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Paesi | Asia | Asia occidentale | Kuwait

Carta d'identità

Bandiera:
Capitale: Kuwait
Superficie (km²): 17820
Densità (ab/km²): 152
Forma di governo: Emirato costituzionale ereditario
Data dell'indipendenza: 19 giugno 1961
Indipendenza da: Regno Unito
Moneta: Dinaro kuwaitiano
Membership:

ABEDA, AfDB (membro non regionale), AFESD, AMF, BDEAC, CAEU, FAO, G-77, GCC, IAEA, IBRD, ICAO, ICC, ICCt (firmatario), ICRM, IDA, IDB, IFAD, IFC, IFRCS, IHO, ILO, IMF, IMO, IMSO, Interpol, IOC, IPU, ISO, ITSO, ITU, ITUC, LAS, MIGA, NAM, OAPEC, OIC, OPCW, OPEC, PCA, UN, UNCTAD, UNESCO, UNIDO, UNITAR, UNWTO, UPU, WCO, WFTU, WHO, WIPO, WMO, WTO

Spazio fisico

Testo completo:

Estremo lembo nord-orientale del Deserto Arabico, il Kuwait occupa un tavolato arido e sabbioso che, nell'interno, tocca appena qualche centinaio di metri di altitudine; i terreni sono formati per lo più da sabbie dell'era cenozoica (Miocene e Pliocene) con affioramenti di arenarie pleistoceniche; lungo la costa, fronteggiata a nord dall'Isola Bubiyan e falcata al centro dalla profonda Baia di Kuwait, si hanno anche argille e sabbie di accumulo recente. Pochi uidian bordati da una stentata vegetazione scendono al Golfo Persico; l'idrografia sotterranea si manifesta con alcune sorgenti d'acqua dolce che alimentano le oasi. Il clima è subdesertico, in parte mitigato dalle brezze marine; sulla costa d'estate l'atmosfera è resa soffocante dall'altissima percentuale di umidità. Assai forti sono, specie nell'interno, le escursioni termiche, sia annue sia giornaliere, passando da minimi anche sotto zero a massimi di 46 °C; le piogge, scarsissime (meno di 100 mm annui), cadono irregola rmente nei mesi invernali.

Ambiente umano

Testo completo:

Il Kuwait registra la più alta densità di popolazione della Penisola Arabica ed è uno dei più fittamente popolati Paesi dell'intero mondo arabo. Si stima che il Kuwait con tasse 100.000 abitanti verso il 1940, raddoppiati in un decennio; l'attuale tasso d'accrescimento è dovuto soprattutto allo sfruttamento del petrolio che ha attirato nel Paese, oltre a tecnici statunitensi ed europei, un numero ingente di stranieri, per lo più asiatici. Gran parte della popolazione si concentra nella capitale e nelle città di Hawalli, Jahra e Farawaniya.

Aspetti economici

Testo completo:

Il Kuwait è un Paese ricco che deve la sua fortuna al petrolio, il quale fornisce gran parte delle entrate dello Stato. I proventi petroliferi sono stati in larga misura impiegati per fornire gratuitamente alla popolazione l'istruzione a ogni livello, un'ottima assistenza medica e altre previdenze socio-economiche. La corsa al consumismo e all'imitazione dei modelli di vita occidentali ha però il suo contraltare ideologico nella ripetuta affermazione dell'arabicità del Paese, espressa anche attraverso i rilevantissimi aiuti finanziari che il Kuwait elargisce a molti Stati arabi. Obiettivo principale del governo è un razionale e organico utilizzo delle proprie ricchezze, indirizzate da un lato al potenziamento dell'agricoltura, dell'allevamento e della pesca, così da ridurre la dipendenza alimentare dall'estero, dall'altro a incentivare le industrie nazionali, in modo da sottrarre il Paese al ruolo subordinato di esclusivo esportatore di materie prime.

 

Agricoltura e pesca. L'agricoltura produce in misura modesta cereali, datteri e ortaggi; l'allevamento del bestiame riguarda soprattutto bovini, cammelli, ovini e volatili da cortile; la pesca, tradizionale attività, garantisce alcune migliaia di tonnellate di pescato.

