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Paesi | Asia | Asia orientale | Mongolia

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Ulaanbaatar
Superficie (km²): 1566500
Densità (ab/km²): 2
Forma di governo: Repubblica
Sito ufficiale del Governo: http://www.pmis.gov.mn/pmis_eng/index.php
Data dell'indipendenza: 11 luglio 1921
Indipendenza da: Cina
Moneta: Tughrik
Membership:

ADB, ARF, CP, EBRD, FAO, G-77, IAEA, IBRD, ICAO, ICCt, ICRM, IDA, IFAD, IFC, IFRCS, ILO, IMF, IMO, Interpol, IOC, IOM, IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC, MIGA, MINURSO, MONUC, NAM, OPCW, OSCE (partner), SCO (osservatore), UN, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, UNMIL, UNMIS, UNOMIG, UNWTO, UPU, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Morfologia. Il territorio della Mongolia è costituito da un insieme di alteterre che presentano una struttura prevalentemente tabulare nella sezione meridionale, mentre in quella settentrionale si hanno rilievi di età paleozoica con forme mature interessate però da faglie e dislocazioni in conseguenza dei contraccolpi dell'orogenesi alpina durante il Cenozoico. L'altopiano, elevato in media 1.500 m, è però esattamente un penepiano profondamente lavorato dall'erosione in rocce molto antiche, precambriane e paleozoiche, costituite per lo più da graniti, gneiss e scisti cristallini. Fu sommerso dal mare (e a ciò si devono le formazioni sedimentarie marine che ricoprono buona parte dei bacini interni), ma più estese sono le coperture sedimentarie d'origine continentale (arenarie) soprattutto del Mesozoico; fu sollevato ai valori attuali solo in tempi recenti, nel corso del Pliocene o del Pleistocene, con conseguente ringiovanimento e ripresa dell'attività erosiva. L'estrema fascia meridionale fa parte del grande bacino desertico del Gobi, tipica zona del modellamento eolico. Tra i rilievi settentrionali, la catena dell'Altaj Mongolo, che comprende le cime più elevate del Paese, tra cui il nodo orografico di Tabyn-Bogdo-Ola (4.355 m) al confine con Cina e Russia, forma una barriera in direzione nord-ovest/sud-est tra le alte terre mongole e la depressione della Zungaria. Il confine con la Russia corre a nord-ovest lungo la catena del Tannu Ola, mentre la sezione centrale è interessata dalla catena dei Saiani Orientali e quella est da quella degli Hentej. Infine la zona centro-settentrionale del Paese è sovrastata dalla catena degli Hangaj, con cime prossime ai 4.000 m.

 

Clima e flora. Il clima è aspramente continentale: la Mongolia è infatti situata nella parte interna dell'Asia dove assai deboli sono gli influssi delle masse d'aria marittime. In particolare gli inverni sono rigidissimi; nella sezione settentrionale del Paese il suolo, tranne uno strato superficiale di modesto spessore che sgela durante il periodo estivo, è permanentemente gelato (permafrost ). Nella capitale, che si trova a circa 1.150 m di altitudine, la temperatura media annua è di -4 °C, mentre le medie di gennaio e di luglio sono rispettivamente di -27 e di 18 °C. Le precipitazioni sono scarse, inferiori a 250 mm annui nella fascia meridionale, e fino a 500 mm, per lo più in forma nevosa, sui rilievi settentrionali, con punte anche superiori a 1.000 mm sulle cime più elevate. L'aria è molto secca, il cielo quasi sempre sereno, in particolare d'inverno, quando il Paese, dominato da pressioni molto elevate, ha condizioni di tempo stabile; in primavera soffiano venti impetuosi. Le piogge sono estive, grazie all'azione, sia pure debole, del monsone meridionale. Date le condizioni climatiche, l'altopiano mongolo è ricoperto da formazioni steppiche che forniscono un ottimo pascolo; i pendii riparati ospitano boschi di conifere e betulle. Nelle zone più aride la vegetazione si presenta come un tappeto erboso discontinuo disseminato di bassi arbusti xerofili.

 

Idrografia. Il reticolo idrografico è solo in parte esoreico: tributa al Mar Glaciale Artico tramite il lago Bajkal il Selenga, arricchito dall'apporto dell'Orhon; manda le proprie acque al Pacifico l'Onon, ramo sorgentifero dell'Amur. Altro importante fiume mongolo è il Kerulen. Per circa 2/3 il territorio è però areico o endoreico, inciso da letti di torrenti in cui scorre acqua solo durante le brevi violente piogge estive, che defluisce in piccoli bacini chiusi, laghi o stagni temporanei; tra le catene del Tannu Ola, degli Hangaj e dell'Altaj Mongolo si apre una serie di bacini endoreici occupati da estese conche lacustri tra cui il Hara-Nur e il Hirgis-Nur.

