde nei suoi piatti preparazioni di stampo slavo con influssi provenienti da paesi geograficamente vicini, che nel recente o più lontano passato hanno esercitato la propria influenza su questa terra. È così che nei piatti delle regioni dell'interno, basati su prodotti terragni come carni, legumi, farinacei, si avverte spesso il gusto mitteleuropeo (della cucina austro-ungherese), mentre sulla costa, dove si fa massiccio uso di pesci, molluschi, crostacei e verdure, a dominare è il gusto mediterraneo, greco e, ancor più, italiano.

Zuppa di pesce

La zuppa di patate e pancetta (servita come primo piatto) e la zuppa di pesce (servita come secondo piatto) sono due ricette della tradizione gastronomica croata. Scopri le due ricette (Progetto realizzato durante la fase sperimentale di Atlante on-line a cura degli alunni Lorenzo B. C. e Matteo L.; docenti: Zara M. Loretta ed Artese Rosa; classe IV A della Scuola Primaria “A Colombo”, Istituto Comprensivo “G. Sarto” di Castelfranco Veneto, TV; A.S. 2009-2010)

Una classe seconda della scuola secondaria di primo grado "Manzoni" di Trento propone la seguente ricetta:

Palacinke - Palačine - Palatschinken - Crêpes

 La preparazione è molto semplice, la cottura invece richiede una discreta esperienza. Si adattano a ripieni sia salati che dolci. Ci ha insegnato questa ricetta la signora Anna che proviene da Cherso (Cres) Croazia. E' molto nota in Austria e tutta l'Europa dell'Est. Si tratta di Crèpes o PanCakes molto sottili che vengono arrotolate con un ripieno. Pare siano originarie della Romania. Vedi Wikipedia per maggiori dettagli.
Un'altra ricetta che usa gli stessi ingredienti base è la Kaiserschmarren.

Ingredienti:
600 gr latte
300 gr farina
acqua (vedi avanti)
1 uovo
6 cucchiaini di zucchero (se si prevede un ripieno dolce) oppure
1 pizzico di sale (se si prevede un ripieno salato)


Preparazione:
Mischiare bene (con l'aiuto di un frullatore) tutti gli ingredienti in una terrina. L'impasto risulta piuttosto liquido.
Ora arriva la parte difficile. All'impasto andrà aggiunta un po’ d'acqua per renderlo ulteriormente liquido, ma dato che la densità è critica bisogna procedere con alcuni tentativi: le prime palacinke non verranno bene.
Scaldare una padella antiaderente e versarci sopra qualche goccia di olio (preferibilmente di arachidi per l'alto punto di fumo) e spargerla bene sulla padella con un foglio di carta casa. Versare con un mestolo un pò d'impasto inclinando la padella per facilitare l'allargamento dello stesso. Girare la palacinka appena possibile (aiutandosi con una spatola) per cuocere anche l'altra metà. In totale cuocere 2 volte per ogni lato.
Sarà necessario aggiungere circa un bicchiere d'acqua prima di trovare la densità giusta.
Ogni tanto, prima di cuocere una nuova palcinka pulire la padella dai residui con la solita carta imbevuta nell'olio.

Preparazione ripieno:
Stendere uno strato sottile di ripieno: crema, cioccolata, marmellata (meglio se di pesca, albicocca, fragola magari abbinate a frutta secca tritata) oppure salato come spinaci, formaggio o altro.
Arrotolare. In caso di ripieno dolce spolverare con zucchero a velo. Dato che il sapore delle palacinke è abbastanza neutro, si consiglia di abbinare a ripieni con un gusto deciso.

(Fonte: testo tratto da http://www.allarghiamoci.it/gastronomy/recipes.php?lang=it&Id=Palacinke; materiale raccolto da una classe seconda della scuola secondaria di primo grado "Manzoni" di Trento in Tesina Croazia).

Testimonianze

Mirko Kovač è uno scrittore nato in Montenegro. Nel suo libro La città nello specchio ci racconta, attraverso le tre generazioni di una famiglia, le vicende che portano alla costituzione della repubblica jugoslava e ad una organizzazione socialista passando per Trebinje (Bosnia-Erzegoina), Dubrovnik (Croazia), Montenegro, Belgrado (Serbia) e Klek in Voivodina (provincia autonoma della Serbia).

Personaggi

Toni Kukoc

Lo sport è un laboratorio interessante che ha creato occasioni di crescita a personaggio come:
Blanka Vlašić: detentore del record nazionale e campione del mondo nel salto in alto.
Mirko Filipović: pugile 
Toni Kukoč: giocatore di basket, nella sua carriera ha vinto il titolo europeo e ha giocato nella squadra di basket NBA