 

Petrolio. La produzione petrolifera varia, a seconda degli anni, da oltre 130 milioni a circa 100 milioni di tonnellate; è in atto una rilevante contrazione dell'attività estrattiva, al fine di evitare un eccessivo impoverimento delle riserve, mentre è stata completata la nazionalizzazione della Kuwait Oil Company, che controlla tutti i pozzi del Kuwait (quelli più ricchi sono situati nelle zone di Burgan, Magwa, Ahmadi, Mutriba). Dalla fine degli anni Settanta il Kuwait persegue una politica di diversificazione produttiva, poiché il petrolio non può sostenere per sempre il peso dell'intera economia del Paese. Nei primi anni Ottanta, infatti, l'esportazione è scesa di oltre il 20%; il calo del prezzo, la disciplina dell'OPEC, la guerra Iran-Iraq hanno condizionato una scelta economica che ora tende a valorizzare attivamente il terziario, nell'intento di fare del Kuwait il punto di riferimento bancario del mondo arabo. Il 1982 è stato anche l'anno nero dell'economia nazionale, aggravata da un colossale crac in borsa, e va anche detto che nello stesso anno per la prima volta il reddito degli investimenti all'estero ha superato i proventi delle vendite petrolifere. Il prodotto lordo pro capite resta uno dei più alti del mondo, ma il governo ha ormai deciso un rigido contenimento della spesa pubblica e un controllo dell' immigrazione, visto che oltre la metà dei residenti non è nata nel Paese. Inoltre il Kuwait deve far fronte a una difficile ricostruzione dopo l'occupazione irachena del 1990 che ha provocato danni gravissimi alle installazioni petrolifere. Il Paese produce anche gas naturale.

 

Industrializzazione. Grazie al decisivo impulso dato all'industrializzazione, il Kuwait può già contare su stabilimenti chimici (fertilizzanti, soda caustica, acido cloridrico) e petrolchimici (raffinerie di Mena Al Ahmadi, Shua'ibah, Mena Abdullah ecc.), officine meccaniche, cementifici e fabbriche di materiali da costruzione, piccole aziende alimentari (conservifici di pesce, complessi molitori ecc.). In particolare è stata creata una vasta zona industriale attorno al porto di Shua'ibah, dove operano nuovi impianti generatori di elettricità, alcuni stabilimenti di concimi chimici e un colossale impianto di dissalazione dell'acqua marina, tutti alimentati dal gas naturale.

 

Comunicazioni e commercio. Non esistono ferrovie né linee aeree all'interno del Paese; la capitale è tuttavia un attivissimo aeroporto internazionale e la compagnia di bandiera Kuwait Airways assicura regolari servizi con varie città asiatiche, africane ed europee, nonché con New York. La rete stradale, recentemente potenziata, si sviluppa per oltre 4.000 km; si hanno buoni collegamenti tra la capitale e tutti i principali centri del Paese, e con l'Iraq e l'Arabia Saudita. I maggiori scali marittimi sono Shuwaykh, al servizio della capitale, e Shua'ibah; a essi si aggiunge il terminal petrolifero di Mena Al Ahmadi. Gli scambi si svolgono soprattutto con il Giappone e i Paesi della UE, specie con la Gran Bretagna, l'Italia, i Paesi Bassi e la Germania, che sono tutti tradizionali acquirenti del petrolio kuwaitiano; abbastanza consistenti sono anche i rapporti commerciali con l'India, gli Emirati Arabi Uniti, gli Stati Uniti, l'Arabia Saudita ecc.