Ambiente umano

Testo completo:

Composizione etnica. La regione mongola, che ha ospitato l'uomo sin dal Paleolitico, è ritenuta il centro di irradiamento dei Mongoloidi; nel cuore della Mongolia centro-settentrionale sono stati trovati reperti riferibili a non meno di 5 successivi livelli di culture. La popolazione attuale è prevalentemente composta da Mongoli di diversi gruppi, tra cui dominante è quello dei Khalkha; i Buriati vivono nella valle del Selenga, gli Oirat nelle province occidentali e i Kazachi (più esattamente Turco-Mongoli) sono concentrati nella provincia del Bajan-Ulegej. Si hanno inoltre minoranze di Russi (nella capitale e in altri centri urbani) e di Cinesi.

 

Distribuzione. La Mongolia è il Paese asiatico meno densamente popolato, benché la popolazione negli ultimi 50 anni si sia quasi triplicata grazie soprattutto alle migliorate condizioni igienico-sanitarie. La serie di dorsali dell'Altaj e i rilievi che digradano al Bajkal rappresentano l'ambiente più favorevole all'insediamento umano.

 

Centri urbani. La popolazione è in gran parte concentrata nella capitale Ulan-Bator, che è un importante centro industriale e culturale; per il resto si tratta di cittadine soprattutto valorizzate dalle funzioni amministrative di capoluogo di provincia, come Cojbalsan, sul Kerulen, nella Mongolia orientale, e Ulangom, in quella occidentale. Lungo la linea ferroviaria che congiunge la capitale alla Transiberiana hanno avuto notevole sviluppo i centri di Suhe-Bator, quasi al confine russo, e soprattutto di Darhan. Nella fascia meridionale il centro più attivo è Sain-Sand, sorto come tanti altri in seguito al collegamento ferrovi ario tra Ulan-Bator e Pechino. Le radicali trasformazioni attuate nel Paese, specie d'ordine economico (ma anche culturale, sanitario ecc.), stanno operando la progressiva sedentarizzazione della popolazione, che in larga misura è però tuttora nomade ed è rimasta fedele all'ampia tenda rotonda detta ger o yurta, costituita da un'armatura di rami flessibili coperta di feltro o di pellicce, leggera tanto da poter essere portata da un cavallo o da un cammello, o alla kibitka , tenda montata su ruote rudimentali: forse però più che di nomadismo si può parlare di un vasto fenomeno di transumanza.

Aspetti economici

Testo completo:

L'attuale situazione economica della Mongolia è il risultato di una singolare commistione tra le tradizionali forme di vita e di attività produttiva di un Paese da secoli cristallizzato dai rigidi schemi del lamaismo, e in pratica dedito alla pastorizia nomade, e la pianificazione socialista di stampo sovietico, che mira a modernizzare la Mongolia mediante il potenziamento dell'agricoltura e la creazione di un adeguato supporto industriale. L'ambizioso progetto di passaggio diretto dal feudalesimo al socialismo, che ha già registrato un notevole successo, è stato reso possibile solo grazie alla preminente assistenza tecnica e finanziaria dell'ex URSS. La pianificazione, i cui primi tentativi risalgono agli anni Trenta, ha in effetti consentito il raggiungimento di importanti obiettivi, come la progressiva sedentarizzazione dei gruppi nomadi e la migliorata situazione generale dell'economia.

 

Agricoltura. Benché all'industria sia affidato, come conseguimento finale, il ruolo di settore-guida dell'economia, le attività primarie (agricoltura e soprattutto allevamento del bestiame) costituiscono tuttora la base della vita produttiva del Paese. L'agricoltura, che peraltro può contare su un'area ridottissima, è un elemento di novità nel panorama economico della Mongolia, poiché è "nata" in pratica solo negli anni Cinquanta; tuttavia il suo sviluppo è stato molto rilevante, tanto che essa è ormai pressoché in grado di far fronte alle richieste del mercato interno. Le colture principali sono il frumento, l'avena e l'orzo, le patate e gli ortaggi; il settore è organizzato in una cinquantina di aziende statali, idoneamente meccanizzate, cui si aggiungono numerose cooperative agricole.

 

Allevamento. Quanto al patrimonio zootecnico, che è tuttora la principale fonte di reddito della Mongolia, la maggior parte del bestiame appartiene a circa 250 cooperative di allevatori (sussiste però una certa aliquota di proprietà privata); operano inoltre, in misura più ridotta, fattorie statali. Il risultato più rimarchevole degli interventi governativi è stato la riduzione del nomadismo vero e proprio e di conseguenza il notevole progresso dal punto di vista qualitativo e quantitativo del patrimonio zootecnico; fattore questo determinante per il Paese, se si considera il fatto che il bestiame fornisce la base alimentare della popolazione, il latte, nonché prodotti non meno importanti come la lana e le pelli. In montagna predominano i bovini, mentre nella steppa si allevano gli ovini e i caprini, oltre ai cavalli; nelle aree semidesertiche infine prevalgono i cammelli. Buone prospettive presenta lo sfruttamento delle foreste.

 

Risorse minerarie e industria. Le risorse minerarie sono ingenti; l'attività estrattiva riguarda al momento essenzialmente il carbone e la lignite, l'oro, la fluorite, il manganese, il tungsteno, l'uranio, lo zinco, il petrolio, il rame e il molibdeno. L'energia elettrica deriva prevalentemente da impianti termici. Particolare attenzione è rivolta al potenziamento dell'industria, che registra da tempo un costante ritmo d'incremento; essa segue il modello sovietico del kombinat (raggruppamento di diverse aziende, nel cui ambito viene attuata un'opportuna concentrazione dei cicli produttivi) ed è impostata sulla trasformazione delle materie prime locali, in specie sulla lavorazione dei prodotti dell'allevamento, ma tende anche alla creazione di una buona industria di base. Si hanno perciò raffinerie di petrolio, cementifici, impianti metallurgici e meccanici, oltre a conservifici e altri complessi alimentari, aziende tessili, concerie, stabilimenti per la lavorazione del legno ecc. Il maggior polo industriale del Paese è la capitale, ma recentemente sono state realizzate varie industrie a Suhe-Bator, Cojbalsan e Darhan.

 

Comunicazioni e commercio. Fattore di grande importanza per la storia socio-economica del Paese è la ferrovia, il cui primo tronco risale solo al 1939; prima di allora in pratica la Mongolia non conosceva altro mezzo di comunicazione che quello animale. Oggi il territorio è attraversato da nord a sud dalla Transmongolica, che si raccorda sia alla rete russa della Transiberiana sia a quella cinese; inoltre la Mongolia orientale è servita da una diramazione della Transiberiana, che s'interna nel Paese sino a Cojbalsan. Quanto alle strade, che si sviluppano per circa 49.000 km e si collegano esse pure alle reti russa e cinese; le due principali arterie seguono l'una il fondamentale tracciato ferroviario, l'altra percorre l'intero Paese da ovest a est. Un certo rilievo ha ancora la navigazione interna, specie sul fiume Selenga e nel lago di Hubsu, ma un ruolo di particolare importanza rivestono i servizi aerei, gestiti dalla MIAT (Mongolian Civil Air Transport ); aeroporto principale è quello di Ulan-Bator. Il commercio con l'estero si svolge soprattutto con la Russia, la Cina, il Giappone e la Svizzera; le esportazioni sono rappresentate soprattutto da minerali, prodotti tessili, carne, bestiame, le importazioni da macchinari, veicoli e impianti industriali, petrolio e prodotti petroliferi, prefabbricati per l'edilizia.

Storia

Testo completo:

Abitata fin dalla preistoria, la Mongolia vide imporsi sul suo territori svariate etnie: gli Unni crearono un grande impero tribale e vennero sostituiti poi da popoli turchi che regnarono fino all'arrivo del mitico condottiero Gengis Khān che nel 1206 diede vita all'impero mongolo. La dinastia Manciù nel sec. XVII conquistò la Mongolia e la governò fino alla sua caduta (1911) quando l'aristocrazia mongola della Mongolia Esterna proclamò la propria indipendenza con la costituzione di un governo autonomo retto da Maidari Khutukhtu, supremo esponente della Chiesa lamaista mongola, mentre la Mongolia Interna rimaneva unita alla Cina. Tuttavia, la Cina non rinunciò facilmente alla propria sovranità sulla Mongolia Esterna – divenuta di fatto un protettorato russo – e nel 1919 vi inviò un esercito per riassumerne il controllo.

 

Nel 1921, l'arrivo delle truppe russe bianche dell'avventuriero Ungern-Sternberg mise fine alla presenza cinese nella Mongolia Esterna. Successivamente le forze di Ungern-Sternberg vennero annientate dall'Armata Rossa, la quale poté avvalersi anche dell'appoggio del movimento rivoluzionario mongolo guidato dall'ex tipografo Suké-Bator. Con la fondazione della Repubblica popolare della Mongolia, nel 1924, ebbe inizio un processo di profonda trasformazione delle strutture economico-sociali della Mongolia Esterna. La terra e le risorse minerarie furono nazionalizzate, mentre venivano colpiti con decisione i privilegi dell'aristocrazia e dei monasteri lamaisti.

Durante la II guerra mondiale la Repubblica popolare della Mongolia partecipò alla lotta contro i Giapponesi a fianco dell'URSS, con la quale i legami si fecero poi sempre più stretti. Ribadita la propria esigenza di autonomia alla fine del conflitto, nel 1950 fu riconosciuta indipendente dalla Repubblica Popolare Cinese (trattato sovietico-cinese).