Storia

Testo completo:

La stroria del Kuwait è essenzialmente legata a quella della civiltà mesopotamica, dell'Impero ottomano e delle potenze coloniali. Eretto in sceiccato a partire dal 1756 con il capo della famiglia Anaiza, Abdul Rahim al-Sabah, fondatore della dinastia regnante, si sviluppò intorno alla città omonima, fondata nei primi decenni del sec. XVIII da nomadi provenienti dal Deserto Arabico. Il Kuwait godette, sul finire del sec. XVIII, di una certa prosperità, presto interrotta dalle incursioni dei wahhabiti e dei pirati del Golfo Persico. Ripresosi dopo il 1860, lo sceiccato, dopo aver inizialmente riconosciuto la sovranità ottomana, accettò nel 1899 di divenire un protettorato britannico per scongiurare un'invasione turca.

Nel 1938 la scoperta di notevoli riserve petrolifere (campi di Burgan) rivoluzionò l'economia del Paese, sino allora legata al commercio, alla pesca e alle perle. A partire dagli anni Cinquanta fu assicurato lo sviluppo industriale e commerciale del Kuwait e nacque una fitta rete di servizi sociali. Nel 1961 il Kuwait diveniva indipendente e lo sceicco Sabah si proclamò emiro. L'Iraq rivendicava, in quanto Stato successore dell'Impero ottomano, il nuovo Stato come un proprio territorio, ma la Lega Araba respingeva tali pretese, che del resto la stessa Baghdad abbandonava nel 1963. Dopo essere acceduto alla piena sovranità, il Kuwait si trasformava in uno Stato costituzionale (1962): ma le leve politiche principali rimanevano nelle mani dello sceicco che, grazie alle sue enormi disponibilità finanziarie, ha sempre occupato una posizione privilegiata all'interno del mondo arabo.

Dopo la guerra arabo-israeliana del 1973 il Kuwait dava l'avvio a una graduale nazionalizzazione delle compagnie petrolifere straniere e continuava ad aiutare economicamente l'ala moderata della resistenza palestinese. La prosperità economica non impediva il sorgere di una dura fazione clandestina che si manifestava con attentati e atti terroristici. Una vivace opposizione alla politica governativa si manifestava del resto anche nell'Assemblea legislativa che veniva sciolta dallo sceicco nell'agosto 1976. Lo sceicco Jaber al-Ahmed al-Sabah, successore di Sabah al-Salim al-Sabah, morto nel 1977, ricostituiva l'Assemblea legislativa nel 1981. Le elezioni del febbraio 1981, a suffragio molto ridotto, privavano lo schieramento parlamentare dell'opposizione di sinistra e quasi completamente anche di quella sciita, dando vita a un organismo piuttosto moderato nella composizione politica. Tale orientamento si manifestava in seguito, durante la guerra fra Iran e Iraq. Il Kuwait, associato fin dal 1981 agli altri ricchi emirati nel Consiglio di Cooperazione del Golfo, appoggiava infatti l'Iraq in modo piuttosto prudente, richiedendo agli Stati Uniti, nella fase più delicata del conflitto (1987), la protezione militare della propria flotta mercantile, minacciata dai pasdaran iraniani. I pericoli di destabilizzazione interna, manifestatisi in sporadici atti di terrorismo e in un fallito attentato all'emiro, inducevano, oltre che alla repressione dei gruppi sciiti, nel 1986 a una sospensione della Costituzione e allo scioglimento dell'Assemblea Nazionale (sostituita solo a guerra finita, nel 1990, con un Consiglio Nazionale di transizione). Accusato di provocare il ribasso del prezzo del petrolio (tramite la violazione delle quote OPEC) da parte del governo iracheno, suo forte debitore a causa dei prestiti bellici contratti, il Kuwait, il 2 agosto 1990, subiva l'aggressione del più potente Stato limitrofo, nonché l'annessione a esso (8 agosto). Riuscito a riparare in esilio in Arabia Saudita con il suo governo, l'emiro chiedeva, congiuntamente alle autorità locali, l'intervento dissuasivo degli Stati Uniti, subito mobilitatisi, nonché la condanna dell'accaduto da parte della Lega Araba, presto espressasi in tal senso. Il Paese, saccheggiato dalle forze d'occupazione e turbato dalle loro violenze, rimaneva, durante i sei mesi di vane trattative fra l'ONU e Saddam Ḥusayn, sotto il dominio degli invasori, subendo infine, al momento dell'attacco sferrato (17 gennaio 1991) dalla forza multinazionale costituitasi per la sua liberazione, il grave disastro economico e ambientale dell'incendio dei pozzi petroliferi operato dall'esercito iracheno.

La liberazione (28 febbraio) rivelava il grave bilancio economico (70-100 miliardi di dollari per la ricostruzione) e umano (ca. 7000 morti e 17.000 torturati) dell'occupazione, aprendo al contempo un periodo di severe ritorsioni contro gli immigrati palestinesi rimasti fino ad allora nel Paese e accusati di collaborazionismo. In tale situazione il governo, rientrato insieme all'emiro dall'esilio (15 marzo 1991), applicava la legge marziale (revocata solo il 26 giugno), venendo poi sospettato di aver lasciato violare ripetutamente i diritti dell'uomo, e lasciava inoltre presto cadere le speranze di democratizzazione della vita politica interna suscitate durante il periodo d'esilio. L'aspirazione popolare a tale democratizzazione veniva tuttavia confermata dalla massiccia partecipazione alle elezioni parlamentari dell'ottobre 1992, vinte di larga misura dall'opposizione, che otteneva sei ministeri nel nuovo governo, in seguito a ciò veniva ricostituita anche L'Assemblea Nazionale. Di tale situazione doveva necessariamente prendere atto il capo del governo, Saad al-Abdullah al-Sabah, figlio dello sceicco, che operava un rimpasto dell'esecutivo inserendovi personalità dell'opposizione. Ma la vita del Kuwait rimaneva comunque condizionata dalla minaccia permanente rappresentata dal regime di Saddam Ḥusayn il quale, nel tentativo di saggiare la reattività statunitense, ordiva alcune provocazioni in prossimità della frontiera kuwaitiana. Ciò determinava una sempre più stretta dipendenza del piccolo Stato arabo dall'aiuto militare nordamericano, provocando le reazioni delle componenti più integraliste della società kuwaitiana, preoccupate di un'eccessiva occidentalizzazione e modificazione dei costumi religiosi. Timoroso che anche in Kuwait si potesse affermare quel fenomeno fondamentalista sviluppatosi in gran parte del mondo islamico negli anni Novanta, il primo ministro operava un nuovo rimpasto governativo escludendone proprio due ministri legati alle componenti più strettamente religiose (aprile 1994).

Dopo un'ennesima “provocazione” di Saddam Ḥusayn, che determinava una mobilitazione generale a difesa delle frontiere (ottobre 1994), la tensione tra il Kuwait e l'ancora potente vicino si allentava con il riconoscimento formale da parte dell'Iraq della sovranità del piccolo Stato confinante (novembre 1994). Il graduale, anche se non completo, ritorno alla normalità dei rapporti internazionali nell'area favoriva il ripristino dei canali diplomatici con la Giordania (febbraio 1996), interrotti per la posizione di neutralità assunta da quel Paese in occasione dell'invasione irachena.

Nelle consultazioni elettorali del 1996, nonostante l'ampliamento del suffragio, i gruppi conservatori fedeli alla monarchia ottenevano la maggioranza dei consensi dei voti, ma nel maggio 1999 l'emiro Jaber al-Ahmed al-Sabah era comunque costretto a sciogliere il Parlamento e indire nuove elezioni legislative che, nel luglio, vedevano la vittoria dell'opposizione liberale e islamica sunnita. Il diritto di voto alle donne, concesso con un decreto dall'emiro nel mese di maggio, veniva negato dal Parlamento nel dicembre successivo. Nel 2003 si svolgevano le elezioni legislative che sancivano la vittoria dei partiti conservatore e islamico e una netta sconfitta dei liberali. Nell'aprile 2005 il Parlamento approvava il principio del diritto di voto e l'eleggibilità delle donne, applicabile alle elezioni amministrative. Nel gennaio 2006 l'emiro Jaber al-Ahmed al-Sabah moriva, gli succedeva Sabah al-Ahmad al-Jabir al-Sabah. La vittoria dell'opposizione alle elezioni legislative del giugno 2006, che per la prima volta hanno visto la partecipazione anche delle donne, determinava un rimpasto di governo che si è ripetuto nel marzo 2007, quando il primo ministro era riconfermato dall'emiro.