Intorno al 1960, con il sorgere della disputa ideologica tra URSS e Cina, la Mongolia si schierò con la prima, con la quale fin dal 1946 aveva stipulato un trattato di amicizia e assistenza, e dopo la rottura tra i due Paesi fu coinvolta nelle tensioni e ne subì le conseguenze (ritiro degli aiuti e dei tecnici cinesi, chiusura dei porti ai suoi mercantili). Dal 1966 tuttavia migliorarono i rapporti con la Cina, mentre gradualmente erano state instaurate relazioni diplomatiche con altri Paesi, non solo del blocco socialista (si ricordano nel 1961 l'ingresso all'ONU e l'apertura delle relazioni diplomatiche nel 1963 con la Gran Bretagna, nel 1965 con la Francia e con gli USA, nel 1972 con il Giappone). Le tensioni con la vicina Cina, comunque, perdurarono fino al 1986, anno in cui furono ristabiliti i rapporti consolari e commerciali tra i due Paesi. Nel 1988, inoltre, la Mongolia e la Cina firmarono il primo trattato per delimitare la frontiera comune, dopo l'annuncio del ritiro delle forze militari da parte del governo sovietico (1987), e giunsero ben presto alla completa normalizzazione dei rapporti. Nel frattempo sul piano interno, il Paese si avviava un processo di rinnovamento della dirigenza politica, stimolato dalla perestrojka sovietica, assunta come principio di governo nel 1988, e si apriva al pluralismo democratico (1990), abolendo il ruolo guida assunto dal Partito rivoluzionario del popolo mongolo (PRPM) per quasi settant'anni.

Nel marzo 1990 il pragmatico ed energico Jambyn Batmunk, capo dello Stato e segretario generale del PRPM dal 1984, veniva sostituito da un membro del suo partito, Punsalmaagiyn Ochirbat, che nel settembre dello stesso anno otteneva l'investitura presidenziale dal primo Parlamento liberamente eletto (luglio 1990). Per garantire, inoltre, l'imparzialità politica delle più alte cariche dello Stato, nel 1991, veniva varata una legge che decretava l'incompatibilità tra le massime funzioni di governo e l'appartenenza a un partito politico, in seguito alla quale Ochirbat si dimetteva dal PRPM.

Nel 1992, con l'adozione di una nuova Costituzione democratica (febbraio 1992) il Paese assumeva il nome ufficiale di Repubblica della Mongolia e si tenevano le prime vere elezioni multipartitiche (giugno 1992), che determinavano comunque una schiacciante vittoria del PRPM sulle altre forze in campo. Nelle successive presidenziali del 1993, anche Punsalmaagiyn Ochirbat, nonostante fosse passato all'opposizione, veniva rieletto a capo dello Stato. Sconfitta, quindi, nelle prime elezioni libere la coalizione democratica d'opposizione, questa si trasformava in Unione democratica e nel giugno 1996 vinceva le nuove elezioni per il rinnovo del Parlamento, relegando all'opposizione per la prima volta nella sua storia il PRPM. In forza di tale risultato il Parlamento, il Grande Hural, eleggeva primo ministro il nazionaldemocratico Mensaikhan Enkhasaikhan al posto del comunista Puntsagiyn Jasray. Il malcontento diffusosi per la politica economica del governo favoriva, però nelle successive elezioni presidenziali del maggio 1997, nuovamente un candidato del PRPM, Ntsagiyn Bagabandi, che veniva eletto capo dello Stato con ca. il 60% dei voti. Questo risultato interpretato, quindi, come un voto punitivo contro le riforme applicate dal governo per una transizione del Paese verso un'economia liberistica, determinava nel 1998 la sostituzione del primo ministro in carica: veniva nominato il nazionaldemocratico Tsahiagiyn Elbergdorj. Il mese successivo, comunque, il governo si dimetteva e si apriva una fase di tensione politica. Le elezioni legislative del 2000 vedevano così, con una netta affermazione, il ritorno al governo del Partito rivoluzionario del popolo mongolo.

Nelle elezioni presidenziali del 2005 si affermava l'ex primo ministro Nambar Enkhbayar, candidato del Partito rivoluzionario del popolo mongolo; nel novembre dello stesso anno il presidente degli Stati Uniti G. W. Bush visitò ufficialmente la Mongolia e ringraziò Enkhbayar per il sostegno dato durante la guerra in Iraq, attraverso l'invio di cento soldati scelti.

Nel biennio 2006-2007 sono state poste le basi per lo sviluppo di diversi progetti di cooperazione economica con la Russia, in particolare nello sfruttamento delle risorse del sottosuolo. Nel luglio 2008 si svolgevano le elezioni parlamentari vinte dagli ex-comunisti del PRPM; questo risultato scatenava violente proteste nella capitale che obbligavano il presidente Enkhbayar a dichiarare lo stato di emergenza. Nel giugno 2009 il leader dell'opposizione Tsakhiagiin Elbegdorj vinceva le elezioni presidenziali, sconfiggendo il presidente uscente Enkhbayar.