Nel maggio 2008 si sono svolte le elezioni vinte dall'Alleanza islamica salafista (Ais), partito conservatore e sunnita. Nel marzo 2009 l'emiro scioglieva il parlamento e indiceva nuove elezioni a causa di un'accusa di corruzione del governo. Le elezioni che si svolgevano in maggio vedevano la vittoria della minoranza scita e della componente liberale del Paese, e per la prima volta venivano elette delle donne in parlamento.

 

 

Popolazione

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Popolazione totale: 2736732
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Popolazione urbana (%): 98,25
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Gruppi etnici:

kuwaitiani 45%, altri arabi 35%, asiatici del sud 9%, iraniani 4%, altri 7%

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Lingue:

arabo (ufficiale), inglese (largamente diffuso)

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Religioni:

musulmani 85%, (sunniti 70%, sciiti 30%), altre (inclusi cristiani, indù, parsi) 15%

Demografia

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Tasso di crescita: 3,79
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Tasso di natalità: 18,72
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Tasso di mortalità: 3,11

Media dell'area geografica: 5.1422222455343 (su un totale di 18 stati)

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Tasso di mortalità infantile femminile: 8,50
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Tasso di mortalità infantile maschile: 9,70
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Tasso di fecondità totale: 2,32
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Rapporto tra i sessi: 148,01
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Rapporto tra i sessi alla nascita: 1,03
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Età mediana: 28,16
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Aspettativa di vita maschile: 73,47
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Aspettativa di vita femminile: 75,19

Indice di sviluppo umano

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Posizione / 179: 54

Indicatori economici

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PIL - Prezzi Correnti (miliardi $ USA): 160,98
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PIL - Parità di Potere d'Acquisto (miliardi $ USA): 153,54
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Tasso di crescita annua: 8,20
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PIL pro capite - Prezzi Correnti ($ USA): 43.722,80
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PIL pro capite - Parità di Potere d'Acquisto ($ USA): 41.700,70
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Bilancia dei pagamenti (milioni di $ USA): 70800
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Spesa statale per sanità (%): 5
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Spesa statale per istruzione (%): 8
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Spesa statale per difesa (%): 6
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Tasso di corruzione: 44
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Debito pubblico (%/PIL): 0,00
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Tasso di inflazione : 4,75
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Tasso di disoccupazione: 2,07
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Debito estero (milioni di $): 0,00
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Saldo migratorio: 277629

Indicatori socio-sanitari

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Vaccinazioni EPI finanziate dal Governo (%): 100
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Tasso diffusione HIV (stima) : 0,00
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Diffusione assistenza prenatale (%): 100
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Assistenza specializzata al parto (%): 100
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Tasso di mortalità materna: 9
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% urbana): 99
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% rurale): 99
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Accesso fonti migliorate di acqua potabile (% totale): 99
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Accesso impianti igienici adeguati (% urbana): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% rurale): 100
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Accesso impianti igienici adeguati (% totale): 100

Istruzione

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Tasso di alfabetizzazione femminile (15-24 anni): 99
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Tasso di alfabetizzazione maschile (15-24 anni): 99
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Iscritti scuola primaria che raggiungono il 5° anno : 95
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Tassi iscrizione scuola primaria femminile: 93
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Tasso iscrizione scuola primaria maschile: 94

Comunicazioni

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Tasso di libertà di stampa: 28,28
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Numero linee telefoniche ogni 100 abitanti: 18,26
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Utenti telefonia mobile ogni 100 abitanti: 175,09
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Numero reti televisive: 13
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Utenti internet ogni 100 abitanti: 74,20

Trasporti

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Aeroporti:

7

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Densità stradale (km/100 km²):

37,08

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Densità ferroviaria (km/ 100 Km²):

-

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Porti:

6