Popolazione

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Popolazione totale: 2756001
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Popolazione urbana (%): 68,54
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Gruppi etnici:

Mongoli (prevalentemente Khalkha) 94,9%, Turchici (prevalentemente Kazaki) 5%, altri (inclusi Cinesi e Cussi) 0,1% (2000)

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Lingue:

mongolo khalkha 90%, turchico, russo (1999)

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Religioni:

Buddisti lamaisti 50%, sciamanisti e cristiani 6%, musulmani 4%, nessuna 40% (2004)

Demografia

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Tasso di crescita: 1,58
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Tasso di natalità: 23,39
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Tasso di mortalità: 6,52

Media dell'area geografica: 7.4559999465942 (su un totale di 5 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 38,00
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Tasso di mortalità infantile maschile: 46,00
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Tasso di fecondità totale: 2,50
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Rapporto tra i sessi: 97,52
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,03
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Età mediana: 25,42
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Aspettativa di vita maschile: 63,40
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Aspettativa di vita femminile: 71,47

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 108

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 8,71
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 13,29
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Tasso di crescita annua: 17,50
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 3.125,53
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 4.770,41
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Valore aggiunto settore primario (% sul PIL): 14
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Valore aggiunto settore secondario (% sul PIL): 36
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Valore aggiunto settore terziario (% sul PIL): 49
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): -2774
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Spesa statale per sanità (%): 6
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Spesa statale per istruzione (%): 9
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Spesa statale per difesa (%): 9
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Tasso di corruzione: 36
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Debito pubblico (%/PIL): 0,00
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Tasso di inflazione : 9,40
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Tasso di disoccupazione: 7,70
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Debito estero (milioni di $): 2.564,38
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Saldo migratorio: -15001
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Rnld pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 2310
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Rnld pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 4290
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Popolazione sotto la soglia della povertà assoluta (%): 22

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 80
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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,10
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Diffusione contraccettivi (%): 55
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Diffusione assistenza prenatale (%): 100
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Assistenza specializzata al parto (%): 100
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Tasso di mortalità materna: 65
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 97
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 49
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 76
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 64
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 32
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 50

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 97
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 95
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 94
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Tasso frequenza scuola primaria femminile: 96
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Tasso frequenza scuola primaria maschile: 94
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Tasso iscrizione scuola secondaria femminile: 85
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Tasso iscrizione scuola secondaria maschile: 79
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Tasso frequenza scuola secondaria femminile: 88
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Tasso frequenza scuola secondaria maschile: 83

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 29,93
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 6,70
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 105,08
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Numero reti televisive: 99
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 20,00

Trasporti

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Aeroporti:

44

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Densità stradale (km/100 km²):

 

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

0,1

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Porti:

0

Popoli

Tsaatan

La densità della Mongolia è la più bassa dell’intero pianeta: due persone per chilometro quadrato. La ricchezza delle sue genti è straordinaria. Oggi vivono sul territorio mongolo venti gruppi etnici, con caratteristiche e tradizioni peculiari; i Khalkha sono il gruppo mongolo maggioritario

 

I Tsaatan sono gli "Uomini Renna" della Mongolia che vivono sui monti Sayan, tra la Mongolia settentrionale e la Siberia

 

Suonatrici Tuva

Nelle montagne dell'Alto Altai della Mongolia occidentale vivono due popoli: i Tuva, originari dell'Altai, e i Kazachi, migrati in questa regione circa un secolo fa i quali costituiscono ora una maggioranza operosa e dominante che respinge sempre più i Tuva*

 

La popolazione nomade kazaca è stata costretta alla fuga durante la grande carestia dell’inizio degli anni '30 del Novecento in URSS: è un esempio di spostamento forzato di popolazione dovuto alla trasformazione economica di un territorio attuata con metodi autoritari

 

* Tuva è anche una delle 21 repubbliche federali della Federazione Russa, in Siberia centro meridionale lungo il confine con la Mongolia

 

Territori urbani

Ulaanbaatar

Ulan Bator (o Ulaanbaatar) è la capitale e la città più popolosa della Mongolia, situata nella parte centro-settentrionale del paese. Il nome della città, attribuito dal 1924, significa "Eroe Rosso"

 

 

 

 

Scopri le Regioni e le città della Mongolia attraverso la carta del paese: la capitale; la regione del Centro, la regione del Gobi, la regione dell'Altai, la regione del Nord, la regione dell'Est

 

Territori rurali

Praterie a Bulgan

Bulgan è un piccolo capoluogo di provincia abitato da khalkha, buriati e russi. E' il cuore agricolo della Mongolia: tra le foreste verdi del nord e le aride praterie del sud ci sono circa 50.000 ettari di terra coltivata a frumento e ortaggi

 

 

Progetto agricolo

Il settore agricolo è dominato da orzo, frumento, avena, patate e ortaggi, mentre quello dell’allevamento da ovini, caprini, bovini e cavalli

 

 

 

Famiglia mongola al mercato con prodotti orticoli

Flora, fauna e attività umane

FLORA

 

Astro alpino (Aster alpinus) - Catena dell'Altai

Aster alpinus, ephedra, rabarbaro sono tra le specie floristiche presenti sul territorio mongolo. Esistono territori quasi inesplorati, dove è ancora possibile la scoperta di nuove specie. E' il caso del recente ritrovamento di 22 nuove specie vegetali, avvenuto sulla remota catena montuosa dell'Altai, le famose "montagne d'oro" che formano un confine naturale fra l'ovest della Mongolia, la Cina, la Russia ed il Kazakistan

 

 

FAUNA

 

Gli spazi immensi della Mongolia sono ricchissimi di vita animale e vegetale molto diversificata, a volte unica al mondo

 

Equus ferus przewalskii

Equus ferus przewalskii è un cavallo originario. Il nome dello scienziato e viaggiatore di origine polacca Przewalski al servizio dello zar che lo scoprì e lo descrisse nel XIX secolo), conosciuto in Mongolia con il nome di Takhi (spirito)

 

Antilope saiga (Saiga tatarica)

Il mongolo è cacciatore eccellente per antica tradizione e fino ai nostri giorni uccideva solo per sfamarsi, rispettava e addirittura onorava le proprie prede in un complesso rituale che ringraziava il Tengger - il profondo cielo blu, Padre di tutti i mongoli - per i doni concessi al suo popolo. La caccia con l'aquila è di tradizione antichissima per l'etnia kazaka che abita la regione mongola di Bayan-Ulghii, al confine con il Khazakhistan e la Cina.

La caccia (sportiva, turistica, bracconaggio, ecc.) oggi sta mettendo in serio pericolo alcune specie faunistiche, in particolare grandi mammiferi come l’orso del Gobi, il cammello battriano selvatico e l’antilope saiga. Per preservare la popolazione dei cammelli battriani, in via d’estinzione, è stata istituita la Festa dei mille cammelli che si svolge il 15 e 16 febbraio in alcune località del deserto del Gobi

 

Il rapporto fra i mongoli e il mondo animale è strettissimo e legato a vincoli sacri e ancestrali. I Mongoli venerano cinque animali sacri: il cavallo, il cammello, lo yak, la capra e la pecora

 

Lo Yeti (figura leggendaria o vera) è stato avvistato ripetutamente nelle remote montagne dell'Altai mongolo, dove i locali lo chiamano Almas

Giochi

Le specialità sportive del Naadam

Naadam significa “giochi”, ma la denominazione completa è Eriin Gurvan Naadam, “i tre giochi degli uomini”: si confrontano infatti lottatori, cavalieri e arcieri in una giostra senza tempo. Il Naadam è la rievocazione delle gesta di Gengis Khan

 

Lo sport in Mongolia è tradizione mistica, antiche ritualità nomadi, tempra per sopravvivere al gelo impossibile dell’inverno e spirito guerriero ereditato da Gengis Khan. Così i mongoli sono insuperabili in almeno tre discipline: lotta, tiro con l’arco e corsa dei cavalli che vengono eseguite durante il Naadam

 

Antica scacchiera della Mongolia

Gli scacchi sono giochi conosciuti dai popoli nomadi dell'Asia centrale, e in particolare della Mongolia, della Mongolia Interna cinese e della repubblica russa del Tuva. Presumibilmente sono stati introdotti in Mongolia dall'India, attraverso il Tibet (o dalla Persia), nel XIV-XVI secolo d. C. (scopri alcune delle particolarità degli scacchi mongoli)

Feste

Monastero di Amarbayasgalant (valle del fiume Iven Gol, ai piedi della montagna di Burenkhan mountain in Baruunburen som - Provincia di Selenge)

Oggi la Mongolia è uno stato teocratico basato sul buddismo lamaista, la religione professata dalla quasi totalità dei mongoli

 

Lo sciamanesimo resta ancora tra le credenze più antiche, radicate e praticate dai popoli mongoli: affonda le sue radici nella storia di Gengis Khan

 

 

Il calendario delle feste mongole prevede numerose iniziative da gennaio a dicembre

 

Tsagaan Sar

 

Il capodanno mongolo, Tsagaan sar, è una delle festività più partecipate; segue il calendario lunare tibetano e solitamente cade nella seconda metà di febbraio. I mongoli fanno festa per cinque giorni consecutivi

 

Il mongolo è cacciatore eccellente per antica tradizione e fino ai nostri giorni uccideva solo per sfamarsi, rispettava e addirittura onorava le proprie prede in un complesso rituale che ringraziava il Tengger - il profondo cielo blu, Padre di tutti i mongoli - per i doni concessi al suo popolo. La caccia con l'aquila è di tradizione antichissima per l'etnia kazaka che abita la regione mongola di Bayan-Ulghii, al confine con il Khazakhistan e la Cina

Reti stradali e ferroviarie

La rete viaria interna al Paese non e’ molto sviluppata. La Mongolia conta circa 1.800 Km di ferrovie (Mongolyn Tömör Zam ) e meno di 2000 Km di strade asfaltate. La sola linea ferroviaria che attraversa la Mongolia dal nord al sud permette di giungere a Irkustsk in Siberia, o a Pechino in Cina; è una linea non elettrificata

 

Un tratto del viaggio in Transmongolica

Il sistema ferroviario ha scartamento ferroviario largo (russo) di 1.520 mm, con uno sviluppo di circa 1.810 chilometri ed è costituito soprattutto dall'asse ferroviario della Ferrovia Transmongolica, che attraversa tutto il paese

 

La linea transmongolica è una tratta ferroviaria che collega la città di Ulan Ude, in Russia, con quella di Pechino, in Cina, passando per Ulan Bator (Mongolia) e per il deserto del Gobi, in Mongolia ed in parte in Cina

 

La compagnia aerea di bandiera mongola è la MIAT

Monete e banconote

Il tugrik o tögrög è la valuta ufficiale della Mongolia, introdotto il 9 dicembre 1925

1 Euro = 1755,5200 Tughrik
1 Tughrik = 0,0006 Euro
1 Dollaro USA= 1366,8016 Tughrik
1 Tughrik = 0,0007 Dollari USA

Arte tradizionale e moderna

Sitasamvara (Samvara bianca), divinità popolare del buddismo mongolo-tibetano

Definire l'arte mongola è particolarmente complesso: è difficile distinguere le forme espressive autoctone e scarsi e poco studiati sono i documenti di attività artistica fino al secolo XVII; la mancanza di documentazione è anche legata alle distruzioni avvenute tra il 1300 e il 1600. Come tutti i popoli nomadi di origine altaica, anche i mongoli sembrano aver mostrato scarsa predisposizione artistica

 

Esempio di Mongol Zurag

Il Mongol Zurag, è il genere di arte laica che più si è sviluppato nella Mongolia dal XIX secolo. L’esponente più importante di questo nuovo genere fu il pittore Balduugiin Sharav (1869-1939), dal quale tutti gli artisti che seguirono presero ispirazione per sviluppare questo nuovo modo di dipingere che affonda profondamente nella tradizione precedente. Nyamaa Ganbat, nato a Ulaanbaatar nel 1970, si è laureato presso l’Accademia delle Belle Arti di Ulaanbaatar, dove ha studiato per cinque anni il Mongol Zurag

 

Canzoni, leggende, favole, epopee (epica mongola o tuuli mongolo) sono tramandate oralmente. Le voci sono accompagnate da strumenti tradizionali come il morin khuur (strumento a corda di crine di cavallo) e il Tovshuur (liuto). I soggetti più ricorrenti nei poemi sono l’amore per la patria, la natura, il Cielo, gli sciamani, Gengis Khan, gli animali, la famiglia, gli antenati, le persone care. Tra i poeti più celebri, Danzan Ravjaa (1803-1856), Dahsdorjyn Natsagdorj (1906-1937) e il contemporaneo Sodnombaljiryn Buyannemejk

 

Galsan Tschinag è sicuramente lo scrittore mongolo più conosciuto al mondo. In italiano sono stati pubblicati dalle Edizioni AER "Il cielo azzurro” e “Ventun giorni”

Musiche e danze

Morin huur, il mandarino mongolo

Uno degli aspetti più significativi nella vita e nella tradizione dei mongoli è costituito sicuramente dalla loro intima simbiosi con la musica, che essi cominciano ad ascoltare ed amare sin da piccoli, quando cioè, prima ancora che a camminare, imparano già ad andare a cavallo e a cantare

 

Gruppo musicale mongolo

Le principali espressioni musicali della tradizione mongola sono l’uurtyn duu (canzone lunga), accompagnata dal morin huur (uno strumento a corda di crine di cavallo, foto a destra) e l’hoomy (il canto di gola) con cui vengono imitati i suoni della natura.

 

Un esempio di hoomy è praticato da Huun-Huur-Tu, un gruppo musicale originario della repubblica di Tuva, appartenente alla Federazione Russa e situata al confine con la Mongolia

Hulan è una formazione femminile di otto artiste provenienti dalla Mongolia. La musica di Hulan attinge dal repertorio tradizionalee dal ricco repertorio dei più importanti compositori mongoli del XX secolo quali: N. Jantsannorov, L. Murdorj, J. Mend-Amar e Sharav

 

Tsuur

La musica Tsuur (tsuur anche il nome di uno strumento simile al flauto) si basa su una combinazione di performance strumentali e vocali. E' la musica dei mongoli Uriankhai della regione dell'Altai e fa ancora parte integralmente della loro vita. Le sue origini affondano in un'antica pratica di adorazione della natura e dei suoi spiriti guardiani e si manifesta attraverso delle emulazioni dei suoni della natura

 

Il Biyelgee è una danza popolare mongola. Viene praticata da diversi gruppi etnici della Mongolia occidentale. Questa danza esprime e trae origine dai modi di vita dei nomadi e viene danzata mezzi seduti o piegati

Fiabe e racconti

La fiaba di Hailibu racconta le gesta di un giovane cacciatore d'indole buona e generosa, sempre pronto ad aiutare gli altri

 

Canzoni, leggende, favole, epopee (epica mongola o tuuli mongolo) sono tramandate oralmente. Le voci sono accompagnate da strumenti tradizionali come il morin khuur (strumento a corda di crine di cavallo) e il Tovshuur (liuto). I soggetti più ricorrenti nei poemi sono l’amore per la patria, la natura, il Cielo, gli sciamani, Gengis Khan, gli animali, la famiglia, gli antenati, le persone care. Tra i poeti più celebri, Danzan Ravjaa (1803-1856), Dahsdorjyn Natsagdorj (1906-1937) e il contemporaneo Sodnombaljiryn Buyannemejk

 

Galsan Tschinag è sicuramente lo scrittore mongolo più conosciuto al mondo. In italiano sono stati pubblicati dalle Edizioni AER "Il cielo azzurro” e “Ventun giorni”

Cibo, alimentazione e ricette

Korkhhog, il barbecue mongolo

La carne e il latte sono da sempre la base dell'alimentazione dei mongoli. In Mongolia gli alimenti vengono definiti "grigi" (carni) o "bianchi" (latte e derivati)

 

Preparazione dell'huushuur

I pasti più abbondanti sono la colazione e il pranzo, costituiti in genere da carne di montone lessa, pezzi di grasso e di interiora, tagliolini di pasta fatta in casa, formaggio o riso. Un antico detto mongolo recita pressappoco così: "La colazione falla da solo, il pranzo condividilo con gli amici e la cena offrila ai nemici"

 

Huushuur (ravioli fritti ripieni), buuz (Ravioli al vapore), khorkhhog (agnello ai sassi incandescenti) e süütei tsai (tè salato alla mongola) sono considerati piatti e bevande della tradizione mongola

 

Shuutei chai

Il piatto più celebre è la cosiddetta "marmitta mongola", costituita da brodo con carne di montone, tagliolini di pasta, qualche patata, carote o legumi; a volte insaporiti con erbe aromatiche raccolte nella steppa, ma senza sale

 

I mongoli sono grandi bevitori di tè: la bevanda più diffusa è il süütei tsai (tè salato). Gli uomini che si rifiutano di bere arkhi (vodka) sono considerati delle femminucce; i pastori preparano un originale distillato casereccio chiamato airag: si tratta di latte di cavalla fermentato con un contenuto alcolico pari al 3% circa. Molti mongoli procedono a un'ulteriore fermentazione della bevanda, ottenendo così lo shimiin arkhi, che arriva a un contenuto alcolico di circa il 12%

 

La spesa settimanale di una famiglia mongola di Ulaanbaatar: 41.985,85 togrogs, cioè $40,02 (foto di Peter Menzel, tratta dal libro Hungry Planet)

Testimonianze

Il deserto del Gobi è lo scrigno più prezioso del mondo per resti e ossa di dinosauri

 

Il cane giallo della Mongolia

La storia del cammello che piange è un film del 2003 (uscito nel 2005) di Byambasuren Davaa e Luigi Falorni. Il film è ambientato nel deserto del Gobi e racconta la storia di una famiglia nomade che alleva ovini e cammelli e di un cammello albino rifiutato dalla madre; della stessa regista è uscito nel 2006 Il cane giallo della Mongolia che porta sulla schermo la vita quotidiana delle steppe mongole (guarda il trailer)

 

Evasione in Mongolia, Uomini renna, In Mongolia e Dove volano gli uccelli sono testimonianze narrative che restituiscono alcune immagini della Mongolia raccontate da viaggiatori stranieri

 

"Il cielo azzurro” (1996) e “Ventun giorni” (1998) sono due libri (pubblicati dalle Edizioni AER) di Galsan Tschinag, sicuramente lo scrittore mongolo più conosciuto al mondo, attraverso i quali è possibile immergersi nella quotidianità della vita nomade in Mongolia

Personaggi

Gengis Khan

Da Attila e Gensis Khan fino ai protagonisti della Mongolia moderna: biografie di uomini e donne mongole e straniere che hanno fatto e narrato la storia del Paese

 

Galsan Tschinag è sicuramente lo scrittore mongolo più conosciuto al mondo. In italiano sono stati pubblicati dalle Edizioni AER "Il cielo azzurro” e “Ventun giorni”